a cura di Vito Stano
Il
consiglio del primo ottobre, svoltosi in seconda convocazione a causa del lutto
familiare che ha colpito la sindaco, non è stato come al solito scoppiettante,
fatta eccezione per la comunicazione preliminare dell’assessore alla Cultura
Pierpaola Sapienza. I debiti fuori bilancio rivenienti da sentenze hanno
occupato buona parte del tempo a disposizione, per poi passare alla
ricognizione dei programmi. Dello stato di attuazione dei programmi ne abbiamo
parlato in modo dettagliato con il capogruppo di Nuova Idea Domani Teodoro
Santorsola.
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| Teodoro Santorsola - Foto Archivio Vito Stano |
Consigliere il suo
intervento sul punto è stato duro, ha cercato il confronto con l’assessore al
Bilancio Franco Antelmi ma non ha avuto questa soddisfazione. Su quale punto
l’amministrazione Di Medio è assente?
Per il terzo anno consecutivo, nonostante io continui a dire
all’amministrazione in carica che un provvedimento così portato in consiglio è
un provvedimento monco, costoro continuano a non allegare una precisa
rendicontazione sullo stato di attuazione dei programmi. Cioè quello che la
legge chiede espressamente al consiglio comunale.
E allora cosa allega?
Allegano
unicamente dei prospetti numerici, che sono soltanto un aspetto dello stato di
attuazione dei programmi. Ma il vero stato di attuazione dei programmi è rendicontare,
relazionare su ogni singolo intervento portato nel bilancio di previsione, lo
stato dell’arte, cioè, al 30 settembre. Il fatto grave del riequilibrio è che
il bilancio ha dovuto subire una forte variazione di bilancio per essere riequilibrato.
Perché?
Il
bilancio non era in equilibrio perché una nuova norma impone agli enti locali
di accantonare il 25% dei residui attivi, cioè delle somme che ogni ente deve
incassare, in un fondo svalutazione crediti. Per il comune di Cassano il fondo
è di circa 230mila euro, perché i residui che hanno un’anzianità superiore ai
cinque anni sono troppo alti.
Spieghiamo bene cosa sono
concretamente i residui attivi?
Sono
somme che l’amministrazione deve introitare da altri enti o da cittadini e sono
di varia natura e l’amministrazione comunale li conosce nel dettaglio.
Quindi cosa avrebbe potuto
fare l’amministrazione?
Avrebbe
dovuto porre in essere tutte le azioni utili e necessarie per incassare la
somme oppure, se si tratta di somme non incassabili, avrebbe dovuto eliminare i
residui attivi.
In che modo?
Estinguendo
questi ipotetici crediti. L’inefficacia dell’amministrazione si è rivelata un bumerang, perché a fronte di questa
norma, che io sento di condividere, avrebbe potuto ridimensionare il monte
residui e oggi il 25% sarebbe stato di gran lunga inferiore.
E questi 230mila euro da
dove provegono?
Dall’avanzo,
cioè sono state sottratte risorse
che potevano essere destinate alla comunità. Altro che lungimiranza! Non solo!
è stata ancora una volta aumentata la spesa corrente in tre mesi di oltre
241mila euro ed è aumentato l’indebitamento, cioè un doppio danno. In quanto
per poter costituire il fondo svalutazione crediti con l’avanzo di
amministrazione, si è dovuto cancellare il finanziamento di 83mila euro
destinato all’isola ecologica, per realizzare la quale oggi si fa ricorso a un
mutuo. Quindi al danno si aggiunge la beffa. Ancora una volta a pagare è la
città per intero e questo a causa di una mancanza totale di programmazione.

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