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| Mario Borghezio, europarlamentare Lega Nord - Foto google.com |
Mario Borghezio,
eurodeputato della Lega e, inverosimilmente, membro della Commissione per le
libertà civili è stato sospeso o quantomeno indotto
all’autosospensione dal gruppo 'Europa della libertà e della democrazia' di cui
l’esponente del Carroccio fa parte. Il gruppo di
euroscettici, conservatori e nazionalisti della Efd non ha affatto gradito le
espressioni razziste pronunciate dal collega nei confronti della ministra
italiana Cecile Kyenge e ne ha chiesto l’espulsione ottenendo, per adesso, la
sospensione. Borghezio pertanto non
si è affatto «autosospeso» come egli stesso ha dichiarato «per
tutelare la Lega e l’Efd» in attesa di fare piena chiarezza sulle sue frasi («lei è una bonga bonga», nominarla «è stata una scelta del cazzo», ndr). Alla
sospensione ha sensibilmente ed enormemente contribuito la petizione che lanciata sul sito Change.org e che ha
ottenuto in pochi giorni oltre 130mila firme.
Lunedì 20 maggio il
presidente del Parlamento Martin Schulz in apertura di seduta ha espresso «vergogna» per le dichiarazioni di Borghezio citando la petizione. Quando il
giorno successivo siamo stati ricevuti dai capigruppo di socialisti e
democratici, popolari, liberali, verdi, comunisti gruppi diversi che,
all’unisono, hanno espresso altrettanta vergogna per le affermazioni offensive
dell’esponente del Carroccio ai danni del ministro dell’Integrazione
Kyenge abbiamo subito pensato che non si trattasse di un incontro
rituale, ma di una forte presa di coscienza e di una indignazione vera della
gran parte del Parlamento Europeo per le affermazioni del deputato del
Carroccio.
La sospensione di
Borghezio dal gruppo Efd è pertanto la vostra e la nostra vittoria:
130mila cittadini che hanno voluto scolpire un concetto: 'fuori il
razzismo dal Parlamento europeo'. Questa vittoria dimostra
ancora una volta che una petizione non è solo uno strumento simbolico
di denuncia ma può cambiare le cose, incidere e condizionare il
dibattito di una imponente istituzione come il Parlamento Europeo fino
a determinare la sospensione di europarlamentare dal suo gruppo per le
sue dichiarazioni offensive.
È una vittoria che ne chiama altre, che deve indurre ognuno di voi a lanciare le proprie campagne sulsito Change.org. «Perché quando si sogna da soli è solo un sogno – recita
una nota massima – ma quando si sogna insieme è la realtà che
comincia!».
(fonte Change.org)
(fonte Change.org)

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