giovedì 12 dicembre 2013

Putignano. Spelaion 2013: dal 13 al 15 dicembre XVIII raduno regionale di speleologia

Quest’anno il gruppo ricerche carsiche Cai di Putignano per celebrare i 30 anni dalla sua fondazione, organizza il tradizionale raduno annuale dei gruppi speleologici della Puglia. Il periodo di svolgimento di Spelaion 2013 è previsto per i giorni da venerdì 13 a domenica 15 dicembre  a Putignano, in provincia di Bari, negli spazi della Grotta del Trullo, primo sito turistico della Puglia e tra le prime grotte turistiche di tutta l’Italia. Il programma di attività, in fase di definizione, comprenderà una giornata di studi con presentazioni a tema; escursioni; riunioni di federazione e di commissioni. 

Obiettivo della giornata di studi è approfondire e migliorare l’interazione con gli enti pubblici preposti alla tutela e gestione di archeologia, beni culturali, parchi e riserve naturali. Saranno presentate e analizzate esperienze e attività nelle quali la speleologia organizzata ha collaborato e ha fatto da supporto agli enti preposti alla tutela, valorizzazione e gestione di siti e aree con rilevanza speleologica. La giornata si concluderà con una tavola rotonda in cui verranno invitati i responsabili degli enti a trattare la questione dei vincoli e delle tutele connessa alle attività speleologiche.

Fotografia. In 'La terra dell'olio' Catalano e Pansini raccontano la Puglia degli ulivi

Foto di Francesco Catalano
La mattina del giorno della Madonna dell'Immacolata, 8 dicembre, era il momento per molti, specialmente i più piccoli, di svegliarsi prima del solito per andare a fare le olive. Anni fa, ormai le stagioni sono cambiate, la campagna delle olive era caratterizzata dal freddo rigido e dalla neve. Anni fa raccogliere le olive significava scale, rastrelli, cappellini di lana, fuochi accesi per riscaldare le mani e vino nero a riscaldare il cuore. Oggi la raccolta delle olive è meccanizzata, veloce, condizionata da temperature più miti. Non più poetica. In una parola: industria. Questa premessa suonerà comune a molti che abitano queste terre appule. Così come non è la prima volta che qualche intellettuale racconta la fatica della campagna. In ogni epoca, con occhi differenti, con penne (o tastiere) diverse sono stati colorate le narrazioni secondo le più intime emozioni e il proprio vissuto. Allo stesso modo, due fotografi, un uomo e una donna, entrambi pugliesi hanno voluto rappresentare ‘La terra dell’olio', questo il titolo della mostra fotografica che sarà visitabile da venerdì 13 dicembre (dalle 19,30) fino al 5 gennaio del nuovo anno, a Terlizzi, presso la pinacoteca  ‘Michele De Napoli’La mostra è promossa da RURALevolution, dalla pinacoteca ‘Michele De Napoli’ e dal Comune di Terlizzi.

Dall'evento su facebook.com si legge «onnipresenti su tutto il territorio regionale, gli ulivi sono stimati in 40 milioni di piante e possono essere considerati i protagonisti del paesaggio pugliese. A fine autunno parte la stagione della raccolta delle olive. È il momento in cui si respira, ma soprattutto si vede l’attività frenetica legata al comparto della produzione dell’olio d’oliva. Iniziano giornate faticose: albe fredde e umide, tanti alberi da battere, teli da stendere e da ripiegare, casse da trasportare, carri da scaricare nei frantoi, il processo di lavorazione, l’attesa e finalmente l’olio!». A raccontare tutto questo le immagini in bianco e nero di Francesco Catalano e Maria Pansini, due autori che attraverso il linguaggio della fotografia vogliono rendere omaggio al lavoro di tanti pugliesi e alla loro terra, la terra dell’olio.

Biografie
I fotografi sono Francesco Catalano, nato a Terlizzi (Bari) nel 1991. Ha avuto sin dall’infanzia l’opportunità di viaggiare, anche in Paesi con difficili realtà ambientali (Medio Oriente, Corno d’Africa) accompagnando il padre agronomo in alcune missioni FAO. In particolare un viaggio in Etiopia nel 2008 ha costituito per lui un vero momento epifanico per la fotografia. Da quel momento cresce in lui l’esigenza di raccontare attraverso le immagini le sue esperienze, gli incontri, gli aspetti socio-antropologici dei Paesi meta dei suoi viaggi. Ha realizzato reportage in Libano, Sud Africa, Etiopia, Egitto, Sri Lanka e numerosi Paesi europei. Alla fotografia reportagistica con gli anni aggiunge ricerche visive sul paesaggio e sul tema dei 'nonluoghi'. Nel luglio 2012, a Bruxelles, viene insignito del primo premio del concorso internazionale 'Images of Rural Europe' da parte del Commissario europeo all’Agricoltura e allo Sviluppo Rurale, Dacian Ciolos. Ha esposto i suoi reportage in Italia e all’estero (Sri lanka, 2012). Attualmente è studente di Ingegneria Meccanica al Politecnico di Bari, impegno a cui accosta la grande passione per la fotografia.


Maria Pansini nasce nel 1974 a Terlizzi (Bari); si laurea a Bari in Lettere moderne, con una tesi in Antropologia sociale sul popolo Kurdo. Le regalano una macchina fotografica, primo istinto: viaggiare! L’Europa dell’Est la sua prima meta: Praga, Vienna, Budapest, Berlino. A Praga scatta il suo primo rullino bianco e nero. In quei giorni visita la mostra di Josef Koudelka… una folgorazione. Parte per Milano e frequenta per due anni il CFP BAUER, storica scuola di fotografia. Collabora, come assistente, con il fotografo Pino Ninfa nel campo della musica e dello spettacolo; realizza un reportage del tour Razmataz di Paolo Conte e un progetto sul Carcere di San Vittore, dove intanto insegna Lettere. Dopo 8 anni di vita milanese decide di trasferirsi nuovamente a Sud: una questione di luce. Qui inizia la collaborazione con la galleria ADSUM, realizzando la prima personale ‘Incidenti mediterranei’, oltre che numerose altre esposizioni collettive. Entra in contatto con il Museo della Fotografia presso il Politecnico di Bari, dove tiene delle lezioni e cura progetti e mostre (Racconti della città vecchia, Bari 2012). Attualmente insegna Storia e critica della fotografia presso la scuola Fproject di Bari, tiene workshop sul linguaggio fotografico e organizza eventi legati alla diffusione della cultura e dell’arte fotografica.

12.12.2013
Vito Stano

mercoledì 11 dicembre 2013

La Gran Bretegna e la questione jugoslava. Rosario Milano presenta il suo libro

Chi mi conosce saprà di certo del mio amore per la Storia. Saprà anche, perché a volte mi capita di ripetermi (abitudine compulsiva mutuata dalla nonna), che mi sarebbe piaciuto fare un dottorato, ma che poi a causa del lavoro, che c'era e che ora manca, ho abbandonato gli studi specialistici e quindi, per adesso, anche l'idea di conseguire un dottorato di ricerca. 

Intanto per fortuna c'è qualcuno che, per quanto navighi in acque non calme, è riuscito comunque, grazie alla sua abnegazione, a portare a termine il dottorato di ricerca in Studi Storici, Geografici e delle Relazioni Internazionali, Storia dei Paesi del Mediterraneo - Storia delle Relazioni Internazionali presso il Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Bari ‘Aldo Moro’. Quel qualcuno è Rosario Milano, oggi cultore della materia (già dottore di ricerca). 

Rosario Milano ha, finalmente, dato alle stampe due sue fatiche, di cui martedì 17 dicembre a Gioia del Colle si terrà la presentazione. In questa occasione sarà presentato al pubblico il libro 'La Gran Bretagna e la questione jugoslava (1941-1947)edito da Adda (Bari, 2013). La serata avrà luogo presso il Mesalibre (ristorante spagnolo) in via Giovanni XXIII, n. 53 a di Gioia del Colle alle ore 18,00.

Per coloro che volessero fare un regalo inusuale a Natale o all'Epifania, a  questo indirizzo web è possibile acquistare una copia del libro. 

11.12.2013
V.S. 

Arctic30. Greenpeace lancia raccolta fondi per coprire spese legali degli attivisti

Le battaglie ambientaliste nel nostro tempo sono la nuova frontiera delle vecchie rivoluzioni. Purtroppo però gli avversari dell'ambiente sono sempre più forti e cinici. La storia degli attivisti di Greenpeace è emblematica di quanto può accadere. 30 attivisti hanno tentano di convincere, con un'azione difficile, la Russia e Gazprom a non invadere con le trivelle l'Artico. Ma l'aggressione pacifica s'è conclusa con l'arresto degli attivisti, tra cui c'era anche un italiano. Ora, dopo la liberazione su cauzione, su di loro pendono accuse pesanti, dalle quali dovranno difendersi. Per questo Greenpeace chiede un sostegno economico a coloro che credono nei valori alla base di queste battaglie. V.S.  

In questi mesi ti abbiamo raccontato la storia degli Arctic30: 30 coraggiosi uomini e donne che hanno protestato pacificamente contro la distruzione dell'Artico. E che per questo sono stati assaltati, arrestati e imprigionati. Come sai, dopo due difficili mesi di carcere, sono stati rilasciati su cauzione dal tribunale russo. Ma devono vedersela con accuse molto serie, come quella di teppismo, che potrebbero costare loro fino a sette anni di detenzione. Infatti, anche se siamo felicissimi di saperli fuori di prigione, sappiamo bene che non è finita. Non molleremo finché tutte le assurde accuse non saranno ritirate e gli Arctic30 giudicati innocenti. E finalmente, davvero liberi. Milioni di persone in tutto il mondo li hanno sostenuti, ma ora abbiamo bisogno di un aiuto concreto. I costi legali e organizzativi, per un'organizzazione indipendente come Greenpeace, che ha deciso di farsi carico di tutti gli oneri legati a questa vicenda, sono stati enormi e continueranno ad esserlo.


Per i prossimi mesi abbiamo stimato un costo totale di più di 4 milioni di euro per le spese come il supporto logistico ai 30 e alle loro famiglie, le tasse e le spese legali, le attività di mobilitazione e il recupero dell'Arctic Sunrise. Siamo fieri di essere indipendenti, siamo fieri di poter contare su persone come te che ci aiutano ad esserlo per vincere le nostre battaglie. La difesa dell'Artico è la battaglia ambientale più importante dei nostri tempi. Ed è appena iniziata: il primo passo è ridare la libertà a 30 persone che si sono battute per tutti noi, pacificamente, in prima linea per la protezione del Pianeta. Aiutaci a riportarli a casa.

(fonte Greenpeace)

Corruzione. Luigi Ciotti rilancia la sfida. Firma la petizione per un sanità pulita

Don Luigi Ciotti, presidente di Libera
Il nostro sistema sanitario è minacciato da un grave morbo, fatto di opacità, illegalità e corruzione, che sottrae risorse preziose per la nostra salute. Purtroppo sono i dati a confermarcelo: nel solo triennio 2010-2012, in Italia sono stati accertati reati nella sanità per oltre 1 miliardo e mezzo di euro. Questi soldi basterebbero per costruire 5 nuovi grandi ospedali modello. Troppi stanno alla finestra a guardare, dobbiamo invece ribellarci all’idea che non sia possibile cambiare. Ecco allora questa petizione molto concreta indirizzata al mondo della sanità pubblica.  Per prima cosa vogliamo quindi Aziende sanitarie trasparenti, perché la trasparenza è il primo e più importante antidoto contro l'illegalità e la corruzione. C’è una legge chiara in merito, la 190/2012, ma sono ancora molte le Aziende sanitarie che non hanno applicato le norme anticorruzione. 
Chiediamo allora con forza agli Assessori regionali e ai Direttori generali alla Sanità di impegnarsi per far rispettare gli obblighi di legge da ciascuna delle 237 aziende sanitarie del nostro Paese.  È dal 1978 che l’Italia si è dotata di un Servizio sanitario nazionale che ha dato a tutti, senza discriminazioni, cure e assistenza. Questo sistema ci ha resi più sani, ha protetto noi e le nostre famiglie ed è fondamentale preservarlo. Per questo ti chiedo ora di fare la tua parte. Firma anche tu e chiedi ai tuoi amici di firmare questa importante petizione. Insieme possiamo davvero fare la differenza.

Luigi Ciotti
(Presidente di Libera)

Bari. Alla Mediateca regionale pugliese lezioni frontali sul 9.5 mm. A prova di fuoco

A novant'anni dalla prima sbirciatina in quell'obiettivo che rubava frammenti di vita domestica e privata, 'Frammenti' organizza tavole rotonde, lezioni frontali, proiezioni ed esposizioni museali sul formato ridotto che aprì la strada al cinema amatoriale.
 

Mediateca Regionale Pugliese (Via Giuseppe Zanardelli, 30 - Bari)

Sabato 14 dicembre alle ore 18,00 
► TAVOLA ROTONDA 
Il ruolo delle Cineteche e degli Archivi nella conservazione dei film in formato ridotto e quadro generale del patrimonio in 9.5mm in Italia ed Europa. Interverranno Reto Kromer, restauratore e conseratore, Anne Gourdet-mares collaboratrice della Cinémathèque Française e referente per Pathè, Claudio Santancini del The Austrian Film Museum, Silvia Casagrande dellaFilmoteca Navarra, Irela Núñez della Cineteca Nazionale, Gaetano Martino della Cineteca Lucana, Mirco Santi per Camera Ottica e CREA dell'Università di Udine e Marcello Seregnidell'Associazione Culturale Hommelette e conservatore della Cineteca Italiana di Milano.
Buffet a tema curato da Cucina Mancina con degustazione dei vini di Cantine Barsento

Domenica 15 dicembre ore 10,30
► SCREENING
El Perro Negro - Stories from the Spanish Civil War by Peter Forgacs
(Hungary 2005, 84')
Selezione cortometraggi in pathè baby a carattere documentaristico gentilmente concessi dalla Princeton University Library.

Lunedì 16 dicembre ore 10,30
► LEZIONE FRONTALE
Fonti storiografiche e tecnica di recupero: Pathé Baby in Italia
A cura di Mirco Santi per Homemovies, Camera Ottica e CREA dell'Università di Udine eMarcello Seregni per l'ass. Hommelette e la Cineteca italiana di Milano.

Martedì 17 dicembre ore 10,30
► LEZIONE FRONTALE
9.5 mm. Lo stato della conservazione in Europa
A cura di Silvia Casagrande (Filmoteca Navarra) e Claudio Santancini (The Austrian Film Museum) discutono le fasi di recupero delle pellicole pathè baby e mostrano i risultati del lavoro effettuato negli ultimi anni. 

Mercoledì 18 dicembre ore 18,00
► SCREENING
KARAGOEZ CATALOGO 9,5 by Y. Gianikian and A. Ricci-Lucchi 
(Italy 1983, 54' color)
Con il suo editing virtuoso, Karagoez - catalogo 9.5 è l' omaggio al film di finzione dei due autori realizzato con frammenti di classici del cinema muto in formato amatoriale. 
"Se Godard ha fatto le sue 'Histoires du Cinéma', Yervant Gianikian e Angela Ricci Lucchi hanno creato con il loro cinema la storia dell'Uomo" (Raymond Bellour).

IMAGES FROM THE PLAYGROUND by Stig Björkman 
(Sweden 2009, 29')
Nei primi anni '50, Ingmar Bergman si procurò una cinepresa, un 9,5 millimetri Bell & Howell, che usò spesso sia privatamente che nel suo lavoro. Images from the playground presenta questi film, fornendo una immagine diversa di uno dei più grandi artisti del cinema. Queste immagini sono accompagnate da interviste fatte a Bergman. Le attrici Harriet Andersson e Bibi Andersson - sottoposte all'occhio amorevole di Bergman in questi documenti - contribuiscono con immagini.

Nel corso degli eventi sarà visitabile la mostra temporanea sulla storia del formato 9.5mm a cura della Cineteca Lucana allestita negli spazi della Mediateca regionale. In esposizione proiettori, cineprese Pathè Baby manuali e a motore, pubblicazioni periodiche e reclame dell'epoca che ripercorrano l'excursus di questo formato ridotto nei decenni che lo videro protagonista. 
Contemporaneamente una selezione a cura dell'associazione promotrice dell'evento di film in 9.5mm sarà programmata in loop presso l'ingresso multimediale della struttura per tutta la durata dell'evento.

Per info sull'iniziativa 9.5mm - A prova di fuoco
frammentidicinema@gmail.com
3932730630

martedì 10 dicembre 2013

Sviluppo ecosostenibile. Enzo Lavarra invita i parchi pugliesi al confronto

PugliaEuropaMed per mercoledì 18 dicembre alle ore 17,30 ha organizzato un incontro per parlare de ‘Lo sviluppo ecosostenibile. Parco Lama S. Giorgio, Parco Nazionale dell’Alta Murgia, Parco delle Dune Costiere, Parco Terra delle Gravine: esperienze a confronto’. L’appuntamento è a Gioia del Colle presso la sala De Deo.

Introdurrà i lavori l’assessore e vice presidente della Regione Puglia Angela Barbanente. Sono pevisti gli interventi di Matteo Antonicelli, direttore Gal Barsento e dei Trulli; Roberto Barberio, Parco delle Terre di Gravina; Gianfranco Ciola, Parco delle Dune Costiere; Antonio De Concilio, Coldiretti Puglia; Fabio Modesti, Parco Nazionale dell’Alta Murgia; Donato Ippolito, WWF; Vito Laterza, UCI. Coordinerà il dibattito Walter Ivone. Le conclusione spetteranno Enzo Lavarra, già eurodeputato, presidente nazionale del Forum Agricoltura Alimentazione del Partito Democratico. 


Nel corso dell'evento sarà presentato il volume ‘La Terra dei Trulli e di Barsento. Guida del territorio rurale’ di Walter Ivone e Gianni Pofi.

Rifiuti. Cassano delle Murge ottiene riconoscimento di Comune riciclone 2013

Dati ricavati dal sito rifiutiebonifica.puglia.it
La vicenda della gestione dei rifiuti solidi urbani è un nodo importante del dibattito politico nazionale e locale e, in particolare, da quando si è affermata, a livello normativo, la modalità di raccolta differenziata il tema ha assunto sempre più rilievo. Delle modalità di raccolta quella che ha dato i migliori risultati è indubbiamente la cosiddetta 'porta a porta', che prevede una divisione delle frazioni già all'interno delle utenze, sia domestiche sia commerciali, che industriali e agricole. Da anni Legambiente premia i Comuni italiani che raggiungono i livelli di raccolta differenziata stabiliti dalla direttive europee, recepite dalla norma nazionale, ma la numerose deroghe alla legge non hanno stimolato il cambiamento. A questo proposito qualche giorno fa il ministro della Tutela dell'Ambiente Andrea Orlando ha reso noto che ancora per qualche anno l'Italia derogherà rispetto alle norme stringenti che prevedono il raggiungimento del 65% di rifiuti differenziati a fine dicembre 2013, «poiché  ha spiegato il ministro  i livelli ad oggi sono ancora troppo bassi». Questo ennesimo rinvio è la prova di quanto la politica relativa alla gestione dei rifiuti sia stata, negli ultimi decenni, fallimentare. 


Dati ricavati dal sito
rifiutiebonifica.puglia.it
Ma a volte la politica è capace di produrre buoni risultati e quando questo succede la notizia assume un aspetto meno scandalistico e più riflessivo. Dall'ufficio stampa del Comune di Cassano delle Murge, è stato reso noto in mattinata che, grazie alle percentuale di raccolta differenziata raggiunta, il paese alle pendici dell'Alta Murgia avrebbe ricevuto una particolare menzione. Ovviamente la notizia non ha lasciato indifferente la sindaco Maria Pia Di Medio, la quale ha subito rilanciato, con parole di soddisfazione, la buona politica adottata nella gestione dei rifiuti solidi urbani. Questo è il primo riconoscimento ufficiale, relativo a questo ambito, che la città di Cassano delle Murge riceve, in quanto entra nella speciale classifica dei 'Comuni ricicloni pugliesi del 2013', quelli cioè che fanno registrare ottimi livelli di differenziata. 

Il Comune di Cassano delle Murge ha ottenuto, tra l'altro, da Legambiente un riconoscimento particolare (essendo al primo anno del nuovo sistema di igiene urbana) ovvero la 'Menzione speciale start up', riservata agli enti che hanno superato la percentuale di raccolta del 50% nel primo semestre dall’avvio della raccolta differenziata, che è iniziata soltanto il 13 maggio scorso. La menzione è stata assegnata nel corso della presentazione del 6° rapporto 'Comuni Ricicloni Puglia 2013', evento annuale organizzato da Legambiente, in collaborazione con Anci e Regione Puglia, e riservato proprio ai Comuni che si sono distinti nel conferimento differenziato dei rifiuti. Nel corso della presentazione del rapporto sono intervenuti, tra gli altri, il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, l'assessore regionale all'Ambiente Lorenzo Nicastro, il vicepresidente nazionale di Legambiente Stefano Ciafani e il presidente di Legambiente Puglia Francesco Tarantini. 


Dati ricavati dal sito rifiutiebonifica.puglia.it
Per il Comune di Cassano erano presenti il sindaco Maria Pia Di Medio, l'assessore all'Ecologia Carmelo Briano e Lorenzo Sciacovelli del servizio Territorio. «Questo riconoscimento – ha commentato la sindaco – assume un significato straordinario poiché si rivolge ad una intera collettività, che, con una azione sinergica e di vero senso civico, dimostra come si possa, lavorando insieme, raggiungere i migliori risultati per se stessi e per l’ambiente. Questo momento lo riporterò  ai cittadini che sono i veri artefici del risultato. Come abbiamo detto più volte solo grazie alla costanza dei cittadini è possibile avere un Comune che ricicla i suoi rifiuti e che guarda al benessere futuro del suo territorio. Deve diventare anche qui uno stile di vita». «Non è stato facile e non sarà facile – prosegue il primo cittadino –. Serve il massimo impegno per sradicare cattive abitudini».


Carcassa d'auto e rifiuti d'ogni genere sulla Murgia
Foto Archivio Vito Stano 2013
In effetti le cattive abitudini sono dure e, come la gramegna, non è detto che una volta eliminate non si ripresentino. Molte sono le aree prese di mira per abbandonare i rifiuti appena fuori dal centro abitato. L'area delle Murge di Cassano delle Murge è sporcata da rifiuti di tutti i generi, dai sacchetti agli apparecchi tv, dai pneumatici alle carcasse d'auto, dagli scarti di produzioni artigianal-industriali ai sempre verdi scarti di manutenzioni edilizie. Insomma, in questi ultimi 6 mesi di consigliatura, la sindaco e la sua maggioranza non avranno vita facile per vincere questa battaglia di civiltà. 

Ma il vero deus ex machina del nuovo modo di raccogliere e conferire i rifiuti è senza dubbio l'assessore alla Tutela dell'Ambiente Carmelo Briano, già maresciallo dei Carabinieri presso la stazione di Cassano delle Murge, il quale già da consigliere comunale ha dato prova di interesse rispetto al tema della corretta gestione dei rifiuti. Alla notizia del premio conferito da Legambiente, l'assessore Briano ha reagito con soddisfazione. «Abbiamo sempre detto di essere sulla strada giusta – ha affermato – e con questo riconoscimento vediamo ricambiati i nostri sforzi. Tutto questo ci spinge ad impegnarci ancora e presto presenteremo altre novità legate al riciclo dei rifiuti per rendere Cassano un Comune moderno, al passo di altre città che da tempo adottano la differenziata».


Dati ricavati dal sito rifiutiebonifica.puglia.it
Insomma la politica in questa vicenda ha avuto il coraggio di compiere un passo importante e i cittadini, spina dorsale di qualsiasi vero cambiamento, possono dirsi tutti, o quasi, felici di aver intrapreso una strada che in principio sembrava dissestata e di difficile percorrenza. Per completezza d'informazione c'è anche da dire che il Comune di Cassano delle Murge ha raggiunto un ragguardevole 63,58% di rifiuti solidi urbani differenziati nel mese di settembre, ma questo dato aggregato a quelli degli altri Comuni dell'Ato Ba/4, non consente comunque di stare neppure sopra la penosa soglia del 20%. Infatti la media del bacino d'appartenenza, il Bari/4 appunto, è attestata al 16,12%, in linea con la maggior parte dei bacini pugliesi. Quindi in questo, come in tutti i settori della vita sociale, il lavoro di squadra (in questo caso si potrebbe dire intercomunale) è più che mai indispensabile, altrimenti gli sforzi compiuti avranno il pregio di essere riconosciuti, ma effettivamente il cambiamento radicale, seppure a lungo termine, non potrà arrivare. Differenziare i rifiuti prodotti in casa o in ufficio o al bar o al ristorante o, ancora, in azienda, è soltanto il primo passo. A questo deve seguire il controllo, che il Comune di Cassano delle Murge, per esempio, ha da pochi giorni comunicato che avvierà a breve. L'azione di controllo è utile a garantire la qualità delle frazioni differenziate. Altrimenti, ancora una volta, lo sforzo sopportato sarà utile a pochi (magari in campagna elettorale) e non a introdurre un reale e duraturo cambiamento. Poiché conferire frazioni (che sia plastica, vetro o altro) e farlo nel migliore dei modi significa ottenere in denaro (che entra nelle casse comunali) il maggior risultato possibile. Già è capitato, come confermava tempo fa in una chiacchierata l'assessore Briano, che il ricavato di una specifica frazione era troppo basso a causa dell'eccesso di impurità presente. Quindi una buona differenziata significa un maggior ricavo. Fare la differenziata soltanto per obbligo non darà i risultati migliori. Occorre crederci fino in fondo e impegnarsi tutti i giorni, cercando poi di fare attenzione ai prodotti acquistati: meno imballaggi significa meno rifiuti. 

10.12.2013
Vito Stano

lunedì 9 dicembre 2013

Parco Nazionale dell'Alta Murgia. Speciale "Economia verde contro Servitù militari"

Il presidente del Parco Nazionale dell'Alta Murgia Cesare Veronico prese consapevolezza fino in fondo «che nel nostro Parco si stavano svolgendo esercitazioni militari a fuoco da un articolo del 15 marzo. Che si tenessero da anni nel nostro perimetro, lo sapevo già, ma l’effetto di quella notizia fu di quelli che non si dimenticano: una ‘prima volta’ di cui avrei fatto volentieri a meno. Festeggiavo quel giorno un anno da presidente del Parco Nazionale dell’Alta Murgia, un anno intenso e bellissimo trascorso a girare in lungo e in largo per l’Italia per costruire e promuovere una nuova idea di economia sostenibile che stavamo sperimentando nel cuore verde e roccioso della Puglia». Comincia così 'La Bellezza Disarmante', il libro scritto da Cesare Veronico in questi giorni in giro per lo Stivale per la presentazione.

Dunque se Veronico scriveva quelle parole era perché il 15 marzo 2013 pubblicavo sul mio blog Murgiambiente e su Villaggio Globale (www.vglobale.it) - Rivista di Ecologia un articolo, con il quale raccontavo le contraddizioni di un parco giovane oberato da pesanti fardelli. I pesi che il presidente Veronico s'è trovato a dover affrontare sono stati numerosi, ma a quanto pare la battaglia di «Davide contro Golia» sta dando i suoi frutti. Dopo audizioni regionali e ministeriali, proclami pubblici e amarezze private, le esercitazioni militari nell'area del Parco Nazionale dell'Alta Murgia per due volte (già programmate) sono state bloccate. Quindi qualcosa si sta muovendo. 

Per la gravità di questo argomento, ho pensato di mettere ordine e proporre a voi lettori gli articoli e i documenti video realizzati dal quel fatidico 15 marzo ad oggi.

09.12.2013
Vito Stano

MURGIAMBIENTE

BLOG DI VITO STANO  

Servitù militari e turismo: le contraddizioni del Parco dell'Alta Murgia

venerdì 15 marzo 2013

venerdì 15 marzo 2013

martedì 26 marzo 2013

giovedì 11 aprile 2013

venerdì 21 giugno 2013

WWF Puglia: «poligoni militari incompatibili nel Parco dell’Alta Murgia»

sabato 22 giugno 2013

sabato 22 giugno 2013


sabato 6 luglio 2013

domenica 7 luglio 2013

venerdì 4 ottobre 2013

sabato 12 ottobre 2013

giovedì 19 dicembre 2013

Progetto Lame. Tra ricorsi e memorie l'iter non si ferma. Lamafutura si racconta

Un immagine del canalone - Foto comitato Lamafutura
Giustizia: percorso a ostacoli
Dopo aver tentano di convincere l’amministrazione Di Medio a riguardare il progetto originario, il comitato Lamafutura a metà settembre ha depositato un ricorso al Tar Puglia. Nel ricorso viene contestata l’inutilità delle vasche a fronte dello stato decadente del canalone. Per tutta risposta l’amministrazione comunale ha presentato al Tar Puglia delle memorie. A metà del mese di novembre il comitato deposita delle ulteriori memorie, arricchite dal contenuto di due note scritte dall’ufficio Attuazione e pianificazione paesaggistica della Regione Puglia e dall’ex Genio civile. 


In sostanza nel primo documento si evidenzia il fatto che le due vasche sono previste in aree soggette a vincolo idrogeologico e nel secondo viene messo in risalto lo stato in cui versa il canalone, opera realizzata nel 1952 che ad oggi versa in condizioni a dir poco decadenti. Sta di fatto che la sentenza del Tar Puglia arriverà presumibilmente a metà gennaio, tenendo ben presente che il Tar Puglia non si esprimerà nel merito del progetto, ma potrà eventualmente ordinare un stop temporaneo dell’iter, durante il quale le parti potranno trovare un accordo. Insomma la questione è più che mai aperta.

Il canalone. Opera dimenticata
In sostanza il canalone è deputato a raccogliere le acque prodotte dai bacini imbriferi uno, quattro e cinque. Il bacino numero uno raccoglie l’acqua della zona del Costone di Bruno; il bacino numero quattro raccoglie l’acqua del centro abitato; il bacino numero cinque raccoglie l’acqua della contrada Mazzacavallo. Quindi il canalone raccoglie oltre all’acqua non assorbita dalla zona del centro anche le acque che approdano da due aree appena fuori l’abitato.

Strozzatura del canalone e riduzione della portata dell’acqua
Con Lorenzo Fiore abbiamo ripercorso la storia del canalone di Cassano, che a metà degli anni ’90 ha subito una modifica che Fiore definisce «dolorosa, perché la sezione del canale è stata ridotta da tre metri per due a un tubo di un metro e mezzo di diametro. Questa strozzatura riduce la portata da circa 35 metri cubi a circa 5 metri cubi di acqua al secondo». Questa dunque la causa degli allagamenti di alcune aree ben definite (Giano Plastica, Dia) durante le piogge torrenziali dell’ottobre 2005, secondo l’attivista di Lamafutura.

Ulteriori lavori di allungamento del canalone 
Ma questa prima strozzatura creata per urbanizzare la zona a ridosso di via Bitetto, non è stata l’unica modifica che il canalone ha subito. Infatti gli attivisti del comitato Lamafutura hanno scoperto che nell’agosto 2011 si sono conclusi i lavori di un ulteriore allungamento del canalone di 526 metri con una tubazione di due metri di diametro. Questa tubo di due metri di diametro attraversa da sotto la via di Bari, fiancheggia il depuratore e conclude il suo percorso in una vasca di riposo oltre il depuratore. I lavori per questo ulteriore allungamento del canalone sono iniziati nel febbraio 2011 e sono terminati, come detto, nell’agosto 2011, per un costo di 540mila euro. Di fronte a questa ennesima sorpresa gli attivisti del comitato si sono chiesti «se era in corso la progettazione del cosiddetto Progetto Lame, che prevedeva l’impiego di 4 milioni di euro, per quale ragione si è provveduto a questo ulteriore allungamento, invece di provvedere alla manutenzione del canalone da monte?». E ancora Fiore si chiede «come mai, dopo il conferimento dell’incarico di progettazione all’Advenco (aggiudicato grazie ad un ribasso d’asta del 75%), il progetto originario, che prevedeva la ristrutturazione del canalone, è stato stravolto?». La partita, dunque, è ancora tutta da giocare. La battaglia, adesso più che mai, si giocherà sui campi minati della comunicazione. Tutti avvisati, cittadini in primis. Nessuno abbassi la guardia.    

09.12.2013
Vito Stano