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lunedì 13 gennaio 2014

Cassano delle Murge. Politica: il ritorno di Lamafutura e l'incongnita dei movimenti

Le feste non hanno ancora abbandonato del tutto l'Alta Murgia, ne è prova tangibile l'albero di natale che davanti al palazzo comunale fa bella mostra di sé. Intanto però la macchina politico-amministrativa ha ripreso il suo ritmo e con essa anche i movimenti di opposizione stanno ritornando sul proscenio. A testimoniare questa rinascita post natalizia l'evento su facebook creato da Paolo Racano, uno degli animatori del comitato cittadino Lamafutura. Alla riunione di domani, martedì 14 gennaio alle 18,00 presso il pub Pecora Nera, hanno "promesso" di partecipare tra gli altri anche Teodoro Santorsola, capogruppo in Consiglio comunale del gruppo 'nuova ideadomani. In effetti la posizione di Santorsola, e del suo gruppo, è stata dapprincipio tenuta in alta considerazione dal gruppo di cittadini riuniti sotto il logo di Lamafutura. La posizione del Partito Democratico cassanese invece ha ispirato attacchi anche duri da parte di alcuni esponenti del comitato, giustificati dalla ignavia politica dei consiglieri comunali e della dirigenza. Pare che il nuovo segretario (con il quale non ho ancora avuto modo di parlare) sia invece vicino alle posizioni di Lamafutura. Mi auguro quanto prima di poterci fare due chiacchiere su questo, così come su altre questioni che attengono al prossimo futuro di Cassano delle Murge.   
Ma Lamafutura non è la sola a muovere i primi passi nell'agone politico del nuovo anno. Dal quotidiano monitoraggio dei profili facebook annoto che anche il Movimento 5 Stelle di Cassano delle Murge è pronto a far la propria parte. Roberto Mancino, uno dei fondatori del M5S locale, ha scritto nella pagina dedicata al gruppo che "il 2014 è un anno importante per il M5S sia in ambito nazionale che europeo. Il semestre europeo che da giugno riguarderà l'Italia è il viatico per cambiare questo Paese dall'alto, dai vertici, da Bruxelles, da dove oggi viene decisa realmente la politica degli stati membri. E noi siamo i PIIGS purtroppo... Ma il 2014 è anche l'anno delle amministrative a Cassano. Nel prossimo incontro vogliamo chiarirci un po' le idee, capire cosa può fare questo gruppo per il proprio paese e la collettività. Vogliamo capire quanti cittadini sono disponibili a mettersi in gioco o anche solo a mettere a disposizione le loro idee e competenze". L'appuntamento è per giovedì 16 gennaio alle 20,00 in via Netti.
Però se Lamafutura ha già contribuito ad alimentare la discussione politica, il Movimento 5 Stelle locale non ha fatto granché. Anzi se devo essere onesto avevo sperato in una new entry nella politica cassanese, che purtroppo non è arrivata, almeno fino a questo momento. Il gruppo grillino si è tenuto distante dalle questioni locali, ha più volte contribuito a divulgare l'operato del gruppo parlamentare in incontri di piazza, ma per Cassano delle Murge niente. Se per le prossime amministrative il M5S sarà protagonista della tornata elettorale non lo so, ma devo dire che ad oggi le opinioni riferitemi da alcuni componenti del M5S cassanese non sono confortanti. Del resto dalle elezioni nazionali ad oggi i grillini, oltre a linkare sul proprio gruppo di facebook e sui profili personali, hanno fatto davvero poco. Troppo poco per una forza politica che avrebbe potuto contribuire a smontare la storica scenografia cassanese dove, come ne Il gattopardo di Tomasi di Lampedusa, tutto cambia per non cambiare niente. Mi auguro di sbagliare, ma questa storia ha il sapore della delusione. Del resto in un paese piccolo come Cassano delle Murge la politica può insinuarsi nei rapporti famigliari: così come la famiglia Tunzi si trovò a esprimere due componenti in due liste differenti, se il M5S decidesse di fare una lista, la famiglia Mancino-Ruggero avrebbe due persone (Roberto Mancino e Michele Ruggero, nipote e zio) in due liste differenti. La scelta è ardua, come mi è capitato più volte di scrivere, ma è necessario andare oltre le appartenenze famigliari e amicali per affrontare con coraggio le sfide che il futuro riserva. 
13.01.2014
Vito Stano    

lunedì 9 dicembre 2013

Progetto Lame. Tra ricorsi e memorie l'iter non si ferma. Lamafutura si racconta

Un immagine del canalone - Foto comitato Lamafutura
Giustizia: percorso a ostacoli
Dopo aver tentano di convincere l’amministrazione Di Medio a riguardare il progetto originario, il comitato Lamafutura a metà settembre ha depositato un ricorso al Tar Puglia. Nel ricorso viene contestata l’inutilità delle vasche a fronte dello stato decadente del canalone. Per tutta risposta l’amministrazione comunale ha presentato al Tar Puglia delle memorie. A metà del mese di novembre il comitato deposita delle ulteriori memorie, arricchite dal contenuto di due note scritte dall’ufficio Attuazione e pianificazione paesaggistica della Regione Puglia e dall’ex Genio civile. 


In sostanza nel primo documento si evidenzia il fatto che le due vasche sono previste in aree soggette a vincolo idrogeologico e nel secondo viene messo in risalto lo stato in cui versa il canalone, opera realizzata nel 1952 che ad oggi versa in condizioni a dir poco decadenti. Sta di fatto che la sentenza del Tar Puglia arriverà presumibilmente a metà gennaio, tenendo ben presente che il Tar Puglia non si esprimerà nel merito del progetto, ma potrà eventualmente ordinare un stop temporaneo dell’iter, durante il quale le parti potranno trovare un accordo. Insomma la questione è più che mai aperta.

Il canalone. Opera dimenticata
In sostanza il canalone è deputato a raccogliere le acque prodotte dai bacini imbriferi uno, quattro e cinque. Il bacino numero uno raccoglie l’acqua della zona del Costone di Bruno; il bacino numero quattro raccoglie l’acqua del centro abitato; il bacino numero cinque raccoglie l’acqua della contrada Mazzacavallo. Quindi il canalone raccoglie oltre all’acqua non assorbita dalla zona del centro anche le acque che approdano da due aree appena fuori l’abitato.

Strozzatura del canalone e riduzione della portata dell’acqua
Con Lorenzo Fiore abbiamo ripercorso la storia del canalone di Cassano, che a metà degli anni ’90 ha subito una modifica che Fiore definisce «dolorosa, perché la sezione del canale è stata ridotta da tre metri per due a un tubo di un metro e mezzo di diametro. Questa strozzatura riduce la portata da circa 35 metri cubi a circa 5 metri cubi di acqua al secondo». Questa dunque la causa degli allagamenti di alcune aree ben definite (Giano Plastica, Dia) durante le piogge torrenziali dell’ottobre 2005, secondo l’attivista di Lamafutura.

Ulteriori lavori di allungamento del canalone 
Ma questa prima strozzatura creata per urbanizzare la zona a ridosso di via Bitetto, non è stata l’unica modifica che il canalone ha subito. Infatti gli attivisti del comitato Lamafutura hanno scoperto che nell’agosto 2011 si sono conclusi i lavori di un ulteriore allungamento del canalone di 526 metri con una tubazione di due metri di diametro. Questa tubo di due metri di diametro attraversa da sotto la via di Bari, fiancheggia il depuratore e conclude il suo percorso in una vasca di riposo oltre il depuratore. I lavori per questo ulteriore allungamento del canalone sono iniziati nel febbraio 2011 e sono terminati, come detto, nell’agosto 2011, per un costo di 540mila euro. Di fronte a questa ennesima sorpresa gli attivisti del comitato si sono chiesti «se era in corso la progettazione del cosiddetto Progetto Lame, che prevedeva l’impiego di 4 milioni di euro, per quale ragione si è provveduto a questo ulteriore allungamento, invece di provvedere alla manutenzione del canalone da monte?». E ancora Fiore si chiede «come mai, dopo il conferimento dell’incarico di progettazione all’Advenco (aggiudicato grazie ad un ribasso d’asta del 75%), il progetto originario, che prevedeva la ristrutturazione del canalone, è stato stravolto?». La partita, dunque, è ancora tutta da giocare. La battaglia, adesso più che mai, si giocherà sui campi minati della comunicazione. Tutti avvisati, cittadini in primis. Nessuno abbassi la guardia.    

09.12.2013
Vito Stano  

lunedì 25 novembre 2013

Cassano delle Murge. Legambiente: oggi seminario su rischio idrogeologico al liceo

Le notizie di questi giorni sulla tragedia di Olbia risvegliano la sete di conoscenza attorno al tema del rischio idrogeologico, argomento che dovrebbe diventare cruciale nel dibattito politico nazionale, per lo più noioso, inconcludente e autoreferenziale. Il circolo di Legambiente di Cassano delle Murge, attivo da pochi mesi ma già distintosi per l'impegno profuso, sarà oggi pomeriggio protagonista di un incontro presso il liceo scientifico-classico Leonardo-Platone alle ore 17,00 per discutere di ‘La forza dell'acqua e il ruolo del bosco nella mitigazione del rischio idrogeologico’. Questo momento di confronto è stato organizzato nell'ambito delle manifestazioni della ‘Giornata Nazionale dell'Albero’, che si celebra in questi giorni. Si discuterà di processi naturali e antropici, che determinano condizioni di rischio praticamente su tutto il territorio italiano. L'introduzione sarà affidata a Gianni Spina, presidente del circolo di Legambiente di Cassano delle Murge. Alla sindaco di Cassano delle Murge Maria Pia Di Medio toccherà fare il saluto istituzionale e magari darà qualche buona nuova rispetto al Progetto Lame. Dopo i saluti di rito sarà quindi la volta di Oronzo Antonio Milillo, presidente della Federazione Regionale Ordine dottori agronomi e forestali.

L'Italia è un Paese che per caratteristiche presenta elementi di predisposizione al dissesto. A questi si aggiungono i mutamente climatici in atto, con la novità dei fenomeni meteorologici sempre più intensi, concentrati in poche ore e su aree circoscritte. A ciò si aggiunge l'opera dell'uomo: l'abusivismo edilizio, la cementificazione diffusa, il consumo di suolo con l'aumento della percentuale di impermeabilizzazione, l'inadeguata pianificazione urbanistica, la carenza o l'errato dimensionamento delle opere di ingegneria sul territorio e altro ancora. 

La difesa del suolo deve costituire allora una delle priorità nazionali, che richiede strumenti e risorse adeguate. Il seminario proposto da Legambiente, pertanto, vuole fornire una fotografia quanto più dettagliata del fenomeno del dissesto idrogeologico, a livello italiano e a livello locale. Nello stesso tempo intende fornire un accenno alle soluzioni possibili, puntando gli occhi non solo sulle innovazioni pensate per fronteggiare il fenomeno, ma anche a ciò che in passato si è fatto e che ha dimostrato tutta la sua validità. In questo senso si approfondirà il caso foresta Mercadante, il grande polmone della provincia di Bari, frutto di un'opera intensa di rimboschimento portata avanti con lungimiranza agli inizi del Novecento, proprio in funzione del ruolo che il bosco può avere nella mitigazione del rischio idrogeologico. 

Sarà approfondita la necessità di una maggiore attenzione al miglioramento delle condizioni vegetative dei boschi esistenti e, ancora, alla necessità di operare nuovi impianti, con il rimboschimento di nuove aree proprio in funzione di difesa idrogeologica, anche nelle zone periurbane. Il seminario servirà anche a puntare l'attenzione sul sistema di protezione civile, fondamentale non solo nelle sue risposte all'emergenza ma anche nelle varie iniziative tese alla formazione e alla informazione della popolazione. 

25.11.2013
Vito Stano

martedì 15 ottobre 2013

LamaFutura: progetto della sindaco Di Medio bocciato. Ma pronti al dialogo

I protagonisti della vicenda nota a tutti i cassanesi come 'progetto Lame' o, come formalmente è scritto negli atti 'progetto di protezione idraulica dell'abitato' proseguono la battaglia ingaggiata su opposti fronti con l'amministrazione cassanese e, in particolare, con la sindaco Maria Pia Di Medio. Pubblichiamo di seguito l'ultimo comunicato che il comitato LamaFutura ha diramato. V.S.


di Comitato LamaFutura
In riferimento ai recenti interventi del sindaco Di Medio sul controverso progetto di protezione idraulica, di cui la stampa locale ha dato conto, il Comitato Lamafutura ritiene che la comunità locale debba avere conoscenza di alcuni aspetti della questione, sinora trascurati dallo stesso Sindaco. In disparte ogni considerazione su alcune imbarazzanti giustificazioni non richieste («...nessun amministratori ha interessi personali di qualsiasi tipo nell'opera da realizzare...»), e su altre vaghe considerazioni sul progresso che avanza; sul meglio che è nemico del bene; sull'antropizzazione del territorio; sulla necessità di non farsi sfuggire il finanziamento, in disparte tutto questo, come dicevamo, è invece utile tornare su altri, più concreti, aspetti della questione. A dire del primo cittadino, il sistema progettato sarebbe valido, come riconosciuto da imprecisate commissioni terze. 

Il Comune starebbe riscontrando i dubbi e le perplessità sollevate dalla Regione, ed ogni problema sarà presto risolto. La gara deve andare avanti, a qualunque costo. Chi critica il progetto, sbaglia o non lo capisce. Chi si oppone all'opera, lo fa per interessi privati personali. Alcune osservazioni, a questo punto, si impongono. Se qualche cittadino volesse approfondire l'argomento ed avere la dimensione dell'inconsistenza progettuale del sistema di protezione idraulica che il Comune vorrebbe realizzare, invece di chiedere a noi (che, come dice il Sindaco, siamo di parte), potrebbe leggersi direttamente le lettere inviate al Comune dagli uffici della Regione Puglia. I dubbi e le perplessità regionali che il Sindaco conta di poter presto risolvere sono macigni insuperabili. 

Al netto dei tecnicismi e del linguaggio burocratico, la bocciatura del progetto è totale, sia sotto il profilo paesaggistico che quello idraulico. L'unica cosa che il Sindaco potrebbe fare per non perdere il finanziamento sarebbe presentare subito un nuovo progetto, completamente diverso da quello attuale. Un'opera davvero utile per la città ed il territorio, e che non serva solo a spendere i soldi pubblici. Se il finanziamento pubblico verrà perso, questo sarà esclusivamente colpa della testardaggine di chi avrà voluto insistere nel realizzare «quel progetto». Stando così le cose, è da irresponsabili mandare avanti una procedura di gara per la realizzazione di un progetto che, con ogni probabilità, non potrà essere realizzato, con i conseguenti contenziosi con le imprese e gli inevitabili danni erariali per le casse comunali. 

Conclusivamente, vorremmo aggiungere qualcosa, questo sì, di personale. Il Sindaco ci accusa di agire per interessi personali privati personali, ma un amministratore pubblico dovrebbe sapere che un privato cittadino può agire in giudizio contro il Comune solo per interessi personali. Altrimenti il ricorso sarebbe inammissibile, a priori. Indugiare su questo aspetto, quindi, è inutile, ozioso e tradisce scarsa confidenza con la normativa processuale. Non è neppure esatto dire che siamo pochi. Coloro che hanno fatto causa al Comune sono ventuno, ma coloro che hanno aderito alle nostre iniziative contro la realizzazione delle vasche sono molte centinaia. Non è corretto neppure asserire che alcuni di noi non abbiano le competenze per giudicare il progetto approvato dal Comune. Se il Sindaco lo desidera, saremo lieti di inviarle i nostri curricula. E, comunque, per giudicare il progetto di cui si discute non è necessario essere scienziati, per così dire.

martedì 17 settembre 2013

Lame e canalone: la sindaco Di Medio difende il progetto dei due vasconi

Dall'ufficio stampa del Comune di Cassano delle Murge riceviamo e pubblichiamo integralmente un comunicato a firma della sindaco Maria Pia Di Medio, relativo alla vicenda del progetto cosiddetto 'Lame'.


Preliminarmente tengo a chiarire che non ho mai considerato ‘sudditi’ i cittadini di Cassano perché ritengo che fare il Sindaco non sia l’acquisizione di un potere ma l’espletamento di un servizio nell’interesse di tutti e in nome di tutti i cittadini. Ho sempre vissuto nel senso del servizio essendo stata educata, sia politicamente sia religiosamente, in questo senso, nel pieno rispetto dei valori democratici. E poi questo comportamento non mi appartiene poiché non sono né nobile (o pseudo nobile) né figlia di un ‘Don’.

Riguardo al problema dello stato di funzionalità del cosiddetto ‘Canalone’, a lungo trascurato e oggi agitato anche da coloro che per anni, pur amministrando la cosa pubblica, l’hanno ignorato, si vuole anzitutto ricordare che il progetto curato da questa Amministrazione interverrà a monte, con le progettate opere di protezione idraulica dell’abitato che garantiranno un minore ‘impegno’ della struttura esistente, e, in secondo luogo, che questa Amministrazione, come dimostrano gli atti istruttori dei progetti, ha ben focalizzato le criticità dell’attuale struttura.

Ci siamo pertanto preoccupati di come intervenire per bonificare e sanare il ‘Canalone’ nell’ambito dello stesso intervento e con gli stessi fondi del finanziamento ‘lame’, ancorché lo stesso escluderebbe interventi specifici di fogna bianca.  Oggi, però, una ricostruzione ex novo non è praticabile, perché ormai il ‘Canalone’ è parte integrante delle strade e delle abitazioni limitrofe (al di là delle responsabilità di chi ha contribuito o ha consentito che ciò accadesse, ma che spero abbia almeno la decenza di non recriminare e di stare in silenzio, soprattutto quando si è colpevoli delle ostruzioni).  E ciò a prescindere dai costi, già valutati (a dimostrazione di un consapevole modo di affrontare i problemi) e che si aggirano, al netto, intorno ai 2 milioni di euro.

Non rendersi conto di tanto equivale a mistificare la realtà solo per creare confusione e, ciò che è più grave, allarme. Vale a mala pena ricordare, a questo proposito, che è dovere di un Sindaco evidenziare alle autorità preposte ogni eventuale condizione di turbativa dell’ordine pubblico nonché delle azioni messe in atto da soggetti diversi e tese a destabilizzare emotivamente  l’opinione pubblica.


Si stigmatizza pertanto questa condotta polemica e priva di alcun costrutto, la quale non  riconosce che, avendone le decantate capacità, si poteva partecipare al bando di affidamento progettazione; che comunque, costruttivamente, si poteva intervenire dal 2010, cioè sin da quando si è prodotto il progetto preliminare, discusso in Consiglio, quindi non ‘secretato’, e tenuto a disposizione degli interessati; che finge di ignorare che i problemi sono stati, e vengono tuttora, affrontati con la massima e  doverosa serietà e responsabilità. 

giovedì 12 settembre 2013

Lame: Tar Bari decide per il rinvio. Ora tocca alla sindaco dare spiegazioni

Infografica canolone tavola 39 - Comitato Lamafutura
La notizia era attesa già dal primo pomeriggio di ieri e finalmente è arrivata. Dall'ufficio stampa del Comune di Cassano delle Murge è arrivata ieri in prima serata una nota di precisazione relativa al progetto denominato 'Lame', del cui futuro ieri in mattinata s'è discusso presso il Tar Bari.

Da Palazzo comunale fanno sapere che «il Tar Bari ha rinviato l'udienza relativa al ricorso presentato da alcuni cittadini contro il progetto di protezione idraulica previsto dal Comune di Cassano. Tale rinvio si è reso necessario – si legge nel comunicato – attesa la preannunciata proposizione di motivi aggiunti da parte degli stessi ricorrenti. Nonostante il Comune abbia insistito affinché il tribunale amministrativo decidesse sull'eccezione preliminare sollevata, il Tar ha deciso per il predetto rinvio». 

Alcuni momenti dell'incontro - A cura di Vito Stano

Dunque dopo l'infuocata assemblea presso l'auditorium del Liceo Leonardo di Cassano delle Murge, organizzata dal comitato cittadino 'Lamafutura', l'attesa era tutta per la prima udienza prevista al Tar Bari.

Il rinvioquindipotrà servire a calmare gli animi degli interlocutoria tratti esagitati. Oppure contribuirà a far infervorare maggiormente le parti in causa?

12.09.2013
Vito Stano

martedì 10 settembre 2013

Lamafutura su progetto 'Lame': incontro pubblico per cercare risposte

La vicenda del progetto denominato 'Lame' è stata di stretta e pressante attualità per molte settimane e in un certo modo, certamente più silente, resta ancora di notevole interesse. 

L'invito, redatto dagli uffici regionali, fatto capitare all'amministrazione Di Medio  e agli altri soggetti interessati non ha realmente bloccato l'iter, prova n'è il fatto che la sindaco Maria Di Medio, che ce l'ho confermato in un colloquio informale soltanto qualche giorno, non ha adottato nessun atto in autotutela utile a bloccare la macchina burocratica.

Oggi pomeriggio alle ore 18,00 è previsto un incontro presso l'auditorium del Liceo Leonardo da Vinci di Cassano delle Murge per discutere, come si legge nella locandina digitale realizzata per l'occasione, del «perché si è pronti a perdere un grosso finanziamento europeo pur di non cambiare un progetto assurdo e pericoloso?»

Gli organizzatori insistono sulla necessità di porsi alcune domande e contestualmente di cercare delle plausibili risposte. Dal comitato 'Lamafutura', la promessa di offrire «delle soluzioni serie e fattive, sperando che vengano ascoltate». 

09.10.2013
Vito Stano

mercoledì 3 luglio 2013

Concerto sotto le querce: musica per raccogliere fondi per ricorso al TAR

È per stasera il grande live a difesa della natura e contro il ‘progetto Lame’. È l’iniziativa di ‘Lamafutura’, il comitato di cittadini cassanesi che si è costituito per chiedere la sospensione e la revisione dell’intervento di protezione idraulica di Cassano, voluto dall’Amministrazione comunale in carica.

Un’opera da 4 milioni di euro – pensata con coscienza e professionalità nel 2008 ma successivamente modificata – che prevede la costruzione, grazie ad una serie di enormi sbancamenti, di due enormi vasconi per la raccolta delle acque sulle colline cassanesi, a pochi metri dall’area del Parco Nazionale dell’Alta Murgia.

Un’opera ritenuta dalla cittadinanza cassanese «inutile,dannosa e pericolosa» che, tra l’altro, farà scempio di una serie di bellissime querce secolari, destinate a diventare legna da ardere per fare spazio alle due opere di contenimento di cemento armato previste dal progetto, ribattezzate le «dighe di Cassano» e «l’ecomostro sulla Murgia».

E proprio sotto queste querce centenarienel parcheggio del Pecora Nera Country Pub – stasera, mercoledì 3 luglio, a partire dalle ore 20,00, prenderà il via la grande jamsession voluta da ‘Lamafutura’, che vedrà esibirsi una decina di band che gratuitamente hanno deciso di testimoniare con la musica il loro ‘no’ ad un progetto che non solo non garantisce l’abbassamento del rischio idrogeologico di Cassano (l’ultima alluvione nel 2005 costò la vita ad una intera famiglia), ma espone la popolazione ad ulteriori rischi (ad esempio, una delle due vasche, potenzialmente, potrà contenere fino a 8 milioni e mezzo di chili di fango, posizionati tutti sulla testa dei cassanesi) e inoltre farà scempio di quella che è la risorsa più preziosa del paese: il suo territorio, scrigno di straordinaria biodiversità e di bellezze paesaggistiche, frutto dell’interazione secolare e rispettosa tra l’uomo e la natura.

The Fleaks, Wrong way, Pasquale Maglione, Creamcrackers, Uncle of jungle, Retro’gusto, Cultural band, Faraualla, questi sono i primi artisti che hanno dato la loro disponibilità a partecipare alla grande manifestazione musicale che si terrà domani. Una iniziativa pensata anche per raccogliere i fondi necessari per fare ricorso al TAR e bloccare l’opera.

Il comitato Lamafutura’, infatti, parallelamente alle iniziative di sensibilizzazione della popolazione sta percorrendo la strada del ricorso alla Giustizia Amministrativa per far valere le ragioni dei cittadini, per ‘Salvare Cassano’, oltre che preparare un esposto che sarà presentato a tutti gli attori istituzionali che hanno competenza sull’opera, dalla Regione all’Autorità di bacino, per finire alla Procura della Repubblica.


È in corso anche una petizione on line sul sito Avaaz.org e il gruppo su facebook ha raccolto in pochi giorni circa 1000 iscritti.

(fonte comitato Lamafutura)

domenica 30 giugno 2013

Lame: verso il ricorso al Tar. Referendum cittadino: sindaco ha detto 'sì'

Sindaco di Cassano delle Murge Maria Pia Di Medio e ingegnere
Paolo Conforti (Advenco) - Foto Archivio Vito Stano 
© 2013
Il ricorso al Tribunale amministrativo regionale della Puglia si farà. Gli aderenti al comitato ‘Lamafutura’ sono tutti d’accordo sulla necessità di portare davanti al giudice amministrativo la “questione Lame” per chiedere l’annullamento dell’iter in corso. Questo è quello che era chiaramente emerso già venerdì a tarda sera a margine dell’incontro al vetriolo tra la sindaco Maria Pia Di Medio e gli amministratori della società Advenco Srl da una parte e i tecnici che portano avanti le rivendicazioni del comitato Lamafutura dall’altra.

Restano sul tavolo della discussione (e nelle memorie digitali di cellulari e videocamere) le domande inevase degli ingegneri Mavellia e Pellerano, del geologo Tassielli e le osservazioni degli ingegneri Campanale e Albenzio, oltre quelle dell’imprenditore Roppo (Giano Plastica) e quelle politiche di Santorsola (sentito prima dell’incontro di venerdì) e della Contursi (Rosa) durante il confronto, oltre che le parole di chiusura totale di Racano.


Quindi l’unica strada percorribile a questo punto sembrerebbe quella della richiesta di annullamento, in quanto le aperture della sindaco Maria Pia Di Medio, durante e subito dopo il confronto di piazza, non convincono quasi nessuno: la proposta di un tavolo tecnico (balenata già venerdì sera) resta una via alternativa ma impervia, un ‘piano B’, nel quale sono davvero in pochi a crederci. 

In parallelo corre poi un binario immaginifico: la possibile indizione di un referendum cittadino, possibilità che la stessa sindaco, a precisa domanda venerdì sera, ha accolto positivamente. Se le parole di un amministratore non valgono quanto un atto pubblico, almeno moralmente, ci si aspetta perlomeno che alle parole seguano i fatti, fatti che in questo caso si dovrebbero concretizzare innanzitutto in un comunicato della prima maggioranza, utile a informare la cittadinanza che in tale data si svolgerà una votazione consultiva sulla bontà o meno del cosiddetto ‘Progetto Lame’. Questo sarebbe un atto dovuto, se si vorrà evitare di etichettare quelle parole con l’appellativo poco grazioso di ‘demagogiche’ e ‘populiste’. 

30.06.2013
Vito Stano

sabato 29 giugno 2013

Lame: le ragioni dei 'no' infiammano la piazza. La sindaco in difficoltà

I fatti in piazza
Nulla di fatto. Questo è il risultato al netto delle posizioni presenti in piazza. Sindaco e Advenco (la società che ha redatto i progetti) difendono il progetto definitivo approvato il 31 luglio del 2012. La frattura, al momento, appare insanabile; le posizioni dei due fronti sono praticamente inconciliabili: i due vasconi, proposti dall'Advenco e accettati dall'amministrazione Di Medio (e approvati dall'Autorità di Bacino), sono ritenuti un ecomostro dai contestari, tra cui ci sono cittadini direttamente interessati perché abitano nei pressi dell'area in questione e altri, cittadini e tecnici, impegnati nella battaglia del comitato Lamafutura a difesa della bontà naturalistica dell'area. 

Gli oppositori (che pare abbiano già un progetto alternativo) contestano soprattuto la realizzazione della vasca numero uno, quella in via Santeramo, ritenendola uno sfregio al paesaggio e uno spreco di risorse, che potrebbero essere reimpiegate a risistemare il 'canalone' e i letti delle lame e gli impluvi naturali con interventi meno invasivi e meno pericolosi per la tenuta degli edifici presenti in zona. 

Il comitato Lamafutura e i tecnici, che al progetto si oppongono strenuamente, restano sulle barricate ritenendo le spiegazioni dei due fratelli Paolo e Gian Mario Conforti, soci  e amministratori dell’Advenco, incapaci di sbrogliare la matassa di dubbi sorti alla luce della lettura delle carte progettuali.

Le ragioni dei 'no'
Teodoro Santorsola, già vice sindaco e fautore del progetto originario, sentito prima dell’inizio dell’incontro, ha ribadito i ‘no’ del gruppo ‘nuovaideadomani, ritenendo il progetto approvato dall'amministrazione Di Medio inappropriato alle esigenze reali del territorio cassanese. «L'80% delle risorse – ha dichiarato Santorsola  saranno impiegate per la costruzione del vascone, trascurando le lame e vie naturali».

Paolo Racano, che precisa di parlare a titolo personale e non in qualità di portavoce del comitato Lamafuturaa nostra precisa domanda a incontro concluso, ha affermato che «è già pronto un ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale e che  continuando  non sarebbe logico sedere al tavolo con i redattori del progetto contestato poiché questo significherebbe avallare la bontà stessa del progetto, che invece, secondo Racano, va rigettato in toto».

A Racano fa eco l’ingegnere Nicola Albenzio, il quale, per quanto parte interessata, va comunque tenuto in considerazione per l’esperienza professionale pluridecennale: l’ingegner Albenzio ha ribadito la proposta di annullare l’iter di affidamento dell’appalto al fine di riformulare i termini della gara in un «appalto-concorso» anziché in un appalto classico, che va ricordato ha registrato un ribasso d’asta del 73% da parte dell’Advenco, società aggiudicatrice della stesura del progetto, cioè da circa 272mila euro di compenso l'Advenco percepirà circa 70mila euro.

I dubbi avanzati dagli ingegneri Pellerano e Mavellia e dal geologo Tassielli, in rappresentanza delle ragioni del comitato Lamafutura, non sono stati sciolti né dai progettisti né dalla sindaco Maria Pia Di Medio, in evidente difficoltà difronte alle contestazioni. Alle domande dal pubblico (dalle prime file) i fratelli Conforti hanno risposto a volte con sufficienza suscitando ira e ironia, altre volte subendo interruzioni poco galanti da parte dei loro interlocutori. 

Proposte, controproposte e tempistica
Sta di fatto che, con le proroghe già ottenute, la cantierizzazione dell’opera non è ancora stata fatta e c’è tempo fino al 31 dicembre 2013, prima di incorrere in uno stop del finanziamento.

Intanto la sindaco incalzata dal pubblico ha dichiarato che indirà un referendum cittadino, al fine di rimettere eventuali decisioni alla volontà popolare. Ma la stessa sindaco ha poi, all'interno dei capannelli post dibattito, ribadito la sua ferma volontà di andare avanti con la cantierizzazione dell'opera, aprendo uno spiraglio al dialogo con tecnici del comitato Lamafutura. Delle due una, come al solito. Su una cosa la sindaco è stata chiara, prima e dopo: le querce, anche se nel progetto è previsto che vadano abbattute, verranno salvate. Esempio, questo, di ambientalismo trasversale e intermittente. 

Inoltre pare che anche ad opera già cantierizzata il progetto possa subire modifiche sull’ordine del 30% del totale, quindi avanti con le proposte concrete, che, per dirla con Gian Mario Conforti (Advenco), gli oppositori avrebbero già dovuto presentare in questa occasione anziché «sventolare» carte. Ma ammesso che i progetti ci siano già (e pare proprio che ci siano), era evidente e prevedibile che in questa occasione l'intento era di vagliare la bontà del progetto e, assieme, la preparazione degli estensori, che almeno all'inizio non hanno saputo tener testa alle contestazioni che i tecnici di lungo corso (Pellerano, Mavellia, Tassielli, solo per citarne alcuni) hanno avanzato. Poi a confortare Gian Mario è arrivato Paolo, fratello del primo, sul quale si sono infranti gli interrogativi degli astanti. Le certificazioni di bontà del progetto, hanno ribadito i fratelli Conforti della Advenco, sono state tali e tante da ritenere lo stesso ben fatto. 

Del resto ad approvare il progetto è stata la maggioranza politica (striminzita, con soltanto 10 consiglieri a sostenere il provvedimento), la quale avrebbe potuto, qualora vi avesse ravvisato scelte inappropriate da parte dei progettisti, rigettare il disegno e condurre altre modifiche. Ma tanté, così non è stato.

Note a margine
Nota incolore l'assenza dei rappresentanti del gruppo consiliare Partito Democratico-ViviCassano; nessun esponente neppure della segretaria cittadina era presente all'incontro. Dunque non sono pervenute le opinioni del gruppo politico in merito alla discussione sul progetto; resta quindi la posizione espressa in Consiglio comunale lo scorso 31 luglio 2012 (gli atti di ieri valgono sui silenzi di oggi, verrebbe da dire), quando il gruppo guidato da Quirico Arganese lasciò l'aula prima del voto sul progetto definitivo. 

Nota di colore della serata è stato lo sproloquio reciproco tra Tonino Roppo (titolare dell'azienda Giano Plastica) e Felice Maselli (grande proprietario terriero e marito dell'assessore ai Servizi sociali del Comune di Cassano delle Murge Angela Contursi): è stato l'incipit dell'intervento di Roppo a surriscaldare gli animi; sono volate offese pesanti, riconducibili a vecchie storie note e meno note. 

Chissà se la notte ha portato consiglio, come ha auspicato l'avvocato Luigi Ariemma, il quale ha tentano, già a margine dell'incontro, di placare gli animi e mediare tra le posizioni dei progettisti dell'Advenco, risentiti delle offese subite, e le ragioni di alcuni contrari al progetto dei due vasconi. 

Per adesso gli animi non sono affatto calmi, gli esposti sono pronti e il ricorso del comitato Lamafutura al Tar Puglia, pare, non si farà attendere. 

28.06.2013
Vito Stano

lunedì 24 giugno 2013

Progetto 'Lame': domani un incontro pubblico promosso da Lamafutura

La Penisola italiana è a rischio idrogeologico e l'ennesima scossa di terremoto dell'altro ieri, con epicentro a Fivizzano in Toscana, è la prova, se ancora ce ne fosse bisogno, di quanto il territorio nazionale, nessuna regione esclusa, abbia necessità di essere riqualificato. Come ha precisato il prefetto e capo del Dipartimento della Protezione civile nazionale Franco Gabrielli  intervistato da RaiNews24 – «nessuno è in grado di stabilire il dispiegarsi delle ulteriori vicende, se ci saranno altre scosse  ha detto  se saranno di intensità uguale o maggiore» a quella verificatasi ieri (23 giugno, ndr), con epicentro a Fivizzano. 

Il prefetto Gabrielli ha poi precisato, facendo riferimento a possibili nuove scosse, che non è possibile fare previsione certe, tanto meno sugli orari (come si poteva leggere su alcuni siti e profili facebook). È possibile, invece, programmare la messa in sicurezza del territorio, questo si che è possibile, ha fatto intendere Gabrielli. «Non abbiamo bisogno di sciamani  ha detto – ma piuttosto di chi lavora in tempo di pace per fare prevenzione».


Dunque, oltre ai rischi fisici, è necessario badare anche al rischio che il termine 'prevenzione' cada in disuso, a maggior fortuna del termine antagonista 'emergenza'. E, come le fortune, anche per quanto riguarda le emergenze ognuno ha le sue: Cassano delle Murge, piccolo centro in provincia di Bari, si appresta domani, martedì 25 giugno, a ragionare pubblicamente sulle sue emergenze e in particolare su quella idrogeologica. A organizzare l'incontro pubblico ha contribuito il neonato circolo di Legambiente, che ha raccolto attorno a sé alcune centinaia di cittadini cassanesi con la finalità di bloccare la messa a gara di un progetto a loro dire dannoso per l'ambiente e pericoloso per la cittadinanza. 

All'incontro, che si terrà nel pomeriggio di domani in piazza Aldo Moro,  sarà presente la sindaco Maria Pia Di Medio, per spiegare alla cittadinanza la natura di un progetto (dibattuto e approvato in Consiglio comunale il giorno 31 luglio 2012) che fino a pochissimo tempo fa sembrava non importare a nessuno o quasi. Il risveglio di un gruppo di cittadini ha contribuito ad accendere, quindi, i riflettori sulla "questione lame", di cui pochi ricorderanno le polemiche consumatesi la scorsa estate, nelle quali anche il sottoscritto fu impropriamente tirato in ballo dal presidente del Consiglio comunale Ignazio Zullo al fine di bacchettare l'assessore e collega di maggioranza, Angelo Giustino

Il comitato Lamafutura, in brevissima sintesi, chiede l'immediata sospensione dell'esecuzione delle opere e la revisione complessiva del Progetto Lame, il cui progetto definitivo fu approvato con soli dieci voti a favore, due astenuti (l'assessore Angelo Giustino e il consigliere di minoranza Oronzo Campanale) e l'abbandono dall'aula dei gruppi di minoranza 'nuovaideadomani e ViviCassano-Pd. Assente l'assessore Pierpaola Sapienza, impegnata nelle stesse ore a presiedere una manifestazione culturale nella vicina piazza Moro.

Il comitato Lamafutura grida allo scempio ambientale e per sensibilizzare i decisori a tutti i livelli è stata anche lanciata una petizione on line, con la quale il comitato chiede l’aiuto di tutti i cittadini «per raccogliere firme contro un progetto già in fase esecutiva che stravolgerà l'ambiente delle colline di Cassano Murge. Il progetto ‘Lame’ – si legge , varato dall'amministrazione comunale, prevede la costruzione di due enormi vasche di raccolta delle acque, nelle zone più alte del paese (!). Il progetto prevede anche la costruzione di un canale a cielo aperto su una striscia di terra oggi occupata da 10 querce secolari di oltre trecento anni che sarebbero abbattute. Questa opera sarebbe realizzata per ‘proteggere Cassano da eventuali alluvioni’ ma questo è falso, in quanto non risolve il problema del deflusso dell'acqua e innesca un potenziale rischio per tutto l'abitato in caso di smottamento o rottura delle vasche, che prevedono solo l'accumulo di acqua e non il suo defluire. Quest'opera deve essere fermata e il finanziamento di alcuni milioni di euro previsto per essa deve essere stornato su altre più importanti iniziative a favore dell'ambiente, quali il rimboschimento, l'incentivazione di colture biologiche e la lotta all'abusivismo edilizio nella Murgia». 

Il comitato Lamafutura pare avere delle solide ragioni, ma i tempi della burocrazia potrebbero non favorire il blocco definitivo del progetto. Intanto dopo anni di "dibattiti esclusivi" in Consiglio comunale (frequentato dai soliti noti, di certo non a causa di questa o quella maggioranza, quanto invece per palese disinteresse civico della maggior parte della cittadinanza pronta a prendere posizione soltanto in situazioni di 'emergenza', quali campagne elettorali e proteste come questa). 

Intanto, fuor da polemiche politiche e beghe di parte, è bene ricordare che il 2005 (la notte tra il 23 e il 24 ottobre) Cassano delle Murge fu teatro di un disastro idrogeologico senza precedenti, che costò la vita a cinque persone. In virtù del passato, sarebbe bene che ognuno,  nel ricoprire il ruolo che meglio gli aggrada nel teatro della vita quotidiana, riesca con un esercizio di memoria a far capolino in quella che fu una tragedia generale e ancora di più domestica della famiglia Lobefaro, inghiottita nel buio in una sera di festa dal getto irrefrenabile dell'acqua piovana incanalata nella "lama abitata" da una cava e da insediamenti agricoli tra la via di Bitetto e la contrada Serre Laudati.


24.06.2013
Vito Stano