domenica 1 marzo 2026
Io voto dunque sono: il confronto politico ai tempi del referendum costituzionale
sabato 14 febbraio 2026
Foibe. Giornata del Ricordo numero 22: stesse riflessioni, stessa propaganda
Le uccisioni non furono
motivate esclusivamente dall’appartenenza nazionale, ma colpirono persone
considerate oppositrici reali o potenziali del nascente regime comunista
jugoslavo: funzionari statali, fascisti, collaborazionisti, ma anche
antifascisti italiani, sloveni e croati, oltre a membri di diverse comunità
etniche. Si trattò dunque di una resa dei conti politica e ideologica, inserita
in un contesto segnato dalla precedente occupazione fascista, dalle politiche
di snazionalizzazione e dalla guerra di aggressione italiana nei Balcani.
Per decenni, per ragioni di
equilibrio politico-diplomatico e di Guerra fredda, questi eventi rimasero
marginali nella memoria pubblica italiana, lasciando spazio soprattutto ai
ricordi familiari e locali. Solo dagli anni Duemila, con l’istituzione del Giorno
del Ricordo, il tema è entrato stabilmente nel discorso pubblico, pur restando
spesso oggetto di semplificazioni e strumentalizzazioni politiche.
Oggi la storiografia insiste
sulla necessità di contestualizzare le foibe nella storia europea del
Novecento, evitando letture nazionalistiche o riduttive. Comprendere questi
eventi significa tenere insieme tre livelli fondamentali: l’analisi storica rigorosa,
il riconoscimento delle vittime e una gestione responsabile della memoria,
capace di favorire consapevolezza storica anziché contrapposizioni ideologiche.
mercoledì 16 agosto 2023
Piero Fassino risponde: «sono ben cosciente che esiste una questione salariale che riguarda milioni di persone»
Ricorderete della lettera aperta che ho scritto all'on. Piero Fassino, ebbene in data 14 agosto ho ricevuto una sua e-mail di risposta, che pubblico qui integralmente. Non è cosa scontata ricevere risposta dai piani alti dalla Repubblica, pertanto ne condivido il contenuto con voi che mi leggete, augurandomi di non far torto all'onorevole Fassino. V.S.
Ricevo e pubblico
Signor Stanovito (uso questo nome del
suo indirizzo email), la ringrazio della sua lettera e affinché abbia una
conoscenza corretta le fornisco alcune informazioni.
Nel mio breve intervento - durante la seduta dedicata al bilancio della
Camera - non ho espresso alcuna lamentela circa l’ammontare dell'indennità che
viene erogata ai deputati. Anzi. Ho semplicemente ricordato che, defalcate
dall’indennità lorda mensile di 10.045 euro la quota Irpef, le addizionali
regionali e locali, i contributi previdenziali, il rateo della assicurazione
malattia, l’indennità netta mensile percepita dai deputati è di 4.718,05 euro,
per 12 mensilità, pari a 57.616 euro annui. È una cifra equivalente a quello
che percepisce un dirigente d’azienda di medio livello in una azienda privata e
decisamente inferiore a quello che percepiscono molti dirigenti nelle pubbliche
amministrazioni.
In ogni caso - come si può evincere dal
testo del mio intervento - ho dichiarato nel mio intervento che considero
quella indennità più che sufficiente. Se l’ho richiamata è semplicemente per
ricordare che l’effettivo ammontare dell’indennità percepita da ogni deputato è
molto diversa dalla voce largamente diffusa nell’opinione pubblica che ai
parlamentari vengano erogati “stipendi d’oro” di decine di migliaia di euro.
Non ho espresso alcuna lamentela, tanto meno ho chiesto di modificare
quell’indennità. Ho detto semplicemente una cosa vera.
Aggiungo anche che le diarie erogate
mensilmente a ogni deputato per l’esercizio del mandato sono da me interamente
utilizzate per i compensi ai miei collaboratori (regolarmente
contrattualizzati), per sostenere l’attività del PD nazionale e Veneto (dove
sono stato eletto) e per coprire le spese per le iniziative politiche nella
circoscrizione elettorale. Non un euro di quelle diarie rimane a me e quindi
4.700 euro è ciò che io percepisco ogni mese. Indennità che - ripeto - ritengo
più che sufficiente.
Ma la ragione per cui io ho ritenuto di
intervenire non era per contestare l’ammontare dell’indennità, ma per
contestare l’approccio demagogico e anti parlamentare di una serie di ordini
del giorno in discussione in quella seduta. In altri termini, non sono
intervenuto a difendere la “casta” - categoria che rifiuto - ma la dignità del
Parlamento e dei parlamentari.
Mi rammarico naturalmente che questa mia
intenzione sia stata rappresentata all’opinione pubblica in modo distorto,
producendone una percezione negativa, ma i fatti sono quelli che ho richiamato,
senza opportunismo e senza ipocrisia, nel puro rispetto dell'informazione dei
cittadini.
Infine sono ben cosciente che esiste una
questione salariale che riguarda milioni di persone e famiglie costrette a
vivere con stipendi insufficienti e pensioni basse. È una questione che ho
sollevato più volte e penso che sia compito della politica - di chi governa
come di chi sta all’opposizione - mettere questo tema al centro dell’agenda
politica e parlamentare ogni giorno, come finalmente sta avvenendo in queste
ultime settimane.
La ringrazio dell’attenzione.
Con cordialità Piero Fassino
mercoledì 9 agosto 2023
Caro onorevole Fassino. Lettera aperta dal mondo dei vivi, quelli che cedolino alla mano...
lunedì 9 gennaio 2023
Anno domini 2023. Le notizie dal mondo e dalla Puglia a bomba sul nuovo anno
giovedì 17 novembre 2022
Il popolo è mio e per lui grido io: report mal fatto di un Consiglio comunale
di Vito Stano
Il popolo è mio e per lui grido io. No, non è l’ennesimo brindisi di una tarda serata finita ad alzare il gomito. È la sintesi di tanta democrazia che ieri si è consumata in Consiglio comunale. Le altre cose dette e replicate (fissità e dizionari, orgoglio e pregiudiziali) sono di certo importanti, ma quando al risveglio ti risuonano queste poche parole autoprodotte e messe insieme dal mio (mediamente dotato) cervello, qualcosa vorrà dire, perlomeno per chi scrive.
Poi che anche ieri a presenziare eravamo al massimo dieci, comodamente stravaccati sulle rosse sedute della sala consigliare, vorrà dire qualcos’altro o no? Non uno di meno (e neanche di più). Un via vai che neppure allo studio medico in periodo covid. Questo dettaglio, sempre uguale da anni, mi fa da sempre riflettere sulla quantità (e qualità) di interesse di quel popolo tanto declamato e, a tratti, urlato.
Del resto la politica è tanto, non soltanto provvedimenti e numeri. È anche spettacolo e il Consiglio è da sempre un palcoscenico sul quale dare il meglio si sé (come alla seduta di laurea: puoi dare il meglio di te, ma se agli esami sei andato maluccio, il voto finale sarà bassino).
Ebbene che sia chiaro, ci sono stati a fasi alterne anche toni concilianti, richieste di «collaBBBorare!». Per carità come non accogliere quello sfrenato desiderio di collaborazione quando affiora sulle labbra e si fa parola, quasi una richiesta di aiuto e accoglienza, che ci fa sperare che qualcosa può davvero cambiare.
Ma si sa anche che ci vuole stomaco e memoria in Consiglio comunale, perché se ne sentono di cose. Tra le tante: la trasparenza, il reperimento degli atti, le prerogative delle minoranze e i numeri della maggioranza eletta ad amministrare un Ente in sofferenza di organico, quotidianamente impegnato nel far fronte ai mille problemi che la comunità vive. Mettiamoci pure queste cose, belle e brutte. Del resto non mi pare che gli ultimi cinque anni a guida Di Medio-Giustino-Caprio abbiano lasciato alcun segno degno di nota: hanno amministrato con la forza dei numeri, come fanno tutte le maggioranze a tutti i livelli, chiedetelo a Giorgia, sono convinto che non vi deluderà.
Le minoranze fanno il loro lavoro e le maggioranze fanno il loro lavoro. I numeri contano sempre. Questa volta è andata così. L’augurio mio, che parteggio per la maggioranza eletta, è che si possa svolgere sempre meglio l’azione di controllo amministrativo, diritto sacro delle minoranze, e nel mismo tiempo (perdonatemi la vena poetico-linguistica) la maggioranza possa proseguire con la determinazione che sta dimostrando dal momento dell’insediamento.
giovedì 19 maggio 2022
Riflessioni. In sogno, come in fotografia, emozioni costruite nei cantieri della mente
martedì 27 aprile 2021
Riflessioni. Separazione delle carriere: servitori dello Stato o delinquenti patentati
giovedì 30 aprile 2020
25 Aprile 2020: i sindaci e le celebrazioni via social per la Liberazione dal nazifascismo
lunedì 27 aprile 2020
Riflessioni a corpo libero. Pensieri politici a cavallo tra storia, diritti e giustizia
3 Riflessioni. Separazione delle carriere: servitori dello Stato o delinquenti patentati
4 Riflessioni. Pensieri a cavallo tra giustizia, politica e storia. Tra reinserimento e storia
giovedì 1 maggio 2014
Cassano delle Murge. Piazze pieni di politici: aspettando i contenuti programmatici
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| Cassano delle Murge soltanto un paio d'anni fa prima dell'introduzione del servizio 'porta a porta'. Foto Archivio Vito Stano |
| Centro storico di Gioia del Colle - Foto Archivio Vito Stano |
mercoledì 19 marzo 2014
Politica. Trattative in corso: nuovi posizionamenti e vecchie dinamiche elettorali
| Discarica in strada (strada che congiunge via Mellitto a via Altamura) - Foto Archivio Vito Stano @ 2014 |
venerdì 7 marzo 2014
Politica. Trasformismo e comunanza degli opposti: Cassano aspetta al varco
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| Spazio antistante deposito dei vecchi cassonetti in via Mellitto - Foto Archivio Vito Stano 2014 |










