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martedì 7 aprile 2020

Riserve, bioparchi e zoo: la Natura e i suoi abitanti non più in gabbie ma liberi di posare

L'altra notte, causa insonnia da domiciliazione forzata, mi è capitato di vedere un documentario, nel quale veniva ricostruito l'albero genealogico dei canidi, tra i tanti esemplari che si sono evoluti nel corso dei decenni c'era il Crisocione, il cui antenato sarebbe partito dai territori nord-americani per stanziarsi nelle aree selvagge sud-americane. Poco fa sul portale di informazione scientifica Villaggio Globale leggo di tre esemplari di crisocione nati nel Parco Natura Viva di Bussolengo. C'è da essere felici sicuramente ma ovviamente si pongono anche degli interrogativi relativi alla natura stessa dei luoghi, di certo non degli zoo vecchio stile ma comunque dei recinti umanamente controllati ed aperti al pubblico pagante.

Pinguino@Bioparco-Valencia_Vito Stano@2019
A questo proposito, non troppo tempo fa ho visitato il bioparco di Valencia ed è stato ovviamente bellissimo ritrovarsi quasi vis à vis con i miti a quattro zampe delle savane africane, ma l'esperienza semina anche il dubbio che il profitto, il solito profitto, pianifichi uno stordimento delle coscienze di noi umani-visitatori rendendoci incapaci di pensare in totale autonomia a quello che facciamo. Un bioparco in effetti non assomiglia per nulla ad uno zoo (ne ricordo uno in Puglia davvero aberrante, una esperienza indimenticabile per quanto siano passati almeno vent'anni) ma è sempre un luogo di cattività per animali che dubito abbiano scelto di prestare la loro opera presso il tale bioparco. Piuttosto il tutto appare come la forma edulcorata e ben tenuta del solito vecchio spettacolo esotico che dai primi anni del XIX secolo veniva offerto alla nascente borghesia europea sotto forma di spettacoli circensi o simili. E la conservazione?, certo si potrebbe ovviamente obiettare che la strategia di conservazione di molte specie a rischio estinzione sia dovuta e anzi necessaria realizzarla e dove se non in luoghi dedicati come magari i bioparchi delle grandi città? Non dubito affatto che ci possa essere un nesso (magari approfondirò), ma resta lo sconcerto di fronte ai pinguini al di là di un vetro a Valencia. 

lunedì 23 dicembre 2013

WWF. Avviato iter per l’Area Marina Protetta Grotte di Ripalta - Torre Calderina

La tutela del patrimonio naturale è entrata nel comune sentire già da qualche anno, per fortuna. E dopo diverse istituzioni di parchi regionali e nazionali, per la Puglia è la volta di un'altra area protetta. Dal WWF Puglia riceviamo il seguente comunicato che racconta nel dettaglio la vicenda. V.S. 

di WWF Puglia
Il sito è stato inserito tra le cosiddette aree di reperimento previste dalla Legge Quadro sulle aree protette. «Non posso nascondere l’emozione per questo evento che si può definire storico per la nostra comunità». È questo il commento a caldo di Mauro Sasso, vice presidente del WWF Puglia che ha contribuito al raggiungimento del traguardo consegnando un articolato dossier e suggerendo il nome della futura AMP. «Dopo essere stati ricevuti il mese scorso al Ministero per l’Ambiente – continua Sasso – ci siamo resi conto che finalmente, dopo tante battaglie ambientaliste, si era ad un momento di svolta. Dobbiamo ringraziare la sensibilità istituzionale del ministro Orlando, la sapiente mediazione dell’onorevole Boccia e dei suoi più stretti collaboratori se oggi salutiamo una nuova area di interesse naturalistico nelle acque antistanti la costa tra Bisceglie e Molfetta». 

Esprime soddisfazione anche il WWF Italia che, come dichiarato dal Consigliere Nazionale Antonio de Feo, ritiene di primaria importanza la scelta di avviare formalmente l'istituzione dell'Area Marina Protetta delle ‘Grotte di Ripalta - Torre Calderina’, inquadrandosi quale obiettivo della più ampia politica per la tutela della biodiversità del Programma Mediterraneo del WWF International. Una delle problematiche emerse in questi ultimi anni riguarda le azioni di tutela dei Siti di Importanza Comunitaria (SIC) definiti dalla Direttiva Comunitaria 92/43/CEE.  In Puglia  la presenza dei SIC marini coincide largamente con la distribuzione di Posidonia oceanica. Attualmente questi erbari non beneficiano di iniziative di conservazione, ad eccezione di quelli compresi nelle aree marine protette di Torre Guaceto, Tremiti e Porto Cesareo ed, essendo particolarmente vulnerabili, in questi ultimi anni si è verificata una forte regressione e depauperamento delle praterie di Posidonia. 

Tuttavia recentissimi studi universitari hanno evidenziato che lungo la costa pugliese insiste una cintura di coralligeno, i cosiddetti biocostruttori, per i quali l’Unione Europea ha chiesto all’Italia uno sforzo teso all’individuazione di queste emergenze naturalistiche ed ecologiche, affinché si possa incrementare la superficie di mare protetta, così come sta accadendo in Francia e Gran Bretagna. L’istituzione della nuova area di reperimento Grotte di Ripalta - Torre Calderina, partendo dall’esistenza del SIC ‘Posidonieto S. Vito’, risponde a queste aspettative e consentirà di studiare gli habitat e quindi programmare le migliori strategie di conservazione. «Abbiamo in mente il modello di Torre Guaceto – conclude Sasso – dove l’ottima capacità organizzativa del Consorzio di Gestione, nel quale sono presenti le Amministrazioni locali, il Ministero dell’Ambiente e il WWF, ha avuto ricadute positive sull’economia, sulla pesca e sull’ambiente».  

martedì 10 dicembre 2013

Sviluppo ecosostenibile. Enzo Lavarra invita i parchi pugliesi al confronto

PugliaEuropaMed per mercoledì 18 dicembre alle ore 17,30 ha organizzato un incontro per parlare de ‘Lo sviluppo ecosostenibile. Parco Lama S. Giorgio, Parco Nazionale dell’Alta Murgia, Parco delle Dune Costiere, Parco Terra delle Gravine: esperienze a confronto’. L’appuntamento è a Gioia del Colle presso la sala De Deo.

Introdurrà i lavori l’assessore e vice presidente della Regione Puglia Angela Barbanente. Sono pevisti gli interventi di Matteo Antonicelli, direttore Gal Barsento e dei Trulli; Roberto Barberio, Parco delle Terre di Gravina; Gianfranco Ciola, Parco delle Dune Costiere; Antonio De Concilio, Coldiretti Puglia; Fabio Modesti, Parco Nazionale dell’Alta Murgia; Donato Ippolito, WWF; Vito Laterza, UCI. Coordinerà il dibattito Walter Ivone. Le conclusione spetteranno Enzo Lavarra, già eurodeputato, presidente nazionale del Forum Agricoltura Alimentazione del Partito Democratico. 


Nel corso dell'evento sarà presentato il volume ‘La Terra dei Trulli e di Barsento. Guida del territorio rurale’ di Walter Ivone e Gianni Pofi.

lunedì 21 ottobre 2013

Legambiente: il 17 novembre assemblea regionale a Cassano delle Murge

Si terrà a Cassano, il prossimo 17 novembre, presso l'Agriturismo Amicizia, l'annuale assemblea dei Circoli di Legambiente della Puglia. Dal Gargano al Salento, passando per la Terra di Bari, i soci pugliesi dell'organizzazione ambientalista, che da qualche mese ha un circolo anche nel nostro paese, si ritroveranno a Cassano per dibattere di ‘parchi e aree protette’. Parteciperanno all'assemblea, guidata dal presidente regionale Francesco Tarantini, il vice presidente della Puglia, l'assessore Angela Barbanente, il presidente del Parco dell'Alta Murgia, Cesare Veronico e il responsabile nazionale di Legambiente per le aree protette, Antonio Nicoletti.

Per noi soci del circolo cassanese è un grande onore. Siamo appena entrati in Legambiente e siamo subito chiamati ad ospitare un momento importante di riflessione e di confronto all'interno dell'associazione. Naturalmente ad essere scelti non siamo noi, ma il territorio sul quale siamo presenti, con le sue straordinarie ricchezze, che chiamano ad un serio impegno di tutela e valorizzazione, ma anche con le sue fragilità, che saranno al centro dell'attenzione del nostro circolo nel prossimo futuro.

Cogliamo l'occasione per invitare i cittadini di Cassano ad unirsi a noi nella difesa e nella promozione di questo stupendo pezzo di Murgia, associandosi al nostro gruppo o semplicemente dando un contributo alle varie iniziative che stiamo programmando e che ci vedranno impegnati nei prossimi mesi, oggetto di una nostra prossima comunicazione. Al centro dell'incontro del 17 novembre, riservato ai soci dei circoli pugliesi, come detto, ci sarà il tema dei parchi, proprio in un momento in cui si pensa ad una rivisitazione della legge 394/91 che per Legambiente rapprenta una opportunità da cogliere con coraggio e senza pregiudizi per ricercare le soluzioni adeguate a rafforzare il sistema nazionale delle aree protette, un valore per il nostro Paese anche in questa difficile fase economica.

(fonte Legambiente Cassano delle Murge)

venerdì 21 giugno 2013

Servitù militari in area Parco. Veronico: «liberiamo le aree protette»

Campo dei missili - Cassano delle Murge, via Adelfia
Foto Archivio Vito Stano 
© 2012
di Vito Stano
21.06.2013

Il 15 marzo scorso Murgiambiente scriveva delle servitù militari ancora vigenti nell'area del Parco Nazionale dell'Alta Murgia. Gli articoli di quei giorni  convisero il presidente del Parco Cesare Veronico a fare delle puntualizzazioni e a promuovere un dialogo con le forze politiche al fine di demilitarizzare l'area della Murgia barese. Diversi sono stati gli appelli e le chiamate del presidente Veronico; proprio di qualche giorno fa l'ultimo, che pubblichiamo integralmente di seguito, in occasione dello smantellamento delle basi missilistiche note come 'campi dei missili'. Nell'immagine in alto una delle tre torrette ancora integre del campo dei missili sito in territorio di Cassano delle Murge.


di Cesare Veronico
presidente Parco Nazionale dell'Alta Murgia
Cinquant’anni fa, il 21 giugno 1963, veniva ordinato lo smantellamento delle basi di missili a testata nucleare IRBM ‘Jupiter’ installate nel nostro territorio nel pieno della guerra fredda, scongiurando il timore di un conflitto nucleare. L’Alta Murgia è stata sede e continua ad ospitare gli scheletri di cemento di alcune di esse. Nelle stesse ore è ancora di grande attualità il tema del disarmo, come confermato dal recente appello del presidente Barack Obama per la riduzione degli armamenti nucleari.

Quest’occasione è più che opportuna per sottoporre all’attenzione dell’opinione pubblica una questione non più eludibile che riteniamo di primaria importanza per il futuro del Parco Nazionale dell’Alta Murgia e di tutto l’altopiano.

Nella primavera che si è appena conclusa il Parco è stato sede di un’esercitazione militare, per molto tempo “a fuoco”, durata diverse settimane, che ha visto lo spiegamento di ingenti mezzi e di circa 3.000 soldati, con l’impiego di notevoli risorse finanziarie e logistiche. L’esercitazione si è svolta in un periodo molto delicato per gli equilibri ecologici che si instaurano nelle fasi biologicamente significative quali quelle della riproduzione e dell’allevamento della prole della fauna selvatica e della ripresa del periodo vegetativo della flora del Parco. Ha inoltre determinato spiacevoli conseguenze per la fruizione del Parco: numerosi visitatori sono stati impossibilitati ad accedere a luoghi di interesse naturalistico, archeologico e paesaggistico a causa della presenza di militari impegnati sul campo che, per ovvi motivi di sicurezza, hanno precluso gli accessi sulle strade carrabili. Ed ancora, il disturbo arrecato alle attività economiche agro-zootecniche nel Parco, con perdita di reddito ed implicazioni anche a lungo termine per allevamenti costretti a spostarsi ovvero a restare immobilizzati sotto i tiri incrociati di artiglieria, ci viene confermato da continue denunce di chi nel Parco opera e vive.

Riteniamo che la presenza dei poligoni di esercitazione delle Forze Armate nel Parco sia incompatibile con le sue finalità e riteniamo, altresì, che sia necessario individuare aree alternative per lo svolgimento di tali attività al di fuori delle aree naturali protette in tutto il territorio nazionale. Questo giudizio, espresso nel pieno riconoscimento del lavoro quotidiano delle Forze Armate, non è maturato per l’occasione ed è stato ribadito nel corso dell’ultima riunione della Comunità del Parco (l’Assemblea degli Enti territoriali che afferiscono al Parco) alla presenza dei rappresentanti della Regione Puglia, delle Province Bari e BAT, dei 13 Comuni e dei Parlamentari del territorio del Parco.

A seguito di tale riflessione, la stessa Comunità, presieduta dal Presidente della Provincia di Bari, Francesco Schittulli, ha posto in essere una serie di iniziative politiche su più livelli, dalle Amministrazioni comunali al Parlamento, incaricando il sottoscritto ed alcuni suoi componenti di chiedere specifici incontri ed audizioni. In particolare è stato deciso di chiedere un’audizione al Comitato Misto Paritetico (Co.Mi.Pa.) Forze Armate-Regione Puglia che, tra i suoi componenti, non prevede quello dell’area naturale protetta interessata da servitù militari e da poligoni addestrativi. In quella sede, e preliminarmente nelle Commissioni consiliari permanenti del Consiglio Regionale pugliese, intendiamo porre con forza quanto finora detto a partire dalle esercitazioni programmate per il secondo semestre di quest’anno sulle quali si dovrà esprimere in modo vincolante il Co.Mi.Pa.

Ma non basta. Intendiamo farci promotori e sostenitori di iniziative che coinvolgano tutte le aree naturali protette del Paese affinché possano essere “liberate” dalle servitù militari e dai poligoni addestrativi che mettono a rischio la biodiversità, gli ecosistemi ed un’economia sostenibile fondata su turismo ed agro-zootecnia qualificati.

Utilizzeremo tutti gli strumenti che le attuali norme ci assegnano e riteniamo importante avviare un percorso partecipato arricchito dalle proposte dell’opinione pubblica e dei cittadini, memori delle iniziative già messe in campo sul nostro territorio fin dagli anni ‘80  con le marce per la pace organizzate dai Comitati Alta Murgia, forti di una convinzione: le aree naturali protette rappresentano un patrimonio unico per il nostro pianeta e per il genere umano e vanno difese per il bene delle future generazioni coinvolgendo – senza distinzioni ideologiche o localistiche - le istituzioni, l’associazionismo e la società civile.

mercoledì 27 marzo 2013

Una fotografia per raccontare la Terra: premiazione il 22 aprile a Roma


La salvaguardia della natura e delle aree protette in particolare è un'obiettivo ambizioso, raggiungibile innanzitutto attraverso una buona diffusione di informazioni. La fotografia sin dalla sua invenzione ha contribuito a raccontare il paesaggio circostante: a questo proposito il Parco Nazionale dell'Alta Murgia è tra gli enti patrocinanti di «Obiettivo Terra», concorso nazionale di fotografia geografico-ambientale organizzato dalla fondazione UniVerde per valorizzare il patrimonio ambientale dei Parchi Nazionali e Regionali d’Italia. La partecipazione al concorso è gratuita ed il soggetto fotografato deve rappresentare un’immagine di un Parco Nazionale o Regionale italiano. Il premio previsto per la foto vincitrice è di 1.000,00 euro.

La premiazione avrà luogo il 22 aprile 2013 a Roma nella sede della Società Geografica Italiana, in occasione della 43a Giornata Mondiale della Terra. 

Il concorso, giunto alla quarta edizione, ha ricevuto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, il patrocinio del Ministero dell’Ambiente, del Ministero delle Politiche Agricole, del Ministero degli Affari Esteri, di Roma Capitale, della Convenzione delle Alpi, della Federparchi e di tutti i Parchi Nazionali. Per informazioni dettagliate circa le Iscrizioni, è possibile visitare il sito www.green-city.it.

27.03.2013
Vito Stano

domenica 10 febbraio 2013

Scarico dei reflui a Torre Guaceto: ora la Regione vuole trattare


Il WWF: questo dimostra che avevamo ragione noi ad opporci. Un primo passo avanti, ma le soluzioni sono lontane

Il WWF aveva ragione nel chiedere alla Regione Puglia di evitare lo scarico del depuratore a Torre Guaceto, un intervento che avrebbe gravemente danneggiato il prezioso ecosistema dell’Area Marina Protetta di Torre Guaceto.

Dopo il provvedimento monocratico del TAR Lecce, che accoglieva la richiesta del Consorzio di Gestione di Torre Guaceto di emissione di un decreto urgente di sospensione dell’autorizzazione rilasciata dalla Regione Puglia a favore dell’AQP SpA che avrebbe consentito l’avvio dello scarico delle acque reflue urbane dell’impianto di depurazione del Comune di Carovigno nella Zona A dell’Area Marina Protetta di Torre Guaceto, il TAR Puglia  ha rinviato al 3 aprile prossimo l’udienza, accogliendo la richiesta da parte della Regione Puglia e dell’AQP SPA di voler istituire un tavolo tecnico con tutti i soggetti interessati, al fine di identificare un percorso alternativo allo scarico nell’Area Marina Protetta di Torre Guaceto.

È questa l’importantissima novità che finalmente blocca tutte le illazioni che l’assessore Amati, a mezzo stampa, aveva recentemente annunciato, prospettando la possibilità che l'AQP SpA potesse attivare l'impianto di trattamento reflui di Carovigno. Il WWF aveva pesantemente stigmatizzato tali affermazioni che, nel caso si fossero concretizzate, avrebbero avuto come conseguenza l’immediata denuncia dei fatti alla Procura della Repubblica di Brindisi.

Il WWF si prodiga per la condivisione e il coinvolgimento di diversi soggetti amministrativi e competenze tecniche, che rappresentano la sinergia ottimale per la tutela del territorio; per questo motivo, al momento siamo soddisfatti che si sia raggiunto l’importante risultato di rimettere tutto in discussione; ma ancora più evidente è il nuovo approccio della Regione che, solo oggi, sia pur con ritardo riflette circa la possibilità di rivedere la decisione di aprire le condotte dei reflui urbani nell’Area Marina Protetta di Torre Guaceto.

(fonte WWF Puglia)

martedì 29 gennaio 2013

Piano paesaggistico regionale al giro di boa: in attesa dell'approvazione


Parco Nazionale del Gargano - Foto Archivio Vito Stano 
«Tutelare e valorizzare, recuperare e riqualificare i paesaggi di Puglia; promuovere e realizzare uno sviluppo socio-economico auto-sostenibile e durevole e un uso consapevole del territorio regionale; superare i problemi di adeguatezza ed efficacia del Piano paesaggistico vigente». Questi sono i «perché» del nuovo Piano paesaggistico che la Regione Puglia, in collaborazione con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, ha presentato in mattinata a Bari presso il Castello Svevo. Il Piano ha il pregio di considerare in un unico strumento di pianificazione l’intero territorio regionale: sono considerate anche le aree d’interesse geomorfologico (seppur regolamentate nello specifico dalla legge regionale n.33 del 2009). Per quanto riguarda le aree d’interesse geologico infatti nel Piano paesaggistico si parla quando viene considerata «l’idrogeomorfologia» del territorio con una carta redatta dall’Autorità di Bacino regionale.

Il paesaggio pugliese, se il Piano paesaggistico fosse approvato a Roma in sede ministeriale entro la fine della legislatura “tecnica”, potrà essere considerato un esempio di approccio al territorio e alla sua gestione, «perché – come ha dichiarato la dottoressa Anita Guarnieri della Direzione regionale del Mibac – non esisteva una metodologia, ne una prescrizione codificata, pertanto abbiamo inventato un metodo».

Quindi nel dettaglio le parti essenziali del Piano paesaggistico territoriale regionale sono: il quadro conoscitivo, costituito dall’atlante del patrimonio, dalle descrizioni analitiche e strutturali di sintesi, dalle interpretazioni identitarie e statutarie; il secondo gruppo di elementi essenziali è sintetizzato nel titolo il progetto di territorio, composto da uno scenario strategico, dagli obiettivi generali e specifici, dalle linee guida, dai progetti pilota e dalle schede di ambito, che abbracciano anche la prima parte. La terza parte è costituita dal sistema delle tutele, cioè beni e contesti paesaggistici, struttura idrogeomorfologica, struttura ecosistemica e ambientale, struttura antropica e storico-culturale.

Le differenze tra il vecchio Putt e il nuovo Pptr sono diverse e interessano il processo di formazione: nel Putt l’elaborazione era demandata ad un ristretto gruppo di tecnici, invece nel Pptr la terminologia cambia arricchendosi di termini quali «partecipazione, co-pianificazione, produzione sociale del Piano»; inoltre i processi di formazione si sono avvalsi di un gruppo di lavoro interdisciplinare. Per quanto riguarda le conoscenze di base il nuovo Piano paesaggistico territoriale regionale (Pptr) è stato realizzato su carte più adeguate, tra cui anche una idrogeomorfologica (realizzata dall’Autorità di Bacino) che rappresenta l’idrografia e la geomorfologia pugliese. Sia l’interpretazione dei valori sia le forme di tutela dal Putt al Pptr si discostano per l’approccio seguito: nel vecchio Piano il vincolo era il perno attorno al quale ruotava la gestione del territorio, invece nel Pptr sono state individuate, come valori fondanti, le identità territoriali e statutarie, che il Piano prevede, così come per il rapporto tra Regione e Comuni, questo è ispirato alla condivisione e alla tutela attiva. È interessante, a proposito delle identità del paesaggio, quanto il Pptr fa interpretando i caratteri significativi regionali e di ambito considerandoli quali risorse per lo sviluppo.

L’Atlante del patrimonio si struttura su due livelli: regionale e di ambito, utile per approfondire ognuno degli undici ambiti paesaggistici in cui il territorio regionale è articolato. Il primo livello descrittivo riguarda i dati base utilizzati a vario titolo per la costruzione del quadro conoscitivo (dati, testi, carte storiche, iconografiche, cartografie di base). Le descrizioni strutturali di sintesi invece sono descrizioni di secondo livello, la cui realizzazione ha richiesto un’interpretazione delle relazioni tra le singole componenti; a questo livello sono collocate anche le descrizioni che chiariscono come, nel lunghissimo periodo delle trasformazioni storiche, le diverse culture hanno interpretato diversamente le relazioni con la natura fisica per i luoghi contribuendo a definire i caratteri dei paesaggi della Puglia per come li conosciamo attualmente.

Gli undici ambiti individuati sono: Gargano, Subappennino, Tavoliere, Ofanto, Puglia centrale, Alta Murgia, Murgia dei trulli, Arco ionico tarantino, La piana di Brindisi, Tavoliere salentino, Salento delle serre. I fattori considerati per la definizione sono: morfologia, idrografia e litologia del territorio, che sono le dominanti ambientali e paesaggistiche; assieme ai fattori antropici, che sono le reti di città, le trame agrarie e gli insediamenti rurali; per individuare il perimetro degli ambiti sono stati considerati i confini amministrativi (comunali, provinciali, perimetrazione della aree naturalistiche protette). È stato più volte richiamato il carattere dinamico del Piano paesaggistico, che «consentirà – stando alla volontà dei soggetti promotori – la produzione sociale del paesaggio e l’attuazione e gestione degli obiettivi del Pptr in forme condivise e co-pianificate».

La gestione è il nodo cruciale attorno al quale il Piano, fortemente voluto dall’assessore regionale Angela Barbanente, ruoterà. L’ufficio che lo gestirà sarà l’Osservatorio regionale per la qualità del paesaggio e per i beni culturali. Questo, in coordinamento con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, favorirà lo scambio di conoscenze tra «saperi esperti e saperi contestuali», realizzerà attività di monitoraggio ed elaborazione di informazioni sullo stato e l’evoluzione del paesaggio al fine di aggiornare periodicamente il Piano stesso.

Quindi il Piano paesaggistico andrà a colmare un vuoto non solo legislativo, ma anche un ritardo culturale. In questi ultimi cinque-sei anni c’è stata una proliferazione sul territorio regionale di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili (eolico e fotovoltaico soprattutto) autorizzati su suoli agricoli con l’intento di favorire nuova occupazione, ai quali va sommata la strana «valorizzazione-cementificazione delle coste», come l’ha definita Laura Marchetti, assessore comunale a Gravina in Puglia e già sottosegretario presso il Ministero dell’Ambiente dell’ultimo governo Prodi. Gli esempi di cattiva gestione del territorio non mancano: per rimarcare il concetto è d’obbligo dire che a fronte del fregio di prima regione d’Italia nella classifica di produzione di energia da fonti rinnovabili è stato autorizzato dalla Regione Puglia e dagli enti locali competenti lo scempio del territorio (basti scendere verso il Salento o salire verso il Subappennino dauno) nel nome della green economy. Questa comportamento istituzionale ha indubbiamente creato aspettative e confusione, tanto che, a proposito di possibilità di sviluppo del settore delle rinnovabili, durante la presentazione del Piano, oltre ai tanti complimenti per il grande lavoro svolto dagli uffici della Regione Puglia (lavoro successivo e contestuale a quello politico e di indirizzo dell’assessore Barbanente) non sono mancate le critiche in ordine alle restrizioni che soltanto con questo Piano paesaggistico territoriale regionale saranno introdotte. La confusione legislativa e la miopia ideologica hanno permesso il sacrificio del territorio sull’altare dell’energia pulita. Oggi le istituzioni s’accorgono che questo non è stato un buon affare per il paesaggio.

29.01.2013
Vito Stano

lunedì 26 novembre 2012

Un concorso in rete per il nuovo calendario del parco


Foto Parcoaltamurgia.gov.it
Tredici specie della fauna selvatica del Parco Nazionale dell'Alta Murgia; tredici simboli della straordinaria biodiversità dell'area protetta: dal falco grillaio alla volpe, dal lupo alla cicala. Saranno loro i protagonisti del calendario duemilatredici del Parco ripresi in altrettanti scatti realizzati dal fotografo Giorgio Muscetta e selezionati da una giuria costituita dagli esperti del Parco e dal fotografo Vincenzo 'Monzino' Marroccoli.

Per promuovere il calendario, richiestissimo dai collezionisti fin dalla sua prima edizione, è stata lanciata una singolare iniziativa sulla rete: fino a lunedi 26 novembre è stato possibile visionare le tredici immagini scelte sul profilo Facebook del Parco www.facebook.com/altamurgiaofficial ed eleggere la foto che sarà utilizzata come copertina. Il sondaggio ha suscitato un record di contatti per il profilo dell’Ente, coinvolgendo complessivamente oltre 6.500 utenti e determinando un incremento della portata del profilo del 956% rispetto alle settimane precedenti.

La fotografia che ha totalizzato il maggior numero di “mi piace” è quella che immortala una talpa (Talpa europaea) e sarà l’immagine-simbolo per il 2013. Secondo classificato il ramarro (Lacerta viridis), terzo classificato il falco pellegrino (Falco peregrinus).

Il concorso non prevedeva premi in palio ma ha offerto a tutti gli utenti della rete l'occasione di ammirare – in anteprima rispetto alla stampa del calendario - alcune delle specie più straordinarie presenti nel Parco Nazionale dell'Alta Murgia e di eleggere la propria preferita.

(fonte Parcoaltamurgia.gov.it)

martedì 6 novembre 2012

La rinascita problematica del bosco di Acquatetta


Bosco di Acquatetta- Foto parcoaltamurgia.gov.it
Il 12 luglio la terra si tinge di nero manifestando il lutto per un evento tragicamente triste, l’incendio del bosco di Acquatetta tra Minervino Murge e Spinazzola nel Parco Nazionale dell’Alta Murgia, 600 ettari di bosco fitto di pini e cipressi carbonizzati, uno scrigno di biodiversità violato, animali morti, habitat distrutti. Aerei e uomini non riescono a contrastate la violenza del fuoco che per giorni imperversa tra gli alberi trasformando un bosco ricco di vita in un paesaggio spettrale.

La terra si apre e rigurgita virgulti, il verde comincia a occupare spazi, dalle piante morte riprende la vita; oltre ogni aspettativa la natura con rabbia e prepotenza ritorna sui suoi luoghi. Olmi e querce riprendono gli spazi e sembra quasi che stessero aspettando qualcosa che li liberasse da quelle conifere dominanti.
 
A poco più di tre mesi dal passaggio del fuoco, il bosco di Acquatetta manifesta tutta la capacità di ripresa dovuta soprattutto alla sua complessità. Il popolamento boscato creato dall’uomo circa mezzo secolo fa e dominato dalle conifere era colonizzato anche da latifoglie, alcune delle quali nate spontaneamente da semi portati dagli uccelli, altre introdotte con recenti interventi di conversione del primo insediamento di specie pioniere. Il bosco di Acquatetta era anche caratterizzato da numerosi alberi da frutto, alcuni di varietà ormai quasi estinte, alberi di fico, noce, ciliegio, pero erano stati piantati o ottenuti per innesto dagli operai che si erano occupati degli impianti forestali e della gestione nel passato. Il popolamento arboreo costituiva un articolato ecosistema dove molte specie di fauna selvatica avevano trovato l’habitat trofico e riproduttivo.

La salvezza di Acquatetta è ora proprio dovuta alla sua complessità. Infatti sono proprio le specie con capacità pollonifera (cioè l’attitudine delle piante forestali a riprodurre la parte fuori terra dalla ceppaia o dalle radici) che dopo il passaggio del fuoco stanno manifestando elevata capacità di recupero e che stanno avviando la rinascita vegetazionale. Tuttavia la situazione attuale è di elevata fragilità poiché il tappeto verde costituito da specie erbacee e arboree in affermazione necessita di tutela e cura. Infatti alcune specie striscianti come i rovi potrebbero prendere il sopravvento e soffocare la rinnovazione di latifoglie ed in molti casi i numerosi polloni generati dalle piante morte devono essere selezionati a vantaggio dei più robusti.

Ancora, le latifoglie morte vanno tramarrate (ossia vanno ripulite le ceppaie asportando, con una specie di zappa affilata, la marra, le parti deteriorate fino in prossimità del colletto) per favorire la rivitalizzazione delle ceppaie e le conifere devono gradatamente diradate partendo da quelle totalmente carbonizzate e instabili, finendo con quelle fortemente compromesse e deperienti. Inoltre , nelle aree percorse dal fuoco va inibita qualsiasi attività antropica diversa da quelle finalizzate al recupero, al fine di non disturbare lo sviluppo delle piante giovani.

La rinascita problematica del bosco di acqua tetta favorire la rivitalizzazione delle ceppaie e le conifere devono essere gradatamente diradate partendo da quelle totalmente carbonizzate e instabili e finendo con quelle fortemente compromesse e deperienti. Inoltre, nelle aree percorse dal fuoco, va inibita qualsiasi attività antropica diversa da quelle finalizzate al recupero, al fine di non disturbare lo sviluppo delle giovani piante.
 
Il vigore di Acquatetta lascia sperare che in tempi brevi possa ricostituirsi un sistema boscato più complesso e più forte del precedente. Tuttavia l’infausta esperienza vissuta deve spingerci ad essere più attenti nelle azioni di salvaguardia e di prevenzione degli incendi boschivi, favorendo il pascolamento per ridurre la biomassa, esercitando un attento monitoraggio, attivando un primo intervento più immediato: azioni da adottare affinché eventi simili non accadano ancora. Una maggiore responsabilizzazione di tutti i fruitori circa il valore ecologico dei boschi determinerebbe maggiore rispetto delle risorse naturali ed il coinvolgimento diretto nella protezione. Se qualcuno avesse intuito che quell’incendio a bordo strada avrebbe potuto coinvolgere il bosco non lontano, se i proprietari delle aziende agricole avessero da subito compreso l’entità del pericolo e adottato azioni per spezzare il fronte di fuoco, se gli interventi di spegnimento fossero stati più immediati, se ed ancora se… probabilmente non avremmo vissuto uno degli episodi più tristi per i preziosi boschi del Parco Nazionale dell’Alta Murgia.

(di Chiara Mattia - Funzionario Agronomo-Forestale dell’Ente Parco Nazionale dell’Alta Murgia, fonte parcoaltamurgia.gov.it)

domenica 4 novembre 2012

Attività di bracconaggio nel Parco Nazionale del Gargano. Nuova aggressione all’ecosistema delle Isole Tremiti


Isole Tremiti - Foto google.com
"Il progetto del Numero Verde per la segnalazione dei reati ambientali si è concluso il 15 settembre, ma le emergenze ambientali in Puglia non finiscono con l’estate". Così recita una nota scritta dai vertici dell'associazione ambientalista pugliese, che continua "non si arresta, infatti, l’attività di denuncia del Wwf Puglia che in un esposto indirizzato al Presidente Ente Parco Nazionale del Gargano, al Corpo Forestale dello Stato, al Ministero dell'Ambiente, alla Procura della Repubblica del Tribunale di Foggia, all’Ufficio Parchi e tutela della Biodiversità della Regione Puglia e al Comune Isole Tremiti ha segnalato gravi episodi di bracconaggio sulle Isole Tremiti, in pieno Parco Nazionale del Gargano".

"In particolare, nel corso di monitoraggi scientifici riguardanti la migrazione autunnale dell’avifauna - si legge ancora nel comunicato - svoltisi nell’arcipelago dal 19 al 23 ottobre u.s., una delegazione di esperti del Wwf ha potuto constatare come sull’Isola di San Domino venga esercitata illecitamente l'attività di caccia in maniera continuativa ed alla luce del sole, nel disinteresse generale, in spregio al divieto generale di caccia vigente sin dall'istituzione del Parco. Considerata la ridotta superficie dell’isola, gli spari possono essere uditi da ogni sua località e finanche dalla vicina Isola di San Nicola. Secondo quanto constatato, essi sono risultati provenire principalmente dalla parte più alta dell’Isola, quella del Colle dell’Eremita, nonché dalla zona sud-occidentale, quella prossima al Faro. A testimonianza della diffusione e continuità del fenomeno, in alcune ore della giornata, principalmente quelle del primo mattino e del tramonto, è stato possibile udire spari provenienti anche da tre aree differenti dell’isola. In alcune occasioni si è anche avuto modo di intravedere i bracconieri intenti a spostarsi a piedi lungo la rete sentieristica dell’isola". 

Per cercare di arginare il fenomeno "i volontari del Wwf hanno prontamente chiamato il 1515 del Corpo Forestale dello Stato (alle ore 14.40 del 19-10-2012) segnalando il fenomeno che, però, si è protratto per tutto il periodo del monitoraggio". 
Inoltre i volontari hanno voluto rimarcare la pericolosità che questa pratica illecita comporta anche per gli abitanti e i turisti che, ignari del pericolo, percorrono i sentieri dell’isola

Secondo il presidente del Wwf Puglia Leonardo Lorusso “con questo esposto il Wwf Puglia ha evidenziato l’estrema gravità degli episodi denunciati. Ricordiamo che a settembre, nella sentenza che accoglieva il nostro ricorso che ha bloccato la preapertura della caccia in Puglia, la Magistratura aveva rilevato la situazione di difficoltà della fauna per gli eventi siccitosi dell'estate appena trascorsa che hanno depauperato gli habitat. L’attività sistematica di bracconaggio sulle Tremiti - conclude Lorusso - aggrava ulteriormente questa situazione ed è auspicabile non solo un intervento immediato degli organi di controllo, ma anche una drastica presa di posizione delle associazioni venatorie contro la pratica barbara ed illegale del bracconaggio”.

“È difficile poter immaginare un’area protetta dove si possa sparare impunemente - ha aggiunto Mauro Sasso, vice presidente del Wwf Puglia, referente per la Biodiversità -. Gli episodi di abusivismo edilizio e di cementificazione costiera denunciati quest’estate dal Numero Verde, unitamente alla minaccia delle trivellazioni per la ricerca del petrolio ci rivelano quanto sia reale ed imminente il pericolo di estinzione dello splendido ecosistema delle Tremiti”

(fonte Wwf Puglia)

04.11.2012
V.S. 

martedì 11 settembre 2012

Istituito un nuovo Sito di Importanza Comunitaria a Spinazzola


Riceviamo e pubblichiamo

Fiocco verde per la Puglia: questa estate è nata una nuova area protetta, il SIC Valloni di Spinazzola, che andrà a incrementare la rete NATURA 2000.
Simbolo di questa nuova area protetta è la Salamandrina terdigitata, un piccolo anfibio endemico dell’Italia meridionale e di elevatissimo interesse conservazionistico. Il Presidente del WWF Puglia Leonardo Lorusso annuncia con grande soddisfazione il risultato della sinergia di associazioni ambientaliste ed enti pubblici: “I soci del WWF, in collaborazione con gli esperti della Societas Herpetologica Italica hanno studiato un autentico scrigno di biodiversità, nel comune di Spinazzola, ai confini con la Basilicata. La cosa più straordinaria è che si è attivato un processo bottom-up: i cittadini hanno segnalato, circostanziando con scientificità i luoghi meritevoli di tutela. La Regione Puglia ha validato e avviato l’iter di istituzione di un nuovo sito di interesse comunitario”.
Salamandrina
È bene evidenziare come il tutto sia stato realizzato in brevissimo tempo (le missive del WWF e dell’SHI risalgono al dicembre 2011), grazie alla tempestività di tutti, per la conservazione del patrimonio naturalistico.
Desideriamo ringraziare, in particolare, tutti i volontari che garantiscono quotidianamente la salvaguardia di questo autentico paradiso pugliese, nonché l’assessore alla Qualità del Territorio Angela Barbanente e la dirigente dell’Ufficio Parchi e RR.NN. della regione Puglia Francesca Pace per aver tempestivamente avviato il procedimento di istituzione del SIC.
Nella provincia di Barletta – Andria – Trani  ci sono anche zone costiere di elevato pregio ambientale, frequentate dalla fauna migratoria e caratterizzate dalla notevole biodiversità – ricorda Mauro Sasso, vice presidente del WWF Puglia. Occorre iniziare la stessa procedura seguita per il SIC Valloni di Spinazzola affinché le bellezze delle zone umide di Pantano Ripalta a Bisceglie e Boccadoro Ariscianne a Trani siano tutelate e protette. A tale scopo stiamo intensificando i contatti con le istituzioni e le comunità locali”.
WWF PUGLIA
Strada dei Dottula 1 – 70122 Bari

martedì 31 luglio 2012

Gemellaggio tra Parchi per ricordare don Cassol


Parco Nazionale del Gargano - Foto Vito Stano 

Per gli amanti della natura e per gli escursionisti in particolare la morte di don Francesco Cassol è stato un ulteriore momento per riflettere sullo stato dell'arte nelle aree protette. La tanto declamata valorizzazione passa, come tutti dovrebbero sapere, dalla strada delle "rinunce". Rinunce che tutti gli attori che calcano il palco naturale delle aree protette dovrebbero conoscere e tenere bene a mente. Si rinuncia a qualcosa o a qualche "divertimento" (come la caccia ad esempio o la pratica del motocross) per poter regalare alla collettività la serenità di godere di luoghi naturali bellissimi e incontaminati e poter veramente valorizzare, anche a scopo turistico, un territorio trascurato e dimenticato da sempre. Per ricordare don Cassol il Parco Nazionale dell’Alta Murgia ed il Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi hanno stretto un gemellaggio, la cui cerimonia si terrà ad Altamura, in provincia di Bari, il 21 agosto 2012 in occasione del secondo anniversario dell’omicidio di Don Francesco Cassol. 
La cerimonia civile avrà inizio alle ore 11,00 presso la sala consiliare del Comune di Altamura con la sottoscrizione dell’Accordo di Collaborazione da parte dei presidenti dei due Parchi Nazionali, alla presenza del ministro dell’Ambiente Corrado Clini, dei familiari della vittima, delle principali autorità locali. Alla stipula dell'accordo seguirà la solenne celebrazione religiosa presso la Cattedrale di Altamura, a partire dalle 12,30. 

31.07.2012
Vito Stano

mercoledì 11 luglio 2012

Escursioni nel Parco Nazionale dell'Alta Murgia


Il Parco Nazionale dell’Alta Murgia, nell’ambito delle attività del Progetto "Open Day 2012" basato su fondi P.O. FERS Puglia 2007/2013 Asse IV Linea 4.1 Azione 4.1.2, promosso dall'Assessorato Regionale qualità del territorio, paesaggio, aree protette della regione Puglia, di concerto con l'Agenzia regionale del turismo (ARET) Puglia Promozione, organizza per tutti i venerdì di luglio, agosto e settembre, un programma di escursioni nel territorio del Parco, del tutto gratuite.

Open Days, proseguendo e innovando il fortunato ciclo di Città Aperte, racchiude in “Aperture straordinarie per una Puglia fuori dell’ordinario” il cuore e il senso delle sue proposte. Tre i temi principali: Beni culturali, Natura ed Enogastronomia. Valorizzazione e fruibilità si declinano in iniziative che si svolgono in contemporanea in tutta la regione, come in una grande sightseeing tour per i turisti e assolutamente gratis. Ogni venerdì attività in tutti i parchi e le riserve naturali della Puglia.

In sintesi:

In mountain bike per scoprire il Parco Nazionale dell'Alta Murgia.
"Laghetto di San Giuseppe e Pulicchio di Gravina" il 06/07 e il 17/08 con partenza alle 17.00 dall’azienda Madonna dell’Assunta in agro di Altamura.
"La Necropoli di San Magno" il 13/07 e il 31/08 con partenza alle 17.00 dall’azienda Cimadomo in agro di Corato, presso la masseria San Magno.
"Bosco Scoparello, Jazzo del Demonio e Pineta della Ferrata" il 27/07, 03/08, 10/08 con partenza alle 17.00 dall’azienda agrituristica Coppa in agro di Ruvo di Puglia.
"Il Pulo di Altamura" il 20/07 e il 24/08 con partenza alle 17.00 dalla Masseria La Calcara, in agro di Altamura.
Per partecipare è necessaria la prenotazione entro le ore 20 del giovedì al numero: +39 3405488636. GRATUITAMENTE: 15 mountain bike e guida.

Escursioni a piedi di facile percorrenza per scoprire il Parco Nazionale dell'Alta Murgia. Dalle 15.00 alle 20.00. Ritrovo alle 15.00 presso l'Officina del Piano (via Valle Noè, Ruvo di Puglia) per poi recarsi, con il proprio automezzo, presso le Aziende dalle quali partono le escursioni. "La lama e la Masseria" il 07/09 con partenza a piedi da Masseria Berloco in agro di Bitonto "Il Pulicchio di Gravina" il 14/09 con partenza a piedi da Masseria Cifarelli in agro di Gravina "Lama Genzana" il 21/09 con partenza a piedi da Masseria Sei Carri in agro di Andria "Jazzo Tarantini" il 28/09 con partenza a piedi dall'azienda agrituristica Pedale, in agro di Corato. Per partecipare è necessaria la prenotazione entro le ore 20 del giovedì al numero: +39 3299235687 o  +39 3476311373.
GRATUITAMENTE: guida escursionistica.

Per info: 
Parco Nazionale dell'Alta Murgia
Officina del Piano per il Parco "Don Francesco Cassol"
Via Valle Noè, n. 5 - Ruvo di Puglia (Ba)
Tel.  +39 080 3613443 - Fax : +39 0803603230
www.parcoaltamurgia.gov.it/officinadelpiano
officinadelpiano@parcoaltamurgia.it

Orari di apertura:
Lunedì - Venerdì ore 10.00 - 13.00;
Martedì ore 15.30 - 18.30

Per ulteriori dettagli http://www.pugliaopendays.com/ 
DISPONIBILE UN NUMERO VERDE ATTIVO DAL LUNEDI AL SABATO DALLE 15.00 ALLE 20.00: 800174555