giovedì 5 dicembre 2013

Alta Murgia. Denunciato pensionato 76enne per aver massacrato cane a picconate

Il cane in questa foto non è quello di cui raccontiamo nel pezzo
Foto google.com
L'Alta Murgia è un territorio aspro e, a volte, la storie che la riguardano sono dure come le pietre che la caratterizzano. Questa che racconto è la storia di una bestia, che ha incontrato sulla sua strada un uomo. 

La bestia in questo caso è un cane libero, un cosiddetto randagio. L'uomo è un pensionato 76enne di Minervino Murge. Quest'ultimo è stato denunciato in stato di libertà perché accusato di aver ucciso a picconate un inerme cagnolino randagio, “reo” di avergli calpestato l’orto. L'uomo, denunciato a piede libero come previsto dal recente articolo 544 bis del Codice penale, si è scagliato contro la povera bestia massacrandola dopo averla assicurata ad un palo. La scena raccapricciante è stata offerta agli sguardi atterriti di alcuni passanti, che hanno avvisato i militari dell'Arma.


Gli accertamenti eseguiti dai carabinieri hanno permesso di appurare che l’anziano, infastidito per la presenza nel proprio orto di un cane randagio, avrebbe dapprima tentato di allontanarlo scagliandogli contro diverse pietre e successivamente, considerato che l’animale è rimasto sul posto, ha pensato di legarlo ad un palo per poi colpirlo varie volte con un piccone. Il povero animale a causa delle ferite riportate è deceduto sotto gli occhi atterriti di alcuni testimoni che immediatamente hanno telefonato al numero di emergenza 112 allertando i carabinieri della locale Stazione. I militari, giunti sul posto, non hanno potuto far altro che constatare la morte dell’animale. Nel corso della perquisizione domiciliare eseguita i carabinieri hanno rinvenuto e sottoposto a sequestro il piccone utilizzato per l’insano gesto.

La debolezza dell'uomo è dimostrata da gesti come questo. A volte appartenere alla stesse specie di uomini di tale fattezze provoca una vergogna senza pari.

05.12.2013
Vito Stano

Molfetta. Ragazza 18enne aggredita a calci e pugni. Arrestato fidanzato 20enne

Foto google.com
Soltanto una settimana fa donne e uomini in tutta Europa hanno manifestato il proprio sostegno alle donne che subiscono violenze. Ma le violenze non si sono fermate. Quasi ogni mattina quando controllo la posta leggo di arresti e denunce a carico di mariti violenti, figli che aggrediscono madri e, più raramente, ragazzi che abusano sessualmente di coetanee. 

Appena ieri è giunta notizia di un arresto, effettuato dai carabinieri di Molfetta, di un 20enne molfettese. Il ragazzo è accusato di sequestro di persona, rapina e lesioni personali nei confronti della sua fidanzata. Tutto ha avuto inizio nel primo pomeriggio di qualche giorno fa, quando il giovane si è incontrato con la sua fidanzata appena diciottenne. Ne è nata una lite verosimilmente scaturita da motivi di gelosia nel corso della quale il ragazzo, alterato per l’assunzione di alcolici, ha aggredito la ragazza sferrandole numerosi calci e schiaffi. La ragazza ha cercato di scappare ma è stata trattenuta con forza dal fidanzato, che ha continuato a colpirla. Inutile  il tentativo della vittima di chiamare aiuto con il cellulare perché il giovane glielo ha sottratto.

Provvidenziale è stata una telefonata al numero di emergenza 112 fatta da alcuni testimoni, che ha consentito ai carabinieri di intervenire prontamente bloccando il 20enne. La giovane, soccorsa da personale sanitario del locale ospedale, ha riportato alcuni traumi al viso mentre il 20enne, su disposizione della Repubblica di Trani, è stato collocato agli arresti domiciliari.

05.12.2013
V.S.

mercoledì 4 dicembre 2013

Taranto-Ilva. Presidente del Parlamento europeo Schulz non dimentica la città jonica

Martin Schulz, presidente del Parlamento Europeo
Antonia Battaglia, Alessandro Marescotti e Fabio Matacchiera con un comunicato fanno sapere che «il presidente del Parlamento Europeo Martin Schulz sta seguendo attentamente e in prima persona la vicenda di Taranto e la grave questione dell'inquinamento dell'Ilva»

PeaceLink e Fondo Anti Diossina fanno sapere di aver «ricevuto una lettera inviata per email ieri sera dal presidente del Parlamento Europeo Martin Schulz, indirizzata ad Antonia Battaglia, in rappresentanza delle due associazioni». Il presidente Schulz ha voluto far presente il suo sostegno e il suo interessamento alla questione di Taranto, cosa che peraltro aveva già esplicitato durante l'estate scorsa in due lettere precedenti. Quindi il Parlamento Europeo e la Commissione Europea sono costantemente informati rispetto alla vicenda tarantina attraverso dati, fotografie e video, in pieno rispetto del diritto di ogni cittadino europeo ad informare le istituzioni di Bruxelles di situazioni, fatti o violazioni del diritto comunitario. 

«Il presidente Schulz ci è vicino  scrivono con soddisfazione Peacelink e Fondo Antidiossina – e segue quello che accade nella nostra città. Per noi è motivo di rafforzata fiducia nel ruolo che le istituzioni europee possono svolgere a difesa dei cittadini di Taranto in un momento così drammatico». 

Questa è la dimostrazione di come sia necessaria la vicinanza concreta delle istituzioni europee ai cittadini, specialmente ai cittadini di quei territori così malamente considerati dai proprio legittimi amministratori.

04.12.2013
Vito Stano

martedì 3 dicembre 2013

Bari. Beni confiscati: assegnato immobile all'Arma. 18 dicembre Forum regionale

Nella foto il vice ministro Filippo Bubbico
Qualche giorno fa nel quartiere di Santo Spirito di Bari, in vico Traversa, si è svolta una sobria cerimonia nel corso della quale è stato consegnato il nuovo immobile che ospiterà la nuova sede del Comando Stazione Carabinieri di Bari-Santo Spirito. Numerose le autorità presenti, tra cui il viceministro dell’Interno senatore Filippo Bubbico, il prefetto di Bari Mario Tafaro, il presidente della Provincia di Bari Francesco Schittulli, il sindaco di Bari Michele Emiliano, il comandante della Legione Carabinieri Puglia generale Claudio Vincelli e il comandante Provinciale di Bari colonnello Rosario Castello. Nel corso della cerimonia, che ha visto impegnato anche un picchetto d’onore e una rappresentanza dell’Associazione Nazionale Carabinieri, il Viceministro dell’Interno e il Prefetto di Bari hanno consegnato simbolicamente le chiavi della caserma al comandante della Stazione luogotenente Giuseppe Remini. La cerimonia si è conclusa con il canonico taglio del nastro e una visita ai locali, che a breve ospiteranno il presidio dell’Arma.

Un nuovo stabile significa funzionalità ed efficienza a diretto beneficio dei cittadini, infatti la Stazione di Bari Santo Spirito ha una forza di 11 militari e opera su un territorio molto vasto che comprende i quartieri di Santo Spirito, Palese, San Pio e Catino, per una popolazione totale di circa 35mila abitanti, che cresce in modo esponenziale durante il periodo estivo. All’interno dell’immobile anche diversi alloggi di servizio per le famiglie dei militari e camerate per i celibi, ciò garantirà una sostanziale presenza di personale anche fuori dai normali orari di servizio. Uno sforzo congiunto delle varie amministrazioni dello Stato (Interno, Provincia e Comune) ha consentito di realizzare questa importante infrastruttura destinata all’Arma dei Carabinieri, superando le enormi difficoltà di bilancio determinate dalla contingente situazione economia del paese.

A questo episodio si aggiunge un appuntamento importante: Libera Puglia e la Regione Puglia hanno organizzato per il 18 dicembre a Bari il primo Forum regionale dei Beni Confiscati, rientrante all'interno del progetto Libera il Bene e in preparazione del forum organizzato da Libera nazionale. Si tratta di una giornata di incontri, discussione e formazione che nasce con l'intento precipuo di mettere a confronto i soggetti gestori dei beni confiscati in Puglia, il mondo istituzionale e quello dell'associazionismo, oltre agli operatori di settore, i ragazzi dei campi antimafia e dei laboratori della legalità democratica e i frequentanti delle summer school di Libera. 

Le attività, che si concentreranno dalle 9 alle 18, e si terranno presso il laboratorio urbano ‘Officina degli Esordi’ di Bari, si articoleranno in due momenti. Al mattino, dalle 9 alle 13, in cui si terrà una tavola rotonda dal titolo ‘Succede in Puglia. Le buone pratiche di riutilizzo sociale dei beni confiscati’ con rappresentanti delle cooperative e soggetti istituzionali. Al pomeriggio, dalle 15 alle 18, ci si riunirà in tre gruppi che lavoreranno sulle tematiche trattate dalle campagne di Libera. Argomenti dei gruppi: ‘Libera il welfare’ e ‘Impresa bene comune’.

Obiettivo del Forum, è riunire tutte le parti interessate e proporre un confronto attivo tra soggetti coinvolti a diversi livelli (regionale, nazionale) nella gestione dei beni confiscati per far emergere le criticità normative e, nel contempo, per sottolineare, attraverso le esperienze sul campo, quelle che sono le esperienze positive, presentandole, in tempo di crisi, come una possibile soluzione alla crisi stessa. Per partecipare all'evento e richiedere i moduli di iscrizione, potete contattare il Coordinamento regionale Libera Puglia agli indirizzi e-mail: 
beniconfiscati.puglia@libera.it e stampa.liberapuglia@gmail.com.

Bari. Narcotraffico: arresti per traffico di cocaina sull’asse Colombia-Spagna-Italia

I militari del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Bari hanno tratto in arresto 9 persone in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari di Bari su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia. L’accusa è quella di aver importato su canali internazionali attraverso l’asse Colombia-Spagna-Italia ingenti quantitativi di cocaina che venivano riversati sulle piazze di spaccio dell’intera provincia di Bari e di Andria-Barletta-Trani.

Le indagini sono partite da Pasculli Giuseppe, andriese classe '56, detto ‘u 12’. A dispetto della non più giovane età, il Pasculli era particolarmente attivo nel gestire i contatti con i trafficanti napoletani e baresi, ai quali si rivolgeva per acquistare all’ingrosso cocaina per poi rivenderla a livello locale. Si vantava nelle numerose conversazioni intercettate di essere sempre riuscito a farla franca con la Giustizia. Ignorava però che i carabinieri del Nucleo Investigativo fossero sulle sue tracce da tempo. 

In particolare, le indagini hanno avuto una svolta quanto Pasculli, rimasto a secco di cocaina dai propri fornitori napoletani, decide di rivolgersi a soggetti vicini al clan mafioso Parisi, imperante nel quartiere Japigia di Bari. Entrano quindi in ballo altri soggetti i quali si danno da fare per rifornire di cocaina il Pasculli, sfruttando i loro collegamenti internazionali. Spunta a questo punto la figura di Marta, narcotrafficante colombiana, che sarà poi arrestata dalla Polizia francese per traffico internazionale di droga. La donna era il contatto che faceva arrivare la cocaina dalla Colombia in Spagna attraverso dei corrieri locali, da li fidati camionisti pugliesi la portavano a Bari, dove altri componenti del gruppo la smistavano all’ingrosso e al dettaglio. L’operazione è condotta con il supporto di unità cinofile antidroga e con la copertura aerea di velivoli del 6° Elinucleo Carabinieri di Bari.

Corato. Pioggia: donna travolta dall’acqua e salvata da passante con fuoristrada

Piogge torrenziali - Foto Archivio Vito Stano © 2013
Le piogge di questi giorni hanno causato molti danni e provocato molta paura. Numerosi sono stati gli incidenti e gli episodi di emergenza. In questa giornata di relativa calma, va avanti la conta dei danni e si intrecciano le storie dei sopravvissuti alla furia delle acque e del fango. Da Corato una storia a lieto fine.

A bordo della sua utilitaria stava percorrendo la via vecchia per Bisceglie a Corato quando, a cause della  pioggia torrenziale che hanno interessato buona parte della Puglia durante il fine settimana, si è improvvisamente trovata nel mezzo di una corrente di acqua e fango proveniente dalle campagne circostanti che ha completamente invaso la sede stradale. La donna, alla guida della sua auto, ha perso il controllo del mezzo rovinando in un fondo agricolo non lontano. Spaventata, la donna è scesa dall’autovettura, ormai semisommersa, trovando riparo dalla pioggia battente sotto un albero di ulivo. 

In un primo momento vani sono stati i tentativi di soccorrerla da parte dei familiari, finché sono stati allertati i carabinieri della locale Stazione, che, vista l’impossibilità di raggiungere la donna, in preda al panico perché isolata e circondata da una corrente d’acqua alta quasi un metro, nell’attesa che giungessero i vigili del fuoco con mezzi speciali, hanno chiesto  ausilio ad un passante che transitava da quelle parti alla guida di un fuoristrada di grosse dimensioni, con il quale sono riusciti a superare la barriera d’acqua che si frapponeva alla donna in difficoltà, l’hanno raggiunta e fatta salire a bordo, trasportandola in un luogo sicuro, dove la disavventura è terminata. 

Brasile. Survival International denuncia l'assassinio del leader del popolo Guarani

Nel 2008 Ambrosio aveva partecipato alla prima 
del film “La terra degli uomini rossi”, in concorso 
al Festival del Cinema di Venezia © Survival
Assassinato leader Guarani, protagonista deLa terra degli uomini rossi’ Ambrósio Vilhalva, leader Guarani e star del film ‘Birdwatchers - La terra degli uomini rossi’, è stato ucciso sabato notte. Da decenni lottava per garantire al suo popolo il diritto di vivere nella terra ancestrale. Sembra che sia stato accoltellato all’ingresso della sua comunità, nota come Guyra Roká, nello stato brasiliano del Mato Grosso do Sul. È stato trovato morto nella sua capanna, con ferite multiple da accoltellamento. Nei mesi scorsi aveva ricevuto diverse minacce. Ambrósio aveva recitato il ruolo di protagonista nel pluripremiato film Birdwatchers – La terra degli uomini rossi di Marco Bechis, in cui si racconta la lotta disperata dei Guarani per la terra. Aveva viaggiato in diversi paesi del mondo per raccontare la difficile situazione del suo popolo e spingere il governo brasiliano a proteggere la sua terra così come imposto dalla legge.

«Ecco cosa vorrei più di ogni altra cosa: terra e giustizia… Vivremo nella nostra terra ancestrale; non ci arrenderemo mai», aveva detto. I Guarani di Guyra Roká furono sfrattati dalla loro terra alcuni decenni fa, per mano degli allevatori. Per anni hanno vissuto senza niente, sul ciglio di una strada. Nel 2007 hanno rioccupato una parte della terra ancestrale, e ora vivono in un piccolo lembo di quello che prima era il loro territorio. La maggior parte della loro terra è stata spianata per far spazio a enormi piantagioni di canna da zucchero. Tra i principali proprietari terrieri coinvolti c’è anche il potente politico locale José Teixeira. Oggi, ai Guarani non è rimasto quasi niente. Ambrósio si era schierato con forza contro le piantagioni di canna da zucchero che occupano la terra della sua comunità e contro Raízen, una joint venture tra la Shell e Cosan che utilizzava la canna da zucchero per produrre biocarburanti. La campagna che la sua comunità aveva condotto insieme a Survival International aveva costretto la Raízen a rinunciare ad approvvigionarsi della canna da zucchero coltivata nelle terre guarani. «Ambrósio ha combattuto con forza contro le piantagioni di canna da zucchero» ha detto oggi un portavoce Guarani a Survival. «Era uno dei nostri leader più importanti, sempre in prima linea nella nostra lotta. Per questo era minacciato. Era una figura davvero molto importante per la campagna dei Guarani per la loro terra, ma ora l’abbiamo perso».

«Sono costernato» ha commentato l’attore Claudio Santamaria, che ha recitato al suo fianco nel film Birdwatchers ed era legato ad Ambrosio da profondo affetto. «Il tempo che ho trascorso con lui mi ha fatto capire quanto sia forte il legame che i Guarani mantengono con la loro terra – e con quanta dolorosa determinazione continueranno a combattere per riaverla. Ho scolpita nella mente l’immagine delle distese infinite di canna da zucchero e soia che oggi ricoprono il Mato Grosso do Sul: un tempo erano tutte foreste guarani. Ambrosio lottava per recuperare solo un piccolissimo pezzo della terra del suo popolo, ma gli è stato negato anche questo sogno». La polizia sta indagando sull’omicidio e sembra che siano stati fermati due sospetti, di cui non si conosce ancora l’identità.


«I Guarani soffrono uno dei tassi di omicidio più alti del mondo e il furto di terra è alla radice di tutte le violenze» ha detto oggi Stephen Corry, Direttore generale di Survival International, che aveva collaborato con Marco Bechis alla realizzazione del film. «Nonostante questo, il processo di demarcazione della terra è in una fase di stallo – le autorità stanno facendo troppo poco per contrastare gli allevatori che hanno occupato il territorio ancestrale della tribù. Quanti altri omicidi terribili dovranno subire i Guarani prima che la loro terra sia mappata e protetta?».
(fonte Survival International)

Bari. Fibronit: Giuseppe Armenise presenta alla città il suo libro 'Pane e amianto'

Mercoledì 11 dicembre alle 18,00 presso la sala consiliare del Comune di Bari, in corso Vittorio Emanuele II, numerosi saranno i relatori che accompagneranno Giuseppe Armenise, giornalista de 'la Gazzetta del Mezzogiorno', nel «girotondo di una città sopra un milione di vite». 

La storia della Fibronit di Bari raccontata da un osservatore attento. Un episodio di cronaca, la storia di un percorso d’amore, di denuncia, di dolore, di morte, ma alla fine di crescita e riscatto civile capace di affermarsi nonostante persino le vittime designate perché esposte ai veleni di una vecchia fabbrica d’amianto appaiano chi assente, chi addirittura ostile, preda di un misterioso ricatto che determina, apparentemente contro ogni logica, la sopravvivenza per oltre vent’anni di una discarica di rifiuti cancerogeni tra le case.

A discutere di 'Pane e amianto' con l'autore sono previsti gli interventi del presidente della Regione Nichi Vendola, il presidente del Consiglio regionale Onofrio Introna, il sindaco Michele Emiliano, l'assessore all'Ambiente del Comune di Bari Maria Maugeri, lo scrittore e poeta Giuseppe Goffredo. A moderare gli interventi ci sarà il presidente dell'Ordine dei Giornalisti della Puglia Valentino Losito.

L'appuntamento è, dunque, per mercoledì 11 dicembre presso la sala consiliare del capoluogo pugliese.

03.12.2013
Vito Stano   

venerdì 29 novembre 2013

Cassano delle Murge. Rifiuti: informazioni ai cittadini e controlli sul differenziato

Cassano delle Murge nel maggio 2012
Foto Archivio Vito Stano
«In queste ore – fanno sapere dal palazzo comunale – il personale incaricato dall'Ati Tradeco Srl - Murgia Servizi ecologici Srl sta distribuendo nel centro abitato i primi avvisi sui controlli che saranno effettuati periodicamente nelle utenze domestiche e non, circa le corrette operazioni di conferimento dei rifiuti negli appositi bidoncini della raccolta porta a porta. Gli avvisi, come già spiegato nel corso di un incontro pubblico il 14 novembre, riportano tre diversi tagliandi di indicazione che potranno essere consegnati ai cittadini e incollati a buste o contenitori. Il primo tagliando è di colore verde ed esprime una corretta raccolta differenziata da parte dell'utente; il secondo è di colore giallo e indica all'utente che la sua differenziata deve essere migliorata (ad esempio, per materiale conferito o per orario di esposizione del bidoncino); il terzo è rosso e avverte l'utente che le modalità di errato conferimento si ripetono e che si è a rischio sanzione da parte degli organi preposti»

Quindi gli utenti, che siano cittadini o commercianti-artigiani-imprenditori, sono avvisati: il periodo di tolleranza è finalmente finito e magari adesso le storture, emerse durante i primi mesi di applicazione del nuovo sistema, saranno corrette. La differenziazione dei rifiuti è soltanto il primo passo; a questo segue il conferimento agli impianti che ritirano, pagandole, le diverse frazioni (plastica, carta e cartone, vetro, organico).  «A volte, ha commentato qualche settimana fa n un colloquio informale con il sottoscritto l'assessore alla Tutela dell'Ambiente Carmelo Briano, il livello di impurità nel totale conferito è troppo elevato, tale da rischiare di non recuperare quasi nulla». A questo seguivano cifre in percentuali che vi risparmio, ma che sono indicative di una battaglia civile ben lontana da essere vinta. Occorre una fase di controlli, che al pari della cintura di sicurezza in auto o il casco per i motociclisti, contribuisca a convincere gli utenti a fare il proprio dovere al meglio. Non ci sono altre vie. Educazione sin dai banchi di scuola e un pochettino di repressione, utile a rappresentare la veridicità delle promesse fatte. 

Personalmente è tanto tempo che invito l'amministrazione, sindaco Di Medio e assessore Briano in particolare, a rendere operativa la fase di controlli. Chissà magari in questo modo si riuscirà a debellare anche la vergognosa abitudine di gettare i sacchetti di rifiuti in terre agricole in abbandono o sul ciglio di alcune strade secondarie. Da segnalare c'è anche una nuova e grave abitudine, quella dell'emigrazione del rifiuto: numerose sono le segnalazioni di residenti ad Acquaviva delle Fonti che lamentano di cassonetti stracolmi già alle prime ore del mattino. Frutto questo, molto probabile, di viaggi notturni per scaricare rifiuti prodotti a Cassano delle Murge, da cittadini reticenti al nuovo sistema di raccolta porta a porta.

«Quella dei controlli – spiega l'assessore all'Ecologia Carmelo Briano – è una fase che dopo l'avvio del porta a porta si rende necessaria per rafforzare ancor di più il processo di una vera differenziata nel nostro Comune. Possiamo dire che siamo al giro di boa dopo una prima fase di introduzione del sistema. Grazie all'impegno e alla consapevolezza dei cittadini abbiamo raggiunto livelli che superano il 60% di differenziata ed è arrivato il momento di portare a regime il sistema. Pertanto non si potranno tollerare più episodi di disinteresse verso questo nuovo modello d'igiene. I controlli e le eventuali sanzioni sono doverosi per il rispetto dell'ambiente e per il rispetto di quei tanti cittadini che quotidianamente seguono i canoni di una preziosa raccolta differenziata, conclude l'assessore Briano. L'Amministrazione comunale intanto, ricorda che, oltre ad un sano conferimento dei rifiuti, è bene operare un vero riciclo dei prodotti consumati e adottare accorgimenti utili per la riduzione dei rifiuti».
Alle parole dell'assessore Carmelo Briano, nel comunicato segue un elenco di suggerimento utili per produrre meno rifiuti possibili in ambito domestico. Buona lettura.

15 suggerimenti per sprecare meno e produrre meno rifiuti 
1 Programmare gli acquisti, prediligendo i prodotti sfusi e alla spina;
2 Evitare l'acquisto di prodotti monoporzione. Per piccole quantità di cibo si spreca troppa plastica!
3 Consumare acqua del rubinetto e, all'esterno, utilizzare thermos e borracce;
4 Portare con noi sempre un sacchetto di tela per evitare l'uso frequente di buste in plastica anche al momento della spesa;
5 Evitare l'acquisto di prodotti usa e getta. Preferire i prodotti concentrati o da diluire.
6 Controllare i materiali di cui sono fatti gli imballaggi. Preferire quelli facilmente differenziabili (carta, cartone, plastica);
7 Evitare il ricorso a fazzoletti e tovaglioli di carta. Meglio stoffa o spugne;
8 Per i neonati utilizzare pannolini lavabili;
9 Acquistare prodotti ricaricabili come batterie o cartucce per la stampante;
10 Se si possiede un giardino o un orto, adoperare la compostiera per ottenere concime dai rifiuti organici;
11 Diamo nuova vita ad abiti ed accessori nuovi ma che non utilizziamo;
12 Prima di disfarci di apparecchi elettronici o di elettrodomestici fare in modo che possano essere riutlizzati attraverso la loro manutenzione;
13 Utilizzare contenitori da frigo per la conservazione di alcuni alimenti;
14 Rinunciare alle cialde del caffè in plastica. Meglio utilizzare la moka tradizionale o cialde in garza;
15 Limitare l'utilizzo di carta.

29.11.2013
Vito Stano

giovedì 28 novembre 2013

Bari. Regione Puglia: Alleanza Nazionale programma la protesta contro il presidente

La vicenda Ilva ha provocato nelle ultime settimane non pochi grattacapi al presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, il quale si è dovuto difendere dall'immorale accusa, scagliata da alcuni articoli di noti quotidiani nazionali, di aver riso della tragedia tarantina e per giunta di averlo fatto con uno dei massimi accusati della vicenda, Girolamo Archinà, all'epoca dei fatti factotum della famiglia Riva. Questa storia, parte rilevante della più grande vicenda Taranto-Ilva, ha scatenato l'ira, politica s'intende, di numerosi oppositori. A raccogliere la palla al balzo è stato il rinato movimento per Alleanza Nazionale, che mercoledì prossimo 4 dicembre, ha dato appuntamento ai militanti pugliesi e non solo al fine di "assediare" pacificamente, a partire dalle 11,30, il palazzo del Consiglio regionale pugliese per chiedere le dimissioni del presidente Vendola. Pare che lo decisione di "assediare" il palazzo sia  emersa durante la riunione dei fondatori del movimento su proposta di Adriana Poli Bortone.

Dunque, come si legge sul social network facebook.com «le bandiere di Alleanza nazionale sventoleranno nel nome della lotta alla malasanità per sollecitare lo scioglimento di un'amministrazione incapace di dare risposte serie e per sollecitare impegni concreti sul lavoro in una terra che soffre drammaticamente la tragedia della disoccupazione. Non solo: al centro della protesta la drammatica situazione dell'Ilva di Taranto nella quale il presidente Vendola si trova coinvolto in un'inchiesta dai contenuti molto imbarazzanti, se è vero che ha ostacolato i controlli ambientali sul colosso industriale. Se per concussione si condanna Berlusconi a sette anni per quello che faceva in casa sua, ci chiediamo come faccia a restare al suo posto un governatore indagato per lo stesso reato ma per fatti ben più gravi»

Come si può leggere, il paragone tra Berlusconi e Vendola è una sottigliezza che il movimento di destra non si risparmia. Ma tantè, questo non cambia la natura delle accuse e delle condanne. 


Gli organizzatori della manifestazione concludono affermando che «tutta Italia deve sapere quello che succede in una delle regioni più importanti e auspichiamo che tutta l'opposizione decida finalmente di presentare la sfiducia al Presidente della Regione. Per ora, si sta muovendo il tal senso il solo consigliere regionale Curto, esponente del nostro movimento (Alleanza Nazionale, ndr)». Chissà se questa dimostrazione politica darà al presidente Nichi Vendola una ragione in più per candidarsi al Parlamento Europeo. Nell'attesa i suoi avversari affilano le armi. 

28.11.2013
Vito Stano