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martedì 3 dicembre 2013

Bari. Fibronit: Giuseppe Armenise presenta alla città il suo libro 'Pane e amianto'

Mercoledì 11 dicembre alle 18,00 presso la sala consiliare del Comune di Bari, in corso Vittorio Emanuele II, numerosi saranno i relatori che accompagneranno Giuseppe Armenise, giornalista de 'la Gazzetta del Mezzogiorno', nel «girotondo di una città sopra un milione di vite». 

La storia della Fibronit di Bari raccontata da un osservatore attento. Un episodio di cronaca, la storia di un percorso d’amore, di denuncia, di dolore, di morte, ma alla fine di crescita e riscatto civile capace di affermarsi nonostante persino le vittime designate perché esposte ai veleni di una vecchia fabbrica d’amianto appaiano chi assente, chi addirittura ostile, preda di un misterioso ricatto che determina, apparentemente contro ogni logica, la sopravvivenza per oltre vent’anni di una discarica di rifiuti cancerogeni tra le case.

A discutere di 'Pane e amianto' con l'autore sono previsti gli interventi del presidente della Regione Nichi Vendola, il presidente del Consiglio regionale Onofrio Introna, il sindaco Michele Emiliano, l'assessore all'Ambiente del Comune di Bari Maria Maugeri, lo scrittore e poeta Giuseppe Goffredo. A moderare gli interventi ci sarà il presidente dell'Ordine dei Giornalisti della Puglia Valentino Losito.

L'appuntamento è, dunque, per mercoledì 11 dicembre presso la sala consiliare del capoluogo pugliese.

03.12.2013
Vito Stano   

venerdì 18 gennaio 2013

Rifiuti tossici: una petizione in rete per fermare lo scempio in Campania

Da sempre la nostra attenzione è rivolta alle campagne che circondano l'abitato che caratterizzano questa zona. Da sempre abbiamo denunciato, scrivendo e fotografando, lo scempio dello sversamento di rifiuti, anche tossici, nelle campagne della Murgia. Quindi fisiologicamente assumiamo come nostra la battaglia di persone che non conosciamo, ma che si battono per i nostri stessi ideali-obiettivi: tutelare l'ambiente in cui viviamo e tutelare la salute dei cittadini che abitano quei luoghi.

«La Camorra ha sversato per anni tonnellate di rifiuti tossici nelle campagne di molte province campane e non solo. Migliaia sono le persone che si ammalano e muoiono per aver ingerito cibi contaminati dalle acque di falda di queste zone»

Con queste parole Emanuele Abbate ha lanciato una petizione sul sito www.charge.orgAbbate vive a pochi chilometri da Caserta, dove lavora come insegnante di grafica pubblicitaria in una scuola superiore e proprio insieme ai suoi alunni conduce un laboratorio di comunicazione sociale grazie al quale produce manifesti dedicati alla lotta contro la criminalità organizzata. Caserta è infatti una delle tante realtà dilaniate dall'ecomafia e dal traffico dei rifiuti e le campagne sono spesso oggetto di sversamenti abusivi da parte delle organizzazioni criminali.

Con questa petizione lanciata in rete si cerca si sensibilizzare le istituzioni statali. Abbate chiede soltanto una «firma per chiedere ai Ministeri dell'Interno, delle Politiche Agricole e dell'Ambiente di destinare le aree insistenti sulle falde acquifere compromesse alle sole colture non alimentari come canapa, sugherete, faggete per la produzione di carta e qualsiasi altra coltivazione compatibile con il clima del territorio.
L'introduzione di questo limite servirà a salvare in futuro molte vite umane, che inconsapevolmente acquistano e consumano prodotti ortofrutticoli provenienti da coltivazioni attigue a discariche abusive, irrigate con l'acqua di falde irreversibilmente contaminate.La norma potrà inoltre agire da deterrente nei confronti di chi, dietro offerta di denaro, accetterà di ospitare sui propri terreni nuove discariche abusive».

18.01.2013
Vito Stano