martedì 3 dicembre 2013

Corato. Pioggia: donna travolta dall’acqua e salvata da passante con fuoristrada

Piogge torrenziali - Foto Archivio Vito Stano © 2013
Le piogge di questi giorni hanno causato molti danni e provocato molta paura. Numerosi sono stati gli incidenti e gli episodi di emergenza. In questa giornata di relativa calma, va avanti la conta dei danni e si intrecciano le storie dei sopravvissuti alla furia delle acque e del fango. Da Corato una storia a lieto fine.

A bordo della sua utilitaria stava percorrendo la via vecchia per Bisceglie a Corato quando, a cause della  pioggia torrenziale che hanno interessato buona parte della Puglia durante il fine settimana, si è improvvisamente trovata nel mezzo di una corrente di acqua e fango proveniente dalle campagne circostanti che ha completamente invaso la sede stradale. La donna, alla guida della sua auto, ha perso il controllo del mezzo rovinando in un fondo agricolo non lontano. Spaventata, la donna è scesa dall’autovettura, ormai semisommersa, trovando riparo dalla pioggia battente sotto un albero di ulivo. 

In un primo momento vani sono stati i tentativi di soccorrerla da parte dei familiari, finché sono stati allertati i carabinieri della locale Stazione, che, vista l’impossibilità di raggiungere la donna, in preda al panico perché isolata e circondata da una corrente d’acqua alta quasi un metro, nell’attesa che giungessero i vigili del fuoco con mezzi speciali, hanno chiesto  ausilio ad un passante che transitava da quelle parti alla guida di un fuoristrada di grosse dimensioni, con il quale sono riusciti a superare la barriera d’acqua che si frapponeva alla donna in difficoltà, l’hanno raggiunta e fatta salire a bordo, trasportandola in un luogo sicuro, dove la disavventura è terminata. 

Brasile. Survival International denuncia l'assassinio del leader del popolo Guarani

Nel 2008 Ambrosio aveva partecipato alla prima 
del film “La terra degli uomini rossi”, in concorso 
al Festival del Cinema di Venezia © Survival
Assassinato leader Guarani, protagonista deLa terra degli uomini rossi’ Ambrósio Vilhalva, leader Guarani e star del film ‘Birdwatchers - La terra degli uomini rossi’, è stato ucciso sabato notte. Da decenni lottava per garantire al suo popolo il diritto di vivere nella terra ancestrale. Sembra che sia stato accoltellato all’ingresso della sua comunità, nota come Guyra Roká, nello stato brasiliano del Mato Grosso do Sul. È stato trovato morto nella sua capanna, con ferite multiple da accoltellamento. Nei mesi scorsi aveva ricevuto diverse minacce. Ambrósio aveva recitato il ruolo di protagonista nel pluripremiato film Birdwatchers – La terra degli uomini rossi di Marco Bechis, in cui si racconta la lotta disperata dei Guarani per la terra. Aveva viaggiato in diversi paesi del mondo per raccontare la difficile situazione del suo popolo e spingere il governo brasiliano a proteggere la sua terra così come imposto dalla legge.

«Ecco cosa vorrei più di ogni altra cosa: terra e giustizia… Vivremo nella nostra terra ancestrale; non ci arrenderemo mai», aveva detto. I Guarani di Guyra Roká furono sfrattati dalla loro terra alcuni decenni fa, per mano degli allevatori. Per anni hanno vissuto senza niente, sul ciglio di una strada. Nel 2007 hanno rioccupato una parte della terra ancestrale, e ora vivono in un piccolo lembo di quello che prima era il loro territorio. La maggior parte della loro terra è stata spianata per far spazio a enormi piantagioni di canna da zucchero. Tra i principali proprietari terrieri coinvolti c’è anche il potente politico locale José Teixeira. Oggi, ai Guarani non è rimasto quasi niente. Ambrósio si era schierato con forza contro le piantagioni di canna da zucchero che occupano la terra della sua comunità e contro Raízen, una joint venture tra la Shell e Cosan che utilizzava la canna da zucchero per produrre biocarburanti. La campagna che la sua comunità aveva condotto insieme a Survival International aveva costretto la Raízen a rinunciare ad approvvigionarsi della canna da zucchero coltivata nelle terre guarani. «Ambrósio ha combattuto con forza contro le piantagioni di canna da zucchero» ha detto oggi un portavoce Guarani a Survival. «Era uno dei nostri leader più importanti, sempre in prima linea nella nostra lotta. Per questo era minacciato. Era una figura davvero molto importante per la campagna dei Guarani per la loro terra, ma ora l’abbiamo perso».

«Sono costernato» ha commentato l’attore Claudio Santamaria, che ha recitato al suo fianco nel film Birdwatchers ed era legato ad Ambrosio da profondo affetto. «Il tempo che ho trascorso con lui mi ha fatto capire quanto sia forte il legame che i Guarani mantengono con la loro terra – e con quanta dolorosa determinazione continueranno a combattere per riaverla. Ho scolpita nella mente l’immagine delle distese infinite di canna da zucchero e soia che oggi ricoprono il Mato Grosso do Sul: un tempo erano tutte foreste guarani. Ambrosio lottava per recuperare solo un piccolissimo pezzo della terra del suo popolo, ma gli è stato negato anche questo sogno». La polizia sta indagando sull’omicidio e sembra che siano stati fermati due sospetti, di cui non si conosce ancora l’identità.


«I Guarani soffrono uno dei tassi di omicidio più alti del mondo e il furto di terra è alla radice di tutte le violenze» ha detto oggi Stephen Corry, Direttore generale di Survival International, che aveva collaborato con Marco Bechis alla realizzazione del film. «Nonostante questo, il processo di demarcazione della terra è in una fase di stallo – le autorità stanno facendo troppo poco per contrastare gli allevatori che hanno occupato il territorio ancestrale della tribù. Quanti altri omicidi terribili dovranno subire i Guarani prima che la loro terra sia mappata e protetta?».
(fonte Survival International)

Bari. Fibronit: Giuseppe Armenise presenta alla città il suo libro 'Pane e amianto'

Mercoledì 11 dicembre alle 18,00 presso la sala consiliare del Comune di Bari, in corso Vittorio Emanuele II, numerosi saranno i relatori che accompagneranno Giuseppe Armenise, giornalista de 'la Gazzetta del Mezzogiorno', nel «girotondo di una città sopra un milione di vite». 

La storia della Fibronit di Bari raccontata da un osservatore attento. Un episodio di cronaca, la storia di un percorso d’amore, di denuncia, di dolore, di morte, ma alla fine di crescita e riscatto civile capace di affermarsi nonostante persino le vittime designate perché esposte ai veleni di una vecchia fabbrica d’amianto appaiano chi assente, chi addirittura ostile, preda di un misterioso ricatto che determina, apparentemente contro ogni logica, la sopravvivenza per oltre vent’anni di una discarica di rifiuti cancerogeni tra le case.

A discutere di 'Pane e amianto' con l'autore sono previsti gli interventi del presidente della Regione Nichi Vendola, il presidente del Consiglio regionale Onofrio Introna, il sindaco Michele Emiliano, l'assessore all'Ambiente del Comune di Bari Maria Maugeri, lo scrittore e poeta Giuseppe Goffredo. A moderare gli interventi ci sarà il presidente dell'Ordine dei Giornalisti della Puglia Valentino Losito.

L'appuntamento è, dunque, per mercoledì 11 dicembre presso la sala consiliare del capoluogo pugliese.

03.12.2013
Vito Stano   

venerdì 29 novembre 2013

Cassano delle Murge. Rifiuti: informazioni ai cittadini e controlli sul differenziato

Cassano delle Murge nel maggio 2012
Foto Archivio Vito Stano
«In queste ore – fanno sapere dal palazzo comunale – il personale incaricato dall'Ati Tradeco Srl - Murgia Servizi ecologici Srl sta distribuendo nel centro abitato i primi avvisi sui controlli che saranno effettuati periodicamente nelle utenze domestiche e non, circa le corrette operazioni di conferimento dei rifiuti negli appositi bidoncini della raccolta porta a porta. Gli avvisi, come già spiegato nel corso di un incontro pubblico il 14 novembre, riportano tre diversi tagliandi di indicazione che potranno essere consegnati ai cittadini e incollati a buste o contenitori. Il primo tagliando è di colore verde ed esprime una corretta raccolta differenziata da parte dell'utente; il secondo è di colore giallo e indica all'utente che la sua differenziata deve essere migliorata (ad esempio, per materiale conferito o per orario di esposizione del bidoncino); il terzo è rosso e avverte l'utente che le modalità di errato conferimento si ripetono e che si è a rischio sanzione da parte degli organi preposti»

Quindi gli utenti, che siano cittadini o commercianti-artigiani-imprenditori, sono avvisati: il periodo di tolleranza è finalmente finito e magari adesso le storture, emerse durante i primi mesi di applicazione del nuovo sistema, saranno corrette. La differenziazione dei rifiuti è soltanto il primo passo; a questo segue il conferimento agli impianti che ritirano, pagandole, le diverse frazioni (plastica, carta e cartone, vetro, organico).  «A volte, ha commentato qualche settimana fa n un colloquio informale con il sottoscritto l'assessore alla Tutela dell'Ambiente Carmelo Briano, il livello di impurità nel totale conferito è troppo elevato, tale da rischiare di non recuperare quasi nulla». A questo seguivano cifre in percentuali che vi risparmio, ma che sono indicative di una battaglia civile ben lontana da essere vinta. Occorre una fase di controlli, che al pari della cintura di sicurezza in auto o il casco per i motociclisti, contribuisca a convincere gli utenti a fare il proprio dovere al meglio. Non ci sono altre vie. Educazione sin dai banchi di scuola e un pochettino di repressione, utile a rappresentare la veridicità delle promesse fatte. 

Personalmente è tanto tempo che invito l'amministrazione, sindaco Di Medio e assessore Briano in particolare, a rendere operativa la fase di controlli. Chissà magari in questo modo si riuscirà a debellare anche la vergognosa abitudine di gettare i sacchetti di rifiuti in terre agricole in abbandono o sul ciglio di alcune strade secondarie. Da segnalare c'è anche una nuova e grave abitudine, quella dell'emigrazione del rifiuto: numerose sono le segnalazioni di residenti ad Acquaviva delle Fonti che lamentano di cassonetti stracolmi già alle prime ore del mattino. Frutto questo, molto probabile, di viaggi notturni per scaricare rifiuti prodotti a Cassano delle Murge, da cittadini reticenti al nuovo sistema di raccolta porta a porta.

«Quella dei controlli – spiega l'assessore all'Ecologia Carmelo Briano – è una fase che dopo l'avvio del porta a porta si rende necessaria per rafforzare ancor di più il processo di una vera differenziata nel nostro Comune. Possiamo dire che siamo al giro di boa dopo una prima fase di introduzione del sistema. Grazie all'impegno e alla consapevolezza dei cittadini abbiamo raggiunto livelli che superano il 60% di differenziata ed è arrivato il momento di portare a regime il sistema. Pertanto non si potranno tollerare più episodi di disinteresse verso questo nuovo modello d'igiene. I controlli e le eventuali sanzioni sono doverosi per il rispetto dell'ambiente e per il rispetto di quei tanti cittadini che quotidianamente seguono i canoni di una preziosa raccolta differenziata, conclude l'assessore Briano. L'Amministrazione comunale intanto, ricorda che, oltre ad un sano conferimento dei rifiuti, è bene operare un vero riciclo dei prodotti consumati e adottare accorgimenti utili per la riduzione dei rifiuti».
Alle parole dell'assessore Carmelo Briano, nel comunicato segue un elenco di suggerimento utili per produrre meno rifiuti possibili in ambito domestico. Buona lettura.

15 suggerimenti per sprecare meno e produrre meno rifiuti 
1 Programmare gli acquisti, prediligendo i prodotti sfusi e alla spina;
2 Evitare l'acquisto di prodotti monoporzione. Per piccole quantità di cibo si spreca troppa plastica!
3 Consumare acqua del rubinetto e, all'esterno, utilizzare thermos e borracce;
4 Portare con noi sempre un sacchetto di tela per evitare l'uso frequente di buste in plastica anche al momento della spesa;
5 Evitare l'acquisto di prodotti usa e getta. Preferire i prodotti concentrati o da diluire.
6 Controllare i materiali di cui sono fatti gli imballaggi. Preferire quelli facilmente differenziabili (carta, cartone, plastica);
7 Evitare il ricorso a fazzoletti e tovaglioli di carta. Meglio stoffa o spugne;
8 Per i neonati utilizzare pannolini lavabili;
9 Acquistare prodotti ricaricabili come batterie o cartucce per la stampante;
10 Se si possiede un giardino o un orto, adoperare la compostiera per ottenere concime dai rifiuti organici;
11 Diamo nuova vita ad abiti ed accessori nuovi ma che non utilizziamo;
12 Prima di disfarci di apparecchi elettronici o di elettrodomestici fare in modo che possano essere riutlizzati attraverso la loro manutenzione;
13 Utilizzare contenitori da frigo per la conservazione di alcuni alimenti;
14 Rinunciare alle cialde del caffè in plastica. Meglio utilizzare la moka tradizionale o cialde in garza;
15 Limitare l'utilizzo di carta.

29.11.2013
Vito Stano

giovedì 28 novembre 2013

Bari. Regione Puglia: Alleanza Nazionale programma la protesta contro il presidente

La vicenda Ilva ha provocato nelle ultime settimane non pochi grattacapi al presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, il quale si è dovuto difendere dall'immorale accusa, scagliata da alcuni articoli di noti quotidiani nazionali, di aver riso della tragedia tarantina e per giunta di averlo fatto con uno dei massimi accusati della vicenda, Girolamo Archinà, all'epoca dei fatti factotum della famiglia Riva. Questa storia, parte rilevante della più grande vicenda Taranto-Ilva, ha scatenato l'ira, politica s'intende, di numerosi oppositori. A raccogliere la palla al balzo è stato il rinato movimento per Alleanza Nazionale, che mercoledì prossimo 4 dicembre, ha dato appuntamento ai militanti pugliesi e non solo al fine di "assediare" pacificamente, a partire dalle 11,30, il palazzo del Consiglio regionale pugliese per chiedere le dimissioni del presidente Vendola. Pare che lo decisione di "assediare" il palazzo sia  emersa durante la riunione dei fondatori del movimento su proposta di Adriana Poli Bortone.

Dunque, come si legge sul social network facebook.com «le bandiere di Alleanza nazionale sventoleranno nel nome della lotta alla malasanità per sollecitare lo scioglimento di un'amministrazione incapace di dare risposte serie e per sollecitare impegni concreti sul lavoro in una terra che soffre drammaticamente la tragedia della disoccupazione. Non solo: al centro della protesta la drammatica situazione dell'Ilva di Taranto nella quale il presidente Vendola si trova coinvolto in un'inchiesta dai contenuti molto imbarazzanti, se è vero che ha ostacolato i controlli ambientali sul colosso industriale. Se per concussione si condanna Berlusconi a sette anni per quello che faceva in casa sua, ci chiediamo come faccia a restare al suo posto un governatore indagato per lo stesso reato ma per fatti ben più gravi»

Come si può leggere, il paragone tra Berlusconi e Vendola è una sottigliezza che il movimento di destra non si risparmia. Ma tantè, questo non cambia la natura delle accuse e delle condanne. 


Gli organizzatori della manifestazione concludono affermando che «tutta Italia deve sapere quello che succede in una delle regioni più importanti e auspichiamo che tutta l'opposizione decida finalmente di presentare la sfiducia al Presidente della Regione. Per ora, si sta muovendo il tal senso il solo consigliere regionale Curto, esponente del nostro movimento (Alleanza Nazionale, ndr)». Chissà se questa dimostrazione politica darà al presidente Nichi Vendola una ragione in più per candidarsi al Parlamento Europeo. Nell'attesa i suoi avversari affilano le armi. 

28.11.2013
Vito Stano

Taranto. Fondo Antidiossina: denuncia inottemperanze da parte di organi di governo

Foto google.com
A proposito di Ilva e scandali da Fabio Matacchiera, presidente della onlus Fondo Antidiossina Taranto, riceviamo e pubblichiamo integralmente un comunicato sulla vicenda tarantina. V.S.

di Fabio Matacchiera
L’Ilva non ottempera alle prescrizioni dell’AIA e il prefetto non irroga le sanzioni previste per legge. Siamo molto perplessi e preoccupati  nel constatare che, attorno alla spinosa questione  Ilva di Taranto, il Governo, ancora una volta, si affanni alla ricerca di soluzioni normative per rinviare ripetutamente situazioni in stallo da ormai troppo tempo.

Come si evince dalle azioni d’ispezione, a cura delle autorità controllo, sono state riscontrate numerose violazioni alla Legge 231/12,  ovvero numerose inottemperanze alle prescrizioni dell’Autorizzazione Integrata Ambientale. Tra queste, come si sa, vi sono quelle già accertate relative alla chiusura completa dei nastri trasportatori, degli edifici e dei sistemi di trasporto di materie prime che causano notevoli e frequenti fenomeni di diffusione di polveri, anche verso l’esterno dello stabilimento, investendo anche i quartieri cittadini.

Alla luce di queste gravi inadempienze e del perdurare delle situazioni di inquinamento, ci chiediamo con preoccupazione: come mai il Prefetto di Taranto non abbia ancora disposto alcuna sanzione amministrativa, così come è previsto dalle norme vigenti? Infatti, l’art. 1.2 della Legge 231/12 obbliga l’Autorità Territoriale di Governo, cioè il Prefetto, ad agire immediatamente, comminando la sanzione fino al 10% del fatturato annuo, nel momento in cui l'ILVA spa non osserva le prescrizioni dell'AIA e le sue scadenze. 

Altresì, il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, si limita ancora una volta a richiedere semplicemente l’applicazione della lettera a) dell’art.29decies del D.Lgs n.152/06, reiterando soltanto la diffida con un mero atto formale di informazione alla Procura della Repubblica di Taranto, eludendo così le disposizioni delle lettere b) e c) dello stesso articolo di cui sopra che prevedono finanche la sospensione e la revoca dell’autorizzazione all’esercizio.

Bari. Cultura: mostre fotografiche e seminari. L'interesse per l'immagine spopola

Non solo Ilva, scandali nella sanità e intercettazioni a iosa. La Puglia è anche produzione culturale e confronto serrato sui temi più disparati. In queste settimane Bari sembra sia diventata il centro dell'universo: seminari sul web-documentary, sul documentario d'indagine sociale, sulla fotografia. Questo non vuol essere un commento, ma esclusivamente un'ulteriore segnalazione, relativa agli incontri sulla fotografia contemporanea. Gli incontri, di cui scrivo, sono parte del calendario di Documentaria, che proseguirà fino al 30 novembre. Il programma dei prossimi giorni prevede due seminari gratuiti, aperti a tutti, e una mostra dei due vincitori pugliesi del concorso nazionale GiovaneFotografia Italiana #2.

Seminari
Si parte oggi pomeriggio con Massimo Sordi, curatore del Si Fest, Festival Internazionale di Fotografia di Savignano sul Rubicone e ideatore, assieme a Stefania Rossi,  di Global Photography,  progetto sulla giovane fotografia internazionale. Il seminario dal titolo 'Il lavoro di curatore per i festival fotografici' è in programma alle ore 16,00 presso l'aula Stifano dell'Ateneo degli studi di Bari. Petra Stavast, nota fotografa olandese e co-fondatrice di Fw, un’organizzazione indipendente che promuove progetti, pubblicazioni, mostre e incontri tra fotografi, scrittori e curatori, terrà un seminario dal titolo 'Editoria e progetti fotografici indipendenti'. L'appuntamento è per sabato 30 novembre alle 10,00 presso la Mediateca Regionale Pugliese in via Zanardelli 30 a Bari.

Mostre
A completare il programma di documentaria è stata organizzata una mostra sui lavori dei due vincitori pugliesi del concorso nazionale Giovane Fotografia Italiana #2.

Lungo l’Ofanto
di Giuseppe Maldera
L’Ofanto è il principale fiume della Puglia, la regione italiana più povera di acque superficiali. La sua valle, nel corso dell’ultimo secolo, ha subito importanti trasformazioni antropiche che ne hanno mutato la fisionomia e il paesaggio. Questo progetto presenta un’indagine fotografica sui luoghi e gli abitanti dei territori attraversati dal fiume.

Strada Maggiore 49 (Casa Arcangeli)
di Giuseppe De Mattia
Come si presenta un’abitazione dopo essere stata vissuta intensamente per più di cinquant’anni da una delle famiglie più intellettualmente attive a Bologna nel secolo passato? Questo lavoro ritrae la fase “unica” di un'abitazione: il tempo sospeso tra abbandono e nuova vita, il tempo occupato solo dalle tracce e dalla memoria.
La mostra si terrà a Bari presso lo Spazio Giovani in viale Venezia 41 rimarrà aperta dal 29 novembre al 7 dicembre 2013.

Informazioni
I seminari sono gratuiti ed aperti a tutti, senza alcun limite al numero dei partecipanti. Se hai bisogno di ulteriori chiarimenti puoi contattarci attraverso i seguenti canali:
email  documentaria@labfotografia.it

28.11.2013
V.S.

martedì 26 novembre 2013

Violenza sessuale e diritti delle donne: dal Kenya un caso comune in molti Paesi

La bambina ritratta non è la protagonista della storia.
Questa foto è stata utilizzata da Avaaz.org per la campagna
L'ottimismo nel mondo dell'informazione è un ingrediente raro. Ma, come in questo caso, un pizzico di positività è utile per raccontare una storia, che è l'eco di tante altre storie, di violenza e sopraffazione dei più deboli. La storia che merita di essere raccontata è quella di Kaia (nome di fantasia per garantirne la sicurezza), bambina kenyota di undici anni. Kaia, così si legge sul sito di Avaaz.org, è stata assalita e violentata mentre andava a scuola. Un'insegnante l’ha portata in ospedale, ma poi ha dovuto addirittura corrompere la polizia anche solo per poter sporgere denuncia. La reazione di Kaia è stata di un coraggio incredibile. Ha denunciato la polizia per non aver fatto il necessario per proteggerla. E la cosa ancora più incredibile è quello che è accaduto subito dopo. In Kenya, il paese dove vive Kaia, una donna o una ragazza vengono stuprate ogni 30 minuti. La polizia di norma chiude gli occhi, isolando ulteriormente le giovani sopravvissute e rinforzando l’idea che lo stupro è accettato. Kaia e altre dieci giovani sopravvissute hanno deciso di agire. Nel giorno del processo, ignorando le minacce ricevute e i blocchi di sicurezza hanno marciato dalle loro case fino al tribunale, intonando lo slogan «haki yangu», che in Kiswahili significa «voglio i miei diritti». Dopodiché il giudice ha emesso la sentenza: le ragazze avevano vinto la propria battaglia.

Dalla petizione on line promossa da Avaaz.org si legge che le attiviste e avvocatesse per i diritti umani che hanno lavorato con Kaia sono pronte a portare processi simili contro le forze dell'ordine dentro e fuori dai confini del continente africano, ma hanno bisogno di fondi per farlo. Per questo Avaaz.org, organizzazione no profit, ha lanciato una raccolta fondi: le promesse di donazioni che gli internauti faranno non saranno addebitate finché non sarà raggiunto l'obiettivo prefisso: https://secure.avaaz.org/it/take_kaia_win_global_loc_nd_rb/?btysIdb&v=31568.

Quando la storia di Kaia è iniziata, sembrava destinata a diventare una delle innumerevoli giovanissime vittime di violenza ignorate dalla polizia. Ma l’attivista kenyota per i diritti dei bambini Mercy Chidi e l’avvocato per i diritti umani Fiona Sampson hanno unito le forze per sfidare questa ingiustizia nei tribunali. Il piano è stato messo in piedi in Kenya da un gruppo di colleghi di Canada, Kenya, Malawi e Ghana: sembrava davvero ambizioso denunciare la polizia per non essere entrata in azione, ma hanno insistito e assunto molti rischi e hanno costruito un pezzo della storia dei diritti umani. Ma il lavoro è appena iniziato. Come qualsiasi vittoria, c’e’ bisogno di tempo, sforzi e denaro per fare in modo che la sentenza sia applicata, e sia un precedente utile per combattere la violenza contro le donne.


Se verranno raccolti abbastanza fondi, si potrà trasformare un'enorme vittoria per il Kenya in una vittoria per i paesi in tutta l’Africa e nel resto del mondo contribuendo a sostenere le spese di ulteriori casi come questo, nel resto dell’Africa e in tutto il mondo, facendo in modo che queste sentenze storiche siano attuate per mezzo di campagne pubbliche con strategie mirate; spingendo per realizzare campagne educative di massa che colpiscano alla radice la cultura alla base della violenza sessuale contribuendo a cancellarla una volta per tutte; rispondendo a nuove opportunità di campagne come questa con strategie che permettano di mettere fine alla guerra contro le donne.

Quindi qualora vogliate sostenere questa battaglia contro la violenza, è possibile fare una promessa di donazione. Io l'ho fatta. Come spiegano sul sito di Avaaz.org, facendo la promessa di donazione non sarà da subito addebitato alcun costo. Soltanto al momento del raggiungimento della somma prevista il contributo promesso sarà addebitato: https://secure.avaaz.org/it/take_kaia_win_global_loc_nd_rb/?btysIdb&v=31568.

Avaaz.org è una piattaforma che, come ha detto la giornalista di Al Jazeera English Juliana Rufhus durante i seminari sul web-documentary svoltisi a Bari soltanto due settimane, realizza veramente quella partecipazione di cui oggi tanti soggetti parlano, ma che difficilmente si realizza davvero.

Poiché, ritornando a leggere sul sito si Avaaz.org, «in quanto cittadini, spesso ci rivolgiamo ai leader politici e altri rappresentanti delle istituzioni affinché facciano sul serio per proteggere i diritti delle donne. È importante continuare a farlo, ma ogni volta che non riusciranno ad ascoltare le loro coscienze, dovremo avere il coraggio di toccare nel profondo i loro interessi portandoli nei tribunali. Questo manderà un messaggio potentissimo: non solo ci sono nuove conseguenze per questi crimini, ma l’epoca in cui la cultura delle nostre società ammetteva si disprezzassero le donne senza ripercussioni sta per finire».

Per approfondire l'argomento è possibile seguire i link qui sotto.

26.11.2013
Vito Stano












Bari. Fotografia: Cosmo Laera racconta la sua visione al Museo della Fotografia

Tra fatti di cronaca e sensazionalismo imperante, anche in questo umile spazio della rete, trovo positivo raccontare la bellezza. Da sempre su Murgiambiente mi occupo di fotografia, ma nell'ultimo periodo mi sono limitato a segnalare alcune delle numerose iniziative organizzate in Puglia e, in particolare, la mia attenzione è stata rivolta agli appuntamenti in calendario presso il laboratorio del Museo della Fotografia del Politecnico di Bari. Ed è proprio da qui che voglio ricominciare. Il 29 novembre, venerdì prossimo, nella sala conferenze del palazzo del Politecnico di Bari in via Giovanni Amendola al civico 126/b è in programma  l'incontro con un grande autore della fotografia contemporanea, Cosmo Laera, il quale parlerà della fotografia d'autore e della progettualità nel Sud Italia.

Note sull'autore
Cosmo Laera è nato ad Alberobello il 9 luglio 1962. Ha iniziato il suo rapporto con la fotografia da giovanissimo scegliendo di percorrere la carriera artistica e professionale nella sua terra d'origine. Da queste esperienze nasce il suo progetto di vita che da più di venticinque anni sta sviluppando affermandosi come curatore di mostre, festival e rassegne internazionali. La sua ricerca fotografica è sempre più incentrata sul rapporto tra visione e territorio: il fine di queste opere è quello di rivelare aspetti di immediata empatia tra i luoghi e la loro morfologia indipendentemente dalla loro funzione. Concettualmente le fotografie assumono un potenziale espressivo in continua evoluzione che permette una ri-conoscenza e uno sviluppo dell'attenzione intorno al luogo o al soggetto ritratto. Laera lavora da tempo sul paesaggio e sui luoghi del Sud, sulla materia, sulla luce. Lo spirito con cui si svolge questa ricerca fotografica in continua evoluzione, è quello del celebre aforisma di Proust, «l’unico vero viaggio verso la scoperta non consiste nella ricerca di nuovi paesaggi, ma nell’avere nuovi occhi»

La ricerca fotografica di Cosmo Laera
Spesso nelle immagini di Cosmo Laera ricorre una figura umana. L’attenzione si sposta sul soggetto stesso che di rimando induce ad osservare ciò che lui stesso sta osservando, un punto di vista raddoppiato tra l’autore della fotografia e lo spazio indicato da chi lo sta vivendo. Il percorso è noto, ma gli occhi con cui si guarda sono ogni volta nuovi. Apparentemente le fotografie si accorpano per cronologia, mentre per il suo lavoro gli accorpamenti sono legati ad un luogo, visitato e conosciuto durante il tempo cosi da maturarne un’esperienza, anche degli stessi posti ma con punti di vista differenti: è la ricerca di un asse su cui costruire parte di un pensiero meridiano, una ricerca etica della dimensione di vita umana contemporanea. Lo spazio, visto attraverso gli occhi di chi lo abita, di un passante o di un turista, una messa in scena con la complicità indiretta dell’ambiente e una potenziale narrazione mediata dalla figura umana insieme alla materia, ancora la pietra e la luce-faro come indicatore, punto di riferimento nella scena. Luce e materia restano gli elementi di costruzione di tutte le ricerche di Laera. Sono campi di affezione, aree a cui sono attribuite potenziali di crescita e di sviluppo, espressioni di un paesaggio antropico in continua mutazione. 

26.11.2013
V.S.

Cassano delle Murge. Violenza sulle donne: arrestato marito violento dai carabinieri

Foto google.com
Violenza sulle donne. Ieri è stata celebrata in tutto il mondo la giornata contro la violenza di genere. Ma, ovviamente, non sono mancati episodi di tale natura durante l'arco della giornata. Anche Cassano delle Murge ha registrato l'ennesima aggressione ad una donna. E si è trattato, come molte volte accade, si violenza domestica. Dalla comunicazione dei carabinieri si evince che l'uomo, in preda ad un evidente stato d'ira, ha ingiuriato e minacciato la moglie nel corso dell'ennesimo litigio. Pertanto è stato provvidenziale l'intervento dei carabinieri che lo hanno bloccato e arrestato. 

Si tratta di un 35enne di Cassano delle Murge arrestato dai carabinieri della locale Stazione con l'accusa di maltrattamenti in famiglia. I militari, attivati da una telefonata fatta al numero di emergenza 112 da parte di alcuni vicini atterriti per le grida provenienti dall'appartamento, si sono portati sul posto dove sono riusciti a bloccare l'uomo dopo aver fatto irruzione nella casa.

I successivi accertamenti hanno consentito di appurare che l'uomo non era nuovo a tali comportamenti. Negli ultimi tempi infatti aveva sottoposto la moglie a continue vessazioni e aggressioni anche alla presenza delle figlie. Tanto è bastato a far scattare immediatamente le manette ai polsi de 35enne che, su disposizione della Procura della Repubblica di Bari, è stato collocato ai domiciliari in altra dimora nella sua disponibilità. 

A conforto della vittima ha pesato l'introduzione della recente normativa (Legge 119/2013 in vigore dal 15 ottobre) per il contrasto della violenza di genere, che ha introdotto la procedura dell'arresto obbligatorio in flagranza per i delitti di maltrattamenti in famiglia.

26.11.2013
Vito Stano