mercoledì 12 febbraio 2014

Meteo. Ancora piogge sullo Stivale: anche la provincia di Bari interessata

Piazza Aldo Moro in Cassano delle Murge - Foto Archivio Vito Stano © 2014
Anche stamane su Cassano delle Murge il cielo era scuro, carico di pioggia. Questo è il periodo ripete mia nonna. Piove quindi, ma fortunatamente non come in altre zone dello Stivale. Però soltanto l'altro ieri (sabato 8 febbraio) ho registrato delle immagini all'incirca verso le quattro del pomeriggio sulla provinciale che da Acquaviva delle Fonti porta a Gioia del Colle. La pioggia e il vento tutto a un tratto mi hanno sorpreso mentre ero alla guida e guardando alla mia sinistra ho visto uno spettacolo a dir poco scioccante. Un addensamento di nuvole che aveva tutta la parvenza di una tromba d'aria. Non posso dire con certezza se fosse davvero una tromba d'aria, ma quello che vedevo e le immagini registrate lo lasciano pensare. Forse suggestionato dalla visione dei video, visti per caso soltanto la sera precedente, registrati durante l'arrivo dello tzunami sulle coste di Thailandia, Giappone e Indonesia, ho realizzato quello che non effettivamente non c'era. Può capitare. Del resto restano le immagini a raccontare il momento.


12.02.2014
Vito Stano

Animali in cattività. Giraffa uccisa e data in pasto ai leoni in uno zoo di Copenaghen

Ricordo che da piccolino con i miei fratelli e i miei genitori andammo a vedere gli animali allo zoo di Fasano, in provincia di Bari. All'epoca non conoscevo cosa significasse la locuzione animale in cattività. Ma una cosa la ricordo bene, non mi divertii per niente. Indubbiamente è stata un'esperienza formativa, che in qualche modo lego anche alla vicenda dei circhi che prevedono spettacoli con animali ammaestrati, ma quella esperienza posso dire che è stata l'occasione per iniziare una lunga riflessione sulla vita dietro le sbarre degli animali cosiddetti esotici. Tutto ovviamente al solo scopo di produrre utili. La vita sofferente in gabbia di grandi carnivori o erbivori per divertire ignari bambini. Non credo affatto alla barzelletta della tutela delle specie. Le bestie rinchiuse soffrono. E questo dovrebbe bastare per cambiare questo sistema di sfruttamento della vita a scopo di lucro. Questa storia mi è tornata alla mente quando su RaiNesws24 ho ascoltato con apprensione la fine ingloriosa che è capitata alla giraffa Marius nello zoo di Copenaghen. La vita di questo giovane esemplare di giraffa si è interrotta bruscamente, con un colpo di pistola perché era il frutto di un accoppiamento tra consanguinei. Questa cosa avrebbe, secondo il direttore dello zoo, potuto creare problemi alla perpetuazione della specie. Ai responsabili di questa azione scellerata non è bastato uccidere la giraffa sotto gli occhi di decine di bambini visibilmente scossi dello spettacolo, costoro hanno fatto a pezzi il corpo senza vita dell'esemplare e l'hanno dato in pasto ai leoni presenti anch'essi nella struttura della capitale danese. Questa è la storia. L'Unione Europea ancora una volta compare come protagonista al negativo nella vicenda: la bestia stante alle norme comunitarie non poteva essere trasferita in altra struttura,  né tantomeno castrata.

Ovviamente in rete, com'era prevedibile, sono state create petizioni: segnalo  a proposito quella promossa da Rosella Sguerrini che vuol gridare al mondo «basta agli abusi sugli animali e sul potere dell'uomo di decidere sulla vita di poveri animali in cattività. Firmiamo perché sia fatta». Le email sono indirizzate al primo ministro danese Helle Thorning-Schmidt e al direttore dello zoo di Copenaghen Bengt Holst. È importante precisare che la giovane giraffa non è stata soppressa con un’iniezione letale, perché in tal caso la sua carne sarebbe stata contaminata. La sua vita è finita non per la legge della natura, ma per quella dell’uomo. La sua colpa? Come detto, la sua colpa è stata quella di essere stata frutto di un rapporto endogamico (tra esemplari parenti). Questo principio è vietato dalle regole degli zoo europei: anche per questo sono state inutili le proposte fatte da altre strutture del Vecchio Continente che si erano offerte di adottarlo.

«A nessuno  si legge nel testo della petizione sulla piattaforma Firmiamo.it – è importato che l’animale godesse di ottima salute. Neanche per meritarsi la castrazione, altra opzione prevista per impedirgli di riprodursi. A nulla soprattutto sono valse le migliaia di firme raccolte in un petizione online con la quale si chiedeva di non uccidere il cucciolo. Bengt Holst, direttore scientifico dello zoo, ha spiegato che i geni di Marius sono già ben rappresentati tra le giraffe dello zoo».  

«Eliminarlo è necessario – ha detto alla BBC  per evitare la consanguineità nel gruppo e mantenere bene la popolazione delle giraffe. Se tutte le specie si riproducono bene, poi si deve accettare che ci sia un surplus di animali che non possono essere inclusi nella catena genetica senza causare problemi di consanguineità».

Per chi ha promosso la petizione quelle del direttore dello zoo sono «scuse per racimolare carne da dare ai felini affamati: bastava castrare il cucciolo e consentirgli di vivere la sua vita, anche se in cattività. Cosa ancora più grave è stato lo spettacolo dell'uccisione esposto anche ai bambini: davvero disgustoso! Diciamo basta agli abusi sugli animali e sul potere dell'uomo di decidere sulla vita di poveri animali in cattività».

Emblematica la dichiarazione del direttore dello zoo di Copenaghen. Parlare di surplus è quanto di più squallido si possa fare. Abbattere un esemplare in salute per una ragione discutibile e giustificare l'azione con l'eccesso numerico della specie nella struttura. Se questo è un uomo, parafrasando Primo Levi, dovrebbe ricordare che la vita umana o animale che sia non può essere ridotta a codificazioni giuridiche o peggio ancora a definizioni economicistiche. La vita va rispettata sempre. Del resto la "formativa" lezione data ai bambini che hanno assistito al macabro spettacolo la dice lunga sulla necessità di rieducare gli adulti al rispetto del prossimo prima che siano loro a "educare" le nuove generazioni.  

12.02.2014
Vito Stano

martedì 11 febbraio 2014

Operazione antidroga. Toritto sotto l'occhio della Direzione Investigativa Antimafia

Una nota del Comando Provinciale dei Carabinieri rende noto che durante la mattinata è stata condotta una vasta operazione antidroga dai Carabinieri del Comando Provinciale di Bari contro un clan, facente capo alla famiglia Zonno di Toritto, alle porte di Bari, che gestiva un ingente traffico di stupefacenti in una vasta area dell’hinterland barese. Sono stati impiegati circa 80 uomini, con l’aiuto di unità cinofile e di un velivolo del 6° Nucleo Elicotteri di Bari. I reati contestati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari che hanno consentito al Giudice per le Indagini Preliminari di emettere il provvedimento di custodia in carcere per tutti gli arrestati, vanno dall’associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti, porto e detenzione illegale di armi, nonché per alcuni la violazione della sorveglianza speciale.

Sequestrato anche un laboratorio per la lavorazione e il confezionamento dello stupefacente che poi veniva piazzato sul mercato da un folta squadra di spacciatori che, in alcuni casi, non hanno esitato a fare ricorso alla minaccia delle armi per garantire il controllo delle piazze di spaccio e la regolarità dei pagamenti. Innumerevoli gli episodi di spaccio al dettaglio documentati dai militari dell’Arma a riprova della pericolosa ramificazione che l’organizzazione aveva raggiunto in particolare nei comuni di Toritto, Binetto, Grumo Appula, Palo del Colle e Bitonto, dove disponeva di numerosi depositi temporanei ricavati spesso in cavità di muri di abitazioni disabitate.

11.02.2014
V.S.

lunedì 10 febbraio 2014

Foibe. A dieci anni dalla Legge del 2004: la politica che vuol fare la storia da sè

«Il Giorno del Ricordo sia giorno di vera riflessione su quello che la storia ci ha consegnato. Spesso, però, non sempre siamo pronti a soffermarci, a pensare, su quello che è stato e su quello che è accaduto nel passato». Queste parole così generiche sono soltanto la premessa del messaggio che la sindaco di Cassano delle Murge Maria Pia Di Medio ha inviato alla stampa in occasione della Giornata del Ricordo, istituita con Legge 30 marzo 2004, n. 92. 

La ricorrenza di questa giornata è stata particolarmente sentita sin dal principio dalla giunta di destra che amministra Cassano delle Murge ormai da cinque anni meno tre mesi. A fare da portabandiera negli anni passati è stata l'assessore alla Cultura Pierpaola Sapienza, oggi in Fratelli d'Italia e ieri in Alleanza Nazionale e poi Partito della Libertà. Con l'assessore Sapienza negli anni scorsi ho imbastito in più occasioni un dialogo su queste tematiche storiche, constatando una legittima ignoranza sull'argomento. Quello che chiedevo alla Sapienza era cosa hai studiato? Quali e quanti libri hai letto sull'argomento? Le risposte ovviamente non erano confortanti. L'argomento in questione è stato l'oggetto della mia tesi di laurea e dei miei studi successivi e la decisione, accolta con favore dalla docente, era e resta esclusivamente frutto della volontà di comprendere meglio un periodo storico di cui all'epoca (2008-2009-2010) avevo appena sentito parlare. Curiosità, quindi, e voglia di ordinare una mole di nozioni disordinate e parecchio strumentalizzate dai partiti di destra e di sinistra. 

Oggi a dieci anni dall'istituzione della legge della Giornata commemorativa delle vittime delle foibe e dell'esodo giuliano, istriano, dalmata registro ancora, e se possibile anche più di ieri, una volontà di calcare la mano e strumentalizzare. I politici, come recita la norma devono promuovere la discussione e la conoscenza, non sono obbligati a inviare messaggi che evidenziano l'ignoranza palese rispetto a certi argomenti. Anzi se vogliamo essere precisi a Cassano delle Murge a parte i piagnistei durante la posa della corona dei fiori ai piedi della lapide posta nel giardinetto del quartiere Sacro Cuore e la banda non s'è fatto niente. Teodoro Santorsola e Silvio Missoni, amministratori della destra missina durante la Giunta Gentile, organizzarono degli pseudo convegni (poco più che dibattiti in realtà) durante i quali a parlare della vicenda delle foibe c'erano alcune personalità alquanto discutibili che in Friuli Venezia Giulia, e a Trieste in particolare, sono ben conosciuti per essere poco obiettivi, diciamo così. Ma dato che nel paesello murgiano sono sconosciuti tanto vale presentare un appartenente alla Decima Mas come professore di storia. Cose di poco conto se non fosse che ad ascoltare c'era un pubblico all'asciutto di queste storie e quindi l'opera di strumentalizzazione è compiuta.

Quest'anno invece del dialogo post-messaggio commemorativo con la Sapienza, mi è capitato di leggere il messaggio della sindaco Di Medio e devo ammettere che a momenti stentavo a credere a quello che leggevo. Un medico di base che parla a ruota libera di vicende storiche dalle nostri parti non è rarità, anzi. Ma leggere le affermazioni della sindaco-dottoressa è comunque formativo. Ti fa comprendere che non ci sono limiti alla tuttologia. Chiunque può parlare di qualsiasi cosa. I medici di storia senza aver mai messo piede in un archivio. E magari gli storici di urbanistica senza avere nessuno strumento per farlo, anzi meglio, gli storici che parlano di medicina. Potrebbe essere una nuova frontiera della conoscenza. Per la serie avanti tutta. A chi la spara più grossa.

Dopo la premessa la sindaco dunque va al sodo e afferma che «le nuove generazioni, a volte, poco sanno su quanto l'uomo è stato capace di distruggere in nome di una ideologia politica o religiosa. Nel caso dello sterminio degli ebrei, o nel caso delle Foibe comuniste degli uomini del Maresciallo Tito, la cattiveria umana, mista ad ideologia politica, è riuscita a cancellare persone anche non schierate ideologicamente. Il loro crimine era quello di appartenere ad un popolo, ad una Nazione». 

Questo l'affondo della dottoressa-sindaco. Quali libri avrà letto prima di formulare questa opinione? Deduco nessuno o al massimo qualche titolo pubblicato da qualche associazione delle vittime, che ovviamente racconta una versione di parte, famigliare si potrebbe dire. Non sarebbe stato più appropriato invitare un professore o un ricercatore dell'Università degli Studi Aldo Moro di Bari e in particolare del Dipartimento delle Società Mediterranee (già Facoltà di Scienze Politiche), che ha dato e continua a dare un importante contributo alla ricerca storica delle relazioni internazionali e del confine orientale, con particolare attenzione all'area adriatica? Dello stesso Dipartimento in questione diversi sono stati i ricercatori e professori invitati oggi in pubblici consessi per parlare delle vicende in questione e dei numerosi aspetti. Ma Cassano delle Murge si fa da sè. Ahinoi.  

La sindaco chiude il suo messaggio dichiarando che «tocca alle istituzioni (alla scuola ad esempio) fermarsi a riflettere ed è quello che auspico avvenga nella giornata del 10 febbraio in tutte le aule. Sappiamo davvero cosa sono state le Foibe? Sappiamo chi ha pagato con la vita per un folle disegno politico di una parte? Quando si ricordano i massacri dei titini verso gli italiani, leggo in giro ancora diverse valutazioni sui fatti, quasi un'opera "negazionista" che non fa bene al nostro essere italiani. Auspico dunque, nella Giornata del Ricordo, che questo sia sereno, autentico ed obiettivo. Sia momento di riflessione attenta su un altro dei crimini dell'umanità: il massacro di migliaia di italiani nelle fosse comuni iugoslave»

In chiusura la sindaco fa la domanda giusta: sappiamo davvero cosa sono le foibe? Credo che avrebbe bisogno di ripetizioni, perché dà dimostrazione di avere delle lacune in merito o perlomeno un po' di confusione. Per non parlare del sentirsi italiani. La sindaco dimentica che nel 1950 iniziò un percorso economico-industriale con gli accordi della CECA (Comunità Economica del Carbone e dell'Acciaio) che ha portato agli accordi di Maastricht e alla Costituzione europea di Lisbona. Quindi a parte il nazionalismo fuori tempo massimo, converrebbe alla sindaco limitarsi pedissequamente alla norma istitutiva della Giornata del Ricordo e cioè promuovere la conoscenza specialmente nelle scuole. Senza regalare opinioni parziali atte esclusivamente a orientare l'opinione pubblica. Dicasi strumentalizzazione. 

10.02.2014
Vito Stano 

Ecotassa regionale. Amministrazione Di Medio chiede alla Regione Puglia uno sconto


Giardinetto nei pressi dell'ufficio postale
Foto Archivio Vito Stano © 2014
«Siamo un Comune virtuoso e per questo ci sentiamo in dovere, ai sensi della legge regionale, di chiedere alla Regione Puglia di rivedere l'aliquota dell'Ecotassa a noi applicata». A dirlo è stato l'assessore all'ecologia Carmelo Briano soltanto qualche giorno fa, dopo che è stato ufficialmente inoltrata alla Regione la richiesta di rideterminazione dell'Ecotassa per il Cassano delle Murge.  Attualmente all'ente viene applicata un'aliquota di 25,82 euro a tonnellata di rifiuti indifferenziati portati in discarica. Questa dichiarazione dell'assessore alla Tutela dell'ambiente, viene accolta con entusiasmo e fiducia, specialmente dalla cittadinanza che vorrebbe pagare il meno possibile almeno per la Tarsu visto che l'impegno per realizzare una raccolta dei rifiuti solidi urbani ce lo sta mettendo tutto. In effetti continua Briano «grazie all'impegno dei cittadini nella raccolta differenziata abbiamo considerevolmente abbassato la quantità di rifiuti indifferenziati prodotta e pertanto riteniamo che ai cittadini spettino benefici in termini fiscali».

In soldoni è stato chiesto alla Regione di applicare quei commi previsti dall'ultima legge regionale di bilancio, «disposizioni approvate grazie all'intervento dell'opposizione in Consiglio regionale che danno ai Comuni virtuosi come il nostro – fa sapere la sindaco Maria Pia Di Medio – di avanzare istanza di riduzione dell'Ecotassa». «A questo punto solo gli enti locali, come il nostro, che prevedono di raggiungere entro il 28 febbraio 2014 determinati livelli di raccolta differenziata – continua la sindaco  possono avanzare istanza di rideterminazione dell'aliquota dell'Ecotassa passata, per il nostro Comune, da 15,00 euro a tonnellata del 2013 a 25,82 per il 2014». 

Intanto l'anno 2013 si è chiuso con una media di rifiuti differenziati del 33,84%, poiché da gennaio a maggio la media era bassissima, intorno al 7% circa. A maggio già si è registrato il cambiamento con un 13,04% per toccare cifre inimmaginabili prima dell'attivazione del nuovo servizio: 54,07% di agosto e 66,78% di novembre. Dunque questi sono i dati percentuali disponibili sul sito rifiutiebonifica.puglia.it  relativi al Comune di Cassano delle Murge. Ovviamente il risultato è lodevole, ma occorre proseguire. La strada è lastricata, in questo caso, di bucce di banana.  
Bidoni differenziata in via della Resistenza - Foto Archivio Vito Stano © 2014
Insomma la sindaco Maria Pia Di Medio plaude all'operato del gruppo del collega di maggioranza Ignazio Zullo, che dai banchi dell'opposizione in via Capruzzi sta tentando di spiegare le ragioni dei Comuni che come Cassano delle Murge hanno raggiunto dei buoni risultati. Bene l'opposizione che tiene fede al mandato elettorale: azione di controllo e propositi concreti. Soltanto un appunto mi ricavo in questo spazio: mentre l'amministrazione comunale stipula protocolli d'intesa con aziende per realizzare campagne di informazione e sensibilizzazione sulla annosa questione amianto, sarebbe opportuno che chi di competenza (l'Ati Tra.de.co.-Murgia Servizi Ecologici Srl gestore del servizio?) realizzi una nuova campagna d'informazione per spiegare ai cittadini più riottosi come adoperare i bidoncini e quali atteggiamenti sono sconsigliabili. Sono lampanti molti comportamenti scorretti, che causano un danno al decoro urbano. Qualcuno, forse gli stessi operatori se non fossero troppo oberati e di conseguenza frettolosi, dovrebbe spiegare che i sacchetti vanno esclusivamente dentro i bidoncini e questi poi vanno chiusi con la maniglia sul davanti. Altrimenti cani randagi e gatti ringrazieranno, spargendo i resti delle nostre cene e dei nostri acquisti per le strade. E insozzando quel poco di buono che s'è fatto. 

10.02.2014
Vito Stano  

Politica. Presidente Napolitano messo in stato d'accusa. Caos su chiamata a Monti

Lo avevano annunciato e pochi minuti fa navigando sulle piattaforme social ho scavato sul profilo di Alessandro Di Battista, onorevole del Movimento 5 Stelle, questo post corredato da locandina, nella quale campeggia sul testone in grande: Napolitano in stato d'accusa. La notizia di oggi è che il senatore a vita Mario Monti ha confermato che fu contattato dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per valutare una fuoriuscita del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Forza Italia attacca e chiede spiegazioni. I grillini dichiarano che arricchiranno di altre richieste la richiesta in stato d'accusa del presidente Napolitano avanzata presso il Comitato parlamentare per i procedimenti di accusa, che (come si legge su Repubblica.it) proprio questa mattina ha ricevuto nuove memorie esplicative e integrative rispetto alla denuncia iniziale. Insomma caos istituzionale e di conseguenza politico. Tutti ne soffrono: il PD difende l'operato di Napolitano. V.S.  


di Alessandro Di Battista (Onorevole M5S)
Napolitano non rappresenta più quel ruolo di garante della Costituzione che è obbligato a svolgere. Io non l'ho mai stimato come uomo politico (filo-sovietico quando i giovani ungheresi chiedevano libertà e filo-americano quando occorreva, senza se e senza ma, combattere contro le degenerazioni del liberal-capitalismo). Quando era Ministro degli Interni non fece nulla per arginare i drammi nella Terra dei fuochi, si lasciò sfuggire come un pivello un tal Licio Gelli (quel Gelli della P2 e della bancarotta fraudolenta del banco Ambrosiano). Sempre da Ministro degli Interni ebbe il coraggio, con una legge a firma sua e di Livia Turco, di istituire i CPT (Centri di Permanenza Temporanea). Nel suo primo mandato come Capo dello Stato ha firmato qualsiasi porcata arrivata dal governo Berlusconi. Ha firmato leggi palesemente incostituzionali senza nemmeno provare a rimandarle alle Camere (pur avendone la facoltà). Ha dato il via all'indecente governo Monti salvando, di fatto, B. da un'elezione che l'avrebbe asfaltato. Ha lavorato sempre per l'inciucio, le larghe intese basate su lobbismo e connivenze. Si è fatto rieleggere (anche questo a mio parere è una violazione della Costituzione), ha attaccato un gruppo politico, ha interferito sul Parlamento, sul Governo e sulla Magistratura. Ha gestito in modo assolutamente torbido il suo coinvolgimento (come testimone non come persona coinvolta, ndr) nella Trattativa Stato-Mafia. Ha ottenuto la distruzione delle sue telefonate con Mancino creando dubbi legittimi nell'opinione pubblica. Ha firmato e controfirmato decreti omnibus, decreti non urgenti violando diverse sentenze della Corte costituzionale che obbligano il Governo a presentare decreti omogenei (non calderoni dove entrano le più svariate materie). 

Per tutto questo, seguendo l'art. 90 della Costituzione, abbiamo presentato la richiesta di messa in stato d'accusa per Napolitano. I partiti vogliono liquidarla in venti minuti chiudendo subito la pratica. Solo il M5S vuole affrontare la questione con la giusta determinazione. Abbiamo bisogno che i cittadini facciano sentire la propria voce e chiedano ai membri del comitato di non archiviare tutto come se niente fosse e di attivare un'indagine seria per eliminare per sempre questa pesante ombra che accompagna Napolitano in tutti i suoi atti. Cliccate su http://vogliamosapere.m5s.info/ e passate all'azione! Fate sapere ai componenti del Comitato per la messa in Stato d'Accusa che vogliamo un'inchiesta vera, in nome della trasparenza: con il telefono, le mail e i tweet si può fare molto. E per i banchetti e i meetup, ecco il volantino da scaricare e stampare. Informare i cittadini è una priorità assoluta. Grazie, ricordatevi che anche il Capo dello Stato è un rappresentante dei cittadini, non ha il sangue blu e che la sovranità appartiene al popolo. #impeachment #vogliamosapere

P.S. Domenica 9 feb, con tanti altri colleghi, parteciperò al Parlamento tour in Sicilia. Incontri liberi con tutti i cittadini. Portate persone, soprattutto gli scettici, i parenti che pensano che siamo violenti, quelli che credono ancora che ci saremmo dovuti accordare con il PD! Sono persone da informare, sono del 5 stelle ma ancora non lo sanno.

Ore 10,00 Piana degli Albanesi - Teatro del Seminario - Piazza San Nicolo'
Ore 16,00 Termini Imerese - Aula consiliare - Via Garibaldi 1

Ore 21,30 Palermo - Teatro Piccolo Don Orione - Via Don Orione 5

Bari. Spaccio di droga: stranieri adepti della criminalità barese. Istituzioni assenti

Si è concluso con cinque arresti in flagranza di reato per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti un servizio straordinario di controllo del territorio effettuato dai Carabinieri del Comando Provinciale di Bari, finalizzato a prevenire e reprimere il fenomeno dello spaccio di droga. Su cinque uomini arrestati quattro sono di origine straniera. In piazza Cesare Battisti, nei pressi dell'Ateneo barese, i carabinieri hanno arrestato un 19enne del Gambia e un 37enne del Mali sorpresi a cedere una dose di marijuana a un giovane del luogo poi segnalato alla Prefettura quale consumatore di droga. La successiva perquisizione ha consentito di rinvenire nella loro disponibilità ulteriori 11 grammi della stessa sostanza sottoposti a sequestro. I due, su disposizione della Procura della Repubblica di Bari, sono stati associati presso la locale casa circondariale. In via Roberto da Bari i carabinieri hanno arrestato un 28enne del Gambia sorpreso a spacciare una dose di droga a un cliente che riusciva a darsi alla fuga. Sottoposto a controllo il giovane è stato trovato in possesso di ulteriori 23 grammi di marijuana. Il 28enne, su disposizione della Procura della Repubblica di Bari, è stato associato presso la locale casa circondariale. In via Cairoli stessa sorte è toccata ad un altro 19enne del Gambia sorpreso a cedere una dose di marijuana ad un 21enne barese. Nel corso del controllo lo straniero è stato trovato in possesso di ulteriori 16 grammi della stessa sostanza. Il 19enne, è stato associato presso la casa circondariale di Bari. Al quartiere Stanic i Carabinieri, portatisi presso l’abitazione di un 36enne per l’esecuzione di un provvedimento di sottoposizione agli arresti domiciliari, lo hanno sorpreso, in compagnia di un sorvegliato speciale poi deferito in stato di libertà per inosservanza degli obblighi, con 39 grammi di marijuana sottoposti a sequestro. Tratto in arresto il 36enne, su disposizione della Procura della Repubblica di Bari, è stato collocato ai domiciliari. 

Allora la riflessione già iniziata qualche giorno fa è questa: la criminalità barese potrebbe aver arruolato gli stranieri, quasi tutti africani, per spacciare nelle piazze centrali del capoluogo, proprio in virtù del fatto che per ogni arrestato ce ne sono altrettanti che, magari allettati dal guadagno facile, sarebbero pronti a rischiare; tanto cosa hanno da perdere? Teniamo in conto che molti di questi ragazzi e uomini che sostano in piazza Umberto I e in piazza Cesare Battisti, a causa della propria situazione (richiedenti asilo, rifugiati) non possono cercare un lavoro regolare, andando così a ingrossare le fila dei disoccupati, inoccupati, nullafacenti, con l'aggravante che essere stranieri in Italia è sempre un po' più difficile che altrove. 

Il Parlamento e gli illustri membri del governo dovrebbero, a margine dei quotidiani teatrini, occuparsi di realizzare fattivamente un percorso per l'integrazione dei migranti. La città levantina ha già offerto esempi di come gli stessi migranti, assieme ai "disadattati" locali, hanno dato vita a esperienze all'avanguardia: il Ferrohotel, il Socrate, la (sgomberata) Villa Roth sono esempi di come l'organizzazione fai da te riesca a sopperire alle carenze strutturali della macchina statale, regionale, provinciale e comunale. Ma tutto questo purtroppo non basta. La sacca di povertà o, perlomeno, di indigenza è sempre più grassa e su questa i tentacoli delle scaltre organizzazioni criminali non tardano ad arrivare e ad arraffare quel che di buono c'è. Ormai il dibattito politico e sociale, per quanto non abbia mai preso una piega seria e risolutiva, in Italia è stato relegato a margine. A occuparsene sono associazioni e organizzazioni del terzo settore, movimenti e partiti politici, militanza autonoma. Le istituzioni latitano. Non basta ricordare le violenze di Rosarno, quelle di Castelvolturno, le situazioni di schiavitù registrate nel Tavoliere o nel basso Salento. Dobbiamo ricordare ogni giorno che la frutta e la verdura che mangiamo in abbondanza sulle nostre tavole è stata per lo più raccolta con mani nere macchiate di sangue. Dobbiamo ricordare di essere stati migranti negli anni passati. Soprattutto la generazione dei cinquantenni deve sforzarsi di ricordare che hanno potuto studiare o immaginare un futuro migliore grazie al lavoro dei genitori emigrati da poveracci in Svizzera, Germania, Stati Uniti, Argentina, Australia. Non dimentichiamo il passato, altrimenti commetteremo gli stessi errori.

10.02.2014
Vito Stano 

sabato 8 febbraio 2014

Oncologico di Bari. Tagli posti letto e diritti negati. Le rivendicazioni dell'Usb



Le riprese e il montaggio sono stati realizzati da Vito Stano

La situazione all'Istituto Oncologico Giovanni Paolo II di Bari è in una fase cruciale. I lavoratori e le lavoratrici del polo oncologico barese iscritti all'Unione Sindacale di Base hanno manifestato la propria contrarietà alla gestione dell'attuale dirigenza dell'Istituto. Il taglio dei posti letto denunciato dall'USB è solo la punta dell'iceberg. Tante sono le contestazioni: dai diritti contrattuali negati alle indennità di straordinario non pagate. L'USB è l'unica della decine di sigle sindacali presenti all'interno del polo oncologico a dimostrare fattivamente la propria contrarietà alla politica della dirigenza, della quale Vito Galiano (Responsabile USB all'Oncologico) chiede a gran voce che vadano via.

08.02.2014
Vito Stano

Bari. Assaltarono un autobus e picchiarono l’autista. Identificati quattro minori

I Carabinieri della Compagnia di Bari – San Paolo hanno identificato i quattro giovani che la sera del 22 gennaio scorso hanno picchiato a sangue l’autista di un autobus del trasporto pubblico urbano, reo di non aver loro aperto le porte fuori fermata. Da commando le modalità dell’aggressione, ricostruite sulla base delle testimonianze: uno dei quattro, a bordo di una bicicletta, ha rincorso l’autobus e lo ha costretto a fermarsi quando era ormai giunto nei pressi della fermata. Gli altri tre sono sopraggiunti di corsa salendo sul mezzo e aggredendo con inaudita violenza l’autista, che è stato malmenato e la sua testa è stata sbattuta sul parabrezza dell’autobus  fino a romperlo. Trasportato in ospedale con un ambulanza del 118 ha riportato una prima prognosi di venti giorni. L’episodio ha lasciato sgomenti i passeggeri dell’autobus che hanno anche tentato di difendere l’autista, i quattro si sono allontanati continuando ad inveire.


Immediate sono scattate le indagini dei carabinieri che attraverso le immagini di una telecamera di sorveglianza installata proprio nelle vicinanze della fermata dove è avvenuta l’aggressione ha consentito l’identificazione del gruppo. Si tratta di quattro giovanissimi tra i 15 e i 17 anni che ora dovranno rispondere dell’aggressione di fronte alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni.

venerdì 7 febbraio 2014

Arci Bari. Sabato e domenica congresso del Comitato territoriale del capoluogo

Si terrà sabato 8 e domenica 9 febbraio a Bari, presso Laboratorio urbano Officina degli esordi, in via Francesco Crispi n. 5, il congresso 2014 del Comitato Territoriale dell’ARCI di Bari. Dopo quattro anni, a scadenza naturale, una delle più importanti realtà del terzo settore barese, per storia e per numero di soci rinnova le sue cariche di governo e i suoi organismi dirigenti. I lavori si apriranno alle ore 14,00 di sabato e si concluderanno la sera del giorno dopo con l’elezione di direttivo e presidente. Il Congresso è stato immaginato come un momento aperto al territorio. Tra gli eventi da segnalare, sabato 8 febbraio alle 17,30 è previsto un confronto con i tre candidati sindaci alle primarie del centrosinistra di Bari: Antonio Decaro, Giacomo Olivieri ed Elio Sannicandro. 

ARCI Bari, è un’associazione di promozione sociale tra le più attive nel sistema del terzo settore e del volontariato. Nelle province di Bari e Bat conta oggi 40 circoli e oltre seimila soci. Tra le sue numerose attività l’ARCI di Bari si occupa di integrazione e orientamento sociale, pari opportunità, diritti culturali e politiche per la legalità. Soggetto storico della sinistra, ARCI (Associazione Ricreativa Culturale Italiana) si riconosce nei valori della Resistenza, della Costituzione Italiana e richiama nel suo statuto la dichiarazione Universale dei diritti dell’Uomo.