venerdì 17 gennaio 2014

Museo della Fotografia di Bari. Ripartono gli incontri con il maestro Carlo Garzia

Il laboratorio di Fotografia del Museo della Fotografia del Politecnico di Bari presenta Carlo Garzia in Family life: a statement. Martedì 21 gennaio alle ore 17,15 nell’Aula Magna Attilio Alto del Politecnico di Bari  in via Orabona al civico 4 il maestro Garzia parlerà di Family life, film  del 1971 del regista inglese Ken Loach che racconta il precipitare nella schizofrenia di una giovane ragazza inglese.

Il tema della famiglia e la critica della sua forma patriarcale e autoritaria è centrale nella riflessione di varie scienze e linguaggi, dall’antropologia (Lévi-Strauss ed altri) alla linguistica, alla letteratura, ma anche nella pittura, nella iconologia e infine nella fotografia. L’incontro con Carlo Garzia, che inaugura la stagione 2014 del Museo di Fotografia del Politecnico di Bari, parte da due immagini esemplari: un soggetto dalla bellezza apollinea di Duane Michals e un autoritratto ambiguo e marcatamente androgino di Robert Mapplethorpe; entrambi alludono al mito platonico dell’amore formulato nel Simposio, in cui si sostiene che l’essere originario fosse unisessuale e che solo in seguito alla sua ribellione sia stato scisso in animus e anima, il maschile e il femminile che si inseguono continuamente per ricostituire l’unità originaria.

L’amore non ha ancora come sbocco obbligato la costruzione di una famiglia che nasce perciò come esigenza e necessità storica, tesa essenzialmente alla conservazione della specie, come ammette lo stesso Freud in Il disagio della civiltàL’incontro si svilupperà su una sessantina di immagini, vere e proprie icone di autori noti e meno noti, cercando di incrociare l’asse storico-diacronico della rappresentazione del modello familiare e quello spaziale e sincronico della sua rappresentazione in tempo reale.

Sarà sottolineata l’importanza di alcuni testi e di alcune mostre-evento soprattutto a partire da  The family of man, curata nel dopoguerra ancora devastato, da Edward Steichen con il robusto contributo fisico e ideologico del governo americano. Questa traduzione essenzialmente umanistica se non buonista e ottimistica della natura e dell’essenza della convivenza familiare sarà traumaticamente interrotta dalla grande ribellione generazionale del 68, nella quale anche la fotografia svolge un suo ruolo non solo di documentazione. A modo suo però anche il 68, attraverso il modello della comune, hippies o politicizzata che fosse, riproponeva un prototipo certamente diverso e utopistico, ma ancora legato a un’idea astratta di fratellanza e di armonia universale che dura di fatto sino all’avvento del regime dell’edonismo reaganiano e del più crudo tatcherismo in Inghilterra. La crisi del welfare, il liberismo senza limiti e le sue conseguenze ispireranno una nuova generazione di fotografi come Martin Parr e Paul Graham (British Photography from the Thatcher years, 1991) e Chris Killip, che si specializzano con altri in una critica feroce soprattutto della classe media e piccolo borghese dell’Inghilterra di quegli anni o nella documentazione della miseria dei lavoratori, soprattutto minatori delle aree industriali del nord. È necessario pensare anche a film come Trainspotting o a gruppi musicali come i Clash e in generale alla nascita del movimento movimento punk.

Siamo ormai in una fase, cominciata già prima dello sguardo devastante di Diane Arbus, in cui il valore e il senso affettivo-contrattuale della famiglia si disgregano, aumenta la visibilità e la pratica di forme di relazione molto complesse e non abituali. Questa dimensione cruda e anti-umanistica coincide anche con la diffusione dell’AIDS e diventa una poetica della trasgressione e della marginalità attraverso il lavoro di autori come Nan Goldin, Wolfgang Tillmans, Nicolas Nixon sino alla dimensione grottesca e alla derisione, almeno dal punto di vista dei valori familiari tradizionali, con autori quali Richard Billingham, Terry Richardson e Boris Mikhailov.


È evidente che il tema proposto è centrale per una piena comprensione della rappresentazione del nucleo familiare quale è maturata soprattutto in occidente a partire dal secolo fiammingo sino ai nostri giorni ben oltre i limiti relativamente ristretti della fotografia.

(fonte fb Museo Fotografia)

Fotografia. Il Museo della Fotografia organizza una mostra collettiva in due parti

Torna la fotografia con una segnalazione di una mostra organizzata presso gli spazi del Museo della Fotografia del Politecnico di Bari. Il laboratorio di fotografia del Museo della Fotografia del Politecnico di Bari propone una mostra collettiva con cinque giovanissimi autori dal titolo ‘Abitare i luoghi abitare l’anima’; la collettiva sarà inaugurata martedì 21 gennaio alle ore 18,30 presso il campus in via E. Orabona, 4 a Bari. In realtà ‘Abitare i luoghi abitare l’anima’ è il titolo di due mostre: la prima si inaugurerà il 21 gennaio e l’altra il 6 febbraio nella sala espositiva del Museo della Fotografia del Politecnico di Bari. Questo evento s’incastra nella fase conclusiva del progetto ‘L’immagine visiva tra percezione e creatività’, sostenuto dall’Assessorato alle Politiche Educative Giovanili del Comune di Bari e dedicato esclusivamente a giovani promettenti autori. Il complesso rapporto tra la percezione e lo spazio circostante, analizzato e sperimentato nei workshop con Marco Signorini, Luca Panaro e Olivo Barbieri, diventa la traccia per un’interpretazione visuale dei luoghi e soprattutto una verifica di quel processo intimo, individuale e creativo che porta alla produzione delle immagini fotografiche. I progetti presentati dai giovani autori coinvolti dal laboratorio del Museo della Fotografia, pur con visioni molto eterogenee tra loro, sono un interessante contributo alle linee-guida individuate in partenza nei tre workshop sopra citati.

Gli autori sono Bellanova Tiziana con ‘Luci nella notte’; Cinquefiori Alessandra con ‘Texture’ (Barcellona la città che cambia); De Santis Francesca con ‘Hungry world’; Fusco Alessandro con ‘Luna park’; Maiorino Margherita con ‘Alice’.

‘Abitare i luoghi abitare l’anima’
Parte prima 21 gennaio - 4 febbraio alle ore 18,30. Orari di visita dalle ore 9,00 alle ore 13,00 e dalle ore 16,00 alle ore 19,00 escluso sabato e domenica.

Giornalismo investigativo. Il 24-25 gennaio a Roma l'anteprima del festival dell'AGI

Equo compenso, contributi, revisione della posizione professionale, editori che tentano di sfuggire ai propri doveri. Questi sono i pensieri che mi assalgono se penso alla professione che credevo di poter fare nel mio adorato Paese. Ma pare proprio che, al momento, non sia una scommessa vinta. Non bastano i corsi, per ben organizzati che siano, per aprire i vicoli ciechi del mondo editoriale italiano. Ma per restare ottimisti occorre pur credere in qualcosa. Per questa ragione segnalo questo Festival Internazionale Giornalismo Investigativo, di cui si terrà l'anteprima a Roma nei giorni 24 e 25 gennaio 2014. Il sito creato per l'occasione è www.festivalgiornalismoinvestigativo.org e il contatto su twitter è @AGIjournalism. Di seguito il comunicato dell'Associazione Giornalismo Investigativo, organizzatrice dell'evento. V.S.


di Associazione Giornalismo Investigativo
Il Festival di Giornalismo Investigativo nasce con l’ambizione di contribuire allo sviluppo di un modello di giornalismo orientato all’analisi accurata e documentata dei fatti sociali e politici e di una riflessione sulle caratteristiche e sugli strumenti intellettuali e documentali necessari al giornalismo d’inchiesta. Il mondo del giornalismo e in particolare del giornalismo d’inchiesta, sta conoscendo un’evoluzione vertiginosa. Informatica e giornalismo si stanno intrecciando sempre di più, aprendo spazi di indagine prima impensabili. Insomma, il quadro strategico dell’informazione del futuro vede ormai una presenza massiccia di abilità relative al Data Journalism, l’Open Source Intelligence, il Computer Assisted Reporting e in linea generale l’uso di tool informatici per estrarre, manipolare e analizzare dati e informazioni.

Tale scenario rende chiaro il fatto che è ormai maturato il passaggio a una dimensione del giornalismo significativamente diversa dalla concezione tradizionale del reporting, nella quale il giornalista non è solo quello che controlla i fatti e li riporta (magari con più profondità nel caso di un’inchiesta giornalistica), ma è al contempo un data analyst, un esperto di hacking, di tecniche di intelligence e di organizzazione di grandi set di dati, di uso dei social network, di strumenti di promozione e diffusione tipici del marketing virale.

L’anteprima del Festival si terrà a Roma il 24 e 25 gennaio 2014. In queste due giornate che anticiperanno il Festival vero e proprio, che si terrà a settembre del 2014, verranno presentate al largo pubblico, così come a quello degli addetti ai lavori, nuove metodologie di giornalismo investigativo coinvolgendo esperti sia italiani che internazionali. Nella prima giornata ci proponiamo di fare riferimento ai professionisti che hanno particolarmente approfondito il difficile mestiere del giornalismo d’inchiesta per poter offrire un’occasione di incontro privilegiata con chi ha già perfezionato il rapporto tra tecniche investigative e linguaggi espressivi. In particolar modo, verrà approfondito il confronto internazionale tra giornalisti investigativi provenienti da tutto il mondo per discutere e mettere a confronto, metodologie, pratiche espressive, e possibilità di collaborazione.

Nella seconda giornata, invece, il Festival offrirà un insieme strutturato di panel focalizzati sulle inchieste giornalistiche rivolte alla criminalità organizzata e il terrorismo con il contributo di esperti provenienti dagli ambiti professionali e scientifici più legati alla tematiche del giornalismo d’inchiesta: magistrati, esperti di intelligence, archivisti, esperti di sicurezza informatica. Completeranno l’evento una serie di workshop gratuiti in cui verranno introdotti gli elementi tecnici indispensabili per iniziare a lavorare con le nuove tecniche di Open Source Intelligence, di sicurezza e crittografia, e di Computer Assisted Reporting.

Gli ospiti del Festival saranno 
Miranda Patrucic (giornalista investigativa del Center for Investigative Reporting di Sarajevo); Andrea Palladino (giornalista de L’Espresso e de ilfattoquotidiano.it); Domenico Raguseo (direttore della Divisione Sistemi di Sicurezza di IBM); Roberto Pennisi (Direzione Nazionale Antimafia); Rosaria Talarico (La Stampa); Anatolij Guliaev (Commissione etica giornalistica bielorussa); Alberto Cisterna (magistrato); Maria Antonietta Calabrò (giornalista del Corriere delle Sera); Luciano Scalettari (giornalista di Famiglia Cristiana); Marianna Vintiadis (Country Manager di Kroll, divisione Business Intelligence and Investigations); Riccardo Staglianò (giornalista di Repubblica); Alberto Spampinato (direttore di Ossigeno per l’Informazione); Giovanni Rossi (presidente della Federazione Nazionale Stampa Italiana); Leonida Reitano (presidente dell'Associazione di giornalismo investigativo).

Il Festival Internazionale Giornalismo Investigativo avrà sede nella sala dell’Federazione Nazionale Stampa Italiana a Roma, in Corso Vittorio Emanuele 349, grazie al supporto e patrocinio della FNSI che ha contribuito a sostenere il progetto e che qui ha la propria sede.

Contatti

Twitter: @AGIjournalism

Rifiuti e degrado urbano: Cassano delle Murge meglio di altri. Ma può migliorare

Sindaco Maria Pia Di Medio, in primo piano, e
assessore alla Tutela dell'ambiente Carmelo Briano
Foto Archivio Vito Stano 
© 2014
Soltanto qualche giorno è stata convocata una conferenza stampa dall'ufficio stampa dell'amministrazione Di Medio. La sindaco e tre assessori (Ruggero, Briano, Antelmi), coadiuvati dal geometra Sciacovelli, hanno spiegato le ragioni degli aumenti passati, cercando di far comprendere fino in fondo ai giornalisti presenti la natura degli stessi. Ovviamente la questione dell'ecotassa regionale è stata il nodo attorno al quale s'è incardinata la discussione. Su questo argomento l'assessore alla Tutela dell'ambiente Carmelo Briano ha precisato che proprio in virtù della percentuale a due cifre di raccolta differenziata registrata dall'inizio del nuovo servizio, l'amministrazione cassanese potrà in sede regionale ottenere un maggiore ascolto e magari riuscire a pagare meno di altri Comuni dove la percentuale è più bassa.

L'assessore al Bilancio Franco Antelmi ha presentato una tabella comparativa, da lui stesso realizzata, dalla quale si evince che le tariffe applicate dall'amministrazione Di Medio sono tra le più basse della provincia di Bari. Stando ai dati riportati dall'assessore Antelmi, quasi tutte le tariffe messe a paragone risultano più basse o comunque nella fascia bassa. Per capirci: la tariffa applicata per le abitazioni private a Cassano delle Murge è di 1,9 al metro quadro, mentre a Bari è di 2,39 o a Grumo Appula è di 2,54 o, ancora, ad Acquaviva delle Fonti è di 2,30. Più bassa di Cassano delle Murge, risulta quella applicata a Gravina in Puglia (1,81 al metro quadro), quella applicata a Rutigliano (1,88 al metro quadro), quella applicata a Sannicandro di Bari (1,38 al metro quadro) e infine quella applicata a Locorotondo (1,72 al metro quadro). Insomma Cassano delle Murge in questa speciale classifica si piazza nel mezzo. La tariffa più bassa l'ha applicata il Comune di Sannicandro di Bari e quella più alta il comune di Mola di Bari. Per quanto riguarda le tariffe relative agli esercizi commerciali, studi professionali, ristoranti e simili, laboratori artigianali, bar, fruttivendoli e fiorai e pescherie, supermercati e macellerie e alimentari, l'amministrazione Di Medio ha deciso per tariffe mediamente contenute. In quasi tutti i casi è nella fascia bassa. Dunque ai cassanesi, stando a queste stime, è andata bene. Poteva andare decisamente peggio. 

Tornando alla differenziata, c'è da segnalare che il Comune di Cassano delle Murge è secondo soltanto a Rutigliano e Mola di Bari, che rispettivamente segnano percentuali del 79,01% e del 65,04%. Quindi il lavoro fin qui fatto è senz'altro positivo. Restano numerose falle nel servizio: dalla quotidiana semina di sacchetti appena fuori dal centro abitato, all'abbandono di ingombranti nelle campagne, all'eccessivo livello d'impurità riscontrato presso gli impianti. Sulla questione dei controlli l'assessore Briano rispondendo a specifica domanda del sottoscritto ha assicurato che partiranno a breve: i volontari sono formati e nelle loro "ronde" saranno accompagnati da un agente della Polizia municipale, che sarà per l'occasione "assegnato" alla tutela ambientale.

La questione della differenziata passa ovviamente anche dalla presenza degli impianti sul territorio regionale. Tutti gli addetti ai lavori sapranno che impianti che accolgono le diverse materie prime seconde (cioè i rifiuti differenziati) sono poco numerosi e, di conseguenza, questa deficienza numerica non aiuta i Comuni, che devono sottostare (questa la lamentela degli assessori Antelmi e Briano e della sindaco Di Medio) ai diktat dei privati. Su questo punto è bene fare un po' di chiarezza. Non v'è dubbio che la Regione avrebbe potuto fare di più incentivando la creazione di nuovi impianti, ma è pur vero che in questo business sono pochi, anzi pochissimi, coloro che si possono avventurare perché si parla di cifre da capogiro. L'esempio sono proprio gli inceneritori o termovalorizzatori, come dir si voglia, che portano quasi tutti lo stesso nome. Intanto che la raccolta differenziata procede sul giusto binario sarebbe auspicabile che il governo regionale predisponga un piano degli impianti, che possa davvero chiudere il cerchio. Altrimenti ai cittadini, sempre più tartassati, sarà facile dire in tono populistico cose improprie. Del resto qui da noi si è appena iniziato a fare la differenziata sul serio e già i risultati e i riconoscimenti sono arrivati. 

Cirò marina - Foto Archivio Vito Stano © 2014
A proposito di ciò voglio condividere con voi un'esperienza al limite del paranormale che mi è capitata di vivere nei giorni appena trascorsi, ieri e ieri l'altro. Recatomi a sud dello Stivale, in Calabria, in particolare a Cirò marina, ho potuto registrare una situazione di incuria e abbandono che personalmente ho visto soltanto in Albania (Durazzo e Scutari) circa dieci anni fa e in Kenya (Nanyuki) qualche mese fa. La presenza di sacchetti e qualsiasi altra robaccia quasi ad ogni angolo di strada, mi ha, in un certo modo, confortato. La cosa che invece più mi ha sconcertato passeggiando o girando in auto è stato vedere la gente del luogo indifferente all'esistente, come se tutto fosse in ordine al suo posto. L'abitudine allo sporco è una delle mete che non bisognerebbe mai raggiungere, ma tant'è. Questa esperienza mi ha portato a riflettere su quanto a volte siamo concentrati su questioni importanti soltanto per il nostro piccolissimo microcosmo, quando a pochi passi da casa nostra la situazione è ben più grave. Occorre quindi fare uno sforzo per riuscire a vedere il quadro nel suo insieme, evitando di stare troppo concentrati su un unico punto.

16.01.2014
Vito Stano        

lunedì 13 gennaio 2014

Cassano delle Murge. Politica: il ritorno di Lamafutura e l'incongnita dei movimenti

Le feste non hanno ancora abbandonato del tutto l'Alta Murgia, ne è prova tangibile l'albero di natale che davanti al palazzo comunale fa bella mostra di sé. Intanto però la macchina politico-amministrativa ha ripreso il suo ritmo e con essa anche i movimenti di opposizione stanno ritornando sul proscenio. A testimoniare questa rinascita post natalizia l'evento su facebook creato da Paolo Racano, uno degli animatori del comitato cittadino Lamafutura. Alla riunione di domani, martedì 14 gennaio alle 18,00 presso il pub Pecora Nera, hanno "promesso" di partecipare tra gli altri anche Teodoro Santorsola, capogruppo in Consiglio comunale del gruppo 'nuova ideadomani. In effetti la posizione di Santorsola, e del suo gruppo, è stata dapprincipio tenuta in alta considerazione dal gruppo di cittadini riuniti sotto il logo di Lamafutura. La posizione del Partito Democratico cassanese invece ha ispirato attacchi anche duri da parte di alcuni esponenti del comitato, giustificati dalla ignavia politica dei consiglieri comunali e della dirigenza. Pare che il nuovo segretario (con il quale non ho ancora avuto modo di parlare) sia invece vicino alle posizioni di Lamafutura. Mi auguro quanto prima di poterci fare due chiacchiere su questo, così come su altre questioni che attengono al prossimo futuro di Cassano delle Murge.   
Ma Lamafutura non è la sola a muovere i primi passi nell'agone politico del nuovo anno. Dal quotidiano monitoraggio dei profili facebook annoto che anche il Movimento 5 Stelle di Cassano delle Murge è pronto a far la propria parte. Roberto Mancino, uno dei fondatori del M5S locale, ha scritto nella pagina dedicata al gruppo che "il 2014 è un anno importante per il M5S sia in ambito nazionale che europeo. Il semestre europeo che da giugno riguarderà l'Italia è il viatico per cambiare questo Paese dall'alto, dai vertici, da Bruxelles, da dove oggi viene decisa realmente la politica degli stati membri. E noi siamo i PIIGS purtroppo... Ma il 2014 è anche l'anno delle amministrative a Cassano. Nel prossimo incontro vogliamo chiarirci un po' le idee, capire cosa può fare questo gruppo per il proprio paese e la collettività. Vogliamo capire quanti cittadini sono disponibili a mettersi in gioco o anche solo a mettere a disposizione le loro idee e competenze". L'appuntamento è per giovedì 16 gennaio alle 20,00 in via Netti.
Però se Lamafutura ha già contribuito ad alimentare la discussione politica, il Movimento 5 Stelle locale non ha fatto granché. Anzi se devo essere onesto avevo sperato in una new entry nella politica cassanese, che purtroppo non è arrivata, almeno fino a questo momento. Il gruppo grillino si è tenuto distante dalle questioni locali, ha più volte contribuito a divulgare l'operato del gruppo parlamentare in incontri di piazza, ma per Cassano delle Murge niente. Se per le prossime amministrative il M5S sarà protagonista della tornata elettorale non lo so, ma devo dire che ad oggi le opinioni riferitemi da alcuni componenti del M5S cassanese non sono confortanti. Del resto dalle elezioni nazionali ad oggi i grillini, oltre a linkare sul proprio gruppo di facebook e sui profili personali, hanno fatto davvero poco. Troppo poco per una forza politica che avrebbe potuto contribuire a smontare la storica scenografia cassanese dove, come ne Il gattopardo di Tomasi di Lampedusa, tutto cambia per non cambiare niente. Mi auguro di sbagliare, ma questa storia ha il sapore della delusione. Del resto in un paese piccolo come Cassano delle Murge la politica può insinuarsi nei rapporti famigliari: così come la famiglia Tunzi si trovò a esprimere due componenti in due liste differenti, se il M5S decidesse di fare una lista, la famiglia Mancino-Ruggero avrebbe due persone (Roberto Mancino e Michele Ruggero, nipote e zio) in due liste differenti. La scelta è ardua, come mi è capitato più volte di scrivere, ma è necessario andare oltre le appartenenze famigliari e amicali per affrontare con coraggio le sfide che il futuro riserva. 
13.01.2014
Vito Stano    

Violenza e diritti negati. Stupra sedicenne e la sposa, lei si suicida. Firma su Avaaz

Su questo blog più volte in questi ultimi mesi mi sono occupato di violenza sulle donne e diritti umani, così come mi sono impegnato a diffondere alcune petizioni on line di fondamentale valore. Sulla piattaforma di Avaaz.org è presente la petizione che riguarda la 16enne Amina Filali, la quale dopo essere stata stuprata, picchiata e poi costretta a sposare il suo aguzzino, si è suicidata: questo per lei era l'unico modo per sfuggire all'inferno in cui il suo stupratore e la legge del Marocco l'avevano rinchiusa. Gli attivisti internazionali hanno lottato per anni assieme agli attivisti marocchini per far abolire questa norma assurda e ora la vittoria è a portata di mano. Questa settimana un ultimo voto può permettere di afferrare questa vittoria.

L'articolo 475 del codice penale marocchino dà la possibilità allo stupratore di evitare il processo e il carcere sposando la sua vittima se questa è minorenne. È il peggiore incubo di qualsiasi donna sopravvissuta a uno stupro e per Amina è diventato realtà. Ma ora, dopo che in centinaia di migliaia hanno contribuito a fare pressione sul Parlamento, tra pochi giorni potrebbero prendere la storica decisione di abolire questa norma. Se si arriverà al voto, gli addetti ai lavori dicono che la riforma passerà. Dobbiamo solo dare la spinta finale affinché la proposta sia discussa. 

In questo momento, i giornali quasi non parlano della questione e non c'è alcuna pressione sui politici locali affinché facciano la cosa giusta. Per questo, non appena verranno raggiunte 1 milione di firme, saranno pubblicate intere pagine sui giornali più letti dai parlamentari e saranno indette manifestazioni con gli attivisti marocchini fuori dal Parlamento con un mare di palloncini rosa a rappresentare questa enorme mobilitazione globale. La memoria di Amina si può onorare firmando la petizione: 


Dopo che Amina è stata violentata, la sua famiglia ha sporto denuncia nella città di Larache. Ma invece di processare lo stupratore, il giudice gli ha offerto la possibilità di sposare la sua vittima e la famiglia di Amina ha accettato. Dopo il suo suicidio, i membri di Avaaz.org si sono mobilitati dalla parte dei genitori ormai disperati e degli attivisti marocchini, consegnando quasi 800mila firme a favore della riforma, guadagnando le prime pagine dei giornali. Il governo ha promesso una riforma ma da allora non è accaduto più niente. Fino ad ora. 

L'articolo 475 non è l'unico problema per i diritti delle donne in Marocco, ma è diventato un gigantesco simbolo di un sistema sbagliato. È dal 2006 che il governo promette di mettere fine a questo orrore e di adottare una legge che vieti la violenza contro le donne, ma finora sono state solo parole al vento mentre la vita di giovani donne continuava ad essere stroncata. Finalmente sembra che le cose si stiano muovendo nella giusta direzione, e la Commissione Giustizia ha finalmente stralciato la parte più problematica della norma passando la legge alla Camera bassa affinché prenda una decisione: se si arriverà al voto, è molto probabile che il Marocco avrà una nuova legge e Amina potrà finalmente in qualche modo avere giustizia. Il voto è il primo passo fondamentale per quella vera riforma per cui i gruppi di donne in Marocco hanno lottato a lungo. Facciamo in modo che si arrivi a una decisione sulla legge 475 affinché questa cominci a proteggere le donne e smetta di calpestarle.

Dall'Afghanistan all'India fino al Giappone e al Kenya, Avaaz.org usa la forza collettiva per sostenere i popoli in tutto il mondo nella lotta per i diritti delle donne. Oggi la mobilitazione è dalla parte di Amina Filali.

13.01.2014
V.S.

Marocco, proposta abolizione di "matrimonio riparatore" dopo stupri (La Presse)

Marocco: annullare le leggi contro le donne (Amnesty International)

Marocco, costretta a sposare il suo stupratore (La Stampa)

Marocco: suicida dopo nozze con stupratore, proteste a Rabat (Ansa)

Il report di Global Rights sulla violenza contro le donne in Marocco - in inglese

venerdì 10 gennaio 2014

Campagne olivicole e campagne per la sicurezza. Dalla terra alla polvere da sparo

Foto google.com
La campagna olivicola si è conclusa e con essa la poesia degli spazi aperti è stata richiusa nel cassetto in attesa del prossimo anno. Ripreso il lavoro di sempre, in assenza di bucolici spazi, scopro che in altre aree murgiane a nord di Bari, invece, non si arrestano i furti di olive. La raccolta delle tanto amate olive è peraltro occasione per incontrare gentili cacciatori magari mentre attraversano placidamente il tuo podere fucile in spalla. E proprio di armi da fuoco che i carabinieri del Comando Provinciale di Bari si sono occupati durante le ultime settimane. I militari hanno effettuato nel capoluogo e in provincia controlli a tappeto finalizzati alla verifica della corretta detenzione e custodia delle armi all’interno delle abitazioni. 

In effetti nell’ultimo mese, a seguito di controlli sistematici e quotidiani a tutti i detentori di armi sul territorio, 3 persone  sono state deferite in stato di libertà, 4  fucili e un centinaio di cartucce sottoposte a sequestro e 2 persone sono state proposte per la revoca della licenza di detenzione. In particolare due denunce hanno riguardato la detenzione abusiva di armi e munizioni non dichiarate e detenute senza autorizzazione, un deferimento invece ha riguardato l’omessa denuncia a seguito di trasferimento dell’arma in un altro luogo di detenzione.

L’obiettivo delle verifiche, fanno sapere dal Comando Provinciale, è stato quello di procedere all’accertamento della corretta modalità di detenzione e custodia delle armi da sparo da parte dei cittadini che hanno denunciato il possesso di armi, al fine di scongiurare che le stesse possano essere facilmente accessibili da parte di persone che non ne abbiano titolo e in particolare per evitare che possano essere facilmente utilizzate come gioco da parte di ignari bambini. Il tutto, quindi, per scongiurare incidenti con esiti drammatici per l’incauto maneggio. I controlli eseguiti, pertanto, sono stati soprattutto a carattere preventivo e occasione principalmente di consigli sulla regolare custodia delle armi e delle munizioni. L’invito rivolto a tutti i detentori di armi, pertanto, è quello di custodirle in luoghi sicuri ed evitare che le stesse possano essere facilmente utilizzate da chi non ne è titolare o asportate nel corso di eventuali furti in abitazione.

Il tutto in linea anche con le vigenti disposizioni di legge secondo cui «la custodia delle armi deve avvenire secondo un dovere di massima diligenza, valutato in base alla possibilità che altri soggetti diversi dal detentore possano venirne in possesso» (art. 20 della legge 110/1975). I controlli continueranno per tutto il 2014. L’invito rivolto ai cittadini è quello di rivolgersi alle locali Stazioni Carabinieri o alla Questura per regolarizzare eventuali situazioni possessorie, soprattutto nel caso si siano ereditate armi per il decesso di familiari.

10.01.2014
V.S.

giovedì 9 gennaio 2014

Cassano delle Murge. Racconto fotografico di una fine senza infamia e senza gloria

Quest'anno avevo intenzione di dedicare più spazio alla narrazione fotografica, per questa ragione anziché impiegare decine di parole per descrivere le notti a cavallo tra il vecchio e il nuovo anno ho deciso di dare sfoggio di alcuni scatti accuratamente selezionati per voi affezionati lettori e per tutti coloro che nel 2014 leggeranno queste pagine. V.S.

mercoledì 8 gennaio 2014

Mafia. Al teatro comunale di Bitonto va in scena la storia di don Pino Puglisi

A otto giorni dall'inizio dell'anno nuovo mi accingo a pubblicare il primo articolo o post che dir si voglia. Dopo l'exploit di visualizzazioni di novembre e, ancor più, di dicembre mi era balenata l'idea di interrompere le "trasmissioni". Ma fintanto che sono qui (e che osservo le cose del quotidiano) scriverò. Racconterò con immagini ferme o in movimento la realtà che mi circonda. Cercherò di segnalare le attività culturali e artistiche più interessanti che il territorio offrirà. Non disdegnerò di raccontare belle storie, troppo volte ahimè relegate alle ultime battute della narrazione. Ma soprattutto il 2014 sarà per me (questo è l'augurio che mi faccio) l'anno delle inchieste, dei reportage e magari di qualche altro nuovo modo di rappresentare la realtà. 
  
Per oggi, 8 gennaio 2014, segnalo uno spettacolo teatrale in programma al teatro comunale Traetta di Bitonto. L'autore dello spettacolo è Christian Di Domenico, attore e pedagogo abilitato allo sviluppo e all’insegnamento della metodologia teatrale acquisita dal Maestro russo Jurij Alschitz dalla European Association For Theatre Culture, oltre che direttore didattico dell’Accademia Teatrale ITACA (International Theatre Academy for Adriatic, www.itaca-academy.org) con sede in Puglia. Di Domenico ha realizzato U Parrinu, inteso come progetto di diffusione della legalità attraverso il teatro. 

L’obiettivo dell'opera, scritta, diretta e interpretata da Christian Di Domenico, è quello di raccontare questa storia a quante più persone possibili. Raggiungere soprattutto i ragazzi, nelle scuole, negli oratori, nelle associazioni che operano nel sociale. Il sogno di Di Domenico è far si che il costo del biglietto non ricada sui più giovani. Ma perché Christian Di Domenico ha voluto portare sulle scene questo storia? A questa domanda risponde l'autore sullo spazio facebook dedicato all'evento.  

«Ho conosciuto don Puglisi  scrive Di Domenico – quando ero piccolo; veniva a trascorrere alcuni giorni di vacanza con la mia famiglia. Era strano avere un prete in casa; si dicevano le preghiere a tavola e certe cose, in sua presenza, era difficile anche solo pensarle. I suoi occhi brillavano di una luce speciale che non so spiegare. Il 15 settembre 1993, giorno del suo 56esimo compleanno, un colpo di pistola alla nuca ha spento quella luce e ha segnato un pezzo di storia della Chiesa e della società civile in Italia. Fu eliminato perché, togliendo i bambini alla strada, li sottraeva al reclutamento della mafia. Ma se don Pino fu giudicato dai boss di Cosa Nostra un fastidioso intralcio di cui liberarsi alla svelta, il suo assassinio fu soltanto il mostruoso epilogo di una lunga catena d’incomprensioni, inadempienze e silenzi da parte di tutti. Il 25 maggio di quest’anno (l’anno della Fede, per la Chiesa) si è celebrata la Beatificazione di padre Puglisi, mentre il 15 settembre 2013 si commemoreranno i 20 anni dalla sua morte. Porto sempre con me l’immagine di padre Puglisi, è nelle mie preghiere. Oggi  conclude Di Domenico  sento il bisogno di raccontare la sua storia, intrecciandola con episodi salienti della mia biografia, in cui don Pino è presente anche quando è lontano, perché credo che possa aiutare le nuove generazioni a recepire quei valori di cui ogni sua azione compiuta era portatrice: fede, coraggio e, soprattutto, capacità di perdonare».

Dunque per chi avrà voglia di vivere emozioni forti e, per chi non conoscesse la storia di don Puglisi, l'appuntamento è per sabato 11 gennaio presso il teatro comunale Traetta di Bitonto. Il costo del biglietto è di 10,00 euro. 

08.01.2013
Vito Stano

mercoledì 1 gennaio 2014

Botti di capodanno. Sequestrati 200 kg di esplosivi e quattordici denunciati

Un'intensa attività di prevenzione e contrasto è stata effettuata nelle ore a cavallo dei festeggiamenti di fine anno dai Carabinieri del Comando Provinciale di Bari nel capoluogo pugliese e in provincia al fine di prevenire eventuali gravi conseguenze derivanti dall’utilizzo irresponsabile di botti talvolta molto pericolosi. Alla prevenzione, è seguita una incisiva azione di controllo con l’impiego di personale specializzato artificiere che ha portato complessivamente alla denuncia di 14 persone e al sequestro di circa 200 kg di artifizi pirotecnici tra cui bombe carta, batterie pirotecniche di categoria proibita e fumogeni vari.


Nel solo capoluogo pugliese 8 sono state le denunce per commercio abusivo e omessa denuncia di materie esplodenti con il sequestro di 56 kg di botti. Gli 8, sorpresi a vendere abusivamente i fuochi su bancarelle improvvisate, dovranno anche rispondere di inosservanza dei provvedimenti dell’autorità, avendo violato la specifica ordinanza del sindaco. A Santeramo in Colle due sono state le denunce con il sequestro di 12 candelotti esplosivi; mentre i Carabinieri della Compagnia di Trani hanno sequestrato oltre 100 Kg di fuochi tra cui 889 candelotti, 400 petardi e 12 batterie denunciando in stato di libertà due persone. A Molfetta due giovani sono stati deferiti in stato di libertà per esplosioni pericolose poiché sorpresi nel corso dei festeggiamenti in Piazza paradiso, mentre lanciavano verso la folla alcuni petardi.