giovedì 4 luglio 2013

Birmania: su Avaaz.org una petizione per salvare il popolo dei rohingya

Molti di noi non avevano idea di chi fossero i ruandesi fino a che è diventato troppo tardi e 800mila di loro erano già stati massacrati. In questo momento sul destino del popolo rohingya incombe una grave minaccia. Violenti gruppi razzisti hanno distribuito volantini in cui minacciano di spazzare via questa piccola minoranza birmana. Sono stati trucidati bambini e commessi delitti raccapriccianti. Tutti i segnali dicono che sta per succedere qualcosa di orribile, se non agiamo.


I genocidi accadono perché non ci preoccupiamo abbastanza finché non diventa troppo tardi. Il popolo rohingya è pacifico e molto povero. Sono odiati perché hanno la pelle più scura e la maggioranza teme che stiano 'rubando posti di lavoro'. Sono 800mila e potrebbero sparire se non agiamo. Abbiamo fallito con troppi popoli, non falliamo di nuovo con i rohingya.



Il presidente birmano Thein Sein ha il potere, il personale e le risorse per proteggere i rohingya, basta una sua parola. Tra pochi giorni, arriverà in Europa per sfruttare commercialmente la nuova immagine di apertura del suo paese. Se i leader dell'UE lo accoglieranno chiedendo con forza di proteggere i rohingya, probabilmente li ascolterà. Raccogliamo 1 milione di persone e ricopriamo l'intera area che circonda la sede dell'incontro con i capi di Stato europei con immagini di quello che sta accadendo in Birmania: 






Torture, stupri di gruppo e delle vere e proprie esecuzioni: le organizzazioni umanitarie usano ormai il termine 'pulizia etnica' per descrivere la brutalità in Birmania. Già oltre 120mila rohingya sono stati costretti a scappare, molti in campi di fortuna vicino al confine, mentre altri sono fuggiti usando imbarcazioni di fortuna, per poi affondare, morire di fame o essere fucilati dalle guardie costiere dei paesi vicini. Tutti i racconti concordano sul fatto che le violenze stanno aumentando: nei mesi scorsi il presidente Thein Sein ha dichiarato lo stato d'emergenza dopo un'altra serie di attacchi omicidi, e un massacro di massa è ormai solo una questione di tempo.



I genocidi non avvengono se i governi vi si oppongono, ma il regime birmano fino a ora si è schierato dalla parte sbagliata. Recentemente, un portavoce del governo ha ammesso che le autorità stavano addirittura imponendo alla popolazione rohingya un limite di due figli e forzando le coppie che volevano sposarsi a richiedere un permesso speciale. Esperti dicono che le autorità governative sono state dalla parte o addirittura hanno partecipato ad atti di 'pulizia etnica'. Il Presidente Sein è stato finalmente forzato a riconoscere quello che sta accadendo in Rohingya, ma fino a ora si è rifiutato di attuare piani per fermare la violenza e proteggere le persone in pericolo.



Finché non lo farà, il rischio di un genocidio incombe non solo sulla Birmania, ma sul mondo intero. Attraverso le loro relazioni commerciali, il primo ministro inglese Cameron e il presidente francese Hollande hanno un enorme potere contrattuale nei confronti di Sein: se gli faranno pressione affinché agisca quando lo incontreranno questo mese, si potrebbero salvare moltissime vite. Facciamo in modo che tutto ciò succeda. Abbiamo fallito con troppi popoli, non falliamo con i rohingya. Unisciti subito alla richiesta e condividi questo appello con tutti: 






Innumerevoli volte la comunità di Avaaz si è schierata dalla parte del popolo birmano nella sua lotta per la democrazia. Quando il regime ha reagito brutalmente contro i monaci buddhisti nel 2007, gli Avaaziani hanno donato centinaia di migliaia di dollari/euro/sterline per fornire supporto tecnico e formazione per gli attivisti in modo da aiutarli a superare il blocco delle comunicazioni. Nel 2008 quando un ciclone devastante ha ucciso almeno 100.000 birmani, mentre il regime militare impediva l'ingresso a tutti gli aiuti internazionali ufficiali, la nostra comunità ha donato milioni come aiuto umanitario direttamente ai monaci. 



La nostra comunità non esisteva quando fu commesso il genocidio in Ruanda, 20 anni fa. Avremmo fatto abbastanza per impedirlo? Mostriamo ai rohingya cosa possiamo fare ora, per loro. 



Con speranza e determinazione, 



Luis, Jeremy, Aldine, Oliver, Marie, Jooyea e tutto il team di Avaaz



ULTERIORI INFORMAZIONI



I fanatici buddhisti (Il Post)



Birmania, limite di due figli per le famiglie Rohingya L’Onu: una norma discriminatoria da ritirare (Corriere della Sera)



Yangon, monaci e cittadini in piazza in difesa del buddismo. Attivista: Temiamo nuove violenze (Asia News)



Myanmar. Appello dei leader religiosi: pace e armonia unica via di sviluppo (Radio Vaticana)

(fonte Avaaz.org)

mercoledì 3 luglio 2013

Legge sul voto di scambio: lunedì 15 luglio si discuterà in Parlamento

Cè una notizia importante: insieme a te e ad altri 68.500 firmatari che hanno sostenuto l’appello alla Presidente Laura Boldrini la riforma della legge sul voto di scambio è prossima alla discussione in Aula. Ora abbiamo anche una data precisa: lunedì 15 luglio.

Insieme abbiamo vinto questa battaglia, ma non è finita. Alla Camera sono 256 i ‘braccialetti bianchi’, i deputati che hanno promesso di votare la riforma: potrebbero non essere sufficienti.
Nei prossimi 15 giorni che ci separano dalla data del voto dobbiamo provare a convincere quanti più parlamentari a votare in Aula per la modifica di questa legge così importante.

Dobbiamo quindi continuare a raccogliere firme. Se ognuno di noi porta anche solo la firma di un nuovo amico avremo il doppio della forza.


Il modo più efficace per portare nuove firme è quello di chiedere ai propri amici usando la rubrica della posta elettronica, oppure condividendo ‘Riparte il futuro’ su facebook. 

(fonte 'Riparte il futuro')

Concerto sotto le querce: musica per raccogliere fondi per ricorso al TAR

È per stasera il grande live a difesa della natura e contro il ‘progetto Lame’. È l’iniziativa di ‘Lamafutura’, il comitato di cittadini cassanesi che si è costituito per chiedere la sospensione e la revisione dell’intervento di protezione idraulica di Cassano, voluto dall’Amministrazione comunale in carica.

Un’opera da 4 milioni di euro – pensata con coscienza e professionalità nel 2008 ma successivamente modificata – che prevede la costruzione, grazie ad una serie di enormi sbancamenti, di due enormi vasconi per la raccolta delle acque sulle colline cassanesi, a pochi metri dall’area del Parco Nazionale dell’Alta Murgia.

Un’opera ritenuta dalla cittadinanza cassanese «inutile,dannosa e pericolosa» che, tra l’altro, farà scempio di una serie di bellissime querce secolari, destinate a diventare legna da ardere per fare spazio alle due opere di contenimento di cemento armato previste dal progetto, ribattezzate le «dighe di Cassano» e «l’ecomostro sulla Murgia».

E proprio sotto queste querce centenarienel parcheggio del Pecora Nera Country Pub – stasera, mercoledì 3 luglio, a partire dalle ore 20,00, prenderà il via la grande jamsession voluta da ‘Lamafutura’, che vedrà esibirsi una decina di band che gratuitamente hanno deciso di testimoniare con la musica il loro ‘no’ ad un progetto che non solo non garantisce l’abbassamento del rischio idrogeologico di Cassano (l’ultima alluvione nel 2005 costò la vita ad una intera famiglia), ma espone la popolazione ad ulteriori rischi (ad esempio, una delle due vasche, potenzialmente, potrà contenere fino a 8 milioni e mezzo di chili di fango, posizionati tutti sulla testa dei cassanesi) e inoltre farà scempio di quella che è la risorsa più preziosa del paese: il suo territorio, scrigno di straordinaria biodiversità e di bellezze paesaggistiche, frutto dell’interazione secolare e rispettosa tra l’uomo e la natura.

The Fleaks, Wrong way, Pasquale Maglione, Creamcrackers, Uncle of jungle, Retro’gusto, Cultural band, Faraualla, questi sono i primi artisti che hanno dato la loro disponibilità a partecipare alla grande manifestazione musicale che si terrà domani. Una iniziativa pensata anche per raccogliere i fondi necessari per fare ricorso al TAR e bloccare l’opera.

Il comitato Lamafutura’, infatti, parallelamente alle iniziative di sensibilizzazione della popolazione sta percorrendo la strada del ricorso alla Giustizia Amministrativa per far valere le ragioni dei cittadini, per ‘Salvare Cassano’, oltre che preparare un esposto che sarà presentato a tutti gli attori istituzionali che hanno competenza sull’opera, dalla Regione all’Autorità di bacino, per finire alla Procura della Repubblica.


È in corso anche una petizione on line sul sito Avaaz.org e il gruppo su facebook ha raccolto in pochi giorni circa 1000 iscritti.

(fonte comitato Lamafutura)

Lame: la musica in soccorso delle querce. Stasera al 'Pecora nera'

«Mancano solo 72 ore (poco meno di 20 ore ad oggi, ndr) al no-stop music per salvare con la musica le radici delle Querce secolari condannate a morte da chi ha la mortadella sugli occhi e continua a non capire che una delle risorse maggiori di questa Cassano delle Murge è la natura – così si legge sulla pagina facebook del comitato Lamafutura . Preserviamola, difendiamola  – continua l'appello – per lasciare questo paese ai nostri figli meglio di come ce lo hanno lasciato i nostri padri».   

Domani seramercoledì 3 luglio, sullo spazio dedicato al parcheggio del pub 'Pecora nera', in via Santeramo in Colle a Cassano delle Murge, si esibiranno numerosi gruppi in solidarietà con la lotta civile che il comitato Lamafutura sta conducendo, al fine di evitare l'esproprio dell'area e l'abbattimento delle querce secolari che vi insistono ed esistono da tanto, tanto tempo. La lotta è evidente non ha un carattere personale, ma una connotazione generale, poiché riguarda le sorti dell'intera comunità cassanese, che vedrebbe stravolto il suo paesaggio, secondo l'opinione diffusa degli aderenti al comitato Lamafutura, senza che il territorio e l'area urbana vengano davvero messi in sicurezza. 

Dopo l'incontro di venerdì 28 giugno, durante il quale i progettisti hanno ascoltato le confutazioni dei tecnici del comitato Lamafutura, la vicenda pare essersi avviata sulla strada dello scontro giuridico: si era parlato di ricorso al TAR Puglia ma ad oggi non ci sono conferme in merito. Resta la netta opposizione al progetto in questione e a questo proposito la serata di stasera s'inquadra nell'ottica di sensibilizzare un'opinione pubblica ancora troppo disinteressata ad un progetto che non riguarda soltanto una parte della cittadina e quindi pochi residenti o imprenditori; al contrario le sorti di questo progetto riguardano tutti i cassanesi, perché la realizzazione di quest'opera comporterebbe una ripresa del comparto edilizio per i lavori strettamente relativi alla realizzazione dei due vasconi e non solo. Pare che la realizzazione di quest'opera di messa in sicurezza permetterebbe alle aree lottizzate a valle di ottenere il 'nulla osta' relativo alla sicurezza, rendendo finalmente realizzabili i progetti edilizi che ne potrebbero nascere.

Musica per la tutela al pub Pecora nera, anche se a onor del vero la sindaco Maria Pia Di Medio ha dato la sua parola durante l'incontro dell'altra sera, dichiarando che avrebbe fatto in modo che le querce in questione fossero salvate. Staremo a vedere.   

04.07.2013
Vito Stano

martedì 2 luglio 2013

Raccolta differenziata al 31,84%. Oggi incontro tra sindacati e Tradeco

Il sistema di raccolta dei rifiuti solidi urbani 'porta a porta', adottato dall'amministrazione Di Medio a Cassano delle Murge, nel mese di giugno ha raggiunto la cifra record di 31,84%, equivalenti a 166 tonnellate di materiale differenziato raccolto (il triplo di maggio), di cui 80 tonnellate per l’organico; 15,5 tonnellate per il vetro e 21 per la carta. Questi dati (diffusi dall'ufficio stampa del Comune) sono senza dubbio la bella sorpresa che l'amministrazione Di Medio & Co. auspicavano all'avvio del nuovo servizio e quindi oggi hanno ben ragione di festeggiare. 

La sindaco si dice, pertanto, soddisfatta, dello step raggiunto a poco meno di cinquanta giorni dall'avvio del servizio e dichiara di voler restare «con i piedi per terra perché sul fronte igiene urbana dobbiamo continuare a lavorare in maniera ostinata». Alle parole della sindaco, fanno eco le dichiarazioni dell'assessore alla Tutela dell’Ambiente Carmelo Briano, il quale ha affermato, nella stessa nota, che «il dato di giugno è un risultato eccellente se si considera che non possiamo ancora considerare a regime in tutto il paese il nuovo servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti. Da poco – ha concluso Briano – è cominciato nella zona industriale e presto saranno serviti anche i borghi. Questo significa  che in prospettiva possiamo raggiungere livelli di raccolta superiori».

Restano però alcuni nodi irrisolti: in queste ad Altamura, presso la sede della Tra.de.co. si sta svolgendo un incontro tra le rappresentanze sindacali provinciali di Cgil e Cisl e il patron Colummella (alla presenza, molto probabilmente di esponenti della giunta Di Medio e della Murgia Servizi Ecologici Srl dei fratelli Guglielmo) per tentare di risolvere una spinosa faccenda, che se disattesa investirebbe come un torrente in pieno Cassano e l'amministrazione Di Medio. 

I sindacati chiedono da tempo di entrare in possesso dell'intero incartamento relativo al nuovo servizio che l'Ati Tra.de.co. - Murgia Servizi Ecologici, ma  fino ad oggi i responsabili dell'Ati non hanno acconsentito a condividerle. 

L'incontro di oggi è, quindi, un banco di prova fondamentale, poiché, qualora le richieste dei sindacati fossero disattese, il risultato sarebbe uno sciopero degli operatori ambientali, peraltro già proclamato a metà giugno e successivamente ritirato, che farebbe cadere nel caos generale l'intera cittadinanza, causando un blocco della raccolta 'porta a porta'.  

02.07.2013
Vito Stano

Esercitazioni militari nel Parco: Veronico chiede audizioni al Co.Mi.Pa.


La questione delle esercitazioni militari nell'area del Parco Nazionale dell'Alta Murgia è entrata  nelle agende che contano: dall'ufficio stampa dell'ente Parco è arrivata giusto ieri la comunicazione con la quale Cesare Veronico rende noto di aver chiesto le audizioni presso il Co.Mi.Pa (Comitato Misto Paritario) e presso la V Commissione del Consiglio Regionale.

Nel comunicato si legge che «con due distinte note inviate il 26 giugno scorso, il presidente dell’ente Parco Nazionale dell’Alta Murgia, Cesare Veronico,  a seguito dell’incarico ricevuto dalla Comunità del Parco (anche il presidente della Provincia di Bari e presidente della Comunità del Parco Francesco Schittulli si è espresso sulla questione inviando una nota stampa), ha chiesto formale audizione al Presidente del Comitato Misto Paritetico Regione Puglia-Forze Armate, generale Vitantonio Cormio, e al Presidente della V Commissione permanente del Consiglio Regionale, competente in materia di ecologia e tutela del territorio, sulla questione delle servitù militari e dei poligoni di addestramento all’interno del territorio del Parco. L’obiettivo è porre le basi per l’individuazione di soluzioni a partire dalla cessazione dell’utilizzo dei poligoni e dall’eventuale ricollocazione dei medesimi in altri territori nonché discutere subito delle attività programmate per il secondo semestre dell’anno corrente e sulla loro disciplina».

«Il coinvolgimento della V Commissione del Consiglio Regionale  continua la nota – è necessario affinché i suoi membri abbiano elementi adeguati di conoscenza per valutare l’incidenza di tali operazioni sul territorio dell’area naturale protetta, ad oggi senza alcun tipo di monitoraggio e di regolamentazione specifica».
 
«Intendiamo ribadire – ha affermato Veronico – che le nostre iniziative hanno come unico obiettivo quello di porre fine alle esercitazioni militari all’interno delle aree naturali protette partendo dalla convinzione – sostenuta da tutta la Comunità del Parco – che esse siano incompatibili con le finalità dei Parchi e delle Riserve naturali nazionali, regionali e provinciali; non vi è alcuna volontà di animare uno scontro tra pacifisti e militari. Ringraziamo – ha ribadito Veronico – i rappresentanti istituzionali, le associazioni, i mezzi di comunicazione e i privati cittadini che, in solidarietà col Parco, stanno mettendo in campo, autonomamente, iniziative che confermano la sensibilità dell’argomento. Il nostro ente conferma l’intenzione di voler procedere attraverso tutte le vie istituzionali per perseguire i propri obiettivi».

Come detto anche il presidente della comunità del Parco Nazionale dell’Alta Murgia e presidente della Provincia di Bari Francesco Schittulli soltanto qualche giorno fa aveva espresso il proprio pensiero «in sintonia con quanto dichiarato dal presidente Cesare Veronico sulla problematica inerente le esercitazioni militari in area Parco», confermando «la volontà della Comunità di poter affrancare l’Alta Murgia dalle servitù militari e dalla presenza di poligoni di  addestramento.
Tale legittima aspirazione – ha chiosato Schittulli – va coltivata nelle sedi istituzionali indicate dalle norme vigenti con la piena collaborazione delle Forze Armate, cui va riconosciuto il sensibile quotidiano impegno, profuso con spirito di abnegazione e sacrificio, per la sicurezza del Paese e nell’ambito delle  missioni internazionali di pace e di cooperazione».

02.07.2013
Vito Stano

lunedì 1 luglio 2013

Festival delle libertà imperfette: domani a Bari la presentazione

Martedì 2 luglio la conferenza stampa di presentazione ‘Festival delle libertà imperfette’: tre giorni di cultura , politica e società

Grande teatro, cortometraggi dibattiti, incontri e momenti ludici nella prima edizione del ‘Festival delle libertà imperfette’, la tre giorni di cultura, politica e società in programma ad Alberobello nelle date del 4, 5 e 6 luglio prossimi.

L’iniziativa, organizzata dall’associazione Alterego e da Arcilesbica Mediterranea Bari, con la collaborazione dell’associazione Le mani incatenate, nasce dalla volontà di servirsi della cultura per combattere il pregiudizio, l’ignoranza e la paura nei confronti di lesbiche, gay, transessuali e verso ogni forma di diversità, partendo dal presupposto che ogni diversità rappresenta una ricchezza e non una minaccia .  

Nel festival troveranno spazio pieces teatro, cortometraggi, dibattiti di vario tenore. Il programma del festival verrà illustrato in una conferenza stampa martedì 2 luglio alle ore  11.30 presso la Taverna nuova del maltese in via Nicolai 67.

Per info: 3338921392 - 3407337697

Stop al carbone: campagna internazionale di Greenpeace. Brindisi c'è

Melbourne, da Leipzig a Mindanao, si è tenuta la prima manifestazione globale per porre fine all’era del carbone. In Italia si sono svolte manifestazioni a Brindisi, Civitavecchia, La Spezia, Padova e Palermo. Proprio nella città di Brindisi erano presenti i volontari del gruppo di Bari, ma anche degli altri due gruppi pugliesi di Lecce e San Ferdinando di Puglia.

‘End the Age of Coal’ - questo il nome della giornata di mobilitazione internazionale, nonché lo slogan che ha unito la protesta in tutti i continenti - esprime la volontà chiara di molte persone, in ogni angolo del Pianeta, di consegnare al passato una fonte energetica il cui utilizzo è il primo fattore di alterazione del clima. Da una settimana, a Istanbul, oltre 500 attivisti provenienti da tutto il mondo stanno lavorando per dare vita a una campagna davvero globale contro il carbone. Il ‘Global Power Shift’, questo il titolo del meeting, è stato promosso da 350.org con la collaborazione di 45 associazioni tra cui Greenpeace. Ieri è stata la prima data in cui in tutto il mondo, si è manifestato contro il carbone, partendo proprio dalla Turchia, dove si è svolta una protesta che ha coinvolto oltre 3.000 persone, tra cui il direttore di Greenpeace International Kumi Naidoo.

L’opposizione al carbone, la fonte energetica più dannosa per il clima e la salute umana, è ormai un dato globale. Dalla Turchia, un Paese minacciato da una forte espansione del carbone e dove il diritto al dissenso appare oggi compromesso, sta partendo un’onda di protesta che non si fermerà. Si sta organizzando un movimento internazionale, cui Greenpeace darà tutto il suo sostegno, per archiviare l’era del carbone e dare inizio a una rivoluzione energetica fatta di fonti rinnovabili ed efficienza.

Quello del carbone è un business sempre più insostenibile: la sua estrazione è causa di distruzione di interi ecosistemi ed è spesso correlata a fenomeni di violazione dei diritti umani; la sua movimentazione minaccia aree fragili del pianeta, come nel caso dell’export australiano che rischia di distruggere la più preziosa barriera corallina del mondo; infine, la sua combustione è responsabile di oltre il 40% delle emissioni di anidride carbonica, a livello globale, primo fattore assoluto di impatto sul clima. Dalle ciminiere delle centrali a carbone fuoriescono anche gas acidi, fuliggine e polveri sottili: ovvero il maggior contributo industriale alla generazione del particolato fine, che penetra in profondità nei polmoni e direttamente nel sangue, che colpisce soprattutto neonati e bambini e causa attacchi cardiaci e cancro al polmone, incrementa gli attacchi d’asma e i problemi respiratori. Da quelle stesse ciminiera fuoriescono anche metalli pesanti tossici come mercurio, piombo, arsenico e cadmio, che aumentano i rischi di insorgenza di malattie oncologiche e danneggiando la crescita dei minori.

Un recente studio realizzato dall’Università di Stoccarda per Greenpeace segnala come in Europa gli impatti sanitari del carbone equivalgono a circa 22.300 morti premature l’anno: ovvero, più di due morti premature ogni ora . Le circa 300 centrali a carbone funzionanti nel continente producono un quarto dell’energia elettrica consumata nell’Unione ma emettono il 70 per cento degli ossidi di zolfo e più del 40 per cento degli ossidi di azoto provenienti dal settore elettrico. Queste centrali sono la fonte di circa la metà di tutte le emissioni industriali di mercurio, di un terzo di quelle di arsenico e producono quasi un quarto del totale delle emissioni europee di CO2. La stessa ricerca dell’Università di Stoccarda evidenzia come l’impatto della produzione italiana di elettricità col carbone è causa di circa 500 casi di morte prematura l’anno in Italia.

In Italia Greenpeace è impegnata in una campagna contro l’Enel, responsabile di circa tre quarti della produzione nazionale di elettricità col carbone. Greenpeace chiede a Enel di dimezzare la sua produzione a carbone entro il 2020 e di azzerarla al 2030; di rinunciare ai progetti di nuove centrali a carbone e di sostituire la sua produzione a carbone con fonti pulite e rinnovabili.


(fonte Greenpeace Puglia)

domenica 30 giugno 2013

Lame: verso il ricorso al Tar. Referendum cittadino: sindaco ha detto 'sì'

Sindaco di Cassano delle Murge Maria Pia Di Medio e ingegnere
Paolo Conforti (Advenco) - Foto Archivio Vito Stano 
© 2013
Il ricorso al Tribunale amministrativo regionale della Puglia si farà. Gli aderenti al comitato ‘Lamafutura’ sono tutti d’accordo sulla necessità di portare davanti al giudice amministrativo la “questione Lame” per chiedere l’annullamento dell’iter in corso. Questo è quello che era chiaramente emerso già venerdì a tarda sera a margine dell’incontro al vetriolo tra la sindaco Maria Pia Di Medio e gli amministratori della società Advenco Srl da una parte e i tecnici che portano avanti le rivendicazioni del comitato Lamafutura dall’altra.

Restano sul tavolo della discussione (e nelle memorie digitali di cellulari e videocamere) le domande inevase degli ingegneri Mavellia e Pellerano, del geologo Tassielli e le osservazioni degli ingegneri Campanale e Albenzio, oltre quelle dell’imprenditore Roppo (Giano Plastica) e quelle politiche di Santorsola (sentito prima dell’incontro di venerdì) e della Contursi (Rosa) durante il confronto, oltre che le parole di chiusura totale di Racano.


Quindi l’unica strada percorribile a questo punto sembrerebbe quella della richiesta di annullamento, in quanto le aperture della sindaco Maria Pia Di Medio, durante e subito dopo il confronto di piazza, non convincono quasi nessuno: la proposta di un tavolo tecnico (balenata già venerdì sera) resta una via alternativa ma impervia, un ‘piano B’, nel quale sono davvero in pochi a crederci. 

In parallelo corre poi un binario immaginifico: la possibile indizione di un referendum cittadino, possibilità che la stessa sindaco, a precisa domanda venerdì sera, ha accolto positivamente. Se le parole di un amministratore non valgono quanto un atto pubblico, almeno moralmente, ci si aspetta perlomeno che alle parole seguano i fatti, fatti che in questo caso si dovrebbero concretizzare innanzitutto in un comunicato della prima maggioranza, utile a informare la cittadinanza che in tale data si svolgerà una votazione consultiva sulla bontà o meno del cosiddetto ‘Progetto Lame’. Questo sarebbe un atto dovuto, se si vorrà evitare di etichettare quelle parole con l’appellativo poco grazioso di ‘demagogiche’ e ‘populiste’. 

30.06.2013
Vito Stano

sabato 29 giugno 2013

Lame: le ragioni dei 'no' infiammano la piazza. La sindaco in difficoltà

I fatti in piazza
Nulla di fatto. Questo è il risultato al netto delle posizioni presenti in piazza. Sindaco e Advenco (la società che ha redatto i progetti) difendono il progetto definitivo approvato il 31 luglio del 2012. La frattura, al momento, appare insanabile; le posizioni dei due fronti sono praticamente inconciliabili: i due vasconi, proposti dall'Advenco e accettati dall'amministrazione Di Medio (e approvati dall'Autorità di Bacino), sono ritenuti un ecomostro dai contestari, tra cui ci sono cittadini direttamente interessati perché abitano nei pressi dell'area in questione e altri, cittadini e tecnici, impegnati nella battaglia del comitato Lamafutura a difesa della bontà naturalistica dell'area. 

Gli oppositori (che pare abbiano già un progetto alternativo) contestano soprattuto la realizzazione della vasca numero uno, quella in via Santeramo, ritenendola uno sfregio al paesaggio e uno spreco di risorse, che potrebbero essere reimpiegate a risistemare il 'canalone' e i letti delle lame e gli impluvi naturali con interventi meno invasivi e meno pericolosi per la tenuta degli edifici presenti in zona. 

Il comitato Lamafutura e i tecnici, che al progetto si oppongono strenuamente, restano sulle barricate ritenendo le spiegazioni dei due fratelli Paolo e Gian Mario Conforti, soci  e amministratori dell’Advenco, incapaci di sbrogliare la matassa di dubbi sorti alla luce della lettura delle carte progettuali.

Le ragioni dei 'no'
Teodoro Santorsola, già vice sindaco e fautore del progetto originario, sentito prima dell’inizio dell’incontro, ha ribadito i ‘no’ del gruppo ‘nuovaideadomani, ritenendo il progetto approvato dall'amministrazione Di Medio inappropriato alle esigenze reali del territorio cassanese. «L'80% delle risorse – ha dichiarato Santorsola  saranno impiegate per la costruzione del vascone, trascurando le lame e vie naturali».

Paolo Racano, che precisa di parlare a titolo personale e non in qualità di portavoce del comitato Lamafuturaa nostra precisa domanda a incontro concluso, ha affermato che «è già pronto un ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale e che  continuando  non sarebbe logico sedere al tavolo con i redattori del progetto contestato poiché questo significherebbe avallare la bontà stessa del progetto, che invece, secondo Racano, va rigettato in toto».

A Racano fa eco l’ingegnere Nicola Albenzio, il quale, per quanto parte interessata, va comunque tenuto in considerazione per l’esperienza professionale pluridecennale: l’ingegner Albenzio ha ribadito la proposta di annullare l’iter di affidamento dell’appalto al fine di riformulare i termini della gara in un «appalto-concorso» anziché in un appalto classico, che va ricordato ha registrato un ribasso d’asta del 73% da parte dell’Advenco, società aggiudicatrice della stesura del progetto, cioè da circa 272mila euro di compenso l'Advenco percepirà circa 70mila euro.

I dubbi avanzati dagli ingegneri Pellerano e Mavellia e dal geologo Tassielli, in rappresentanza delle ragioni del comitato Lamafutura, non sono stati sciolti né dai progettisti né dalla sindaco Maria Pia Di Medio, in evidente difficoltà difronte alle contestazioni. Alle domande dal pubblico (dalle prime file) i fratelli Conforti hanno risposto a volte con sufficienza suscitando ira e ironia, altre volte subendo interruzioni poco galanti da parte dei loro interlocutori. 

Proposte, controproposte e tempistica
Sta di fatto che, con le proroghe già ottenute, la cantierizzazione dell’opera non è ancora stata fatta e c’è tempo fino al 31 dicembre 2013, prima di incorrere in uno stop del finanziamento.

Intanto la sindaco incalzata dal pubblico ha dichiarato che indirà un referendum cittadino, al fine di rimettere eventuali decisioni alla volontà popolare. Ma la stessa sindaco ha poi, all'interno dei capannelli post dibattito, ribadito la sua ferma volontà di andare avanti con la cantierizzazione dell'opera, aprendo uno spiraglio al dialogo con tecnici del comitato Lamafutura. Delle due una, come al solito. Su una cosa la sindaco è stata chiara, prima e dopo: le querce, anche se nel progetto è previsto che vadano abbattute, verranno salvate. Esempio, questo, di ambientalismo trasversale e intermittente. 

Inoltre pare che anche ad opera già cantierizzata il progetto possa subire modifiche sull’ordine del 30% del totale, quindi avanti con le proposte concrete, che, per dirla con Gian Mario Conforti (Advenco), gli oppositori avrebbero già dovuto presentare in questa occasione anziché «sventolare» carte. Ma ammesso che i progetti ci siano già (e pare proprio che ci siano), era evidente e prevedibile che in questa occasione l'intento era di vagliare la bontà del progetto e, assieme, la preparazione degli estensori, che almeno all'inizio non hanno saputo tener testa alle contestazioni che i tecnici di lungo corso (Pellerano, Mavellia, Tassielli, solo per citarne alcuni) hanno avanzato. Poi a confortare Gian Mario è arrivato Paolo, fratello del primo, sul quale si sono infranti gli interrogativi degli astanti. Le certificazioni di bontà del progetto, hanno ribadito i fratelli Conforti della Advenco, sono state tali e tante da ritenere lo stesso ben fatto. 

Del resto ad approvare il progetto è stata la maggioranza politica (striminzita, con soltanto 10 consiglieri a sostenere il provvedimento), la quale avrebbe potuto, qualora vi avesse ravvisato scelte inappropriate da parte dei progettisti, rigettare il disegno e condurre altre modifiche. Ma tanté, così non è stato.

Note a margine
Nota incolore l'assenza dei rappresentanti del gruppo consiliare Partito Democratico-ViviCassano; nessun esponente neppure della segretaria cittadina era presente all'incontro. Dunque non sono pervenute le opinioni del gruppo politico in merito alla discussione sul progetto; resta quindi la posizione espressa in Consiglio comunale lo scorso 31 luglio 2012 (gli atti di ieri valgono sui silenzi di oggi, verrebbe da dire), quando il gruppo guidato da Quirico Arganese lasciò l'aula prima del voto sul progetto definitivo. 

Nota di colore della serata è stato lo sproloquio reciproco tra Tonino Roppo (titolare dell'azienda Giano Plastica) e Felice Maselli (grande proprietario terriero e marito dell'assessore ai Servizi sociali del Comune di Cassano delle Murge Angela Contursi): è stato l'incipit dell'intervento di Roppo a surriscaldare gli animi; sono volate offese pesanti, riconducibili a vecchie storie note e meno note. 

Chissà se la notte ha portato consiglio, come ha auspicato l'avvocato Luigi Ariemma, il quale ha tentano, già a margine dell'incontro, di placare gli animi e mediare tra le posizioni dei progettisti dell'Advenco, risentiti delle offese subite, e le ragioni di alcuni contrari al progetto dei due vasconi. 

Per adesso gli animi non sono affatto calmi, gli esposti sono pronti e il ricorso del comitato Lamafutura al Tar Puglia, pare, non si farà attendere. 

28.06.2013
Vito Stano