sabato 1 giugno 2013

Parco Nazionale Alta Murgia: regole e controlli per evitare incendi


Foto google.com
Aree incendiate del bosco di Acquatetta: vietata la raccolta di funghi e vegetazione spontanea Il presidente del Parco Nazionale dell’Alta Murgia ha firmato un’ordinanza che fa divieto di raccolta di funghi e di ogni altra vegetazione spontanea in tutte le aree percorse dal fuoco in località ‘Bosco di Acquatetta’ nei comuni di Minervino Murge e di Spinazzola. Gli incendi boschivi del luglio 2012 hanno arrecato ingenti danni agli ecosistemi forestali e a specie selvatiche di flora e fauna di interesse comunitario e prioritari ai sensi delle normative europee. 

La decisione è stata determinata a seguito delle sollecitazioni giunte dal Corpo Forestale dello Stato operativo nel territorio del Parco che ha segnalato ‘un’allarmante situazione di disturbo alla fauna e alla flora’ dovuta alla presenza, nelle aree percorse dal fuoco, di un elevato numero di raccoglitori di erbe spontanee che percorrono il bosco anche con mezzi motorizzati. Tali attività compromettono la ricolonizzazione delle specie animali e la capacità di recupero della vegetazione autoctona. «Vogliamo scoraggiare – ha dichiarato il Presidente del Parco, Cesare Veronico – chi cerca di trarre benefici economici dalla scriteriata distruzione di un patrimonio di valore inestimabile. Il Bosco di Acquatetta rappresenta un’isola di biodiversità unica: faremo tutto quello che ci è possibile per sostenere la sua rinascita, partendo dall’affermazione della legalità nell’area protetta».

«Le capacità di ripresa ecologica del Bosco di Acquatetta si stanno manifestando già con vigore – aggiunge il direttore del parco, Fabio Modesti – ed è quindi necessario agevolare la resilienza della censori forestale». Il divieto, che avrà la durata di 24 mesi, ha decorrenza immediata, sarà reso visibile tramite l'apposizione di segnaletica ed è stato pubblicato in tutte le sedi competenti.

Il testo integrale dell'ordinanza è visibile e scaricabile al seguente link. 

Green Economy: a Rimini, Ecomondo si prepara per la 13esima edizione

Ecomondo sviluppa il business internazionale delle imprese. I sedici padiglioni saranno interamente occupati. Visitatori professionali e buyers esteri profilati per garantire nuovi affari.

A poco più di cinque mesi dalla 17a edizione, a Rimini Fiera l’organizzazione di Ecomondo è in piena attività. La campagna commerciale sta offrendo ottimi risultati e c’è ormai la certezza che i sedici padiglioni del quartiere fieristico che ospita le manifestazioni internazionali dedicate al sistema ambiente (Ecomondo, Key Energy, Cooperambiente più il debutto di Key Wind e il ritorno di Sal.Ve), saranno interamente occupati da oltre mille aziende. Ad esse, Rimini Fiera intende offrire una proposta di eccezionale valore nella prospettiva del new business internazionale. In queste settimane sono in corso presenze mirate dello staff estero presso fiere ed eventi qualificati (Germania, Spagna, Francia, Polonia, Gran Bretagna e Brasile) per presentare le manifestazioni e acquisire l’adesione di espositori e buyers qualificati, annunciati da 14 Paesi nei quali la green economy sta avviando passi decisi e che hanno bisogno di saperi e tecnologie adeguate. La base di partenza è quella del 2012, con duemila business meeting organizzati. L’obiettivo è di raddoppiarli. 

I buyers entreranno in contatto con gli espositori prima della kermesse riminese (in programma dal 6 al 9 novembre prossimi)  tramite la piattaforma online appositamente progettata per fissare appuntamenti d’affari. Stessi obiettivi ambiziosi per quanto riguarda i flussi di visitatori stranieri, lo scorso anno cresciuti del 10,4%. Su questi è in corso un’attività di profilazione molto scrupolosa, per rendere più qualitativi possibile gli incontri programmati in fiera. Attività analoga viene condotta sul fronte delle associazioni di rappresentanza. Ciò consente di tessere una trama di relazioni che facilita l’accesso a informazioni utili a conoscere opportunità e chiavi di accesso a finanziamenti comunitari, oltre che condividere proposte con interlocutori mirati quali dirigenti e pubblici amministratori. 

Parallelamente è stato attivato un progetto di comunicazione online che prevede l’intensificarsi, in prossimità dell’evento, della diffusione di messaggi sui social network più qualificanti. Il format di Ecomondo si ispira quindi ad un nuovo modello di fiera, che estende i propri servizi al di là delle giornate di esposizione, ponendosi concretamente al fianco delle imprese per condividere con loro le aspettative di business.

Crescita, creatività, coesione: la ‘città sostenibile’ all’insegna di innovazione ed efficienza. Ad Ecomondo – Key Energy 2013 le tecnologie innovative per le smart cities. La Città Sostenibile tornerà a Rimini Fiera, nell’ambito delle manifestazioni dedicate all’ambiente protagoniste dal 6 al 9 novembre: Ecomondo, Key Energy, Key Wind, Salve e Cooperambiente. Il grande spazio, collocato ai padiglioni B7 e D7, integrerà in un progetto unico le tecnologie innovative funzionali alle smart cities e sarà focalizzato sui temi delle applicazioni innovative: ecotecnologie ed efficientamento delle costruzioni e dei servizi. Una vera e propria ‘città in fiera’, nella quale saranno declinate le varie filiere: rifiuti, bonifiche, riqualificazione urbana, building, mobilità, ICT, design, ecomateriali, agricoltura e verde pubblico. Città Sostenibile 2013 sarà quindi un incubatore di eccellenze nazionali al quale contribuiranno le aziende con le loro innovazioni ed i progetti dedicati ai miglioramenti dell’efficienza. Elemento predominante di questa edizione sarà l’acqua, simboleggiata da un lungo fiume che collegherà tutte le aziende espositrici. 

Focus centrale, la riduzione della spesa pubblica verso un migliore efficentamento delle prestazioni energetiche. Il tutto all’insegna delle 3 ‘C’: Crescita, Creatività, Coesione. Cruciale sarà l’integrazione della comunicazione nel sistema urbano, la semplificazione del flusso delle informazioni, che ha come obiettivo riduzione dei costi per i cittadini e migliori servizi. Il progetto è firmato da Rimini Fiera, che lo realizza in collaborazione con il team scientifico di eAmbiente. A progettare lo spazio, il designer Angelo Grassi, tra i più noti architetti paesaggisti europei. L’iniziativa sarà affiancata da un calendario di convegni che approfondiranno le tematiche dell’esposizione. Tutte le informazioni sul sito www.ecomondo.com e sul portale www.cittasostenibile.net. Intensa la presenza sui social network: sarà possibile seguire l’evoluzione del progetto tramite Facebook (SustainableCity.Ecomondo), Twitter (Citta_Sostenib) e LinkedIN (Città_Sostenibile).

(fonte ecomondo.com)

Basta con l'inquinamento e l'industria pesante: Taranto riparta dal mare

di Vink De Palmis

venerdì 31 maggio 2013

Richiedenti asilo: a volte anni di attesa per ottenere il riconoscimento

I richiedenti asilo del CARA di Bari - Palese vivono una situazione di estremo disagio aggravata dal limbo in cui versano per mesi e per anni prima che venga loro riconosciuto lo status di rifugiato. A moltissimi, inoltre, tale riconoscimento viene negato. La necessità di fornire un indirizzo di residenza da parte di persone che non possono permettersi un affitto, le procedure necessarie per presentare le domande e i tempi ristretti per i ricorsi in caso di diniego (6 mesi che diventano nei fatti 3 mesi o addirittura 2), i tempi per il rilascio del permesso di soggiorno, sono solo alcune delle cause che aggravano la situazione psicologica di persone già provate da esperienze traumatiche e rappresentano un aggravio inutile per l’amministrazione.

I richiedenti asilo chiedono, quindi, alle autorità italiane che a tutti venga concesso al più presto almeno un anno di permesso di soggiorno, che vengano semplificate le procedure per il suo rinnovo e per l’ottenimento del diritto d’asilo. 

Per queste ragioni hanno manifestato il 23 maggio in piazza Umberto I a Bari.

L’emergenza Awá in Brasile raggiunge il più alto organo per i diritti umani

Il più importante organismo americano per i diritti umani ha
ricevuto un'istanza urgente per salvare gli Awá, la tribù più 
minacciata del mondo, dagli invasori illegali. © Survival

La Commissione Inter-Americana per i Diritti Umani (IACHR), il più importante organismo per i diritti umani del continente americano, ha ricevuto un’istanza urgente per salvare la tribù più minacciata del mondo. La segnalazione è stata presentata da Survival International in collaborazione con il CIMI, una Ong brasiliana per i diritti dei popoli indigeni. L’istanza ufficiale chiede alla IACHR di riconoscere il governo brasiliano responsabile della mancata espulsione di centinaia di invasori illegali dalle terre degli Awá costringendolo a rendere conto della sua inerzia. «Gli Awá non sopravvivranno senza la loro terra», si legge nel documento, «lo Stato del Brasile non ha adottato misure efficaci e tempestive per proteggerli dai taglialegna, dagli allevatori e dai coloni che continuano ad invaderli».


Gli Awá sono una delle ultime tribù di cacciatori-raccoglitori nomadi del Brasile e vivono in un’isola di foresta pluviale che sta scomparendo rapidamente: uno dei territori awá è già stato disboscato per oltre il 30%, e i taglialegna si stanno avvicinando sempre più alle comunità. Per vivere, i 450 membri della tribù dipendono dalla foresta. Denunciano che cacciare è diventato sempre più difficile perché la selvaggina sta scomparendo e i cacciatori temono gli attacchi dei taglialegna armati.

Cresce anche la preoccupazione per i circa 100 Awá incontattati, che gli invasori illegali costringono a un fuga perenne. Se la loro foresta sarà distrutta, rischieranno l’estinzione. «Ci sono Indiani incontattati nelle vicinanze  ha raccontato a Survival Tatu, un uomo awá  mio fratello ha visto le loro capanne abbandonate»

I taglialegna li stanno uccidendo? Lasciate vivere gli Indiani incontattati!

Da quando Survival ha lanciato la sua campagna per salvare gli Awá, un anno fa, il Ministro della Giustizia brasiliano ha già ricevuto più di 50.000 lettere. Da allora, il Governo ha dichiarato di aver messo gli Awá tra le sue priorità, ma ben poco è stato fatto. «Il governo brasiliano deve dimostrare che è davvero in grado di proteggere i suoi cittadini più vulnerabili, gli Awá, dai criminali che stanno distruggendo la foresta pluviale» ha dichiarato oggi Stephen Corry, il direttore generale di Survival International. «Se non ha la forza di farlo la nazione più grande del Sud America e una delle economie in più rapida crescita di tutto il mondo – ha concluso il diretto di Survival International – allora tutte le minoranze dovrebbero preoccuparsi. Gli Awá rischiano l’estinzione, il momento per agire è questo». 

L’ultima volta che Survival ha presentato un’istanza alla Commissione Inter-Americana per i Diritti Umani (IACHR) è stato negli anni’80, a sostegno della sua storica campagna per gli Yanomami del Brasile, minacciati dall’invasione di cercatori d’oro. La campagna si concluse con successo, con la demarcazione e la protezione del territorio degli Yanomami.


Leggi un riassunto dei punti principali dell’istanza presentata alla Commissione Inter-Americana per i Diritti Umani (in italiano, PDF, 291kb).

La Commissione Inter-Americana per i Diritti Umani – IACHR è un organo autonomo dell’Organizzazione degli Stati Americani (OAS). La sua missione è promuovere il rispetto e la protezione dei diritti umani nel continente americano


(Survival International)

Mario Borghezio: sospeso dopo le offese alla ministro Cecile Kyenge

Mario Borghezio, europarlamentare Lega Nord - Foto google.com
Mario Borghezio, eurodeputato della Lega e, inverosimilmente, membro della Commissione per le libertà civili è stato sospeso o quantomeno indotto all’autosospensione dal gruppo 'Europa della libertà e della democrazia' di cui l’esponente del Carroccio fa parte. Il gruppo di euroscettici, conservatori e nazionalisti della Efd non ha affatto gradito le espressioni razziste pronunciate dal collega nei confronti della ministra italiana Cecile Kyenge e ne ha chiesto l’espulsione ottenendo, per adesso, la sospensione. Borghezio pertanto non si è affatto «autosospeso» come egli stesso ha dichiarato «per tutelare la Lega e l’Efd» in attesa di fare piena chiarezza sulle sue frasi («lei è una bonga bonga», nominarla «è stata una scelta del cazzo», ndr).  Alla sospensione ha sensibilmente ed enormemente contribuito la petizione che lanciata sul sito Change.org e che ha ottenuto in pochi giorni oltre 130mila firme. 

Lunedì 20 maggio il presidente del Parlamento Martin Schulz in apertura di seduta ha espresso «vergogna» per le dichiarazioni di Borghezio citando la petizione. Quando il giorno successivo siamo stati ricevuti dai capigruppo di socialisti e democratici, popolari, liberali, verdi, comunisti gruppi diversi che, all’unisono, hanno espresso altrettanta vergogna per le affermazioni offensive dell’esponente del Carroccio ai danni del ministro dell’Integrazione Kyenge abbiamo subito pensato che non si trattasse di un incontro rituale, ma di una forte presa di coscienza e di una indignazione vera della gran parte del Parlamento Europeo per le affermazioni del deputato del Carroccio.  

La sospensione di Borghezio dal gruppo Efd è pertanto la vostra e la nostra vittoria: 130mila cittadini che hanno voluto scolpire un concetto: 'fuori il razzismo dal Parlamento europeo'. Questa vittoria dimostra ancora una volta che una petizione non è solo uno strumento simbolico di denuncia ma può cambiare le cose, incidere e condizionare il dibattito di una imponente istituzione come il Parlamento Europeo fino a determinare la sospensione di europarlamentare dal suo gruppo per le sue dichiarazioni offensive.  

È una vittoria che ne chiama altre, che deve indurre ognuno di voi a lanciare le proprie campagne sulsito Change.org. «Perché quando si sogna da soli è solo un sogno  recita una nota massima  ma quando si sogna insieme è la realtà che comincia!».   

(fonte Change.org)

Slavi e albanesi in Puglia: presentata ieri l'ultima fatica di Colafemmina

Da sinistra il prof. Cordasco (Università di Bari); il prof. Musella; il
prof. Ligorio (Società di Storia Patria per la Puglia); il prof. Di Monte
Foto Annarita Mastroserio
"Il maggio" è passato anche quest'anno: con l'incontro di ieri nella sala conferenze della biblioteca civica, l'ottava edizione del Maggio Letterario s'è conclusa. La Messaggi Edizioni, organizzatrice della manifestazione culturale, sta sicuramente già facendo ammenda delle imperfezioni (poche) e contestualmente starà già immaginando la nona edizione. Le letture e le presentazioni alle pendici delle Murge non vanno fortissimo, ma credere nel valore della cultura va al di là degli opportunismi del momento. Intanto l'ultimo volume presentato ieri da un assortito parterre di professori (Cordasco, Ligorio, Musella, Di Monte, con l'ausilio dei prof. Leddomade e Giordano) ha chiuso degnamente questa edizione grazie all'argomento oggetto di studio e soprattutto all'autore del testo, il compianto professor Cesare Colafemmina. L'umile e grande studioso di Acquaviva delle Fonti è stato ricordato dai colleghi e amici presenti (per l'occasione era presente la vedova del professor Colafemmina), non solo per l'opera di ricerca e studio, ma anche per la profonda umanità che lo contraddistingueva. 

'Slavi e Albanesi in Puglia nel XV e XVI secolo', inserito nella collana 'Mirti' della Messaggi Edizione, è un testo che ripercorre la storia delle comunità slave e albanesi nel "tacco d'Italia" quando l'Italia non era neppure una visione solitaria di qualche illuminato. Il tardo Medioevo ha visto fiorire colonie di slavi a Gioia del Colle come e a Lavello (nell'attuale Basilicata); e colonie di slavi e albanesi a Lucera (oggi in provincia di Foggia); albanesi a San Giovanni Rotondo e albanesi e slavi a San Severo (in provincia di Foggia); albanesi e slavi Capitanata (area a nord dell'attuale Puglia); per concludere le pagine con la narrazione storica della presenza degli eretici in Capitanata nel Medioevo.

A condurre il pubblico (poco numeroso, ma sentitamente interessato) tra le viuzze  e chiostri tipici della costruzione urbanistica slava e albanese, tra i balli vorticosi e l'alcool, il professor Benedetto Ligorio (Società di Storia Patria per la Puglia): il contemporaneo Virgilio ha tracciato una linea immaginaria nel tempo che fu, capace di condurre il pubblico dalla Gioia del Colle slava alla Capitanata eretica passando per le colonie albanesi e slave a San Giovanni Rotondo e San Severo. Avvincente periodo storico, troppo spesso dimenticato per far spazio agli studi del filone federiciano, quello tardo medievale riserba, invece, belle scoperte: i chiostri di Gioia del Colle e alcuni toponimi ancora presenti; ma l'identità slava è silenziosamente presente soprattutto nei cognomi: Schiavone, Montenegro, Albanese, giusto per far qualche esempio. La conoscenza della storia del periodo in questione consente, dunque, di poter risalire alle probabili origini di ceppi familiari ancor oggi presenti nei territori che abitiamo. 

Interessante è stata anche "l'avventura" in Capitanata alla scoperta degli eretici: già tra 1600 e 1700 alcuni centri a nord della futura penisola appula si distinguevano per la presenza di comunità originarie dell'altra sponda dell'Adriatico (e vien da sorridere pensando alle diatribe quotidiane sull'integrazione degli immigrati...). Le identità altre portavano con sé non solo usi e costumi differenti dagli autoctoni cattolici, ma anche credi religiosi diversi: musulmani, catari, ebrei, valdesi si mescolavano in terra di Capitanata e a questi faceva da contraltare l'opera degli inquisitori (in particolare francescani e domenicani) che, operosi come formiche, tentavano di convertire e facevano abbattere la scure della condanna di eresia, godendo di un terzo dei beni dell'eretico: quando la religione era anche guadagno netto e non soltanto parola di Dio. 

La storia della Puglia e delle comunità slave e albanesi ivi stanziate nel tardo Medioevo redatta dal professor Cesare Colafemmina regala al lettore un'organica raccolta di sette saggi, che anziché saziare l'interesse, ne ingolosiscono la voglia all'approfondimento. 

Aspettando la prossima primavera e il Maggio Letterario 2014. 

31.05.2013
Vito Stano

giovedì 30 maggio 2013

Slavi e Albanesi in Puglia nel XV-XVI secolo: ultimo incontro del Maggio

Stasera ultimo appuntamento con l'edizione 2013 del Maggio Letterario, organizzato dalla casa editrice Messaggi Edizioni. L'incontro si svolgerà presso la sala conferenze della biblioteca civica Armando Perotti alle 18,00. L'ultimo volume che sarà presentato sarà 'Slavi e Albanesi in Puglia nel XV e XVI secolo' di Cesare Colafemmina, inserito nella collana 'Mirti' della Messaggi Edizioni. Sul tema interverranno il professor Pasquale Cordasco (Università di Bari) e il professor Benedetto Ligorio (Società di Storia Patria per la Puglia). 

Il Maggio Letterario, organizzato dalla casa editrice cassanese Messaggi Edizioni, in collaborazione con l’associazione Amici della Biblioteca, l’Assessorato alla Cultura del Comune di Cassano delle Murge, l’Assessorato al Mediterraneo della Regione Puglia, i Presidi del Libro di Cassano delle Murge, ha visto quest’anno il coinvolgimento anche del Liceo Leonardo-Platone e dell’AMCI (Associazione Medici Cattolici Italiani). 

«'Slavi e Albanesi in Puglia nel XV e XVI secolo' è un volume postumo in cui vedono la luce sette saggi sulle colonie slave e albanesi di Puglia che, però, ripetutamente forniscono dati originali sulla storia religiosa, economica, sociale e culturale dell’intera regione. Si tratta – precisa nel comunicato la Messaggi Edizioni  di una silloge che ha il pregio di mettere a disposizione degli studiosi alcuni lavori che rivestono un indubbio interesse su una delle pagine meno conosciute della storia della Puglia medievale.   

Anche a questo proposito, dunque, Cesare Colafemmina ha sperimentato nuovi percorsi e ha dissodato il terreno per nuove ricerche. E questa constatazione – conclude l'organizzatore – acuisce l’amarezza del ricordo di un uomo e di uno studioso raro e prezioso, dedito in maniera assoluta al lavoro, animato da una sempre rinnovata passione per la ricerca. L’opera, che era rimasta in attesa della introduzione dell’autore, è stata completata con la prefazione del pro. Pasquale Cordasco».

30.05.2013
V.S.

mercoledì 29 maggio 2013

Sicurezza stradale: sabato manifestazione al Liceo Leonardo-Platone

Giornata in ricordo delle vittime della strada ‘Gli angeli della strada’ presso il liceo Leonardo Platone di Cassano delle Murge.

Sabato dal 9,30 al 12,30 il Comune di Cassano delle Murge (Assessorati alla viabilità e Sicurezza stradale, Cultura e Gioventù, Istruzione pubblica) con la collaborazione della Polizia Municipale, l'associazione Pubblica Assistenza di Cassano delle Murge, i Vigili del fuoco e il 118 e con il validissimo supporto del Liceo Leonardo Platone e delle famiglie delle vittime invita tutti a partecipare alla manifestazione in programma per sabato 1 giugno presso il liceo Leonardo Platone di Cassano delle Murge.

Programma manifestazione: ore 9,30 presso l’auditorium convegno dibattito si terrà la manifestazione, interverranno la dirigente scolastica del Liceo Leonardo-Platone Tina Gesmundo; la sindaco di Cassano delle Murge Maria Pia Di Medio; l'assessore comunale alla Sicurezza stradale Angelo Giustino; l'assessore alla Gioventù Pierpaola Sapienza; il dottor Gaetano Dipietro responsabile centrale operativa s.e.t. 118 prov. Bari e BAT; il maggiore De Benedictis Luigi, comandante della Polizia Municipale di Cassano delle Murge; la dottoressa Loredana Caporusso, psicologia dell'Emergenza e Psicologia Viaria; modera la professoressa Irene Cavalli.

Interverranno inoltre familiari e studenti; sarà proiettato un video di sensibilizzazione e video ricordo; è in programma la premiazione per la 'Migliore locandina digitale - Gli Angeli della strada'; e alle 11,00, presso il piazzale  del Liceo è programmata una dimostrazione con l'etilometro ed esercitazione/simulazione incidente stradale in collaborazione con VVFF, Polizia Municipale e Pubblica Assistenza Cassano delle Murge.

'EndoCina. Vivere da migranti in una città del Sud': giovedì 30 a Bari

Domani, giovedì 30 maggio, a Bari dalle 15,30 alle 18,30 presso il Dipartimento di Scienze Politiche aula XVIII, palazzo 'Del Prete'  in  piazza Cesare Battisti, 1 è in programma la proiezione del docu-film 'Leonardo' (Italia, 2008) di Paolo De Falco.

A margine della proiezione, ne discuteranno con il regista, i docenti e gli studenti dei corsi di 'Sociologia dei processi culturali e comunicativi' e di 'Socializzazione, culture e marginalità' del Dipartimento di Scienze Politiche dell'Università degli Studi 'Aldo Moro' di Bari. 

Sinossi
Bari, 2008. Un mese nella vita di alcuni cinesi, sospeso tra il capodanno italiano e il capodanno cinese. Una donna che ha perso il marito rinchiuso nel Centro Temporaneo d’Accoglienza, due musicisti concentrati e romantici che studiano nel conservatorio e attraversano la città con il loro sguardo sensibile, un gruppo di ragazzi che prova uno spettacolo nella Chiesa Evengelica, un bambino bello e osservatore, una giornalista che cerca di far conoscere la cultura cinese in Italia, una coppia mista in attesa della nascita di Leonardo e decisa a organizzare un capodanno multietnico nella scuola dove insegna. Intorno a loro una città del sud, un vecchio barbiere e un giovane sociologo, due rappresentanti locali piuttosto significativi che osservano e traggono conclusioni un po’ diverse sulla comunità cinese