Un
viaggio che riparte dall'antica provincia di Agrigento con un vitigno
autoctono: l'Inzolia, conosciuto e apprezzato da Plinio nell'antica Roma, il
quale lo distingueva da altre varietà e lo riconosceva come uno dei migliori
bianchi dell'intera isola. L'Inzolia è riconosciuto come uno dei vitigni figli
della storia vitivinicola siciliana.
L'Inzolia come vitigno è resistente al clima isolano,
fatto di venti sapidi e freddo pungente, contrastati da caldo torrido e
siccità; è una pianta vigorosa con una foglia di media grandezza di forma
pentagonale, ha il grappolo abbastanza grande a forma conica, da spargolo a
medio; i suoi acini hanno buccia spessa e pruinosa di colore giallo dorato o
ambrato, la sua polpa è croccante, dolce e aromatica.
L'Inzolia
o Anzonica, com'è anche conosciuto, vinificato in purezza dà un vino fine, di
colore giallo paglierino con riflessi verdolini, i suoi profumi sono
riconoscibili in quanto è un vitigno aromatico; il gusto ha sapore neutro, è
abbastanza sapido e dotato di buona alcolicità, acidità e morbidezza, doti che
lo rendono equilibrato.
È
un vitigno diffuso in gran parte dell'isola per questo utilizzato anche in
uvaggi nelle seguenti Doc: Alcamo, Contea di Sclafani, Contessa Entellina,
Delia Nivolelli, Erice, Mamertino, Marsala, Menfi, Monreale, Riesi, Sambuca di
Sicilia, S. Margherita di Belice, Salaparuta, Sciacca, Vittoria.
Potremo
degustare questo vino abbinandolo a preparazioni di mare o comunque a piatti
della cultura isolana, come la pasta con le sarde o altre pietanze tipiche.
10.03.2013
Giulio
Stano
(sommelier Ais Puglia)
(sommelier Ais Puglia)
Siamo
tutti mortali fino al primo bacio e al secondo bicchiere di vino
Eduardo Hughes Galeano (1940)

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