giovedì 19 dicembre 2013

Parco Alta Murgia. La bellezza disarmante del presidente contro le servitù militari

Foresta Mercadante-Parco Nazionale dell'Alta Murgia
Foto Archivio Vito Stano 2012
Bellezza disarmante. Queste le parole che con aurea mistica aleggiano nel magnifico foyer del teatro Petruzzelli di Bari e, per una volta, il riferimento non è ad un opera in cartellone, ma allo spettacolo della natura. Spettacolo, questo è vero, manomesso in tempi remoti dall’uomo, dapprima con sapienza e poi con vile cinismo. La bellezza disarmante in realtà è il titolo che Cesare Veronico, presidente del Parco Nazionale dell’Alta Murgia, ha dato al suo libro un po’ racconto, ma a tratti anche diario di un ambientalista che dall’ecomostro di Punta Perotti passando per il disfacimento della Fibronit è approdato quasi due anni fa, precisamente il 15 marzo del 2012, alla guida di un ente Parco poco conosciuto, relativamente giovane e potenzialmente molto attrattivo. 

La presentazione di un libro è quasi sempre l’occasione giusta per fare domande interessanti, magari non proprio legate ai contenuti del testo. Ma, come nel caso del volume La bellezza disarmante per le domande non c’è stato spazio, e forse è stato meglio così, perché a volte, la foga di fare domande genera considerazioni prolisse e, molte volte, fuori luogo. Personalmente non ho ancora letto il «primo e ultimo libro», giusto per citare lo stesso Veronico, ma una considerazione alla presentazione di ieri sera l’avrei fatta. E visto che lo incubata tutta la notte, la scrivo e la condivido adesso che il sole è già calato.

Dall’inizio alla fine, quindi dalla premessa del già direttore de la Gazzetta del Mezzogiorno Lino Patruno alle conclusioni di Cesare Veronico, il punto dell’informazione (Veronico dice «comunicazione») appare fondamentale. In quanto, riflettendo sulla terminologia, come il già rettore dell’Università degli Studi Aldo Moro di Bari Corrado Petrocelli ha suggerito nel suo intervento, la bellezza, paesaggistica in questo caso, come già i greci scrivevano, salverà il mondo. Questo a noi mortali non è dato saperlo, ma riflettere sul significato delle parole che usiamo quotidianamente appare fin troppo importante. Su questo punto il ragionamento in chiusura del presidente del Parco è apparso convincente. Veronico ha insistito sull’importanza di esprimere concetti potenzialmente trainanti per il futuro del nostro territorio in modo da essere compresi a tutti i livelli, mettendo da parte i sofismi e gli anglicismi. L’economia verde, di cui Veronico fa vanto, è costituita dal lavoro di agricoltori che hanno, nell’area protetta, deciso di ricominciare un’avventura faticosa ma gratificante. Un’opera di riappropriazione di un territorio per anni ritenuto terra di nessuno. «Soltanto pietre, questa è la Murgia», carpivo tempo fa da una conversazione sull’argomento. E invece la valorizzazione degli elementi caratterizzanti l’Alta Murgia ha saputo dare a questa terra bistrattata una chance, forse l’unica. Intanto il costante lavorio per tessere una rete di alleanze politiche e territoriali ha fatto guadagnare al presidente Veronico uno spazio di contrattazione importante. L’aver portato questa vicenda presso i tavoli ministeriali è stata evidentemente una vittoria. Ma non è finita. Veronico ieri ha annunciato che stamane a Bari avrebbe avuto un importante incontro, durante il quale avrebbe puntato a strappare la promessa di stoppare le esercitazioni in area Parco almeno dall’inizio della primavera fino all’inizio dell’autunno. Lasciando che il territorio dell’Alta Murgia sia percorso durante i mesi belli soltanto da escursionisti dotati di scarponcini o al massimo di biciclette. Niente cingoli e proiettili con la bella stagione, questo il compromesso a cui Veronico punta. Ieri è stato chiaro: «questa sarebbe una vittoria – ha detto –».  

Soltanto una cosa rispetto alla presentazione del libro. Avrei fatto qualche appunto sulla ricostruzione di quel articolo più volte tirato in ballo, ma (forse giustamente) mai citato e forse mai letto da qualcuno che improvvidamente ne ha parlato anche ieri. Avrei specificato che in quell’articolo, pubblicato anche su questo blog oltre che sulla rivista Villaggio Globale, mettevo in risalto la discrepanza tra il percorso seguito dal presidente Veronico per conseguire la Carta Europea del Turismo Sostenibile e il perpetuarsi delle esercitazioni a fuoco in area Parco, senza addossare responsabilità a chicchesia. Ovviamente a qualcuno dei presenti potranno essere sfuggiti i particolari della vicenda. Fatto sta che quell’articolo, evidentemente, innescò la reazione, più che mai politica, del presidente Veronico, il quale colse la balla al balzo e passò immediatamente al contrattacco.


La battaglia per un Parco naturale smilitarizzato è comune a molti, ma, come è ovvio che sia, ognuno gioca la sua partita puntando lo stesso obiettivo da prospettive differenti. La politica assuma le decisioni. L’informazione aiuti i cittadini a comprendere dinamiche a volte troppo difficili anche per gli addetti ai lavori. Del resto, anch’io sono convinto che «la bellezza salverà il mondo». Almeno credo.  

19.12.2013
Vito Stano

Parco Alta Murgia. Designati quattro degli otto membri del Consiglio direttivo

Foto google.com
Tra bellezze disarmanti e corsi di formazione per conoscere i lupi che abitano il territorio murgiano, sono numerosi gli impegni che lo staff dell'ente Parco affronta. Dall'ufficio stampa stamane giunge un comunicato con il quale viene data notizia dei nuovi ingressi al tavolo del Consiglio direttivo del Parco. Al termine della seduta convocata il 13 dicembre scorso e aggiornata al 18 dicembre (ieri, ndr), Sono stati designati quattro rappresentanti della comunità che costituisce il Parco, questi siederanno, come detto, all'interno del Consiglio direttivo dell’ente. Si tratta di Michele D’Ambrosio, sindaco di Santeramo in Colle, Vito Nicola Ottombrini, sindaco di Ruvo di Puglia,  Nicola Di Lerma,  in rappresentanza del Comune di Altamura, Cesareo Troia, in rappresentanza del Comune di Andria.

I quattro rappresentanti designati dalla comunità si affiancheranno nel Consiglio agli altri quattro membri, designati rispettivamente dai Ministeri dell’Agricoltura e dell’Ambiente, dalle associazioni di protezione ambientale e dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, le cui nomine saranno effettuate dal Ministro dell’Ambiente. La durata dell’incarico è di cinque anni rinnovabili, per ciascun membro, una sola volta.

19.12.2013
Vito Stano

mercoledì 18 dicembre 2013

Cassano delle Murge. Ladri di rame al cimitero: lo sconcerto della sindaco Di Medio

Foto google.com
Rapine, usura, omicidi e violenze di ogni genere sono purtroppo all'ordine del giorno. Ma la notizia dei furti di rame al cimitero di Cassano delle Murge ha scosso non poco la sindaco Maria Pia Di Medio, la quale ha dichiarato «questa mattina, all’apertura del cimitero, si è presentato uno spettacolo angoscioso: fiori a terra, lapidi rotte, vasi asportati. Il tutto per una estensione di almeno metà del cimitero. Questa volta i ladri di rame hanno fatto le cose in grande. Ormai il commercio del rame è diventato una forma di sopravvivenza, ma non è accettabile il vilipendio ai luoghi sacri come un cimitero. Siamo costretti pertanto ad incrementare la vigilanza, prevedendo controlli interni anche nella zona cimiteriale, con conseguente ritocco dei costi. Ma è necessario per proteggere i nostri defunti che hanno diritto alla pace»

Insomma non c'è limite all'indecenza. Così come non c'e limite alla sete di denaro. Neppure da morti si può stare tranquilli. Quindi per il nuovo anno, grazie al minuzioso lavoro dei ladri di rame (e dei ricettatori) le spese per l'eterno riposo lieviteranno, a danno dei già super tassati figli e nipoti ancora viventi.

18.12.2013
Vito Stano

martedì 17 dicembre 2013

Gioia del Colle. Musica: il 25 dicembre al Mesa Libre musica gypsy con dj Flower

Le feste natalizie si avvicinano e gli eventi, anche grazie ai social network, già non si contano più. Tra i tanti segnalo un appuntamento musicale per la serata del 25 dicembre a Gioia del Colle. Gypsy Christmas, questo il nome dell'evento organizzato da SIC! ProgettAzioni Culturali e ospitato dal Mesa Libre.

Dal Brasile ai Balcani, dalla puccia alle tapas… suoni carbonari, audaci abbinamenti, viaggi mondiali a KM 0. A Natale il Mesa Libre a Gioia del Colle diventa l'incrocio dei continenti e vi fa ballare con i ritmi di Goran Bregovic, Vinicio Capossela, Mano Negra e Gogol Bordello. 

Dj Flower, bassista della storica band pugliese Folkabbestia, presenta un mix eclettico che unisce la musica tradizionale di Gotan Project, Buena Vista Social Club e Fela Kuti, alle ultime tendenze clubbing intercettate al WOMEX di Copenhagen. Ha condotto Immigrant Radio su Controradio Bari, ha chiuso i concerti di Roy Paci, the Skatalites, Tonino Carotone e Goran Bregovic, ha suonato per il festival Interculturale di Mostar nella no man's land, una striscia di terra ridotta a colabrodo dalle granate. 

La musica attraversa le frontiere per unire popoli e culture. Il mondo balla senza divieti e passaporti. L'appuntamento è per il 25 dicembre al Mesa Libre, via Giovanni XXIII, n.53 a Gioia del Colle (Bari) alle ore 23,00; ingresso libero. Non solo cartellate e tombole, ma buona musica per allietare queste feste natalizie.

17.12.2013
V.S.

lunedì 16 dicembre 2013

Cinque arresti per spaccio di droga. Le piazze di Bari in gestione agli stranieri

Foto google.com
La notte, si sa, porta consiglio. E l'avrà portato davvero a due ragazzi che i carabinieri della Tenenza di Bisceglie hanno sorpreso a rubare carciofi all’interno di un orto annesso ad una villa. Invece un ragazzo minorenne passando davanti ad una scuola, a Molfetta, ha pensato bene di lanciare un petardo in una classe approfittando di una finestra aperta. Ovvio la spavento dei liceali intenti a seguire la lezione. Lo scoppio ha provocato lo stordimento di alcuni studenti, due dei quali sono stati visitati presso l’ospedale Di Venere di Bari e sono stati dimessi con qualche giorno di prognosi. 

Nel capoluogo invece si racconta un'altra storia. Che ci fanno un tunisino, un malese, un somalo, un cittadino del Gambia e un barese nelle piazze levantine gravate dall'ordinanza del sindaco Emiliano? Sembra una di quelle barzellette anni Novanta e invece è un modo, forse insolito, per raccontare cinque arresti effettuati nel fine settimana a Bari per spaccio di sostanze stupefacenti. Dunque cosa c'è di nuovo? C'è di curioso che sono ormai mesi, ne ha scritto già Gianluigi De Vito su la Gazzetta del Mezzogiorno, che i "venditori" di droga hanno cambiato pelle; gli autoctoni anche in questo settore stanno perdendo il posto. In questo caso però il posto fisso garantito è quello dietro le sbarre, ovviamente. Le organizzazioni baresi, contribuiva a instillarmi il dubbio una collega di Bari, forse hanno "ceduto" le piazze di spaccio agli stranieri. Personalmente credo che sia una mossa intelligente della mala barese, che, tra arresti e regolamenti di conti, sceglie di tutelare i suo patrimonio umano e sacrificare, mettendo a "lavorare" i migranti che, magari a causa della mancanza dei documenti utili e del momento di crisi non possono cercare un lavoro vero. 

Insomma anche lo spacciatore cambia volto. Alla faccia del razzismo.

16.12.2013
Vito Stano

venerdì 13 dicembre 2013

Servitù militari sulla Murgia: programmate esercitazione. Regione non da assenso

Foto google.com
«Questa mattina il COMIPAR, Comitato misto paritetico sulle servitù militari in Puglia, ha approvato il programma delle esercitazioni militari per il primo semestre 2014, relative ai poligoni insistenti nel Parco Nazionale dell’Alta Murgia». Questo è l'incipit della nota con cui il consigliere regionale di Altamura Michele Ventricelli sul social network facebook.com ha raffreddato gli animi di molti, che credevano che la battaglia di Cesare Veronico, presidente del Parco, avesse finalmente messo un punto fermo alla vicenza. Ma così non è. Sul profilo facebook del consigliere in quota Sinistra Ecologia Libertà, partito del presidente della Regione Nichi Vendola, si legge che «pur prevedendo delle importanti riduzioni del numero di giornate di esercitazioni, i rappresentanti della Regione Puglia non hanno dato il loro assenso. In particolare il consigliere regionale Laddomada si è astenuto, mentre il consigliere regionale Michele Ventricelli ha votato contro, non essendoci nella programmazione delle esercitazioni una necessaria discontinuità con le scelte del recente passato»

Il consigliere Ventricelli nel motivare il suo voto contrario, ha chiesto l'aggiornamento della seduta odierna in attesa degli esiti della trattativa con il Ministero della Difesa. È necessario – ha spiegato Ventricelli  che si raggiunga la consapevolezza della inconciliabilità fra le aree protette e le servitù militari. Mi auguro – ha concluso  che nella trattativa in corso possa essere condivisa questa consapevolezza di cui si sono fatti interpreti la Regione Puglia, le Comunità locali, il Parco dell’Alta Murgia e le associazioni ambientaliste».  

Insomma sotto l'albero quest'anno ancora proiettili e mimetiche, altro che escursioni. In barba alle belle parole consumate nel libro 'La bellezza disarmante' che il presidente del Parco Cesare Veronico sta promuovendo in questi giorni.

13.12.2013
Vito Stano

giovedì 12 dicembre 2013

Putignano. Spelaion 2013: dal 13 al 15 dicembre XVIII raduno regionale di speleologia

Quest’anno il gruppo ricerche carsiche Cai di Putignano per celebrare i 30 anni dalla sua fondazione, organizza il tradizionale raduno annuale dei gruppi speleologici della Puglia. Il periodo di svolgimento di Spelaion 2013 è previsto per i giorni da venerdì 13 a domenica 15 dicembre  a Putignano, in provincia di Bari, negli spazi della Grotta del Trullo, primo sito turistico della Puglia e tra le prime grotte turistiche di tutta l’Italia. Il programma di attività, in fase di definizione, comprenderà una giornata di studi con presentazioni a tema; escursioni; riunioni di federazione e di commissioni. 

Obiettivo della giornata di studi è approfondire e migliorare l’interazione con gli enti pubblici preposti alla tutela e gestione di archeologia, beni culturali, parchi e riserve naturali. Saranno presentate e analizzate esperienze e attività nelle quali la speleologia organizzata ha collaborato e ha fatto da supporto agli enti preposti alla tutela, valorizzazione e gestione di siti e aree con rilevanza speleologica. La giornata si concluderà con una tavola rotonda in cui verranno invitati i responsabili degli enti a trattare la questione dei vincoli e delle tutele connessa alle attività speleologiche.

Fotografia. In 'La terra dell'olio' Catalano e Pansini raccontano la Puglia degli ulivi

Foto di Francesco Catalano
La mattina del giorno della Madonna dell'Immacolata, 8 dicembre, era il momento per molti, specialmente i più piccoli, di svegliarsi prima del solito per andare a fare le olive. Anni fa, ormai le stagioni sono cambiate, la campagna delle olive era caratterizzata dal freddo rigido e dalla neve. Anni fa raccogliere le olive significava scale, rastrelli, cappellini di lana, fuochi accesi per riscaldare le mani e vino nero a riscaldare il cuore. Oggi la raccolta delle olive è meccanizzata, veloce, condizionata da temperature più miti. Non più poetica. In una parola: industria. Questa premessa suonerà comune a molti che abitano queste terre appule. Così come non è la prima volta che qualche intellettuale racconta la fatica della campagna. In ogni epoca, con occhi differenti, con penne (o tastiere) diverse sono stati colorate le narrazioni secondo le più intime emozioni e il proprio vissuto. Allo stesso modo, due fotografi, un uomo e una donna, entrambi pugliesi hanno voluto rappresentare ‘La terra dell’olio', questo il titolo della mostra fotografica che sarà visitabile da venerdì 13 dicembre (dalle 19,30) fino al 5 gennaio del nuovo anno, a Terlizzi, presso la pinacoteca  ‘Michele De Napoli’La mostra è promossa da RURALevolution, dalla pinacoteca ‘Michele De Napoli’ e dal Comune di Terlizzi.

Dall'evento su facebook.com si legge «onnipresenti su tutto il territorio regionale, gli ulivi sono stimati in 40 milioni di piante e possono essere considerati i protagonisti del paesaggio pugliese. A fine autunno parte la stagione della raccolta delle olive. È il momento in cui si respira, ma soprattutto si vede l’attività frenetica legata al comparto della produzione dell’olio d’oliva. Iniziano giornate faticose: albe fredde e umide, tanti alberi da battere, teli da stendere e da ripiegare, casse da trasportare, carri da scaricare nei frantoi, il processo di lavorazione, l’attesa e finalmente l’olio!». A raccontare tutto questo le immagini in bianco e nero di Francesco Catalano e Maria Pansini, due autori che attraverso il linguaggio della fotografia vogliono rendere omaggio al lavoro di tanti pugliesi e alla loro terra, la terra dell’olio.

Biografie
I fotografi sono Francesco Catalano, nato a Terlizzi (Bari) nel 1991. Ha avuto sin dall’infanzia l’opportunità di viaggiare, anche in Paesi con difficili realtà ambientali (Medio Oriente, Corno d’Africa) accompagnando il padre agronomo in alcune missioni FAO. In particolare un viaggio in Etiopia nel 2008 ha costituito per lui un vero momento epifanico per la fotografia. Da quel momento cresce in lui l’esigenza di raccontare attraverso le immagini le sue esperienze, gli incontri, gli aspetti socio-antropologici dei Paesi meta dei suoi viaggi. Ha realizzato reportage in Libano, Sud Africa, Etiopia, Egitto, Sri Lanka e numerosi Paesi europei. Alla fotografia reportagistica con gli anni aggiunge ricerche visive sul paesaggio e sul tema dei 'nonluoghi'. Nel luglio 2012, a Bruxelles, viene insignito del primo premio del concorso internazionale 'Images of Rural Europe' da parte del Commissario europeo all’Agricoltura e allo Sviluppo Rurale, Dacian Ciolos. Ha esposto i suoi reportage in Italia e all’estero (Sri lanka, 2012). Attualmente è studente di Ingegneria Meccanica al Politecnico di Bari, impegno a cui accosta la grande passione per la fotografia.


Maria Pansini nasce nel 1974 a Terlizzi (Bari); si laurea a Bari in Lettere moderne, con una tesi in Antropologia sociale sul popolo Kurdo. Le regalano una macchina fotografica, primo istinto: viaggiare! L’Europa dell’Est la sua prima meta: Praga, Vienna, Budapest, Berlino. A Praga scatta il suo primo rullino bianco e nero. In quei giorni visita la mostra di Josef Koudelka… una folgorazione. Parte per Milano e frequenta per due anni il CFP BAUER, storica scuola di fotografia. Collabora, come assistente, con il fotografo Pino Ninfa nel campo della musica e dello spettacolo; realizza un reportage del tour Razmataz di Paolo Conte e un progetto sul Carcere di San Vittore, dove intanto insegna Lettere. Dopo 8 anni di vita milanese decide di trasferirsi nuovamente a Sud: una questione di luce. Qui inizia la collaborazione con la galleria ADSUM, realizzando la prima personale ‘Incidenti mediterranei’, oltre che numerose altre esposizioni collettive. Entra in contatto con il Museo della Fotografia presso il Politecnico di Bari, dove tiene delle lezioni e cura progetti e mostre (Racconti della città vecchia, Bari 2012). Attualmente insegna Storia e critica della fotografia presso la scuola Fproject di Bari, tiene workshop sul linguaggio fotografico e organizza eventi legati alla diffusione della cultura e dell’arte fotografica.

12.12.2013
Vito Stano

mercoledì 11 dicembre 2013

La Gran Bretegna e la questione jugoslava. Rosario Milano presenta il suo libro

Chi mi conosce saprà di certo del mio amore per la Storia. Saprà anche, perché a volte mi capita di ripetermi (abitudine compulsiva mutuata dalla nonna), che mi sarebbe piaciuto fare un dottorato, ma che poi a causa del lavoro, che c'era e che ora manca, ho abbandonato gli studi specialistici e quindi, per adesso, anche l'idea di conseguire un dottorato di ricerca. 

Intanto per fortuna c'è qualcuno che, per quanto navighi in acque non calme, è riuscito comunque, grazie alla sua abnegazione, a portare a termine il dottorato di ricerca in Studi Storici, Geografici e delle Relazioni Internazionali, Storia dei Paesi del Mediterraneo - Storia delle Relazioni Internazionali presso il Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Bari ‘Aldo Moro’. Quel qualcuno è Rosario Milano, oggi cultore della materia (già dottore di ricerca). 

Rosario Milano ha, finalmente, dato alle stampe due sue fatiche, di cui martedì 17 dicembre a Gioia del Colle si terrà la presentazione. In questa occasione sarà presentato al pubblico il libro 'La Gran Bretagna e la questione jugoslava (1941-1947)edito da Adda (Bari, 2013). La serata avrà luogo presso il Mesalibre (ristorante spagnolo) in via Giovanni XXIII, n. 53 a di Gioia del Colle alle ore 18,00.

Per coloro che volessero fare un regalo inusuale a Natale o all'Epifania, a  questo indirizzo web è possibile acquistare una copia del libro. 

11.12.2013
V.S. 

Arctic30. Greenpeace lancia raccolta fondi per coprire spese legali degli attivisti

Le battaglie ambientaliste nel nostro tempo sono la nuova frontiera delle vecchie rivoluzioni. Purtroppo però gli avversari dell'ambiente sono sempre più forti e cinici. La storia degli attivisti di Greenpeace è emblematica di quanto può accadere. 30 attivisti hanno tentano di convincere, con un'azione difficile, la Russia e Gazprom a non invadere con le trivelle l'Artico. Ma l'aggressione pacifica s'è conclusa con l'arresto degli attivisti, tra cui c'era anche un italiano. Ora, dopo la liberazione su cauzione, su di loro pendono accuse pesanti, dalle quali dovranno difendersi. Per questo Greenpeace chiede un sostegno economico a coloro che credono nei valori alla base di queste battaglie. V.S.  

In questi mesi ti abbiamo raccontato la storia degli Arctic30: 30 coraggiosi uomini e donne che hanno protestato pacificamente contro la distruzione dell'Artico. E che per questo sono stati assaltati, arrestati e imprigionati. Come sai, dopo due difficili mesi di carcere, sono stati rilasciati su cauzione dal tribunale russo. Ma devono vedersela con accuse molto serie, come quella di teppismo, che potrebbero costare loro fino a sette anni di detenzione. Infatti, anche se siamo felicissimi di saperli fuori di prigione, sappiamo bene che non è finita. Non molleremo finché tutte le assurde accuse non saranno ritirate e gli Arctic30 giudicati innocenti. E finalmente, davvero liberi. Milioni di persone in tutto il mondo li hanno sostenuti, ma ora abbiamo bisogno di un aiuto concreto. I costi legali e organizzativi, per un'organizzazione indipendente come Greenpeace, che ha deciso di farsi carico di tutti gli oneri legati a questa vicenda, sono stati enormi e continueranno ad esserlo.


Per i prossimi mesi abbiamo stimato un costo totale di più di 4 milioni di euro per le spese come il supporto logistico ai 30 e alle loro famiglie, le tasse e le spese legali, le attività di mobilitazione e il recupero dell'Arctic Sunrise. Siamo fieri di essere indipendenti, siamo fieri di poter contare su persone come te che ci aiutano ad esserlo per vincere le nostre battaglie. La difesa dell'Artico è la battaglia ambientale più importante dei nostri tempi. Ed è appena iniziata: il primo passo è ridare la libertà a 30 persone che si sono battute per tutti noi, pacificamente, in prima linea per la protezione del Pianeta. Aiutaci a riportarli a casa.

(fonte Greenpeace)