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venerdì 12 luglio 2013

Riparte il futuro: entro lunedì 15 luglio servono altre 30mila firme

Grazie al tuo impegno e a quello dei tanti nuovi firmatari alla petizione, nel corso dell'ultima settimana 10 nuovi deputati hanno aderito a Riparte il futuro

Adesioni preziose che spostano a 275 il numero dei deputati formalmente impegnati a votare la nostra proposta di legge che verrà finalmente votata alla Camera a partire da lunedì 15 luglio.

Non è finita: alla Camera è possibile che si inneschi una corsa all'emendamento che potrebbe snaturare la nostra richiesta originale di una legge migliore sul voto di scambio politico-mafioso. Perché questo non avvenga è importante far sentire la nostra voce anche e sopratutto in questi ultimi giorni che ci separano dal voto.

Nel momento in cui stiamo scrivendo questa mail siamo 271.628 cittadini ad aver firmato Riparte il futuro. Dobbiamo cercare di diventare 300.000 entro lunedì. Chiedi ai tuoi amici di firmare.   


Il modo più efficace per portare nuove firme è quello di chiedere ai propri amici usando la rubrica della posta elettronica, oppure condividendo Riparte il futuro su facebook

(fonte Riparte il futuro)

giovedì 20 giugno 2013

Legge anti-corruzione: appello alla Presidente della Camera Boldrini

La tua voce e quella di oltre 50.000 persone che come te hanno firmato l'appello alla Presidente Laura Boldrini comincia a farsi sentire.

La Presidente della Camera ci ha risposto (vedi sul blog di Riparte il futuro) confermando il suo impegno a portare la legge in Aula. 

Invia il link all'appello ai tuoi amici via mailhttp://www.riparteilfuturo.it/laura-boldrini/. Questo è un segnale importante, ma non basta. Dobbiamo insistere con la nostra richiesta fino a quando non verrà decisa e ufficializzata la data precisa.

Servono nuove firme: facciamo sapere al Parlamento che siamo determinati e che siamo in tanti a considerare la lotta alla corruzione una priorità. 


Condividi ora con i tuoi amici l'appello alla Presidente Boldrini: solo con l'aiuto di tutti possiamo vincere

(fonte Riparte il futuro)

giovedì 18 aprile 2013

'In direzione ostinata e legale': domani la II edizione alla Laterza a Bari


Domani alle 18,00 presso la libreria Laterza di Bari si terrà il secondo incontro con 'Tracce - rassegna di libri sulle mafie',  in particolare sarà presentato, in collaborazione con la storica libreria barese e l'associazione Donne in Corriera, il libro 'L’Italia quaggiù. Maria Carmela Lanzetta e le donne contro la ‘ndrangheta': un libro duro e profondo insieme, che racconta storie di ordinaria resistenza al femminile in Calabria.

Saranno presenti, oltre all'autore Goffredo Buccini, Maria Carmela Lanzetta, Maddalena Tulanti , Eugenia Pontassuglia. L'evento rientra all'interno del progetto 'In direzione ostinata e legale', giunto alla seconda edizione, realizzato in collaborazione con Arci Puglia, Libera Puglia e con l'Agenzia per la lotta non repressiva alla criminalità organizzata del Comune di Bari.

Il libro, come detto, è la cronaca d’un faticoso viaggio nella primavera delle donne calabresi, dentro la ribellione delle "pentite" di ’ndrangheta e il coraggio di molte madri e figlie, spose e sorelle di dire infine no, giorno per giorno, alle regole arcaiche d’un universo omertoso e misogino. Una cronaca raccontata attraverso gli occhi e la storia di Maria Carmela Lanzetta, sindaca di Monasterace, che ha subito due attentati mafiosi per il solo azzardo di avere riportato legalità e normalità nel piccolo Comune del reggino che amministra dal 2006. La vicenda di questa tenace amministratrice calabrese s’intreccia con quella di altre donne come lei: da Elisabetta Tripodi, sindaca di Rosarno, sotto scorta come Lanzetta e minacciata dai clan egemoni del paese, a Katy Capitò, giudice per le indagini preliminari di Locri; da Giuseppina Pesce a Maria Concetta Cacciola, fino a Lea Garofalo, torturata e uccisa per avere denunciato il suo compagno ’ndranghetista.

martedì 12 febbraio 2013

100mila firme a sostegno della campagna anticorruzione Riparte il futuro


È arrivata la centomillesima firma a sostegno della campagna Riparte il futuro. È un'emozione per tutti e vogliamo condividerla con te e insieme alle altre centomila persone che si sono impegnate finora.  Riparte il futuro sta già facendo la differenza, ma dobbiamo ancora crescere. Sono già oltre 500 i candidati che hanno accettato le proposte di trasparenza e impegno, ma potrebbero non bastare.

Dobbiamo essere in tanti per fare pressione sui candidati in questo momento di campagna elettorale affinché si impegnino per una legge seria contro la corruzione.  

Ecco come puoi fare la differenza:
1) Partecipa all'iniziativa Io ho firmato e mettici la faccia: www.riparteilfuturo.it/iohofirmato/
2) Condividi il tuo impegno e invita a firmare i tuoi amici via e-mail, facebook e twitter
3) Scopri come si fa per convincere un candidato e aiutaci a raggiungere quelli che non hanno ancora aderitohttp://www.riparteilfuturo.it/come-convincere-un-candidato

(fonte riparteilfuturo.it)

venerdì 8 febbraio 2013

Parco Nazionale dell’Alta Murgia: lavori abusivi. Denunciate tre persone


Gli uomini del Coordinamento Territoriale per l’Ambiente del Corpo Forestale dello Stato – Parco Nazionale dell’Alta Murgia di Altamura, a seguito dell’esecuzione dell’Ordinanza emessa dal Tribunale di Bari, hanno proceduto nei giorni scorsi ad effettuare il sequestro preventivo della strada comunale Contenisio n. 47 ad Altamura, per km 1,5 circa, a partire dall’accesso che avviene dalla S.S. 96 Bari – Altamura.

Le indagini dei forestali, durate due anni, hanno permesso di accertare che il tracciato stradale preesistente all’interno del Parco Nazionale dell’Alta Murgia non è stato oggetto di opere manutentive, presupposto in forza del quale sono stati rilasciati i vari permessi ed autorizzazioni, bensì di una realizzazione ex novo.

Infatti l’aumento della sede stradale da m. 2.50 a m. 6.50 con l’abbattimento e lo sradicamento di alberi e vegetazione spontanea ha comportato nella realtà la realizzazione di una nuova opera in violazione delle normative urbanistiche e ambientali. La procura ha evidenziato le rilevanti implicazioni che i lavori hanno determinato e possono ulteriormente causare sul delicato ecosistema del Parco dell’Alta Murgia. Lo stesso utilizzo della strada, così come ricostruita, determina un vulnus potendosi ipotizzare un uso del tutto sproporzionato rispetto alle esigenze di salvaguardia del complesso ecosistema.

Tre le persone deferite dal Corpo Forestale all’Autorità Giudiziaria, tra cui il Dirigente del Governo del Territorio di Altamura.

venerdì 25 gennaio 2013

Tagli abusivi e macchia distrutta: danni a Cassano e Acquaviva


Tagli abusivi, macchia distrutta e danni al paesaggio alle porte di Bari. Operazione territorio: in azione i forestali di Acquaviva delle Fonti e Cassano delle Murge.

Nell’ambito di un’operazione coordinata mirata ad intensificare i controlli sul comprensorio di Cassano Murge ed Acquaviva, le locali Stazioni del Corpo Forestale dello Stato hanno condotto due importanti operazioni di polizia forestale e ambientale nelle località, rispettivamente, Grottagiglio del Comune di Cassano delle Murge e Parchi della Chiesa nel Comune di Acquaviva delle Fonti.

Nel primo caso, i forestali rinvenivano presso un’azienda agricola la presenza di circa 80 quintali di legna da ardere di essenza quercina (Roverella mista a ceppi di olivo) in parte depezzata e in parte ridotta in tronchi sezionati della lunghezza di circa 50 cm e con un diametro variabile dai 15 ai 35 centimetri, di cui i possessori non erano in grado di esibire alcuna documentazione attestante  la lecita provenienza. Trattasi infatti del presunto bottino di una serie di tagli boschivi furtivi e abusivi  in danno di un bosco ceduo di roverella di proprietà privata, già segnalati alla polizia forestale. Attraverso un metodo di evidenze fisiche, si riusciva anche a rinvenire l’origine del taglio. Tutta la legna veniva sequestrata, mentre il titolare dell’azienda veniva denunciato per ricettazione.

Nel corso della seconda operazione i forestali mettevano i sigilli ad un cantiere ove erano in corso  lavori di movimento di terra con l’ausilio di mezzi meccanici all’interno della lama del Torrente Picone ricadente nell’agro del Comune di Acquaviva delle Fonti (Ba), alla località Parchi della Chiesa, vincolato per scopi Paesaggistico/Ambientali, Idrogeologici e ai sensi del D.M.6884 del 12.11.1936.

I lavori consistevano nella rimozione di muretto a secco di contenimento e nella distruzione di cespugli di macchia mediterranea della specie Quercus Coccifera (Quercia Spinosa), radicati nello stesso. Accertata l’assenza di autorizzazioni rilasciate dagli enti preposti, si è proceduto a sequestrare l’area ed a denunciare gli autori dei lavori per la violazione delle prescrizioni a tutela degli ambiti estesi di tipo B, lame, corsi d’acqua e beni diffusi del paesaggio  contenute nel Piano Urbanistico Territoriale vigente in Puglia,  nel Codice del Paesaggio, nel testo unico dell’edilizia e nell’art. 734 del codice penale (deturpazione o distruzione bellezze naturali).

(fonte Corpo Forestale dello Stato - Regione Puglia)

giovedì 24 gennaio 2013

Foggia: sventato furto di guard rail sul viadotto autostradale 346 dell'A14


Siamo alla frutta, a Foggia si rubano anche i guard rail. O meglio i balordi, come li apostrafa il Corpo Forestale, tentano di portare via oltre 200 metri di barre metalliche già smontate dal guard rail del viadotto autostradale 346 dell’A14 (Pescara -  Taranto) in località Posta Stefana, nel comune di Foggia.

Gli uomini del Nucleo Investigativo del Corpo Forestale dello Stato di Foggia hanno sventato in data odierna il furto di 64 barre metalliche di 3,60 metri ciascuna.

Gli elementi erano depositati al suolo e pronti per essere portati via. Nonostante l’appostamento, i forestali non sono riusciti ad individuare gli autori del reato, ma proseguono le indagini in tal senso. Notevole il pericolo che un’azione del genere avrebbe comportato alla circolazione autostradale e sulla strada comunale.

Riconsegnati al Comune di Foggia, una ditta manutentiva provvederà in pochissimo tempo al rimontaggio degli elementi asportati e al ripristino del guard rail. L’operazione rientra in una serie di servizi che il Corpo Forestale di Foggia ha posto in essere in tutta la provincia per arginare il fenomeno del furto di rame dei conduttori elettrici e del materiale ferroso di condutture idriche, guard rail eccetera.

24.01.2013
V.S.

Criminalità a Gravina: sequestrati beni per un milione e 500mila euro


La criminalità non può esser sconfitta soltanto con azioni repressive, c'è bisogno di colpire i patrimoni accumulati con gli affari illeciti, impiegati poi in azioni di riciclaggio o per commettere altri fatti delittuosi. 

A Gravina in Puglia, in provincia di Bari continua il giro di vite sulle ricchezze della criminalità: sequestrati dai Carabinieri beni per 1 milione e 500mila euro.

I Carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Bari, hanno eseguito, in Gravina in Puglia (Ba), una misura di prevenzione patrimoniale di sequestro beni, emessa lo scorso 17 gennaio dal Tribunale di Bari – Sezione per le Misure di Prevenzione su richiesta della locale Procura della Repubblica, a carico di un pluripregiudicato trentacinquenne del luogo. Il provvedimento è stato adottato nell’ambito di un’indagine patrimoniale avviata nel mese di ottobre del 2012, che ha permesso di appurare come l’uomo ed i suoi congiunti, a fronte di modesti redditi dichiarati, siano risultati proprietari di una villa di lusso, ubicata nel comune di Gravina in Puglia, del valore complessivo stimato di circa 1 milioni e 500mila euro.

24.01.2013
V.S.

sabato 19 gennaio 2013

Furti di materiale ferroso. Foggia a rischio l’approvvigionamento idrico


Bloccati due balordi che tentavano il furto di valvole di regolazione dei flussi idrici.

Gli uomini del Nucleo Investigativo del Corpo Forestale dello Stato di Foggia, con la collaborazione  delle guardie giurate del Consorzio per la Bonifica della Capitanata, in data odierna, hanno colto in flagranza di reato due persone mentre cercavano di rubare materiale ferroso all’interno dell’area del Consorzio di Bonifica della capitanata, sita nella località Castiglione del comune di Foggia.

Il furto, bloccato in tempo e che sarebbe stato eseguito tramite fiamma ossidrica ed altre attrezzature idonee, non ha solo comportato il danneggiamento di diverse componenti ferrose che regolavano il flusso d’acqua di alcune tubature, per un totale di circa 40mila euro, ma rischiava di compromettere per molto tempo l’approvvigionamento idrico agricolo ed industriale nella città di Foggia.

Denunciato a piede libero all’Autorità Giudiziaria uno degli autori del reato, residente a FoggiaSono in corso accertamenti per l’identificazione del secondo complice, sfuggito ai forestali. L’operazione fa parte del particolare servizio che il Corpo Forestale di Foggia ha posto in essere per arginare il fenomeno del furto di rame dei conduttori elettrici e del materiale ferroso delle condutture idriche dell’intera provincia.

(fonte Corpo Forestale dello Stato - Regione Puglia)

martedì 11 dicembre 2012

Le “Scampie” d’Italia e le mafie che contaminano: la testimonianza di don Aniello giovedì 13 a Gioia del Colle


Via libera al decreto Liste Pulite. I condannati in via definitiva a pene superiori ai due anni per i delitti, consumati o tentati, di maggiore allarme sociale (ad esempio mafia, terrorismo, tratta di persone) e per coloro che hanno riportato condanne definitive a pene superiori a due anni di reclusione per i delitti, consumati o tentati, contro la Pubblica amministrazione (ad esempio corruzione, concussione, peculato) non potranno essere candidati al Parlamento italiano ed europeo, né potranno assumere incarichi di governo. Fuori dalle liste anche chi ha riportato condanne definitive a pene superiori a due anni reclusione per delitti non colposi, consumati o tentati, per i quali sia prevista la pena della reclusione non inferiore nel massimo a quattro anni. Dentro gli indagati, i condannati in primo grado anche a pene superiori ai due anni, i condannati in secondo grado in attesa del terzo grado di giudizio. 

Questo è l'ultimo aggiornamento dai palazzi romani. In realtà non una gran cosa, in quanto restano fuori, come detto, gli indagati, i condannati in primo grado (anche a pene superiori ai due anni) e i condannati in secondo grado in attesa del terzo grado di giudizio. Quindi le notizie per quanto in apparenza possono sembrare buone, ma che in realtà lo sono un placebo, si scontrano con la quotidianità delle città e delle periferie d'Italia. Un'occasione per ascoltare un'esperienza e confrontarsi su questi temi è stata organizzata a Gioia del Colle per giovedì 13 dicembre, alle ore 18 presso il chiostro comunale. A testimoniare l'operato di ogni giorno sarà don Aniello, prete di strada, operante a Scampia e proprio la Legalità e Cittadinanza Attiva: le “Scampie” d’Italia e le mafie che contaminano sarà il tema dell'incontro. 

11.12.2012
Vito Stano


Sorveglianza nelle aree naturali protette: 42 kg di stupefacenti per un valore di circa 300mila euro sequestrati dal Corpo forestale dello Stato nella riserva naturale statale “Le Cesine” lungo la costa leccese


La marijuana era stata occultata tra gli arbusti della macchia mediterranea a circa 100 metri di  distanza dalla spiaggia.

Vernole (Le) 9 dicembre  – Durante un normale servizio di controllo del territorio all’interno della Riserva Naturale Statale “Le Cesine”, gli uomini del Corpo Forestale dello Stato del Posto Fisso di San Cataldo (Le) in sella a due mountain bike, hanno rinvenuto tra la rigogliosa vegetazione retrodunale un involucro contenente un ingente quantitativo di sostanze stupefacenti. In totale sono stati posti sotto sequestro 42 kg di marijuana suddivisi in 7 panetti per un valore al dettaglio di circa 300mila euro. Probabilmente la droga, di provenienza albanese, era stata nascosta all’interno della Riserva Naturale durante le scorse notti. Il sequestro conferma quindi il continuo traffico internazionale di stupefacenti tra l’Albania e le coste pugliesi effettuato dai trafficanti attraverso potenti natanti.

Già nel luglio di quest’anno il Posto Fisso di San Cataldo aveva sequestrato un gommone provvisto di un potente motore abbandonato sulla costa dai narcotrafficanti albanesi durante una delle tante traversate verso l’Italia. Tale gommone sarà a breve acquisito dal Corpo Forestale dello Stato e sarà utilizzato dagli uomini del Posto Fisso di San Cataldo per incrementare e rendere più efficace l’attività di vigilanza nella porzione di mare prospiciente la Riserva.

Tali operazioni si inseriscono in un più ampio progetto di controllo del territorio avviato dalla scorsa primavera dall’Ufficio Territoriale per la Biodiversità di Martina Franca, da cui dipende il Posto Fisso di San Cataldo, che prevede l’intensificazione della vigilanza sulle aree naturali protette attraverso una “mobilità sostenibile” in armonia con gli ambienti naturali tutelati e realizzata con l’ausilio di pattuglie ippomontate e ciclo montate.   

(fonte Corpo Forestale dello Stato - Regione Puglia) 

lunedì 3 dicembre 2012

Sequestro di un immobile nella zona 2 del Parco dell'Alta Murgia


Dopo accurate indagini, i Comandi Stazione del Corpo Forestale dello Stato di Ruvo di Puglia e di Corato, in data 28 novembre hanno operato il sequestro di un immobile in corso di realizzazione,  in località “Boschigni” dell’agro di Corato (Ba), ricadente nella zona 2 del Parco Nazionale dell’Alta Murgia.

Gli accertamenti hanno acclarato che la nuova costruzione in realtà derivava dalla integrale demolizione e ricostruzione di una preesistente. I lavori erano corredati da una Segnalazione certificata di inizio attività (Scia) illegittima per la carenza a monte del rilascio dei titoli paesaggistico ambientali e in più inefficace per le mendaci asseverazioni sottoscritte in particolare dal tecnico incaricato che dichiara l’assenza di vincoli paesaggistico-ambientali nell’area in questione e altrettanto artatamente documentava l’intervento come di restauro conservativo non soggetto all’iter di autorizzazione paesaggistica/ambientale, il tutto per  approdare alla realizzazione di un manufatto diverso dal preesistente, con una maggiore cubatura, eludendo le relative procedure autorizzative con quella speditiva della Scia. 

Gli accertamenti condotti hanno esattamente inquadrato l’intervento rientrante tra quelli di ristrutturazione edilizia mediante demolizione e ricostruzione che portano ad un organismo diverso dal precedente per sagoma, prospetti e volume, ma in ogni caso che deve essere preceduto dal rilascio dei titoli paesaggistico-ambientali.

Di particolare gravità è apparso il comportamento del tecnico progettista che per celare l’aumento di volume ha abilmente documentato una situazione preesistente diversa dalla realtà.

Dopo l’esecuzione del sequestro preventivo si procederà a depositare alla Procura della Repubblica di Trani la relativa comunicazione di reato a carico del committente dei lavori, del progettista e direttore dei lavori e del costruttore.

(fonte Corpo Forestale dello Stato - Regione Puglia)

martedì 27 novembre 2012

Anniversario dell'assassinio politico di Benedetto Petrone - Luciano Canfora parla a Bari di fascismo dopo il fascismo


Comunicato stampa
Rifondazione Comunista insieme a tutti gli antifascisti in piazza il 28 novembre


Il 28 Novembre di 35 anni fa il giovane comunista Benedetto Petrone veniva ucciso a colpi di coltello e cacciavite da un gruppo di fascisti a Bari. L'orrore della violenza e dell'intolleranza fascista ne hanno sopraffatto il corpo, ma l'impegno e la militanza di Benedetto appartengono al patrimonio storico dell'antifascismo barese. Il giovane, il militante, il sognatore, il comunista Benedetto è vivo nell'azione quotidiana degli attuali militanti e, la Federazione di Bari di Rifondazione Comunista rende omaggio alla memoria di Benedetto partecipando attivamente  alle iniziative sul territorio che lo ricorderanno.

Alle 11,00 saremo con il Comitato '28 Novembre' e A.N.P.I dinanzi alla targa stradale 'Via Benedetto Petrone' di Bari e subito dopo nei pressi della lapide commemorativa in piazza Libertà. Rifondazione Comunista sarà presente alla conferenza dibattito 'Fascismo dopo il fascismo' con il professor Luciano Canfora alle ore 18,00 presso il Centro polifunzionale studentesco dell'Università degli Studi di Bari e a seguire prenderà parte alla manifestazione che si terrà dalle ore 19,00 contro vecchie e nuove forme di violenza e intolleranza fascista.

È un giorno di commemorazione, di riflessione, di confronto a cui Rifondazione vuole contribuire attraverso la convinzione che il razzismo, l'omofobia, l'intolleranza verso le variegate forme di diversità si combattano con una severa critica a qualunque forma di revisionismo storico che tenda ad attribuire ai fascismi del passato qualunque forma di valore, ma anche, se non soprattutto, opponendo nel nostro tempo all'orrore dell'odio la cultura del rispetto, dell'apertura, della solidarietà.

La memoria storica deve nutrirsi di pratica quotidiana, ora più che mai. L'antifascismo oggi non può essere esercitato unicamente mediante il pur necessario esercizio di analisi storica, ma deve diventare processo culturale aperto e partecipato, aprirsi ai giovani per tutelare le nuove generazioni dai fascismi di ritorno, che si esprimono nelle forme d'intolleranza sempre più crescenti in Europa.

Il coinvolgimento, le forme partecipate di discussione e azione nei partiti, nell'associazionismo, nelle strutture organizzate, rimangono decisivi per una reale azione antifascista. Ai manganelli opponiamo la voglia di restituire ai nuovi Benedetto Petrone spazi e strumenti per partecipare, intervenire, modificare la realtà che li opprime e rende le nuove generazioni prive di futuro. Alla violenza fascista che ha spento l'esistenza di un sognatore, noi vogliamo opporre la capacità di restituire ai giovani la fiducia e le armi per migliorare questo mondo.

Sabino De Razza
segretario provinciale
Rifondazione Comunista

domenica 25 novembre 2012

Decisa la tregua tra Israele e l'Autorità Palestinese - Cadono teste in casa nostra: Piergiorgio Odifreddi censurato da Repubblica.it lascia


La tregua tra Israele e Gaza, frutto della mediazione separata svolta dal presidente egiziano Mohammed Morsi, coadiuvato dal segretario di stato americano Hillary Clinton, ha bloccato i missili ma non le parole. In casa nostra, in Italia, il conflitto israelo-palestinese ha fatto qualche vittima, non fisicamente s'intende: Piergiorgio Odifreddi, matematico di fama internazionale e  scrittore aveva scritto su Repubblica.it parole dure sul conflitto in Medio Oriente accusando lo Stato ebraico di "logica nazista", ma il suo intervento è scomparso dopo 24 ore.

La rimozione del suo intervento dal sito di Repubblica.it ha sorpreso lo stesso Piergiorgio Odifreddi; riportiamo di seguito parte del suo intervento nel suo post di commiato. 

V.S.

Piergiorgio Odifreddi - Foto google.com
Cancellare un post non è, di per sè, un grande problema: soprattutto nell'era dell'informatica, quando tutto ciò che si mette in rete viene clonato e continua comunque a esistere e circolare. Non è neppure un grande problema il fatto che una parte della comunità ebraica italiana non condivida le opinioni su Israele espresse non soltanto da José Saramago e Noam Chomsky, al cui insegnamento immodestamente mi ispiro, ma anche e soprattutto dai molti cittadini israeliani democratici che non approvano la politica del loro governo, ai quali vanno la mia ammirazione e la mia solidarietà. 


Il problema, piccolo e puramente individuale, è che se continuassi a tenere il blog, d'ora in poi dovrei ogni volta domandarmi se ciò che penso, e dunque scrivo, può non essere gradito a coloro che lo leggono: qualunque lingua, viva o morta, essi usino per protestare. Dovrei, cioè, diventare "passivamente responsabile", per evitare di non procurare guai. Ma poiché per natura io mi sento "attivamente irresponsabile", nel senso in cui Richard Feynman dichiarava di sentirsi in Il piacere di trovare le cose, preferisco fermarmi qui. 

Tenere questo blog è stata una bella esperienza, di pensiero e di vita, e ringrazio non solo coloro che l'hanno ospitato e difeso, ma anche e soprattutto coloro che vi hanno partecipato. La vita, con o senza senso, continua. Ma ci sono momenti in cui, candidamente, bisogna ritirarsi a coltivare il proprio giardino.


Di seguito il post di Odifreddi censurato: 


Dieci volte peggio dei nazisti 

Uno dei crimini più efferati dell'occupazione nazista in Italia fu la strage delle Fosse Ardeatine. Il 24 maggio 1944 i tedeschi "giustiziarono", secondo il loro rudimentale concetto di giustizia, 335 italiani in rappresaglia per l'attentato di via Rasella compiuto dalla resistenza partigiana il 23 maggio, nel quale avevano perso la vita 32 militari delle truppe di occupazione. A istituire la versione moderna della "legge del taglione", che sostituiva la proporzione uno a uno del motto "occhio per occhio, dente per dente" con una proporzione di dieci a uno, fu Hitler in persona. 

Il feldmaresciallo Albert Kesselring trasmise l'ordine a Herbert Kappler, l'ufficiale delle SS che si era già messo in luce l'anno prima, nell'ottobre del 1943, con il rastrellamento del ghetto di Roma. E quest'ultimo lo eseguì con un eccesso di zelo, aggiungendo di sua sponte 15 vittime al numero di 320 stabilito dal Fuehrer. 

Dopo la guerra Kesselring fu condannato a morte per l'eccidio, ma la pena fu commutata in ergastolo e scontata fino al 1952, quando il detenuto fu scarcerato per "motivi di salute" (tra virgolette, perché sopravvisse altri otto anni). Anche Kappler e il suo aiutante Erich Priebke furono condannati all'ergastolo. Il primo riuscì a evadere nel 1977, e morì pochi mesi dopo in Germania. Il secondo, catturato ed estradato solo nel 1995 in Argentina, è tuttora detenuto in semilibertà a Roma, nonostante sia ormai quasi centenario. 

In questi giorni si sta compiendo in Israele l'ennesima replica della logica nazista delle Fosse Ardeatine. Con la scusa di contrastare gli "atti terroristici" della resistenza palestinese contro gli occupanti israeliani, il governo Netanyahu sta bombardando la striscia di Gaza e si appresta a invaderla con decine di migliaia di truppe. 

Il che d'altronde aveva già minacciato e deciso di fare a freddo, per punire l'Autorità Nazionale Palestinese di un crimine terribile: aver chiesto alle Nazioni Unite di esservi ammessa come membro osservatore! Cosa succederà durante l'invasione, è facilmente prevedibile. Durante l'operazione Piombo Fuso di fine 2008 e inizio 2009, infatti, compiuta con le stesse scuse e gli stessi fini, sono stati uccisi almeno 1400 palestinesi, secondo il rapporto delle Nazioni Unite, a fronte dei 15 morti israeliani provocati in otto anni (!) dai razzi di Hamas. Un rapporto di circa 241 cento a uno, dunque: dieci volte superiore a quello della strage delle Fosse Ardeatine. Naturalmente, l'eccidio di quattro anni fa non è che uno dei tanti perpetrati dal governo e dall'esercito di occupazione israeliani nei territori palestinesi. 

Ma a far condannare all'ergastolo Kesserling, Kappler e Priebke ne è bastato uno solo, e molto meno efferato: a quando dunque un tribunale internazionale per processare e condannare anche Netanyahu e i suoi generali? 

Piergiorgio Odifreddi 

mercoledì 21 novembre 2012

Referendum popolari su artt. 8 e 18 censurati dai grandi media


Stamattina era in programm un flash mob davanti alla Rai in Viale Mazzini contro la censura sui referendum lavoro. Parteciperanno i rappresentanti dell’Italia dei Valori (Antonio Di Pietro), Sinistra Ecologia e Libertà (Massimiliano Smeriglio), Rifondazione comunista (Paolo Ferrero), Comunisti Italiani (Manuela Palermi), Verdi (Nando Bonessio), Alba (Massimo Torelli e Sandro Medici), Fiom (Francesca Re David), Lavoro Società Cgil (Nicola Nicolosi), La CGIL che vogliamo (Gianni Rinaldini). Hanno aderito inoltre il giornalista Carmine Fotia, l’on.Vincenzo Vita del Pd e l’on. Beppe Giulietti insieme alle associazioni Articolo 21, Popolo Viola e Move on.contro la censura del servizio pubblico nei confronti dei referendum sul lavoro davanti alla sede della Rai partecipiamo, garantendo una presenza massiccia, rumorosa, fantasiosa e pacifica. 

Par Condicio al lavoro: con questo titolo il Comitato promotore del Referendum per l’abrogazione dell’Articolo 8 della manovra economica dell’agosto 2011 e delle modifiche all’Articolo 18 dello Statuto dei lavoratori ha indetto a Roma un flash-mob davanti alla Rai, in Viale Mazzini 14, per protestare contro la sistematica censura che il servizio pubblico sta operando nei confronti della raccolta delle firme in corso in tutta Italia. I promotori si erano già rivolti al Cda Rai scrivendo: “Ci rivolgiamo a voi per sottolineare la scomparsa dalla radiotelevisione pubblica dell’informazione sulla raccolta di firme per i referendum sul lavoro, promossi da un largo schieramento di forze sociali, sindacali e politiche; in un momento così delicato per la vita del nostro paese, ci appelliamo alla vostra sensibilità democratica, affinché non sia oscurato un tema che sta coinvolgendo in una libera discussione centinaia di migliaia di persone in tutta Italia”. 

I referendum, sottolineano i promotori, rappresentano “un argine alla disaffezione verso la politica, offrono un’occasione di partecipazione a tanti cittadini che altrimenti troverebbero solo la strada della rabbia e della contrapposizione verso le istituzioni; sono uno dei più alti momenti della democrazia, tramite essi gli elettori possono correggere leggi che ritengano sbagliate e dannose e partecipare più compiutamente alla vita democratica del paese, com’è avvenuto con le più recenti consultazioni referendarie”. 
È inaccettabile che la raccolta delle firme sia messa seriamente a rischio da una sistematica censura. La manifestazione è un gesto di rottura del muro di silenzio al quale ci auguriamo gli operatori dell’informazione non restino insensibili.

21.11.2012
V.S.

Medio Oriente continua il caos: stamane attentato senza vittime in Israele condannato dai Presidenti di Italia e Francia

Il presidente della Repubblica italiana Giorgio Napolitano e il presidente della Repubblica francese, da Parigi in conferenza stampa congiunta per fare il punto dell'incontro intercorso, dichiarono tra l'altro di essere vicini ad Israele, che ha subito un'attentato (http://www.corriere.it/gallery/esteri/11-2012/israele/telaviv-bus/tel-aviv-tornano-attentati-bomba-un-autobus_614857a6-33cd-11e2-a480-b74fe153b15c.shtml#1) stamane con circa dieci feriti, e di essere preoccupati per la situazione in Medio Oriente. Il presidente Napolitano ha anche detto di essere vicino alle vittime civili di entrambi gli schieramenti e che auspica la fine degli scontri.

In tanto dopo la riflessione sulla propaganda che Hamas farebbe postando in rete fotografie relative al conflitto siriano o scontri di anni addietro sempre a Gaza per pilotare l'informazione europea e statunitense, su facebook.com è possibile intercettare video interessanti, che possono aiutarci a continuare a coltivare il dubbio, le immagini che ci mostrano e le notizie che ci raccontano in realtà potrebbero essere non fedeli ai fatti accaduti. Pertanto, anche qualora  questi video siano mirati a fare una contro-propaganda, tutto ciò ci aiuta a capire che occorre verificare e non vedere a occhi chiusi: https://www.facebook.com/photo.php?v=10151248471687141. In questo video è possibile vedere delle immagini, commentate in inglese e sottotitolate in ebraico, nelle quali uomini di Hamas maltrattano uomini e donne palestinesi, facendo pensare al trattamento che i talebani riservavano agli uomini e alle donne afghane

Non accontentiamoci di vedere e ascoltare acriticamente quello che i media ci propongono, impegniamoci a sviluppare una visione critica per amore della verità dei fatti.

21.11.2012
Vito Stano

martedì 20 novembre 2012

Bombe su Gaza e propaganda di Hamas sul web - Dove la verità?



Dalla ricerca su google.com questa foto risulta postata su fb il 16 ottobre,
cioè circa un mese fa ed è relativa al conflitto siriano.
Ad una settimana dall'inizio dell'offensiva nel cielo di Gaza le vittime dei bombardamenti dell'aviazione israeliana si stimano attorno al centinaio. Intanto l'indignazione monta sul web e in particolare sui social network: su facebook.com è possibile vedere e condividere foto che ritraggono lo scempio dei bombardamenti: bambini orrendamente mutilati, donne uccise e distruzione, tanta distruzione. Ma sul popolare social network è anche possibile prendere cantonate pazzesche: il video linkato qui (http://www.youtube.com/watch?v=G0qJ-d1uS4w) è educativo in tal senso; la voce narrante spiega come i combattenti di Hamas (o chi per loro) immettano nel web foto non afferenti ai bombardamenti che si stanno consumando in queste ore, con finalità che si possono ipotizzare: distorcere la reale dimensione e crudezza dei fatti, di per sè gravissimi.

Qualche strumento tecnico può sicuramente aiutare a capire meglio. A questo proposito con alcune semplici mosse è possibile verificare se la foto condivisa su fb è o non è autentica (e che nel frattempo magari è stata commentata innumerevoli volte da ignari internauti): copiate la foto sul pc e immettetela in google.com, la pagina a cui vi condurrà il sistema sarà presumibilmente quella che l'ha messa in rete o magari un sito che l'ha rilanciata, pertanto è utile scorrere non solo una pagina in modo tale da risalire all'origine e poter effettivamente verificare l'autenticità dell'immagine

Nel video sopra linkato è possibile vedere come sono state spacciate foto risalenti ai conflitti in Bosnia o alla guerra che sta dilaniando la Siria, pertanto al netto dell'orrore che lo Stato di Israele sta realizzando bombardando sulle teste dei palestinesi di Gaza, è bene non aggiungere menzogne su menzogne e, con un piccolo impegno, è bene fare qualche verifica, perché quello che vediamo e leggiamo sui social network, a volte spacciandosi per notizie giornalistiche, molte, troppo volte non hanno alle spalle redazioni giornalistiche, ma organizzazioni che mirano a fare propaganda. 

http://fakewarclaims.com/2012/11/18/fake-israeli-soldier-stepping-on-palestinian-girl/

Per non farsi abbindolare da nessuno (al netto delle ideologie) occorre verificare quello che capita sotto gli occhi, per evitare, è bene ripeterlo, di aggiungere all'orrore anche le menzogne. 

20.11.2012
Vito Stano 

giovedì 15 novembre 2012

Bracconaggio in Puglia: forestali all’opera per bloccare il fenomeno


Gli uomini del comando stazione del Corpo Forestale dello Stato di Gallipoli (Le), nel corso di un servizio finalizzato al rispetto della normativa sull'attività venatoria eseguito nei giorni scorsi, hanno sorpreso nelle zone di caccia di Collepasso, località Manimuzzi, due cacciatori  residenti nel comune di Cutrofiano (Le) intenti a cacciare specie migratorie di avifauna protetta.
I suddetti,  residenti a Cutrofiano, sono stati deferiti in stato di libertà all'Autorità Giudiziaria di Lecce per i successivi provvedimenti di legge.

Agli  stessi sono stati sequestrati i fucili da caccia utilizzati, le cartucce e la selvaggina abbattuta (frosoni). Inoltre, nella stessa mattinata, ad altri cacciatori in attività nelle vicinanze sono state comminate sanzioni amministrative per caccia vagante negli uliveti.

Sempre nei giorni scorsi, in località La Murta, agro del comune di Surano (Le), i forestali del comando stazione di Tricase hanno invece sequestrato un fucile, con relative cartucce, ed un richiamo elettromagnetico, posseduti da un cacciatore proveniente dalla provincia di Pesaro, perché lo stesso esercitava attività di caccia con ausilio di richiamo elettromagnetico funzionante riproducente il verso della fauna selvatica.

15.11.2012
(fonte Corpo Forestale dello Stato - Regione Puglia)

martedì 6 novembre 2012

Libera Cassano prosegue le attività per il secondo anno - Disponibile il giornalino del presidio


Tra proprietà acquistate e somme di denaro ereditate, tra famiglia e partito, tra reato ed etica il Paese sembra sempre più sprofondare nel baratro e ciò che è peggio è che la fine sembra lontana. Ma tornando con i piedi per terra, siamo lieti che nella nostra realtà locale le attività del gruppo che costituisce l'anima di Libera Cassano proseguano spedite per il secondo anno. 

Si può fare! è il nome del foglio con il quale nelle scuole e nelle pubbliche attività, commerciali e non, si veicolano i temi cruciali della lotta alla mafia, che, come il fondatore di Libera don Ciotti insegna, dobbiamo sradicare alla radice, partendo proprio dalle azioni quotidiane, perché la mafia è anzitutto cultura e come tale va combattuta e vinta. 

Nell'ultimo numero si parla di Genuino e schietto giornalismo homemade: la storia e il coraggio di Pino Maniaci, storico fondatore della piccola tv antimafia Telejato; leggeremo cosa pensa la sindaco di Cassano delle Murge Maria Pia Di Medio intervistata sul tema appunto dell'educazione.

E poi ancora Quando una mano lava l’altra: cronaca di una spiacevole avventura avente come protagonista Nicole Minetti. Dalla cronaca alla storia con Gocce nell’oceano: la storia a fumetti incentrata questo mese sulla figura di Don Pino Puglisi, parroco siciliano assassinato dalla mafia.

Ma la cronaca di queste ultime settimane è troppo ghiotta per lasciarla a sè, potremo leggere  di Lombardia di Formigoni in un mare di guai: chi l’ha detto che la mafia esiste sono al sud Italia? Le ultime vicende di cronaca dimostrano il contrario. E da Milano a Reggio Calabria la strada sembra essersi abbreviata: Reggio Calabria, mafia chiusa per restauri, per la prima volta viene sciolto un capoluogo di provincia per infiltrazione mafiosa.

Con Il dossier di Libera sui reati potremo leggere come i clan mafiosi si spartiscono la grande torta romana e in generale l'intera regione Lazio, che ospita sul proprio territorio 46 clan mafiosi. Ma il foglio non si esaurisce prima dei consigli de La redazione consiglia: “Le regole raccontate ai bambini” libro di Gherardo Colombo e “Là-bas” film di Guido Lombardi.

È possibile leggere il giornalino in forma cartacea presso alcune attività commerciali del nostro paese oppure in forma digitale all'indirizzo http://issuu.com/liberacassano/docs/numero_2_anno_2 .

(fonte presidio Gaetano  Marchitelli - Libera Cassano delle Murge)

mercoledì 31 ottobre 2012

Omicidio Panunzio, il coordinamento di Libera Foggia ne ricorda la storia


6 novembre 1992: viene ucciso a Foggia Giovanni Panunzio, imprenditore edile che non si volle piegare al ricatto delle estorsioni. Un rifiuto che da solo sarebbe bastato a scatenare una reazione violenta della criminalità organizzata. Ma Panunzio fece di più: denunciò, scrisse un memoriale e consegnò tutto alla magistratura. È stato ucciso per strada, mentre in Consiglio comunale si discuteva il nuovo piano regolatore.

6 novembre 2012: sono passati vent’anni da quella brutta storia. Cos’è cambiato? Quali interessi si nascondono dietro il mondo dell’edilizia e come incide il racket delle estorsioni sull’economia locale?

Questi sono alcuni dei temi che saranno affrontati martedì 6 Novembre alle ore 9,30 presso l’Aula Magna del Dipartimento di Giurisprudenza di Foggia, nell’incontro organizzato dal Coordinamento provinciale di Foggia di Libera – Associazioni, Nomi e Numeri contro le Mafie, in collaborazione con l’Università degli Studi di Foggia, la Rete della Conoscenza Puglia e il sindacato studentesco Link Foggia.

Si partirà dalla testimonianza di Michele Panunzio, figlio di Giovanni, per tracciare poi risposte e prospettive concrete d’impegno nella città. Interverranno per l’occasione: Daniela Marcone, coordinatrice di Libera Foggia; Franco Arcuri, assessore alla Sicurezza del Comune di Foggia; Michele Emiliano, sindaco di Bari, nonché magistrato che seguì le indagini all’epoca dell’omicidio, e Tano Grasso, presidente onorario della Federazione delle associazioni antiracket e antiusura italiane.

Durante la manifestazione saranno consegnati i premi di laurea sul tema dell’usura della Fondazione Buon Samaritano. La giornata proseguirà nel pomeriggio, alle ore 18.30 a Lucera, dove sarà inaugurato il Presidio cittadino di Libera, intitolato a Giovanni Panunzio presso il Teatro della Parrocchia di Santa Maria delle Grazie, zona 167.

(fonte Libera – Associazioni, nomi e numeri contro le mafie
Coordinamento Provinciale di  Foggia)