mercoledì 4 settembre 2013

Magistratura Democratica al fianco di Libera contro la criminalità in Puglia

I magistrati baresi, nel rispetto della sobrietà che contraddistingue l’esercizio delle funzioni giurisdizionali, daranno sicuramente il loro contributo alle iniziative promosse da Libera per fronteggiare la recrudescenza criminale degli ultimi mesi. I fatti di sangue, nella città di Bari, in provincia, nella provincia di Foggia, sono gravi ed impongono la mobilitazione di tutte le parti sane della società. Impongono, ancora prima, alcune riflessioni.

I fenomeni criminali non si possono combattere solo con le forze dell’ordine e la necessaria forza repressiva dello Stato, inevitabilmente, interviene quando la convivenza civile è già incrinata. Si deve, dunque, andare alle origini dell’affermazione della criminalità organizzata. La sua forza militare ed economica poggia sulla debolezza delle istituzioni pubbliche e del tessuto sociale ed economico. Tanti sono gli esempio emersi nella cronaca agostana.

Il lavoro, nelle campagne e nei cantieri, passa assai spesso dai caporali, che inquadrano cittadini italiani e stranieri come nuovi schiavi, li sfruttano, alterano la concorrenza fra imprenditori, sbaragliano le regole del mercato del lavoro, inducendo i più furbi a vivere dei sussidi per la disoccupazione in agricoltura ed i più disperati a morire di fatica. Se i cittadini non trovano, nel luogo di lavoro, l’ambiente per conoscere e fare valere i  loro diritti, difficilmente potranno diventare, nella vita quotidiana, massa critica conto le pratiche mafiose.

I dati della dispersione scolastica sono in aumento. I tagli alle spese pubbliche penalizzano gli interventi sociali, riducono il numero delle scuole e rendono costosi i trasferimenti dal paese in cui si vive al paese in cui si deve frequentare la scuola. Quanti di questi fattori incidono sulla scelta dei genitori di non “portare” i figli a scuola? L’ordinamento scolastico consente, con l’utilizzo dell’arma disciplinare della sospensioni ripetute e per molti giorni, ai dirigenti scolastici, in concorrenza fra loro per accaparrarsi il maggiore numero di iscritti, di allontanare dal percorso scolastico gli alunni più difficili, le cui intemperanze fanno cattiva pubblicità alla scuola che frequentano. Se proprio la scuola, che dovrebbe includere nella società italiana soprattutto i ragazzi che “da soli” non ce la fanno, diventa il luogo dove si impara la segregazione, difficilmente i giovani cittadini si sentiranno parte di una collettività sana e forte, presupposto indefettibile per reagire alle prepotenze dei potentati criminali.

Le restrizioni all’accesso al credito spingono famiglie ed imprenditori nelle braccia degli usurai. La diffusione dei locali adibiti all’acquisto di “oro” è l’evidente sintomo del disagio di chi rinuncia ai “tesori” di famiglia per tirare avanti. Se i circuiti dell’economia legale diventano così difficili, difficilmente i nostri imprenditori resisteranno alle tentazioni dell’economia criminale.

Insomma, i temi di discussione sono tanti e nessuno si può dire indifferente alla lotta alla criminalità, che, se diventa solo tema di ordine pubblico, è lotta persa in partenza. 

Giovanni Zaccaro 

segretario Magistratura Democratica Bari

Rifiuti abbandonati: l'ente precisa le necessità di una corretta gestione

Le polemiche dei giorni scorsi sulla questione rifiuti abbandonati nell'area Parco, hanno convinto il presidente Veronico a stendere una nota di chiarimento, pubblicata nella mattinata sul sito dell'ente. Di seguito la nota integrale.


In merito alla questione dell’abbandono dei rifiuti nelle strade Provinciali che attraversano il Parco nazionale dell’Alta Murgia, è stata inviata nei giorni scorsi ai Presidenti delle Province di Bari e di Barletta-Andria-Trani una nota dell’Ente che, richiamando lo spirito di collaborazione che anima i rapporti tra il Parco Nazionale dell’Alta Murgia e gli Enti facenti parte della Comunità del Parco, segnala la necessità di procedere con urgenza alla rimozione e alla bonifica dei rifiuti presenti lungo le strade provinciali, come di competenza degli Enti destinatari della missiva.

Le criticità più evidenti si registrano sulla S.P. 238, oggetto di numerose segnalazioni relative alla presenza di rifiuti ingombranti e speciali non pericolosi e, in alcuni siti, di lastre di eternit; situazioni analoghe sono state riscontrate su altre arterie stradali provinciali.


Nella medesima comunicazione è stato rimarcato il ruolo essenziale della corretta gestione dei rifiuti per il conseguimento della Carta Europea del Turismo Sostenibile cui il Parco Nazionale dell’Alta Murgia è candidato.

(fonte Parco Nazionale dell'Alta Murgia)

Provincia Bari: sequestrate 2 tonellate di derrate alimentari dalla Forestale

Ancora controlli in tutta la regione nel settore agroalimentare a tutela della salute dei consumatori e del made in Italy. Gli uomini del Nucleo Operativo di Controllo Tutela Regolamenti Comunitari del Corpo forestale dello Stato di Bari, durante un servizio volto al controllo mirato alla salvaguardia del made in Italy e della tutela del consumatore, hanno accertato la presenza di circa 2 tonnellate di derrate alimentari riposte alla rinfusa all’interno di contenitori inidonei per la conservazione degli alimenti, impolverati e privi di qualsiasi etichettatura; prosciutti con la data di scadenza superata, nonché porzioni di grana padano da 1 kg circa confezionate senza le dovute autorizzazioni del consorzio del grana padano. Il tutto è stato sottoposto a sequestro amministrativo.  

Sul posto è intervenuto anche il personale dell’Asl, Dipartimento di Prevenzione Sian di Bari, il quale, dopo aver constatato la violazione della normativa igienico-sanitaria di settore, ha provveduto  a sospendere l’esercizio dell’attività. Continua l’incessante verifica della corretta etichettatura e tracciabilità dei prodotti agroalimentari. Non si fermano i controlli da parte del Corpo forestale dello Stato nel settore agro-alimentare per la tutela della salute pubblica.

(fonte Corpo Forestale dello Stato - Regione Puglia)

Bostwana rapporto svela progetti di sfratto dei Boscimani dalle loro terre

Il rapporto spiega come sfrattare i Boscimani che resistono al 
trasferimento da Ranyane, ad esempio sigillando il loro pozzo. 
© Survival International 
Survival International è entrata in possesso di un progetto dettagliato per il trasferimento forzato dei Boscimani di Ranyane. Il piano è stato elaborato dall’autorità locale a dispetto di una recente sentenza della Corte Suprema che ne vieta lo sfratto. Di fronte alla minaccia di sfratto, tempo fa la comunità di Ranyane aveva fatto appello al tribunale con l’aiuto dell’avvocato britannico Gordon Bennett. La sentenza della Corte è arrivata nel giugno scorso, e ha fermato i tentativi del governo di sfrattare i Boscimani dalle loro terre e di distruggerne le abitazioni.

Nonostante gli ordini del tribale e le rassicurazioni del governo centrale, il nuovo rapporto – intitolato 'Ranyane trasferimento fase II' – ha svelato e ha descritto i piani elaborati dal Consiglio distrettuale di Ghanzi per il trasferimento dei Boscimani il 12 agosto 2013 a un costo di quasi 900.000 dollari USA, e lo sfratto di 'coloro che resistono'. Tra le modalità di sfratto descritte ci sono la sospensione delle razioni di cibo basilari, delle pensioni e dei servizi sanitari; il taglio dei rifornimenti idrici e la distruzione delle strutture sanitarie.
Gli attuali progetti di sfratto dei Boscimani di Ranyane presentano sorprendenti somiglianze con gli sfratti brutali dei Boscimani dalla Central Kalahari Game Reserve avvenuti tra il 1997 e il 2002, quando a centinaia furono costretti con la forza a lasciare la loro terra ancestrale e il loro pozzo dell’acqua fu sigillato. Gli sfratti furono in seguito giudicati 'illegali e incostituzionali' dalla Corte Suprema del Botswana con una sentenza storica emessa nel 2006.
Come in questo caso, a rappresentare i Boscimani era stato anche allora l’avvocato Gordon Bennett, a cui, dopo la sentenza di Ranyane, le autorità del Botswana hanno scandalosamente impedito di rientrare nel paese per assistere le comunità boscimani della Central Kalahari Game Reserve ad un nuovo processo.
Il governo centrale si è dissociato dai progetti elaborati dal Consiglio di Ghanzi e ha dichiarato che «… in nessun caso, il Consiglio o chiunque altro dovranno essere coinvolti in qualsiasi atto che possa ragionevolmente essere ritenuto come un tentativo di trasferire forzatamente quei residenti che vogliono rimanere».
«Con un apparente dietrofront» ha commentato oggi Stephen Corry, Direttore Generale di Survival International, «il governo centrale ha affermato che i residenti di Ranyane non devono essere sfrattati con la forza. Il mondo resterà quindi a guardare per garantire che mantenga la parola. Se i funzionari locali ignorano ostinatamente le sentenze della Corte Suprema, i cittadini del Botswana dovrebbero chiedersi cosa significhino democrazia, legge e ordine nel loro paese… Quand’è che il regime del Botswana porrà fine a questa implacabile e crudele persecuzione? La giustizia è ancora troppo lontana».

Note agli editori:

(Survival International)

martedì 3 settembre 2013

Il Museo della Fotografia di Bari organizza un workshop per persone sorde

L'esperienza proficua del Museo della Fotografia del Politecnico di Bari ha portato a immaginare un workshop di fotografia di base dedicato a persone sorde. L'iniziativa, per l'anno accademico 2013-2014, è stata resa possibile dal contributo di Banca CARIME per la Cultura e per il Sociale. La cura del workshop è affidata a Francesca De Santis.

Per partecipare al workshop è necessario candidarsi,  poiché i posti sono limitati. Tra coloro che presenteranno domanda ne saranno individuati quindici.  

Il Progetto si svolgerà con il patrocinio e la collaborazione dell’Ente Nazionale Sordi, Sezione Provinciale di Bari. Attraverso la fotografia i partecipanti potranno prendere dimestichezza con il mezzo fotografico grazie all’attenzione che sarà posta alla spiegazione, tanto delle regolazioni fondamentali dello strumento, quanto delle tecniche base finalizzate a un controllo consapevole dell’immagine come risultato delle esigenze comunicative ed espressive sia del singolo, sia della collettività. Di seguito le modalità per candidarsi. 

Regolamento

1. Modalità di partecipazione.
Potranno presentare domanda tutte le persone sorde che potranno comprovare la loro patologia e che siano altresì in grado di comprendere la lingua dei segni (LIS).

Le domande di ammissione al corso, da redigersi su apposito modulo allegato al bando (Allegato1), vanno inviate al Museo della Fotografia del Politecnico di Bari, via Amendola n° 126/B o via emai all’indirizzo: info@museofotografia.it e dovranno pervenire entro le ore 12,00 del 15 settembre c.a. Le stesse dovranno riportare  i dati anagrafici del partecipante, il domicilio, telefono, indirizzo email, il titolo di studio posseduto, eventuali esperienze pregresse nell’ambito della fotografia, della grafica o dell’arte in generale, le motivazioni al corso e il tipo di fotocamera posseduta.

2. Requisiti.
Si richiede la conoscenza della Lingua dei Segni (LIS) e il possesso o la disponibilità di una macchina fotografica.

3. Accettazione del regolamento.
La partecipazione a questa iniziativa è libera ed è completamente gratuita.

La richiesta di partecipazione comporta , per i candidati, l’accettazione incondizionata e totale delle regole e delle clausole contenute nel presente Regolamento senza limitazione alcuna.

Qualora le domande pervenute fossero superiori alla disponibilità dei posti previsti dal presente bando, la selezione sarà effettuata sulla base dei requisiti descritti da ciascun candidato, all’atto di presentazione della domanda, e potrà altresì essere richiesto al candidato un incontro teso ad evidenziare le competenze e/o le motivazioni della propria candidatura.

I dati personali inviati saranno utilizzati esclusivamente ai fini del corso di fotografia e la partecipazione allo stesso presuppone l’autorizzazione al loro trattamento, ai sensi dell’articolo 13 del Decreto Legislativo n.196 del 2003 , Codice in Materia di Protezione dei Dati Personali.

4. Svolgimento del corso.

Il corso avrà inizio nella seconda metà di ottobre e si svolgerà di sabato mattina, presso il Politecnico di Bari Via Amendola n.°126/B . Lo stesso prevede 7 lezioni teoriche, di 2 ore ciascuna, un’uscita sul campo e la revisione delle immagini prodotte.

03.09.2013
V.S. 

Degrado e spreco in area SIC Murgia dei Trulli. La denuncia del WWF

Molte volte ci siamo occupati di degrado e vandalismo, in particolare abbiamo riempito molte volte lo spazio su questo blog e ancor prima su altre pubblicazioni per richiamare l'attenzione sulla Foresta Mercadante. 

Ovviamente il nostro interesse non è particolare e miope, anzi. Pertanto riteniamo opportuno dare spazio alla denuncia che il WWF di Conversano e Monopoli hanno fatto relativa al degrado delle strutture realizzate in area SIC IT9120002 ‘Murgia dei Trulli’ con fondi PO/FESR 2007/2013 – Asse 4 – Linea di intervento 4.4 – azione 4.4.3.

Gli ambientalisti denunciano «lo stato di abbandono delle strutture realizzate appena un anno fa nell’ambito dei lavori di realizzazione di cartellonistica, bacheche informative, sentieri panoramici e aree di sosta del SIC 'Murgia dei Trulli' (fondi PO/FESR 2007/2013 – Asse 4 – Linea di intervento 4.4 – azione 4.4.3), su committenza del Comune di Monopoli (in qualità di Ente capifila) e dei Comuni di Alberobello, Fasano, Castellana Grotte e Locorotondo, per un ammontare complessivo di 413.347,16 euro».

Le associazioni, del resto, insistono sull'inutilità di alcune opere, in particolare alcune aree di sosta, «che – denunciano – non saranno mai utilizzate dai turisti trovandosi in aree inaccessibili a mezzi ciclabili o ai pedoni». Invece «una parte dei fondi utilizzati – si legge nella nota – avrebbero dovuto essere spesi per opere concrete di conservazione dei biotopi e delle biocenosi del sito, al momento attuale le suddette opere versano in uno stato di completo abbandono».

A parte la cattiva gestione della spesa, il WWF di Conversano e quello di Monopoli invitano a riflettere sulla mancanza di testi nelle apposite bacheche ad un anno dall'impianto delle strutture informative. Intanto le principali emergenze del SIC restano ad oggi irrisolte, come ad esempio la presenza di grosse e pericolose discariche di rifiuti di ogni genere (come quella di località ‘Gravina della pergola’ in territorio del Comune di Monopoli, denunciata più di tre anni fa).

«Riteniamo  concludono gli ambientalisti – che in un Sito di Importanza Comunitaria, più che ad opere di facciata e di rappresentanza quali chilometri di staccionate, casette in legno che sono destinate al degrado e all’abbandono dopo soli pochi mesi dalla realizzazione, si dovrebbe maggiormente puntare alla tutela e conservazione degli habitat e delle biocenosi in essi presenti, rispettando quanto enunciato dal Piano di gestione del SIC, approvato con Deliberazione della Giunta Regionale n. 1615 del 8 settembre 2009, con riferimento alle azioni di conservazione e gestione previste nel capitolo 9 (Strategie di gestione)/paragrafo 9.6 (azioni di gestione)».

03.09.2013
Vito Stano

Acquaviva delle Fonti, sorpreso a spacciare eroina. Arrestato 42enne

I Carabinieri della Stazione di Acquaviva delle Fonti hanno arrestato il 42enne Mario Servedio con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. 

L’uomo è stato sorpreso e bloccato lungo la sp. 76 a bordo della sua autovettura mentre cedeva 3 dosi di eroina e altrettante di cocaina a cinque “clienti” segnalati alla competente Autorità quale consumatori di sostanze stupefacenti. 

La successiva perquisizione personale e veicolare ha consentito di rinvenire nella disponibilità del 42enne ulteriori 2 dosi di eroina sottoposti a sequestro unitamente a 135 euro in contanti. Tratto in arresto l’uomo, su disposizione della Procura della Repubblica di Bari, è stato collocato ai domiciliari.

(fonte Carabinieri)

Deiezioni canine stop. Installati i contenitori in piazze e strade del paese

«Un ambiente sano è la sfida che abbiamo lanciato a partire dal nuovo servizi di raccolta dei rifiuti porta a porta e con la differenziata». Così l'assessore alla Tutela dell'ambiente Carmelo Briano ha accolto l'installazione dei contenitori in cui dovranno essere raccolte le deiezioni canine.

Il nuovo servizio di raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani ha sancito la scomparsa dei cassonetti dalle strade e dalle piazze della cittadina murgiana. Ma ci sono dei rifiuti, come le deiezioni canine, per cui c'è bisogno di depositarle al più presto. Quindi per ragioni di igiene e salubrità pubblica, l'amministrazione comunale ha deciso e provveduto a installare dei contenitori per gettare i sacchetti 'salva cacca'.

Dall'ufficio stampa del Comune fanno sapere che i contenitori sono stati collocati in piazza Garibaldi (al centro del passaggio pedonale della parte dei giardini verso via Vittorio Veneto, lato supermercato); via Marconi; piazza Rossani (vicinanze banca); piazza Dante (lato fontana); via cap. Galietti (zona Sacro Cuore presso parcheggio); via Convento  (presso scuola elementare); piazzale Tampoia (vicinanze contenitore per indumenti); via Laudati (vicinanze ufficio postale); via padre Centrullo (vicinanze liceo); piazza Merloni (ubicato su via Fatiguso). 

Qualora non avessero possibilità di depositare le deiezioni all'interno dei nuovi contenitori, i possessori di cani possono utilizzare i cestini stradali ubicati sul territorio o rivolgersi al centro di raccolta comunale di via Calabria nella zona industriale, sede della Murgia Servizi Ecologici. Inoltre «i proprietari, detentori o conduttori di cani – si legge nella nota comunale  hanno l'obbligo di munire i propri  animali di microchip identificativo; di accompagnarli al guinzaglio e con museruola; di essere muniti di apposita paletta o sacchetto o altro idoneo strumento per una igienica raccolta o rimozione delle deiezioni canine dal suolo pubblico; di raccogliere le stesse deiezioni dal suolo pubblico, in modo da mantenere e preservare lo stato di igiene e decoro cittadino e di depositarle, introdotte in idonei involucri o sacchetti chiusi, negli appositi contenitori collocati nelle strade previste. I trasgressori saranno sanzionati».

Ovviamente le norme in oggetto non si applicano agli animali guida dei non vedenti o accompagnatori di portatori di handicap.

03.09.2013
Vito Stano

lunedì 2 settembre 2013

Squalo capopiatto preda casuale a Monopoli. Il WWF stigmatizza l’episodio

Squalo capopiatto - Foto google.com
Mercoledì 28 agosto a Monopoli un peschereccio della marineria cittadina ha portato a casa una preda d’eccezione, un grosso squalo lungo sei metri e pesante tre quintali, inizialmente identificato dalla stampa come Squalo elefante o Cetorino (Cetorhinus maximus). L’evento ha creato un grande clamore mediatico in città: i pescatori, euforici ed orgogliosi per la pesca eccezionale, sono stati accolti in porto come ‘vincitori’ da un vasto pubblico acclamante e incuriosito che affollava la banchina per assistere alle operazioni di trasferimento a terra del grosso pesce. Le cronache raccontano che l’esemplare sia rimasto impigliato tra le reti utilizzate per la pesca a strascico e che quando è stato issato a bordo era ancora vivo e si ‘muoveva con una forza mostruosa’, come ha dichiarato l’armatore del peschereccio.

Non sappiamo se le operazioni di riconoscimento dello squalo siano state eseguite da parte delle autorità competenti, ma se fosse stata confermata l’iniziale identificazione come ‘Squalo elefante’ i pescatori avrebbero corso il rischio di manipolare l’esemplare di una specie protetta dalla legge e quindi di svolgere operazioni illegali di pesca e perseguibili anche penalmente. Lo Squalo elefante, infatti, è una delle specie di squalo più rare e minacciate al mondo, ed è protetto dal CITES (App. II – All.B), dalla Convenzione di Berna (App. II) e dalla Convenzione di Barcellona (All. 2). Questo vuol dire che la specie non può essere oggetto ne di pesca ne di commercializzazione e, in caso di catture accidentali (come pare sia il caso di Monopoli), i pescatori hanno l’obbligo di adoperarsi per salvare l’animale invece che di issarlo a bordo e ucciderlo. Nel caso poi l’animale venga issato a bordo già morto, c’è l’obbligo di darne immediata comunicazione agli organi preposti. Buon per loro che si trattasse di uno Squalo capopiatto (Hexanchus griseus), specie che purtroppo non gode delle protezioni riservate allo Squalo elefante, ma che risulta pur sempre in via di estinzione, come tutti gli squali. 

Gli squali sono animali che discendono da antenati preistorici, più dei dinosauri e i fossili più antichi risalgono a oltre 400 milioni di anni fa. Il loro ruolo negli ecosistemi marini è fondamentale e insostituibile: essendo infatti dei predatori al vertice delle catene alimentari, mantengono gli equilibri ecosistemici, eliminando gli individui deboli o malati e garantendo la salute delle popolazioni delle loro prede. Numerose sono ad oggi le problematiche di conservazione che riguardano questi importantissimi predatori, tanto che, come già detto, risultano in forte declino in tutto il mondo, decimati dalla pesca industriale o perché considerati inutili e dannosi o ancora per via di superstizioni stupide e infondate (carni afrodisiache ecc.); devono inoltre affrontare numerose altre problematiche legate alla distruzione degli habitat, all’inquinamento (compreso quello acustico), alla riduzione numerica delle prede ecc.

Tornando all’episodio sopradescritto, probabilmente i protagonisti del teatrino mediatico non erano coscienti né di potersi trovare potenzialmente di fronte a una specie protetta, né dei ruoli e dello status di conservazione che riguarda tutte le specie di squalo. Niente paura, il caso ha voluto che i nostri pescatori possano stare tranquilli, almeno per questa volta, ma la folla autrice delle inspiegabili quanto inopportune acclamazioni nello scenario del porto dovrebbe meditare su quanto accaduto e prendere coscienza della gravità dell’episodio. Si sappia che la cosa più corretta da fare in simili casi è quella di impegnarsi per salvare l’animale, così come si dovrebbe fare per le tartarughe marine e altre specie protette, e non certamente acclamare la sua morte, perché salvare uno squalo equivale a contribuire alla salvaguardia delle popolazioni ittiche che sostengono l’economia di una città marinara e contribuiscono in maniera significativa alla tutela dell’ambiente. Per questo stigmatizziamo quanto successo, augurandoci che ci siano controlli più stringenti da parte delle autorità competenti.


(fonte WWF Monopoli - Conversano)

10 artisti x 10 mesi: il progetto prosegue con Abreazione di Claudia Venuto

Nell’ambito del progetto culturale 10x10, dieci artisti per dieci mesi, riformulato in seconda edizione da Amalia Di Lanno, si inaugura il 13 settembre alle ore 20,00 nella sala espositiva del Laboratorio Urbano Officine Culturali di Bitonto (Ba) la mostra ABREAZIONE dell’artista tarantina Claudia Venuto.

L'abreazione è un concetto strettamente connesso al modello psicoanalitico e sta ad indicare una forte scarica emotiva, legata all'affiorare a livello conscio di aggregati psichici dolorosi, che il soggetto ha rimosso e confinato in una dimensione inconscia per l'impossibilità di accettarli apertamente. Il rivivere il ricordo dell'esperienza vissuta, permette al soggetto di incanalare e portare alla coscienza i desideri, i pensieri, le pulsioni che erano state rimosse, producendo un effetto catartico mediante la liberazione e la reintegrazione del contenuto psichico che aveva ingenerato il blocco, e consentendo mediante il pianto, la rabbia o il riso liberatorio una ristrutturazione del campo percettivo.

Tramite una visione d’indagine personale Claudia Venuto propone un percorso espositivo che rappresenti un viaggio all'interno della psiche e di quei processi che a partire dal conflitto, conducano al rilascio delle tensioni emotive e alla liberazione della sofferenza psichica, portando poco alla volta, in una continua alternanza di morte e rinascita, scoperta e superamento, alla conoscenza di sé. Come avveniva nella tragedia greca, dove lo spettatore veniva condotto mediante l'identificazione con gli eventi rappresentati sulla scena, a purificarsi da passioni, quali l'amore, l'odio, il desiderio, la vendetta, così le opere, incarnando ciascuna un archetipo, uno stadio di coscienza differente, rappresentano lo specchio in cui ciascuno può vedere riflesso sé stesso, proiettando parti di sé, in quel processo di scambio e identificazione, che spinge a vedere degli altri e della realtà che ci circonda, non ciò che è ma ciò che noi crediamo che sia, in un continuo gioco di rimandi per il quale, alla fine, sempre finiamo col ricercare e inseguire il nostro stesso volto. Ogni opera diventa così spazio per riconoscersi, per comunicare con sé stessi e con gli altri, per aprire finestre sulla varie dimensioni di esistenza. Attraverso varie tappe, scandite da ciascun quadro, il pubblico verrà condotto in un viaggio mentale, dal conflitto fino all'abreazione e alla conseguente catarsi, in un percorso circolare che, dopo un pausa conseguente alla reintegrazione del proprio vissuto, inizia nuovamente, in un incessante movimento di scoperta, trasformazione e rigenerazione.

Il 4 ottobre 2013 alle ore 20,00, in occasione del finissage della mostra ABREAZIONE, Claudia Venuto propone una lettura emotiva e performativa, pittura e poesia… dialogo ad Arte.

ABREAZIONE | Claudia Venuto
a cura di Amalia Di Lanno
dal 13 settembre al 4 ottobre 2013
Inaugurazione 13 settembre 2013, ore 20,00
4 ottobre 2013, ore 20,00: Reading Performance

Orario visita:
dal lunedi al venerdi
9,00 - 21,00

Ingresso: Gratuito

Info e contatti:
Officine Culturali di Bitonto
Largo Gramsci, 7
70032 Bitonto (Ba)
info@officineculturali.it

Media Partner del progetto 10x10: Ilsitodell'arte

Il progetto 10x10 seconda edizione è realizzato nell'ambito del ‘Concorso di idee per la selezione e il finanziamento di nuovi eventi culturali innovativi’ del progetto Officine Culturali - Centro Culturale di Eccellenza, che ha avuto accesso al finanziamento regionale per il ‘Sostegno alla gestione di Spazi Pubblici per la creatività giovanile’.