venerdì 19 luglio 2013

Numero Verde contro i reati sul demanio marittimo: il telefono è muto

Unico esempio in Italia, dopo otto anni di successi il telefono è muto. Senza nessuna spiegazione. È il 18 giugno 2013. La Giunta regionale con la Delibera n. 1154 annuncia l’intenzione di riproporre nell’estate 2013 il Numero Verde per la segnalazione dei reati ambientali sul demanio marittimo. 

La Giunte regionale afferma che «il cospicuo numero di segnalazioni ha dimostrato una fattiva collaborazione della cittadinanza nel prevenire e combattere i reati del mare e quelli ambientali. Il progetto numero verde ha dimostrato, nel corso degli anni, di essere un utile strumento di difesa del territorio, capace di convogliare le forze delle Amministrazioni, delle Forze dell’Ordine e dei cittadini. La continuità del servizio del numero verde costituisce, senza dubbio, un punto di forza per la registrazione sistematica degli illeciti perpetrati ai danni dell’ambiente e per il consequenziale intervento degli Organi di Controllo». Subito dopo sul suo sito ufficiale la Regione Puglia proclama che «anche per il 2013 l'iniziativa di attivazione del Numero Verde, 800-085898, per le segnalazioni di reati del mare e reati ambientali sul demanio marittimo. Il periodo di attività del servizio va orientativamente dal 1 luglio 2013 al 15 settembre 2013. Il servizio è assicurato dalle 9,30 alle 18,30 dal lunedì alla domenica in varie modalità e con la collaborazione di altre forze attive sul territorio».

Fin qui sembrerebbe che vi abbiamo raccontato la storiella che oramai si ripete da otto anni questa parte. Ma ecco la sorpresa: il numero verde non funziona, non è attivo! Era consuetudine avviare l’oramai consolidato servizio il 15 giugno per poi terminarlo il 15 settembre. Ma dopo otto anni di attività continua a difesa della costa pugliese, il Numero Verde quest’anno non è ancora operativo e gli sforzi del WWF per riconfermare questo importante strumento di mediazione virtuosa fra le istituzioni e i cittadini per la difesa del territorio, unico esempio in Italia, si sono purtroppo dimostrati vani.

E giù decine di mail di protesta da parte dei cittadini indignati, la stampa che ci chiama per chiederci cosa stia accadendo, sui social network si scatenano discussioni e intanto in Puglia, crocevia delle ecomafie e dei reati contro l’ambiente, si registrano i sequestri operati dalle Forze dell’Ordine nel Salento riguardanti abusi edilizi e distruzione delle dune costiere…

Dopo tutto questo clamore mediatico, quindi, non possiamo esimerci dall’esprime tutte le nostre perplessità. Cosa rispondere ai cittadini che ci segnalano le violazioni dell’Ordinanza Balneare emanata proprio dalla Regione Puglia nel 2013?

Le migliaia di segnalazioni telefoniche pervenute nel corso dell’estate 2012 al centralino del WWF, di cui oltre 400 girate alle autorità competenti (comuni, Forze dell’Ordine, enti, istituzioni) e seguite dalle verifiche dei volontari e dall’intervento degli organi di polizia giudiziaria, sono soltanto un esempio di quanto, nel corso degli anni, questo servizio abbia riscosso un notevole successo sia sul terreno del coinvolgimento e della sensibilizzazione dei cittadini sia nel rafforzamento degli strumenti di controllo e salvaguardia del territorio. Un patrimonio di conoscenze che ha travalicato i confini regionali, tant’è che ogni anno ci sono arrivate richieste dalle regioni limitrofe.

Che fine hanno fatto i buoni propositi enunciati dalla Giunta regionale nelle conferenze stampa della scorsa estate? Non chiediamo altro che dar seguito a tutte le dichiarazioni pubbliche rese dagli amministratori regionali che, diversamente, saranno derubricate a mere promesse non mantenute. A chi ha la memoria corta ricordiamo che il Numero Verde nacque come uno strumento operativo che aveva lo scopo di creare un tramite tra cittadino e istituzioni, nell’ambito di quella importantissima Legge regionale per la difesa delle coste, che fu voluta dagli stessi operatori economici e alla stesura della quale contribuirono tutte le maggiori associazioni ambientaliste. Una Legge che ha consentito alla Puglia di essere un modello di riferimento per le altre regioni, impedendo la cementificazione costiera e consentendo lo sviluppo della migliore imprenditoria balneare.

Per questo la costa pugliese, dal Gargano al Salento, non può perdere il Numero Verde, un alleato importante per la difesa delle sue straordinarie peculiarità ambientali.

Il WWF invita comunque i cittadini a non abbassare la guardia e a segnalare tutti gli abusi direttamente all’Assessorato al Demanio della Regione Puglia demaniomarittimo.bari@pec.rupar.puglia.it e alle Forze dell'Ordine.

WWF Puglia
Via Sparano 32/B – 70122 Bari
Info: puglia@wwf.it

Tel 080 52 10 307 - Fax 080 96 92 171

Due settimane con Dreyer in Mediateca regionale da lunedì 22 luglio

Un giovane utente della Mediateca, Giovanni Panutsos, insieme ad altri studenti della Accademia di Belle Arti ha promosso un gruppo di visione e di lettura sull'opera del maestro danese: Carl Theodor Dreyer. Il gruppo avrà come Tutor e consulente scientifico Vito Attolini che terrà una conferenza introduttiva lunedì 22 luglio alle ore 17,00. Seguiranno i suoi primi due film con al termine un piccolo buffet a base di primi piatti e bevande danesi.

Tutti gli utenti della Mediateca possono entrare a far parte del gruppo. Vi invitiamo anche a fare passa parola tra amici e conoscenti se sapete di altre persone interessate. È possibile anche far parte del gruppo a distanza: la Mediateca potrà fornire i film in programmazione anche in sedi regionali periferiche. Meglio se Biblioteche o Mediateca locali. Oltre ai film saranno a disposizione testi di recente acquisizione, ma anche fonti di rara reperibilità, come riviste o libri fuori catalogo in possesso della Mediateca. 

Essendo un gruppo di visione e lettura, il programma potrà subire variazioni nel corso del suo svolgimento.


Potrà sembrare dissacrante ma si tratta anche di riabilitare il Maestro dalla fama 'oscura' trasmessa sul suo conto dal Ragionier Fantozzi che cita 'Dies Irae' come uno dei suoi incubi terrificanti. Innanzitutto non è vero che dura 6 ore bensì 97 minuti e noi lo accompagneremo con una gara nella preparazione di polpette danesi da condividere tra i partecipanti lunedì 22 al termine del primo giorno di proiezione. Chi si vuole cimentare trova qui o qui le ricette dei frikadeller o polpette alla birra e qui le ricette per la salsa. 

Vi aspettiamo e... bring your battle ma che sia danese!

(fonte Mediateca regionale pugliese)

giovedì 18 luglio 2013

Legge anticorruzione: con 273mila firme alla Camera. Ora tocca al Senato

Il primo grande passo è stato fatto: grazie a te e agli altri 273.000 firmatari di Riparte il futuro la Camera ha approvato ieri pomeriggio all'unanimità la modifica dell’articolo 416 ter del Codice penale sul voto di scambio politico-mafioso, una riforma importante che doterebbe l’Italia di una norma moderna più incisiva e in linea con gli standard europei.

Raramente succede che un'iniziativa proveniente dalla società civile venga presa in considerazione in tempi così rapidi dalla politica. Ed è ancora più raro che la Camera si esprima così chiaramente per estendere l’applicabilità di una legge. Si tratta di un risultato straordinario che abbiamo ottenuto grazie al tuo appoggio e a quello di migliaia di cittadini che come te vogliono fare la differenza contro la corruzione.

Non è finita, però: il nuovo testo dovrà passare al vaglio del Senato. È urgente che questo passaggio avvenga in tempi rapidi, il prima possibile, sicuramente prima della fine dell’estate. Non prossimo rischiare infatti che nell’attuale clima di instabilità politica tutti gli sforzi fatti fin ora si vanifichino ad un passo dalla vittoria. 

Dobbiamo portare la legge in Senato e il ruolo del Presidente è molto importante per questo passaggio. Firma ora l'appello al Presidente del Senato Pietro Grasso per chiedere di calendarizzare subito la legge.


Insieme, possiamo riuscire a far ripartire il futuro del Paese. Senza corruzione.

(fonte Riparte il futuro)

mercoledì 17 luglio 2013

Awà braccati: elicotteri e carri armati per la tribù più minacciata del mondo

Anche l'attore Claudio Santamaria sostiene la campagna di 
Survival per salvare gli Awá, la tribù più minacciata del mondo. 
© Fabio Lovino/Survival
I militari brasiliani hanno cominciato ad operare attorno al territorio degli Awá, per fermare il disboscamento illegale. I militari brasiliani hanno cominciato ad operare attorno al Survival International ha appreso che le forze armate brasiliane hanno lanciato una vasta operazione militare contro il disboscamento illegale intorno al territorio degli Awá, la tribù più minacciata del mondo.

Nell’area sono arrivati centinaia di soldati, funzionari di polizia e agenti speciali del Ministero dell’ambiente con carri armati, elicotteri e un centinaio di altri veicoli. L’obiettivo è fermare la deforestazione illegale che ha già distrutto più del 30% di uno dei territori della tribù. Dall’inizio dell’operazione, che sarebbe cominciata a fine giugno, almeno otto segherie sono state chiuse e altri macchinari sono stati confiscati e distrutti.

Per proteggere la foresta degli Awá sono stati dispiegati carri armati, elicotteri e un centinaio di altri veicoli. L’intervento arriva in un momento critico per gli Awá, una delle ultime tribù di cacciatori-raccoglitori rimaste nell’Amazzonia brasiliana: se la distruzione della loro foresta non sarà fermata subito, potrebbero estinguersi. Ma se da un lato l’operazione sta rendendo più difficile per i taglialegna entrare nell’area awá per prenderne il prezioso legname, le forze militari non sono ancora penetrate all’interno del territorio, dove il disboscamento illegale continua a un ritmo allarmante: è proprio lì che serve un’azione urgente.

«Gli invasori devono essere espulsi dalla nostra foresta» ha detto Amiri Awá a Survival. «Non vogliamo che la nostra foresta scompaia. I taglialegna hanno già distrutto molte zone».

Alla campagna internazionale di Survival hanno aderito decine di migliaia di persone in tutto il mondo, tra cui molte celebrità. Insieme a Survival, da tempo chiedono al governo brasiliano di inviare forze di sicurezza nei territori degli Awá, di sfrattare gli invasori illegali, di fermare la distruzione della foresta, di perseguire i taglialegna illegali e impedire il loro rientro nell’area.

«Il Brasile ha fatto un primo passo importante per salvare la tribù più minacciata della terra. È merito dei migliaia di sostenitori degli Awá in tutto il mondo» ha dichiarato oggi Stephen Corry, il Direttore generale di Survival International. «Questa è la prova che l’opinione pubblica può produrre cambiamenti. Ma la battaglia non è ancora vinta: le autorità non dovranno fermarsi fino a quando tutti gli invasori non saranno stati allontanati».

Alla campagna di Survival per salvare gli Awà hanno aderito decine di celebrità internazionali, tra cui il fotografo brasiliano Sebastião Salgado, la stilista Vivienne Westwood, l’attore Claudio Santamaria, Colin Firth e sua moglie Livia, il compositore brasiliano Heitor Pereira, il musicista Julian Lennon, e le attrici Gillian Anderson, Natalia Tena e Sinead Cusack.

(fonte Survival International)

Operazione antimafia: colpita la 'società foggiana' egemone a Foggia

Un frame del video del Ros dei carabinieri - Foto google.com
Decapitata la 'società foggiana'. La Procura della Repubblica di Bari durante la giornata di ieri, 16 luglio, a Foggia e in altre località del territorio nazionale ha eseguito 24 arresti, con l'accusa di associazione mafiosa, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, plurimi episodi di estorsione con l’aggravante mafiosa, un sequestro di persona a scopo di estorsione, molteplici episodi di detenzione e porto abusivo di armi da sparo e materiale esplodente, violenza, danneggiamento, diversi episodi di ricettazione, riciclaggio di autovetture, evasione, violazione della misura della sorveglianza speciale della P.s., lesioni personali aggravate. Al centro delle indagini della Dda di Bari e dei carabinieri del Ros, anche con il contributo del nucleo investigativo dei carabinieri di Foggia, i vertici delle “batterie” del sodalizio mafioso 'società foggiana' attiva in Foggia e provincia.

L’operazione ‘Corona’ costituisce l’approdo più importante di quel complesso e articolato percorso investigativo che ha, in questi ultimi anni, caratterizzato il contrasto giudiziario alla mafia foggiana. L’inchiesta ha evidenziato il ruolo sempre più significativo assunto dalla mafia foggiana nel panorama criminale nazionale, con la sua capacità di saper associare ad un controllo del territorio di tipo militare una vocazione affaristico imprenditoriale.

È stato documentato l’organigramma della 'società foggiana', la sua evoluzione storica e, soprattutto, la sua capacità di assoggettamento esterno particolarmente efficace e penetrante, resa evidente dalla riconducibilità generale al sodalizio di numerosi fatti di sangue verificatisi a Foggia nell’ultimo quinquennio, nonché dal livello qualitativo ed asfissiante del racket delle estorsioni nel territorio foggiano che compromette fortemente il già difficile tentativo di sviluppo e crescita della imprenditoria locale. 

In particolare è stata riconosciuta la sussistenza di 14 capi di imputazione per vicende estorsive: dal consolidato radicamento territoriale della consorteria mafiosa nella città di Foggia, alla consumazione di un sequestro di persona a scopo di estorsione commesso da 3 appartenenti al sodalizio mafioso; dalle infiltrazioni nel tessuto socio-economico, all’acquisizione di posizioni di potere all’interno di circuiti produttivi foggiani; dall’esteso e redditizio fenomeno dei reati connessi alla illecita commercializzazione di autovetture, alla pianificazione di complesse rapine a portavalori, con la contestazione in particolare di una tentata rapina in danno delle guardie giurate deputate al ‘prelievo valori’ presso l’istituto bancario interno al centro commerciale Ipercoop di Foggia. 

Inoltre è stata appurata la capacità della 'società foggiana' di interfacciarsi con altre organizzazioni criminali, dimostrando di godere di idonee credenziali, così come emerso in relazione ai rapporti tra il narcotrafficante siciliano Paolo Lumia (rintracciato a Barcellona in Spagna) e gli uomini di Raffaele Tolonese,  per l’approvvigionamento di circa 6 kg di cocaina, già sequestrati in un'altra operazione dal Ros dei carabinieri a Foggia. 

La 'società foggiana' aveva nel tempo intessuto relazioni sia con la 'mafia garganica', sia con il clan dei 'casalesi'; con questi ultimi c'erano rapporti sia per la fornitura di sostanze stupefacenti da vendere sul mercato foggiano, sia per la pianificazione di una ingente operazione di contraffazione di banconote da 20 euro.

17.07.2013
Vito Stano

martedì 16 luglio 2013

Operazione Corona: 24 arresti tra gli affiliati della "società foggiana"

I carabinieri del R.o.s. e del comando provinciale di Foggia stanno eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal G.i.p. del tribunale di Bari, nei confronti di 24 indagati per associazione di tipo mafioso, estorsione, detenzione di armi, e altri delitti aggravati dalle finalità mafiose.

Al centro delle indagini le “batterie” della “società foggiana”, responsabili di efferati omicidi, rapine, estorsioni e di una diffusa infiltrazione del tessuto economico del capoluogo dauno.


I particolari dell’operazione saranno resi noti nel corso della conferenza stampa che sarà tenuta in foggia presso la locale procura della repubblica, alle ore 10,30 odierne, dal procuratore capo di bari ed alla quale parteciperà un rappresentante della direzione nazionale antimafia di Roma.

lunedì 15 luglio 2013

Campagna Orgogliosi non primitivi: campagna per abbattere i pregiudizi

La campagna “Orgogliosi, non primitivi” vuole sradicare l’idea che i popoli
tribali, come i Dongria Kondh, siano “arretrati” e “primitivi”; un’idea oggi
predominante in tutta l’India. 
© Survival
In queste ore molti dibattono sulla necessità che il senatore Roberto Calderoli si debba dimettere, al solito le reazioni dei politici e dei commentatori sono numerose e disordinate. Resta il fatto gravissimo delle offese razziste ad un ministro della Repubblica. 

Ed è proprio in quest'ottica che si inserisce la nuova di Survival International, che ha lanciato una nuova, rivoluzionaria campagna in India, per minare un pregiudizio, molto radicato nel paese, che dipinge i popoli tribali come 'arretrati' e 'primitivi'. Simili stereotipi sono spesso utilizzati per giustificare il furto delle loro terre e i tentativi di costringerli a cambiare stile di vita.

La campagna, intitolata Orgogliosi, non primitivi (Proud not primitive) dimostra che i popoli indigeni non sono congelati nel passato; al contrario, hanno buone ragioni per essere orgogliosi dei loro stili di vita autosufficienti e sostenibili, sviluppati e perfezionati nel corso delle generazioni.

Sebbene non siano ricchi in termini monetari, i popoli tribali che ancora vivono nelle loro terre godono di altre forme di ricchezza: «Ci considerate poveri, ma non lo siamo. Produciamo con le nostre sole forze diverse varietà di grano e non abbiamo bisogno di soldi, ha dichiarato un uomo Bhil»
«Sostengo la campagna ‘Orgogliosi, non primitivi' – ha raccontato a Survival International un membro della tribù Toda di Tamil Nadu . So bene quello che la terra significa per le nostre comunità… Preferiamo vivere nella foresta piuttosto che essere reinsediati in una città, perché questa foresta è la nostra casa… Qui possiamo raccogliere quello che la terra ci offre e siamo più felici che in città».  

In India, i popoli indigeni vengono apertamente descritti come 'primitivi' e 'arretrati' nei media, dagli industriali e dai funzionari governativi. Persino l’Ufficio Nazionale del Turismo Indiano in Italia, che dovrebbe valorizzare all’estero le ricchezze culturali del paese, sul suo sito internet definisce i popoli indigeni che abitano le Isole Andamane come uomini 'dell’età della pietra' e con stile di vita 'primitivo'; tribù 'ostili' che sono state 'ammansite… per merito degli sforzi governativi'. Survival International Italia ha scritto all’Ufficio del Turismo per chiedere che il testo sia cambiato ma, ad oggi, non ha ricevuto alcuna risposta.

Il pregiudizio sulla presunta arretratezza dei popoli tribali è all’origine di gran parte dei maltrattamenti che essi subiscono: sfratti dalle terre ancestrali e gravi violazioni della loro dignità e dei loro diritti. L’idea che i popoli indigeni siano 'arretrati' e bisognosi di 'sviluppo', che abbiano bisogno di essere integrati nella 'società dominante' e che grandi progetti di sviluppo come dighe e miniere possano portare loro 'benefici', è molto diffusa in tutta l’India, ma anche in altre parti del mondo. Alla base c’è la convinzione che gli “esperti” sappiano cosa è meglio per loro mentre i diritti alla terra e all’autodeterminazione degli indigeni vengono completamente ignorati.

«È assurdo che gli stranieri vengano ad insegnarci lo ‘sviluppo’  ha dichiarato Lodu Sikaka, un leader dei Dongria Kondh dell’Orissa ; come possono portare sviluppo distruggendo l’ambiente che ci fornisce cibo, acqua e dignità? Voi dovete pagare per fare un bagno, per mangiare e persino per bere acqua. Nella nostra terra, noi non dobbiamo comprare l’acqua, e possiamo mangiare ovunque gratuitamente».

La campagna ‘Orgogliosi, non primitivi’ si prefigge di combattere questi pregiudizi. L’opinione pubblica, i funzionari del governo indiano, studiosi e giornalisti sono incoraggiati a partecipare alimentando un movimento capace di cambiare il modo in cui l’India considera i suoi popoli tribali. Fintanto che questi pregiudizi prevarranno, i diritti dei popoli indigeni continueranno ad essere violati. Quando vengono privati della loro terra, gli indigeni perdono anche la loro autosufficienza, la loro dignità e tutto ciò che li rende ricchi. Per questo, i loro diritti alla terra e all’autodeterminazione devono essere rispettati.

Per maggiori informazioni visita il sito della campagna ‘Orgogliosi, non primitivi’ (solo in inglese), www.notprimitive.in.


(fonte Survival International)

What you see, is what you get: mostra d'arte da giovedì 18 a Cassano

What you seeis what you get dà avvio alla stagione d’arte che l’associazione ‘il Paese delle bambole rotte’ intende promuovere a Cassano delle Murge.

La mostra d’artecurata da Joe Pansa e Domenica Nasa, raccoglie opere fotografiche e non solo,  e sarà inaugurata il giorno 18 luglio alle 20,00 a Cassano delle Murge presso la sede dell’associazione culturale ‘il Paese delle bambole rotte’ in piazza Garibaldi al civico 47.

Prosegue con questo evento il percorso autonomo e alternativo dell’associazione ‘il Paese delle bambole rotte’. L’esposizione resterà aperta al pubblico dal 18 al 31 luglio durante le ore serali.

Ufficio stampa
‘il Paese delle bambole rotte’
Info e contatti:

bambolerotte@gmail.com



domenica 14 luglio 2013

Cinema e romanzi: da domani in Mediateca visioni e letture di gruppo

Cinema e romanzi alla Mediateca regionale pugliese di Bari. Da domani, lunedì 15 luglio, ha inizio il primo gruppo di visione, s'inizia con ‘Non si uccidono così anche i cavalli?’ Promosso da Antonella De Maio, inizia il suo percorso in Mediateca il primo gruppo di lettura e visione. 

Si inizia Lunedì alle ore 18,30 con ‘Non si uccidono così anche i cavalli?’ di Sydney Pollack. Il gruppo di lettura aveva già avviato degli incontri su letteratura e danza, ma oggi riavvia il suo percorso in Mediateca integrando anche il cinema. 

Il film di Pollack, del 1969, è tratto dal primo omonimo romanzo di Horace McCoy, del 1935. Ambientato negli anni '30 il romanzo fu riadattato dallo stesso autore per lo schermo ma senza trovare mai una produzione. Fu con ‘Kiss tomorrow goodbye’ del 1948 che McCoy vide portare con successo sullo schermo un suo romanzo: ‘Non ci sarà domani’ magistralmente interpretato da James Cagney.  

Altrettanto fortunata l'interpretazione di Jane Fonda per il film di Pollack. È con questo film che lei ottiene la prima delle sue sette candidature all'Oscar ed è questo film a segnare il suo passaggio dalla sex symbol dei film di Roger Vadim al cinema drammatico e di denuncia.

Intanto un nuovo gruppo di visione si sta costituendo per la visione dell'intera filmografia di Carl Theodor Dreyer. Il gruppo è promosso da alcuni studenti della Accademia di Belle Arti e si prevede l'inizio per lunedì 22 luglio. Chi voglia unirsi può contattare la Mediateca.

sabato 13 luglio 2013

Ilva: documenti fotografici e filmici al cospetto della Commissione Europea

Ilva di Taranto - Foto google.com
Siamo appena tornati da Bruxelles, reduci da un proficuo incontro con la Commissione Europea a cui abbiamo fornito ulteriori aggiornamenti sulla gravità del caso Ilva di Taranto. In quanto interlocutori della Commissione Europea, abbiamo avuto nuovi incontri, tra i quali quello con il Direttore Generale dell'Ambiente Karl Falkenberg. Con noi era presente anche l'onorevole Monica Frassoni, particolarmente attenta alle questioni ambientali europee.

Questa importante missione si iscrive nel solco nella nostra cooperazione con la Commissione Europea, al fine di trovare una soluzione equa e viabile per il caso Ilva, a supporto della legalità e del rispetto delle norme europee. Abbiamo portato dentro i palazzi della Commissione Europea le immagini impressionanti delle emissioni notturne e diurne e degli scarichi in mare dell'Ilva, abbiamo mostrato le  foto raccapriccianti  dei necrofori che, nel cimitero di Taranto, sono costretti a proteggersi dalle sostanze inquinanti che hanno intriso i terreni,  indossando le tute di protezione integrale. 

«Inaccettabile»: cosi' il Direttore Generale Karl Falkenberg ha commentando le immagini.

Abbiamo esposto, tra l'altro, anche le informazioni del dossier aggiornato. Forte è stata la sottolineatura delle ragioni di legalità e le informazioni scientifiche per cui la magistratura è intervenuta. I cittadini di Taranto hanno diritto ad essere tutelati con una rigorosa, celere ed efficace attuazione delle direttive europee. Abbiamo evidenziato la grottesca situazione per cui le autorità italiane non hanno ancora attuato il principio di "chi inquina paga" previsto dalla direttiva 35 del 2004 e richiamato dalla direttiva 75 del 2010.

Il governo italiano, invece di imporre l'attuazione dell'Aia, sta apprestando una seconda legge di aiuto all'Ilva, allo scopo di evitare la tempistica delle attuali prescrizioni. Abbiamo evidenziato alla Commissione Europea la grave azione del governo che, invece di imporre il rispetto delle prescrizioni ad un'azienda inadempiente, pensa al contrario di modificarle, tramite una nuova legge per garantire all'azienda di inquinare come prima. Appena arrivati in Italia abbiamo scoperto che sarebbe stato stilato un piano industriale da 1,8 miliardi di euro: una cifra assolutamente insufficiente.

La sola copertura dei parchi minerali costa 1 miliardo di euro a cui va aggiunta l'impermeabilizzazione e la bonifica del terreno sottostante e della messa in sicurezza della falda. Se con una nuova legge il governo intende aggirare le attuali prescrizioni autorizzative, è chiaro che si potrebbe gererare un contenzioso di enorme e imprevedibile portata, in quanto la sentenza della Corte Costituzionale condizionava la prosecuzione dell'attivita' produttiva dell'Ilva alla attuazione puntuale e integrale di tutte le prescrizioni dell'Aia.

Mentre noi eravamo a Bruxelles, contemporaneamente Lidia Giannotti e Fulvia Gravame, in rappresentanza di PeaceLink, erano convocate al Senato della Repubblica in audizione, sempre sul caso Ilva, per la conversione in legge dell'attuale decreto. Nonostante l'estate, siamo mobilitati per vigilare e per svolgere un ruolo di cittadinanza attiva, per dare voce alle ragioni della salute e della legalita'

(per Peacelink e per Fondo Antidiossina
Antonia Battaglia; Alessandro Marescotti; Fabio Matacchiera)