lunedì 20 maggio 2013

L'Africa ad Altamura con Alex Zanotelli: attualizzando le letture bibliche

L'Africa è per molti, sostanzialmente per i non africani, un grande e unico continente; per molti, sostanzialmente africani, l'Africa non esiste: esistono le terre degli antenati, esistono i confini formali di Stati molte volte non riconosciuti, esistono governanti mai visti e capi clan venerati.

Poi esistono i missionari comboniani, come padre Alex Zanotelli (ospite a Cassano delle Murge in altre manifestazioni tempo fa), che l'Africa l'hanno vissuta: la povertà delle baraccopoli di Nairobi e di tanti altri luoghi sconosciuti ai turisti euro-americani. 

Ad Altamura, presso la parrocchia S. Giovanni Bosco, stasera alle 19,00 sarà ospitato appunto padre Alex Zanotelli e con lui si parlerà 'Dalla buona notizia alla buona realtà: lettura biblica e attualizzazione'. 

20.05.2013
Vito Stano 

Borghezio-Kyenge: 130mila firme per dire 'no' alle discriminazioni


Quando appena iscritto all'Università iniziai a sentir parlare in modo compiuto di Unione Europea e quindi di diritti uguali per tutti, di Corte di Strasburgo e dunque non soltanto di accordi economici ma anche di pari dignità, devo ammettere ne fui affascinato. In seguito, però, l'Ue è divenuta sinonimo di patto di stabilità, austerità, tagli alla spesa e, come ai tempi del G8 del 2001 a Genova, interruzione di quei diritti costituzionalmente garantiti e riconosciuti anche a Bruxelles. Fu allora che il mio ideale castello mitologico-istituzionale europeo iniziò a presentare delle crepe. Facendo un salto all'oggi, vediamo basiti quel che accade in Ungheria, dove un premier dichiaratamente fascista sta proseguendo le sue politiche antirom e antisemite, tanto da convincere il Congresso Ebraico Mondiale a programmare l'annuale assemblea a Budapest per accendere dei riflettori sulla questione dei diritti delle minoranze.      

E dunque «quando abbiamo lanciato la petizione così scrive Stefano Corradino su Charge.org  per esprimere la nostra solidarietà al neo ministro dell'Integrazione Cecile Kyenge e per chiedere provvedimenti disciplinari nei confronti dell'europarlamentare Mario Borghezio, per le sue dichiarazioni razziste, non pensavamo di poter raccogliere oltre 130mila firme e di aprire un dibattito sulla rete che travalicasse i confini nazionali. Eppure è andata così: la petizione è prepotentemente sbarcata negli uffici dei parlamentari europei di varie nazioni, colpiti dalla indignazione diffusa in Italia nei confronti di un collega che aveva insultato, un ministro. Donna. Nera. 130mila firme che quindi non sono passate inosservate e hanno spinto alcuni gruppi parlamentari a partire dal 'Groupe de l'Alliance progressiste des Socialistes & Démocrate' a chiedere un incontro con noi, i promotori della petizione. Questo è stato possibile solo grazie alla tua firma. Per questa ragione martedì 21 maggio saremo a Strasburgo ad incontrare parlamentari europei di varie nazioni per consegnare loro le 130mila e chiedere di dissociarsi pubblicamente dalle frasi pronunciate dal collega leghista Borghezio. 

E lo chiederemo continua il promotore della petizione Stefano Corradino  anche al presidente del Parlamento europeo Martin Schultz. Poi incontreremo i giornalisti esteri per presentare il risultato della nostra petizione. Nostra, e cioè di tutti quelli che l'hanno firmata per esprimere la propria indignazione. Le dimissioni di Borghezio magari non arriveranno, perché il regolamento del Parlamento Europeo non le prevede, ma il palese dissenso di tanti europarlamentari nei confronti del collega leghista sarà per noi una sfolgorante vittoria!»

Io sono sempre più convinto che se l'Europa vuol ancora essere considerata il baluardo dei diritti, deve dare a livello istituzionale uno scatto di reni, per usare le tanto in voga metafore calcistiche care ai ministri pidiellini del governo Letta, che segni il limite del sopruso e dell'offesa e separi nettamente l'oscurantismo razzista e populista dall'Unione Europea dei diritti e non solo dall'Unione Europea della libera circolazione delle merci e dei denari.

20.05.2013
Vito Stano 

domenica 19 maggio 2013

Viaggio in Calabria: il Gaglioppo vitigno principe con radice greche


Calabria - Foto google.com
Il vitigno principe della viticoltura calabrese è senza ombra di dubbio il Gaglioppo. Affonda le sue radici nella storia greca, che avevano una colonia a Cirò Marina, chiamata Cremissa, dove esiste tuttora un tempio dedicato a Bacco. Il Vino che si produce lavorando questo vitigno in purezza è un famoso discendente del Krimisa, noto al tempo dei filosofi per essere offerto agli atleti; si immagini che nel 1968 tutti gli atleti alle Olimpiadi del Messico lo trovarono come vino ufficiale. Viene prodotto sulle colline attorno a Cirò ed altri comuni, qui troviamo terreni argilloso-sabbiosi seccati dal sole, con temperature che spesso toccano i 40°C. I metodi di coltivazione sono sostanzialmente due, per quanto riguarda le vigne più vecchie queste sono coltivate ad alberello, con una resa bassa ma un alto livello qualitativo del prodotto stesso.

Parlare di zona di produzione del Gaglioppo può essere restrittivo e poco edificante, in quanto il vitigno suddetto è utilizzato in percentuali differenti, in diverse Doc a comporre magicamente vini bianchi, rosati, rossi, rossi classici e il famigerato rosso riserva, ineguagliabile in quanto a profumi, sapidità e intensità. Vorrei parlarvi adesso del vino prodotto utilizzando il Gaglioppo come vitigno principale sino al 95%. Un rosso che si presenta all'esame visivo con un colore rosso rubino con leggere sfumature granato o aranciate dopo il lungo affinamento, al naso risulta intenso con profumi che ricordano le spezie, le confetture di frutti di bosco e frutti neri, con sentori di liquirizia.

All'assaggio è morbido e sapido, scarso a tannini si presta bene all'affinamento in barrique con ottimi risultati, anche per la tipologia Rosso Riserva che ha una struttura notevole con buona presenza di tannicità. Il Gaglioppo è un simbolo della Calabria, una terra brulla e a volte posta sotto i riflettori per problemi di carattere sociale, oggi alla ribalta dei mercati italiani ed esteri con prodotti dell'enogastronomia e dell'artigianato. La posizione geografica della Calabria la rende una regione ad alta vocazione marinara, per la vasta scelta di pesce sia pregiato che pesce azzurro come il tonno, il pesce spada e le alici, ma spostandosi dalla costa all'interno si contrappone una cucina contadina, che produce ottimi risultati dalla coltivazione terra, dall'allevamento di bestiame, oltre alla produzione di latticini e formaggi.

Io proporrei l'assaggio di uno dei vini più conosciuti della Calabria, il rosso riserva in purezza, ovvero prodotto con un minimo del 95% del vitigno Gaglioppo; accompagnato dalla pancetta, al capocollo di Calabria, magari tutto insaporito dall'ottimo peperoncino anch'esso autoctono. Ancora possiamo provare abbinamenti con formaggi stagionati o preparazioni della trazione contadina, come il capretto al forno condito e speziato per renderlo al massimo saporito.

18.05.2013
Giulio Stano
(sommelier Ais Puglia)

Sia benedetto chi per
primo inventò il vino
che per tutto il giorno mi fa stare allegro.

Cecco Angiolieri (1260-1312 circa)

Muore Saverio Viapiano 'il farmacista': oggi l'ultimo saluto del paese

Ieri in piazza, in villa, nelle case non si parlava d'altro: 'hai saputo chi se ne andato?'. Saverio Viapiano, il farmacista, il presidente del Comitato Festa Patronale, il socialista. La sorpresa della dipartita di Saverio m'ha fatto ritornare alla mente l'ultima intervista che mi concesse a margine della festa patronale dello scorso agosto.

Uomo generoso e sempre pronto a conciliare, Saverio Viapiano ha avuto ruolo nella vita politoco-amministrativa di Cassano delle Murge: più volte negli ultimi anni è stato il papabile candidato di uno straziato centrosinistra locale. Ma anche nell'ultima tornata, ormai quattro anni fa, tutto si sgonfiò negli incontri carbonari pre-elettorali. 

Il ricordo va alle tante occasioni di discussione politica avute e alla generosità che contraddistingueva 'il farmacista', palesatasi negli ultimi anni con la dedizione con la quale ha gestito il Comitato della Festa Patronale. 

19.05.2013
Vito Stano

Cassano delle Murge: scoperto dai carabinieri il garage delle meraviglie


Fine settimana movimentato a Cassano delle Murge: i carabinieri della locale Stazione, nel corso di un servizio finalizzato al contrasto dei reati predatori (furti), hanno scoperto un garage, in via Fratelli Rosselli (al piano seminterrato di uno stabile), nel quale sono stati rinvenuti una Bmw e una moto enduro Husquarna, 21 centraline di autovetture e 18 chiavi di autovetture di varie marche, due tachimetri per auto, ruote in lega con pneumatici e alcuni pezzi di autovetture, 4 passamontagna, 3 paia di guanti, 5 paia di scarpe ginniche, una pistola a gas con relativa fondina e due giubbotti in tessuto scuro, nonché diversi attrezzi da lavoro, tra cui motoseghe, pialle, trapani, tronchesi, una idropulitrice professionale, bilance per parrucchieri e scalda cera professionali.

L’autovettura, su cui montavano targhe appartenenti a un altro veicolo, e la motocicletta, risultate tutte oggetto di furto, sono state restituite ai legittimi proprietari. Il restante materiale, invece, d’intesa con la Procura della Repubblica di Bari, è stato posto sotto sequestro.

Al termine degli accertamenti un 21enne di origini rumene, che aveva in affitto il  garage, è stata denunciato all’Autorità Giudiziaria con l'accusa di ricettazione.

19.05.2013
Vito Stano

Raccolta differenziata: quale bilancio a una settimana dalla partenza?

E mentre i cassonetti gialli della plastica in molte vie del rione Sacro Cuore sono ancora fuori dalle abitazioni (alle 8,30 di oggi, domenica mattina), con buona pace dei cittadini che operosi stanno già differenziando le diverse frazioni di rifiuti... Eppure il tabellario prevede che i cassonetti (in questo caso quelli gialli-plastica) debbano essere posti fuori dalle abitazioni già dalle 21 della sera e non oltre le 6 del mattino successivo, per dare la possibilità agli operatori di essere ritirati. Ma tanté. 


A un giorno dallo scadere della prima settimana dall'inizio del nuovo servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani, la situazione in alcuni punti del paese (quelli non toccati ancora dalla distribuzione dei bidoncini ad opera dei facilitatori ambientali) è pressoché questa.

19.05.2013
Vito Stano

sabato 18 maggio 2013

Raccolta straordinaria di sangue: domani con la Fratres a Cassano


Domani a Cassano delle Murge giornata full immersion dedicata alla solidarietà e al divertimento insieme al gruppo donatori di sangue Fratres ‘Santa Maria Assunta’. Si comincia domani dalle 8,30 alle 12,00 presso la Casa bianca Hospital, in via Vittorio Veneto, con la raccolta straordinaria di sangue dedicata alla Santa Patrona della città la Madonna degli Angeli in occasione del rinvenimento dell’affresco nella grotta sottostante il convento agostiniano.

Al fine del buon esito della donazione è consigliabile assumere un tè o caffè non zuccherati; i volontari della Fratres offriranno ai donatori colazione con cornetto e cappuccino.

Il secondo appuntamento è con il divertimento del gruppo teatrale ‘In cerca di…’. Anche questa volta  i giovanissimi attori coordinati dal volontario Fratres Vittorio Ariano (sceneggiatore e protagonista), mettono in  scena la commedia brillante in due atti ‘La giornata più lunga della mia vita’ nell’oratorio santa Maria Assunta, in via Fermi alle 20,00. L’ingresso è gratuito. Domenica 26 maggio alle 20,00 è già stata programmata la replica.

Attentato scuola Mesagne: un anno dopo per ricordare Melissa Bassi


Il 19 maggio dell'anno scorso scrivevamo questo articolo Tristezza e rabbia a Mesagne. Intervista ad Alessandro Cobianchi e altri ne seguirono per cercare di raccontare con le parole un dramma senza ragione: la morte della giovanissima Melissa Bassi, uccisa a seguito della deflagrazione di un ordigno artigianale confezionato da un uomo attualmente in carcere.

Lo scorso maggio per il settimanale 'L'Altravoce' di Altamura seguì personalmente la giornata straziante dei funerali: il silenzio di quel giorno, sullo sfondo di una calura già estiva, ancora mi rimbomba nelle orecchie. Diverse furono a caldo le ipotesi investigative che gli inquirenti condivisero con la stampa: la rete di Libera Puglia proprio in quel giorno passava da Mesagne con la Carovana Antimafie e in quell'occasione colsi l'opportunità di intervistare Alessandro Cobianchi referente di Libera Puglia, il quale, stravolto dalla rabbia e dal dolore per un'atrocità tanto grave quanto gratuita, cercò di spiegare a Murgiambiente il sentimento che in quei giorni avvolgeva i carovanieri.

Oggi, ad un anno dall'attentato che ha sconvolto la vita sonnolenta e abitudinaria della comunità mesagnase, Melissa Bassi viene ricordata in numerose iniziative, affinché non si disperda la memoria e si possa continuare a tutelare l'ultimo baluardo di socialità italiano: la scuola pubblica.

17.05.2013
Vito Stano

venerdì 17 maggio 2013

Fotografia a Bari: Giulia Caira in mostra a Muratcentoventidue a Bari


La galleria Muratcentoventidue Artecontemporanea prosegue il suo programma espositivo con Evil Sisters, la  mostra personale di Giulia Caira, a cura di Francesca Referza, la quale dice dell'artista: «conosco personalmente Giulia Caira (Cosenza, 1970) da diversi anni, nel corso dei quali ho seguito l’evoluzione del suo lavoro con discrezione. Giulia Caira, torinese d’adozione, utilizza soprattutto fotografia e video e, in venti anni di carriera,  ha modificato il proprio linguaggio con la maturità acquisita nel tempo, senza tuttavia tradire l’autenticità del messaggio originario. Inizialmente la Caira è ricorsa al proprio corpo ambientandolo in luoghi fisici e psicologici,  in cui l’aspetto autobiografico ed autoironico veniva  attutito per via  di un approccio fortemente caricaturale».

L'immagine fotografica risultava particolarmente accattivante per via di colori vitali e di una sensualità intuita piuttosto che esibita. I soggetti di quei primi lavori, attraverso un sé spesso riprodotto su superfici riflettenti, interpretavano tanto gioiosamente quanto malinconicamente stereotipi  femminili tra i più comuni. Nel saggio scritto sulla serie Speculum della Caira del ’99, Achille  Bonito Oliva scriveva: ‘L'arte di Giulia è, in breve, l'installazione dello specchio. […] La performance ha come contesto il teatro domestico e gli oggetti di scena sono i materiali appartenenti alla vita quotidiana della casalinga: la pellicola trasparente, il foglio di stagnola, le borse della spazzatura e gli occhiali deformanti’.

In una recente intervista di Maja Pacifico pubblicata su Andy Magazine, Giulia Caira ha dichiarato: «La mia casa era lo scenario ideale per elaborare tale processo ed anche un modo per affrontarlo in assoluta solitudine. Un percorso che considero concluso nel 2004 con il video Se stasera sono  qui, anno in cui mi sono spostata a lavorare in un vero studio ed è stata l’occasione per ripensare tutto, cercando strade nuove. Non volendo assumere il cliché dell'artista sempre munita di carta stagnola e domopack, ho cercato le stesse tensioni altrove, rinnovando il senso del mio lavoro con l’introduzione di storie e luoghi dal mondo esterno».

In effetti la Caira, con le serie Domani felicità (2006), Virago (work in progress dal 2008) e Terapia familiare (2009) sembra aver acquisito una nuova consapevolezza, passando dalla messa in scena delle conseguenze di una certa identità al femminile, alla più complessa analisi delle cause. Ne Le parole nascoste (2009), lavoro con il quale l’artista ha vinto il premio della tedesca Foundation Vaf nel 2012  (selezione 2011), Giulia Caira, con una incredibile dose di trasformazione fisica, grazie  a trucco ed abbigliamento e ad un’ottima capacità interpretativa, ha affrontato la dicotomia tra l’essere e l’apparire messa in discussione a partire dal classico tavolo di lavoro di forma ovale, topos della mistificazione per eccellenza.

Dunque è  l’identità a 360 gradi al centro della ricerca dell’artista, la sua complessità e fragilità alla prova dell’io soggettivo e di quello collettivo. Nelle diverse interpretazioni di Virago (termine con cui si definisce una donna che, per aspetto fisico e modo di pensare, ha caratteristiche più vicine al modello maschile che a quello femminile), la Caira si è concentrata  sull’analisi di una certa identità femminile. In quest’ultimo progetto tornano quelle caratteristiche caricaturali dei primi lavori dell’artista, che tuttavia da fotografici sono diventati quasi cinematografici.

Il mio lavoroafferma l’artistanasce dall'osservazione della condizione umana, esaminando storie provenienti  da cronaca, letteratura, cinema, musica. Sono interessata alle distorsioni della natura umana, quelle che esprimono le contraddizioni del nostro tempo. In un certo senso ho delle visioni e cerco di metterle  in scena. Nei progetti più recenti di Giulia Caira è possibile intravedere in  nuce il tema oggetto del nuovo video Evil Sisters (Perfide sorelle), il cui titolo riprende quello di un saggio del ’96 dell’americano Bram  Dijkstra, in cui l’autore analizza le motivazioni dell’affermazione, tra Ottocento e Novecento dell’immagine, nell’arte e nella letteratura, di una donna vampiro, peccaminosa e sessualmente pericolosa, in antitesi a quella rassicurante della donna madre. Evil Sisters -  spiega l’artista -  è una doppia video-installazione e una serie fotografica. Una visione  poetica, costituita da brevi segmenti di una storia su alcuni aspetti  tipici delle relazioni tra donne: l'amicizia e la complicità, da una  parte, l'invidia, la rivalità e il conflitto dall’altra. Un focus sulle  problematiche di genere con la speranza di stimolare una riflessione in  chiave autocritica sulla questione femminile.

Girato in una storica sala da ballo, il Dancing Lutrario di via Stradella (ora Le Roi), che ancora  conserva  gli splendidi arredi originali  ideati dall’architetto Carlo  Mollino nel ‘59, il video di Giulia Caira prende spunto da un fatto di cronaca nera avvenuto nel settembre 2006 nella stessa via:  l'uccisione di una ragazza di 19 anni al quarto mese di gravidanza, trovata morta, nel suo appartamento, con otto colpi di ferro da stiro e sette coltellate alla gola. Per quell'omicidio l'unica responsabile è stata ritenuta la migliore amica della ragazza assassinata. Il fidanzato dell’accusata, in un primo tempo condannato, è stato assolto in quanto ritenuto succube della ragazza. Per la difesa, infatti, ‘era finito nelle mani di una erinni’ che, nella mitologia greca, sono le personificazioni femminili della vendetta. Nel cosiddetto processo del  ‘delitto del ferro da stiro’, le erinni sono dunque state associate  all'imputata principale, che avrebbe ucciso l'ex amica del cuore per ragioni da ricondurre, secondo gli inquirenti, al complesso rapporto fra le due ragazze.

Colpita da questo episodio di cronaca, Giulia Caira ha iniziato a riflettere sulla poco studiata questione della rivalità tra donne, attraverso letture molto eterogenee, dal più ampio saggio storiograficodi Dijkstra al più specifico testo di carattere psicologico di Renata Puleo, dal titolo Donne, potere e conflitto fra donne.  Giulia Cairainfatti, dopo aver riflettuto sulla diffusione di un’immagine delladonna amante tanto negativa come quella che è stata veicolata da letteratura ed arte tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento, si chiede, sulla scorta delle riflessioni della Puleo, quali siano state le effettive conquiste del più recente femminismo, se la rivalità tra donne continua ad essere un tabù tra i più resistenti della società contemporanea.

In Evil Sisters, rinunciando per la prima volta alla messa in scena del proprio corpo, Giulia Caira ricorre a quello di due attrici dal fascino ombroso, Roberta Lanave ed Alice Spisa. Riprese in un dinamico ballo a due, le protagoniste sono morbidamente illuminate dalle tante luci colorate che seguono una spirale fino al centro della sala del Le Roi.

Tutt’attorno una corona di figure femminili danzanti, una sorta di coro muto, testimone silenzioso dell’imprevedibile epilogo. All’improvviso la scena cambia e ci si ritrova nel bel mezzo di una lotta furiosa, senza esclusione di colpi  tra le due donne. Il clima inizialmente gioioso e divertito è ora via via più violento e grottesco in un climax ascendente che coincide con il progressivo spostamento delle due donne verso l’ingresso maiolicato del Le Roi. La scena è talmente surreale da creare dei dubbi in chi guarda. Se ne Le parole nascoste la Caira gioca consapevolmente con la  constatazione della possibile dicotomia tra il dire e il pensare, in Evil Sisters l’ambiguità suggerita è quella  tra il fare e il pensare di fare.

Evil Sisters è, a mio avviso, la più compiuta espressione del temperamento passionale di Giulia Caira che, nel tempo breve di un video in loop, riesce  a condensare alcuni dei tratti più riconoscibili del suo lavoro degli ultimi anni: teatralità, pathos, sottile erotismo, bellezza e decadenza, affermazione della personalità, complicità  e rivalità, successo e fallimento nella società contemporanea.  Senza  distinguo culturali, senza attenuanti di alcun genere, il conflitto tra le donne, teatralmente messo in scena dalle protagoniste di Evil Sisters, continua ad essere un nodo irrisolto della questione femminile, che tuttavia è direttamente collegato alla considerazione dell’universo femminile nel suo insieme, determinato da un certo contesto socio culturale. È dunque impossibile risolvere il problema del conflitto tra donne, se prima non si prova a modificare il contesto in cui questo conflitto si determina, attraverso un lungo lavoro di educazione collettiva  che giunga, pur nelle differenze, alla comparazione tra uomini e donne in quanto persone tout court.

(Francesca Referza)

Muratcentoventidue-Artecontemporanea
Via G. Murat 122/b – Bari
Inaugurazione
Sabato 18 maggio, ore 19,30
Periodo: 18 maggio - 30 giugno 2013
Orario di apertura: dal martedì al sabato, dalle 17 alle 20
Info: 393.8704029
392.5985840

Giulia Caira (Cosenza, 1970) vive e lavora a TorinoLe sue opere si trovano in collezioni pubbliche e private. Tra le collezioni pubbliche da segnalare: Fondazione Sandretto Re Rebaudengo - acquisizione effettuate nel corso della mostra curata da Francesco Bonami Che Cosa Sono Le Nuvole? 1997 - e la GAM di Torino – acquisizioni effettuate nel corso delle seguenti mostre: 2001- LA GAM costruisce il suo futuro curata da Pier Giovanni Castagnoli, 2008 e 2006, acquisizioni effettuate dai comitati tecnici – Nel 2009 la Camera di Commercio di Torino ha acquistato una delle sue video installazioni Le Parole Nascoste. Nel 2012 ha vinto il Primo Premio - Premio Fondazione VAF - Italienische KUNST HEUTE, Frankurt Fondazione, con l'installazione video Le Parole nascoste e il primo Premio Fabbri, sezione fotografia.

Nimby: opere pubbliche e impianti energetici cercasi spazio da destinarsi


Ponte Vomero - Fotografia di Mario Sioli
Sono stati presentati ieri, 15 maggio, a Roma i nuovi dati dell’Osservatorio Media Permanente Nimby Forum®, l’unico database nazionale che dal 2004 monitora in maniera puntuale la situazione delle contestazioni contro opere di pubblica utilità e insediamenti industriali in costruzione o ancora in progetto.

L’VIII edizione dell’Osservatorio Nimby Forum®, promosso dall’associazione no profit Aris - Agenzia di Ricerche Informazione e Società con la collaborazione di Cittalia - Fondazione ANCI ricerche, rileva un aumento consistente dei casi Nimby (Not In My Back Yard) in Italia: nel 2012 i progetti contestati raggiungono quota 354, con un aumento di 7 punti percentuali rispetto al 2011, il più significativo negli ultimi anni. Sul totale degli impianti contestati, 151 sono i casi emersi per la prima volta nel 2012, mentre dei restanti 203 alcuni sono presenti nel database Nimby a partire dalla prima edizione.

Dall'indagine risulta che nel 2012, con 222 opere contestate (62,7% del totale), il comparto elettrico torna a posizionarsi alla testa della classifica dei settori maggiormente colpiti dalla sindrome Nimby.

In questo ambito, un fronte di opposizione molto caldo ha investito gli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili, a cui sono riconducibili 176 contestazioni sulle 354 totali. In particolare, su 10 impianti di produzione di energia elettrica oggetto di opposizioni, ben 9 prevedono l’uso di fonti rinnovabili. Tra le opere più controverse, si annoverano le centrali a biomasse (con 108 impianti), le centrali idroelettriche (32) e i parchi eolici (32).

I numerosi No alle rinnovabili colpiscono in maniera trasversale centrali di grandi dimensioni ma anche e soprattutto piccoli impianti, di potenza inferiore a 1 MW: questi ultimi si sono, infatti, moltiplicati anche in virtù del percorso autorizzativo semplificato, previsto dalla normativa vigente per tale tipologia di progetto.

Quali responsabilità?

I dati raccolti e le analisi che ne scaturiscono ci raccontano di un Paese disgregato, che non sembra più condividere progettualità, idealità. Sulle responsabilità di questa situazione, ci si è interrogati insieme a giornalisti, manager, e responsabili comunicazione di alcune delle imprese direttamente coinvolte dal fenomeno Nimby, in una tavola rotonda dal titolo "Italia 2013: no, no e ancora no?": un momento di confronto su come ridare credibilità ed efficacia al dialogo tra istituzioni, imprese e opinione pubblica, che ha messo in luce, oltre alla necessità di ridefinire in maniera precisa le regole del confronto,  la responsabilità di una classe dirigente, e non soltanto politica, che ha abdicato al suo ruolo.

Il resoconto dell'incontro è pubblicato all'intero del volume dell'VIII edizione del Nimby Forum.

(Festival dell'Energia)