domenica 7 aprile 2013

Nero d'Avola di Sicilia: dalla vite alle tavole col sapore di legalità


Il Nero d'Avola è il vitigno rosso più rinomato della produzione vitinicola siciliana. Il nome del vitigno nasce come Calaulisi, italianizzato erroneamente in Calabrese o secondo altri dal casato proprietario dei vigneti di Avola. Cala è la forma dialettale, di Calea, o Caleu sinonimi siciliani di racina ovvero uva.  Aulisi sta per Aula, cioè il nome della città di Avola in dialetto. In definitiva Uva di Avola, ovvero Calea-Aulisi, ed infine Calaulisi.

Il Nero d'Avola è citato dal botanico Francesco Cupani già nel 1696, il quale racconta di origini ancora incerte. È legato agli antichi vini che erano conosciuti con il nome di «Calabresi di Augusta» e «Vini di Vittoria». Il re dei vitigni siciliani è coltivato con successo in tutte le aree viticole dell'isola, sebbene gli esportatori di vini siciliani in Francia trovarono più facile venderli come vini calabresi, in quel tempo decisamente più famosi e apprezzati; già nel 1800 i vini rossi provenienti da uve Nero d'Avola del territorio siracusano erano molto richiesti e ambiti dagli stessi commercianti francesi e nord europei, che li utilizzavano per dare colore e corposità ai loro vini.

Le caratteristiche del vitigno sono la sua pianta vigorosa, la foglia medio-grande di forma cuneiforme pentagonale; con il grappolo da medio a grande, mediamente compatto, acini medi e buccia pruinosa di colore blu-nero. La sua maturazione è media. I vini che questo vitigno ci regala si distinguono in base alle zone di coltivazione della vite. Sono ricchi di personalità, di colore rosso rubino carico, con un elevato corredo aromatico con note fruttate, floreali e speziate, la sua ottima struttura gustativa lo rende un campione, i tannini sono morbidi e corposi, ha una acidità equilibrata. Sono vini armonici nel complesso e da abbinare a piatti della cucina sicula o come vini da meditazione data la forte personalità.


Le DOCG e DOC in cui è utilizzato il Nero d'Avola sono il Cerasuolo di Vittoria DOCG, Contea di Sclafani, Contessa Entellina, Delia Nivolelli, Eloro, Erice, Mamertino, Marsala, Menfi, Monreale, Riesi, Salaparuta, Sambuca di Sicilia, S. Margherita di Belice, Sciacca, Vittoria.


C'è una interessante iniziativa di cui sono artefici ragazzi e ragazze siciliani, che riguarda il vino e la riappropriazione legittima del territorio. Si tratta del progetto portato avanti dalla cooperativa Libera Terra Sicilia, che delle terre confiscate alla mafia fa sgorgare oro liquido: per la precisione sulle terre confiscate ai padrini della mafia nascono ottimi vini, come la linea Centopassi, Placido Rizzotto o gli imperdibili Cru. Siamo nella zona di Corleone, dove dalle ostiche argille sciolte nelle terre assolate e da vigne a spalliera, viene impressa forza e decisione al Nero d'Avola in purezza. Questo vino è dedicato alla memoria di Peppino Impastato, militante comunista di Cinisi (Palermo) assassinato dalla mafia il 9 maggio 1978. In terra di mafia il vino assume anche il sapore e l’odore della libertà e non solo quello della cultura enologica del territorio.

07.04.2013
Giulio Stano
(sommelier Ais Puglia)

Nessuno è più pericoloso di un uomo privo di idee,
il giorno che ne avrà una gli darà alla testa come il vino a un astemio.

Gilbert Keith Chesterton (1874- 1936)

sabato 6 aprile 2013

Rifiuti zero: martedì a Bari per lanciare l'iniziativa di legge popolare


Martedì 9 aprile alle 18,00 presso la sala in via Borrelli al civico 32, si terrà l’assemblea provinciale per l’avvio della campagna per la legge di iniziativa popolare Rifiuti ZeroLa legge mira ad una riforma organica di tutto il sistema della raccolta e smaltimento rifiuti e si articola su 5 parole fondamentali enunciate già nel primo articolo: sostenibilità, ambiente, salute, partecipazione e lavoro.

Obiettivo della legge è arrivare ad una raccolta differenziata spinta porta a porta obbligatoria per legge, diminuire la produzione dei rifiuti del 20% entro il 2020, potenziare il riuso e riciclo, vietare nuovi inceneritori e convertire quelli esistenti entro il 2020, ridurre fino ad eliminare l’uso delle discariche. Una legge in grado di salvaguardare l’ambiente e la salute e allo stesso tempo bloccare le eco-mafie che sul traffico di rifiuti ed il sistema di smaltimento mediante inceneritori e discariche realizzano immensi profitti.

La raccolta firme, che partirà in tutta Italia partirà il 14 aprile, si annuncia molto partecipata specialmente in quei territori dove sono già attive vertenze su rifiuti, discariche, inceneritori. Occorre raggiungere 50.000 firme anche se il comitato promotore confida di raggiungerne molte di più. La conclusione della raccolta e la successiva presentazione della Proposta di Legge sono previste prima della pausa parlamentare estiva.

L'ordine del giorno sarà il seguente: breve presentazione della proposta di leggeazioni da compiere per richiesta spazio pubblico e modalità di raccolta firme; calendarizzazione; raccolta e scambio contatti; coordinamento per Firma Day da tenersi domenica 14 aprile; delibere pro campagna Rifiuti Zero da presentare ai Comuni; raccolta fondi.

L'assemblea è aperta a tutti i movimenti, associazioni, partiti, comitati e liberi cittadini che vogliano sposare questa iniziativa, pertanto vi prego di dare la massima diffusione a questo evento, grazie.

venerdì 5 aprile 2013

L'Alta Murgia è una terra strana: ieri a Bari la première del documentario

Tratturo in foresta Mercadante-Parco Nazionale dell'Alta Murgia
Foto Archivio Vito Stano 
© 2012

Quindici mesi di lavorazione per catturare in immagini lupi, cinghiali, gru migratorie e tanti altri esemplari di fauna e flora autoctoni dell'Alta Murgia. Questo è Alta Murgia - Una terra strana, il primo documentario prodotto da White Fox Communications commissionato dal Parco Nazionale dell’Alta Murgia e dedicato all’area protetta. Finalmente la Murgia, finalmente una narrazione dei territorio e della biodiversità dell'Alta Murgia e del Parco Nazionale che l'ha istituzionalizzata. Eugenio Manghi, il regista, ha catturato la bellezza di una terra a molti ancora sconosciuta. Il presidente del Parco Cesare Veronico ha affermato, prima della proiezione in anteprima ieri allo Showville di Bari, che «questo per noi è un anno determinante sul piano della promozione del territorio e del turismo sostenibile; quindi per noi un lavoro brillante come questo diventa uno strumento importantissimo per far conoscere l'Alta Murgia al resto del Paese»
Oltre a questo l'ente Parco sta lavorando con abnegazione per ottenere la Carta del Turismo Sostenibile, sta portando avanti diversi lavori infrastrutturali, tra cui la ciclovia «che – ha continuato il presidente Veronico – stiamo per inaugurare da Ruvo a Castel del Monte. Insomma questo è un anno durante il quale intendiamo puntare decisamente sulla promozione del nostro territorio e un lavoro di questo tipo diventa fondamentale». 

Il regista Eugenio Manghi ha dichiarato che «a me è successo una cosa molto particolare: mia moglie Annalisa, anche lei fotografa, mi aveva già fatto conoscere l'Alta Murgia una decina d'anni fa quando non c'era ancora il Parco, e mi ero innamorato ma in maniera superficiale. Dopo aver girato il documentario posso dire che non posso fare più a meno di questo territorio: ho scoperto tali e tante meraviglie per cui vale la pena lottare»

05.04.2013
Vito Stano

Italia e Balcani: se ne parlarà stasera a Gioia con Luciano Monzali

L'Adriatico come ponte per unire le terre balcaniche a quella italiana. Venerdì 5 aprile nel chiostro comunale di Gioia del Colle (Bari) si discuterà del tema L'Italia e Balcani: storia di prossimità e di conflitti, con il professor Luciano Monzali del Dipartimento per lo Studio delle Società Mediterranee dell'Università di Bari, che per l’occasione presenterà il volume dal titolo: Il sogno dell’Egemonia: l’Italia, la questione jugoslava e l’Europa Centrale (1918-1941), Le Lettere, 2010. 

Il volume analizza il ruolo dell’Italia negli anni fra le due guerre mondiali segnati dalla fine dell’Impero asburgico, dalla crisi interna russa e dall’indebolimento della Germania che crearono un vuoto di potere in Europa vantaggioso per l’Italia. Il tema scelto per questo primo incontro è di fatto più ampio e incentrato sugli aspetti legati ai difficili rapporti tra l’Italia e la regione balcanica occidentale dall’Unità d’Italia fino al Trattato di Osimo (1974), che segnò formalmente la fine di un contenzioso drammatico e sanguinoso tra Italia e Jugoslavia a proposito del confine tra i due Paesi e diede nuovo slancio alla cooperazione economica a cavallo del confine. Ciò che prima divideva, da allora in poi sembrò unire i due popoli, e l’Italia consolidò in questo modo il proprio ruolo di secondo partner commerciale della Federazione Socialista Jugoslava. Modererà il dibattito Vito Stano, giornalista e appassionato di storia del confine orientale.

Il circolo ARCI Lebowski di Gioia del Colle e l'associazione culturale LaPrimaVeraGioia presentano un Dialogo tra un impegnato e un non so: il titolo dell’iniziativa, patrocinata dal Comune di Gioia del Colle e realizzata in collaborazione con la libreria La Librellula di Gioia del Colle, è una citazione del compianto Giorgio Gaber e costituisce una riedizione di un ciclo di iniziative che nel corso del 2012 ha visto protagonista l'ARCI Lebowski. L'idea alla base dell'incontro non è quella della presentazione unidirezionale, piuttosto un più innovativo e partecipato dialogo tra studiosi accademici e un gruppo di lettura composto da giovani universitari tendenzialmente impegnati sul fronte della promozione civica e culturale. L'idea è che, in una fase delicata per la formazione culturale e politica delle giovani generazioni, questi dialoghi possano favorire e stimolare l’interesse non solo dei protagonisti delle letture, ma anche di chi impegnato non lo è, non lo sarà mai, ma che comunque è a volte mosso da forme di interesse nei confronti della storia politica del proprio Paese.  

I successivi incontri verteranno sui temi della rappresentatività, della storia politica italiana e sull’europeismo, e avranno come protagonisti docenti dell’Ateneo barese, a testimonianza del fatto che l’Università può raggiungere la provincia se il territorio è disposto a mettersi in cammino con il giusto dinamismo.

giovedì 4 aprile 2013

Gioia del Colle: perseguita la responsabile. Arrestato operaio 49enne


Caserma dei carabinieri di Gioia del Colle - Foto google.com
I carabinieri della Compagnia di Gioia del Colle hanno arrestato un 49enne del luogo, con le accuse di atti persecutori e danneggiamento in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari emessa dal GIP del Tribunale di Bari su richiesta della locale Procura della Repubblica.

Le indagini hanno evidenziato che l’uomo, operaio in uno stabilimento locale, per motivi verosimilmente legati a dei provvedimenti disciplinari adottati nei suoi confronti dall’azienda, ha posto in essere numerosi atti vessatori, concretizzatisi anche in aggressioni verbali e danneggiamenti nei confronti di una 45enne, dipendente della stessa ditta con mansioni di responsabile di un settore, ritenendola fautrice delle azioni disciplinari. A partire dal mese di marzo del 2011 fino al gennaio di quest’anno, l’uomo si sarebbe reso responsabile di numerosi episodi intollerabili: minacce sul luogo di lavoro mimando con la mano una pistola che puntava all’indirizzo della donna, incendio dell’auto, controllo dei movimenti della 45enne e dei suoi familiari recandosi in orari insoliti nei pressi della sua abitazione. 

Tali episodi, divenuti frequenti, oltre ad aver ingenerato nella vittima un grave stato di ansia e di paura l’hanno costretta anche a modificare le proprie abitudini di vita. Il 49enne, su disposizione della Procura della Repubblica di Bari, è stato collocato ai domiciliari.

mercoledì 3 aprile 2013

'Alta Murgia - Una terra strana': tutto esaurito per la prima allo Showville


Parco Nazionale dell'Alta Murgia nei pressi di Castel del Monte 
Giovedi 4 aprile, a partire dalle 19,00, presso il Multisala Showville di Bari avrà luogo l’attesa proiezione di Alta Murgia - Una terra strana, il primo documentario prodotto da White Fox Communications commissionato dal Parco Nazionale dell’Alta Murgia e dedicato all’area protetta. La presentazione, che vedrà la presenza del regista Eugenio Manghi, del presidente del Parco Cesare Veronico, del direttore del Parco Fabio Modesti e di numerosi ospiti, sarà condotta da Antonio Stornaiolo e si terrà in due sale in seguito al-tutto-esaurito fatto registrare nelle prenotazioni on line sul sito www.parcoaltamurgia.gov.it che ha reso necessario il raddoppiamento delle proiezioni e dei posti disponibili.

Un successo che non ha sorpreso il presidente Veronico, che ha dichiarato: «è da tempo che riscontriamo una crescente attenzione nei confronti di quest’area protetta; gli amici del Parco sono aumentati esponenzialmente grazie anche al passaparola sui social network e alle occasioni di incontro con le associazioni, le aziende, i cittadini. Stiamo cercando di formare un'identità murgiana che vada ben oltre la semplice appartenenza a un territorio, condividendo la bellezza che il nostro Ente tutela e valorizza. E lo facciamo anche attraverso l'emozione forte che suscita un lavoro come quello di Eugenio Manghi e del suo staff».

Il film diretto da Eugenio Manghi, regista, fotografo e giornalista naturalista, è stato realizzato al termine di 15 mesi di lavorazione (è stato commissionato dall’ente Parco a settembre 2011) e presenta un’Alta Murgia ineditacon immagini esclusive che testimoniano la presenza di specie protette come il lupo e altre specie rare e raccontano eventi come l’arrivo delle gru in migrazione. Il tutto senza tralasciare la narrazione del rapporto tra l’uomo e l’ambiente.

Un lavoro di équipe che si è avvalso della collaborazione di numerosi esperti e appassionati: Annalisa Losacco, socia della White Fox Communications e operatrice video specializzata in natura, Giuseppe Carlucci, ornitologo e guida competente del territorio, Luciana Zollo, naturalista dell’ente Parco e numerosi altri esperti che, per passione, hanno contribuito al risultato finale. Il documentario si avvale anche delle musiche degli Uaragniaun, tra le massime espressioni del folk del territorio, che hanno composto ad hoc alcuni dei brani della colonna sonora.

Dopo questa première, per venire incontro alle numerose richieste pervenute dopo il-tutto-esaurito, il documentario sarà proiettato nelle sale cinematografiche dei comuni del Parco e successivamente parteciperà ad alcuni film festival internazionali ai quali è stato già invitato.

martedì 2 aprile 2013

Ignazio Zullo: «Governo Pd-Pdl. Presidente della Repubblica moderato»


La situazione di stallo a livello nazionale desta l'attenzione di tutti, abbiamo sentito in mattinata davanti ad un caffè il consigliere regionale pugliese Ignazio Zullo (Popolo della Libertà). Dalla possibilità di un governo Pd-Pdl a guida Bersani alla estrema ratio del voto, passando per l'incognita rappresentata dal nuovo inquilino del Quirinale: questi sono stati gli argomenti discussi. Ma anche un cenno alla situazione pugliese e in particolare alla faccenda dei blitz  effettuati in alcuni ospedali dall'assessore alla Sanità Elena Gentile per verificare lo stato dell'arte del sistema sanitario regionale. 

02.04.2013
Vito Stano

Governo dei saggi: il Movimento 5 Stelle non ci sta e rivendica coerenza


Il governo dei saggi del Presidente. Questo sembra davvero il titolo di un film, ma è la disgrazia che è capitata all'Italia. Molti gridano al golpe istituzionale: l'Italia è diventata un Repubblica presidenziale e il Parlamento appena eletto è stato spodestato, con buona pace degli elettori del M5S e dei suoi onorevoli cittadini. Dal profilo di Vito Crimi, senatore e capogruppo al Senato del Movimento 5 Stelle, prediamo a prestito un suo pensiero sulla situazione politica. 

02.04.2013
V.S.   


Capogruppo al Senato M5S Vito Crimi - Foto facebook.com
Se la coerenza (che molti spacciano per presunzione) è una colpa, ebbene sì, abbiamo questa colpa essere stati coerenti”. Ma sia chiaro che siamo pronti a farlo ancora e poi ancora. Ciò che non condividiamo è il pensiero di chi individua l’errore nel non aver ‘fatto un nome’.
Molti, ancora oggi, ci chiedono perché non abbiamo fatto un nome. Ed ogni volta ci ritroviamo a rispondere: perché avremmo dovuto fare un nome?

Mai ci è stata richiesta - da chi istituzionalmente avrebbe potuto farlo - un'eventuale proposta. La circostanza pareva destare interesse la sola stampa, tuttavia più per mera curiosità giornalistica (gossip), che per una reale prospettiva politica.

Al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano abbiamo ribadito la serietà delle istanze del Movimento 5 Stelle, e la nostra intenzione di proporre una rosa di nomi altrettanto autorevole ed importante, tale da renderne scontata l’approvazione in sede parlamentare tramite voto di fiducia. Si sarebbe trattato di personalità di alto profilo professionale, nonché di marcata e riconosciuta distanza dal mondo politico e da incarichi istituzionali che potessero suggerirne una contiguità. La risposta è stata il silenzio.

Personalmente ho osato ancora di più, chiedendo al Presidente di allontanarsi dall'orizzonte politico, di cercare altrove, fuori della realtà dei partiti, ovvero laddove oggi chiedono si rivolga il suo sguardo quanti nelle elezioni appena trascorse, tra voti al M5S e astenuti, hanno voluto comunicare la loro insofferenza nei confronti della classe politica. La soluzione migliore era pertanto un governo fuori dalla politica.

Come ho in precedenza scritto nel mio resoconto, il Presidente ci ha manifestato la sua propensione a non promuovere un’esperienza con individualità e virtù estranee al palcoscenico politico (portando a tal proposito come esempio il governo Monti, ma non era quello il modello che intendevo ahimè, e comunque ritenendo non ripetibile quella esperienza) e a seguito di elezioni politiche avrebbe potuto vedere la luce solo un governo politico. Cosa avremmo potuto dire di più? Niente. La posizione del Presidente era chiara ed esplicita: nessun governo fuori dal mondo politico. A che pro fare nomi? Nemmeno Pierluigi Bersani, nelle occasioni d’incontro e nei colloqui che ci hanno visto partecipi, ma neanche all'esterno, ha mai palesato la volontà di coinvolgere persone avulse dalla politica, volgendo anzi lo sguardo a persone a lui vicine e ponendosi sempre in veste di Premier, senza alcuna alternativa.

Potevamo noi fidarci? No. Troppe volte abbiamo riposto fiducia incondizionata, troppe volte abbiamo demandato, troppe volte abbiamo lasciato correre, nella speranza che ci fosse una prossima volta per rimediareA quanti oggi sostengono che avremmo dovuto offrire una possibilità a Bersani e al PD, chiedo: quante possibilità gli sono state concesse in questi ultimi anni? Quante occasioni hanno avuto per mantenere promesse che sistematicamente venivano disattese? Quando si sono degnati di abbandonare il ruolo di ‘stampella’ di Berlusconi, per indossare finalmente le vesti di una reale forza di opposizione, che potesse aspirare un giorno ad un ruolo di governo per risollevare le sorti del Paese? Perché questa doveva essere la volta buona? Cosa è cambiato?

Abbiamo dinnanzi gli stessi interlocutori di sempre, e da questi provengono ancora le medesime parole e illusioni che da decenni ci propinano, senza averne mai portata a realizzazione alcuna. A tal proposito, abbiamo prodotto un elenco di motivi per i quali non avremmo mai potuto fidarci: l’iniziativa, partita inizialmente quasi per gioco, si è rivelata essere un’inesauribile fonte di ragioni e argomenti. Dopo aver preso atto, dunque, che mai si sarebbe presa in considerazione l’ipotesi di personaggi estranei all'universo politico ed in particolare di Bersani, abbiamo ritenuto uno spreco di energie l’avanzamento di eventuali proposte: qualunque personalità avessimo suggerito sarebbe servita soltanto a sfamare gli ingordi trangugiatori di gossip, e a fomentare la speculazione giornalistica che da tempo adombra la nostra attività parlamentare. E se facendo un nome Bersani ci avesse dato il placet? Cosa avrebbe significato? Che avremmo avuto il contentino, un nome, e poi il governo voluto da Bersani e dal Partito Democratico al quale avremmo dovuto dare la fiducia…. No nessuna fiducia al Pd il messaggio è chiaro. Tanto valeva a quel punto trovare un accordo e dividersi i ministeri… ecco quello significava fare dei nomi a chi aveva come unico interesse formare il “suo” governo e ottenere la “nostra” fiducia.  
 

Qual è invece il senso  il non senso, anzi  dell’iniziativa del Presidente? Anche se inizialmente poteva indurre l’impressione di una svolta verso la detronizzazione della casta politica, la scelta di Napolitano non è altro che un’ulteriore conferma della cecità che ha colpito la classe politica: ancora non ha compreso il risultato di queste elezioni. La logica partitica si riscontra oggi nei gruppi ristretti indicati dal Presidente, che di ‘saggio’ hanno ben poco, e di politico hanno tanto. Altro non sono che la perfetta sintesi della realtà di partito che non vuole saperne di liberarci della sua presenza, ed alla quale gli elettori, con il voto di febbraio, hanno già detto addio. Questa scelta dimostra che il sentimento degli elettori è ben lungi dall'essere compreso, e rende ancor più chiara la volontà della classe politica a proseguire nel solco della casta, riproponendo Violante, colui che nel 2003 svelò senza vergogna né pudore l’inciucio con Berlusconi, ed ancora oggi gode degli assurdi privilegi riservati agli ex Presidenti delle Camere.  

È evidente che non hanno capito  o non vogliono capire  la lezione. Come potremmo fidarci, dunque, di tali individui? Non è vero, inoltre, che la scelta ci soddisfi: non ci è mai piaciuta alcuna soluzione che estromettesse il luogo istituzionalmente previsto per la formazione delle leggi, ovvero il ParlamentoCome si evince dalla mia precedente nota, l’unico aspetto cui con piacere abbiamo dato risalto è la condivisione, da parte di Napolitano, delle ragioni che da mesi sosteniamo (ricevendo in risposta sberleffi e critiche di presunti e sedicenti esperti costituzionalisti): un esecutivo c’è sempre, ed è inoltre possibile andare avanti con un governo abilitato a gestire i soli affari ordinari, subordinato all'approvazione del Parlamento per la promulgazione di atti d’urgenza. Una condizione, quest’ultima, che restituisce centralità al Parlamento, purché questo inizi a lavorare a pieno regime e non a regime ridotto, delegando, come oggi avviene, ad una sola commissione speciale la trattazione degli affari sopra detti.

Forse poteva essere intrapresa una strada mai percorsa prima, e cioè di affidare il governo a Bersani che con i suoi ministri poteva presentarsi al Parlamento e qualora non avesse ricevuto la fiducia poteva continuare, alla stregua dell'attuale governo Monti, senza la fiducia ma solo per gli affari ordinari. Almeno sarebbe stato rappresentativo di una maggioranza relativa e non di una strettissima minoranza come il governo Monti in regime di prorogatioIl Movimento 5 Stelle è stato l’unico ad invocare a gran voce l’immediata ripresa delle attività in Parlamento. In risposta abbiamo solo ricevuto insulti, venendo tacciati di incompetenza e di incapacità nel comprendere il complicato mondo della politica. Noi comprendiamo solo la forte necessità del Paese di disporre di provvedimenti urgenti. I politici - all'unanimità - hanno ritardato la partenza dei lavori parlamentari per subordinarli ad accordi politici, per soddisfare la fame di poltrone con le presidenze delle Commissioni, che si traducono in uffici, risorse economiche ed umane, e nel potere di decidere cosa inserire - e non inserire - negli ordini del giorno e nel calendario.

A queste condizioni, non ci stiamo. I nostri elettori non ci hanno votato per adeguarci al sistema, ma per scardinarlo, per aprire il Parlamento come una scatoletta di tonnoE adesso, cosa accadrà? In tanti ce lo chiedono. Adesso il Parlamento lavora. La settimana prossima presenteremo i nostri disegni di legge, e avremo l’occasione, a distanza di sei anni, di rispolverare la legge d’iniziativa popolare ‘Parlamento Pulito’, sottoscritta da 350 mila cittadini, per chiederne il voto in aula. Finalmente, i nostri ‘colleghi’ in Parlamento dovranno rendere conto ai cittadini che nel 2007 li chiamavano ad esprimersi su di una legge che prevedeva il ripristino della preferenza. Vedremo se gli auspici e le promesse diffuse ai quattro venti in campagna elettorale dai partiti troveranno riscontro nella votazione in Parlamento, o se rimarranno solo parole. Proporremo inoltre il reddito di cittadinanza, l’abolizione dell’Irap e altre iniziative legislative direttamente in Parlamento. Il nostro lavoro legislativo sarà complesso, sarà frutto di lavoro di squadra e non iniziativa personale di ogni singolo parlamentare e ci porterà a proporre una proposta organica e completa per ogni tema. Ma sappiate che le proposte potranno essere esaminate solo se partiranno le Commissioni permanenti. Se davvero è urgente fare qualcosa per il Paese ci aspettiamo un’ampia condivisione di tali istanze. ‘Presto’ e ‘subito’ paiono essere le parole d’ordine che ci accomunano tutti: e allora sia, muoviamoci!

lunedì 1 aprile 2013

Farfalle come bioindicatori: un corso a Conversano per riconoscerle


L'Associazione Polyxena organizza il secondo corso di Butterfly Watching, dedicato alle tecniche di riconoscimento e al monitoraggio delle farfalle diurne. Il percorso formativo, dai connotati fortemente applicativi, si articola con lezioni teoriche e uscite in campo. Durante il corso saranno approfonditi temi legati alla biologia, all'etologia e all'ecologia dei Lepidotteri Ropaloceri, con particolare attenzione alle specie protette, come la Zerynthia polyxena. L'iniziativa ha il partenariato della Butterfly Conservation Europe, il network europeo per la tutela delle farfalle fondato dal documentarista inglese David Attenborough, di cui Polyxena è partner per l'Italia. 

Saranno fornite le basi sull'identificazione delle principali specie, presentati gli strumenti utili per valutare e monitorare lo stato di salute dell'ambiente, attraverso l'uso delle farfalle come bioindicatori. 

Il corso si svolgerà nei giorni 5,6,7 aprile nella Riserva Naturale dei Laghi di Conversano e Gravina di Monsignore a Conversano (Bari) ed è rivolto a tutti: studenti, educatori ambientali, liberi professionisti in campo ambientale e semplici appassionati. La quota di iscrizione del corso (a numero chiuso) è di 30,00 euro e il termine ultimo per presentare la propria candidatura è fissato per il 4 aprile. Informazioni possono essere richieste al 328/65 98 638 alla mail info@polyxena.eu.

01.04.2013
V.S.

Pasquetta, controlli straordinari: 23gr di marijuna sequestrati e 7 arresti


Pasquetta di celebrazioni, divertimenti ma anche di lavoro straordinario per i carabinieri di Bari e provincia. Il servizio straordinario di controllo del territorio ha prodotto sette arresti in flagranza di reato e il sequestro di 23 grammi di marijuana

Il Comando Provinciale di Bari dei Carabinieri, in coincidenza delle festività pasquali, ha disposto un servizio straordinario  finalizzato a prevenire e reprimere il fenomeno dello spaccio di droga e dei reati predatori. A Monopoli i carabinieri della locale compagnia hanno arrestato un 29enne barese con le accuse di furto in abitazione e ricettazione. Il giovane, dopo essersi impossessato di gioielli per un valore di 1.200,00 euro in un’abitazione del luogo, è stato intercettato e bloccato, al termine di un inseguimento conclusosi a Polignano a Mare, a bordo di un’auto risultata rubata ad Altamura nel gennaio del 2012. Il 29enne è stato accompagnato in carcere.

A Putignano invece i militari della locale stazione hanno arrestato un 26enne e un 25enne rispettivamente di Castellana e del luogo, accusati di detenzione di droga ai fini di spaccio. Nel corso di una perquisizione effettuata all’interno di un monolocale, utilizzato dai ragazzi i carabinieri hanno trovato 23 grammi di marijuana. I due sono finiti ai domiciliari.

A Triggiano e Sammichele di Bari invece due uominiFrancesco Milillo e Giuseppe Mercedes, detenuti in casa sono stati arrestati dai carabinieri con l’accusa di evasione. Il primo è stato collocato ai domiciliari mentre l’altro associato presso la casa circondariale di Bari.

Ad Andria i carabinieri della locale Compagnia hanno arrestato due sorvegliati speciali sorpresi alla guida di un ciclomotore sprovvisti di patente di guida. Si tratta del 30enne Michele Ieva e del 29enne Pietro Dell’Endice, ritenuti responsabili di violazione degli obblighi imposti. Su disposizione della Procura della Repubblica di Trani, i due sono stati associati in regime di arresti domiciliari. Le moto, invece, sono state poste sotto sequestro.

01.04.2013
Vito Stano