sabato 20 luglio 2013

Un altro anno senza Carlo. Quanti anni ancora senza verità e giustizia?

Ancora un anno senza lui. Il 2001 sembra lontano, ma per chi, come me, c'era con la mente e con il cuore lì a Genova, quel G8 è vicino, forse ancora troppo. 

Quest'anno, come ogni anno, il Csa Pinelli, l'Osservatorio Repressione, il Comitato Verità e Giustizia per Genova e il Comitato Piazza Carlo Giuliani hanno organizzato una tre giorni di incontri 'PernondimentiCarlo'.

La giornata di ieri, 19 luglio, è stata dedicata a presentare il programma di oggi, sabato 20, e domani, domenica 21 luglio. Inoltre è stata presentata la campagna dell'Osservatorio Repressione che chiede l'amnistia sociale e il censimento delle denunce penali a carico dei movimenti.

Stamane numerosi sono stati gli intervenuti all'incontro pubblico organizzato dal Comitato Verità e Giustizia per Genova; a dibattere c'erano Vittorio Agnoletto, Enrica Bartesaghi, Italo Di Sabato, Haidi Giuliani, Turi Palidda, Sergio Segio; ha coordinato Antonio Bruno. 

La tre giorni si chiuderà domenica sera con una fiaccolata, che partirà alle 21,00 da piazza Alimonda e proseguirà verso la scuola Diaz, tristemente nota per la «macelleria sociale» attuata dagli agenti della polizia di Stato.

Un altro anno senza Carlo. Quanti anni ancora senza verità e giustizia?

20.07.2013
Vito Stano

Luglio tra calure estive e tragici anniversari. Le infinite storie di mafia

Il 12 luglio di dodici anni fa veniva ucciso per errore Michele Fazio. Quest'anno, come ogni anno, numerose associazioni legate e non alla rete di Libera e tanti singoli cittadini, alla presenza delle istituzioni cittadine hanno ricordato l'avvenimento. 

Ma luglio è anche il mese in cui viene ricordato il sacrificio del giudice Paolo Borsellino e degli uomini e le donne della sua scorta, ucciso dal deflagrare del tritolo in via D'Amelio a Palermo il 19 luglio del 1992. Oggi a 21 anni da quell'avvenimento le ombre anziché disperdersi si sono allungate. A questo proposito copio dal sito del professor Nicola Tranfaglia, storico delle mafie, lo scritto che riporto di seguito assieme all'indirizzo web.   
V.S.


di Nicola Tranfaglia

L’estate di questo strano 2013 ha portato la prima sentenza sul 1992, anno che tutti ricordiamo per le stragi di Capaci e di via d’Amelio e che sarà seguita nell’autunno con ogni probabilità dal processo centrale sulle trattative tra mafia e Stato che vede alla sbarra (o comunque imputati) accanto ai capi mafia detenuti (tra i quali Riina, Brusca e Bagarella), due politici importanti come l’ex presidente del Senato Nicola Mancino, l’ex ministro per il Mezzogiorno Calogero Mancino e gli ufficiali del Ros Carabinieri  Mori e Obinu  assolti ieri perché il fatto non sussiste. Ossia perché la mancata cattura del boss Bernardo Provenzano nel giugno 2006 a Mezzojuso  è avvenuta senza che ci fosse da parte loro un dolo, cioè la commissione di un reato di favoreggiamento nei confronti del capomafia latitante. 

Non è la prima sentenza del genere nei confronti di Mori che venne assolto all’indomani della cattura di Salvatore Riina quando fu imputato di analogo reato per la mancata perquisizione del covo del boss, ordinato dalla procura palermitana  subito dopo l’arresto avvenuto a Palermo il 15 gennaio 1993. Anche qui i giudici si trovavano di fronte a un fatto sicuramente avvenuto e imputato proprio al Ros dei Carabinieri (in particolare a Mori e a De Caprio, il mitico comandante Ultimo) competenti per l’azione da compiere e decisero di assolvere gli imputati. La sentenza di Palermo dichiara con ciò inattendibili la testimonianza del colonnello Riccio dei Carabinieri di Palermo e del pentito Massimo Ilardo assassinato a sua volta nel 1996 dai mafiosi siciliani e non spiega chi siano i colpevoli di quella mancata cattura come della mancata perquisizione di tre anni prima. Insomma aumentano  le tenebre che sicuramente alcuni uomini e alcuni pezzi dello Stato e della politica hanno interesse a mantenere sulle trattative del '92-93. Perché è difficile, per non dire impossibile, che quelle trattative non ci siano state.   

Ricordo io stesso di aver scritto più di un editoriale nella seconda metà degli anni novanta  sull’Unità  diretto allora  da Concita de Gregorio che dicevano apertamente come le trattative ci fossero state e lo dimostrava la revoca di oltre trecento misure di 41 bis da parte del ministero in carica allora. Ma a mano a mano che gli anni sono passati e le associazioni mafiose  piuttosto che afflosciarsi e diventare più deboli, sono diventate invece più forti e prospere, con il ritorno della destra al potere e poi del governo tecnico  quelle trattative sono diventate sempre più difficili da accettare da parte delle nostre classi dirigenti. Così oggi mentre il nostro parlamento sembra avere qualche difficoltà a istituire una nuova commissione di inchiesta sulle mafie, come pure chiedono tutte le associazioni culturali che si occupano di questi problemi (a cominciare dall’associazione 'Pio La Torre' che ha scritto in questi giorni ai presidenti delle Camere per sollecitare l’iniziativa), incominciano a diffondersi anche nelle aule giudiziarie i dubbi sul recente passato e su quelle trattative proprio mentre tutto quello che succede oggi in Italia e nel mondo dovrebbe condurci a guardare con grande attenzione alle pagine oscure ma significative del rapporto tra mafia e politica. 

Ma la giornata di oggi diciannove luglio 2013 è dedicata alla memoria di Paolo Borsellino e dei cinque agenti di scorta che morirono con lui in quell’assolato pomeriggio palermitano di fronte alla casa di sua madre in via D’Amelio per una bomba di centinaia di chili di tritolo di cui fu imbottita l’auto centoventisei Fiat posta di fronte all’abitazione cui il giudice siciliano era diretto. Le interviste che tre giornali (Il Corriere della Sera, l’Unità e Il fatto quotidiano hanno fatto rispettivamente al procuratore aggiunto di Palermo Vittorio Teresi, all’ex senatore Giuseppe Lumia e al procuratore di Palermo Sergio Lari) non hanno aggiunto notizie importanti  al complesso dei fatti che sono oggetto del processo in corso sulla trattativa tra mafia e Stato né alla spiegazione delle ragioni che hanno condotto ieri i giudici di Palermo ad assolvere gli ufficiali dei carabinieri Mori e Obinu.   

L’unico grande quotidiano che ha dimenticato del tutto  l’avvenimento è mi dispiace doverlo ricordare  la Repubblica di Ezio Mauro, occupata a tempo pieno a celebrare il governo delle «larghe intese» Pd-Pdl di Enrico Letta, sostenuto a corpo morto dal presidente della repubblica, Giorgio Napolitano. La verità dei fatti, per chi si è dedicato con i suoi studi al fenomeno mafioso, è che ancora grandi ombre pesano sui rapporti tra mafia e politica nella storia d’Italia. Non nel senso che quei rapporti non ci siano stati, o che non abbiano riguardato problemi importanti del nostro passato come, con ogni probabilità, del nostro presente ma piuttosto  nel senso che non siano stati così importanti e decisivi da condurre a modificare comportamenti rilevanti degli organi istituzionali, politici o giurisdizionali, e favorire la battaglia delle associazioni mafiose da sempre attive nella conquista di un potere sempre maggiore nella nostra società. 

C’è una difficoltà  da superare che  giudici come Falcone e Borsellino siano stati eliminati perché percepiti come ostacoli in  una guerra senza quartiere contro Cosa Nostra, che altri giudici (come Livatino,  Scopelliti, Saitta o Terranova e Bruno Caccia a Torino) o ancora politici (penso a Pier Santi Mattarelli) siano stati uccisi per le stesse ragioni e che, a distanza di venti o più anni dai fatti sicari o mandanti di quegli omicidi, siano ancora a tutti gli effetti impuniti. E ancora per chi scrive è difficile ammettere, come scrive l’illustre prof. Fiandaca, che trattare con Cosa Nostra sia dal punto di vista del diritto penale indifferente o addirittura lecito. Non è espressione di una visione «politi cistica» o, come scrive Fiandaca «sostanzialistica», sostenere che una trattativa mafia-stato sia un aspetto indubbio del rapporto tra lo stato di diritto che regge la nostra costituzione democratica  e le associazioni mafiose e che esprime la malattia di fondo che affligge la nostra repubblica.  

Sono ancora convinto, come scrivono magistrati del passato come Falcone e del presente come Caselli, che trattare con la mafia significa accantonare la lotta contro di essa, cercare una composizione con le sue pratiche, la coabitazione con i suoi metodi, in altre parole accettarne le regole di fondo. 

Estate in escursione: pedalata in riva al mare tra Polignano e Monopoli

Club Amici del Trekking, Ruotalibera e Trekking Cassano organizzano una pedalata unendo tre associazioni che condividono la passione dell’escursionismo all’aria aperta. 

L'appuntamento è per domani, domenica 21 luglio; si parte da Bari in treno per raggiungere la perla dell'Adriatico, Polignano a mare; l'itinerario prevede di proseguire in bici verso Monopoli. 

Dopo un breve bagno rinfrescante nelle cristalline acque del mare, in sella alla bici si raggiungerà la splendida location in contrada Antonelli, per partecipare al momento conviviale del pranzo, previsto per le ore 14,00. 

Per maggiori informazioni e per aderire all'iniziativa i soci Cat possono contattare Beppe Santorsola 340/5600560.

Per la riuscita è richiesto un contributo per le spese organizzative di 10,00 euro + 8,00 euro per il biglietto del treno e per la copertura assicurativa.

venerdì 19 luglio 2013

Paesaggi da gustare e antichi frantoi da scoprire nel territorio di Ostuni

'Paesaggi da gustare': primo appuntamento mercoledì 24 luglio ore 18,00; 'Antichi frantoi': primo appuntamento venerdì 26 luglio ore 18,00. L'incontro è previsto presso il parcheggio in via Ten. Specchia a Ostuni.

L’associazione Millenari di Puglia, vincitrice del concorso regionale Principi Attivi 2012 giovani idee per una Puglia migliore con un progetto sulla tutela del patrimonio degli ulivi millenari, propone per l’estate 2013 alcune escursioni per scoprire il territorio di Ostuni tra aree naturalistiche, masserie, antichi frantoi ipogei scavati nella roccia e gastronomia locale.

Tutti i mercoledì alle 18,00 a partire dal 24 luglio e per tutto agosto ci saranno, in collaborazione con la condotta Slow Food Piana degli Ulivi, le escursioni della rassegna 'Paesaggi da Gustare' che prevedono itinerari in alcuni dei luoghi paesaggisticamente più belli dell’area di Ostuni.

Il primo appuntamento previsto per il giorno 24 luglio è nella contrada Difesa di Malta, nei pressi del Dolmen di Montalbano, tra una masseria e un paesaggio sconfinato dove grandi spazi aperti vengono interrotti da alberi secolari sparsi qui e là. Durante la passeggiata lungo un sentiero panoramico si esplorerà una suggestiva masseria, spesso utilizzata come scenografia in diversi film per la bellezza del paesaggio circostante. L’itinerario prevede, inoltre, la visita di alcune grotte dell’insediamento rupestre presente nel solco della lama carsica. Sul far del tramonto si rientrerà in masseria attraversando i grandi campi dove è fresco il profumo del grano appena tagliato. Al termine dell’escursione, adatta a tutti, ci sarà una degustazione con i prodotti realizzati dall’azienda agricola Nobile Tradizione Pugliese di Vita Pugliese.

Per l’escursione è previsto un contributo di 12,00 euro comprensive della degustazione in masseria. Inoltre, l’associazione Millenari di Puglia, impegnata nella valorizzazione delle antiche industrie dell’olio, ha organizzato durante tutti i venerdì alle ore 18.00 a partire dal 26 luglio e per tutto il mese di agosto, la rassegna 'Antichi Frantoi' interamente dedicata agli antichi frantoi ipogei scavati nella pietra nel territorio ostunese. Anche in questo caso ogni venerdì un percorso diverso, un frantoio diverso, un’esperienza diversa. Percorsi suggestivi che attraversano la piana degli ulivi secolari e che seguono il tracciato dell’antica via Traiana, realizzata ben duemila anni fa dall’imperatore Traiano, per riscoprire luoghi abbandonati ma pregni di storia che raccontano il territorio.

Armati di torcia i partecipanti potranno esplorare le grotte frantoio, conoscere la dura vita dei frantoiani e immergersi in un passato ormai lontano che continua a vivere tra le grosse ruote di pietra, tra i pilastri dei vecchi torchi, tra le stanze di raccolta delle olive e i letti di pietra ricavati nel muro. Un mondo tutto da scoprire, da recuperare. Il primo appuntamento della rassegna è venerdì 26 luglio e prevede la visita in un antico frantoio, ora recuperato, nell’area di Rosa Marina presso Masseria Gravina e nella lussureggiante e suggestiva lama che ricade nell’area protetta del Parco Regionale delle Dune Costiere. L’itinerario proposto, che si conclude al tramonto, è un mix di storia, natura e archeologia condito da un pizzico di avventura che accompagnerà l’intero percorso. Per le visite ai frantoi è previsto un contributo di 5,00 euro.

Per ogni escursione l’appuntamento è alle ore 18.00 nel parcheggio in via tenente Specchia, (sottostante l’hotel Orchidea Nera e la pizzeria Impasto Napoletano) ad Ostuni. Da lì ci si trasferirà tutti insieme, ognuno con la propria auto, nelle varie location. Di seguito le coordinate gps per il luogo di ritrovo: 40°43.949'N   17° 34.476'E Si consiglia di indossare scarpe comode, antizanzare e di portare una torcia per il rientro e per i frantoi. Necessaria la prenotazione in quanto i posti sono limitati.

Il numero della segreteria di Millenari di Puglia è il 340.3362916 o per maggiori info potete scrivere a info@millenaridipuglia.com

Per chi viene da Bari o da Lecce: dalla SS 379 prendere l’uscita Ostuni-Villanova. Arrivati ad Ostuni si giungerà alla grande rotonda con al centro gli ulivi. Proseguire dritto per Ostuni. Dopo 500 metri dalla rotonda troverete il ponte e 200 metri dopo il ponte svoltare a sinistra lungo la strada che arriva al parcheggio.

Ass. Millenari di Puglia
via S.Quartulli 3 - Ostuni (Br)
Tel.: 340.3362916

Numero Verde contro i reati sul demanio marittimo: il telefono è muto

Unico esempio in Italia, dopo otto anni di successi il telefono è muto. Senza nessuna spiegazione. È il 18 giugno 2013. La Giunta regionale con la Delibera n. 1154 annuncia l’intenzione di riproporre nell’estate 2013 il Numero Verde per la segnalazione dei reati ambientali sul demanio marittimo. 

La Giunte regionale afferma che «il cospicuo numero di segnalazioni ha dimostrato una fattiva collaborazione della cittadinanza nel prevenire e combattere i reati del mare e quelli ambientali. Il progetto numero verde ha dimostrato, nel corso degli anni, di essere un utile strumento di difesa del territorio, capace di convogliare le forze delle Amministrazioni, delle Forze dell’Ordine e dei cittadini. La continuità del servizio del numero verde costituisce, senza dubbio, un punto di forza per la registrazione sistematica degli illeciti perpetrati ai danni dell’ambiente e per il consequenziale intervento degli Organi di Controllo». Subito dopo sul suo sito ufficiale la Regione Puglia proclama che «anche per il 2013 l'iniziativa di attivazione del Numero Verde, 800-085898, per le segnalazioni di reati del mare e reati ambientali sul demanio marittimo. Il periodo di attività del servizio va orientativamente dal 1 luglio 2013 al 15 settembre 2013. Il servizio è assicurato dalle 9,30 alle 18,30 dal lunedì alla domenica in varie modalità e con la collaborazione di altre forze attive sul territorio».

Fin qui sembrerebbe che vi abbiamo raccontato la storiella che oramai si ripete da otto anni questa parte. Ma ecco la sorpresa: il numero verde non funziona, non è attivo! Era consuetudine avviare l’oramai consolidato servizio il 15 giugno per poi terminarlo il 15 settembre. Ma dopo otto anni di attività continua a difesa della costa pugliese, il Numero Verde quest’anno non è ancora operativo e gli sforzi del WWF per riconfermare questo importante strumento di mediazione virtuosa fra le istituzioni e i cittadini per la difesa del territorio, unico esempio in Italia, si sono purtroppo dimostrati vani.

E giù decine di mail di protesta da parte dei cittadini indignati, la stampa che ci chiama per chiederci cosa stia accadendo, sui social network si scatenano discussioni e intanto in Puglia, crocevia delle ecomafie e dei reati contro l’ambiente, si registrano i sequestri operati dalle Forze dell’Ordine nel Salento riguardanti abusi edilizi e distruzione delle dune costiere…

Dopo tutto questo clamore mediatico, quindi, non possiamo esimerci dall’esprime tutte le nostre perplessità. Cosa rispondere ai cittadini che ci segnalano le violazioni dell’Ordinanza Balneare emanata proprio dalla Regione Puglia nel 2013?

Le migliaia di segnalazioni telefoniche pervenute nel corso dell’estate 2012 al centralino del WWF, di cui oltre 400 girate alle autorità competenti (comuni, Forze dell’Ordine, enti, istituzioni) e seguite dalle verifiche dei volontari e dall’intervento degli organi di polizia giudiziaria, sono soltanto un esempio di quanto, nel corso degli anni, questo servizio abbia riscosso un notevole successo sia sul terreno del coinvolgimento e della sensibilizzazione dei cittadini sia nel rafforzamento degli strumenti di controllo e salvaguardia del territorio. Un patrimonio di conoscenze che ha travalicato i confini regionali, tant’è che ogni anno ci sono arrivate richieste dalle regioni limitrofe.

Che fine hanno fatto i buoni propositi enunciati dalla Giunta regionale nelle conferenze stampa della scorsa estate? Non chiediamo altro che dar seguito a tutte le dichiarazioni pubbliche rese dagli amministratori regionali che, diversamente, saranno derubricate a mere promesse non mantenute. A chi ha la memoria corta ricordiamo che il Numero Verde nacque come uno strumento operativo che aveva lo scopo di creare un tramite tra cittadino e istituzioni, nell’ambito di quella importantissima Legge regionale per la difesa delle coste, che fu voluta dagli stessi operatori economici e alla stesura della quale contribuirono tutte le maggiori associazioni ambientaliste. Una Legge che ha consentito alla Puglia di essere un modello di riferimento per le altre regioni, impedendo la cementificazione costiera e consentendo lo sviluppo della migliore imprenditoria balneare.

Per questo la costa pugliese, dal Gargano al Salento, non può perdere il Numero Verde, un alleato importante per la difesa delle sue straordinarie peculiarità ambientali.

Il WWF invita comunque i cittadini a non abbassare la guardia e a segnalare tutti gli abusi direttamente all’Assessorato al Demanio della Regione Puglia demaniomarittimo.bari@pec.rupar.puglia.it e alle Forze dell'Ordine.

WWF Puglia
Via Sparano 32/B – 70122 Bari
Info: puglia@wwf.it

Tel 080 52 10 307 - Fax 080 96 92 171

Due settimane con Dreyer in Mediateca regionale da lunedì 22 luglio

Un giovane utente della Mediateca, Giovanni Panutsos, insieme ad altri studenti della Accademia di Belle Arti ha promosso un gruppo di visione e di lettura sull'opera del maestro danese: Carl Theodor Dreyer. Il gruppo avrà come Tutor e consulente scientifico Vito Attolini che terrà una conferenza introduttiva lunedì 22 luglio alle ore 17,00. Seguiranno i suoi primi due film con al termine un piccolo buffet a base di primi piatti e bevande danesi.

Tutti gli utenti della Mediateca possono entrare a far parte del gruppo. Vi invitiamo anche a fare passa parola tra amici e conoscenti se sapete di altre persone interessate. È possibile anche far parte del gruppo a distanza: la Mediateca potrà fornire i film in programmazione anche in sedi regionali periferiche. Meglio se Biblioteche o Mediateca locali. Oltre ai film saranno a disposizione testi di recente acquisizione, ma anche fonti di rara reperibilità, come riviste o libri fuori catalogo in possesso della Mediateca. 

Essendo un gruppo di visione e lettura, il programma potrà subire variazioni nel corso del suo svolgimento.


Potrà sembrare dissacrante ma si tratta anche di riabilitare il Maestro dalla fama 'oscura' trasmessa sul suo conto dal Ragionier Fantozzi che cita 'Dies Irae' come uno dei suoi incubi terrificanti. Innanzitutto non è vero che dura 6 ore bensì 97 minuti e noi lo accompagneremo con una gara nella preparazione di polpette danesi da condividere tra i partecipanti lunedì 22 al termine del primo giorno di proiezione. Chi si vuole cimentare trova qui o qui le ricette dei frikadeller o polpette alla birra e qui le ricette per la salsa. 

Vi aspettiamo e... bring your battle ma che sia danese!

(fonte Mediateca regionale pugliese)

giovedì 18 luglio 2013

Legge anticorruzione: con 273mila firme alla Camera. Ora tocca al Senato

Il primo grande passo è stato fatto: grazie a te e agli altri 273.000 firmatari di Riparte il futuro la Camera ha approvato ieri pomeriggio all'unanimità la modifica dell’articolo 416 ter del Codice penale sul voto di scambio politico-mafioso, una riforma importante che doterebbe l’Italia di una norma moderna più incisiva e in linea con gli standard europei.

Raramente succede che un'iniziativa proveniente dalla società civile venga presa in considerazione in tempi così rapidi dalla politica. Ed è ancora più raro che la Camera si esprima così chiaramente per estendere l’applicabilità di una legge. Si tratta di un risultato straordinario che abbiamo ottenuto grazie al tuo appoggio e a quello di migliaia di cittadini che come te vogliono fare la differenza contro la corruzione.

Non è finita, però: il nuovo testo dovrà passare al vaglio del Senato. È urgente che questo passaggio avvenga in tempi rapidi, il prima possibile, sicuramente prima della fine dell’estate. Non prossimo rischiare infatti che nell’attuale clima di instabilità politica tutti gli sforzi fatti fin ora si vanifichino ad un passo dalla vittoria. 

Dobbiamo portare la legge in Senato e il ruolo del Presidente è molto importante per questo passaggio. Firma ora l'appello al Presidente del Senato Pietro Grasso per chiedere di calendarizzare subito la legge.


Insieme, possiamo riuscire a far ripartire il futuro del Paese. Senza corruzione.

(fonte Riparte il futuro)

mercoledì 17 luglio 2013

Awà braccati: elicotteri e carri armati per la tribù più minacciata del mondo

Anche l'attore Claudio Santamaria sostiene la campagna di 
Survival per salvare gli Awá, la tribù più minacciata del mondo. 
© Fabio Lovino/Survival
I militari brasiliani hanno cominciato ad operare attorno al territorio degli Awá, per fermare il disboscamento illegale. I militari brasiliani hanno cominciato ad operare attorno al Survival International ha appreso che le forze armate brasiliane hanno lanciato una vasta operazione militare contro il disboscamento illegale intorno al territorio degli Awá, la tribù più minacciata del mondo.

Nell’area sono arrivati centinaia di soldati, funzionari di polizia e agenti speciali del Ministero dell’ambiente con carri armati, elicotteri e un centinaio di altri veicoli. L’obiettivo è fermare la deforestazione illegale che ha già distrutto più del 30% di uno dei territori della tribù. Dall’inizio dell’operazione, che sarebbe cominciata a fine giugno, almeno otto segherie sono state chiuse e altri macchinari sono stati confiscati e distrutti.

Per proteggere la foresta degli Awá sono stati dispiegati carri armati, elicotteri e un centinaio di altri veicoli. L’intervento arriva in un momento critico per gli Awá, una delle ultime tribù di cacciatori-raccoglitori rimaste nell’Amazzonia brasiliana: se la distruzione della loro foresta non sarà fermata subito, potrebbero estinguersi. Ma se da un lato l’operazione sta rendendo più difficile per i taglialegna entrare nell’area awá per prenderne il prezioso legname, le forze militari non sono ancora penetrate all’interno del territorio, dove il disboscamento illegale continua a un ritmo allarmante: è proprio lì che serve un’azione urgente.

«Gli invasori devono essere espulsi dalla nostra foresta» ha detto Amiri Awá a Survival. «Non vogliamo che la nostra foresta scompaia. I taglialegna hanno già distrutto molte zone».

Alla campagna internazionale di Survival hanno aderito decine di migliaia di persone in tutto il mondo, tra cui molte celebrità. Insieme a Survival, da tempo chiedono al governo brasiliano di inviare forze di sicurezza nei territori degli Awá, di sfrattare gli invasori illegali, di fermare la distruzione della foresta, di perseguire i taglialegna illegali e impedire il loro rientro nell’area.

«Il Brasile ha fatto un primo passo importante per salvare la tribù più minacciata della terra. È merito dei migliaia di sostenitori degli Awá in tutto il mondo» ha dichiarato oggi Stephen Corry, il Direttore generale di Survival International. «Questa è la prova che l’opinione pubblica può produrre cambiamenti. Ma la battaglia non è ancora vinta: le autorità non dovranno fermarsi fino a quando tutti gli invasori non saranno stati allontanati».

Alla campagna di Survival per salvare gli Awà hanno aderito decine di celebrità internazionali, tra cui il fotografo brasiliano Sebastião Salgado, la stilista Vivienne Westwood, l’attore Claudio Santamaria, Colin Firth e sua moglie Livia, il compositore brasiliano Heitor Pereira, il musicista Julian Lennon, e le attrici Gillian Anderson, Natalia Tena e Sinead Cusack.

(fonte Survival International)

Operazione antimafia: colpita la 'società foggiana' egemone a Foggia

Un frame del video del Ros dei carabinieri - Foto google.com
Decapitata la 'società foggiana'. La Procura della Repubblica di Bari durante la giornata di ieri, 16 luglio, a Foggia e in altre località del territorio nazionale ha eseguito 24 arresti, con l'accusa di associazione mafiosa, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, plurimi episodi di estorsione con l’aggravante mafiosa, un sequestro di persona a scopo di estorsione, molteplici episodi di detenzione e porto abusivo di armi da sparo e materiale esplodente, violenza, danneggiamento, diversi episodi di ricettazione, riciclaggio di autovetture, evasione, violazione della misura della sorveglianza speciale della P.s., lesioni personali aggravate. Al centro delle indagini della Dda di Bari e dei carabinieri del Ros, anche con il contributo del nucleo investigativo dei carabinieri di Foggia, i vertici delle “batterie” del sodalizio mafioso 'società foggiana' attiva in Foggia e provincia.

L’operazione ‘Corona’ costituisce l’approdo più importante di quel complesso e articolato percorso investigativo che ha, in questi ultimi anni, caratterizzato il contrasto giudiziario alla mafia foggiana. L’inchiesta ha evidenziato il ruolo sempre più significativo assunto dalla mafia foggiana nel panorama criminale nazionale, con la sua capacità di saper associare ad un controllo del territorio di tipo militare una vocazione affaristico imprenditoriale.

È stato documentato l’organigramma della 'società foggiana', la sua evoluzione storica e, soprattutto, la sua capacità di assoggettamento esterno particolarmente efficace e penetrante, resa evidente dalla riconducibilità generale al sodalizio di numerosi fatti di sangue verificatisi a Foggia nell’ultimo quinquennio, nonché dal livello qualitativo ed asfissiante del racket delle estorsioni nel territorio foggiano che compromette fortemente il già difficile tentativo di sviluppo e crescita della imprenditoria locale. 

In particolare è stata riconosciuta la sussistenza di 14 capi di imputazione per vicende estorsive: dal consolidato radicamento territoriale della consorteria mafiosa nella città di Foggia, alla consumazione di un sequestro di persona a scopo di estorsione commesso da 3 appartenenti al sodalizio mafioso; dalle infiltrazioni nel tessuto socio-economico, all’acquisizione di posizioni di potere all’interno di circuiti produttivi foggiani; dall’esteso e redditizio fenomeno dei reati connessi alla illecita commercializzazione di autovetture, alla pianificazione di complesse rapine a portavalori, con la contestazione in particolare di una tentata rapina in danno delle guardie giurate deputate al ‘prelievo valori’ presso l’istituto bancario interno al centro commerciale Ipercoop di Foggia. 

Inoltre è stata appurata la capacità della 'società foggiana' di interfacciarsi con altre organizzazioni criminali, dimostrando di godere di idonee credenziali, così come emerso in relazione ai rapporti tra il narcotrafficante siciliano Paolo Lumia (rintracciato a Barcellona in Spagna) e gli uomini di Raffaele Tolonese,  per l’approvvigionamento di circa 6 kg di cocaina, già sequestrati in un'altra operazione dal Ros dei carabinieri a Foggia. 

La 'società foggiana' aveva nel tempo intessuto relazioni sia con la 'mafia garganica', sia con il clan dei 'casalesi'; con questi ultimi c'erano rapporti sia per la fornitura di sostanze stupefacenti da vendere sul mercato foggiano, sia per la pianificazione di una ingente operazione di contraffazione di banconote da 20 euro.

17.07.2013
Vito Stano

martedì 16 luglio 2013

Operazione Corona: 24 arresti tra gli affiliati della "società foggiana"

I carabinieri del R.o.s. e del comando provinciale di Foggia stanno eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal G.i.p. del tribunale di Bari, nei confronti di 24 indagati per associazione di tipo mafioso, estorsione, detenzione di armi, e altri delitti aggravati dalle finalità mafiose.

Al centro delle indagini le “batterie” della “società foggiana”, responsabili di efferati omicidi, rapine, estorsioni e di una diffusa infiltrazione del tessuto economico del capoluogo dauno.


I particolari dell’operazione saranno resi noti nel corso della conferenza stampa che sarà tenuta in foggia presso la locale procura della repubblica, alle ore 10,30 odierne, dal procuratore capo di bari ed alla quale parteciperà un rappresentante della direzione nazionale antimafia di Roma.