venerdì 7 febbraio 2014

Mafia. Operazione antimafia congiunta: in manette affiliati al clan Pesce-Pistilli

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È in corso dalle prime luci dell’alba una vasta operazione nell’area del nord barese, condotta congiuntamente da oltre 100 agenti e militari della Questura e del Comando Provinciale Carabinieri di Bari, con l’aiuto di elicotteri e unità cinofile,  finalizzata all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale barese a carico di esponenti del clan mafioso Pesce-Pistillo, imperante ad Andria e zone limitrofe. Sono accusati a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, nonché di diversi episodi di cessione e detenzione di cocaina, eroina, hashish e marijuana.


L’indagine, condotta da Carabinieri e Polizia in piena collaborazione e sotto  il costante coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, ha fatto luce su circa un decennio di attività del clan, mettendo a fuoco l’articolata organizzazione del gruppo criminale, i cui vertici, benché in carcere, continuavano a dare ordini per gestire i traffici illeciti in tutta la Puglia, potendo contare su cassieri, procacciatori di ingenti quantitativi di droga e varie squadre di pusher per lo spaccio al dettaglio, protette da un efficace sistema di vedette che assicuravano protezione dagli sguardi indiscreti delle forze dell’ordine.

giovedì 6 febbraio 2014

Oncologico Bari. Taglio dei posti letto: domani sciopero di due ore indetto dall'USB

Da luglio dell’anno scorso la vicenda tarantina è balzata agli onori delle cronache e con essa molte questioni correlate. Una di queste è quella relativa alle malattie tumorali di cui moltissimi cittadini tarantini e non solo soffre a causa della diffusione nell’aria di sostanze cancerogene. I rischi per la salute, come anche il caso della Fibronit di Bari testimonia, non riguardano soltanto i lavoratori, ma anche le persone che all’interno delle fabbriche non sono mai entrate. Fatto sta che la Puglia, ad oggi, è un territorio colpito duramente dalle patologie tumorali, ma allo stesso tempo non riesce efficacemente a difendersi o perlomeno a rimarginare le ferite. Queste parole di premessa sono necessarie per segnalare una situazione che l’Unione Sindacale di Base della provincia di Bari, con il responsabile del settore Vito Galiano, tiene a diffondere. La giornata di domani, 7 febbraio, sarà dedicata dal sindacato di base a testimoniare il dissenso nei confronti dell’amministrazione dell’Istituto Oncologico Giovanni Paolo II di Bari, «che – come si legge nel volantino dell’USB – è a rischio di chiusura», difatti è stata diffusa la notizia del taglio dei posti letto, che l’amministrazione dell’Istituto vuol portare da 135 a 85. A questo si aggiunge la «mancanza, da parte dell’amministrazione dell’Istituto, di un piano di risanamento aziendale atto a coprire il disavanzo dell’ente (stando alle informazioni dell’USB, pare che l’Oncologico sfori di un milione e duecentomila euro al mese e di circa di 15 milioni l’anno) e a rilanciare, quindi, la produttività assistenziale dell’Istituto al fine di abbattere concretamente le liste di attesa e impedire quindi il possibile fallimento e la chiusura dell’unico polo oncologico della provincia di Bari e dell’intera regione.

Inoltre l’USB a questa drammatica prospettiva, precisa «che ci troviamo di fronte alla negazione, da parte della Direzione Strategica dell’Oncologico, di importanti diritti e istituti contrattuali nei riguardi delle lavoratrici e dei lavoratori quali ad esempio: l’indennità di sala operatoria, il pagamento di lavoro straordinario effettuato così come il rispetto degli accordi stipulati con la precedente amministrazione sulla retribuzione dei buoni mensa relativi agli anni 2010-2011 e sul riconoscimento delle progressioni economiche orizzontali ai dipendenti assunti negli ultimi 5 anni, il pagamento delle somme residue dei fondi contrattuali, il pagamento di altre importanti indennità».

Quindi «l’azione di protesta dell’Unione Sindacale di Base – si legge ancora nel comunicato – si rende necessaria per denunciare la grave situazione economica dell’Istituto e mira principalmente a ottenere una legge speciale per l’Oncologico di Bari che consenta di superare il blocco delle assunzioni e assumere un numero adeguato di personale sanitario (medici, infermieri, tecnici sanitari, operatori socio sanitari, ausiliari) indispensabile per far funzionare a pieno regime le 6 (sei) sale operatorie e non le attuali 2 (due). Tutte le richieste della USB, che interessano i cittadini-utenti, gli ammalati, il personale dipendente e lo stesso Istituto, sono rimaste inevase o decisamente respinte dall’amministrazione e le problematiche denunciate, oltre a rimanere irrisolte, sono addirittura peggiorate. Lo sciopero proclamato contro un’amministrazione che, come la precedente, costringe i dipendenti a ricorrere al Giudice del Lavoro per farsi riconoscere i diritti negati (con grandi disagi per i dipendenti e per lo stesso Istituto, che viene messo nelle condizioni di pagare anche le spese), è giusto e necessario». Dunque, come abbiamo imparato dalla vicenda tarantina, salute e lavoro sono due nodi fortemente intrecciati. Difficilmente, forse mai prima d’ora, i due aspetti sono stati trattati assieme. Questo, forse, è già un punto di svolta.

06.02.2014
Vito Stano

Danni da amianto. Amministrazione Di Medio sigla convenzione con la Teorema Spa


Discarica abusava di onduline di eternit nei pressi della strada panoramica di Cassano delle Murge. Questa foto del 2009 ritrae un fenomeno che perdura da molti anni, forse da sempre, e non accenna ad avviarsi ad una svolta. Da sempre le aree rurali ed extraurbane sono ricettacolo di rifiuti di ogni genere, che in molte occasioni finiscono per ardere in falò improvvisati. Però è bene precisare che, se tempo addietro molte informazioni non approdavano o perlomeno non venivano raccolte da tutta la cittadinanza, oggi la maggior parte della gente conosce i rischi per la salute causati da alcuni comportamenti. Tempo fa in occasione di una video proiezione di fotografie di paesaggio rurale, con cui documentavo lo scempio delle campagne di Cassano delle Murge, un uomo incuriosito si rivolse al sottoscritto sottoponendomi alcune domande relative alle onduline di eternit e, in particolare ai rischi comportati dalla rimozione e distruzione delle stesse. Alle mie parole l'uomo si raggelò e disse tra sè «soltanto qualche giorno fa ho rimosso dalla casa in campagna l'eternit e, prima di buttarlo nel cassonetto, l'ho fatto a pezzetti con le mie mani». Questa testimonianza, raccolta più di tre anni fa, è utile per comprendere quanto l'ignoranza di certe tematiche è diffusissima e capillare. Quasi nessuno conosce il significato del termine mesotelioma o di asbestosi. C'è ancora molto silenzio attorno a certe parole. Soltanto coloro che hanno avuto in famiglia casi di malattie asbesto correlate hanno imparato a loro spese il duro significato. La situazione purtroppo ad oggi non è cambiata, anzi, se possibile si registra anche un peggioramento; poiché dall'inizio del servizio porta a porta le campagne e la vasta area extraurbana sono state invase da rifiuti di ogni genere. 

Questa necessaria premessa torna utile poiché da palazzo comunale fanno sapere che l'amministrazione guidata dalla sindaco Maria Pia Di Medio ha siglato una convenzione con la società Teorema Spa di Acquaviva delle Fonti (azienda leader nelle attività di bonifica di amianto e che ha operato nei Siti di Interesse Nazionale) per la realizzazione di una campagna di sensibilizzazione contro i danni da amianto. «Il Comune – si legge nel comunicato – lancia un progetto che mira a informare e formare gli operatori agricoli, le imprese edili e i professionisti, nonché i cittadini sul pericolo della fibra cancerogena. Lo farà attraverso giornate di studio con esperti in materia per illustrare i rischi per la salute, ma anche le responsabilità per l’illecito smaltimento e la corretta gestione della rimozione di amianto».

Dunque il protocollo d'intesa stipulato con la Teorema Spa, stante alle dichiarazioni contenute nel comunicato, non sarà un costo per l'ente. La sensibilizzazione sarà effettuata tramite una campagna di sensibilizzazione, mediante giornate di studio e comunicazione pubblica, al fine di educare i cittadini sui rischi che comporta l’esposizione all'amianto. La sindaco Di Medio, dottoressa del Servizio Sanitario Nazionale e dunque particolarmente sensibile al tema, a proposito ha dichiarato che «la salute dei nostri cittadini è una priorità e l’iniziativa che stiamo per avviare si basa sulla responsabilità delle coscienze e siamo tutti chiamati ad un gesto di responsabilità: quello, appunto, di tutelare la nostra salute attraverso un corretto smaltimento dell’amianto considerato che le fibre, se inalate, possono provocare il mesotelioma polmonare». Alla sindaco si aggiunge l'intervento dell'assessore alla Tutela dell'ambiente Carmelo Briano, il quale ha dichiarato che «dopo aver raggiunto importanti risultati sulla raccolta differenziata, adesso ci accingiamo ad avviare un progetto sperimentale sulla sicurezza ambientale. L’altra nostra priorità, dunque, è informare ed educare le nuove generazioni». 

Quindi tutela ambientale ed educazione, questi i due nodi della matassa. Peccato che questa lodevole iniziativa arrivi a due mesi del termine della consigliatura. Certo meglio tardi che mai, però in queste come in moltissime altre faccende la tempestività è la chiave per risolvere atavici problemi che attanagliano la piccola e agricola cittadina murgiana.   

06.02.2014
Vito Stano

mercoledì 5 febbraio 2014

Massacrano un imprenditore davanti alla moglie per costringerlo a pagare il pizzo

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Per costringerlo a pagare 1.500,00 euro al mese hanno brutalmente aggredito, davanti alla moglie, un imprenditore edile barese rischiando di fargli perdere un occhio. La vittima 41enne, sebbene gravemente ferita, ha trovato il coraggio di denunciare i fatti ai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Bari che, in poco tempo, sono riusciti ad identificare tutti gli aggressori. Si tratta di sette soggetti, di Bitritto e di Ceglie del Campo, ritenuti vicini al clan Di Cosola, arrestati in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Bari su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia poiché ritenuti responsabili, a vario titolo, di estorsione aggravata in concorso, lesioni personali gravissime e violazione della sorveglianza speciale.

I fatti risalgono alla fine dello scorso anno quando, in due distinte occasioni, hanno avvicinato la vittima minacciandola di gravi ritorsioni nei suoi confronti. In particolare nel mese di ottobre si sono portati nel barese presso un cantiere edile dell’imprenditore costringendolo a pagare 1.500,00 euro al giorno per poter continuare a lavorare in quel luogo. Il 41enne, non acconsentendo alla richiesta estorsiva, decideva di chiudere il cantiere; nel mese di dicembre invece, considerato che la vittima vantava crediti per centinaia di migliaia di euro per dei lavori svolti in tutta la provincia di Bari per conto della ditta di uno degli arrestati, le davano appuntamento all’interno di un garage nel barese dove l’imprenditore si recava a bordo della sua auto in compagnia della moglie. 

All’interno del locale hanno dapprima minacciato l’uomo intimandogli di non pretendere il pagamento di alcun credito e successivamente mentre uno di loro tratteneva l’imprenditore gli altri aggredivano l’uomo con calci e pugni procurandogli fratture multiple al viso, distorsioni ed ecchimosi su tutto il corpo. Nonostante l’uomo fosse disteso a terra, gli aggressori, davanti agli occhi della moglie, continuavano a colpirlo riferendogli che quella stessa sera sarebbe morto. Tratti in arresto i sette sono stati associati presso le case circondariale di Bari, Taranto e Lecce.

martedì 4 febbraio 2014

Cassano delle Murge. Tra terremoti e assestamenti la politica locale parla sotto voce

Alcuni componenti della Giunta comunale di Cassano delle Murge (novembre 2013)
Foto Archivio Vito Stano © 2013
L'ufficio stampa di palazzo di città rende noto che presso la Banca Popolare di Bari sono disponibili i buoni libro per i 329 studenti e studentesse delle scuole secondarie di primo grado (la vecchia scuola media). Il ritiro dei buoni è subordinato alla richiesta fatta a tempo debito. A parte questa notizia di servizio, in queste settimane i protagonisti vecchi e nuovi della scena politica locale stanno riscaldando i motori perché alla corsa elettorale manca poco, davvero poco. A breve s'inaugura la nuova sede del Partito Democratico, in piazza Garibaldi, non lontano dalla sede del partito del presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, di cui il l'ingegnere Davide Del Re è rappresentante in Consiglio comunale. Nel mezzo, come a marcare le differenze tra i potenziali alleati, c'è la sede del Partito Repubblicano Italiano, rappresentato dalla sindaco Maria Pia Di Medio. Insomma la politica di circolo dalla piazza s'è trasferita in villa. Forse per avere maggiore presa sulla gente, poca ma ancora presente. O forse per avere un luogo funzionale durante i comizi elettorali. Chissà. Fatto sta che la politica si fa sempre meno e i luoghi del confronto sono ormai lontani dall'immaginario collettivo. L'ultimo baluardo che ha resistito in piazza Moro è stato il circolo di Rifondazione Comunista, nella quale ho militato per alcuni anni, prima di fare una scelta che mi ha portato a una crescita forse disordinata, ma perlomeno è stata una crescita. 

In questi anni ho conosciuto le personalità politiche di maggioranza e di opposizione, non tutte ovviamente. Alcune di loro ho imparato ha stimarle, per altre di loro conservo la presunzione di aver contribuito alla loro prematura cacciata. Incompetenza, scarsa passione, scarso travaso di informazioni alla cittadinanza. Queste sono state a volte le mancanze che ho riscontrato. Poi ci sono i volti nuovi. E i riciclati. Quelli per cui non esiste più la destra e la sinistra. Quelli che vogliono soltanto l'onestà. Quelli che mettono davanti a tutto l'etica e quelli che ci metterebbero volentieri l'interesse di parte. A tre mesi dalla tornata elettorale di maggio i nomi che circolano negli ambienti politici sono sempre gli stessi, tranne qualche outsider. La sindaco Maria Pia Di Medio si candiderà di nuovo. L'altro ieri sera pare che si sia tenuta una riunione più o meno segreta nelle stanze del palazzo per delineare i componenti della prossima squadra di destra. A questo proposito pare che la compagine guidata dal tandem Di Medio-Zullo non rinnoverà l'invito all'attuale assessore alla Cultura Pierpaola Sapienza, la quale, ricordo per chi non avesse memoria, è stata l'unica della maggioranza ad uscire dal PdL seguendo l'onorevole Giorgia Meloni nella fondazione del piccolo partito di destra sociale, Fratelli d'Italia. Nessun altro componente della maggioranza ha seguito la Sapienza in questa sua scelta ideologica, di fatto relegandola in un angolo. Da quell'angolo intanto l'assessore continua a dirsi soddisfatta delle cose fatte (mi riferisco ai fondi per il polisportivo o alla rinascita del cinema Vittoria). 

Dall'altra parte il PD, con il nuovo segretario, pare dire a tutti che non ci sarà una larga intesa con l'attuale maggioranza, ma anzi pare che l'idea sia di dialogare con le forze politicamente più affini. Al momento non ci sono altre notizie. Dimenticavo di spendere qualche parola sul gruppo Prospettiva Ethica. L'altro ieri su facebook ho intercettato nello spazio dedicato al potenziale futuro movimento politico lo sconforto di Lorenzo Fiore, già attivista del comitato Lamafutura. A quello sfogo seguivano i commenti di altri aderenti al movimento e tra le righe spiccava il nome di Ivan. Presumibilmente si tratta di Ivan Aloisio, già tirato in ballo in passato. Se Prospettiva Ethica decidesse di proporsi come compagine politica alle amministrative di marzo con Ivan Aloisio alla guida, forse anche l'incognita Movimento 5 Stelle sarebbe risolta, in quanto Ivan Aloisio e Roberto Mancino hanno rapporti di parentela. In effetti la posizione di Mancino è alquanto complicata: nipote dell'attuale vice sindaco Michele Ruggero, in forza PdL-Forza Italia e fedelissimo di Ignazio Zullo (capogruppo PdL-Forza Italia in Consiglio Regionale), e cognato del papabile candidato sindaco dalla compagine avversa. Le voci si rincorrono oltre i social network e approdano in piazza, dove da sempre si decidono i destini della piccola cittadina agricola ai piedi delle Murge. 

Post scrittum
Qualora l'Ivan di cui si legge in quel commento allo sfogo di Lorenzo Fiore su facebook non fosse Aloisio, me ne scuso già adesso con lui e anche con Roberto Mancino per le ovvie implicazioni. L'intento è squisitamente quello di provare a leggere lo scenario politico che si profila all'orizzonte e raccontarlo ai lettori-elettori.

04.01.2014
Vito Stano 

sabato 1 febbraio 2014

Diossine e Pcb nelle uova. Il Fondo Antidiossina Taranto spiega le ragioni dell'allarme

Nessun falso allarme! Se non si interrompono le fonti inquinanti, sarà in pericolo anche il futuro del comparto zootecnico di Martina Franca e di Crispiano. L'allarme lanciato lo scorso 8 gennaio dal Fondo Antidiossina sulla significativa presenza di diossine e pcb nelle uova di gallina prelevate da alcune masserie nell'agro di Martina Franca non era infondato. Veniamo a sapere adesso che anche la Asl di Taranto, negli anni scorsi, aveva rilevato diverse criticità con vistosi superamenti non solo dei “valori di azione(1)”, ma anche dei “valori limite(2)”, fin oltre il 200%, come si evince dai rapporti di prova relativi ad alcune masserie di Crispiano e di Martina Franca, di cui il Fondo Antidiossina è venuto in possesso, dopo aver fatto formale  richiesta al  Dipartimento di Prevenzione della Asl di Taranto. Infatti, le uova delle galline allevate a terra,  acquistate dal Fondo Antidiossina presso alcune masserie situate in prossimità di Martina Franca e successivamente inviate al centro specializzato e accreditato "R&C Lab s.r.l." di Altavilla Vicentina, hanno evidenziato valori critici con riferimento ai limiti di azione. 

Tali esiti risultano estremamente interessanti proprio perché in essi spiccano le voci relative alle diossine, ai furani e ai pcb, in entità di gran lunga superiore ai valori di fondo che normalmente si attestano nel range 0,2- 0,5 pg/gr, contro i circa 0,5 - 0,9 pg/gr ritrovati dal Fondo Antidiossina. Le uova prelevate dalle tre masserie presentano quantitativi abbastanza lontani dai valori limite, ma non troppo lontani dai valori di azione. Interessante anche constatare che i valori più elevati di diossine e pcb si riscontrano nelle uova della masseria più vicina dall'area industriale. Infatti, nelle uova prelevate nella masseria a nord di Martina Franca, i valori di diossine e pcb sono risultati inferiori a quelli rilevati nelle uova provenienti dalle due masserie situate più in prossimità a Taranto. Come specificato, a questi dati conoscitivi del Fondo Antidiossina (già pubblicati nel comunicato stampa diffuso in data 8 gennaio scorso http://www.fondoantidiossina.it/stampa/), questa volta, vanno aggiunti anche quelli ufficiali, acquisiti dalla nostra onlus e redatti dal Dipartimento di Prevenzione della Asl di Taranto e dell'Istituto  Zooprofilattico di Puglia e Basilicata. Tali dati ci permettono di sapere che il Dipartimento di Prevenzioni della Asl di Taranto, fino all’anno 2009, ha eseguito diversi campionamenti di uova di galline allevate a terra in alcune masserie della provincia di Taranto. Campionamenti che hanno evidenziato, nelle masserie di Crispiano e di Martina Franca, valori analitici di gran lunga superiore ai valori di azione ed ai valori limite di cui al Regolamento (UE) n. 1259/2011, in vigore dal 1° gennaio 2012, che aggiorna il Regolamento 1881/2006. Abbiamo, inoltre, appreso che il Dipartimento di Prevenzione della Asl, dal 2009 in poi, non avrebbe più effettuato controlli sistematici sulle masserie ubicate nella provincia di Taranto, nonostante si fossero evidenziate tali gravi criticità. 

Lo stesso dipartimento, invece, ci ha fatto sapere di aver effettuato numerosi campionamenti su uova di largo consumo provenienti dai grossi allevamenti intensivi (in batterie) di galline ovaiole sottoposte ad un regime alimentare controllato e, quindi, non a contatto con i terreni potenzialmente contaminati da microinquinanti contenuti nelle deposizioni atmosferiche. I risultati analitici ottenuti sarebbero  tutti negativi con valori di diossine e pcb molto bassi, a tal punto da  poter rassicurare  il consumatore. In altre parole, in questi ultimi anni, l'autorità sanitaria avrebbe deciso di mirare (fino a prova contraria!) solo al controllo dei grandi produttori e non a quello delle masserie prese singolarmente, in grado di produrre solo poche migliaia di uova all'anno, talvolta destinate unicamente all'autoconsumo. Le uova delle galline allevate a terra nelle masserie di Crispiano e Martina Franca sono risultate in molti casi positivi alla presenza di questi pericolosi congeneri,  tanto che la stessa ASL ne sconsigliò il consumo con  l'ordinanza del 4 gennaio 2013 (prot. 23/I.A.) a firma dei dirigenti del Dipartimento, dott. Teodoro Ripa e dott. Vito De Chirico

La comprensione del fenomeno di diffusione di tali inquinanti consentirebbe di comprendere se al rischio sanitario rilevato su matrice alimentare possa essere associato un rischio ambientale su larga scala. In tal senso, le uova degli allevamenti a terra prodotte dalle galline ruspanti potrebbero essere considerate quali bioindicatori di potenziale inquinamento. In tal senso è auspicabile un supporto dell’organo tecnico regionale di controllo, ARPA Puglia, per la definizione di un piano di monitoraggio e controllo ambientale sanitario da attuare congiuntamente con la ASL Taranto finalizzato ad una efficace prevenzione primaria. In conclusione, siamo sempre più propensi a credere che la diffusione delle diossine e dei pcb, presumibilmente attraverso le emissioni industriali, stia sempre più interessando  le terre di Crispiano e di Martina Franca, come si evincerebbe  dalla significativa presenza di questi congeneri nelle uova delle galline ruspanti che si nutrono e beccano sulla terra. Occorre, pertanto, individuare ed interrompere  le fonti inquinanti, al fine di non creare irreversibili e gravi ripercussioni anche sul comparto zootecnico crispianese e martinese.

      (1) Valori di azione: impone ulteriori indagini e procedure di risanamento
(2)     Valori limite: vieta la commercializzazione del prodotto e ne obbliga la distruzione)

Per le uova limite di azione 1,75pg/gr per diossine e 1,75pg/gr per pcb; Valore limite 5pg/gr per diossine + pcb 

(fonte Fondo Antidiossina Taranto)

Caccia di frodo. Sorpresi della Forestale cacciatori in area protetta: due denunce

La Forestale di Martina Franca sequestra armi, munizioni e fauna selvatica abbattuta in area protetta. Gli uomini del Comando Stazione Forestale di Martina Franca, nel corso di un operazione mirata alla tutela delle aree protette nei Comuni di Martina Franca e Crispiano, hanno sorpreso due bracconieri che esercitavano illecitamente l’attività venatoria, in località Masseria Lupoli e Masseria Coppola ricadenti nell’agro del Comune di Crispiano. Le suddette località rientrano  nel Parco Regionale Terra delle Gravine e nella Zona di Ripopolamento e Cattura del Monte Trazzonara, ove l’esercizio venatorio è assolutamente vietato. Al momento del controllo i cacciatori hanno confessato ai Forestali che si erano spinti nell’area protetta in quanto si trattava degli ultimi giorni di caccia e volevano portare a casa un “bottino” più grosso in quanto in area protetta la fauna selvatica è in abbondanza e di facile abbattimento. I bracconieri sono stati denunciati a piede libero alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Taranto per esercizio venatorio in aree protette e per abbattimento di fauna selvatica protetta, in quanto avevano abbattuto anche una Beccaccia, specie la cui caccia in questo periodo è vietata. Agli stessi sono state sequestrale le armi, le munizioni in loro possesso e la fauna selvatica abbattuta illecitamente. 

I Forestali nell’ambito della stessa operazione hanno proceduto anche ad elevare diverse sanzioni amministrative a carico di cacciatori che non rispettavano la distanza di sicurezza dalle aree protette pari a cento metri dal perimetro delle stesse. Nell’approssimarsi della conclusione dell’attività venatoria il Corpo Forestale dello Stato intensificherà i controlli soprattutto nelle aree protette. Tale servizio costituisce prosecuzione ad una più ampia attività di tutela delle aree protette avviata già dal mese di settembre, dal Comando Provinciale del CFS di Taranto in tutta la provincia, per la salvaguardia della fauna selvatica  e della flora.

venerdì 31 gennaio 2014

Cinema indipendente. Murex di Gioia del Colle presenta il nuovo film di Dongiovanni

Commovente, nostalgico, capace anche di divertire. Queste sono le impressioni che a caldo emergono dopo aver guardato il nuovo film documentario di Francesco Dongiovanni, autore e regista di Gioia del Colle. La cittadinanza di Cassano delle Murge lo ha conosciuto in occasione della presentazione del suo primo lavoro Dolcemente spopolata è la felicità, film che raccontava la vita solitaria di uno degli ultimi pastori che abitano la desolata pseudo steppa murgiana. Questo film, come quello, è prodotto dalla cooperativa Murex, casa di produzione creata grazie ai fondi regionali di Principi attivi. 

Dongiovanni in Elegie dall'inizio del mondo - Uomini e alberi racconta, montando immagini dell'archivio privato di Domenico Notarangelo, corrispondente dell'Unità per molti anni e leader lucano del Partito Comunista Italiano, la tradizione, viva ancora oggi, di tagliare e portare in processione per le vie di Accettura, piccolo centro della Lucania, due tronchi d'albero. Questo rito si consuma il giorno dell'Ascensione ma ha origini pagane, come si legge nei titoli di coda in inglese che precedono la visione del film. Il rito prevede il taglio di due alberi in due foreste diverse. I due tronchi dopo la preparazione e il giro del paese si ritrovano nella piazza. Per conoscere i dettagli del rito ascolteremo a breve l'autore Francesco Dongiovanni per ascoltare dalla sua voce anche la genesi di questo lavoro.

Intanto l'appuntamento per vedere il film è per giovedì 6 febbraio a Gioia del Colle alle ore 20,00 presso il teatro comunale Rossini. Prima della visione del film ci sarà spazio per ascoltare l'autore delle immagini Domenico Notarangelo e il regista Francesco Dongiovanni.  

31.01.2014
Vito Stano    

martedì 28 gennaio 2014

Storia dell'impero fascista. Indro Montanelli e le gesta del XX Battaglione Eritreo

In queste settimane si parla di storia: Olocausto, Shoah, sterminio, genocidio, fascismo, nazismo, questi sono i termini che risuonano tra telegiornali e programmi di approfondimento del servizio pubblico. Personalmente non rinchiudo la storia al mese della Memoria o, a febbraio, a quello del Ricordo, ma mi impegno a saziare la mia sete di conoscenza durante tutto l'anno. E proprio perché il mio approccio è questo che dall'edicolante di sempre, l'eterno verde Guglielmo, soltanto qualche settimana fa ho avvistato e poi acquistato XX Battaglione Eritreo, il primo romanzo di Indro Montanelli. La pubblicazione del volume è curata dallo storico Angelo Del Boca, studioso di fama che con l'autore fino a prima che spirasse ha lottato a suon si documenti originali e ricostruzioni storiche. L'argomento di discussione era la campagna d'Africa che l'Impero fascista ha condotto durante la metà degli anni Trenta. Indro Montanelli, considerato il più grande giornalista italiano del Novecento, nelle fila dell'esercito italiano si arruolò volontario e dall'Abissinia, oltre a prender parte alle rincorse della prima linea, ebbe modo di scrivere numerosi articoli, alcuni testi per il teatro e anche alcuni romanzi. Il libro, pubblicato da Rizzoli, raccoglie il primo romanzo appunto e in appendice le lettere rimaste inedite che il giornalista e scrittore toscano inviava ai suoi genitori. Dal libro, interessante e retorico, come l'Era fascista imponeva e predicava, si evince sia la vita degli ufficiali italiani sia la brutalità delle azioni compiute dagli ascari, gli indigeni arruolati nelle fila dell'esercito imperiale. Retorica pura. Faticoso da leggere. Invece le lettere le ho trovate più interessanti, poiché emerge il vero interesse di Indro Montanelli, cioè la voglia di vedere pubblicati i suoi scritti. Dalle lettere ai genitori emerge anche la difficoltà di far comprendere che quanto si dice e si sente in Patria a volte non è propriamente corretto. Che le cose li giù (in Africa) vanno bene, la guerra in realtà è un'attesa logorante e un eterno camminare, smontare le tende da campo, rincorrere gli scioani (i nemici locali) e lasciare gli ascari a fare razzia. 

Da sempre la storia e la geografia sono le materie che prediligo, ma questo periodo ahimé non ho ancora avuto modo di approfondirlo. Il lavoro di Del Boca, permesso dalla famiglia Montanelli, è prezioso per due motivi: in primis perché scopriamo la vita precedente del padre nobile del giornalismo italiano; e in secondo luogo perché questo volume ha dato l'avvio alla conoscenza di un periodo storico, quello delle guerre coloniali, e delle nefandezze compiute in quelle terre lontane, del quale poco si parla e troppo si mistifica.

28.01.2014
Vito Stano     

lunedì 27 gennaio 2014

Cassano delle Murge. Il messaggio della Di Medio per la Giornata della Memoria

Sindaco Maria Pia Di Medio 
Foto Archivio Vito Stano © 2014
«Parlare di Memoria è sempre più attuale, nonostante siano passati quasi ottant’anni  dall’ultima guerra europea, e nonostante tutti si scandalizzino alla sola parola razzismo. L’ipocrisia regna sovrana. Ci si commuove e si dice poveretti quando si vedono in tv gli sbarchi dei profughi, i barboni che muoiono di freddo nelle stazioni delle grandi città o i bambini che muoiono di fame nell’entroterra africano o nelle favelas o nella casa accanto alla nostra. Ma non si fa nulla. Si resta nelle proprie case, con le proprie abitudini senza un minimo di impegno sociale, che non costerebbe niente». A scrivere queste parole è la sindaco di Cassano delle Murge Maria Pia Di Medio in occasione della commemorazione della Giornata della Memoria delle vittime della Shoah. La dottoressa continua dicendo che «ci si scandalizza anche se il calciatore di colore viene offeso sul campo o se il ragazzo gay si toglie la vita perché è stato oggetto di offese da parte degli altri. Ma non si fa niente. Non si educano i propri figli alla presenza della diversità, che possa essere di genere, di cultura, di religione o semplicemente di aspetto fisico. Il razzismo, inteso come non accoglienza di chi è in qualche modo diverso da noi stessi, vive nel nostro essere perché è un retaggio della nostra animalità, ma il bene dell’intelletto, che distingue la nostra specie dalle altre, ci dà la possibilità di superare questo limite e quindi di evolverci». 

E in modo più esplicito rispetto ai fatti di cui si commemora oggi la sindaco continua dichiarando che «il Giorno della Memoria ci serve per non dimenticare ciò che l’essere umano può riuscire a fare ad altri esseri umani. La Shoah è stata forse (perché nel resto del mondo vengono compiuti crimini probabilmente peggiori anche se di dimensioni ridotte) il più grande crimine contro l’umanità perché realizzato con metodicità quasi scientifica, con addirittura la costruzione di strutture apposite (campi di concentramento con le camere a gas) per eliminare i diversi, gli indesiderati e coloro che erano non allineati con il regime. È stato l’inno alla negazione di qualsiasi libertà di esistere se non si è conformi ad un prototipo. Il nostro impegno, oggi, se vogliamo che 6 milioni di esseri umani innocenti (colpevoli solo di avere un credo diverso o idee diverse) non siano morti invano, se vogliamo veramente onorare questo giorno simbolico, deve essere quello di educare continuamente il nostro io al rispetto degli altri, chiunque e comunque essi siano, in modo da essere in grado di educare nello stesso modo i nostri figli o coloro che ci vengono affidati. È l’unica strada per la pace. È l’unica strada per farci diventare cittadini del mondo».