lunedì 2 settembre 2013

Mediateca regionale pugliese: dopo la pausa estiva si riparte da Venezia

I film di Venezia in streaming nella Sala Web del festival allestita in Mediateca. Questa la novità che offriamo a tutti gli utenti della Mediateca nella settimana che si apre domani, in contemporanea con la Mostra. Un'occasione unica anche per gli utenti che già usufruiscono da casa del servizio di  MyMovies  per condividere con gli altri emozioni e opinioni sui film in rassegna. Si inizia lunedì 2 con MARY IS HAPPY, MARY IS HAPPY, il secondo film del regista tailandese Nawapol Thamrongrattanarit presentato a Venezia nella sezione sperimentale Biennale College. Si prosegue nei giorni successivi sempre alle ore 18,00 con i film della sezione Orizzonti. Gli altri film da Martedì 3, a seguire sino a Venerdì, saranno MEDEAS di Andrea Pallaoro, RUIN di Amiel Courtin-Wilson e Michael Cody (Australia), LA VIDA DESPUÉS di David Pablos (Messico), BAUYR (LITTLE BROTHER) di Serik Aprimov (Kazakhistan). Giovedì 5 alle 16,00 EASTERN BOYS di Robin Campillo (Francia). Eventuali modifiche o aggiunte potete controllarle dalla pagina web con il programma della Mediateca. 

Carl Theodor Dreyer
Dopo il successo della retrospettiva su Carl Theodor Dreyer di fine luglio si è deciso di continuare con i tre film mancanti, recuperati grazie all'impegno del gruppo di utenti coordinato dal critico Vito Attolini. Si inizia domani Lunedì 2 con 'DueEsseri' (Svezia, 1945) alle ore 16,00. Un film da molti ritenuto bellissimo ma che Dreyer contribuì a denigrare e per questo raro a vedersi. Si proseguirà nei giorni successivi, sempre alle ore 16,00, tranne Giovedì 5. Il ciclo continua nella settimana successiva comparando il cinema di Dreyer ai registi a lui contemporanei del nord Europa e, in ultimo, confrontandolo con il cinema danese di oggi, in specie con il 'Medea' di Lars Von Trier, basato su una sceneggiatura di Dreyer. Il programma sarà definito dallo stesso gruppo di lavoro e discusso nel Forum aperto sul sito, già ricco di interventi e discussioni. 


Dopo Digital Heritage tornano da Lunedì 16 a Venerdì 27 settembre i Laboratori dal Basso in Mediateca, grazie al Collettivo 14fps. Questa volta l'attenzione è rivolta al documentario. INPUT / OUTPUT DOC vuole guardare sia ai modi di produzione e agli aspetti espressivi del cinema documentario, sia a formare la capacità di "vendere" le proprie idee a a distributori, produttori e mediatori la propria idea. Due settimane con ospiti internazionali, una collaborazione con Documentary in EuropeEDN e altri istituti. Le lezioni saranno libere e gratuite ma sono previsti anche PROJECT WORK per cui è necessaria l'iscrizione e la prenotazione.

(fonte Mediateca Regionale Pugliese)

Musica di fine estate: la Sanny Orchestra incanta Cassano delle Murge

L'estate sta finendo cantavano i Righeira alcuni anni fa. In effetti, passando agli adagi popolari, con la prima pioggia d'agosto l'estate è finita. Intanto però la piazza centrale di Cassano delle Murge ancora qualcosa da offrire ce l'ha. Ieri sera la Sanny Orchestra di Sannicandro di Bari con il suo repertorio strumentale e vocale ha attirato a sé e lasciato a bocca aperta molti cassanesi e non richiamati delle note.

A cura di Vito Stano

La serata rientrava ed era finanziata dal cartellone culturale e di spettacoli Costa dei Trulli 2013 dell'ente Provincia di Bari.

02.09.2013
Vito Stano

Capurso (Ba): tartarughe illegali sul web. Sequestrate dalla Forestale

Questa volta gli investigatori del Servizio CITES del Corpo Forestale dello Stato di Bari hanno rinvenuto e sequestrato nel comune di Capurso (TA) una decina di esemplari di tartarughe di terra detenute illegalmente. 

Non di recente i controlli degli uomini del CITES della Forestale di Bari si stanno concentrando anche sul commercio di esemplari protetti esotici sul web. Questa volta le indagini hanno fatto cadere nella rete della giustizia un libero professionista di Capurso (BA) che aveva posto in vendita, su un noto sito per annunci gratuiti, una decina di tartarughe che sono poi al momento della verifica risultate essere prive della relativa documentazione che ne attestasse la legale acquisizione. 

Le tartarughe di terra (Testudo hermanni) sono tutelate da normative internazionali, comunitarie e nazionali, pertanto la loro detenzione è strettamente legata al possesso di certificati CITES che ne attestano la legale acquisizione e provenienza che deve rigorosamente confermare la nascita in cattività. Gli esemplari sequestrati sono stati affidati ad un centro autorizzato alla detenzione. Denunciato all’Autorità Giudiziaria il detentore degli esemplari.

(fonte Corpo Forestale dello Stato - Regione Puglia)

sabato 31 agosto 2013

Il mio garage stasera a Bitonto: Daniele Di Maglie presenta l'ultimo album

Dopo il romanzo iperrealista, Daniele Di Maglie ritorna a cantare. Stasera alle 21,45 il cantautore tarantino si esibirà in concerto al 'Corvotorvo', dove presenterà in anteprima alcuni brani del suo ultimo lavoro discografico dal titolo 'Il mio garage'.

Tarantino di nascita e barese di adozione, una serie cospicua di concerti in tutta Italia oltre a premi e riconoscimenti artistici. Nel 2001 Daniele Di Maglie incide un disco dal titolo ‘Non so più che cosa scrivo’ (per conto dell’etichetta barese ‘il cavallo giallo’),che riceve consensi di pubblico e critica raccogliendo recensioni su riviste quali ‘Buscadero’ e ‘Mucchio selvaggio’. Nel 2003, l’etichetta romana ‘Storie di Note’ distribuisce l’album nei suoi circuiti a livello nazionale. Nel frattempo radio locali e nazionali trasmettono brani del disco (Radio 3, Popolare network, Radionorba). Partecipa a quattro compilation, di cui una prodotta dalla ‘Upr folk rock’ di Milano. Nel 2007 le canzoni due suoi brani vengono utilizzati nel cortometraggio ‘Hotel San Francisco’. Nel 2012 pubblica ‘La ballata dei raminghi adirati’ (Il Grillo editore) e ‘L'altoforno’ (Stilo editrice). È in corso la definizione del secondo lavoro discografico.

Per info e prenotazioni 328.9477858

Daniele Di Maglie è stato presente anche ad ‘Aspettando la Festa di Liberazioneche si tenuta ieri venerdì 30 agosto presso il circolo Peppino Impastato di Bitonto per discutere di Ilva, zona industriale di Bari, ambiente.

31.08.2013
V.S.

venerdì 30 agosto 2013

Mafia a Bari. Libera: «allestiamo un calendario di iniziative per la città»

La foto che fu adottata qualche mese mese a seguito di
un altro omicidio di mala nel capoluogo pugliese
Dopo l'ultimo omicidio consumato a Bari, il coordinamento provinciale di Libera, a firma del suo referente Alessandro Cobianchi, ha pubblicato una lettera aperta alle associazioni in cui invita a reagire. Di seguito la lettera.


Quando, in occasione dell’omicidio di Giacomo Caracciolese, lo scorso aprile, abbiamo deciso di lanciare la campagna 'Spàrano? Via da Bari', stavamo maturando, come Coordinamento provinciale di un’associazione schierata quotidianamente in difesa dei temi antimafia, due convinzioni. La prima era una consapevolezza concreta. Ovvero, a Bari si sarebbe sparato ancora perché ogni omicidio, da sempre, ha contribuito a schiudere vasi di violenza. La seconda era una riflessione sulla nostra azione: le parole rabbiose e indignate non avrebbero – di certo non da sole – fermato le sparatorie. Stavamo solleticando le mafie, senza incutere loro il minimo timore.   

L’omicidio di ieri sera a Poggiofranco, che ha visto cadere sotto i colpi della malavita Felice Campanale, è solo l’ultima di una lunga serie di conferme su queste due riflessioni. Dunque, ora, l’imperativo categorico è quello di domandarsi: che fare? Innanzitutto, c’è da chiudere il cerchio dell’autocritica e della critica, provare a riassemblare i cocci, ristrutturare un mondo (quello dell’antimafia) che va, spesso, in ordine sparso, alla rinfusa, per rilanciare un’azione nuova. Ma per rilanciare c’è bisogno di essere forti. Ecco dunque l’urgenza impellente di mettere in campo la rete, rafforzando alleanze che, nel corso del tempo, sono andate perdute o si sono indebolite nella pletora di singoli eventi. Urge ora ridare un senso a queste sinergie, marcarle e nettarle nell’inchiostro dell’impegno e non solo in quello della teorizzazione.

C’è da ricostruire un tessuto urbano sfibrato dal disimpegno e divenuto socialmente traballante. Serve pertanto fare massa critica, nel senso più vero dell’espressione. Massa: perché dobbiamo contarci ed essere in tanti, coscientizzare e comunicare la necessità della partecipazione attiva. Critica: per non accettare più  luoghi comuni, le mere dichiarazioni d’intenti cui fa seguito soltanto il silenzio. Bisogna provare a fare realmente opinione, incidere sui vissuti delle persone, incontrandole fisicamente per far capire loro che ci siamo.

Ci sia consentito quindi fare una proposta: chiediamo alle associazioni, alle scuole, alle parrocchie, a tutti i gruppi impegnati nel sociale di destinare una giornata del proprio impegno all’organizzazione di un’iniziativa a favore della città al fine di allestire, tutti insieme e fin dai prossimi giorni, un calendario unitario di iniziative a sostegno della legalità.

Siamo convinti che questa, lungi dall’essere la risoluzione definitiva del problema, possa comunque rappresentare una prima, importante, risposta corale della comunità barese alla violenza e l’inizio di un raccordo sociale che punti sulla coesione quale momento nodale del contrasto alle mafie.

Per il Coordinamento provinciale
il referente
Alessandro Cobianchi

giovedì 29 agosto 2013

Incendio devasta i Guarani, condannati a vivere e morire sulla strada

Un incendio ha divorato un accampamento dei Guarani allestito sul ciglio della strada: gli Indiani sono stati costretti a scappare mentre le loro tende venivano rase al suolo, le riserve di cibo distrutte e i loro averi persi nelle fiamme. Sembra che l’incendio sia divampato nella piantagione di canna da zucchero di São Fernando, che occupa la terra ancestrale della comunità Apy Ka’y. Secondo la polizia ambientale brasiliana, le fiamme hanno distrutto un’area di circa 1.000 ettari, comprendente anche l’accampamento indigeno. Le cause sono ancora da accertare. Il fatto è accaduto giovedì scorso nello stato brasiliano del Mato Grosso do Sul, ma i dettagli dell’evento sono emersi soltanto ora.

«Le fiamme hanno bruciato per un giorno interno» ha riferito a Survival International un portavoce Guarani. «Ovunque c’erano fumo e cenere. I nostri parenti sono stati costretti a fuggire dalle loro case. I bambini piangevano… Siamo scioccati».
«Le tende, i vestiti, il cibo, le pentole, i materassi… è bruciato tutto!» ha detto la leader della comunità di Apy Ka’y, Damiana Cavanha. «Abbiamo perso tutto, ma non la speranza di ritornare alla nostra terra ancestrale».

I Guarani di Apy Ka’y non hanno molto materiale a disposizione per ricostruire le loro case. I bambini sono già malnutriti e questi ultimi eventi non faranno altro che aumentare la loro vulnerabilità. Una volta spento l’incendio, secondo Damiana le guardie di sicurezza degli allevatori di São Fernando avrebbero minacciato di uccidere i Guarani. «Gli uomini armati mi hanno detto che ci uccideranno tutti. Ma io continuerò a lottare per la nostra tekoha (terra ancestrale), ha dichiarato la donna».

Gli Indiani furono costretti ad abbandonare la loro terra ancestrale quasi quindici anni fa, quando fu occupata dagli imprenditori agricoli. Negli ultimi dieci anni, mentre le loro terre venivano utilizzate per sostenere il boom dell’industria brasiliana dei biocarburanti, Damiana e gli altri membri della comunità hanno vissuto a intermittenza sul ciglio della strada principale.

Vivono nel rischio costante di incidenti stradali letali, perché le macchine e i camion passano ad alta velocità sulla strada lungo cui è accampata la comunità. Il marito e i tre figli di Damiana sono stati investiti e uccisi così. Ogni volta che i Guarani hanno tentato di rioccupare la loro terra, gli imprenditori agricoli sono riusciti a sfrattarli. La comunità è stata attaccata diverse volte; nel 2009, ad esempio, degli uomini armati avevano sparato contro l’accampamento, dando fuoco alle loro tende.

Spesso, i leader Guarani sono presi di mira da sicari armati al soldo degli allevatori e imprenditori agricoli, e molti di loro sono stati uccisi proprio mentre incoraggiavano la comunità a riprendersi la propria terra. Survival chiede al governo brasiliano di rispettare i suoi doveri costituzionali, che sono quelli di demarcare tutte le terre dei Guarani e di restituirle loro, a uso esclusivo.

«I primi popoli del Brasile sono regolarmente sacrificati sull’altare dell’avarizia; le loro vite e i loro stili di vita cancellati da una corsa alla crescita economica perseguita a qualsiasi costo»”ha dichiarato oggi Stephen Corry, Direttore generale di Survival International. «I Guarani hanno il diritto di ritornare nella propria terra, e invece vengono condannati a marcire per tutta la vita sul ciglio di una strada».


(fonte Survival International)

Politica e informazione: il Movimento 5 Stelle dà appuntamento a sabato 31

La vita politico-amministrativa locale segue il suo percorso naturale di scelte, polemiche, proposte alternative; insomma, seppur a tratti dormiente, la politica fa parlare di sé. Prova ne sono la questione del progetto 'Lame' e quella del nuovo servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani 'porta a porta'.

L'attenzione dei cittadini del resto, grazie all'informazione gratuita on line, è maggiore rispetto al recente passato. Ma i giornalisti non sono gli unici a proporre notizie. 

Il gruppo 'Amici di Beppe Grillo Cassano Murge', così come suoi omologhi in altre aree del Paese, attraverso la 'rete' si prefigge di informare la cittadinanza «senza filtri  così si legge nella nota che uno dei fondatori del circolo cassanese Roberto Mancino ha pubblicato su facebook.com – direttamente dal Parlamento Italiano attraverso la proiezione di estratti video della Camera e del Senato della Repubblica, approfondimenti, interviste»
    

Lo scopo del Movimento è quella di ovviare al «bombardamento mediatico unilaterale dei media. Preciseremo  continua la nota – punto su punto i perché della coerenza al nostro programma e tutti i retroscena che tv e giornali tengono ben nascosti»

L'iniziativa lodevole del circolo cassanese del M5S però non può riempire il vuoto che le rappresentanze politiche locali non sono più in grado di colmare. Sulla vita politico-amministrativa locale il M5S, per esempio, a parte qualche veloce comparsa on line, non si è ancora applicato. Eppure ce ne sarebbero di argomenti interessanti di cui discutere. Il controllo amministrativo è, a parere di chi scrive, il primo punto da cui partire per analizzare, elaborare e proporre un'idea politica alternativa. La cittadinanza cassanese e i numerosi elettori del M5S avrebbero bisogno di un lavoro di controllo, prima, e di proposta, poi, sull'oggi e, soprattutto, sul prossimo futuro di Cassano delle Murge. I fatti romani non sono più importanti di quelli locali, hanno semplicemente un'altra dimensione. 


I militanti del MoVimento 5 Stelle di Cassano delle Murge danno dunque appuntamento a sabato 31 agosto alle ore 19,00 in piazza Garibaldi per mantenere «gli impegni presi»  

29.08.2013
Vito Stano

La differenziata vola al 51,06% a luglio. Ma resta il problema abbandono

51,06%: è il risultato della raccolta differenziata per lo scorso mese di luglio. Un dato che dimostra come il modello del porta a porta, in particolare, stia gradualmente entrando nelle abitudini dei cassanesi.

Intervista itinerante all'assessore Carmelo Briano

Questo è il dato da Palazzo comunale fanno sapere. I cittadini stanno facendo il proprio dovere, ma ad oggi molte vie del paese sono invase da sacchetti di spazzatura improvvidamente abbandonati. Anche gli amministratori sono consci di questo problema, già più volte preso in considerazione sia dalla sindaco Maria Pia Di Medio sia dall'assessore alla Tutela dell'ambiente Carmelo Briano. Ripulire le aree invase dai rifiuti costa e pure tanto. 
    
Pertanto «gli uffici ricordano si legge nel comunicato inviato dal Comune  a coloro che hanno l'urgenza di smaltire i rifiuti che è possibile rivolgersi al centro di raccolta in via Calabria nella zona industriale, aperto tutti i giorni dalle 7 alle 13 e il venerdì dalle 15 alle 18. Durante gli orari di chiusura la piattaforma dispone all'esterno di contenitori idonei alla raccolta differenziata dei rifiuti anche per i turisti di passaggio».

Inoltre è possibile reperire tutte le informazioni sulla differenziata sul sito www.oradelladifferenziata-cassano.it, raggiungibile anche dalla home page del sito comunale www.comune.cassanodellemurge.ba.it. Per gli utenti, inoltre, è sempre disponibile il numero verde 800-401670 (per i cellulari invece è necessario chiamare lo 080/3072117) utile a dare informazioni anche per il ritiro a domicilio di rifiuti ingombranti e Raee (rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche come frigoriferi, lavatrici, televisori, elettrodomestici in generale).

29.08.2013
Vito Stano

mercoledì 28 agosto 2013

Vent’anni dopo gli Yanomami sopravvissuti ricordano il massacro di Haximu

I sopravvissuti del massacro di Haximu, avvenuto nel 1993, con i 
cesti contenenti le ceneri dei loro morti. I cercatori d’oro uccisero 
16 Yanomami. © C Zacquini/ Survival
Vent’anni fa, un gruppo di cercatori d’oro illegali massacrò brutalmente sedici Indiani Yanomami. Oggi, nell’anniversario di quella storia raccapricciante, i sopravvissuti parlano apertamente dei loro ricordi perché i minatori continuano a invadere la loro terra. Il massacro della comunità yanomami di Haximu, nell’Amazzonia venezuelana, fu compiuto da 22 cercatori d’oro brasiliani nel 1993. I minatori uccisero donne, bambini e anziani, e mutilarono un neonato con un machete.

In una rara intervista, Marisa e Leida Yanomami, sopravvissute al massacro, hanno raccontato: «I cercatori d’oro hanno ucciso i nostri fratelli e le nostre sorelle e hanno ucciso anche nostro padre con il machete; alcuni sono stati uccisi con armi da fuoco. Parlarne è difficile, perché ci rende molto tristi. Quando raccontiamo del massacro, ci ricordiamo di nostro padre».
A vent’anni di distanza, i territori yanomami di Brasile e Venezuela continuano a essere invasi illegalmente dai cercatori d’oro che inquinano i fiumi con il mercurio e distruggono la foresta. Continuano anche gli attacchi agli Yanomami a dispetto di un’operazione condotta dalle autorità brasiliane per allontanare i minatori dalla loro terra.
In Venezuela, gli Yanomami temono un’invasione su larga scala perché la compagnia statale cinese CITIC è stata ingaggiata per esplorare, mappare e catalogare le riserve minerarie venezuelane, molte delle quali si trovano nella terra indigena.
La COIAM, una rete di organizzazioni indigene amazzoniche, ha condannato i progetti dellaCITIC e ha dichiarato: «Chiediamo al governo nazionale di rivedere con urgenza questi progetti e di non consentire che siano realizzati nei territori e nelle comunità indigeni, dato il loro potenziale impatto distruttivo a livello ambientale e socio-culturale. Le vite e la sopravvivenza fisica e culturale dei popoli indigeni dipendono da un’adeguata tutela del loro ambiente e delle loro terre».
In Brasilegli Yanomami si oppongono con forza a un progetto di legge sull’attività minerariache è in corso di dibattimento al Congresso brasiliano e che, se approvato, aprirebbe la terra degli Yanomami e altri territori indigeni allo sfruttamento minerario su larga scala e porterebbe altri invasori nelle loro terre. Con una sentenza storica e senza precedenti, cinque degli autori del massacro di Haximu furono condannati per genocidio. Ma oggi solo uno dei minatori rimane in prigione. Dopo aver scontato parte della pena, uno tornò a cercare illegalmente oro nella terra Yanomami ed è stato catturato nuovamente lo scorso anno, durante un’operazione effettuata dalle autorità per allontanare i minatori dal territorio.
«Non dimentico mai il massacro di Haximu» ha dichiarato a Survival International Davi Kopenawa, portavoce Yanomami. «I cercatori d’oro hanno ucciso sedici Yanomami e poi sono ritornati, gli stessi uomini… Siamo indignati perché i cercatori d’oro non sono mai stati puniti e non hanno sofferto come è successo a noi».
Dopo il massacro furono istituite varie commissioni bi-nazionali, compresa una per monitorare e contrastare l’attività estrattiva illegale. Tuttavia sembra che sia inattiva da anni. Survival ha scritto ad entrambi i governi sollecitandoli a mantenere gli accordi presi per controllare i minatori illegali e proteggere la terra yanomami. Gli Yanomami sono oltre 30.000, vivono lungo il confine tra Brasile e Venezuela, e costituiscono la tribù relativamente isolata più grande del Sudamerica. Negli anni ‘80, un’ondata di cercatori d’oro illegali decimò la tribù, e in Brasile uno Yanomami su cinque morì a causa dei violenti attacchi degli stranieri e delle malattie importate dall’esterno.
«Sia il Brasile sia il Venezuela continuano a permettere ai cercatori d’oro illegali di operare all’interno della terra yanomami» ha commentato oggi Stephen Corry, Direttore di Survival International. “E questo a dispetto degli orrori che hanno provocato. In occasione dei Mondiali di Calcio e delle Olimpiadi, presto il Brasile accoglierà tutto il mondo – ma oggi il suo governo è davvero in grado di far applicare la legge entro i propri confini?».

Note per i redattori:
- Scarica la dichiarazione completa del COIAM in spagnolo (originale pdf, 69 KB) oppure in inglese (pdf, 66 KB).

(fonte Survival International)

Una petizione salva donna stuprata dal carcere. 76mila firme su Avaaz.org

Ingrid, un membro di Avaaz, ha usato il nostro sito per impedire che una donna norvegese fosse messa in carcere dopo essere stata stuprata!

Marte Dalelv è stata violentata mentre era in visita a Dubai, ma dopo aver sporto denuncia alla polizia è stata condannata a 16 mesi di prigione per "sesso fuori dal matrimonio"! Quando Ingrid ha letto del caso di Marte ha lanciato una campagna su Avaaz chiedendo ai governi di Dubai e Norvegia di lavorare per il rilascio di Marte. La petizione e la pagina Facebook che ha creato hanno avuto un enorme successo sui social media e persone da tutto il mondo hanno firmato la petizione e sommerso i due governi di messaggi usando gli indirizzi che Ingrid aveva pubblicato sulla pagina della sua petizione.

In pochi giorni Marte è stata rilasciata e il Ministro degli esteri norvegese Espen Barth Eide ha pubblicato questo messaggio su Twitter: "Marte è stata rilasciata! Grazie a tutti quelli che hanno firmato per il loro contribuito."

La campagna di Ingrid è stata trattata da decine di organi di stampa e chiaramente ha aumentato la pressione diplomatica affinché Marte fosse liberata e riportata a casa dalla sua famiglia. E tutto è iniziato con il semplice passo di lanciare una petizione sul sito della comunità di Avaaz. Pensa a un tema che ti sta a cuore e clicca qui per iniziare, è incredibilmente veloce e facile lanciare una campagna:


Il Primo Ministro norvegese ha dichiarato, "Non c'è dubbio che l'attenzione da tutto il mondo e la tenacia del ministro degli esteri ... hanno portato a questa decisione." In pochi minuti, Ingrid ha lanciato una incredibile campagna che ha contribuito a convincere quelli che dovevano prendere decisioni a Dubai e in Norvegia.

Ci vogliono pochi minuti per lanciare una campagna, ma l'impatto di una vittoria può durare per anni. Inoltre, se la petizione riceve da sola un sostegno sufficiente, lo staff di Avaaz potrebbe sostenere la campagna, aggiungervi i suoi consigli strategici, dare una mano con i media e addirittura mandarla a una lista più ampia di membri. Abbiamo una quantità enorme di consigli per aiutarti lungo la strada: tutto quello che devi fare è iniziare, condividere la tua passione e potrai già essere sulla buona strada per ottenere risultati su temi di ogni tipo a livello locale, nazionale o globale.

Ingrid non era convinta che lanciando una petizione online avrebbe salvato Marte, ma quando lei e la sua organizzazione Partnership for Change hanno visto l'impatto che aveva avuto la loro campagna, hanno capito quanto potente possa essere per il cambiamento questo semplice modello. Invia questa email alle persone che conosci che hanno grandi idee su come rendere il mondo un posto migliore, o clicca sul link per farlo tu stesso:


Molte campagne di Avaaz sono lanciate dai suoi membri, da quella per portare a casa sani e salvi centinaia di lavoratori indiani bloccati in Bahrain, a quella per consentire a coniugi incarcerati di poter comunicare l'uno con l'altro nel Nuovo Messico. Tutte queste campagne hanno richiesto pochi minuti per essere lanciate. Diventiamo insieme parte del movimento per il cambiamento nel mondo e moltiplichiamo di migliaia di volte il nostro impatto.

Con speranza ed entusiasmo per tutto quello che possiamo raggiungere insieme, 

Alice, Emma, Oli, Carol, Ricken, Luca, Laura e tutto il team di Avaaz 

Ulteriori informazioni: 

La campagna originale: Marte Deborah Dalelv Released (Petizioni della Comunità di Avaaz)

Dubai: vittima di stupro, condannata a 16 mesi, rabbia e proteste online (ora rilasciata) (La Stampa)

Norvegese stuprata a Dubai, condannata (Ansa)

Dubai: graziata Marte Dalelv, condannata per adulterio dopo aver denunciato uno stupro (Euronews)

Marte Deborah Dalelv: la libertà dopo l’arresto per stupro (Giornalettismo)

(fonte Avaaz.org)