mercoledì 17 luglio 2013

Operazione antimafia: colpita la 'società foggiana' egemone a Foggia

Un frame del video del Ros dei carabinieri - Foto google.com
Decapitata la 'società foggiana'. La Procura della Repubblica di Bari durante la giornata di ieri, 16 luglio, a Foggia e in altre località del territorio nazionale ha eseguito 24 arresti, con l'accusa di associazione mafiosa, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, plurimi episodi di estorsione con l’aggravante mafiosa, un sequestro di persona a scopo di estorsione, molteplici episodi di detenzione e porto abusivo di armi da sparo e materiale esplodente, violenza, danneggiamento, diversi episodi di ricettazione, riciclaggio di autovetture, evasione, violazione della misura della sorveglianza speciale della P.s., lesioni personali aggravate. Al centro delle indagini della Dda di Bari e dei carabinieri del Ros, anche con il contributo del nucleo investigativo dei carabinieri di Foggia, i vertici delle “batterie” del sodalizio mafioso 'società foggiana' attiva in Foggia e provincia.

L’operazione ‘Corona’ costituisce l’approdo più importante di quel complesso e articolato percorso investigativo che ha, in questi ultimi anni, caratterizzato il contrasto giudiziario alla mafia foggiana. L’inchiesta ha evidenziato il ruolo sempre più significativo assunto dalla mafia foggiana nel panorama criminale nazionale, con la sua capacità di saper associare ad un controllo del territorio di tipo militare una vocazione affaristico imprenditoriale.

È stato documentato l’organigramma della 'società foggiana', la sua evoluzione storica e, soprattutto, la sua capacità di assoggettamento esterno particolarmente efficace e penetrante, resa evidente dalla riconducibilità generale al sodalizio di numerosi fatti di sangue verificatisi a Foggia nell’ultimo quinquennio, nonché dal livello qualitativo ed asfissiante del racket delle estorsioni nel territorio foggiano che compromette fortemente il già difficile tentativo di sviluppo e crescita della imprenditoria locale. 

In particolare è stata riconosciuta la sussistenza di 14 capi di imputazione per vicende estorsive: dal consolidato radicamento territoriale della consorteria mafiosa nella città di Foggia, alla consumazione di un sequestro di persona a scopo di estorsione commesso da 3 appartenenti al sodalizio mafioso; dalle infiltrazioni nel tessuto socio-economico, all’acquisizione di posizioni di potere all’interno di circuiti produttivi foggiani; dall’esteso e redditizio fenomeno dei reati connessi alla illecita commercializzazione di autovetture, alla pianificazione di complesse rapine a portavalori, con la contestazione in particolare di una tentata rapina in danno delle guardie giurate deputate al ‘prelievo valori’ presso l’istituto bancario interno al centro commerciale Ipercoop di Foggia. 

Inoltre è stata appurata la capacità della 'società foggiana' di interfacciarsi con altre organizzazioni criminali, dimostrando di godere di idonee credenziali, così come emerso in relazione ai rapporti tra il narcotrafficante siciliano Paolo Lumia (rintracciato a Barcellona in Spagna) e gli uomini di Raffaele Tolonese,  per l’approvvigionamento di circa 6 kg di cocaina, già sequestrati in un'altra operazione dal Ros dei carabinieri a Foggia. 

La 'società foggiana' aveva nel tempo intessuto relazioni sia con la 'mafia garganica', sia con il clan dei 'casalesi'; con questi ultimi c'erano rapporti sia per la fornitura di sostanze stupefacenti da vendere sul mercato foggiano, sia per la pianificazione di una ingente operazione di contraffazione di banconote da 20 euro.

17.07.2013
Vito Stano

martedì 16 luglio 2013

Operazione Corona: 24 arresti tra gli affiliati della "società foggiana"

I carabinieri del R.o.s. e del comando provinciale di Foggia stanno eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal G.i.p. del tribunale di Bari, nei confronti di 24 indagati per associazione di tipo mafioso, estorsione, detenzione di armi, e altri delitti aggravati dalle finalità mafiose.

Al centro delle indagini le “batterie” della “società foggiana”, responsabili di efferati omicidi, rapine, estorsioni e di una diffusa infiltrazione del tessuto economico del capoluogo dauno.


I particolari dell’operazione saranno resi noti nel corso della conferenza stampa che sarà tenuta in foggia presso la locale procura della repubblica, alle ore 10,30 odierne, dal procuratore capo di bari ed alla quale parteciperà un rappresentante della direzione nazionale antimafia di Roma.

lunedì 15 luglio 2013

Campagna Orgogliosi non primitivi: campagna per abbattere i pregiudizi

La campagna “Orgogliosi, non primitivi” vuole sradicare l’idea che i popoli
tribali, come i Dongria Kondh, siano “arretrati” e “primitivi”; un’idea oggi
predominante in tutta l’India. 
© Survival
In queste ore molti dibattono sulla necessità che il senatore Roberto Calderoli si debba dimettere, al solito le reazioni dei politici e dei commentatori sono numerose e disordinate. Resta il fatto gravissimo delle offese razziste ad un ministro della Repubblica. 

Ed è proprio in quest'ottica che si inserisce la nuova di Survival International, che ha lanciato una nuova, rivoluzionaria campagna in India, per minare un pregiudizio, molto radicato nel paese, che dipinge i popoli tribali come 'arretrati' e 'primitivi'. Simili stereotipi sono spesso utilizzati per giustificare il furto delle loro terre e i tentativi di costringerli a cambiare stile di vita.

La campagna, intitolata Orgogliosi, non primitivi (Proud not primitive) dimostra che i popoli indigeni non sono congelati nel passato; al contrario, hanno buone ragioni per essere orgogliosi dei loro stili di vita autosufficienti e sostenibili, sviluppati e perfezionati nel corso delle generazioni.

Sebbene non siano ricchi in termini monetari, i popoli tribali che ancora vivono nelle loro terre godono di altre forme di ricchezza: «Ci considerate poveri, ma non lo siamo. Produciamo con le nostre sole forze diverse varietà di grano e non abbiamo bisogno di soldi, ha dichiarato un uomo Bhil»
«Sostengo la campagna ‘Orgogliosi, non primitivi' – ha raccontato a Survival International un membro della tribù Toda di Tamil Nadu . So bene quello che la terra significa per le nostre comunità… Preferiamo vivere nella foresta piuttosto che essere reinsediati in una città, perché questa foresta è la nostra casa… Qui possiamo raccogliere quello che la terra ci offre e siamo più felici che in città».  

In India, i popoli indigeni vengono apertamente descritti come 'primitivi' e 'arretrati' nei media, dagli industriali e dai funzionari governativi. Persino l’Ufficio Nazionale del Turismo Indiano in Italia, che dovrebbe valorizzare all’estero le ricchezze culturali del paese, sul suo sito internet definisce i popoli indigeni che abitano le Isole Andamane come uomini 'dell’età della pietra' e con stile di vita 'primitivo'; tribù 'ostili' che sono state 'ammansite… per merito degli sforzi governativi'. Survival International Italia ha scritto all’Ufficio del Turismo per chiedere che il testo sia cambiato ma, ad oggi, non ha ricevuto alcuna risposta.

Il pregiudizio sulla presunta arretratezza dei popoli tribali è all’origine di gran parte dei maltrattamenti che essi subiscono: sfratti dalle terre ancestrali e gravi violazioni della loro dignità e dei loro diritti. L’idea che i popoli indigeni siano 'arretrati' e bisognosi di 'sviluppo', che abbiano bisogno di essere integrati nella 'società dominante' e che grandi progetti di sviluppo come dighe e miniere possano portare loro 'benefici', è molto diffusa in tutta l’India, ma anche in altre parti del mondo. Alla base c’è la convinzione che gli “esperti” sappiano cosa è meglio per loro mentre i diritti alla terra e all’autodeterminazione degli indigeni vengono completamente ignorati.

«È assurdo che gli stranieri vengano ad insegnarci lo ‘sviluppo’  ha dichiarato Lodu Sikaka, un leader dei Dongria Kondh dell’Orissa ; come possono portare sviluppo distruggendo l’ambiente che ci fornisce cibo, acqua e dignità? Voi dovete pagare per fare un bagno, per mangiare e persino per bere acqua. Nella nostra terra, noi non dobbiamo comprare l’acqua, e possiamo mangiare ovunque gratuitamente».

La campagna ‘Orgogliosi, non primitivi’ si prefigge di combattere questi pregiudizi. L’opinione pubblica, i funzionari del governo indiano, studiosi e giornalisti sono incoraggiati a partecipare alimentando un movimento capace di cambiare il modo in cui l’India considera i suoi popoli tribali. Fintanto che questi pregiudizi prevarranno, i diritti dei popoli indigeni continueranno ad essere violati. Quando vengono privati della loro terra, gli indigeni perdono anche la loro autosufficienza, la loro dignità e tutto ciò che li rende ricchi. Per questo, i loro diritti alla terra e all’autodeterminazione devono essere rispettati.

Per maggiori informazioni visita il sito della campagna ‘Orgogliosi, non primitivi’ (solo in inglese), www.notprimitive.in.


(fonte Survival International)

What you see, is what you get: mostra d'arte da giovedì 18 a Cassano

What you seeis what you get dà avvio alla stagione d’arte che l’associazione ‘il Paese delle bambole rotte’ intende promuovere a Cassano delle Murge.

La mostra d’artecurata da Joe Pansa e Domenica Nasa, raccoglie opere fotografiche e non solo,  e sarà inaugurata il giorno 18 luglio alle 20,00 a Cassano delle Murge presso la sede dell’associazione culturale ‘il Paese delle bambole rotte’ in piazza Garibaldi al civico 47.

Prosegue con questo evento il percorso autonomo e alternativo dell’associazione ‘il Paese delle bambole rotte’. L’esposizione resterà aperta al pubblico dal 18 al 31 luglio durante le ore serali.

Ufficio stampa
‘il Paese delle bambole rotte’
Info e contatti:

bambolerotte@gmail.com



domenica 14 luglio 2013

Cinema e romanzi: da domani in Mediateca visioni e letture di gruppo

Cinema e romanzi alla Mediateca regionale pugliese di Bari. Da domani, lunedì 15 luglio, ha inizio il primo gruppo di visione, s'inizia con ‘Non si uccidono così anche i cavalli?’ Promosso da Antonella De Maio, inizia il suo percorso in Mediateca il primo gruppo di lettura e visione. 

Si inizia Lunedì alle ore 18,30 con ‘Non si uccidono così anche i cavalli?’ di Sydney Pollack. Il gruppo di lettura aveva già avviato degli incontri su letteratura e danza, ma oggi riavvia il suo percorso in Mediateca integrando anche il cinema. 

Il film di Pollack, del 1969, è tratto dal primo omonimo romanzo di Horace McCoy, del 1935. Ambientato negli anni '30 il romanzo fu riadattato dallo stesso autore per lo schermo ma senza trovare mai una produzione. Fu con ‘Kiss tomorrow goodbye’ del 1948 che McCoy vide portare con successo sullo schermo un suo romanzo: ‘Non ci sarà domani’ magistralmente interpretato da James Cagney.  

Altrettanto fortunata l'interpretazione di Jane Fonda per il film di Pollack. È con questo film che lei ottiene la prima delle sue sette candidature all'Oscar ed è questo film a segnare il suo passaggio dalla sex symbol dei film di Roger Vadim al cinema drammatico e di denuncia.

Intanto un nuovo gruppo di visione si sta costituendo per la visione dell'intera filmografia di Carl Theodor Dreyer. Il gruppo è promosso da alcuni studenti della Accademia di Belle Arti e si prevede l'inizio per lunedì 22 luglio. Chi voglia unirsi può contattare la Mediateca.

sabato 13 luglio 2013

Ilva: documenti fotografici e filmici al cospetto della Commissione Europea

Ilva di Taranto - Foto google.com
Siamo appena tornati da Bruxelles, reduci da un proficuo incontro con la Commissione Europea a cui abbiamo fornito ulteriori aggiornamenti sulla gravità del caso Ilva di Taranto. In quanto interlocutori della Commissione Europea, abbiamo avuto nuovi incontri, tra i quali quello con il Direttore Generale dell'Ambiente Karl Falkenberg. Con noi era presente anche l'onorevole Monica Frassoni, particolarmente attenta alle questioni ambientali europee.

Questa importante missione si iscrive nel solco nella nostra cooperazione con la Commissione Europea, al fine di trovare una soluzione equa e viabile per il caso Ilva, a supporto della legalità e del rispetto delle norme europee. Abbiamo portato dentro i palazzi della Commissione Europea le immagini impressionanti delle emissioni notturne e diurne e degli scarichi in mare dell'Ilva, abbiamo mostrato le  foto raccapriccianti  dei necrofori che, nel cimitero di Taranto, sono costretti a proteggersi dalle sostanze inquinanti che hanno intriso i terreni,  indossando le tute di protezione integrale. 

«Inaccettabile»: cosi' il Direttore Generale Karl Falkenberg ha commentando le immagini.

Abbiamo esposto, tra l'altro, anche le informazioni del dossier aggiornato. Forte è stata la sottolineatura delle ragioni di legalità e le informazioni scientifiche per cui la magistratura è intervenuta. I cittadini di Taranto hanno diritto ad essere tutelati con una rigorosa, celere ed efficace attuazione delle direttive europee. Abbiamo evidenziato la grottesca situazione per cui le autorità italiane non hanno ancora attuato il principio di "chi inquina paga" previsto dalla direttiva 35 del 2004 e richiamato dalla direttiva 75 del 2010.

Il governo italiano, invece di imporre l'attuazione dell'Aia, sta apprestando una seconda legge di aiuto all'Ilva, allo scopo di evitare la tempistica delle attuali prescrizioni. Abbiamo evidenziato alla Commissione Europea la grave azione del governo che, invece di imporre il rispetto delle prescrizioni ad un'azienda inadempiente, pensa al contrario di modificarle, tramite una nuova legge per garantire all'azienda di inquinare come prima. Appena arrivati in Italia abbiamo scoperto che sarebbe stato stilato un piano industriale da 1,8 miliardi di euro: una cifra assolutamente insufficiente.

La sola copertura dei parchi minerali costa 1 miliardo di euro a cui va aggiunta l'impermeabilizzazione e la bonifica del terreno sottostante e della messa in sicurezza della falda. Se con una nuova legge il governo intende aggirare le attuali prescrizioni autorizzative, è chiaro che si potrebbe gererare un contenzioso di enorme e imprevedibile portata, in quanto la sentenza della Corte Costituzionale condizionava la prosecuzione dell'attivita' produttiva dell'Ilva alla attuazione puntuale e integrale di tutte le prescrizioni dell'Aia.

Mentre noi eravamo a Bruxelles, contemporaneamente Lidia Giannotti e Fulvia Gravame, in rappresentanza di PeaceLink, erano convocate al Senato della Repubblica in audizione, sempre sul caso Ilva, per la conversione in legge dell'attuale decreto. Nonostante l'estate, siamo mobilitati per vigilare e per svolgere un ruolo di cittadinanza attiva, per dare voce alle ragioni della salute e della legalita'

(per Peacelink e per Fondo Antidiossina
Antonia Battaglia; Alessandro Marescotti; Fabio Matacchiera)

venerdì 12 luglio 2013

Riparte il futuro: entro lunedì 15 luglio servono altre 30mila firme

Grazie al tuo impegno e a quello dei tanti nuovi firmatari alla petizione, nel corso dell'ultima settimana 10 nuovi deputati hanno aderito a Riparte il futuro

Adesioni preziose che spostano a 275 il numero dei deputati formalmente impegnati a votare la nostra proposta di legge che verrà finalmente votata alla Camera a partire da lunedì 15 luglio.

Non è finita: alla Camera è possibile che si inneschi una corsa all'emendamento che potrebbe snaturare la nostra richiesta originale di una legge migliore sul voto di scambio politico-mafioso. Perché questo non avvenga è importante far sentire la nostra voce anche e sopratutto in questi ultimi giorni che ci separano dal voto.

Nel momento in cui stiamo scrivendo questa mail siamo 271.628 cittadini ad aver firmato Riparte il futuro. Dobbiamo cercare di diventare 300.000 entro lunedì. Chiedi ai tuoi amici di firmare.   


Il modo più efficace per portare nuove firme è quello di chiedere ai propri amici usando la rubrica della posta elettronica, oppure condividendo Riparte il futuro su facebook

(fonte Riparte il futuro)

Bianco e oscuro. Storia di panico e fotografia al Bolsena Photo Festival

In questa strana estate, sono sempre tante (e forse anche troppe) le iniziative promosse; di queste segnaliamo questa presentazione, anche se si sta svolgendo a Bolsena, in provincia di Viterbo, ed è per stasera. La segnaliamo comunque perché questo libro viene presentato all'interno del programma del 'Bolsena Photo Festival' e perché l'argomento è davvero interessante. Di seguito qualche informazione sul libro e sull'evento.
V.S.

Può la fotografia essere usata come antidoto alla paura? Alma, la protagonista di questo romanzo ispirato a una storia vera, crede di si e in queste pagine ci racconta come la fotografia le abbia salvato la vita.

'Bianco e oscuro. Storia di panico e fotografia(Edizioni PostCart)
fotografie di Giovanni Marrozzini
postfazione di Peppe dell'Acqua (direttore del Dipartimento di Salute Mentale di Trieste)

Una narrazione tutta costruita sulla realtà interiore e consumata dentro a un singolare archivio fotografico. A dispetto del tempo e dello spazio, l’esperienza di Alma viaggia fuori da quelle quattro mura, condivisa con un fotoreporter e un’attrice teatrale vissuta quasi un secolo prima. Immagini e parole, documenti visivi e testuali si mescolano in queste pagine dando vita a una nuova forma di racconto e dialogo possibile solo grazie a linguaggi espressivi tanto potenti.

Questo libro è un invito a lottare contro i pregiudizi di una società permeata di valori effimeri e superficiali, nonché un modo per ricordare che anche grazie alla fotografia, in Italia, nel 1978, si è contribuito alla promulgazione della Legge Basaglia che ha sancito la chiusura dei manicomi.

Foto di copertina di Giovanni Marrozzini
‘Reparto femminile Ospedale Psichiatrico di Scutari- Albania 2010’

È tutto un gioco: personale di Vincenzo Mascoli a Cassano delle Murge

Il Comune di Cassano delle Murge, nell’ambito del progetto 'Cassano Cultura 2013' predisposto dall’Assessorato alla Cultura, in collaborazione con 'Enkomion – rivista trimestrale di Storia Letteratura e Arte', la casa editrice 'Messaggi edizioni', l’associazione ‘Presidi del Libro’ di Cassano delle Murge e il gruppo ‘CaP – onlus tradizioni folkloristiche’, organizza la mostra d’arte contemporanea ‘È tutto un gioco’, personale di Vincenzo Mascoli, la cui inaugurazione avrà domenica 14 luglio alle ore 19,30 presso la pinacoteca civica.

Presentano Maria Pia Di Medio, sindaco; Pierpaola Sapienza, assessore alla Cultura; Nicola Surico, editore e direttore di Enkomion; Giovanni Carlo Labianca, critico d’arte; Massimo Nardi, art director

La pinacoteca civica di Cassano delle Murge, a partire da domenica 14 luglio, ospiterà le eversive opere di Vincenzo Mascoli nella splendida cornice del palazzo Miani-Perotti, nuovamente protagonista dell’estate nel territorio murgiano.

Décollage e stralci di pubblicità sono le allegorie adottate dall’artista Vincenzo Mascoli per ritrarre la personale visione della realtà ai limiti della fredda cronaca. Il medesimo fil rouge che contraddistinse gli artisti della pop art, movimento britannico che ha innalzato a effigie di se stesso la ‘Campbell’s Soup’ di Andy Wharol, in cui marketing e vita quotidiana sono mescolati e resi irrimediabilmente inseparabili.

Vincenzo Mascoli, nato a Corato (Ba), si è laureato in Scenografia e specializzato in Pittura. La sua carriera artistica vanta già numerosi premi e mostre personali e collettive in giro per l’Italia e per il mondo, tra le quali citiamo ‘La strada con la valigia’, del 2008, alla National Accademy di New York;  ‘L'Arte in Viaggio’, del 2010, nella Galleria Belle Arti a Barcellona; ‘Metafisica a Sud’, evento collaterale a ‘Giorgio De Chirico - Mistero e poesia’, in corso nel Castello Aragonese di Otranto, dal 10 luglio al 29 settembre 2013.

Lorenzo Madaro, giornalista de ‘La Repubblica’, ha descritto la tecnica  del Mascoli quale «procedimento di accumulo di porzioni di carta da giornale, da cui emerge una visione sfaccettata del mondo, mediante un dialogo continuo con le reliquie della comunicazione visuale: quotidiani, carta patinata delle riviste, loghi riconoscibili della pubblicità, una commistione esemplare tra parola e immagine, segni talvolta non identificabili nella loro interezza, perché associati ad altrettanti squarci di vita sociale e politica della contemporaneità».


La mostra d’arte contemporanea ‘È tutto un gioco’ di Vincenzo Mascoli sarà aperta al pubblico dal 14 al 28 luglio, dal lunedì al sabato, ore 9,30 – 12,30 / ore 17,30 – 21,00; la domenica invece dalle ore 17,30 – 21,00.

(fonte Edi Communication)

Addio bonifiche: 'Decreto del Fare' stabilisce che chi inquina non pagherà

Il Forum Italiano dei movimenti per l'acqua fa appello al Ministro dell'Ambiente Orlando per la tutela della qualità dell'acqua, a rischio dopo le decisioni contenute nel 'Decreto del Fare'.

Altro che il principio ‘chi inquina paga’, con il cosiddetto ‘Decreto del Fare’ festeggiano gli inquinatori, viene messa a rischio la salute dei cittadini e la qualità dell'acqua delle falde, un patrimonio comune di straordinaria importanza per la vita del paese.

Da circa un anno si erano moltiplicati i tentativi per inserire di straforo nei vari decreti urgenti, senza alcun confronto pubblico preliminare con i cittadini, una contro-riforma sulle bonifiche. Ora il Governo Letta e le lobby industriali hanno introdotto nel cosiddetto ‘Decreto del Fare’ una norma di modifica del testo Unico sull'Ambiente D.lgs. 152/2006 che fa ritornare all'anno zero il settore delle bonifiche.

Si legge nel decreto, «nei casi in cui le acque di falda determinano una situazione di rischio sanitario, oltre all'eliminazione della fonte di contaminazione ove possibile ed economicamente sostenibile, devono essere adottate misure di attenuazione della diffusione della contaminazione». La qualità dell'acqua è subordinata alle logiche economiche, da oggi se chi inquina è d'accordo, si attenuerà l'inquinamento senza eliminare le sue fonti. È assolutamente grave che venga inserito il principio della sola «attenuazione» dell'inquinamento anche in presenza di rischio sanitario conclamato.

In Italia circa il 3% del territorio è gravemente inquinato e classificato nei Siti di Interesse Nazionale per le Bonifiche in cui gli interventi sono gestiti direttamente dal Ministero dell'Ambiente. In realtà oltre a queste situazioni estreme (da Priolo a Bussi, passando per Taranto, Brindisi, Brescia ecc.) si aggiungono una miriade di siti inquinati o potenzialmente inquinati sparsi su tutto il territorio nazionale la cui procedura di bonifica nella stragrande dei casi viene seguita dai comuni (si stimano in diverse migliaia, da discariche incontrollate a pozzi inquinati).

Recentemente lo ‘Studio Sentieri’ dell'Istituto Superiore di Sanità ha dimostrato l'enorme impatto sanitario dell'inquinamento, con migliaia di morti in più rispetto all'atteso nei 37 siti monitorati.

In questo contesto che richiederebbe la messa in cantiere della vera grande opera, la bonifica del territorio italiano, il Governo Letta ha introdotto una norma sull'inquinamento delle falde acquifere che azzera ogni possibilità di bonifica definitiva delle aree inquinate, subordinando gli interventi di bonifica agli interessi economici di chi inquina anche in caso di concreto rischio sanitario.

Secondo Enzo Di Salvatore, professore di Diritto Costituzionale all'Università di Teramo «Subordinare l'eliminazione della fonte di inquinamento oltreché a possibilità tecniche anche al presupposto che ciò sia economicamente sostenibile per il privato che inquina si sostanzia in una prevalenza degli interessi economici del privato sul diritto alla salute e all'ambiente salubre. Ciò viola anche il diritto dell'Unione europea e segnatamente il principio chi inquina paga».

Il Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua lancia un appello al Ministro dell'Ambiente Orlando, che ha dichiarato il tema della tutela dell'acqua tra quelli prioritari per il suo mandato, affinché il Governo riveda profondamente una posizione del tutto inaccettabile su un bene comune come l'acqua.

Il Forum chiede ai parlamentari di tutti i gruppi di intervenire per stralciare o almeno modificare profondamente le norme dal provvedimento nell'iter di conversione in legge in modo da rendere le norme realmente utili alla tutela della qualità dell'acqua.


Il Forum metterà in campo una serie di iniziative per contrastare quest'attacco all'accesso all'acqua potabile che l'ONU ha sancito essere un diritto umano, essenziale al pieno godimento della vita e di tutti i diritti umani.

(fonte Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua)