mercoledì 3 luglio 2013

Lame: la musica in soccorso delle querce. Stasera al 'Pecora nera'

«Mancano solo 72 ore (poco meno di 20 ore ad oggi, ndr) al no-stop music per salvare con la musica le radici delle Querce secolari condannate a morte da chi ha la mortadella sugli occhi e continua a non capire che una delle risorse maggiori di questa Cassano delle Murge è la natura – così si legge sulla pagina facebook del comitato Lamafutura . Preserviamola, difendiamola  – continua l'appello – per lasciare questo paese ai nostri figli meglio di come ce lo hanno lasciato i nostri padri».   

Domani seramercoledì 3 luglio, sullo spazio dedicato al parcheggio del pub 'Pecora nera', in via Santeramo in Colle a Cassano delle Murge, si esibiranno numerosi gruppi in solidarietà con la lotta civile che il comitato Lamafutura sta conducendo, al fine di evitare l'esproprio dell'area e l'abbattimento delle querce secolari che vi insistono ed esistono da tanto, tanto tempo. La lotta è evidente non ha un carattere personale, ma una connotazione generale, poiché riguarda le sorti dell'intera comunità cassanese, che vedrebbe stravolto il suo paesaggio, secondo l'opinione diffusa degli aderenti al comitato Lamafutura, senza che il territorio e l'area urbana vengano davvero messi in sicurezza. 

Dopo l'incontro di venerdì 28 giugno, durante il quale i progettisti hanno ascoltato le confutazioni dei tecnici del comitato Lamafutura, la vicenda pare essersi avviata sulla strada dello scontro giuridico: si era parlato di ricorso al TAR Puglia ma ad oggi non ci sono conferme in merito. Resta la netta opposizione al progetto in questione e a questo proposito la serata di stasera s'inquadra nell'ottica di sensibilizzare un'opinione pubblica ancora troppo disinteressata ad un progetto che non riguarda soltanto una parte della cittadina e quindi pochi residenti o imprenditori; al contrario le sorti di questo progetto riguardano tutti i cassanesi, perché la realizzazione di quest'opera comporterebbe una ripresa del comparto edilizio per i lavori strettamente relativi alla realizzazione dei due vasconi e non solo. Pare che la realizzazione di quest'opera di messa in sicurezza permetterebbe alle aree lottizzate a valle di ottenere il 'nulla osta' relativo alla sicurezza, rendendo finalmente realizzabili i progetti edilizi che ne potrebbero nascere.

Musica per la tutela al pub Pecora nera, anche se a onor del vero la sindaco Maria Pia Di Medio ha dato la sua parola durante l'incontro dell'altra sera, dichiarando che avrebbe fatto in modo che le querce in questione fossero salvate. Staremo a vedere.   

04.07.2013
Vito Stano

martedì 2 luglio 2013

Raccolta differenziata al 31,84%. Oggi incontro tra sindacati e Tradeco

Il sistema di raccolta dei rifiuti solidi urbani 'porta a porta', adottato dall'amministrazione Di Medio a Cassano delle Murge, nel mese di giugno ha raggiunto la cifra record di 31,84%, equivalenti a 166 tonnellate di materiale differenziato raccolto (il triplo di maggio), di cui 80 tonnellate per l’organico; 15,5 tonnellate per il vetro e 21 per la carta. Questi dati (diffusi dall'ufficio stampa del Comune) sono senza dubbio la bella sorpresa che l'amministrazione Di Medio & Co. auspicavano all'avvio del nuovo servizio e quindi oggi hanno ben ragione di festeggiare. 

La sindaco si dice, pertanto, soddisfatta, dello step raggiunto a poco meno di cinquanta giorni dall'avvio del servizio e dichiara di voler restare «con i piedi per terra perché sul fronte igiene urbana dobbiamo continuare a lavorare in maniera ostinata». Alle parole della sindaco, fanno eco le dichiarazioni dell'assessore alla Tutela dell’Ambiente Carmelo Briano, il quale ha affermato, nella stessa nota, che «il dato di giugno è un risultato eccellente se si considera che non possiamo ancora considerare a regime in tutto il paese il nuovo servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti. Da poco – ha concluso Briano – è cominciato nella zona industriale e presto saranno serviti anche i borghi. Questo significa  che in prospettiva possiamo raggiungere livelli di raccolta superiori».

Restano però alcuni nodi irrisolti: in queste ad Altamura, presso la sede della Tra.de.co. si sta svolgendo un incontro tra le rappresentanze sindacali provinciali di Cgil e Cisl e il patron Colummella (alla presenza, molto probabilmente di esponenti della giunta Di Medio e della Murgia Servizi Ecologici Srl dei fratelli Guglielmo) per tentare di risolvere una spinosa faccenda, che se disattesa investirebbe come un torrente in pieno Cassano e l'amministrazione Di Medio. 

I sindacati chiedono da tempo di entrare in possesso dell'intero incartamento relativo al nuovo servizio che l'Ati Tra.de.co. - Murgia Servizi Ecologici, ma  fino ad oggi i responsabili dell'Ati non hanno acconsentito a condividerle. 

L'incontro di oggi è, quindi, un banco di prova fondamentale, poiché, qualora le richieste dei sindacati fossero disattese, il risultato sarebbe uno sciopero degli operatori ambientali, peraltro già proclamato a metà giugno e successivamente ritirato, che farebbe cadere nel caos generale l'intera cittadinanza, causando un blocco della raccolta 'porta a porta'.  

02.07.2013
Vito Stano

Esercitazioni militari nel Parco: Veronico chiede audizioni al Co.Mi.Pa.


La questione delle esercitazioni militari nell'area del Parco Nazionale dell'Alta Murgia è entrata  nelle agende che contano: dall'ufficio stampa dell'ente Parco è arrivata giusto ieri la comunicazione con la quale Cesare Veronico rende noto di aver chiesto le audizioni presso il Co.Mi.Pa (Comitato Misto Paritario) e presso la V Commissione del Consiglio Regionale.

Nel comunicato si legge che «con due distinte note inviate il 26 giugno scorso, il presidente dell’ente Parco Nazionale dell’Alta Murgia, Cesare Veronico,  a seguito dell’incarico ricevuto dalla Comunità del Parco (anche il presidente della Provincia di Bari e presidente della Comunità del Parco Francesco Schittulli si è espresso sulla questione inviando una nota stampa), ha chiesto formale audizione al Presidente del Comitato Misto Paritetico Regione Puglia-Forze Armate, generale Vitantonio Cormio, e al Presidente della V Commissione permanente del Consiglio Regionale, competente in materia di ecologia e tutela del territorio, sulla questione delle servitù militari e dei poligoni di addestramento all’interno del territorio del Parco. L’obiettivo è porre le basi per l’individuazione di soluzioni a partire dalla cessazione dell’utilizzo dei poligoni e dall’eventuale ricollocazione dei medesimi in altri territori nonché discutere subito delle attività programmate per il secondo semestre dell’anno corrente e sulla loro disciplina».

«Il coinvolgimento della V Commissione del Consiglio Regionale  continua la nota – è necessario affinché i suoi membri abbiano elementi adeguati di conoscenza per valutare l’incidenza di tali operazioni sul territorio dell’area naturale protetta, ad oggi senza alcun tipo di monitoraggio e di regolamentazione specifica».
 
«Intendiamo ribadire – ha affermato Veronico – che le nostre iniziative hanno come unico obiettivo quello di porre fine alle esercitazioni militari all’interno delle aree naturali protette partendo dalla convinzione – sostenuta da tutta la Comunità del Parco – che esse siano incompatibili con le finalità dei Parchi e delle Riserve naturali nazionali, regionali e provinciali; non vi è alcuna volontà di animare uno scontro tra pacifisti e militari. Ringraziamo – ha ribadito Veronico – i rappresentanti istituzionali, le associazioni, i mezzi di comunicazione e i privati cittadini che, in solidarietà col Parco, stanno mettendo in campo, autonomamente, iniziative che confermano la sensibilità dell’argomento. Il nostro ente conferma l’intenzione di voler procedere attraverso tutte le vie istituzionali per perseguire i propri obiettivi».

Come detto anche il presidente della comunità del Parco Nazionale dell’Alta Murgia e presidente della Provincia di Bari Francesco Schittulli soltanto qualche giorno fa aveva espresso il proprio pensiero «in sintonia con quanto dichiarato dal presidente Cesare Veronico sulla problematica inerente le esercitazioni militari in area Parco», confermando «la volontà della Comunità di poter affrancare l’Alta Murgia dalle servitù militari e dalla presenza di poligoni di  addestramento.
Tale legittima aspirazione – ha chiosato Schittulli – va coltivata nelle sedi istituzionali indicate dalle norme vigenti con la piena collaborazione delle Forze Armate, cui va riconosciuto il sensibile quotidiano impegno, profuso con spirito di abnegazione e sacrificio, per la sicurezza del Paese e nell’ambito delle  missioni internazionali di pace e di cooperazione».

02.07.2013
Vito Stano

lunedì 1 luglio 2013

Festival delle libertà imperfette: domani a Bari la presentazione

Martedì 2 luglio la conferenza stampa di presentazione ‘Festival delle libertà imperfette’: tre giorni di cultura , politica e società

Grande teatro, cortometraggi dibattiti, incontri e momenti ludici nella prima edizione del ‘Festival delle libertà imperfette’, la tre giorni di cultura, politica e società in programma ad Alberobello nelle date del 4, 5 e 6 luglio prossimi.

L’iniziativa, organizzata dall’associazione Alterego e da Arcilesbica Mediterranea Bari, con la collaborazione dell’associazione Le mani incatenate, nasce dalla volontà di servirsi della cultura per combattere il pregiudizio, l’ignoranza e la paura nei confronti di lesbiche, gay, transessuali e verso ogni forma di diversità, partendo dal presupposto che ogni diversità rappresenta una ricchezza e non una minaccia .  

Nel festival troveranno spazio pieces teatro, cortometraggi, dibattiti di vario tenore. Il programma del festival verrà illustrato in una conferenza stampa martedì 2 luglio alle ore  11.30 presso la Taverna nuova del maltese in via Nicolai 67.

Per info: 3338921392 - 3407337697

Stop al carbone: campagna internazionale di Greenpeace. Brindisi c'è

Melbourne, da Leipzig a Mindanao, si è tenuta la prima manifestazione globale per porre fine all’era del carbone. In Italia si sono svolte manifestazioni a Brindisi, Civitavecchia, La Spezia, Padova e Palermo. Proprio nella città di Brindisi erano presenti i volontari del gruppo di Bari, ma anche degli altri due gruppi pugliesi di Lecce e San Ferdinando di Puglia.

‘End the Age of Coal’ - questo il nome della giornata di mobilitazione internazionale, nonché lo slogan che ha unito la protesta in tutti i continenti - esprime la volontà chiara di molte persone, in ogni angolo del Pianeta, di consegnare al passato una fonte energetica il cui utilizzo è il primo fattore di alterazione del clima. Da una settimana, a Istanbul, oltre 500 attivisti provenienti da tutto il mondo stanno lavorando per dare vita a una campagna davvero globale contro il carbone. Il ‘Global Power Shift’, questo il titolo del meeting, è stato promosso da 350.org con la collaborazione di 45 associazioni tra cui Greenpeace. Ieri è stata la prima data in cui in tutto il mondo, si è manifestato contro il carbone, partendo proprio dalla Turchia, dove si è svolta una protesta che ha coinvolto oltre 3.000 persone, tra cui il direttore di Greenpeace International Kumi Naidoo.

L’opposizione al carbone, la fonte energetica più dannosa per il clima e la salute umana, è ormai un dato globale. Dalla Turchia, un Paese minacciato da una forte espansione del carbone e dove il diritto al dissenso appare oggi compromesso, sta partendo un’onda di protesta che non si fermerà. Si sta organizzando un movimento internazionale, cui Greenpeace darà tutto il suo sostegno, per archiviare l’era del carbone e dare inizio a una rivoluzione energetica fatta di fonti rinnovabili ed efficienza.

Quello del carbone è un business sempre più insostenibile: la sua estrazione è causa di distruzione di interi ecosistemi ed è spesso correlata a fenomeni di violazione dei diritti umani; la sua movimentazione minaccia aree fragili del pianeta, come nel caso dell’export australiano che rischia di distruggere la più preziosa barriera corallina del mondo; infine, la sua combustione è responsabile di oltre il 40% delle emissioni di anidride carbonica, a livello globale, primo fattore assoluto di impatto sul clima. Dalle ciminiere delle centrali a carbone fuoriescono anche gas acidi, fuliggine e polveri sottili: ovvero il maggior contributo industriale alla generazione del particolato fine, che penetra in profondità nei polmoni e direttamente nel sangue, che colpisce soprattutto neonati e bambini e causa attacchi cardiaci e cancro al polmone, incrementa gli attacchi d’asma e i problemi respiratori. Da quelle stesse ciminiera fuoriescono anche metalli pesanti tossici come mercurio, piombo, arsenico e cadmio, che aumentano i rischi di insorgenza di malattie oncologiche e danneggiando la crescita dei minori.

Un recente studio realizzato dall’Università di Stoccarda per Greenpeace segnala come in Europa gli impatti sanitari del carbone equivalgono a circa 22.300 morti premature l’anno: ovvero, più di due morti premature ogni ora . Le circa 300 centrali a carbone funzionanti nel continente producono un quarto dell’energia elettrica consumata nell’Unione ma emettono il 70 per cento degli ossidi di zolfo e più del 40 per cento degli ossidi di azoto provenienti dal settore elettrico. Queste centrali sono la fonte di circa la metà di tutte le emissioni industriali di mercurio, di un terzo di quelle di arsenico e producono quasi un quarto del totale delle emissioni europee di CO2. La stessa ricerca dell’Università di Stoccarda evidenzia come l’impatto della produzione italiana di elettricità col carbone è causa di circa 500 casi di morte prematura l’anno in Italia.

In Italia Greenpeace è impegnata in una campagna contro l’Enel, responsabile di circa tre quarti della produzione nazionale di elettricità col carbone. Greenpeace chiede a Enel di dimezzare la sua produzione a carbone entro il 2020 e di azzerarla al 2030; di rinunciare ai progetti di nuove centrali a carbone e di sostituire la sua produzione a carbone con fonti pulite e rinnovabili.


(fonte Greenpeace Puglia)

domenica 30 giugno 2013

Lame: verso il ricorso al Tar. Referendum cittadino: sindaco ha detto 'sì'

Sindaco di Cassano delle Murge Maria Pia Di Medio e ingegnere
Paolo Conforti (Advenco) - Foto Archivio Vito Stano 
© 2013
Il ricorso al Tribunale amministrativo regionale della Puglia si farà. Gli aderenti al comitato ‘Lamafutura’ sono tutti d’accordo sulla necessità di portare davanti al giudice amministrativo la “questione Lame” per chiedere l’annullamento dell’iter in corso. Questo è quello che era chiaramente emerso già venerdì a tarda sera a margine dell’incontro al vetriolo tra la sindaco Maria Pia Di Medio e gli amministratori della società Advenco Srl da una parte e i tecnici che portano avanti le rivendicazioni del comitato Lamafutura dall’altra.

Restano sul tavolo della discussione (e nelle memorie digitali di cellulari e videocamere) le domande inevase degli ingegneri Mavellia e Pellerano, del geologo Tassielli e le osservazioni degli ingegneri Campanale e Albenzio, oltre quelle dell’imprenditore Roppo (Giano Plastica) e quelle politiche di Santorsola (sentito prima dell’incontro di venerdì) e della Contursi (Rosa) durante il confronto, oltre che le parole di chiusura totale di Racano.


Quindi l’unica strada percorribile a questo punto sembrerebbe quella della richiesta di annullamento, in quanto le aperture della sindaco Maria Pia Di Medio, durante e subito dopo il confronto di piazza, non convincono quasi nessuno: la proposta di un tavolo tecnico (balenata già venerdì sera) resta una via alternativa ma impervia, un ‘piano B’, nel quale sono davvero in pochi a crederci. 

In parallelo corre poi un binario immaginifico: la possibile indizione di un referendum cittadino, possibilità che la stessa sindaco, a precisa domanda venerdì sera, ha accolto positivamente. Se le parole di un amministratore non valgono quanto un atto pubblico, almeno moralmente, ci si aspetta perlomeno che alle parole seguano i fatti, fatti che in questo caso si dovrebbero concretizzare innanzitutto in un comunicato della prima maggioranza, utile a informare la cittadinanza che in tale data si svolgerà una votazione consultiva sulla bontà o meno del cosiddetto ‘Progetto Lame’. Questo sarebbe un atto dovuto, se si vorrà evitare di etichettare quelle parole con l’appellativo poco grazioso di ‘demagogiche’ e ‘populiste’. 

30.06.2013
Vito Stano

sabato 29 giugno 2013

Lame: le ragioni dei 'no' infiammano la piazza. La sindaco in difficoltà

I fatti in piazza
Nulla di fatto. Questo è il risultato al netto delle posizioni presenti in piazza. Sindaco e Advenco (la società che ha redatto i progetti) difendono il progetto definitivo approvato il 31 luglio del 2012. La frattura, al momento, appare insanabile; le posizioni dei due fronti sono praticamente inconciliabili: i due vasconi, proposti dall'Advenco e accettati dall'amministrazione Di Medio (e approvati dall'Autorità di Bacino), sono ritenuti un ecomostro dai contestari, tra cui ci sono cittadini direttamente interessati perché abitano nei pressi dell'area in questione e altri, cittadini e tecnici, impegnati nella battaglia del comitato Lamafutura a difesa della bontà naturalistica dell'area. 

Gli oppositori (che pare abbiano già un progetto alternativo) contestano soprattuto la realizzazione della vasca numero uno, quella in via Santeramo, ritenendola uno sfregio al paesaggio e uno spreco di risorse, che potrebbero essere reimpiegate a risistemare il 'canalone' e i letti delle lame e gli impluvi naturali con interventi meno invasivi e meno pericolosi per la tenuta degli edifici presenti in zona. 

Il comitato Lamafutura e i tecnici, che al progetto si oppongono strenuamente, restano sulle barricate ritenendo le spiegazioni dei due fratelli Paolo e Gian Mario Conforti, soci  e amministratori dell’Advenco, incapaci di sbrogliare la matassa di dubbi sorti alla luce della lettura delle carte progettuali.

Le ragioni dei 'no'
Teodoro Santorsola, già vice sindaco e fautore del progetto originario, sentito prima dell’inizio dell’incontro, ha ribadito i ‘no’ del gruppo ‘nuovaideadomani, ritenendo il progetto approvato dall'amministrazione Di Medio inappropriato alle esigenze reali del territorio cassanese. «L'80% delle risorse – ha dichiarato Santorsola  saranno impiegate per la costruzione del vascone, trascurando le lame e vie naturali».

Paolo Racano, che precisa di parlare a titolo personale e non in qualità di portavoce del comitato Lamafuturaa nostra precisa domanda a incontro concluso, ha affermato che «è già pronto un ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale e che  continuando  non sarebbe logico sedere al tavolo con i redattori del progetto contestato poiché questo significherebbe avallare la bontà stessa del progetto, che invece, secondo Racano, va rigettato in toto».

A Racano fa eco l’ingegnere Nicola Albenzio, il quale, per quanto parte interessata, va comunque tenuto in considerazione per l’esperienza professionale pluridecennale: l’ingegner Albenzio ha ribadito la proposta di annullare l’iter di affidamento dell’appalto al fine di riformulare i termini della gara in un «appalto-concorso» anziché in un appalto classico, che va ricordato ha registrato un ribasso d’asta del 73% da parte dell’Advenco, società aggiudicatrice della stesura del progetto, cioè da circa 272mila euro di compenso l'Advenco percepirà circa 70mila euro.

I dubbi avanzati dagli ingegneri Pellerano e Mavellia e dal geologo Tassielli, in rappresentanza delle ragioni del comitato Lamafutura, non sono stati sciolti né dai progettisti né dalla sindaco Maria Pia Di Medio, in evidente difficoltà difronte alle contestazioni. Alle domande dal pubblico (dalle prime file) i fratelli Conforti hanno risposto a volte con sufficienza suscitando ira e ironia, altre volte subendo interruzioni poco galanti da parte dei loro interlocutori. 

Proposte, controproposte e tempistica
Sta di fatto che, con le proroghe già ottenute, la cantierizzazione dell’opera non è ancora stata fatta e c’è tempo fino al 31 dicembre 2013, prima di incorrere in uno stop del finanziamento.

Intanto la sindaco incalzata dal pubblico ha dichiarato che indirà un referendum cittadino, al fine di rimettere eventuali decisioni alla volontà popolare. Ma la stessa sindaco ha poi, all'interno dei capannelli post dibattito, ribadito la sua ferma volontà di andare avanti con la cantierizzazione dell'opera, aprendo uno spiraglio al dialogo con tecnici del comitato Lamafutura. Delle due una, come al solito. Su una cosa la sindaco è stata chiara, prima e dopo: le querce, anche se nel progetto è previsto che vadano abbattute, verranno salvate. Esempio, questo, di ambientalismo trasversale e intermittente. 

Inoltre pare che anche ad opera già cantierizzata il progetto possa subire modifiche sull’ordine del 30% del totale, quindi avanti con le proposte concrete, che, per dirla con Gian Mario Conforti (Advenco), gli oppositori avrebbero già dovuto presentare in questa occasione anziché «sventolare» carte. Ma ammesso che i progetti ci siano già (e pare proprio che ci siano), era evidente e prevedibile che in questa occasione l'intento era di vagliare la bontà del progetto e, assieme, la preparazione degli estensori, che almeno all'inizio non hanno saputo tener testa alle contestazioni che i tecnici di lungo corso (Pellerano, Mavellia, Tassielli, solo per citarne alcuni) hanno avanzato. Poi a confortare Gian Mario è arrivato Paolo, fratello del primo, sul quale si sono infranti gli interrogativi degli astanti. Le certificazioni di bontà del progetto, hanno ribadito i fratelli Conforti della Advenco, sono state tali e tante da ritenere lo stesso ben fatto. 

Del resto ad approvare il progetto è stata la maggioranza politica (striminzita, con soltanto 10 consiglieri a sostenere il provvedimento), la quale avrebbe potuto, qualora vi avesse ravvisato scelte inappropriate da parte dei progettisti, rigettare il disegno e condurre altre modifiche. Ma tanté, così non è stato.

Note a margine
Nota incolore l'assenza dei rappresentanti del gruppo consiliare Partito Democratico-ViviCassano; nessun esponente neppure della segretaria cittadina era presente all'incontro. Dunque non sono pervenute le opinioni del gruppo politico in merito alla discussione sul progetto; resta quindi la posizione espressa in Consiglio comunale lo scorso 31 luglio 2012 (gli atti di ieri valgono sui silenzi di oggi, verrebbe da dire), quando il gruppo guidato da Quirico Arganese lasciò l'aula prima del voto sul progetto definitivo. 

Nota di colore della serata è stato lo sproloquio reciproco tra Tonino Roppo (titolare dell'azienda Giano Plastica) e Felice Maselli (grande proprietario terriero e marito dell'assessore ai Servizi sociali del Comune di Cassano delle Murge Angela Contursi): è stato l'incipit dell'intervento di Roppo a surriscaldare gli animi; sono volate offese pesanti, riconducibili a vecchie storie note e meno note. 

Chissà se la notte ha portato consiglio, come ha auspicato l'avvocato Luigi Ariemma, il quale ha tentano, già a margine dell'incontro, di placare gli animi e mediare tra le posizioni dei progettisti dell'Advenco, risentiti delle offese subite, e le ragioni di alcuni contrari al progetto dei due vasconi. 

Per adesso gli animi non sono affatto calmi, gli esposti sono pronti e il ricorso del comitato Lamafutura al Tar Puglia, pare, non si farà attendere. 

28.06.2013
Vito Stano

A Rimini fiera torna Sal.v.e. in vetrina l'eccellenza dei veicoli ecologici

Guido Giletta, presidente ANFIA
Dal 6 al 9 novembre, in concomitanza con Ecomondo, il salone leader in Europa dedicato a mezzi e tecnologie per il trasporto dei rifiuti.

Guido Giletta, presidente ANFIA - Sezione veicoli per servizi ecologici: «L’occasione per mostrare il meglio della proposta italiana. Le maggiori aziende competono da anni nei principali mercati europei e molte di queste stanno crescendo in mercati vitali quali Russia, Medio Oriente e Nord Africa».

A novembre torna a Rimini Fiera, dove già si svolse nel 2001 e nel 2004,  il Salone dei Veicoli Ecologici, organizzato in partnership con ANFIA - Sezione veicoli per servizi ecologici. Dal 6 al 9 SAL.V.E. si affiancherà a Ecomondo, Key Energy, Key Wind e Cooperambiente per comporre la proposta fieristica sui temi della green economy leader in Europa. SAL.V.E. sarà l’occasione per proporre e conoscere le soluzioni tecnologiche più innovative per il mondo del trasporto dei rifiuti solidi e liquidi, coi nuovi brevetti, le cisterne per lo spurgo dei pozzi e dei rifiuti pericolosi. Ampio spazio sarà dedicato anche ai mezzi per la pulizia e la manutenzione stradale ed industriale. Ne abbiamo parlato con Guido Giletta, presidente sezione veicoli per servizi ecologici ANFIA.

Quale opportunità può rappresentare il contesto di Rimini Fiera per le imprese del settore, con lo svolgimento contemporaneo di saloni internazionali dedicati allo sviluppo sostenibile?
È sicuramente un’opportunità importante di attrazione degli operatori del settore, che in un’unica manifestazione avranno un quadro completo dell’offerta e delle tecnologie innovative dell’industria italiana di settore. Inoltre, nei paesi emergenti, i grandi player operano in più settori contemporaneamente e quindi chi, ad esempio, oggi visita Ecomondo perché interessato alle tecnologie del trattamento acque, può trovare partner per i veicoli ecologici e viceversa; a livello internazionale, il sistema paese è sempre più importante e quindi è fondamentale che tutti gli attori nazionali del settore dello sviluppo sostenibile facciano squadra.

Quali obiettivi si pone ANFIA in vista di SAL.V.E.?
L’obiettivo di ANFIA è di mostrare, con la partecipazione a SAL.V.E., le tecnologie e la capacità di innovazione della nostra industria di settore. In questo periodo in cui si parla soprattutto di aziende in crisi, è fondamentale dare visibilità alle aziende che reagiscono mettendo in campo innovazione e qualità. Ma un obiettivo ancora più importante è sensibilizzare la classe politica sulle disastrose conseguenze che i continui tagli di bilancio nel capitolo investimenti e i ritardi nei pagamenti delle Pubbliche Amministrazioni potranno avere sull’intero settore. Il nostro mercato, negli ultimi cinque anni, ha mostrato un calo molto sensibile delle unità vendute e i ritardi nei pagamenti, oltre all’elevata tassazione italiana, drenano liquidità alle aziende, quella liquidità che i concorrenti esteri investono invece nei prodotti e nel marketing internazionale nei paesi emergenti.  

Qual è il grado di internazionalizzazione del business delle imprese presenti a SAL.V.E.?
Le maggiori aziende competono da anni nei principali mercati europei e molte di queste stanno crescendo in mercati vitali quali Russia, Medio Oriente e anche Nord Africa. Non si vive però di sola esportazione, e anche le aziende con forte vocazione all’export, se il mercato nazionale non si riprende, faticheranno sempre più a tenere il passo dei concorrenti esteri, i quali, nei paesi d’origine, hanno una solida e stabile base di fatturato, che garantisce una buona quota di margini di contribuzione ai costi fissi.

La sottile linea verde: il 3 luglio alle 18,30 presentazione alla Feltrinelli

'La sottile linea verde. Eccessi svolte e prospettive della questione ambientale', interviene l'autore, Waldemaro Morgese, intervistato da Chiara Lacirignola.

Quando si inizia a parlare di ‘questione ambientale’ in Italia? Quali sono le tappe più importanti che hanno portato l’uomo alla consapevolezza della necessità di tutelare il Pianeta Terra? Come fare fronte al progressivo esaurimento delle risorse naturali? Come integrare il ‘progresso’ con la salvaguardia dell’ambiente? 

A queste e ad altre domande basilari l’autore cerca di rispondere, mosso da un personale interesse che lo ha portato a comporre questa guida ragionata e arricchita da essenziali ‘incursioni’ storiche, la quale si rivolge a chi intenda comprendere le principali problematiche ambientali e voglia contribuire nel suo piccolo a capire come recare vantaggio al Pianeta. 

È il tema dell’‘eccesso’ il filo conduttore di questo manualetto, di cui vengono considerate le varie sfaccettature che determinano i numerosi squilibri ambientali, fino tracciare le linee e i modelli di una possibile rotta futura – alla quale dovrebbero collaborare i Paesi di tutto il Mondo – che consenta di non valicare i ‘limiti dello sviluppo’ portando il Pianeta al collasso.

Sostenibilità e innovazione: la Fondazione promuove il Premio 2013

La Fondazione per lo sviluppo sostenibile, in collaborazione con Ecomondo Rimini Fiera e Key Energy, organizza anche per il 2013 il Premio per lo sviluppo sostenibile. Il Premio ha lo scopo di promuovere le buone pratiche e le migliori tecniche delle imprese italiane che raggiungano rilevanti risultati ambientali, con iniziative innovative, buone possibilità di diffusione e positivi risultati economici e occupazionali. Trenta fra i partecipanti verranno segnalati e, fra questi, tre verranno premiati con il 'Primo Premio per lo sviluppo sostenibile 2013' per il rispettivo settore. Nelle scorse edizioni del Premio sono state selezionate le prime tre imprese per ogni settore e premiate con la medaglia del Presidente della Repubblica. Le imprese premiate nei primi tre anni sono state raccolte nel Libro 'L'Italia della green economy' di Edizioni Ambiente. La premiazione 2013 avverrà durante la Fiera di Rimini, Ecomondo-Key Energy nella hall centrale, dal 6 al 9 Novembre.

Il Premio riguarderà per quest'anno imprese dei seguenti settori: Eco-design; Attività agricole e attività connesse ad alta qualità ecologica; Start-up dedicate alla green economy.


Nella categoria Eco-design, vengono considerate aziende che realizzano beni o servizi con modalità progettuali dal profilo ecologico elevato ( ad esempio con l'utilizzo di processi produttivi o prodotti ad alta efficienza energetica, con uso di materiali riciclati, o prodotti riciclabili, con uso efficiente di materiali, con risparmio di acqua...)

Nella categoria Attività agricole e attività connesse ad alta qualità ecologica vengono considerate aziende che realizzano attività agricole biologiche o di elevata qualità ecologica, per esempio a filiera corta, attività multifunzionali di tutela del territorio e del paesaggio agrario, attività integrate di agriturismo e di produzioni sostenibili di energie rinnovabili.

Nella categoria Start-up dedicate alla green economy vengono considerate nuove iniziative imprenditoriali dedicate a produrre beni o servizi di alta qualità ecologica, a basse o nulle emissioni di carbonio, con uso efficiente di materiali ed energia. La partecipazione al premio è gratuita.  

L'interesse a partecipare deve essere segnalato compilando la scheda di partecipazione o inviando una e-mail all'indirizzo parasacchi@susdef.it entro il giorno 7 luglio 2013.



Spero che tutti siano interessati a far conoscere di più le cose buone per l'ambiente che molte imprese italiane stanno facendo e che siate in molti a partecipare e a far conoscere questa iniziativa.

(fonte Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile)