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| di Vink De Palmis |
lunedì 3 giugno 2013
domenica 2 giugno 2013
Petizione Avaaz.org: le balenottere cacciate per diventare cibo per cani
Le
balenottere sono degli incredibili giganti del mare. Ma tra pochi giorni
oltre 180 di questi animali in pericolo di estinzione sono destinati a
essere trucidati da un ricco industriale e dai suoi amichetti il cui hobby
estivo è arpionarli, farli a pezzi, e spedirne la carne attraverso
l’Olanda fino al Giappone per poi farne cibo per cani! C’è un modo per fermare
la caccia prima che inizi: non è possibile ormeggiare una nave piena di
carcasse illegali di balene ovunque. Le autorità tedesche e finlandesi si sono
rifiutate di essere coinvolte in questa tratta infame. Ora gli olandesi sono la
chiave di volta. Tengono moltissimo alla loro reputazione di difensori
dell’ambiente, e sperano che su questa tratta insanguinata non si accendano i
riflettori di tutto il mondo. Ma se la renderemo nota a tutti ora chiedendo
alle autorità olandesi di rifiutarsi di far passare la carne di balena dal
loro porto, potremo fermare il massacro di balene! Dobbiamo agire
velocemente: le baleniere salperanno per iniziare la caccia tra pochi giorni.
Firma ora e invita tutti a unirsi: facciamo arrivare subito a un milione di
firme una petizione rivolta al Primo Ministro Mark Rutte avvertendolo che
solleveremo un polverne sui media con balene giganti fuori dalla sua porta se
non fermerà il trasferimento nei porti olandesi: http://www.avaaz.org/it/days_to_stop_the_whale_slaughter_global/?btysIdb&v=25282.
Queste creature maestose rappresentano il secondo più grande animale sul
pianeta, possono crescere fino a diventare lunghe quanto tre autobus e muoversi
come dei fulmini nell’acqua. La loro incredibile combinazione di agile ed
elegante forza e velocità ha contribuito a far loro guadagnare il nome di
“levrieri dei mari”. È quindi davvero tragico che balenieri come Kristjan
Loftsson ne abbiano massacrate a centinaia di migliaia e oltre il 70% della
popolazione mondiale sia stato spazzato via. Ma dal momento in cui sono stati
approvati gli stop della Convenzione sul Commercio Internazionale delle Specie
in via di Estinzione e della Commissione Internazionale sulla Caccia alla
Balena, la loro popolazione è aumentata in modo significativo. Possiamo
aiutarli a evitare la catastrofe se impediremo che siano macellate per farne
cibo per cani! Convincere l’Olanda a rifiutare il carico insanguinato di
Loftsson a Rotterdam è il modo migliore di fermare la caccia prima che inizi poiché
diventerà un precedente per gli altri porti Europei. Fino ad ora gli olandesi
gli hanno permesso di farla franca con questo omicidio di massa. Mettiamoli
sotto i riflettori e mettiamo fine a questo massacro.
Firma la petizione e
dillo a tutti, fermiamo la tratta prima che venga sparato il primo arpione: http://www.avaaz.org/it/days_to_stop_the_whale_slaughter_global/?btysIdb&v=25282.
I membri di Avaaz hanno ottenuto incredibili risultati per la biodiversità,
dall’opposizione al commercio dell’avorio fino alla vittoria per la messa al
bando dei pesticidi che stavano uccidendo un numero record di api. Nel 2010 i
membri di Avaaz sono stati fondamentali nel mantenere in piedi la Moratoria
Internazionale sulla Caccia alla Balena Commerciale: ora fermiamo questa
tragica carneficina e facciamo un altro passo verso un mondo più umano.
(Avaaz.org)
sabato 1 giugno 2013
Parco Nazionale Alta Murgia: regole e controlli per evitare incendi
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| Foto google.com |
Aree incendiate del bosco
di Acquatetta: vietata la raccolta di funghi e vegetazione spontanea Il presidente
del Parco Nazionale dell’Alta Murgia ha firmato un’ordinanza che fa divieto di
raccolta di funghi e di ogni altra vegetazione spontanea in tutte le aree
percorse dal fuoco in località ‘Bosco di Acquatetta’ nei comuni di Minervino
Murge e di Spinazzola. Gli incendi boschivi del luglio 2012 hanno arrecato
ingenti danni agli ecosistemi forestali e a specie selvatiche di flora e fauna
di interesse comunitario e prioritari ai sensi delle normative europee.
La decisione è stata determinata a seguito delle
sollecitazioni giunte dal Corpo Forestale dello Stato operativo nel territorio
del Parco che ha segnalato ‘un’allarmante situazione di disturbo alla fauna e
alla flora’ dovuta alla presenza, nelle aree percorse dal fuoco, di un elevato
numero di raccoglitori di erbe spontanee che percorrono il bosco anche con
mezzi motorizzati. Tali attività compromettono la ricolonizzazione delle
specie animali e la capacità di recupero della vegetazione autoctona. «Vogliamo scoraggiare – ha dichiarato il Presidente
del Parco, Cesare Veronico – chi cerca di trarre benefici economici dalla
scriteriata distruzione di un patrimonio di valore inestimabile. Il Bosco di
Acquatetta rappresenta un’isola di biodiversità unica: faremo tutto quello che
ci è possibile per sostenere la sua rinascita, partendo dall’affermazione della
legalità nell’area protetta».
«Le capacità di ripresa ecologica del Bosco di
Acquatetta si stanno manifestando già con vigore – aggiunge il direttore del
parco, Fabio Modesti – ed è quindi necessario agevolare la resilienza della
censori forestale». Il divieto, che avrà
la durata di 24 mesi, ha decorrenza immediata, sarà reso visibile tramite
l'apposizione di segnaletica ed è stato pubblicato in tutte le sedi competenti.
Il testo integrale dell'ordinanza è visibile e
scaricabile al seguente link.
Green Economy: a Rimini, Ecomondo si prepara per la 13esima edizione
Ecomondo sviluppa il
business internazionale delle imprese. I sedici
padiglioni saranno interamente occupati. Visitatori professionali e
buyers esteri profilati per garantire nuovi affari.
A poco più di cinque mesi dalla
17a edizione, a Rimini Fiera l’organizzazione di Ecomondo è
in piena attività. La campagna commerciale sta offrendo ottimi
risultati e c’è ormai la certezza che i sedici padiglioni del quartiere
fieristico che ospita le manifestazioni internazionali dedicate al sistema
ambiente (Ecomondo, Key Energy, Cooperambiente più il debutto di Key
Wind e il ritorno di Sal.Ve), saranno interamente occupati
da oltre mille aziende. Ad esse, Rimini Fiera intende offrire una
proposta di eccezionale valore nella prospettiva del new business
internazionale. In queste settimane sono in corso presenze mirate dello staff
estero presso fiere ed eventi qualificati (Germania, Spagna, Francia, Polonia,
Gran Bretagna e Brasile) per presentare le manifestazioni e acquisire
l’adesione di espositori e buyers qualificati, annunciati da 14 Paesi nei quali
la green economy sta avviando passi decisi e che hanno bisogno di saperi e
tecnologie adeguate. La base di partenza è quella del 2012, con duemila
business meeting organizzati. L’obiettivo è di raddoppiarli.
I buyers entreranno in contatto con gli
espositori prima della kermesse riminese (in programma dal 6 al 9 novembre
prossimi) tramite la piattaforma online appositamente progettata per
fissare appuntamenti d’affari. Stessi obiettivi ambiziosi per quanto riguarda i
flussi di visitatori stranieri, lo scorso anno cresciuti del 10,4%. Su
questi è in corso un’attività di profilazione molto scrupolosa, per
rendere più qualitativi possibile gli incontri programmati in fiera. Attività
analoga viene condotta sul fronte delle associazioni di rappresentanza. Ciò
consente di tessere una trama di relazioni che facilita l’accesso a
informazioni utili a conoscere opportunità e chiavi di accesso a
finanziamenti comunitari, oltre che condividere proposte con interlocutori
mirati quali dirigenti e pubblici amministratori.
Parallelamente è stato
attivato un progetto di comunicazione online che prevede
l’intensificarsi, in prossimità dell’evento, della diffusione di messaggi sui
social network più qualificanti. Il format
di Ecomondo si ispira quindi ad un nuovo modello di fiera,
che estende i propri servizi al di là delle giornate di esposizione,
ponendosi concretamente al fianco delle imprese per condividere con loro le
aspettative di business.
Crescita, creatività, coesione: la ‘città sostenibile’ all’insegna di innovazione ed
efficienza. Ad Ecomondo – Key Energy 2013 le tecnologie innovative per
le smart cities. La Città Sostenibile tornerà a Rimini
Fiera, nell’ambito delle manifestazioni dedicate all’ambiente protagoniste dal
6 al 9 novembre: Ecomondo, Key Energy, Key Wind, Salve e Cooperambiente. Il
grande spazio, collocato ai padiglioni B7 e D7, integrerà in un progetto
unico le tecnologie innovative funzionali alle smart cities e
sarà focalizzato sui temi delle applicazioni innovative: ecotecnologie ed
efficientamento delle costruzioni e dei servizi. Una vera e propria ‘città in
fiera’, nella quale saranno declinate le varie filiere: rifiuti, bonifiche,
riqualificazione urbana, building, mobilità, ICT, design,
ecomateriali, agricoltura e verde pubblico. Città Sostenibile 2013
sarà quindi un incubatore di eccellenze nazionali al quale
contribuiranno le aziende con le loro innovazioni ed i progetti dedicati ai
miglioramenti dell’efficienza. Elemento predominante di questa edizione
sarà l’acqua, simboleggiata da un lungo fiume che collegherà tutte
le aziende espositrici.
Focus centrale, la riduzione della spesa pubblica verso
un migliore efficentamento delle prestazioni energetiche. Il tutto all’insegna
delle 3 ‘C’: Crescita, Creatività, Coesione. Cruciale sarà
l’integrazione della comunicazione nel sistema urbano, la semplificazione del
flusso delle informazioni, che ha come obiettivo riduzione dei costi per i
cittadini e migliori servizi. Il progetto è firmato da Rimini Fiera,
che lo realizza in collaborazione con il team scientifico di eAmbiente.
A progettare lo spazio, il designer Angelo Grassi, tra i più
noti architetti paesaggisti europei. L’iniziativa sarà affiancata da un
calendario di convegni che approfondiranno le tematiche dell’esposizione. Tutte
le informazioni sul sito www.ecomondo.com e sul portale www.cittasostenibile.net. Intensa la presenza sui social network: sarà possibile seguire
l’evoluzione del progetto tramite Facebook (SustainableCity.Ecomondo), Twitter
(Citta_Sostenib) e LinkedIN (Città_Sostenibile).
(fonte ecomondo.com)
Basta con l'inquinamento e l'industria pesante: Taranto riparta dal mare
venerdì 31 maggio 2013
Richiedenti asilo: a volte anni di attesa per ottenere il riconoscimento
I richiedenti asilo del CARA di Bari - Palese vivono una situazione di estremo disagio aggravata dal limbo in cui versano per mesi e per anni prima che venga loro riconosciuto lo status di rifugiato. A moltissimi, inoltre, tale riconoscimento viene negato. La necessità di fornire un indirizzo di residenza da parte di persone che non possono permettersi un affitto, le procedure necessarie per presentare le domande e i tempi ristretti per i ricorsi in caso di diniego (6 mesi che diventano nei fatti 3 mesi o addirittura 2), i tempi per il rilascio del permesso di soggiorno, sono solo alcune delle cause che aggravano la situazione psicologica di persone già provate da esperienze traumatiche e rappresentano un aggravio inutile per l’amministrazione.
I richiedenti asilo chiedono, quindi, alle autorità italiane che a tutti venga concesso al più presto almeno un anno di permesso di soggiorno, che vengano semplificate le procedure per il suo rinnovo e per l’ottenimento del diritto d’asilo.
Per queste ragioni hanno manifestato il 23 maggio in piazza Umberto I a Bari.
I richiedenti asilo chiedono, quindi, alle autorità italiane che a tutti venga concesso al più presto almeno un anno di permesso di soggiorno, che vengano semplificate le procedure per il suo rinnovo e per l’ottenimento del diritto d’asilo.
Per queste ragioni hanno manifestato il 23 maggio in piazza Umberto I a Bari.
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L’emergenza Awá in Brasile raggiunge il più alto organo per i diritti umani
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Il più importante organismo americano per i diritti umani ha
ricevuto un'istanza urgente per salvare gli Awá, la tribù più
minacciata del mondo, dagli invasori illegali. © Survival
|
La Commissione Inter-Americana per i Diritti Umani (IACHR), il più importante organismo per i diritti umani del continente americano, ha ricevuto un’istanza urgente per salvare la tribù più minacciata del mondo. La segnalazione è stata presentata da Survival International in collaborazione con il CIMI, una Ong brasiliana per i diritti dei popoli indigeni. L’istanza ufficiale chiede alla IACHR di riconoscere il governo brasiliano responsabile della mancata espulsione di centinaia di invasori illegali dalle terre degli Awá costringendolo a rendere conto della sua inerzia. «Gli Awá non sopravvivranno senza la loro terra», si legge nel documento, «lo Stato del Brasile non ha adottato misure efficaci e tempestive per proteggerli dai taglialegna, dagli allevatori e dai coloni che continuano ad invaderli».
Gli Awá sono una delle ultime tribù di cacciatori-raccoglitori nomadi del Brasile e vivono in un’isola di foresta pluviale che sta scomparendo rapidamente: uno dei territori awá è già stato disboscato per oltre il 30%, e i taglialegna si stanno avvicinando sempre più alle comunità. Per vivere, i 450 membri della tribù dipendono dalla foresta. Denunciano che cacciare è diventato sempre più difficile perché la selvaggina sta scomparendo e i cacciatori temono gli attacchi dei taglialegna armati.
Cresce anche la preoccupazione per i circa 100 Awá incontattati, che gli invasori illegali costringono a un fuga perenne. Se la loro foresta sarà distrutta, rischieranno l’estinzione. «Ci sono Indiani incontattati nelle vicinanze – ha raccontato a Survival Tatu, un uomo awá – mio fratello ha visto le loro capanne abbandonate».
I taglialegna li stanno uccidendo? Lasciate vivere gli Indiani incontattati!
I taglialegna li stanno uccidendo? Lasciate vivere gli Indiani incontattati!
Da quando Survival ha lanciato la sua campagna per salvare gli Awá, un anno fa, il Ministro della Giustizia brasiliano ha già ricevuto più di 50.000 lettere. Da allora, il Governo ha dichiarato di aver messo gli Awá tra le sue priorità, ma ben poco è stato fatto. «Il governo brasiliano deve dimostrare che è davvero in grado di proteggere i suoi cittadini più vulnerabili, gli Awá, dai criminali che stanno distruggendo la foresta pluviale» ha dichiarato oggi Stephen Corry, il direttore generale di Survival International. «Se non ha la forza di farlo la nazione più grande del Sud America e una delle economie in più rapida crescita di tutto il mondo – ha concluso il diretto di Survival International – allora tutte le minoranze dovrebbero preoccuparsi. Gli Awá rischiano l’estinzione, il momento per agire è questo».
L’ultima volta che Survival ha presentato un’istanza alla Commissione Inter-Americana per i Diritti Umani (IACHR) è stato negli anni’80, a sostegno della sua storica campagna per gli Yanomami del Brasile, minacciati dall’invasione di cercatori d’oro. La campagna si concluse con successo, con la demarcazione e la protezione del territorio degli Yanomami.
Leggi un riassunto dei punti principali dell’istanza presentata alla Commissione Inter-Americana per i Diritti Umani (in italiano, PDF, 291kb).
La Commissione Inter-Americana per i Diritti Umani – IACHR è un organo autonomo dell’Organizzazione degli Stati Americani (OAS). La sua missione è promuovere il rispetto e la protezione dei diritti umani nel continente americano
(Survival International)
Mario Borghezio: sospeso dopo le offese alla ministro Cecile Kyenge
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| Mario Borghezio, europarlamentare Lega Nord - Foto google.com |
Mario Borghezio,
eurodeputato della Lega e, inverosimilmente, membro della Commissione per le
libertà civili è stato sospeso o quantomeno indotto
all’autosospensione dal gruppo 'Europa della libertà e della democrazia' di cui
l’esponente del Carroccio fa parte. Il gruppo di
euroscettici, conservatori e nazionalisti della Efd non ha affatto gradito le
espressioni razziste pronunciate dal collega nei confronti della ministra
italiana Cecile Kyenge e ne ha chiesto l’espulsione ottenendo, per adesso, la
sospensione. Borghezio pertanto non
si è affatto «autosospeso» come egli stesso ha dichiarato «per
tutelare la Lega e l’Efd» in attesa di fare piena chiarezza sulle sue frasi («lei è una bonga bonga», nominarla «è stata una scelta del cazzo», ndr). Alla
sospensione ha sensibilmente ed enormemente contribuito la petizione che lanciata sul sito Change.org e che ha
ottenuto in pochi giorni oltre 130mila firme.
Lunedì 20 maggio il
presidente del Parlamento Martin Schulz in apertura di seduta ha espresso «vergogna» per le dichiarazioni di Borghezio citando la petizione. Quando il
giorno successivo siamo stati ricevuti dai capigruppo di socialisti e
democratici, popolari, liberali, verdi, comunisti gruppi diversi che,
all’unisono, hanno espresso altrettanta vergogna per le affermazioni offensive
dell’esponente del Carroccio ai danni del ministro dell’Integrazione
Kyenge abbiamo subito pensato che non si trattasse di un incontro
rituale, ma di una forte presa di coscienza e di una indignazione vera della
gran parte del Parlamento Europeo per le affermazioni del deputato del
Carroccio.
La sospensione di
Borghezio dal gruppo Efd è pertanto la vostra e la nostra vittoria:
130mila cittadini che hanno voluto scolpire un concetto: 'fuori il
razzismo dal Parlamento europeo'. Questa vittoria dimostra
ancora una volta che una petizione non è solo uno strumento simbolico
di denuncia ma può cambiare le cose, incidere e condizionare il
dibattito di una imponente istituzione come il Parlamento Europeo fino
a determinare la sospensione di europarlamentare dal suo gruppo per le
sue dichiarazioni offensive.
È una vittoria che ne chiama altre, che deve indurre ognuno di voi a lanciare le proprie campagne sulsito Change.org. «Perché quando si sogna da soli è solo un sogno – recita
una nota massima – ma quando si sogna insieme è la realtà che
comincia!».
(fonte Change.org)
(fonte Change.org)
Slavi e albanesi in Puglia: presentata ieri l'ultima fatica di Colafemmina
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| Da sinistra il prof. Cordasco (Università di Bari); il prof. Musella; il prof. Ligorio (Società di Storia Patria per Foto Annarita Mastroserio |
"Il maggio" è passato anche quest'anno: con l'incontro di ieri nella sala conferenze della biblioteca civica, l'ottava edizione del Maggio Letterario s'è conclusa. La Messaggi Edizioni, organizzatrice della manifestazione culturale, sta sicuramente già facendo ammenda delle imperfezioni (poche) e contestualmente starà già immaginando la nona edizione. Le letture e le presentazioni alle pendici delle Murge non vanno fortissimo, ma credere nel valore della cultura va al di là degli opportunismi del momento. Intanto l'ultimo volume presentato ieri da un assortito parterre di professori (Cordasco, Ligorio, Musella, Di Monte, con l'ausilio dei prof. Leddomade e Giordano) ha chiuso degnamente questa edizione grazie all'argomento oggetto di studio e soprattutto all'autore del testo, il compianto professor Cesare Colafemmina. L'umile e grande studioso di Acquaviva delle Fonti è stato ricordato dai colleghi e amici presenti (per l'occasione era presente la vedova del professor Colafemmina), non solo per l'opera di ricerca e studio, ma anche per la profonda umanità che lo contraddistingueva.
'Slavi e Albanesi in Puglia nel XV e XVI secolo', inserito nella collana 'Mirti' della Messaggi Edizione, è un testo che ripercorre la storia delle comunità slave e albanesi nel "tacco d'Italia" quando l'Italia non era neppure una visione solitaria di qualche illuminato. Il tardo Medioevo ha visto fiorire colonie di slavi a Gioia del Colle come e a Lavello (nell'attuale Basilicata); e colonie di slavi e albanesi a Lucera (oggi in provincia di Foggia); albanesi a San Giovanni Rotondo e albanesi e slavi a San Severo (in provincia di Foggia); albanesi e slavi Capitanata (area a nord dell'attuale Puglia); per concludere le pagine con la narrazione storica della presenza degli eretici in Capitanata nel Medioevo.
A condurre il pubblico (poco numeroso, ma sentitamente interessato) tra le viuzze e chiostri tipici della costruzione urbanistica slava e albanese, tra i balli vorticosi e l'alcool, il professor Benedetto Ligorio (Società di Storia Patria per la Puglia): il contemporaneo Virgilio ha tracciato una linea immaginaria nel tempo che fu, capace di condurre il pubblico dalla Gioia del Colle slava alla Capitanata eretica passando per le colonie albanesi e slave a San Giovanni Rotondo e San Severo. Avvincente periodo storico, troppo spesso dimenticato per far spazio agli studi del filone federiciano, quello tardo medievale riserba, invece, belle scoperte: i chiostri di Gioia del Colle e alcuni toponimi ancora presenti; ma l'identità slava è silenziosamente presente soprattutto nei cognomi: Schiavone, Montenegro, Albanese, giusto per far qualche esempio. La conoscenza della storia del periodo in questione consente, dunque, di poter risalire alle probabili origini di ceppi familiari ancor oggi presenti nei territori che abitiamo.
Interessante è stata anche "l'avventura" in Capitanata alla scoperta degli eretici: già tra 1600 e 1700 alcuni centri a nord della futura penisola appula si distinguevano per la presenza di comunità originarie dell'altra sponda dell'Adriatico (e vien da sorridere pensando alle diatribe quotidiane sull'integrazione degli immigrati...). Le identità altre portavano con sé non solo usi e costumi differenti dagli autoctoni cattolici, ma anche credi religiosi diversi: musulmani, catari, ebrei, valdesi si mescolavano in terra di Capitanata e a questi faceva da contraltare l'opera degli inquisitori (in particolare francescani e domenicani) che, operosi come formiche, tentavano di convertire e facevano abbattere la scure della condanna di eresia, godendo di un terzo dei beni dell'eretico: quando la religione era anche guadagno netto e non soltanto parola di Dio.
Interessante è stata anche "l'avventura" in Capitanata alla scoperta degli eretici: già tra 1600 e 1700 alcuni centri a nord della futura penisola appula si distinguevano per la presenza di comunità originarie dell'altra sponda dell'Adriatico (e vien da sorridere pensando alle diatribe quotidiane sull'integrazione degli immigrati...). Le identità altre portavano con sé non solo usi e costumi differenti dagli autoctoni cattolici, ma anche credi religiosi diversi: musulmani, catari, ebrei, valdesi si mescolavano in terra di Capitanata e a questi faceva da contraltare l'opera degli inquisitori (in particolare francescani e domenicani) che, operosi come formiche, tentavano di convertire e facevano abbattere la scure della condanna di eresia, godendo di un terzo dei beni dell'eretico: quando la religione era anche guadagno netto e non soltanto parola di Dio.
La storia della Puglia e delle comunità slave e albanesi ivi stanziate nel tardo Medioevo redatta dal professor Cesare Colafemmina regala al lettore un'organica raccolta di sette saggi, che anziché saziare l'interesse, ne ingolosiscono la voglia all'approfondimento.
Aspettando la prossima primavera e il Maggio Letterario 2014.
Aspettando la prossima primavera e il Maggio Letterario 2014.
31.05.2013
Vito Stano
giovedì 30 maggio 2013
Slavi e Albanesi in Puglia nel XV-XVI secolo: ultimo incontro del Maggio
Stasera ultimo appuntamento con l'edizione 2013 del Maggio Letterario, organizzato dalla casa editrice Messaggi Edizioni. L'incontro si svolgerà presso la sala conferenze della biblioteca civica Armando Perotti alle 18,00. L'ultimo volume che sarà presentato sarà 'Slavi e Albanesi in Puglia nel XV e XVI secolo' di Cesare Colafemmina, inserito nella collana 'Mirti' della Messaggi Edizioni. Sul tema interverranno il professor Pasquale
Cordasco (Università di Bari) e il professor Benedetto Ligorio (Società di Storia Patria per la
Puglia ).
Il Maggio Letterario,
organizzato dalla casa editrice cassanese Messaggi Edizioni, in collaborazione
con l’associazione Amici della Biblioteca, l’Assessorato alla Cultura del
Comune di Cassano delle Murge, l’Assessorato al Mediterraneo della Regione Puglia, i Presidi del Libro di Cassano delle Murge, ha visto quest’anno il coinvolgimento anche del
Liceo Leonardo-Platone e dell’AMCI (Associazione Medici Cattolici Italiani).
«'Slavi e Albanesi in Puglia nel XV e
XVI secolo' è un volume postumo in cui vedono la luce sette
saggi sulle colonie slave e albanesi di Puglia che, però, ripetutamente
forniscono dati originali sulla storia religiosa, economica, sociale e
culturale dell’intera regione. Si tratta – precisa nel comunicato la Messaggi Edizioni – di una silloge che ha il pregio di
mettere a disposizione degli studiosi alcuni lavori che rivestono un indubbio
interesse su una delle pagine meno conosciute della storia della Puglia
medievale.
Anche a questo proposito, dunque, Cesare Colafemmina ha sperimentato
nuovi percorsi e ha dissodato il terreno per nuove ricerche. E questa
constatazione – conclude l'organizzatore – acuisce l’amarezza del ricordo di un uomo e di uno studioso raro
e prezioso, dedito in maniera assoluta al lavoro, animato da una sempre
rinnovata passione per la ricerca. L’opera, che era rimasta in attesa della
introduzione dell’autore, è stata completata con la prefazione del pro.
Pasquale Cordasco».
30.05.2013
V.S.
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