sabato 4 maggio 2013

Alta Murgia barese: sgominata dal Ros cellula jihadista in un call center


Nel vortice di notizie che avvinghia la quotidianità, la sorpresa di qualche giorno fa là data una notizia di cronaca: il Ros, reparto operativo dei carabinieri, ha reso noto di aver disarticolato una 'cellula' terroristica di matrice islamista con base logistica e operativa nel distretto di Bari. 

Il 30 aprile in Belgio, Puglia, Lombardia e Sicilia è stata eseguita un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 6 soggetti indagati per associazione sovversiva finalizzata al terrorismo internazionale e istigazione all’odio razziale. Al centro delle indagini della Procura della Repubblica di Bari e dei carabinieri del Ros una cellula terroristica di matrice islamista con base logistica in Andria (Bat) all’interno di un call center, gestito dal capo del gruppo. 

L’attività investigativa, convenzionalmente denominata 'Mashar' (teatro), ha consentito di documentare come, dal 2008, gli indagati si fossero associati tra loro allo scopo di compiere atti di violenza con finalità di terrorismo internazionale in Italia e all’estero, secondo i dettami di un’organizzazione transnazionale, operante sulla base di un complessivo programma criminoso politico-militare, caratterizzato da sentimenti di acceso antisemitismo e antioccidentalismo e dall’aspirazione alla preparazione ed esecuzione di azioni terroristiche da attuarsi contro governi, forze militari, istituzioni, organizzazioni internazionali, cittadini civili e altri obiettivi – ovunque collocati – riconducibili agli Stati ritenuti 'infedeli' e nemici; il tutto nel quadro di un progetto di 'guerra santa' (jihad). 

L’indagine ha consentito di documentare il ruolo apicale all’interno della 'cellula' del tunisino Hosni Hachemi Ben Hassen, già imam della moschea di Andria (Bat) e gestore di un call center, sito in quel centro abitato, non solo riguardo alla sua costante e continua opera di proselitismo e indottrinamento finalizzata a formare nuovi adepti e consentire loro di raggiungere i territori della jihad, con una preparazione, anche psicologica e ideologica, tale da permetterne l’immissione nel circuito terrorista, ma anche per i suoi collegamenti e rapporti con personaggi di rilievo del terrorismo internazionale di matrice confessionale quali Essid Sami Ben Khemais, Ben Yahia Mouldi Ber RachidA e Ben Alì Mohamed, già condannati in via definitiva per reati di terrorismo. In tale quadro è emersa l’attività di raccolta di fondi e di finanziamento operato dal capo della 'cellula' indagata in favore dei congiunti di alcuni terroristi, effettuato attraverso canali alternativi rispetto a quelli classici, e compiuto sulla spinta dell’ideale jihadista, in relazione al quale anteporre sempre la causa comune rispetto alla soddisfazione dei bisogni personali. 

All’interno del call center andriese si cercavano sul web e visionavano, i video pubblicati nei forum jihadisti, al fine di acquisire le necessarie cognizioni delle procedure per il confezionamento di ordigni esplosivi, per l’uso delle armi da fuoco e per il reclutamento di volontari mujaheddin da avviare ai campi di battaglia in Afghanistan, Yemen, Iraq, e Cecenia. I membri del gruppo formavano una micro-comunità isolata e al riparo da qualsiasi richiamo o condizionamento esterno, in cui potere praticare la propria versione dell’Islam secondo i dettami imposti da Al Qaeda. 

Le attività investigative hanno, altresì, evidenziato l’assoluta avversione della 'cellula' nei confronti non solo delle religioni diverse dall’Islam, ma anche verso l’Occidente, e, in particolare, gli Usa, Israele e l’Italia. Gli indagati, in occasione del terremoto che colpì l’Abruzzo, il 7 aprile 2009, oltre a manifestare la gioia per quanto accaduto, criticavano aspramente, ritenendolo inopportuno, il proposito della comunità mussulmana residente in Italia di contribuire agli aiuti per i terremotati con i fondi raccolti per il sostegno della comune causa islamica. Il capo della cellula, inoltre, nutriva e manifestava radicati e incondizionati sentimenti antisionisti che, sulla base di detti sentimenti, diffondeva a livello ideologico non solo ai suoi sodali, istigandoli, in particolare, alla violenza contro gli ebrei, ma anche ad altri individui che per motivi culturali, sociali o religiosi si relazionavano con lui.

04.05.2013
V.S.

venerdì 3 maggio 2013

Censimento del grillaio: oggi e domani a "caccia" del simbolo del Parco


Falco grillaio - Foto google.com
Le attività del progetto ‘Il Parco per il Grillaio’, finanziato dall’ente Parco Nazionale dell’Alta Murgia e realizzato in collaborazione con la LIPU, riprendono con il ritorno dei falchetti sull’Alta Murgia. Oggi e domani è in programma, in varie località della Puglia e della Basilicata, un primo importante step: il censimento annuale del falco grillaio (falco naumanni). L’evento si svolge contemporaneamente in tutte le principali città in cui nidifica il grillaio (tra i Comuni del Parco: Gravina in Puglia, Minervino Murge, Altamura, Santeramo in Colle e Cassano delle Murge), nei pressi degli alberi dormitorio dove si riuniscono in gran numero per trascorrervi la notte. 

Il Parco Nazionale dell’Alta Murgia raccoglie ormai da 5 anni i dati sulle popolazioni di grillaio e nel 2012 è emerso che nei 5 Comuni del Parco Nazionale dell’Alta Murgia è stata censita una popolazione di circa 7.500 grillai, con un aumento del 18,2% rispetto al 2011. Di notevole importanza è la conferma della presenza dei grillai nella città di Andria, dove 2-3 coppie di grillai hanno nidificato presso un antico palazzo del centro storico. Sempre nell’ambito del progetto, il monitoraggio dei nidi artificiali ha permesso anche l’inanellamento dei piccoli di grillaio (pulli), ottenendo molte informazioni sui movimenti migratori e sulla fedeltà alla colonia di appartenenza. 

Secondo il presidente del Parco Nazionale dell’Alta Murgia, Cesare Veronico, «il censimento, che si svolge in collaborazione con numerose associazioni e decine di volontari, è un evento che ha un importante valore scientifico ma soprattutto consente a molte persone di conoscere il falco grillaio, favorendo la divulgazione e la sensibilizzazione finalizzate alla tutela di questa preziosa specie che nidifica nei centri storici dei Comuni del Parco e si nutre nelle aree steppiche e agricole all’interno del Parco. Da queste analisi ne consegue, ancora una volta, la stretta relazione che esiste sull’Alta Murgia tra uomo e natura e come la corretta gestione dei centri storici e delle pratiche agricole abbia effetti diretti sulla specie». 

«Questo progettoha dichiarato il presidente LIPU Fulvio Mamone Capria – è una straordinaria opportunità per la tutela di una specie minacciata a livello globale, ma anche per avvicinare alla natura tantissimi cittadini, soprattutto i più giovani e far conoscere loro lo stretto rapporto che esiste tra la difesa dell’habitat e la salute delle specie».

03.05.2013
V.S.

L'Unione Europea mette al bando per due anni i pesticidi ammazza-api


Dalla comunità di Avaaz.org apprendiamo che l'Europa ha appena messo al bando i pesticidi ammazza-api. Mega-aziende come Bayer si sono scagliate con tutte le loro forze contro questa decisione, ma una grande mobilitazione della scienza e delle istituzioni ha permesso di vincere la contesa. 

Vanessa Amaral-Rogers dell'organizzazione per la conservazione delle specie Buglife, ha detto: «è stato un voto dal risultato incerto fino all'ultimo ma, grazie a un'enorme mobilitazione dei membri di Avaaz, degli apicoltori e di molti altri, abbiamo vinto! Non ho alcun dubbio sul fatto che i fiumi di chiamate e email ai ministri, le iniziative a Londra, Bruxelles e Colonia, e la gigantesca petizione firmata da 2,6 milioni di persone hanno reso possibile questo risultato. Grazie ad Avaaz e a tutti quelli che hanno lavorato così duramente per salvare le api! ». 

Le api sono fondamentali per la produzione di circa due terzi di tutto il nostro cibo: per questo non appena gli scienziati hanno cominciato a notare che silenziosamente stavano morendo a un tasso terrificante e senza precedenti, Avaaz è entrata in azione. La vittoria è il risultato di due anni durante i quali i ministri stati letteralmente sommersi di messaggi. Nel gennaio del 2011, un milione di persone hanno firmato la richiesta indirizzata alla Repubblica franciese di mantenere il bando sui mortali pesticidi neonicotinoidi. I membri di Avaaz e gli apicoltori hanno incontrato il Ministro francese dell'Agricotura e hanno riempito l'etere facendo pressione affinché si opponesse all'aggressivo lobbying dell'industria e mantenesse il bando, mandando un forte segnale agli altri Paesi europei. La Bayer si è trovata di fronte ad Avaaz e ai suoi alleati che hanno portato la protesta alle sue ultime tre assemblee annuali. I manager e gli investitori del gigante dei pesticidi sono stati accolti da apicoltori, ronzii assordanti ed enormi striscioni con oltre 1 milione di persone che chiedevano loro di sospendere l'uso dei neonicotinoidi finché gli scienziati non avessero verificato il loro effetto sulle api. 

Avaaz ha perfino tenuto una presentazione all'interno di uno dei loro incontri, ma la Bayer ha detto no. A gennaio l'Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare ha rilevato che tre pesticidi mettono a rischio in modo inaccettabile le api, così Avaaz è entrata in azione per assicurare che i politici europei rispondessero ai loro esperti scientifici. La petizione è cresciuta velocemente fino a raggiungere 2 milioni di firme. Dopo molte discussioni con i funzionari dell'UE, Avaaz ha consegnato la richiesta proprio nella sede dell'UE a Bruxelles. Quello stesso stesso giorno la Commissione ha proposto una messa al bando per due anni dei pesticidi in questione. 

La battaglia per salvare le api ha cominciato a diventare incandescente tra febbraio e marzo e in tutta l'UE i membri di Avaaz sono entrati in azione mentre tutti i 27 stati dell'UE stavano per decidere se approvare o bocciare la proposta. Non appena i giganti dell'agricoltura, Regno Unito e Germania, hanno dichiarato che non avrebbero votato sì, Avaaz ha pubblicato sondaggi che mostravano l'esistenza di un'enorme maggioranza di inglesi e tedeschi a favore della messa al bando. I membri di Avaaz hanno mandato quasi mezzo milione di email ai ministri UE dell'Agricoltura. Evidentemente preoccupato di avere a che fare con i cittadini, invece che con i soliti lobbyisti dell'industria, il ministro britannico Owen Paterson si è lamentato di un 'cyber-attacco'. 

E poi arriva Bernie: l'ape di Avaaz di sei metri a Bruxelles. Una modalità inusuale per consegnare la petizione mentre i negoziati entravano nelle fasi finali. I giornalisti si affollano attorno a Bernie: tutto ciò ha contribuito anche a spingere il Ministro spagnolo a valutare i risultati scientifici in modo più approfondito e a fargli cambiare posizione. Ma la maggioranza necessaria per la messa al bando ancora non c'era. 

Ad aprile la proposta per salvare le api viene mandata a una commissione d'appello, dando la speranza di poter far cambiare posizione ad altri Paesi. Nel rush finale Avaaz si ha fatto squadra con altri gruppi, tra cui la Fondazione per la Giustizia Ambientale, gli Amici della Terra e la Rete d'Azione sui Pesticidi, oltre ad apicoltri e famosi stilisti di moda amanti delle api, per organizzare un'azione fuori dal Parlamento inglese. In Germania, gli apicoltori invece hanno lanciano loro stessi una petizione rivolta al governo, firmata da oltre 150mila tedeschi in soli due giorni che è stata consegnata a Colonia poco dopo. 

Intanto le aziende di pesticidi compravano spazi pubblicitari per catturare l'attenzione dei burocrati e compravano spazi radio suggerendo altre misure alternative, come piantare fiori di campo. Ma la loro strategia propagandistica è stata ignorata: prima la Bulgaria e poi la Germania hanno cambiato posizione e, dunque, la battaglia delle api si può dichiarare conclusa con successo; metà dei paesi UE, appunto, hanno votato a favore della messa al bando.

Senza dubbio l'enorme petizione di Avaaz e le sue campagne creative hanno contribuito a far fare il salto di qualità, sostenendo il nostro lavoro e quello di altre ONG». Giusto il tempo di festeggiare e la messa al bando da parte dell'UE dovrà essere riconfermata, poiché la sua durata è di soli due anni. 

03.05.2013
V.S.

giovedì 2 maggio 2013

Giornata pugliese dell'escursionismo: 11 e 12 maggio Castel del Monte


L'escursionismo non è più solo, da qualche anno ha trovato molti amici e simpatizzanti. Quest'anno, come da otto edizioni, la Puglia si trasformerà per due giorni e due notti nel regno dei trekkers. Dopo l'ottava edizione svolta l'anno scorso a Cassano delle Murge, questa edizione, la nona, è stata immaginata e programmata per sabato 11 maggio nel territorio più federiciano del Tavoliere: Castel del Monte. 

L'appuntamento, quindi, è presso l'agriturismo Sei Carri. Alla testa dei gruppi, come sempre, l’associazione Club Amici del Trekking di Bari. L’evento, già svoltosi con particolare successo negli anni 2005 ad Alberobello, 2006 presso l’Oasi WWF di Mottola, 2007 a Quasano, 2008 a Castrignano del Capo, 2009 a Pietramontecorvino, 2010 a Ostuni, 2011 a San Pietro in Bevagna e 2012 a Cassano delle Murge, consiste in un raduno regionale dei praticanti l’attività escursionistica e vede il coinvolgimento e la partecipazione della maggior parte delle associazioni escursionistiche pugliesi. 


Per quest’anno la località prescelta è Castel del Monte; il raduno si terrà nei giorni 11 e 12 maggio: la scelta delle località delle passate edizioni, come di quest’ultima, trova giustificazione nella rinomata e indiscussa bellezza naturalistica e paesaggistica della Puglia e nella sua tradizione e ambizione turistica.

Lo scopo della manifestazione è «promuovere l’attività escursionistica in tutte le sue forme e far appassionare i pugliesi». L'intento è di offrire a tutti l’opportunità di avvicinarsi alla pratica escursionistica e di conoscere il territorio pugliese in tutte i suoi aspetti; gli interessi dell’escursionismo, infatti, vanno molto al di là del lato sportivo, che è ne invece l’aspetto assolutamente secondario. Fare escursionismo significa «camminare per conoscere e tutelare» il territorio, la storia, la cultura, le tradizioni e i sapori di Puglia. Il tutto all’insegna di un ambizioso obiettivo, ovvero quello della rivalutazione del territorio e del turismo.


«Questa iniziativa rappresenta una occasione per vedere riunite tante associazioni pugliesi che operano sul territorio, mosse tutte dai medesimi scopi. L’idea nata nel 2005 fu quella di creare una collaborazione fra le associazioni che, in quanto tali, non avendo scopo di lucro, avrebbero favorito lo scambio di collaborazione e conoscenze per una migliore è più completa fruizione del territorio. Nel corso degli anni si è allargata sempre più l’adesione da parte di gruppi escursionistici e ogni singola edizione ha visto la partecipazione di varie centinaia di appassionati. Considerando che tutto ciò è stato fatto con le sole forze economiche e organizzative delle singole associazioni, indubbiamente l’allargamento dell’organizzazione a enti e aziende locali non potrà che dare un maggiore risalto all'evento, con conseguente ritorno di immagine e, in prospettiva per la parte interessata, economico. 

Il campo base è stato individuato, come detto, presso l’agriturismo Sei Carri dove ci sarà la possibilità di allestire una sorta di campo tenda. Possibile l’accesso di camper e disponibilità (fra le tre strutture agrituristiche nel raggio di pochi metri) di circa 50 posti. Le spese di pernotto sono a carico di ogni singolo partecipante. Questa iniziativa è un modo per poter realizzare un proficuo connubio tra mondo dell’associazionismo, amministrazioni pubbliche e aziende locali al fine di valorizzare, nel reciproco rispetto, le potenzialità naturalistiche, paesaggistiche, turistiche e culturali delle località pugliesi».


02.05.2013

Vito Stano

Achabmed Srl su facilitatori: «non ci occupiamo noi del pagamento»


Dopo la conferenza stampa di lunedì 29, durante la quale è emersa la storia dei facilitatori ambientali, la vicenda non ha ancora smesso di interessare. Le dichiarazioni dell’amministratore della Murgia Servizi Ecologici Angelo Guglielmo, rilasciate a Murgiambiente a margine dell'incontro pubblico con la cittadinanza di lunedì 29, le diverse testimonianze raccolte di rappresentanti di associazioni e le dichiarazioni dell’assessore all’Ambiente Carmelo Briano raccolte stamane, incastrate tra loro, come in un puzzle, possono aiutare a chiarire la vicenda. 

In mattinata l’assessore Briano ha precisato, in un colloquio vis à vis, che «le 500 euro sono al mese» e dunque i facilitatori percepiranno a lavoro ultimato (previsti 60 giorni a partire da oggi) 1.000 euro, che moltiplicati per 20 facilitatori fa 20.000 euro totali, al netto di nessun contributo previdenziale, in quanto il pagamento è inteso come rimborso ai soci delle (poche) associazioni selezionate. 

Alla luce di questa nuova, è giusto ammettere che sino a stamattina davamo per assodato che il compenso totale per 60 giorni di lavoro fosse di 500 euro. Quindi stante alle parole dell'assessore all'Ambiente Carmelo Briano, che prendiamo per buone, ci siamo evidentemente sbagliati e ce ne scusiamo con i lettori e con i diretti interessati. Intanto, però, al momento non è stato possibile appurare questo aspetto presso il gestore del servizio, cioè l'Ati Tra.de.co-Murgia Servizi Ecologici 

Ma per per avere un ulteriore conferma abbiamo contattato telefonicamente la società incaricata dall’Ati Tra.de.co-Murgia Servizi Ecologici di curare la comunicazione e al direttore generale della Achabmed Srl Massimo Santucci abbiamo chiesto quale fosse il ruolo della società. Idirettore generale ha affermato che «il nostro compito è quello di informare i cittadini e di dare applicazione al piano di comunicazione che è stato condiviso con il Comune; per quanto riguarda il compenso, ovviamente, non siamo noi che ci occupiamo del pagamento delle persone e quindi del compenso stabilito».

Quindi, in definitiva, chi paga i facilitatori? «Per quanto riguarda gli aspetti economici – ha concluso Massimo Santucci – (l’interessato, ndr) è l’Ati Tra.de.co-Murgia Servizi Ecologici».
  
02.05.2013
Vito Stano

Libri e diritti d'autore: il 23 maggio è la Giornata mondiale dell'Unesco


La Conferenza Generale dell’Unesco ha proclamato il 23 aprile ‘Giornata mondiale del Libro e del diritto d’autore’ al fine di rendere un omaggio mondiale al libro e agli autori e di incoraggiare ciascuno e, in particolare i più giovani, a scoprire il piacere della lettura ed a rispettare l’insostituibile contributo del libro sia uno strumento forte al servizio della tolleranza, della conoscenza reciproca, del multiculturalismo, della cultura della pace. ‘Biblio…in rete’ di Acquaviva delle Fonti è una struttura multipla aperta al territorio, sorta per promuovere la lettura e rendere sempre più utilizzabile il patrimonio documentario della Biblioteca Comunale e delle Biblioteche Scolastiche. 

È bello sottolineare e condividere come la manifestazione, giunta alla 10^ edizione, sia cresciuta in questi anni grazie all’impegno di tutti i partner di ‘Biblio…in rete’. In occasione della Giornata Mondiale del Libro 2013, 'Biblio…in rete' ha realizzato le seguenti iniziative: concorso di scrittura creativa: ‘Immagina e scrivi’ e concorso di lettura: ‘Tutti in gara’. 

Il primo si propone di valorizzare l’espressività degli alunni attraverso la produzione di elaborati da loro creati partendo da incipit proposti dalla Commissione Operativa. Quest’anno sono stati presentati complessivamente n.407 elaborati, provenienti da studenti di molte scuole della provincia e anche da più lontano, queste le Regioni d’Italia partecipanti: (Liguria, Emilia Romagna, Veneto, Puglia, Calabria e Sicilia). Una Commissione ha letto e valutato  attentamente gli elaborati, premiando i vincitori 1° 2° e 3° classificato per ogni ordine di scuola. 

Per il secondo concorso, invece, l’apice della manifestazione, è una gara a squadre tra studenti di scuole di pari grado che gareggiano su un libro scelto tra quelli proposti, nell’intento di promuovere la lettura in particolare tra le giovani generazioni. Partecipano a queste iniziative non solo le scuole di Acquaviva, ma anche di Adelfia, Cassano, Gioia, Giovinazzo, Bisceglie, Gravina, Modugno, Locorotondo e Bari per la provincia di Bari. Manduria per la provincia di Taranto per un totale di n.329 alunni finalisti.

Per il solo concorso di lettura si sono iscritte quest’anno 160 squadre per più di 1150 studenti, dalla Scuola Primaria alle Superiori (55 squadre primaria, 35 media, 61 superiore). Le qualificazioni si sono svolte nelle singole scuole tra marzo e aprile, semifinali, finali e premiazioni presso l’auditorium dell’I.S. 'don Milani' di Acquaviva delle Fonti  il 2, 3 e 4 Maggio, alla presenza di autorità istituzionali e di studenti, docenti e genitori. Il concorso è divenuto così un appuntamento consolidato e apprezzato sul territorio nazionale grazie alla sensibilità e collaborazione dei docenti e dirigenti delle diverse istituzioni, che hanno favorito l’iniziativa mirata alla promozione della lettura tra gli studenti. Le gare finali e le premiazioni dei concorsi quindi si terranno presso l’Auditorium dell’I.S. ‘Don Milani’ di Acquaviva delle Fonti nei gg. 2,3,4 maggio 2013.

Emergenza sangue: mamma affetta di leucemia ha bisogno con urgenza


Le emergenze non si esauriscono mai. Apprendiamo dai volontari del gruppo Fratres di Cassano delle Murge che c'è necessita, con urgenza, di sangue intero, preferibilmente di gruppo AB negativo o B negativo (o, comunque, di qualsiasi gruppo), per una giovane mamma affetta da leucemia, presso il Policlinico di Bari.

Chi vorrà donare potrà recarsi presso il Centro trasfusionale del Policlinico di Bari (tel. 080/5575727). Per maggior informazioni è possibile contattare il Gruppo Fratres di Cassano delle Murge al numero 393/2930009.

mercoledì 1 maggio 2013

«Il nuovo servizio riuscirà»: Angelo Guglielmo risponde a Murgiambiente

L'amministratore della società Murgia Servizi Ecologici Angelo Guglielmo è ottimista sulla riuscita del nuovo servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani. «Noi ci metteremo tutta la buona volontà e tutta la nostra professionalità, anche più del 100%».


Sulla vicenda dei facilitatori ambientali, Guglielmo si dice estraneo alla scelta delle associazioni assunta dalla Achabmed Srl di Benevento, alla quale l'Ati Tradeco-Murgia Servizi Ecologici ha affidato l'incarico di distribuire e sensibilizzare i cittadini.

01.05.2013
Vito Stano

Porta a porta: slitta la data d'inizio. Consegna del kit a cura dei facilitatori


La raccolta dei rifiuti porta a porta non parte oggi, ma il 13 maggio. La macchina organizzativa ha subito «rallentamenti a causa della contingenza economica del momento», cioè in pratica le aziende che producono i cassonetti, a causa della crisi, hanno dovuto licenziare gli operai che producono i cassonetti e dunque la contestuale vendita dei cassonetti ha subito rallentamenti.

Foto Archivio Vito Stano © 2013
Prima dell'inizio del servizio di raccolta però era prevista una campagna di comunicazione, campagna che ad oggi consta di due manifesti dai titoli inequivocabili: ‘Manca poco’ e ‘L’ora della differenziata è arrivata’; questo è quanto ha prodotto l’amministrazione comunale. Invece, come da capitolato, l’Ati Tra.de.co. - Murgia Servizi Ecologici doveva occuparsi della campagna di sensibilizzazione e informazione: in effetti l'Ati ha affidato questo lavoro alla società Achabmed Srl di San Giorgio del Sannio, in provincia di Benevento, che ha deciso di dare direttamente l’incarico a 20 ragazzi e ragazzi, che si occuperanno della distribuzione del kit per la raccolta differenziata, oltre che spiegare ai cittadini le minuzie del servizio di raccolta, per cui sono stati formati in apposito corso di formazione.  

Ma in che modo la società ha individuato i cosiddetti facilitatori ambientali?    
Le ragazze e i ragazzi sono stati nominati facilitatori ambientali in maniera diretta e discrezionale (per tramite delle associazioni di cui sono soci) dalla società Achabmed Srl; la società «ha scelto – ha dichiarato in conferenza stampa l’assessore all’Ambiente Carmelo Briano – dall’elenco completo di tutte le associazioni, quelle che, secondo l’Achabmed Srl, risultavano idonee per espletare questa tipologia di servizio». Dunque nessun bando pubblico, come è stato fatto a Laterza, dove la stessa società Achabmed si è occupata della comunicazione per il servizio raccolta rifiuti: «nel Comune tarantino all’apertura del bando pubblico – ha detto ancora Briano – sono pervenute circa 200 domande, pertanto, vista l’esperienza pregressa, la società campana ha insistito per scegliere direttamente i facilitatori anziché procedere ad una gara pubblica che avrebbe portato via molto, troppo tempo».

Quanto guadagneranno i facilitatori?
I facilitatori ambientali guadagneranno 500,00 euro a testa; il compenso non sarà devoluto ai singoli ma alle associazioni di cui i facilitatori hanno la tessera di socio.

Quali associazioni sono state scelte?
Ad oggi non c’è un elenco pubblico, nè tantomeno la sindaco Di Medio e l’assessore Briano, a loro dire, sono a conoscenza delle associazioni scelte per svolgere il servizio di consegna dei cassonetti. Ma durante l’incontro i facilitatori erano, per ovvie ragioni, presenti e dunque è stato possibile individuare an passant, attraverso i volti dei soci, le associazioni fortunate: Pro Loco La Murgianella; I Malavoglia. Ma è stato anche facile appurare che tra i facilitatori ci sono anche ragazzi non facenti parte di nessuna associazione. Questa situazione fa sorgere una domanda: se i soldi (500,00 euro a facilitatore) saranno devoluti non ai singoli ma alle associazioni, i ragazzi che non sono soci di nessuna delle associazioni scelte come si comporteranno? Saranno costretti ad associarsi a qualcuna delle prescelte per ottenere il rimborso dovuto per l'opera prestata?

I facilitatori saranno assicurati in caso d’infortunio?
È questo il gradino al quale è inciampato il progetto iniziale: durante l’incontro d’informazione, svolto nei locali in biblioteca civica lunedì 21 aprile, la questione dell’assicurazione non era stata ancora sciolta, tanto che il rappresentante della associazione Pubblica Assistenza presente all’incontro, pose la questione senza avere risposta esauriente. In seguito è stato deciso di addossare sulle spalle delle associazioni il dovere di effettuare «la copertura assicurativa», come si legge al punto 7 della comunicazione-incarico che le associazioni scelte hanno ricevuto. Dunque il nodo irrisolto della copertura assicurativa dei facilitatori ha convinto l’associazione Pubblica Assistenza ha rifiutare l’invito e dunque a perdere l'occasione di incassare circa 2mila euro totali, 500euro per ogni facilitatore, che divisi per 60 giorni di lavoro ciascuno fanno 8,33 euro al giorno, che divisi per 4 ore al giorno fanno 2euro all'ora. La Pubblica Assistenza quindi ha detto «no grazie», perché stipulare un premio assicurativo per l’occasione sarebbe stato troppo costoso e lavorare senza copertura assicurativa stipulata per l'occasione sarebbe stato troppo rischioso. In quanto, è bene precisarlo, l’assicurazione, di cui qualsiasi associazione può avvalersi per le attività previste dallo statuto associativo, non copre gli eventuali danni ai soci e a terzi occorsi durante lo svolgimento di attività diverse da quelle previste dallo statuto stesso. Pertanto i facilitatori, a meno che le associazioni prescelte non stipulino premi assicurativi per l’occasione, in pratica non avranno una copertura efficace in caso d'infortunio.

Il tempo stringe, nessun bando e nomina diretta
Ma se il tempo è tiranno per la vicenda dei facilitatori, lo stesso non si può dire per le guardie ambientali volontarie, che a differenza dei “cugini” facilitatori non riceveranno alcun compenso. In questo caso la vicenda è stata direttamente gestita dal Comune, che ha potuto pertanto liberamente decidere le modalità d’individuazione dei soggetti. La funzione di questi volontari sarà di vigilare, senza nessun poter di polizia giudiziaria, che vengano rispettate le prerogative del conferimento dei rifiuti: in concreto se un volontario vedrà un cittadino gettare un sacchetto fuori posto o fuori orario dovrà contattare gli agenti della Polizia municipale, che, una volta giunti sul posto, potranno elevare la sanzione pecuniaria del caso, con il rischio che il “reo” possa successivamente rivalersi sul volontario “guardone”. In sostanza l’opera di questi volontari non è diversa da quella che ogni cittadino dovrebbe già fare e che in pochissimi fanno, poiché la maggioranza resta comunque fedele al detto ‘chi si fa i fatti suoi campa cent’anni’.

Con la crisi tutto rallenta, anche il nuovo servizio porta a porta: la vicenda dei facilitatori però è sintomatica di come il problema occupazionale sia sentito dall'amministrazione comunale, la quale, anziché concedere alla società incaricata Achabmed Srl di scegliere ragazzi e ragazze soci di associazioni (e anche non soci), poteva "suggerire" alla società di attingere ai nominativi di disoccupati e inoccupati iscritti nelle liste di collocamento del Comune di Cassano delle Murge e scegliere tra questi soggetti quelli rispondenti ai requisiti richiesti. Invece la scelta delle associazioni, oltre a rendere nebulosa e contorta la faccenda, ha anche comportato la defezione di alcuni ragazzi che dopo il corso hanno fanno dietrofront, per motivi differenti, lasciando il gruppo dei fantastici 20 quasi sguarnito dei patentati necessari per svolgere il servizio di distribuzione. 

01.05.2013
Vito Stano

Vis-à-Vis da venerdì a Bitonto: Francesca De Santis immagina l'altro


10x10 oltre a riproporsi come una chiamata alle arti, intende approfondire i nuovi linguaggi del contemporaneo avvalendosi della visione creativa di giovani talenti. Obiettivo fondamentale del progetto quello di avvicinare i non addetti ai nuovi alfabeti contemporanei attraverso incontri, workshopperformance proposti dagli stessi artisti, durante tali occasioni il visitatore sarà partecipe alla condivisione di idee innovative e potrà personalmente confrontarsi con la creatività degli artisti attraverso un percorso di ricerca, progettualità e sperimentazione individuale e collettiva. Inoltre, il progetto 10x10, ripercorrendo l’iter di sperimentazione della prima edizione, offre la possibilità a giovani artisti di poter esporre un progetto personale negli spazi espositivi delle officine culturali di Bitonto. I creativi che desiderano partecipare a 10x10, potranno proporre il proprio progetto artistico che, previa analisi e valutazione, potrà essere inserito nel calendario della manifestazione. Gli artisti interessati all'iniziativa, potranno inviare una sintesi progettuale (idea e immagini dei lavori) all’indirizzo di posta del referente del progetto 10x10, Amalia Di Lanno: amalia.dilanno@libero.it.

Il primo progetto espositivo è Vis-à-Vis di Francesca De Santisa cura di Amalia Di Lanno. Nell’ambito del progetto culturale 10x10, venerdi 3 maggio 2013 ore 20,00 sarà inaugurata da Amalia di Lanno, la prima espositiva della fotografa pugliese Francesca De Santis. Il progetto della De Santis pone in relazione differenti piani in cui il confronto visuale non risulta legato unicamente alla fisionomia dei soggetti ripresi, ma ad un’esamina fortemente semiotica. Il vis-à-vis diviene nell’ottica dell’artista un rapporto ampio che va oltre il determinato approccio fotografo-fotografato, un’analisi sperimentale e surreale della visione del singolo con se stesso e con la proiezione di Sé. Immagine e immaginazione nell’ottica di un faccia a faccia più profondo e, al contempo, magico in cui la fotografia risulta soltanto una delle chiavi di accesso mediante la quale l’artista dialoga con il singolo e con i mondi che lo stesso crea, l’immaginazione si fa immagine e l’immagine, a sua volta, materializza l’immaginario.

Vis-à-Vis è un esperimento che esplora diversi mondi e realtà soggettive, i ritratti presentati in mostra fanno parte di un vero e proprio catalago di facce in fieri, un "censimento visionario" di soggetti eterogenei per età, provenienza geografica, etnia, stato sociale, un repertorio in cui Francesca De Santis, attraverso uno studio approfondito e una elaborata ricerca, si pone vis-à-vis con chi ha di fronte, unica regola l’immaginazione. Pertanto, il soggetto è libero di esprimere se stesso, di divenire altro, di rappresentarsi diverso scegliendo un ritaglio di immagini celebri proposte dall’artista (dalla bocca di Marilyn Monroe particolare estratto dall’opera di Andy Warhol ai baffi di Salvador Dalì decontestualizzati dallo scatto di Willy Rizzo). 

La scelta del cielo esoprattuttodelle nuvole che compongono lo sfondo di ciascun ritratto sottolineano maggiormente l’atmosfera e l’iter progettuale, i protagonisti degli scatti si trasformano a loro volta in personaggi fantastici, celebrità ibride che giocano in una dimensione aerea, sospesi con la testa fra le nuvole, sognano e ‘si scompongono’ ricomponendosi in altro modo, l’immagine di se stessi diviene collage umano, ci si ritocca senza modificarsi ma soltanto sperimentandosi in una proiezione fantastica. Il cielo è lo scenario nel quale i soggetti immersi nelle immagini si mascherano, simbolicamente esso rimanda altresì all’idea dell’interezza, di un tutto in cui i personaggi ritratti si destrutturano per poi liberamente ridefinirsi in nuova ‘forma’, il particolare ovvero la nuova immagine creata si mescola all’universalità unica con un forte richiamo e omaggio al mondo dell’arte a cui la sensibilità dell’artista si ispira.

Vis-à-Vis è un progetto dell’immaginario in cui si è protagonisti di ciò che si desidera essere, un laboratorio interattivo in cui poter liberamente esprimere se stessi, ci si scompone e ci si ricrea in altro modo, siamo altrove e ovunque. In una realtà sempre meno attenta ai sogni e alle speranze il progetto Vis-à-Vis di Francesca De Santis desidera porre attenzione al valore della fotografia come mezzo di indagine e di scoperta di se stessi e delle potenzialità creative nascoste o semplicemente dimenticate.

Vis-à-Vis apre le porte all’arte di sognaredi inventare, di fantasticare perché… oltre noi c’è un cielo di nuvole nel quale ogni tanto è bello poter liberare la testa e lasciarsi andare all’incanto, la magia della fotografia regala ben oltre 15 minutes of fame decantati da Warhol, basta saper immaginare e si resta famosi per sempre.

Il 24 maggio 2013 in occasione del finissage della mostra avrà luogo un originale Vis-à-Vis con l’artista. Unica indicazione: portate con voi l’immaginazione. Tutte le espositive in programma da maggio a dicembre 2013 saranno professionalmente documentate da un reportage video-fotografico a cura di Rosaria Pastoressa.