sabato 2 febbraio 2013

Triggiano (Bari): raid razzista in centro di accoglienza. Tre arresti dei Cc

Hanno aggredito con un cavo d’acciaio e una spranga in ferro tre nordafricani e un’educatrice e per questo sono finiti agli arresti domiciliari. 

I Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Triggiano hanno arrestato tre giovani del luogo, di 28, 27 e 22 anni, con le accuse di lesioni personali, violenza privata e discriminazione razziale. Una telefonata giunta sul 112 ha fatto convergere una gazzella dell’Arma presso una comunità di accoglienza per stranieri, ubicata in via Capurso, ove ad attenderla vi era una educatrice e tre cittadini egiziani che, per motivi non ancora chiariti, riferivano di essere stati poco prima picchiati selvaggiamente e insultati con epiteti a sfondo razziale da un gruppetto di giovani, poi dileguatisi.

Le immediate ricerche dei responsabili, sulla base delle descrizioni fisico somatiche e degli indumenti indossati, hanno consentito di rintracciare i tre nella zona. Sottoposti a perquisizione sono stati trovati in possesso di un cavo lungo 3 metri e di una spranga poi sequestrati. Tratti in arresto, su disposizione della Procura della Repubblica di Bari, i tre sono stati collocati ai domiciliari.

Parco del Gargano: il Corpo forestale combatte il bracconaggio


Continua senza sosta l’attività di polizia giudiziaria del Corpo Forestale dello Stato finalizzata alla prevenzione e alla repressione dei reati in campo venatorio. Durante due distinte operazioni, le pattuglie del Corpo Forestale dello Stato appartenenti ai Comandi Stazione di Cagnano Varano e Umbra hanno sorpreso, in flagranza di reato, due  bracconieri intenti ad esercitare attività venatoria in area protetta, precisamente nelle località Piscina Sandricchio, in  agro di Carpino, e Valle dei Greci, nel comune di Vico del Gargano.

I prevenuti, originari del posto, sono stati deferiti a piede libero all’autorità giudiziaria per introduzione di armi e materiali esplodenti in area protetta, disturbo, uccisione e danneggiamento della fauna selvatica ed esercizio venatorio illecito. Sequestrati altresì due fucili calibro 12 marca  Beretta e Benelli e numerose munizioni calibro 12 al piombo spezzatoControllati inoltre 25 cacciatori, alcuni dei quali deferiti all’Autorità Amministrativa per violazioni alla legge regionale 27/98.

(fonte Corpo forestale dello Stato - Regione Puglia)

venerdì 1 febbraio 2013

Turismo della memoria: le atrocità nazifasciste al tempo del digitale


Già nell’antichità migliaia di persone si spostavano in interminabili pellegrinaggi per rendere omaggio alle divinità; in epoche recenti basti pensare a quel che rappresenta Lourdes o San Pio o Medjugorje. Tra i pellegrinaggi dell’età contemporanea occorre annoverare anche quei luoghi assurti a simbolo di una tragedia: i campi di sterminio allestiti dai nazifascisti nell’Europa dell’Est, e in particolare in Polonia, sono ad oggi diventati meta di un turismo interessante: il turismo della memoria.


Questo flusso di gente (si stima all’incirca 1 milione di visitatori annui) assume le sembianze di moderni pellegrinaggi per visitare gli spazi fisici dove furono consumate le peggiori atrocità che la Storia contemporanea ricordi; pellegrinaggi soltanto un più confortevoli e molto meno lunghi. Dunque come ogni pellegrinaggio che si rispetti anche quello della memoria ha creato un indotto di servizi e prodotti (non solo gadget, ma anche pubblicazioni editoriali, cibo, ricettività e shopping vario) e paradossalmente dalle disgrazie subite da milioni di persone innocenti è nata una forma di sostentamento per tante persone che vivono ad Oswiecim (che è il nome originario, in polacco, di Auschiwitz) e nei dintorni di Cracovia. Questa considerazione è frutto dell’attenzione riposta, ma non vuol essere un giudizio sull’operato quotidiano di molta gente, la quale ha certamente sofferto la vicinanza e l’adiacenza ai quei luoghi di morte.

Questo è un primo livello di lettura che il viaggio ad Auschwitz consente: il secondo, e più interessante, è certamente rappresentato dall’approccio superficial-turistico tenuto da centinaia di avventori durante il tour dei campi. Gli stessi spazi che hanno “ospitato” migliaia di persone inermi oggi vengono percorsi da migliaia di turisti della memoria più o meno consapevoli, più o meno sensibili alla storia che quei luoghi raccontano. Lì dove fino a sessant’anni fa il fumo significava morte, oggi significa benessere: ieri il fumo usciva dai comignoli dei forni crematori, oggi dalle bocche sazie di turisti della memoria. Lì dove fino a sessant’anni fa si raccoglieva l’acqua putrida dalle pozzanghere per placare la sete, oggi si consumano lattina di bevande dolci e fresche. Lì dove fino sessant’anni fa si piangeva per il dolore, le ferite, l’umiliazione, oggi si parla a voce alta, si ride, si scattano fotografie ricordo. E questo è l’altro livello di ragionamento che il viaggio ai campi può provocare: il linguaggio dell’immagine come veicolo per raccontare una storia.

Purtroppo la storia o le storie contenute in questo scrigno di morte per essere raccontate senza retorica o superficialità necessitano di una conoscenza storica e di una profonda consapevolezza dei luoghi. La fotografia onnipresente nella vita odierna inserita in questo contesto causa delle aberrazioni che potrebbero bene essere definite da «zoo», la foto ricordo all’ingresso del campo di Auschiwitz sotto la triste scritta Arbet march frei ne è la dimostrazione più eclatante. Portare a casa la foto ricordo con la quale fregiarsi di aver visitato i luoghi dell’orrore è a tutti gli effetti la prova provata della superficialità e dell’intento turistico della visita-viaggio. Poca cosa rispetto alla coca-cola bevuta guardando la bocca nera del forno crematorio (uno dei pochi ancora in piedi).

La dimensione immaginifica che questi luoghi hanno prodotto nel visitatore ha causato uno scadimento dell’interesse: non si pagano ticket per visitare i campi di sterminio; questa gratuità se da una parte permette a tutti di visitare i luoghi dove si è consumata la tragedia di milioni di persone (ebrei, rom, prigionieri politici, omosessuali, disabili), mettendosi anche al riparo dalla potenziale accusa di lucrare sulle tragedie del passato, dall’altra non crea un filtro necessario nella cultura consumistica, nella quale vige il concetto che ciò è gratuito è senza valore e, al contrario, ciò che ha valore ha anche un costo. In più molti edifici, proprio a causa della scarsità di risorse economiche che arrivano al Museo di Auschiwitz, sono crollati e non sono più visitabili.

Il limbo del paradosso dentro il quale ci si ritrova appena atterrati in terra polacca (e probabilmente non farebbe differenza qualsiasi altro luogo della memoria europeo) è ben spiegato: la Storia non ammette ignoranza, proprio come la legge, e proprio come questa che nel passato ha subito distorsioni ideologico-criminali, oggi la Storia è soggetta a subire le distorsioni di uomini e donne che vogliono ricordare con accento retorico, se non addirittura riduzionista la tragedia che ha segnato la storia recente del Vecchio Continente.

01.02.2013
Vito Stano

Santeramo in Colle (Ba): deteneva hashish 21enne arrestato dai CC


I Carabinieri della Stazione di Santeramo in Colle hanno arrestato un 21enne incensurato del luogo con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Nel corso di uno specifico servizio i militari hanno fermato in via Taranto una Lancia Y con a bordo il 21enne, il cui atteggiamento ha insospettito gli operanti a tal punto da sottoporlo a perquisizione. Nella sua disponibilità i Carabinieri hanno trovato una scatola metallica contenente diversi pezzi di hashish per complessivi 17 grammi e 30 euro in contanti.

Il controllo, esteso anche alla sua abitazione, ha consentito di rinvenire nell’armadio della sua cameretta ulteriori 63 grammi di hashish mentre nel comodino 3 grammi di marijuana, una cinquantina di semi di canapa indiana, un bilancino elettronico di precisione, due taglierini, materiale per il confezionamento della sostanza e 4 trita tabacchi, il tutto sottoposto a sequestro. Tratto in arresto, su disposizione della Procura della Repubblica di Bari, il 21enne è stato collocato ai domiciliari.

giovedì 31 gennaio 2013

Raccolta rifiuti a Cassano: dal primo maggio raccolta porta a porta


Da destra l'assessore Carmelo Briano, il geometra delll'ufficio tecnico 
comunale Scacovelli, il patron della Tra.De.Co. Colummella, la
rappresentante  legale della Tra.De.Co.; di spalle (presumibilmente) 
Angelo Guglielmo amministratore della Murgia Servizi Ecologici Srl.
Tanto tuonò che piovve, si potrebbe dire per sintetizzare il caso della raccolta dei rifiuti a Cassano delle Murge. La raccolta differenziata attualmente si attesta attorno al 6%, dunque evidentemente fuori i termini di legge se si tiene conto degli obiettivi europei (65% di raccolta differenziata) che dovevano essere già stati raggiunti. La questione rifiuti non è certo figlia dell'amministrazione Di Medio, ma viene da lontano: già durante l'amministrazione Gentile il servizio di raccolta non ha brillato e la percentuale di rifiuti differenziati non ha mai toccato cifre significative, seppur l'attenzione al settore è stata palese. Numerose sono state le querelle che hanno visti contrapposti l'ente comunale e il gestore del servizio (assegnatario del nuovo servizio).

Nonostante tutto ciò il Comune di Cassano delle Murge è stato uno dei pochi del vecchio Ambito territoriale ottimale Ba/4 a bandire la gara pubblica (due soli partecipanti: Avvenire e Ati Tra.De.Co. - Murgia Servizi Ecologici, di cui la prima società è stata esclusa quasi subito) e appaltare il nuovo servizio (seppur con qualche mese di ritardo). 

Insomma la notizia della firma del verbale di servizio non può che essere accolta con grande soddisfazione da tutti, con la speranza che l'impegno della cittadinanza tutta affianchi il lavoro non semplice degli operatori.

Nuovi mezzi per la raccolta rifiuti
Dal palazzo comunale è stato diramata una nota di soddisfazione, con cui l'amministrazione fa sapere che  «da domani prende forma il nuovo modello di raccolta rifiuti. È stato firmato il verbale per l’avvio del nuovo servizio tra Comune di Cassano delle Murge, direzione dell’esecuzione del contratto C.Li.Ma. Studio Tecnico Associato di Bari e l’Ati Tra.De.Co.Srl-Murgia Servizi Ecologici Srl. Da domani si comincerà con le nuove modalità di spazzamento manuale, spazzamento meccanizzato, lavaggio del suolo pubblico e gestione del numero verde 800-907970

Le raccolte domiciliari con il sistema del porta a porta, invece, saranno avviate entro il 1° maggio 2013, per essere portate a regime nell’arco di tre mesi da tale data. Nel frattempo sarà messa in campo una capillare campagna di comunicazione e fornitura del kit di attrezzature necessarie alle singole raccolte di rifiuto da differenziare a domicilio.

Nella fase transitoria all’avvio delle raccolte porta a porta, l’utenza è invitata a conferire i rifiuti differenziandoli in ogni loro singola frazione osservando le prescrizioni contenute nelle precedenti ordinanze sindacali. Al fine di scoraggiare comportamenti passibili di sanzione sarà potenziata l’attività di controllo sul territorio.

Invitiamo la cittadinanza – spiegano il sindaco Maria Pia Di Medio e l'assessore alla Tutela dell’Ambiente Carmelo Briano – a sentirsi protagonista di un cambiamento. Questo nuovo corso, fortemente voluto dall’amministrazione comunale, servirà ad assicurare alla nostra città livelli di decoro e civiltà degni di una comunità evoluta. L'auspicio – concludono la Di Medio e Briano – è di vedere tutti i cittadini partecipi di un gioco di squadra che veda l'ambiente la vera priorità».

Chissà forse questa sarà la volta buona. Personalmente non mi auguro nient'altro.

31.01.2013
Vito Stano

Aldo Grittani in fotografia: «libertà di raccontare l'essenza dei luoghi»

Punto di osservazione sulla mostra fotografica - Foto Archivio Vito Stano
«In una società ‘le cui macerie non hanno più il tempo di diventare rovine’» scrive Aldo Grittani nello scritto che accompagna le immagini fotografiche in mostra in una sorta di serra cittadina realizzata nello storico Palazzo delle Poste di Bari, oggi acquisito dall’Università degli Studi Aldo Moro e fruibile per conferenze, convegni, mostre e come sala lettura per gli studenti baresi.


Aldo Grittani, agronomo e artista, arricchisce le sue riflessioni citando l’antropologo francese Marc Augé e traccia con la parola il percorso fotografico esplorato e spiega che «nella definizione di questi aspetti la fotografia può essere uno strumento molto utile per leggere e interpretare i luoghi, per riflettere sugli stessi, per supportare con efficacia processi di coinvolgimento degli abitanti nelle decisioni relative ai luoghi stessi», ma nel caso dell’area in questione il fatto che la trasformazione dei luoghi fosse già in atto ha permesso a Grittani di raccontarli liberamente, senza il dovere di accollarsi «responsabilità sociali».

Le immagini raccontano spazi «sospesi, fermi», residuali. E come precisa l’autore «sotto molti punti di vista sono luoghi che non esistono», in effetti «le immagini raccontano sie l’essenza dei luoghi, che la loro assenza. La documentazione dei luoghi, dei loro segni e della loro fruizione diventa, in un certo senso, il racconto di una scomparsa».

Questa fotografie stranamente silenziose in un contesto cittadino chiassoso rappresentato per chi scrive una conferma, poiché incarnano una lettura dei luoghi con cui da anni, a mia volta, racconto il territorio: non la periferia barese, ma le periferie rurali dei paesi che cingono il capoluogo. Lo spazio circostante come specchio esteriorizzante di una confusione interiore. 

31.01.2013
Vito Stano

Bitonto: la discarica nella cava devasterà l'ambiente dell'agro bitontino


L'associazione ambientalista confida nel diniego finale della Provincia di Bari. WWF Puglia: «Non autorizzate lo scempio». Un mega impianto per il recupero di materiali ferrosi e per lo smaltimento di rifiuti in agro di Bitonto (Ba), località Colaianni, rischia di compromettere irrimediabilmente l’equilibrio geologico ed ambientale. Il WWF Puglia boccia senza dubbi il progetto che prevede l'allestimento di una piattaforma integrata per il trattamento di rifiuti speciali non pericolosi con annessa discarica.

Toccherà alla Provincia di Bari l’arduo compito di esaminare la domanda della ditta Fer. Live s.r.l e la questione è resa più urgente dalla richiesta di rilascio dell'AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale), provvedimento che autorizzerebbe di fatto la messa in esercizio di detto impianto. Una domanda, a giudizio del WWF, incompatibile con l'attuale impiego di quel sito. «Il Servizio Ecologia della Regione Puglia ha rilasciato giudizio di compatibilità ambientale (VIA) favorevole all’ampliamento della cava di pietra calcarea di proprietà dei fratelli Robles (D.D n. 442/2007, n. 65/2009) – precisa il dott. Leonardo Lorusso, presidente del WWF Puglia –. In tale sito e in altre particelle catastali limitrofe la società Fer.Live, intende ora realizzare l’impianto di smaltimento rifiuti».

Per impedire l’ennesimo disastro ambientale il WWF ha depositato le sue osservazioni contrarie al rilascio dell’AIA, articolate in 25 punti. Ma per capire l'annosa questione occorre fare ancora un passo indietro. La Provincia di Bari aveva già concesso nel 2011 (con D.D. n.858 del 30/12/2011) la VIA (Valutazione d'Impatto Ambientale) favorevole, procedura che rappresenta l'anticamera verso l'attuazione del progetto. «Anche in considerazione di un'attività di estrazione ancora in esercizio nel sito in questione – continua il dott. Lorusso –, la realizzazione di un nuovo impianto (questa volta di smaltimento rifiuti) costituisce variante progettuale con impatti ambientali diversi da quelli esaminati nel giudizio di compatibilità ambientale rilasciato dalla Regione».

Per questo il WWF si appella ad un difetto di competenza. La Provincia non era l’organo competente al rilascio del suddetto giudizio di compatibilità ambientale in quanto per il sito in questione, trattandosi di variazione progettuale, la procedura di VIA avrebbe dovuto essere esaminata e definita dalla Regione. Per non parlare del fatto che il giudizio della Provincia di Bari non contempla il giudizio dell’ENAC (Ente nazionale per l'aviazione civile), dal momento che l’insediamento dell’attività è posizionato ad una distanza inferiore ai 13 km dal sedime aeroportuale.

Senza appello, poi, il giudizio del WWF sotto il profilo ambientale: «non è possibile che lì sorga una discarica». Prima di tutto – contesta l'associazione in una nota prodotta dinanzi alla Provincia di Bari – perché «il sito su cui si intende realizzare la discarica è attraversato da una ripa di erosione, inoltre il contorno della cava su cui verrà insediato l’impianto di smaltimento lambisce una componente geomorfoidrologica costituita dal corso d’acqua denominato Lama di Macina».

Si tratta, in sostanza, di un sito dalle criticità notevoli, come evidenziato dalla relazione geologica allegata alla richiesta di AIA, che segnala una permeabilità alta del basamento calcareo-dolomitico. «In particolare – aggiunge il presidente del WWF Puglia – per quanto concerne le condizioni di stabilità del sito, sono stati osservati numerosi crolli di frammenti di varia pezzatura e blocchi calcarei. Inoltre è riferito che l’ammasso roccioso si presenta spesso in condizioni di incipiente instabilità. Tali criticità potrebbero innescare, in alcune parti della cava, una frana per scivolamento planare qualora l’ammasso roccioso dovesse essere gravato da automezzi, manufatti e/o strutture oppure a seguito di eventi sismici».

Ora non ci resta che attendere l’atto finale della Provincia di Bari, affinché si possa fermare definitivamente la possibilità di realizzare un impianto così devastante in un territorio già altamente sensibile.

(fonte WWF Puglia)

mercoledì 30 gennaio 2013

Rivoltiamo la precarietà: domenica al Socrate occupato di Bari


La crisi non accenna a concludere il suo ciclo nefasto, pertanto le attività fiorite durante il periodo negativo ha partorito molte interessanti iniziative come che si terrà domenica dall'ora di pranzo in poi a Bari al Socrate occupato a Bari in via Fanelli 206/16. 

Rivoltiamo la precarietà, è un bollettino di controinformazione e racconti di lotte e di pratiche contro lo sfruttamento; un bollettino per promuovere una cassa di mutuo soccorso di lavoratori e lavoratrici, uno sportello salva precari di sostegno concreto alle vertenze aperte sul territorio. 

Appuntamento a domenica 3 febbraioDi seguito il programma e il link per scaricarlo e leggerlo Rivoltiamo la precarietà.

30.01.2013
V.S.

Con 'La zia di Carlo' domenica va in scena la cultura popolare


Non solo mostre nella pinacoteca civica o presentazioni di libri, la cultura è anche quella veicolata attraverso il vernacolo o dialetto, lingua del popolo. Questo vocabolario è il marchio di fabbrica degli spettacoli messi in scena dall'associazione Luci a teatro: La zia di Carlo è il titolo dello spettacolo riproposto per domenica 3 febbraio presso l'istituto Sacro Cuore sulla via per Altamura o Mercadante al chilometro due. Di seguito pubblichiamo integralmente l'invito allo spettacolo inviato dall'associazione.


È dalle storie di vita quotidiana che nascono le commedie scritte e dirette da Maria Lucia Siciliano, storie di una Cassano vecchia, di una Cassano contadina, perlopiù ambientate nel dopoguerra, nelle quali, spesso, il pubblico si rivede o ricorda eventi particolari che aveva dimenticato. Il vernacolo locale la loro lingua, sempre. 

Arriva poi la proposta di mettere in scena «La zia di Carlo», una commedia brillante in tre atti di Brandon Thomas, un lavoro di teatro leggero: ricca di paradossi e impertinenze eleganti, la commedia ha come base un intreccio atto ad esaltare il gioco dei caratteri. Un moralismo sorridente, una fantasia costruttrice e dinamica, i personaggi esemplari di una società e di un costume del tempo dell'autore sono gli interventi che assicurano umorismo e divertimento, ma anche ripensamento intorno a quel costume e alla morale comune. La trama che lega i quattordici personaggi è mossa dal motore eterno della vita, l'amore, che in un Inghilterra vittoriana, entro le mura di Oxford, i giovani protagonisti non possono esprimere appieno, costretti a giustificazioni moralistiche e arguzie improvvisate prima di concludersi a lieto fine.

Per la prima volta gli attori si sono confrontati con la complessità di recitare in italiano. Dopo sei lunghi mesi di prove estenuanti, dopo giorni passati a «ripetere sempre lo stesso copione», il risultato non ha tardato ad arrivare. Lo scorso ottobre l’associazione ha avuto uno straordinario successo di pubblico, impensato e sperato, e per due date di fila il teatro è stato gremito di gente.
Ed è per questo che i prossimi 3 e 10 febbraio, alle ore 19,30 torneranno in scena con La zia di Carlo, a grande richiesta di pubblico, e lo faranno presso l’Istituto Sacro Cuorevia per Mercadantekm 2, Cassano delle Murge.

Isole Tremiti: il sindaco Fentini apre alla caccia esclusiva degli isolani


Un altro incredibile provvedimento viene licenziato da un ente, il Consiglio comunale delle Isole Tremiti, in spregio alla tutela dell'area protetta e della avifauna che nelle sue rotte vi soggiorna  temporaneamente. A proposito pubblichiamo un comunicato del WWF Puglia. 

Isole Tremiti - Foto google.com
Non più tardi di due mesi fa il WWF Puglia, con un esposto indirizzato al Parco del Gargano, al Corpo Forestale, al Ministero dell'Ambiente, alla Procura della Repubblica di Foggia e alla Regione Puglia, aveva denunciato continui atti di bracconaggio sulle isole Tremiti che venivano perpetrati impunemente e alla luce del sole senza che nessuno degli organi preposti al controllo intervenisse.

Durante i monitoraggi faunistici che il WWF svolge nell'area, gli spari erano stati sentiti, al primo mattino e al tramonto, provenire principalmente dalla parte più alta dell’Isola di San Domino, il Colle dell’Eremita, e da quella vicina al faro. In alcune occasioni gli attivisti del WWF avevano addirittura intravisto i bracconieri intenti a spostarsi a piedi lungo i sentieri di San Domino.

Oggi arriva la risposta agghiacciante del sindaco e del Consiglio comunale: il bracconaggio nelle Diomedee viene di fatto legalizzato. All'unanimità, infatti, l'assemblea comunale ha chiesto l'istituzione di due riserve di caccia per i residenti: una sull'isola di San Domino, l'altra sull'isola di San Nicola. Dopo la denuncia del WWF dunque, invece di reprimere quel triste fenomeno, ecco arrivare il velleitario tentativo del Consiglio comunale di legalizzare ciò che legale non è, confermando implicitamente che amministratori e oppositori conoscono e accettano il bracconaggio in atto nell'arcipelago.

La decisione dell'assise tremitese appare gravissima se si ricorda che la caccia alle isole Tremiti è vietata dal 1995. Con l'istituzione del Parco, infatti, è stato introdotto il divieto di cattura, uccisione, danneggiamento e disturbo delle specie animali stabilito dall'art. 11 della legge quadro sulle aree protette, vigente sull'intero territorio del Parco Nazionale del Gargano a cui le isole Tremiti appartengono. Non può essere quindi una deliberazione di Consiglio comunale a consentire l'istituzione di aree di caccia nell'arcipelago.
In un intervista al giornalista Sergio De Nicola di RaiTre il sindaco Antonio Fentini delle Tremiti, visibilmente infastidito dall'attenzione suscitata dal provvedimento comunale, ha affermato «due aree contigue per poter andare a caccia o con la scusa di poterci andare per fare la passeggiata perché ormai non ci sta più niente. Una caccia autogestita solo per gli isolani, che saranno una quindicina, non credo che possono distruggere la fauna».

In realtà, evidenzia il WWF, come tutte le isole del Mediterraneo, le Tremiti rappresentano dei passaggi obbligati per le migrazioni dell'avifauna tra l'Europa e l'Africa o l'Italia e i Balcani. Per questo la caccia nelle isole rappresenta prima di tutto una bestialità scientifica oltre che una minaccia per gli stessi turisti.

«Le isole Tremiti sono un patrimonio mondiale di proprietà di tutti e non solo dei tremitesi che, semmai, hanno un dovere in più: quello di preservarle per trasmetterle intatte alle future generazioni – dichiara Carlo Fierro presidente del WWF Foggia –. Invece di impiegare tempo prezioso con deliberazioni inammissibili, l'amministrazione comunale farebbe bene ad occuparsi di questioni più urgenti e importanti che oggi incidono negativamente sull'appeal turistico delle isole, come il recupero dell'enorme patrimonio storico-architettonico che cade a pezzi o come la gestione dei rifiuti che è totalmente inadeguata, tanto per fare due esempi. Dalle Istituzioni, in particolare Ministero dell'Ambiente, Parco del Gargano e Regione Puglia, ci aspettiamo un pronto intervento per contrastare la delibera consiliare che ha chiesto l'istituzione delle due riserve di caccia e dal Corpo Forestale dello Stato un deciso intervento per fermare il  bracconaggio nell'arcipelago che costituisce anche una seria minaccia per coloro che, ignari del pericolo, percorrono i sentieri delle isole. Deve essere infatti chiaro a tutti che, anche dopo l'adozione della delibera, l'esercizio della caccia alle Tremiti continua a rimanere un reato».

«Con l'insediamento della nuova amministrazione – conclude Matteo Orsino vicepresidente del WWF Puglia – avevamo sperato in un cambio di rotta del Comune tremitese, già pesantemente provato dall'abusivismo edilizio e dal bracconaggio. Dobbiamo purtroppo prendere atto che si è invece tornati alla solita tiritera contro il Parco, accusato di portare solo vincoli senza sviluppo. Gli amministratori tremitesi dovrebbero però riconoscere che i vincoli sono utili anche a loro, come si sta dimostrando per la vicenda delle ricerche petrolifere in Adriatico, e dovrebbero iniziare ad interrogarsi sulle loro responsabilità circa il mancato sviluppo di cui si lamentano».