giovedì 10 gennaio 2013

Doposcuola aggiudicato al gestore del laboratorio urbano di Cassano


È stato assegnato il servizio relativo al progetto Insieme Doposcuola alla cooperativa sociale I Bambini di Truffaut. Lo rende noto un comunicato dell'ufficio stampa comunale.

Il comunicato precisa che «la commissione ha valutato i progetti sulla scorta del disciplinare e ha esaminato le sole due proposte presentate al Comune di Cassano, scartando quella che presentava difformità rispetto ad alcuni requisiti fondamentali previsti a carico dei partecipanti».

La cooperativa I Bambini di Truffaut aveva tutti i requisiti per l'aggiudicazione del servizio, che interesserà 20 studenti dell'istituto comprensivo Perotti-Ruffo, per un totale di 6 ore settimanali, fino al termine dell'anno scolastico.

Le famiglie interessate (i cui figli sono stati individuati in base alle segnalazioni dell'Istituto comprensivo Perotti-Ruffo) dovranno sostenere un costo di un euro per ogni ora di attività, mentre le restanti spese saranno a carico del Comune grazie al finanziamento dei fondi del 5 per mille del 2010.

Nel comunicato «si precisa, inoltre, che in caso di mancato raggiungimento del numero di 20 iscritti ai corsi di doposcuola, i Servizi sociali potranno prendere in considerazione ulteriori casi di studenti che hanno bisogno di essere seguiti nelle ore pomeridiane».

Dalle parole dell'assessore ai Servizi sociali Angela Contursi si evince il rammarico per la scarsa partecipazione al bando«purtroppo – ha chiosato la Contursi –  solo due associazioni hanno presentato le loro proposte».

«La nostra ricerca – ha ribadito la Contursi – è stata fatta a lungo raggio attraverso la comunicazione all'esterno (comunicati stampa, sito web del Comune) e tramite la locale Consulta delle associazioni al fine di trovare i soggetti competenti per la gestione del servizio». 

10.01.2012
Vito Stano

Il movimento Per il bene comune lancia l'assemblea sovrana pugliese


In queste settimane di lavorio di liste nell'alveo politico-elettorale si scoprono anche nuove formazioni. Una di queste è quella promossa dal movimento politico Per il bene comune. Di seguito pubblichiamo il comunicato. 
V.S. 


Analizzata e verificata l’impossibilità di modificare la struttura verticistica e clientelare dei partiti che hanno già dato prova di se nel governare la Puglia, mantenendola legata al potere militare, economico, finanziario che opprime la nostra terra; constatato che le migliori energie culturali, sociali e politiche sono disperse in mille partiti, associazioni, movimenti, liste civiche e gruppi e che nessuno di noi ha raggiunto una dimensione organizzativa e politica in grado di esercitare una reale egemonia rivoluzionaria; preso atto che, per ragioni oggettive e soggettive, non siamo riusciti a superare divisioni ideologiche né a mettere in campo esperienze unitarie in grado di salvaguardare l’autonomia e la pari dignità tra i soggetti costituenti e di andare oltre il temporaneo accordo tra vertici; il Movimento Politico di Liberazione PER IL BENE COMUNE propone la costituzione dell’Assemblea Sovrana della Comunità Pugliese, come luogo di incontro, confronto ed esercizio della sovranità popolare, attraverso il metodo della democrazia diretta.

Le Assemblee dovranno essere realmente Sovrane sul proprio territorio ed a garanzia del progetto rivoluzionario unitario ci sono gli obiettivi discriminanti contenuti nel PATTO che ognuno dovrà aver sottoscritto.
La Federazione delle Assemblee Sovrane, che è l’altra discrimine del PATTO, sarà garanzia di VERA UNITA’ NAZIONALE e di VERA AUTONOMIA TERRITORIALE delle diverse Italie che oggi – bisogna ammettere - esistono.  
Tutte le associazioni che vorranno aderire al progetto rivoluzionario, dovranno procedere all’individuazione, deliberata dagli organi statutari previsti dai propri statuti, di un delegato che abbia l’incarico di sottoscrivere il Patto tra i membri dell’Assemblea Sovrana.

L’Assemblea Costituente, sarà temporaneamente presieduta (sino alla elezione del proprio Presidente) da un rappresentante nazionale o regionale di PBC che dovrà garantire l’applicazione della Democrazia Diretta, la sovranità dell’assemblea e l’effettivo rispetto del patto da parte di tutti i suoi componenti (avvalendosi della collaborazione di 3 eletti dall’Assemblea con funzioni ispettive e di controllo, i quali dovranno verificare eventuali segnalazioni di presenti iscritti a partiti, logge, servizi segreti, malavita, nonché vagliare le richieste di nuova adesione delle persone che, dopo 3 assenze ingiustificate, verranno cancellati dai componenti l’Assemblea ).
L’elezione del Presidente è molto importante sia per un corretto e proficuo svolgimento dei lavori assembleari, sia perché questi potrà essere il naturale capolista in eventuali elezioni regionali, provinciali e/o comunali.

Sarà cura della prima assemblea, attraverso l’ordine delle proposte più votate, stabilire il programma di lavoro delle assemblee successive e l’eventuale convocazione di assemblee sovrane provinciali, intercomunali e/o comunali, nonché le persone da invitare come esperte qualora le competenze non siano già presenti all’interno di quella Comunità, così come già nella prima assemblea e in quelle successive bisognerà sempre rimarcare che l’Assemblea è Sovrana, il confronto e la scelta tra idee e proposte diverse avviene in Assemblea e non vi sono accordi tra vertici a cui ubbidire. Di norma, per ridurre gli spazi di delega, Documenti, Risoluzioni e Comunicati Stampa relativi a decisioni assunte dall’Assemblea, vanno approvati entro il termine dell’assemblea stessa o demandati alla successiva convocazione.

Adele Dentice - Referente del Movimento Politico di Liberazione Per il Bene comune - Puglia

Fotografia come antropologia: Sisto Giriodi al Museo della Fotografia


Le attività del Museo della Fotografia del Politecnico di Bari riprendono con l'incontro con Sisto Giriodi, che parlerà di Fotografia come antropologia. L'appuntamento è per oggi pomeriggio (giovedì 10  gennaio) alle ore 17,30 presso la sala conferenze del Politecnico di Bari in  via Giovanni Amendola n. 126/B. L'ingresso è ingresso libero.                                                                                  

Sisto Giriodiarchitetto, docente di Progettazione architettonica al Politecnico di Torino, da  fotografo di territorio lavora da più di dieci anni ad un progetto di lunga durata – l’Atlante Piemontese – nel quale raccoglie i miti-enigmi che il progresso nasconde nelle campagne del Basso Piemonte; capitoli dell’Atlante sono stati esposti in Italia ed all’estero, mentre pagine dell’Atlante sono conservate in collezioni private e nel Dipartimento di Fotografia della Biblioteca Nazionale a Parigi.

Notevole riscontro ha ottenuto il progetto su Torino, città trasformata dalle bandiere della pace, al festoso teatrino tricolore (in occasione dei 150 anni di Unità d’Italia); sulla città trasformata dai cantieri della metro nel centro storico in un teatrino bellicoso; sulla città trasformata dagli anni olimpici, o su aspetti singolari di Torino: sui circoli dei canottieri sul Po, sulle case a colori del dopo guerra; sulle storia di una tecnica artigianale, quella delle facciate in finta pietra. Il modello dell’atlante è all’origine anche di due campagne fuori dei confini del Piemonte: quella sugli enigmatici cancelli rurali in Puglia e quella su Parigi come festa mobile.

Fotografia come antropologia
Sisto Giriodi parte dagli incunaboli della Fotografia, fatta di pratiche quasi negromantiche, osservando le diverse fasi del processo storico, attraverso la visione ideologico-romantica, passando così dall’osservazione dei nuovi modelli scientifici di revisione radicale del concetto di spazio alla fotografia del nulla, senza temi, espressione della società del nulla, caratterizzata dalla società industriale, fino a quella del tardo-capitalismo, in cui l’immagine è frammentata, decentrata in ogni parte del mondo dalla potenza della tecnologia spinta della rete mentre il paesaggio muta più in fretta del nostro recepimento.
Sisto Giriodi decide per il suo progetto di andare alla ricerca di vecchie fotografie, di ritratti spontanei, di immagini di strada, che colgono un’espressione istintiva nel suo farsi, nel suo contesto urbano o rurale di gruppi ritratti tra la fine dell’800 a quelli più liberi  del ‘900.
Icone spesso trascurate dalle storie della fotografia.

Immagini che attirano per la ricchezza di espressioni, dei dettagli, per la capacità di restituire la vita di gruppo tra XIX e XX secolo: che si tratti di un clan familiare, di bambini a scuola, di ragazzi di oratorio, di soldati in caserma, di cuochi e camerieri in trattorie e ristoranti, di contadini in una cascina; ogni fotografia si distingue per la capacità di raccontare storie oggi lontane e diverse, che nessun altro riesce a narrare cosi bene.

(fonte Museo della Fotografia del Politecnico di Bari)

Guerre per il controllo dell'acqua. L'esperienza palestinese ad Altamura


La questione dell'acqua ogni tanto ritorna alla ribalta delle cronache, ma quasi mai approda nelle tanto decantate agende politiche. Dopo il referendum, che ha decretato la netta volontà degli italiani di volere una gestione pubblica dell'acqua lontana da ogni concetto di profitto, i comitati, le associazioni, i partiti e i singoli impegnati in questa battaglia di civiltà hanno continuato a combattere per vedere trasformata in legge dello Stato la volontà dei cittadini. Ma ad oggi nulla è accaduto, anzi se e dove è stato possibile è stata rimarcata la preminenze dei privati (o di enti pubblici che gestiscono in modo privatistico). Ma se il problema italiano, seppur grave, è una lotta di civiltà e di diritti, altrove acqua significa potere e quale caso è più eloquente di quello palestinese?

In effetti è importante capire cosa accade quando qualcuno si impadronisce del bene vitale per eccellenza come è accaduto nei territori palestinesi; questa situazione è utile come chiave di lettura di quello che potrebbe accadere a livello mondiale. Nella giornata di ieri se n'è parlato a Bari e oggi nel pomeriggio se n'è parlerà ad Altamura presso la sala convegni ABMC in piazza Zanardelli (sotto i portici) alle ore 18,30. Interverranno Rosario Lembo (Contratto Mondiale sull'Acqua) e Michele Loporcaro (Comitato AcquaBeneComune Altamura). Coordinerà Antonio Elia (ilGrillaio Altamura).

L'incontro sarà utile per comprendere cosa accade quando l'acqua ha un padrone. La carovana dell’acqua dopo l'esperienza in Palestina potrà raccontare cosa accade quando un paese o un popolo pretende di impadronirsi dell'acqua e, ancora, cosa accade quando si devia un corso d'acqua a vantaggio di un paese lasciandone a secco un altro.

L'analisi di quanto accade in Palestina offre buoni spunti di riflessione: decine di migliaia di palestinesi sono privi di accesso all’acqua perché i loro vicini hanno deciso che l'acqua appartiene a loro. Israele priva migliaia di palestinesi dell’accesso all’acqua. L’impegno della carovana, promossa dal Contratto Mondiale sull’Acqua è quello di attivare relazioni di solidarietà e cooperazione tra le comunità locali ed i movimenti dell’acqua in Italia e in Europa in contrasto ai processi di privatizzazione.

10.01.2012
Vito Stano

martedì 8 gennaio 2013

La caverna del sergente Romano nel circuito turistico pugliese


L'anno è appena iniziato e già le belle notizie fioccano: ci eravamo lasciati con la scoperta di una cavità tra Monopoli e Alberobello, in quello che fu il Canale di Pirro, e dal sito della Federazione Speleologica Pugliese veniamo a conoscenza di una bella iniziativa tra speleologia e meridionalismo. Di seguito proponiamo il comunicato del presidente del Centro Speleologico dell’Alto Salento Silvio Laddomada, presente sul sito della Federazione Speleologica Pugliese.
V.S.

«Grande riscontro a livello regionale dell’iniziativa promossa dal Centro Speleologico dell’Alto Salento di Martina Franca che sabato 5 gennaio, in occasione del 150° anniversario della morte di Pasquale Romano, figura leggendaria dell’insorgenza legittimista meridionale, ha inaugurato una lapide memoriale collocata all’ingresso sulla parete esterna della famosa caverna dove nel 1862, in una riunione segreta, l’ex sergente dell’esercito borbonico Pasquale Domenico Romano fu destinato al comando di una formazione di briganti composta da circa 200 uomini. Sono oltre un centinaio le prenotazioni pervenute in pochi giorni da tutta la Puglia ma anche dalla Basilicata e Calabria per visitare nel mese di aprile la grotta.

All’evento hanno partecipato circa 30 escursionisti ed è stato patrocinato dalla Regione Puglia, grazie al contributo del presidente della giunta Nichi Vendola e del presidente del consiglio regionale Onofrio Introna. Si ringrazia anche per il patrocinio e le autorizzazioni l’assessore alla Cultura del Comune di Martina Franca Antonio Scialpi, all’Ambiente Stefano Coletta, il direttore della Riserva Naturale Regionale Bosco delle Pianelle Mandina e la Provincia di Taranto e il Parco Terra delle Gravine. Un ringraziamento va infine al consigliere regionale Francesco Laddomada, che ci ha accompagnati durante l’escursione partecipando allo scoprimento e inaugurazione della lapide. Hanno inoltre partecipato i rappresentanti delle associazioni Arca Promoter, Federazione Speleologica Pugliese, Università Popolare Zeus di Taranto e il gruppo Ricerca storica di Locorotondo.

Il Centro Speleologico ha inoltre aderito al convegno storico presieduto dallo scrittore Valentino Romano che si è svolto nel pomeriggio a Gioia del Colle sul tema Il sergente Romano tra storia e leggenda. In questa circostanza lo storico Mario Guagnano ha pubblicamente ringraziato il Centro Speleologico di Martina Franca per l’interessante iniziativa contemporaneamente effettuata alla caverna delle Pianelle.

L’iniziativa del Centro Speleologico dell’Alto Salento, che culminerà a primavera nei giorni 1, 7, 14, 21, 25 e 28 aprile 2013 con il programma escursionistico Sui sentieri dei briganti, ha come obiettivo quello di far conoscere una parte del grande patrimonio carsico sotterraneo, epigeo e naturalistico che si sviluppa all’interno delle Murge tarantine, dove nella roccia del periodo cretaceo, formatasi circa 65 milioni di anni fa, si aprono profonde gravine e decine di grotte e caverne immerse in una vegetazione straordinaria fatta anche di querce secolari.

In questi luoghi il nostro centro ha portato alla luce e segnalato alla Soprintendenza Archeologica e ai ricercatori di istituti universitari numerosi insediamenti preistorici in grotta. Si tratta di un’eredità culturale notevole che ci auguriamo possa un giorno trovare un’adeguata valorizzazione e collocazione museale.

Questo paesaggio, con le sue caratteristiche impervie e selvagge, le misteriose grotte, gli strapiombi, le “pentime” come quella denominata “Del Cavallo”, i tortuosi sentieri facilmente raggiungibili dal “Tratturello Martinese”, antichissima e lunga “via erbosa” di transumanza, come l’ha definì lo storico Italo Palasciano, sono stati i luoghi prediletti non solo degli antichi cacciatori paleolitici, i luoghi di culto dei neolitici e delle genti dell’età dei metalli ma anche il vero Regno dei briganti, sia di quelli preunitari che delle bande legittimiste come quella del Sergente Romano.

La riscoperta di questi luoghi, insieme al loro ricco patrimonio ecomuseale (masserie, jazzi, trulli, neviere, trappeti, cappelle, tratturi ecc), potrebbe favorire un turismo outdoor finora poco sviluppato e ancora non adeguatamente incentivato».

(fonte Centro Speleologico dell’Alto Salento - Federazione Speleologica Pugliese)

Bracconieri nel Parco dell’Alta Murgia. Denunciate cinque persone


In data 5.1.2013, durante uno dei numerosi appostamenti effettuati per contrastare il fenomeno del bracconaggio, il personale del Comando Stazione del Corpo Forestale dello Stato di Ruvo di Puglia (Ba) ha sorpreso cinque individui intenti nella caccia ai cinghiali nel comprensorio boscato denominato “Masserie Nuove Cimadomo”, in agro di Corato (Ba), ricadente nella “zona 1” (di massima tutela) del Parco Nazionale dell’Alta Murgia, soggetta al divieto generale di introduzione di armi e di esercizio dell’attività venatoria.

Nelle successive fasi di controllo e accertamento, i forestali hanno verificato che due membri del gruppo erano muniti di fucili semiautomatici ad anima liscia caricati con munizionamento a piombo unico, comunemente utilizzato per abbattere animali di grossa taglia e alquanto pericoloso per il notevole impatto lesivo sulla selvaggina, e potenzialmente per le tante persone che fruiscono dei boschi dell’ Alta Murgia per attività sportive e naturalistiche varie, proprio perché ritenute più sicure in virtù dello speciale regime di protezione.

I bracconieri muniti di fucili sono risultati titolari di regolare porto d’armi per uso caccia. In esito alle operazioni di controllo i forestali hanno sequestrato preventivamente le armi, perfettamente funzionanti, e diverse munizioni. L’intero gruppo è stato deferito alla Procura della Repubblica di Trani. Tutti rischiano l’arresto e una pesante ammenda sino a 13.000,00 euro, oltre alla sospensione del porto d’armi da parte dell’Autorità di P.S.

(fonte Corpo forestale dello Stato - Regione Puglia)

lunedì 7 gennaio 2013

Dal tecnicismo alla politica, la piroetta mediatico-demagogica Monti


La tecnica e la politica a qualche sprovveduto potrebbero apparire cose diverse. Invece la realtà, che supera sempre di gran lunga l'immaginazione, si fa garante di affermare che la politica ha bisogno delle competenze tecniche, poiché di regola i politici si candidano alle elezioni e i tecnici vengono nominati o scelti per concorso (funzionari e dirigenti) affinché le idee dei politici, democraticamente eletti dal popolo sovrano, vengano attuate nei limiti imposti dalla Costituzione. Il caso ha voluto che Mario Monti, il tecnico euro-catto-liberista, vista la ritrosia di alcuni politici (Bersani) di permettergli un bis gratuito a Palazzo Chigi e dopo aver rifiutato l'invito di Berlusconi (che su Monti ne ha sparate di grossissime, di idiozie s'intende), abbia finalmente fatto la scelta di schierarsi politicamente (come se ce ne fosse stato bisogno) con alcuni relitti della democrazia cristiana (Casini & Co) e del lontanissimo (Msi, poi An, Fini), per confluire appassionatamente tutti assieme nel Partito popolare europeo in compagnia della cancelliera tedesca Angela Merkel.  

Fin qui tutto prevedibile, poi la sorpresa: anche i tecnici dicono panzane, cioè fanno quel che ai politici di rango italiano riesce meglio, offendendo l'intelligenza di quel popolo sovrano tanto caro in tempi di elezioni. Il tecnico Monti, pare già richiamato dall'Autorità di Vigilanza della Rai per aver violato la par condicio, ha imparato prestissimo la lezioncina berlusconiana: visibilità, visibilità e ancora visibilità. E tante chiacchiere inutili, direbbe mia nonna. 

Vedi la storiella dell'Imu, ripresa stamattina da RaiNews24. Il professor Monti in una conferenza stampa con tono tiepido come al solito ebbe a spiegare (per ribattere alle fandonie vecchie di vent'anni di Berlusconi) che togliere l'Imu (la vecchia imposta comunale sugli immobili) avrebbe di certo creato degli scompensi, tali e tanti da costringere il governo non più di un anno dopo a rimetterla. Dunque dov'è lo scandalo? Come abbiamo imparato l'effetto sorpresa è il sale della malata democrazia italiana e difatti come da manuale la sorpresa non s'è fatta attendere. Monti, che aveva benedetto tasse e tagli ai servizi pubblici (vedi scuola, sanità, università, ricerca), soltanto qualche giorno fa, da politico questa volta, dichiara che toglierà l'Imu. Benvenuti nel Paese dei matti. Da tecnico, ovvero scevro dalla prova elettorale, l'Imu e i tagli sono stati il cavalli di battaglia del professore, ma adesso (che ha trovato qualcuno disposto a regalargli la poltrona di presidente del Consiglio dei ministri) i termini tasse e tagli vanno in un certo modo emarginati, perché in politica, e durante le campagne elettorali più che mai, non si può dire tutta la verità; se la prassi è mentire spudoratamente (vedi Berlusconi), l'eccezione sarebbe omettere qualche particolare. La politica è strategia, demagogia, retorica, affabulazione. Monti l'ha capito, sono convinto che agli italiani questa mutazione non sia sfuggita.

07.01.2012
Vito Stano

sabato 5 gennaio 2013

Botti di fine anno. La criminalità ingrassa e la sanità paga il conto

Articolo dal quotidiano 'la Repubblica' di giovedì 3 gennaio
I botti di capodanno sono una cosa incomprensibile. Almeno per chi scrive. Già da piccolo non riuscivo proprio a divertirmi sfregando i raudi (credo si chiamassero così) sulle minerve (parte ruvida che permette l'accensione) e lanciandoli neanche tanto lontano (o magari sotto i piedi di qualche amico distratto) e aspettando il botto. Quel botto per molti bambini e adolescenti (e anche qualche adulto) scatena un'emozione, per altri invece significa business. Come quasi tutto in Italia, anche per i botti c'è il commercio legale  e quello illegale, gestito, questo, da organizzazioni criminali ramificate sui territori. Dunque facendo un bilancio sicuramente superficiale e senza l'ausilio prezioso dei dati, possiamo ipotizzare che quello dei botti è un affare che avvantaggia soprattutto il pianeta della malavita e non certamente il piccolo commerciante che vende stelle filanti e minicicciole. Il fulcro italiano dei botti (avvalendoci non dei dati ma dei luoghi comuni) è quello di Napoli e provincia, dove anche quest'anno si sono verificati casi di ferimenti causati dalla scoppio accidentale degli ordigni natalizi. Ma non c'è soltanto il lato commerciale. C'è, ed è certamente quello più interessante, l'aspetto sanitario che traccia un quadro sconcertante. Per rimanere nel territorio pugliese, prendendo spunto da un articolo pubblicato dal quotidiano 'la Repubblica' di giovedì 3 gennaio,  è incredibile come ogni anno, compreso quello appena iniziato, debba essere segnato dalla conta dei ragazzini feriti, i quali, raccogliendo petardi inesplosi, subiscono amputazioni ed ustioni soprattutto alle mani. 

Stralcio di articolo dal quotidiano 'la Repubblica' di giovedì 3 gennaio
Le storie sono tante e tutte indegne, perché perdere l'uso della mano o di un solo dito per perseguire un divertimento è stupido. E la cosa che più spaventa è "l'educazione al botto" impartita dai padri (e in misura minore dalle madri) come fosse una prova di forza. Una pratica che, come per molte altre, ingrossa le tasche della criminalità, che ne gestisce i traffici e il commercio, e che, per i numerosi danni che causa, aggrava la già precaria e convalescente sanità pubblica (per capirci, vedi gioco legalizzato e nuove terapie per combattere la dipendenza dal gioco). Senza considerare che i boati spaventano gli animali, di cui molti riportano traumi e ferite fisiche. 

Se non si vuol smettere per la salute dei propri figli o per la salute del portafogli, lo si può fare per l'affetto per i tanti cani che ogni dicembre italiano tremano dietro i vetri delle finestre aspettando la fine delle feste.

05.01.2012
Vito Stano 

venerdì 4 gennaio 2013

Dall'agenda Monti all'agenda telefonica della escort brasiliana Michelle


Da un po' di giorni non si fa altro che sentire parlare di "Agenda Monti". Per non essere troppo ripetitivi, grazie a Nonleggerlo.blogspot.it oggi proponiamo un altro tipo di agenda e cioè la rubrica telefonica di Michelle Conceicao, escort brasiliana protagonista dello scandalo Ruby. 

Quello che vedete in foto si trova nelle 400 pagine inviate dai Pm di Milano al Parlamento italiano, gennaio 2011, affaire Rubacuori, fonti di prova che dimostrerebbero, 
secondo i Pm milanesi, i rapporti stretti tra Silvio, la minorenne Ruby e la brasiliana che la ospitava. Sottolineati in rosso la prova dei contatti con Papi Silvio, tra cellulare privato e casa. 

La storia italiana è costellata di agende che spariscono (vedi l'agenda rossa di Paolo Borsellino misteriosamente scomparsa e mai più ritrovata) o agende che tracciano linee guida per il prosieguo delle politiche liberiste del dimissionario governo tecnico-destrorso di Mario Monti. Questa agenda, invece, racconta la decadenza di una italietta da barzelletta, che ha come protagonista un soggetto già presidente del Consiglio dei Ministri e guida di una maggioranza che se fossi un elettore di destra mi vergognerei di votare. Ma tantè.

04.01.2012
Vito Stano

giovedì 3 gennaio 2013

La Befana ritorna a Cassano. Volo previsto per sabato sera


Befana in caduta libera 2012 - Foto Archivio Vito Stano
Secondo il detto popolare “L’Epifania tutte le feste porta via” anche quest’anno l’Associazione de “I  Malavoglia (nu nan sim nsciun)” , visto l’enorme successo della prima edizione, ha voluto riproporre un evento che permettesse a tutti di salutare le feste con l’arrivo della Befana. L’evento intitolato “Befana in caduta LIBERA” si svolgerà il prossimo 5 gennaio 2013 in piazza Aldo Moro grazie alla collaborazione del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Bari (in caso di pioggia l’evento verrà posticipato al 6 gennaio 2013).

L’evento inizierà  intorno alle ore 19,00, dove oltre l’arrivo della Befana, si potranno assaporare le meraviglie dei vari stand gastronomici e ammirare le beltà degli stand di oggettistica, di prodotti artigianali del Commercio Equo e Solidale, dei prodotti del presidio di LIBERA e di Operazione Colomba.

Per la felicità dei bambini ci sarà tantissimo zucchero filato e a rallegrare la serata ci sarà anche un gruppo di musicisti chiamato JAMMING CULTURE. L’arrivo dall’alto della Befana porterà con sé tanti doni destinati ai più piccoli.

Sperando in una massiccia presenza di grandi e piccini, l’associazione de I Malavoglia augura a tutti Buone Feste!

(fonte Presidio 'Gaetano Marchitelli' Libera Cassano delle Murge)