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mercoledì 5 febbraio 2014

Massacrano un imprenditore davanti alla moglie per costringerlo a pagare il pizzo

Foto google.com
Per costringerlo a pagare 1.500,00 euro al mese hanno brutalmente aggredito, davanti alla moglie, un imprenditore edile barese rischiando di fargli perdere un occhio. La vittima 41enne, sebbene gravemente ferita, ha trovato il coraggio di denunciare i fatti ai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Bari che, in poco tempo, sono riusciti ad identificare tutti gli aggressori. Si tratta di sette soggetti, di Bitritto e di Ceglie del Campo, ritenuti vicini al clan Di Cosola, arrestati in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Bari su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia poiché ritenuti responsabili, a vario titolo, di estorsione aggravata in concorso, lesioni personali gravissime e violazione della sorveglianza speciale.

I fatti risalgono alla fine dello scorso anno quando, in due distinte occasioni, hanno avvicinato la vittima minacciandola di gravi ritorsioni nei suoi confronti. In particolare nel mese di ottobre si sono portati nel barese presso un cantiere edile dell’imprenditore costringendolo a pagare 1.500,00 euro al giorno per poter continuare a lavorare in quel luogo. Il 41enne, non acconsentendo alla richiesta estorsiva, decideva di chiudere il cantiere; nel mese di dicembre invece, considerato che la vittima vantava crediti per centinaia di migliaia di euro per dei lavori svolti in tutta la provincia di Bari per conto della ditta di uno degli arrestati, le davano appuntamento all’interno di un garage nel barese dove l’imprenditore si recava a bordo della sua auto in compagnia della moglie. 

All’interno del locale hanno dapprima minacciato l’uomo intimandogli di non pretendere il pagamento di alcun credito e successivamente mentre uno di loro tratteneva l’imprenditore gli altri aggredivano l’uomo con calci e pugni procurandogli fratture multiple al viso, distorsioni ed ecchimosi su tutto il corpo. Nonostante l’uomo fosse disteso a terra, gli aggressori, davanti agli occhi della moglie, continuavano a colpirlo riferendogli che quella stessa sera sarebbe morto. Tratti in arresto i sette sono stati associati presso le case circondariale di Bari, Taranto e Lecce.

sabato 1 febbraio 2014

Diossine e Pcb nelle uova. Il Fondo Antidiossina Taranto spiega le ragioni dell'allarme

Nessun falso allarme! Se non si interrompono le fonti inquinanti, sarà in pericolo anche il futuro del comparto zootecnico di Martina Franca e di Crispiano. L'allarme lanciato lo scorso 8 gennaio dal Fondo Antidiossina sulla significativa presenza di diossine e pcb nelle uova di gallina prelevate da alcune masserie nell'agro di Martina Franca non era infondato. Veniamo a sapere adesso che anche la Asl di Taranto, negli anni scorsi, aveva rilevato diverse criticità con vistosi superamenti non solo dei “valori di azione(1)”, ma anche dei “valori limite(2)”, fin oltre il 200%, come si evince dai rapporti di prova relativi ad alcune masserie di Crispiano e di Martina Franca, di cui il Fondo Antidiossina è venuto in possesso, dopo aver fatto formale  richiesta al  Dipartimento di Prevenzione della Asl di Taranto. Infatti, le uova delle galline allevate a terra,  acquistate dal Fondo Antidiossina presso alcune masserie situate in prossimità di Martina Franca e successivamente inviate al centro specializzato e accreditato "R&C Lab s.r.l." di Altavilla Vicentina, hanno evidenziato valori critici con riferimento ai limiti di azione. 

Tali esiti risultano estremamente interessanti proprio perché in essi spiccano le voci relative alle diossine, ai furani e ai pcb, in entità di gran lunga superiore ai valori di fondo che normalmente si attestano nel range 0,2- 0,5 pg/gr, contro i circa 0,5 - 0,9 pg/gr ritrovati dal Fondo Antidiossina. Le uova prelevate dalle tre masserie presentano quantitativi abbastanza lontani dai valori limite, ma non troppo lontani dai valori di azione. Interessante anche constatare che i valori più elevati di diossine e pcb si riscontrano nelle uova della masseria più vicina dall'area industriale. Infatti, nelle uova prelevate nella masseria a nord di Martina Franca, i valori di diossine e pcb sono risultati inferiori a quelli rilevati nelle uova provenienti dalle due masserie situate più in prossimità a Taranto. Come specificato, a questi dati conoscitivi del Fondo Antidiossina (già pubblicati nel comunicato stampa diffuso in data 8 gennaio scorso http://www.fondoantidiossina.it/stampa/), questa volta, vanno aggiunti anche quelli ufficiali, acquisiti dalla nostra onlus e redatti dal Dipartimento di Prevenzione della Asl di Taranto e dell'Istituto  Zooprofilattico di Puglia e Basilicata. Tali dati ci permettono di sapere che il Dipartimento di Prevenzioni della Asl di Taranto, fino all’anno 2009, ha eseguito diversi campionamenti di uova di galline allevate a terra in alcune masserie della provincia di Taranto. Campionamenti che hanno evidenziato, nelle masserie di Crispiano e di Martina Franca, valori analitici di gran lunga superiore ai valori di azione ed ai valori limite di cui al Regolamento (UE) n. 1259/2011, in vigore dal 1° gennaio 2012, che aggiorna il Regolamento 1881/2006. Abbiamo, inoltre, appreso che il Dipartimento di Prevenzione della Asl, dal 2009 in poi, non avrebbe più effettuato controlli sistematici sulle masserie ubicate nella provincia di Taranto, nonostante si fossero evidenziate tali gravi criticità. 

Lo stesso dipartimento, invece, ci ha fatto sapere di aver effettuato numerosi campionamenti su uova di largo consumo provenienti dai grossi allevamenti intensivi (in batterie) di galline ovaiole sottoposte ad un regime alimentare controllato e, quindi, non a contatto con i terreni potenzialmente contaminati da microinquinanti contenuti nelle deposizioni atmosferiche. I risultati analitici ottenuti sarebbero  tutti negativi con valori di diossine e pcb molto bassi, a tal punto da  poter rassicurare  il consumatore. In altre parole, in questi ultimi anni, l'autorità sanitaria avrebbe deciso di mirare (fino a prova contraria!) solo al controllo dei grandi produttori e non a quello delle masserie prese singolarmente, in grado di produrre solo poche migliaia di uova all'anno, talvolta destinate unicamente all'autoconsumo. Le uova delle galline allevate a terra nelle masserie di Crispiano e Martina Franca sono risultate in molti casi positivi alla presenza di questi pericolosi congeneri,  tanto che la stessa ASL ne sconsigliò il consumo con  l'ordinanza del 4 gennaio 2013 (prot. 23/I.A.) a firma dei dirigenti del Dipartimento, dott. Teodoro Ripa e dott. Vito De Chirico

La comprensione del fenomeno di diffusione di tali inquinanti consentirebbe di comprendere se al rischio sanitario rilevato su matrice alimentare possa essere associato un rischio ambientale su larga scala. In tal senso, le uova degli allevamenti a terra prodotte dalle galline ruspanti potrebbero essere considerate quali bioindicatori di potenziale inquinamento. In tal senso è auspicabile un supporto dell’organo tecnico regionale di controllo, ARPA Puglia, per la definizione di un piano di monitoraggio e controllo ambientale sanitario da attuare congiuntamente con la ASL Taranto finalizzato ad una efficace prevenzione primaria. In conclusione, siamo sempre più propensi a credere che la diffusione delle diossine e dei pcb, presumibilmente attraverso le emissioni industriali, stia sempre più interessando  le terre di Crispiano e di Martina Franca, come si evincerebbe  dalla significativa presenza di questi congeneri nelle uova delle galline ruspanti che si nutrono e beccano sulla terra. Occorre, pertanto, individuare ed interrompere  le fonti inquinanti, al fine di non creare irreversibili e gravi ripercussioni anche sul comparto zootecnico crispianese e martinese.

      (1) Valori di azione: impone ulteriori indagini e procedure di risanamento
(2)     Valori limite: vieta la commercializzazione del prodotto e ne obbliga la distruzione)

Per le uova limite di azione 1,75pg/gr per diossine e 1,75pg/gr per pcb; Valore limite 5pg/gr per diossine + pcb 

(fonte Fondo Antidiossina Taranto)

Caccia di frodo. Sorpresi della Forestale cacciatori in area protetta: due denunce

La Forestale di Martina Franca sequestra armi, munizioni e fauna selvatica abbattuta in area protetta. Gli uomini del Comando Stazione Forestale di Martina Franca, nel corso di un operazione mirata alla tutela delle aree protette nei Comuni di Martina Franca e Crispiano, hanno sorpreso due bracconieri che esercitavano illecitamente l’attività venatoria, in località Masseria Lupoli e Masseria Coppola ricadenti nell’agro del Comune di Crispiano. Le suddette località rientrano  nel Parco Regionale Terra delle Gravine e nella Zona di Ripopolamento e Cattura del Monte Trazzonara, ove l’esercizio venatorio è assolutamente vietato. Al momento del controllo i cacciatori hanno confessato ai Forestali che si erano spinti nell’area protetta in quanto si trattava degli ultimi giorni di caccia e volevano portare a casa un “bottino” più grosso in quanto in area protetta la fauna selvatica è in abbondanza e di facile abbattimento. I bracconieri sono stati denunciati a piede libero alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Taranto per esercizio venatorio in aree protette e per abbattimento di fauna selvatica protetta, in quanto avevano abbattuto anche una Beccaccia, specie la cui caccia in questo periodo è vietata. Agli stessi sono state sequestrale le armi, le munizioni in loro possesso e la fauna selvatica abbattuta illecitamente. 

I Forestali nell’ambito della stessa operazione hanno proceduto anche ad elevare diverse sanzioni amministrative a carico di cacciatori che non rispettavano la distanza di sicurezza dalle aree protette pari a cento metri dal perimetro delle stesse. Nell’approssimarsi della conclusione dell’attività venatoria il Corpo Forestale dello Stato intensificherà i controlli soprattutto nelle aree protette. Tale servizio costituisce prosecuzione ad una più ampia attività di tutela delle aree protette avviata già dal mese di settembre, dal Comando Provinciale del CFS di Taranto in tutta la provincia, per la salvaguardia della fauna selvatica  e della flora.

martedì 31 dicembre 2013

Patrizia Todisco, magistrato a Taranto, nominata Personaggio Ambiente 2013

Patrizia Todisco, Gip presso il Tribunale di Taranto
Il noto magistrato Patrizia Todisco, giudice per le indagini preliminari nell'inchiesta per disastro ambientale che vede coinvolti dirigenti e proprietari dell'Ilva s.p.a., è stato appena nominato Personaggio Ambiente 2013Il premio è stato vinto grazie ad un vero e prorpio suffragio di voti che hanno portato la dottoressa Todisco ad avere il 46,9% delle preferenze, rispetto a tutti gli altri candidati italiani e stranieri presenti nella lista scelta dal comitato tecnico di Personaggio Ambiente.


Non è mancata il commento di coloro che sul lavoro del giudice Todisco hanno potuto imbastire una battaglia per certi versi decisiva per il futuro di Taranto. Fabio Matacchiera presidente del Fondo Antidiossina Taranto ha dichiarato: «un riconoscimento meritatissimo per un  lavoro estremamente delicato e difficile al quale, noi ambientalisti della onlus Fondo Antidiossina, plaudiamo con sincera stima e graditudine. Auguriamo alla dottoressa  Patrizia Todisco un felice Anno Nuovo e il raggiungimento di tutti quegli obiettivi che sono volti a ridare speranza ai cittadini di Taranto per un ambiente più sano e per la tutela della salute dei cittadini e dei lavoratori tutti».

Con questa bella notizia Murgiambiente vi lascia ai festeggiamenti di fine anno. Con la speranza di accogliere un anno migliore di quello trascorso. Arrivederci al 2014.

31,12.2013
Vito Stano

sabato 7 dicembre 2013

Corruzione. Sul web e nelle piazze la petizione per cacciare i corrotti dalla sanità

Don Luigi Ciotti, fondatore della rete di Libera
Oggi, domani e lunedì, giornata mondiale per la lotta alla corruzione, i volontari di Libera sono nelle piazze d’Italia per iniziare la nuova grande raccolta firme di Riparte il futuro. Da oggi inizia infatti la campagna per la trasparenza ditutte le Aziende sanitarieLo sapevi che solo nel triennio 2010-2012, in Italia sono stati accertati reati per oltre 1 miliardo e mezzo di euro, quanto basta per costruire 5 nuovi grandi ospedali modello?

L'invito dei promotori è di scendere in piazza o recarsi nel paese più vicino e firmare la petizione Obiettivo 100% e approfittare per discutere su come fare la differenza. In un Paese civile abbiamo diritto ad una sanità pubblica libera dalla corruzione. Per questo da Napoli a Villa d'Agri, in provincia di Potenza, da Palermo a Lecce, nella mattinata di oggi sabato 7 dicembre, i volontari di Libera stanno promuovendo l’iniziativa e la raccolta delle firme. Domani, domenica 8 dicembre, la manifestazione continua nelle piazze di Somma Vesuviano e a Castel Nuovo di Napoli e ancora a Palermo. In Puglia la presenza di Riparte il futuro si vedrà nelle città di Taranto e Mottola.

La corruzione è un male da sconfiggere. Per non sentirci impotenti uniamo le firme.

07.12.2013

Vito Stano

venerdì 6 dicembre 2013

Taranto. Governo italiano tace su procedura d'infrazione su emissioni inquinanti

La questione inquinamento a Taranto è sempre gravida di novità. Da PeaceLink e Fondo Antidiossina di Taranto riceviamo una nota realativa alla procedura di infrazione della Commissione Europea contro l'Italia, sulle emissioni e sulla responsabilità ambientale dello stabilimento Ilva di Taranto, lanciata il 26 settembre 2013. 

A questo proposito PeaceLink e Fondo Antidiossina hanno appreso con grande sorpresa che il governo italiano, a fine novembre, non aveva risposto alla Commissione Europea, come avrebbe dovuto fare. Antonia Battaglia per PeaceLink e Fondo Antidiossina, dopo mesi di frequenti contatti, è stata recentemente informata dalle istituzioni europee che i servizi della Commissione sono al lavoro e stanno vagliando con estrema attenzione l'evoluzione della procedura di infrazione e le effettive misure messe in atto a Taranto. 

La Commissione Europea ha reiterato di seguire molto da vicino quello che accade in merito alla questione ILVA e Taranto, grazie al lavoro incessante delle due associazioni con cui sono in costante contatto. 

mercoledì 4 dicembre 2013

Taranto-Ilva. Presidente del Parlamento europeo Schulz non dimentica la città jonica

Martin Schulz, presidente del Parlamento Europeo
Antonia Battaglia, Alessandro Marescotti e Fabio Matacchiera con un comunicato fanno sapere che «il presidente del Parlamento Europeo Martin Schulz sta seguendo attentamente e in prima persona la vicenda di Taranto e la grave questione dell'inquinamento dell'Ilva»

PeaceLink e Fondo Anti Diossina fanno sapere di aver «ricevuto una lettera inviata per email ieri sera dal presidente del Parlamento Europeo Martin Schulz, indirizzata ad Antonia Battaglia, in rappresentanza delle due associazioni». Il presidente Schulz ha voluto far presente il suo sostegno e il suo interessamento alla questione di Taranto, cosa che peraltro aveva già esplicitato durante l'estate scorsa in due lettere precedenti. Quindi il Parlamento Europeo e la Commissione Europea sono costantemente informati rispetto alla vicenda tarantina attraverso dati, fotografie e video, in pieno rispetto del diritto di ogni cittadino europeo ad informare le istituzioni di Bruxelles di situazioni, fatti o violazioni del diritto comunitario. 

«Il presidente Schulz ci è vicino  scrivono con soddisfazione Peacelink e Fondo Antidiossina – e segue quello che accade nella nostra città. Per noi è motivo di rafforzata fiducia nel ruolo che le istituzioni europee possono svolgere a difesa dei cittadini di Taranto in un momento così drammatico». 

Questa è la dimostrazione di come sia necessaria la vicinanza concreta delle istituzioni europee ai cittadini, specialmente ai cittadini di quei territori così malamente considerati dai proprio legittimi amministratori.

04.12.2013
Vito Stano

giovedì 28 novembre 2013

Bari. Regione Puglia: Alleanza Nazionale programma la protesta contro il presidente

La vicenda Ilva ha provocato nelle ultime settimane non pochi grattacapi al presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, il quale si è dovuto difendere dall'immorale accusa, scagliata da alcuni articoli di noti quotidiani nazionali, di aver riso della tragedia tarantina e per giunta di averlo fatto con uno dei massimi accusati della vicenda, Girolamo Archinà, all'epoca dei fatti factotum della famiglia Riva. Questa storia, parte rilevante della più grande vicenda Taranto-Ilva, ha scatenato l'ira, politica s'intende, di numerosi oppositori. A raccogliere la palla al balzo è stato il rinato movimento per Alleanza Nazionale, che mercoledì prossimo 4 dicembre, ha dato appuntamento ai militanti pugliesi e non solo al fine di "assediare" pacificamente, a partire dalle 11,30, il palazzo del Consiglio regionale pugliese per chiedere le dimissioni del presidente Vendola. Pare che lo decisione di "assediare" il palazzo sia  emersa durante la riunione dei fondatori del movimento su proposta di Adriana Poli Bortone.

Dunque, come si legge sul social network facebook.com «le bandiere di Alleanza nazionale sventoleranno nel nome della lotta alla malasanità per sollecitare lo scioglimento di un'amministrazione incapace di dare risposte serie e per sollecitare impegni concreti sul lavoro in una terra che soffre drammaticamente la tragedia della disoccupazione. Non solo: al centro della protesta la drammatica situazione dell'Ilva di Taranto nella quale il presidente Vendola si trova coinvolto in un'inchiesta dai contenuti molto imbarazzanti, se è vero che ha ostacolato i controlli ambientali sul colosso industriale. Se per concussione si condanna Berlusconi a sette anni per quello che faceva in casa sua, ci chiediamo come faccia a restare al suo posto un governatore indagato per lo stesso reato ma per fatti ben più gravi»

Come si può leggere, il paragone tra Berlusconi e Vendola è una sottigliezza che il movimento di destra non si risparmia. Ma tantè, questo non cambia la natura delle accuse e delle condanne. 


Gli organizzatori della manifestazione concludono affermando che «tutta Italia deve sapere quello che succede in una delle regioni più importanti e auspichiamo che tutta l'opposizione decida finalmente di presentare la sfiducia al Presidente della Regione. Per ora, si sta muovendo il tal senso il solo consigliere regionale Curto, esponente del nostro movimento (Alleanza Nazionale, ndr)». Chissà se questa dimostrazione politica darà al presidente Nichi Vendola una ragione in più per candidarsi al Parlamento Europeo. Nell'attesa i suoi avversari affilano le armi. 

28.11.2013
Vito Stano

Taranto. Fondo Antidiossina: denuncia inottemperanze da parte di organi di governo

Foto google.com
A proposito di Ilva e scandali da Fabio Matacchiera, presidente della onlus Fondo Antidiossina Taranto, riceviamo e pubblichiamo integralmente un comunicato sulla vicenda tarantina. V.S.

di Fabio Matacchiera
L’Ilva non ottempera alle prescrizioni dell’AIA e il prefetto non irroga le sanzioni previste per legge. Siamo molto perplessi e preoccupati  nel constatare che, attorno alla spinosa questione  Ilva di Taranto, il Governo, ancora una volta, si affanni alla ricerca di soluzioni normative per rinviare ripetutamente situazioni in stallo da ormai troppo tempo.

Come si evince dalle azioni d’ispezione, a cura delle autorità controllo, sono state riscontrate numerose violazioni alla Legge 231/12,  ovvero numerose inottemperanze alle prescrizioni dell’Autorizzazione Integrata Ambientale. Tra queste, come si sa, vi sono quelle già accertate relative alla chiusura completa dei nastri trasportatori, degli edifici e dei sistemi di trasporto di materie prime che causano notevoli e frequenti fenomeni di diffusione di polveri, anche verso l’esterno dello stabilimento, investendo anche i quartieri cittadini.

Alla luce di queste gravi inadempienze e del perdurare delle situazioni di inquinamento, ci chiediamo con preoccupazione: come mai il Prefetto di Taranto non abbia ancora disposto alcuna sanzione amministrativa, così come è previsto dalle norme vigenti? Infatti, l’art. 1.2 della Legge 231/12 obbliga l’Autorità Territoriale di Governo, cioè il Prefetto, ad agire immediatamente, comminando la sanzione fino al 10% del fatturato annuo, nel momento in cui l'ILVA spa non osserva le prescrizioni dell'AIA e le sue scadenze. 

Altresì, il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, si limita ancora una volta a richiedere semplicemente l’applicazione della lettera a) dell’art.29decies del D.Lgs n.152/06, reiterando soltanto la diffida con un mero atto formale di informazione alla Procura della Repubblica di Taranto, eludendo così le disposizioni delle lettere b) e c) dello stesso articolo di cui sopra che prevedono finanche la sospensione e la revoca dell’autorizzazione all’esercizio.

lunedì 25 novembre 2013

Taranto-Ilva. Peacelink e Fondo antidiossina ascoltati al Parlamento Europeo

Intercettazioni, sequestri e dissequestri. Rapporti sulla salute pubblica, silenzi ministeriali. Morte e tanta, tanta rabbia di una città alla quale è stata e viene ancora oggi negata la facoltà di decidere il proprio futuro. Questa è Taranto. La vicenda non si esaurisce, anzi. Antonia Battaglia, Alessandro Marescotti, Fabio Matacchiera fanno sapere che «in relazioni agli ultimi preoccupanti eventi di questi ultimi giorni, PeaceLink e Fondo Antidiossina hanno comunicato stamane alla Commissione Europea ed al Parlamento Europeo che la situazione all'ILVA di Taranto e di conseguenza in città resta particolarmente grave»


I tre rappresentanti della battaglia tarantina continuano affermando che «le alte concentrazioni di IPA registrate nelle ultime settimane e le imponenti colonne di fumi neri rilasciati nell'aria da fenomeni di slopping nella giornata di ieri sono state ampiamente documentate e dettagliate nelle relazioni inviate a Bruxelles».

Per questo «PeaceLink e Fondo Antidiossina invitano le autorità italiane a prendere posizione rispetto a questi eventi fuori norma e preoccupanti, in particolare il Ministero della Salute il cui silenzio, in una vicenda che tocca direttamente la salute di tutti i cittadini di Taranto, rimane inspiegabile. Invitiamo inoltre le istituzioni europee a considerare la piena gravità degli eventi che continuano a susseguirsi a Taranto e di cui cittadini e lavoratori pagano direttamente pesantissime conseguenze sulla propria salute».

25.11.2013
Vito Stano


mercoledì 30 ottobre 2013

Ilva. Sapienza: «Vendola, è giunto il momento di fare mea culpa e di tornare a casa!»

Camini Ilva - Foto google.com
La vicenda Ilva-Taranto oggi segna un altro punto di svolta e, com'era prevedibile, la macchina della comunicazione istituzionale e politica si è da subito messa in moto. Non si risparmia Pierpaola Sapienza, la giovane assessore del Comune di Cassano delle Murge e vice coordinatore di Fratelli d’Italia per la provincia di Bari, che da studentessa di medicina presso il plesso distaccato di Taranto (quartiere Tamburi) la vicenda Ilva la segue da tempo. Di seguito la sua nota. V.S.


di Pierpaola Sapienza
Secondo la Procura, infatti, il governatore della Puglia Vendola, avrebbe fatto pressioni sul direttore generale dell’Arpa Puglia, Giorgio Assennato, su richiesta dei Riva, perché si ‘ammorbidisse’ nei confronti del siderurgico tarantino e affinché fosse svenduto, appunto, un intero territorio.

Altro che le solite poesie… Una notizia che fa accapponare la pelle! Soprattutto a chi per anni ha frequentato e potuto toccare con mano il degrado di una città e la malattia del quartiere Tamburi. Sull’Ilva fin dal 2005 si è scatenato un furore ideologico dietro il quale si nascondevano queste macchinazioni. Ecco sprigionarsi la verità come i metalli pesanti sprigionati dall’impianto: chi ha cavalcato la protesta adesso finisce tra gli indagati, dimostrando che la libertà non è dai veleni ma soprattutto dalle ipocrisie. 

Allora caro Vendola, è giunto il momento di fare mea culpa e di tornare a casa!

Ilva. Ambientalisti: «vengano processati i politici che non hanno difeso la salute»

Il Tribunale di Taranto ha notificato l’avviso di chiusura delle indagini preliminari e stamani ha reso noti i nomi dei 53 indagati nell’ambito dell’inchiesta 'Ambiente Svenduto'. Tra questi figurano personaggi eccellenti, come il governatore della Puglia Nichi Vendola, il sindaco di Taranto Ippazio Stefano e l'ex presidente della provincia di Taranto Gianni Florido.

PeaceLink e Fondo Antidiossina esprimono la propria soddisfazione per l’eccellente lavoro svolto dal gip Patrizia Todisco che con coraggio e professionalità ha garantito lo svolgimento delle indagini, le quali dovrebbero confluire nel processo a carico di coloro che, secondo il Gip, avrebbero messo in atto un "disegno criminoso" per inquinare l'ambiente, causando danni alla salute. Tutto ciò al fine di perseguire la logica del profitto”.  Il lavoro del Giudice Todisco e della Procura di Taranto rappresentano il baluardo in difesa dei diritti dei cittadini, diritti che non dovrebbero mai essere negoziabili.

La difesa strenua e coraggiosa a favore dell'ambiente e della salute dei tarantini,  in contrasto con le logiche di profitto, è stata il caposaldo del lavoro dei magistrati e del Capo Procuratore Franco Sebastio, ai quali va il nostro più profondo ringraziamento e plauso, affinché si perseveri nella ricerca della verità, durante tutte le fasi del preannunciato processo.

PeaceLink e Fondo Antidiossina, in costante collegamento con le istituzioni europee ed in particolare con la Commissione, nel solco dell’attività svolta dai magistrati a Taranto, continuano a portare avanti il lavoro di denuncia e di informazione presso gli organi europei, affinché  la parallela procedura di infrazione europea continui ad andare di pari passo con l'iter giudiziario a Taranto. Vengano processati i politici che non hanno difeso la salute.

Alessandro Marescotti
Fabio Matacchiera
Antonia Battaglia
Peacelink e Fondo Antidiossina

domenica 27 ottobre 2013

Mottola. A due settimane dall'alluvione Forestale sequestra area rischio idrogeologico

È trascorso solo poco tempo dal tragico evento alluvionale che ha scosso il Tarantino, determinando gravi danni e causando la morte di quattro persone nel territorio di Ginosa, ma l’andamento meteorologico degli ultimi giorni, caratterizzato da cieli sereni e dalla pressoché completa assenza di precipitazioni, sembra averci fatto dimenticare che il clima, quando si scatena, mette a dura prova le infrastrutture umane e l’incolumità della stessa popolazione. E, come sempre, insieme con i danni prodotti dalle avversità climatiche, ci siamo come dimenticati dell’importanza delle basilari attività di prevenzione per evitare che eventi similari, verificandosi nuovamente, possano procurare danni analoghi e la perdita di altre vite umane: una volta passate l’emergenza, non ci si pensa più, come se si trattasse di un capitolo oramai definitivamente chiuso e come se il futuro non potesse prospettarci ulteriori situazioni analoghe nella loro rilevanza e nella loro gravità.

Invece tali eventi si ripetono, ed è  pertanto una necessità primaria, stante la posta in gioco e l’importanza della prevenzione, evitare che situazioni del genere abbiano a verificarsi ancora; non si parla ovviamente, in questo caso, dell’andamento climatico - contro cui possiamo fare ben poco-, ma della vulnerabilità delle persone e delle strutture umane messe davanti ad un evento distruttivo quanto inaspettato, oltre che dell’ osservanza delle principali regole di buon senso. In primo luogo, occorre prestare attenzione alle strutture residenziali e, con un’attenzione non minore, alla viabilità che, non dimentichiamolo, rappresenta l’unica efficace opportunità di  fuga per la popolazione locale, la cui incolumità è messa a rischio da eventi che, per quanto eccezionali, possono sempre verificarsi e che, appunto in virtù della loro eccezionalità, sono in grado di produrre danni rilevantissimi proprio perché inaspettati. Non va dimenticato, a tale proposito, che tutte le vittime di due settimane fa hanno perso la vita proprio lungo la strada, mentre tentavano di  mettersi in salvo fuggendo dall’alluvione che ha devastato il territorio di Ginosa.

Speciale: approfondimenti e Interviste a cura di Vito Stano
http://murgiambiente.blogspot.it/2013/10/progetto-lame-liter-non-si-ferma-il.html


Alla luce dell’esperienza ancora fresca del disastro di portata rilevantissima avvenuto nel Tarantino, nel basilare principio che non si deve mai abbassare la guardia perché è proprio quando l’emergenza sembra lontana che si possono validamente mettere in atto tutti gli interventi finalizzati ad evitare nuove tragedie, occorre prestare la massima attenzione nel rilevare eventuali difformità dalle normative tese a tutelare la vita e le opere umane dai dissesti idrogeologici. Risale appena a ieri l’importante operazione condotta in tal senso dal Corpo Forestale dello Stato-Comando Stazione di Mottola, che ha sequestrato in agro di Mottola, in ‘Contrada Cappello’, un’area D1 ubicata lungo la Strada Statale 100 Bari-Taranto per la mancata osservanza delle normative finalizzate ad evitare il verificarsi di situazioni disastrose a causa di eventi alluvionali. 

Sull’area in argomento, su cui si prevedeva di impiantare un vigneto di uve da vino, erano in corso importanti lavori di modifica dello stato dei luoghi, con interventi di radicale trasformazione consistenti in movimenti di terra, sbancamenti e livellamenti del terreno, condotti al fine di agevolare la conduzione delle future operazioni colturali. Detta area, classificata dal P.A.I. (Piano di Assetto Idrogeologico) della Regione Puglia come ‘Area ad Alta Probabilità di Inondazione’, è soggetta ad una rigida e rigorosa normativa, che prevede fra l’altro il vincolo inderogabile dell’autorizzazione rilasciata preventivamente dall’Autorità di Bacino della Regione Puglia per potervi effettuare qualsiasi modifica. Per l’effettuazione di tali lavori di sbancamento il proprietario aveva invece effettuato solo una semplice, insufficiente «comunicazione di inizio lavori», in cui aveva fra l’altro affermato che dette opere sarebbero state condotte «in economia, mediante l’utilizzo di mezzi agricoli di proprietà o eventualmente noleggiati a caldo, e riguardando solo superficialmente il terreno agricolo in argomento»; in realtà, per effettuare tale intervento agli aveva addirittura stipulato un contratto d’appalto privato con una Ditta specializzata negli scavi di miniere e cave!

L’intervento di profonda modificazione di questa zona così delicata dal punto di vista idrogeologico non è sfuggito ai Forestali di Mottola i quali, nel corso della loro regolare attività di pattugliamento del territorio, si sono resi conto dei lavori in corso a brevissima distanza dalla Statale (10 metri, per la precisione). Al fine di verificare la stretta rispondenza di detti lavori con le prescrizioni, essi hanno accertato il rigido regime autorizzativo prescritto per l’area in argomento, nonché il mancato rispetto della vincolistica. Sono pertanto intervenuti tempestivamente, sequestrando l’area - dell’estensione di 1315 m2 - ed il mezzo speciale per movimento terra impiegato per l’effettuazione dei lavori, e deferendo all’Autorità Giudiziaria due persone (il proprietario dell’area su cui stavano per essere effettuati i rilevanti movimenti di terra e l’Amministratore Unico dell’Impresa di scavi).


I capi di imputazione contestati sono l’art. 44 lett. ‘b’ del ‘Testo Unico delle Disposizioni Legislative e Regolamentari in Materia Edilizia’ il D.P.R. n° 380/2001, che fissa l'arresto fino a due anni e l'ammenda da 5164 euro a 51645 euro nei casi di esecuzione dei lavori in totale difformità o assenza del permesso o di prosecuzione degli stessi nonostante l'ordine di sospensione, nonché l’art. 110 del Codice Penale, recante pena per coloro che concorrono nel reato.

venerdì 4 ottobre 2013

Lama San Giorgio. La denuncia: il controllato che comanda il controllore

Foto fb 'No reflui Lama San Giorgio'
Nonostante la magistratura ponga sotto sequestro sempre più depuratori, l'ultimo ieri su disposizione della magistratura tranese, è stato sequestrato (con facoltà d’uso) il depuratore di Bisceglie nel quale, nei giorni scorsi, è stata accertata la presenza del batterio Vtec 026, che è alla base dell’infezione in 16 pazienti della Sindrome emolitico uremica (Seu) diagnosticata in Puglia tra luglio ed agosto scorsi a 20 persone, soprattutto bambini, è molto strano che l'arpa sul depuratore di Sammichele, che sversa direttamente nella lama San Giorgio, grazie ad un progetto voluto e imposto direttamente dal governatore Vendola, abbia riscontrato che va tutto bene, che la tabella 4 è rispettata, tranne qualche piccola e insignificante eccezione, e si lancia anche in conclusioni che intravedono nello sversamento dei reflui in lama un ottimo strumento di riqualificazione ecosistemica dell'area. nonostante il pronunciamento contrario di esperti e docenti, di enti posti alla difesa paesaggistica e del territorio. Nonostante ci siano documenti "interni" dell'Aqp che attestano l'incapacità dei depuratori di sopportare grosse precipitazioni e piene. Nonostante gli esami commissionati dal comitato per la difesa della lama San Giorgio, supportati dal comune di Rutigliano, che denunciavano fuori tabella 4 i campioni prelevati.

A Taranto, anche se l'inquinamento della città lo si sentiva sulla pelle, è stato necessario l'intervento della magistratura per portare a definire taranto un comune inquinato e pericoloso per la salute dei cittadini. con 400 morti l'anno. deve accadere anche a noi e ai residenti delle comunità che vivono la lama San Giorgio? ma soprattutto può una struttura pubblica così importante, che ci deve tutelare e deve difendere l'ambiente, essere un organo tecnico della regione, sottoposto quindi alle volontà e agli indirizzi politici, alle pressioni e alle imposizioni di chi gestisce il potere?

È indubbio però che sulla vicenda della lama San Giorgio, per la sua condanna definitiva a destinataria finale dei reflui (fogna) per una portata a regime di 300 L\S, si siano concentrati diverse tipologie di rappresentanze sociali e del mondo degli affari. un agglomerato di interessi che vanno dalla politica e finiscono ai finanziamenti da elargire e ai "lavori" da espletare. Anche a Taranto, la regione e i sindacati, invece di lanciare l'allarme, continuavano a trattare sull'occupazione, con l'Ilva, e a riconoscere riva come un grande industriale, mentre centinaia di cittadini, uomini donne, vecchi bambini, morivano di malattie terribili. Tutta questa mobilitazione per coprire una incapacità di tutela ambientale e paesaggistica. politica e tecnica. di pensare e realizzare un sistema di recapito finale e recupero dei reflui fognari, capace di non cancellare tradizioni popolari, paesaggi millenari e stravolgere ecosistemi, ma soprattutto capace di non avvelenarci. 

Capace di rispondere ad una semplice domanda, che anche un bambino potrebbe fare e comprendere. Può un parco naturale protetto, sottoposto a vincoli paesaggistici, con importanti testimonianza di pregiato valore storico e archeologico. con particolari habitat ambientali, certificati e riconosciuti. Può uno degli ultimi patrimoni ambientali della nostra regione essere trasformato in una mega opera di recapito finale delle fogne di diversi comuni, trattati da depuratori, che come vediamo vengono posti sotto sequestro? La risposta di una bambino forse salverebbe la lama. Ma sembra che nulla si può contro la follia degli adulti e potenti.

(fonte N@Sversamento difendi lama San Giorgio)

martedì 24 settembre 2013

Ilva: l'Unione Europea avvia procedimento di infrazione contro l'Italia

Avevamo dato notizia qualche giorno fa delle possibilità di una procedura d'infrazione che Bruxelles avrebbe potuto aprire nei confronti dell'Italia a causa dell'affaire Ilva di Taranto. 

Oggi si apprende dal sito internet del Corriere del Mezzogiorno che «la Commissione Ue si avvia ad aprire una procedura di infrazione contro l'Italia per l'Ilva di Taranto. Secondo fonti europee, il provvedimento, salvo un colpo di scena dell'ultimo momento, sarà ufficializzato già dopodomani. La documentazione arrivata dall'Italia nel fine settimana è stata infatti giudicata insufficiente. La proposta di messa in mora dell'Italia  primo passo della procedura d'infrazione  è stata preparata dai servizi del commissario Ue responsabile per l'Ambiente Janez Potocnik, sulla base delle direttive sulle emissioni degli impianti industriali (Ippc), e sulla Responsabilità ambientale. 

Il provvedimento arriva dopo un intenso scambio di lettere con le autorità italiane iniziato nel 2012. Nuovi documenti sono arrivati a Bruxelles anche negli ultimi giorni, per scongiurare l'iniziativa».   

24.09.2013
V.S.
 

lunedì 23 settembre 2013

Taranto: possibile infrazione europea per la questione Ilva di Taranto

In merito alle dichiarazioni riportate qualche giorno fa da varie agenzia stampa relative a una possibile infrazione della Commissione Europea nei confronti dell'Italia a causa della situazione dello stabilimento Ilva di Taranto, le associazioni PeaceLink e Fondo AntiDiossina, titolari della denuncia presso la Commissione Europea e interlocutrici dirette delle istituzioni europee sul caso Ilva, rilasceranno le debite considerazioni e interviste solo in seguito all'annuncio dell'avvenuta infrazione qualora dovesse essere confermata in sede di Collegio dei Commissari dell'Unione Europea che, come avanzato da una agenzia stampa internazionale, si terrà entro fine settembre 2013. 

23.09.2013
V.S.

Taranto: rinviata a domenica 29 la traversata del canale navigabile

A causa delle condizioni meteo-marine avverse, la traversata a nuoto di oggi pomeriggio è stata rinviata.

Vento troppo teso con punte fino a 37-39 km/h hanno obbligato lo staff tecnico,  in accordo con la Guardia Costiera di Taranto, a riprogrammare e spostare la partenza a distanza di una settimana esatta.

La traversata, come più volte indicato, prevedeva il traino della motonave Lady Luna da parte di 2 o 4 nuotatori (Matacchiera-D'Andria-V.Oliva- D.Oliva) che  senza pinne avrebbero dovuto trasportarla per un paio di km, fino a raggiungere il Canale Navigabile sotto al Ponte Girevole di Taranto.

Fabio Matacchiera

pres. Fondo Antidiossina Taranto (onlus)

mercoledì 18 settembre 2013

Progressione su roccia: Cai sez. giovanile organizza uscita a Leucaspide

Non solo videogame o al massimo palestre super attrezzate. Per giovani di età compresa dagli 8 ai 17 anni, anche accompagnati dai genitori, c'è la possibilità di fare attività sportive all'aria aperta, godendo delle bellezze naturalistiche e provando a misurare le proprie capacità e a conoscere i propri limiti. Il Cai, sezione giovanile di Gioia del Colle, organizza per domenica 29 settembre un'arrampicata guidata e in totale sicurezza, da svolgersi nella gravina di Leucaspide, presso Statte, in provincia di Taranto. Di seguito le informazioni tecniche utili per chi volesse partecipare.
V.S.


Descrizione attività
L’attività rivolta ai principianti e  non, consiste nel semplice e spontaneo gioco dell'arrampicata su roccia in palestra naturale su IV e V grado e all’insegnamento della tecnica per la discesa in corda doppia, in totale sicurezza, utile per imparare a valutare i propri limiti, le proprie capacità, ad accettarle, imparando il rispetto per se stessi e gli altri.   

Ritrovo e partenza
Partenze da Bari e Gioia de Colle; ore 9,15 presso il giornalaio del quartiere Mungivacca (Bari), mentre alle  ore 10,00 nei pressi dell’uscita Est di Gioia del Colle (Ba) nel parcheggio del distributore DLK in via dei Peuceti.  

Equipaggiamento
Pantaloni lunghi tipo tuta o per escursionismo, maglia intima traspirante,  felpa e scarponcini da trekking, cappellino e occhiali da sole (l’attrezzatura sarà fornita dal gruppo). Borraccia con 1,5 litro d’acqua e pranzo al sacco. 

Costo partecipazione
Per soci 10,00 euro mentre per i non soci 15,00 euro (comprensivi di assicurazione infortuni). 

Rientro
Il rientro è previsto alle ore 20,30 circa nello stesso luogo della partenza.

Per informazioni e prenotazioni
A.A.G. Di Candia Loredana cell: 333 3311995, email: lorydic@libero.it;  facebook: Gruppo di Alpinismo Giovanile CaiGioiadelColle. 
L’attività potrà essere svolta con un massimo di 15 partecipanti pertanto si consiglia di prenotarsi tempestivamente contattando l’accompagnatore.

martedì 17 settembre 2013

Taranto: a nuoto con 100 bambini a traino per dire NO all’inquinamento

Sono in corso i preparativi per l’evento denominato ‘Cuori a traino’ del 22 settembre prossimo, durante il quale alcuni nuotatori, con la sola forza delle braccia e senza pinne, traineranno per qualche miglia la motonave ‘Lady Luna’ della lunghezza di 25 metri e del peso di 22 tonnellate. L'imbarcazione sarà trainata a motori non in marcia e avrà a bordo c.a 100 bambini ed una decina di adulti per un peso complessivo di oltre 26 tonnellate. Imbragature speciali assicureranno i nuotatori alla prua della ‘Lady Luna’ fino all’arrivo previsto nel pomeriggio nel Canale Navigabile, sotto il Ponte Girevole di Taranto. Questa performance potrebbe rappresentare un record da ‘guinness dei primati’, poiché non ci risulta che un simile tentativo sia mai stato effettuato in precedenza.

Tuttavia, il vero scopo di questa insolita performance è levare un grido di speranza in difesa del nostro patrimonio naturale, ponendo l’accento sulle problematiche ambientali della città di Taranto che lega il suo destino alle vicende giudiziarie del ‘colosso Ilva’. I veri protagonisti saranno i bambini che con le loro bandiere coloreranno la motonave, intonando canti e slogan inneggianti al cielo ed al mare puliti.

Maggiori dettagli saranno forniti in sede di conferenza stampa prevista per il giorno 19 settembre alle ore 10,30 presso il Molo Turistico Sant’Eligio (Marina di Taranto) in prossimità di Piazza Fontana – città vecchia. All’incontro con i giornalisti parteciperanno il Dott. Giuseppe Graniglia in qualità di Presidente del CONI Taranto e il Dott. Pietro Fedele specialista in chirurgia e senologia, il cui intervento fornirà delucidazioni sull'utilizzo del macchinario OSNA in analisi intra-operatoria delle metastasi da carcinoma mammario del linfonodo sentinella, ponendo in luce un’ulteriore finalità dell’evento, ovvero l'intento di lanciare la possibilità di aprire una raccolta fondi finalizzata all’acquisto del suddetto macchinario. In video conferenza, invece, vi sarà il Prof. Fulvio Zavatto, direttore della facoltà di Medicina del Nuoto e delle Attività Subacquee presso l’Università ‘G. D’Annunzio’ in Chieti, che con la sua equipe seguirà i nuotatori durante la traversata.

Programma:
La traversata sarà compiuta il giorno 22 settembre e avrà inizio alle ore 16,50 (il sole tramonterà alle ore 18,50 e, pertanto, fino alle ore 18,40 la visibilità sarà garantita senza l'utilizzo di luci artificiali).

Ore 15.30 - Raduno dei 100 bambini con al seguito i 10 adulti presso il Molo Turistico Santo Eligio (nei pressi di Piazza Fontana. Si entra attraverso un cancello con sbarra ed è possibile parcheggiare l'auto all'interno).

Ore 15,50 - Imbarco e sistemazione dei passeggeri sulla motonave Lady Luna (lunghezza metri 25, peso tonnellate 22).

Ore 16,00 - apertura della manifestazione con canti e slogan.

Ore 16,30 – Posizionamento della imbarcazione Lady Luna e di tutte le barche di supporto nella rada di Mar Grande ad una distanza di c.a 1,5 miglia (c.a 3 km) dal canale Navigabile.

Ore 16.50 - Tuffo dei nuotatori e partenza al lancio di due razzi.

Ore 18.10/18.35 - Arrivo alla rampa Leonardo da Vinci nei pressi del Ponte Girevole (affaccio Mar Piccolo, lato città nuova, sotto hotel Europa).

Ore 18.50 - rientro e sbarco dei bambini e degli accompagnatori presso il Molo Turistico Santo Eligio (punto di imbarco).

L'assistenza degli ospiti a bordo sarà ulteriormente garantita dagli adulti e dalle numerose barche di supporto e dai mezzi della Guardia Costiera, Polizia e Carabinieri, ecc.


(fonte Fabio Matacchiera – Fondo Antidiossina)