domenica 15 settembre 2013

Basilicata d'Italia: tra scoperta del passato e vocazione turistica d'oggi

Ritorniamo a parlare di vitigni e di Basilicata a fine estate, in perfetta sincronia con la natura; il caldo torrido adesso è un ricordo lontano e si guarda al futuro della vendemmia.

La Basilicata o Lucania in tempi remoti era conosciuta come la terra dei Lyki, ma fu con l'arrivo dei Greci, i quali diedero impulso all'agricoltura, che la viticoltura acquistò sempre maggiore importanza come componente dell'economia del tempo. Però nulla si sa sulla qualità dei vini prodotti e imbarcati sui vascelli delle rotte che facevano capo al metapontino.

È una regione, la Basilicata caratterizzata prevalentemente da terreni di natura argillosa e calcarea, questo fattore ha sempre determinato una forte scarsità d'acqua e non pochi problemi per l'agricoltura in generale.

Questa è la terra delle Doc dell'Aglianico del Vulture, il Terre della Val d'Agri e Matera. Spicca anche l'Igt Basilicata nelle tipologie bianco, rosato e rosso. Gli altri vitigni coltivati  sono il Montepulciano di Basilicata, il Moscato del Vulture e della Lucania, e non per ultimo l'Asprinio Lucano. Il comprensorio vitivinicolo vero e proprio comprende il territorio collinare del Vulture, legato ad un complesso vulcanico oggi spento, in provincia di Potenza, che comprende quindici comuni, tra i quali Rionero in Volture, Barile, Rapolla, Maschito, Genzano di Lucania, Atella, Ripacandida e Melfi.

Oggi però questa regione sta prepotentemente rialzando la testa grazie all’appoggio dello Stato, all’insediamento di industrie di livello mondiale e a coraggiose e spericolate iniziative di privati locali.

La sua immagine dunque, che merita ancora molto di più, si sta rivitalizzando, facendo si che l’interesse per la Lucania sia sempre crescente non solo dal punto di vista agricolo e vinicolo, ma anche da quello turistico e industriale.

15.09.2013
Giulio Stano

(sommelier  Ais Puglia)

sabato 14 settembre 2013

Parco Alta Murgia: il Movimento Nonviolento pugliese sostiene Veronico

Foto pagina Movimento Nonviolento fb
Il Movimento Nonviolento esprime disaccordo con le dichiarazioni del ministro Mauro sulle esercitazioni nel Parco Nazionale dell'Alta Murgia. Riteniamo che esse non siano necessarie né utili, ma rappresentino un vulnus nel tessuto ambientale, sociale e anche economico del Parco.

Abbiamo piuttosto bisogno di radicare nei territori un modello di economia che abbia lo sguardo lungo sul futuro e dia ai giovani la possibilità di mettersi al servizio della propria terra, di coltivarla e custodirla per consegnarla intatta alle future generazioni. Abbiamo bisogno di portare il mondo nel parco, consacrando l'area protetta al turismo sostenibile e responsabile che ci inserisca nei circuiti europei. Abbiamo bisogno di godere tutti dei benefici di un'area pulita, protetta e in pace, senza rischi per la salute, danni alle altre specie, distruzione degli ecosistemi.

Turismo sostenibile e responsabile, economia verde, cultura e pace sono le parole chiave della floridezza del nostro territorio e su quelle vogliamo che le istituzioni puntino in vista del benessere di tutti, come il presidente del Parco Cesare Veronico sta facendo.

Abbiamo bisogno che l'articolo 11 della Costituzione resti presente nella memoria di chi governa, perché l'Italia ripudia la guerra e non è accettabile che si usi il mercato bellico come risposta alla crisi economica né all'atavica mancanza di occupazione del Sud. È un pretesto che viene smentito dalla realtà.

Abbiamo bisogno di inventare il futuro, insieme, e per questo chiediamo che il Governo incontri il mondo associazionistico pacifista e ambientalista e ne ascolti le istanze. Vogliamo discutere insieme delle esercitazioni a fuoco e della presenza dei militari nel Parco, per essere protagonisti attivi del futuro della nostra terra.

(fonte Gabriella Falcicchio - Movimento Nonviolento Puglia)

Cassano delle Murge: il buio ha avvolto tutto. Black out elettrico ieri notte

Foto google.com
La notte, si sa, è sinonimo di tenebre, ma raramente il buio è così fitto come lo è stato stanotte a Cassano delle Murge. Allarmi e luci d'emergenza hanno colmato il vuoto di un black out durato circa dieci minuti, dall'una e venticinque all'una e trentacinque. Il buio totale che ha avvolto tutto ha riportato alla mente (e al cuore) il buio che già dal tardo pomeriggio avvolgeva le strade di Nanyuki, cittadina del Kenya, dove per qualche settimana chi scrive ha vissuto. 

Intanto stamattina erano in molti a chiedersi cosa fosse accaduto durante la notte, ma di risposte neanche l'ombra. Nota positiva di questa disfunzione è stata la possibilità di ammirare le tantissime stelle ripensando alle notti silenziose sulla linea dell'equatore. 

14.09.2013
Vito Stano  

Ilva: continua il ricatto occupazionale. Elusi i principi di tutela ambientale

«L’iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali». Ma quanto sancisce l’art. 41 della Carta Costituzionale sembra non valere per la questione ILVA. La Legge ‘Salva Ilva’, infatti, ha riproposto in tutta la sua drammaticità la contrapposizione tra Salute, Ambiente e Lavoro: diritti costituzionalmente rilevanti ma squilibrati in soccorso dell’iniziativa economica privata.

«L'azione della Magistratura, che ha correttamente disposto il sequestro preventivo e conservativo dei beni del gruppo Ilva, finalizzato all'applicazione del principio chi inquina paga, viene elusa dalla scelta dell'azienda di mettere in libertà i lavoratori»  dichiara l’avvocato Antonio de Feo, Consigliere Nazionale del WWF Italia. «Questa scelta aziendale crea di fatto un danno sociale (effetto del danno ambientale) ed economico, con oneri a carico della collettività (la cassa integrazione) che, invece, il principio chi inquina paga vorrebbe salvaguardati affinché il danno ambientale sia realmente ed effettivamente circoscritto nella sfera degli interessi privati».

Calpestato, dunque, l’art. 42 della Costituzione: «[...] La proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge, che ne determina i modi di acquisto, di godimento e i limiti allo scopo di assicurarne la funzione sociale e di renderla accessibile a tutti».

«La decisione di chiudere gli impianti da parte dei Riva svela il ricatto occupazionale che stanno mettendo in atto». È questo il durissimo commento dell’ingegner Matteo Orsino, Presidente del WWF Puglia. «Quanto avvenuto in queste ore avvalora l’estromissione della Famiglia Riva dalla proprietà dell’Ilva. Ribadiamo – conclude Orsino – la nostra richiesta alla Regione Puglia di sollevare la questione di legittimità costituzionale della L. n. 89/13 affinché salute e ambiente siano veramente e finalmente tutelati».


(fonte WWF Puglia)

Botswana: la Corte Suprema nega l'ingresso all'avvocato dei Boscimani

I Boscimani giurano che continueranno a lottare per i loro
diritti territoriali nonostante gli ostacoli legali.
Foto Survival International 
Accesso negato! Segnerà la fine dei cacciatori Boscimani?La Corte Suprema del Botswana ha respinto l’ultima richiesta dei Boscimani del Kalahari di avere libero accesso alla terra ancestrale. Ora si teme che questa decisione possa segnare la fine degli ultimi cacciatori Boscimani.
I Boscimani della Central Kalahari Game Reserve (CKGR) erano ricorsi al tribunale per contestare una pratica del governo che gli impone di richiedere un permesso per entrare nella riserva nonostante una storica sentenza della Corte Suprema del 2006, che garantiva a tutti loro il libero accesso.
Il permesso d’ingresso dura un mese e viene rilasciato solo ai Boscimani che hanno parenti all’interno della riserva: una decisione che ha il chiaro obiettivo di ridurre gradualmente il numero di coloro che possono restare nella propria terra. I Boscimani vivono nella paura costante della scadenza del permesso, tra le violenze perpetrate dalla polizia paramilitare e dai guardaparchi. Il governo è riuscito a far chiudere il caso appellandosi a un vizio di forma e affermando che nessuno dei richiedenti risiedeva nella CKGR durante gli sfratti del 2002. Il giudice ha stabilito che i Boscimani richiedenti dovranno quindi tornare in tribunale per provare il fatto. Quest’ultimo caso giudiziario è stato costellato di problemi. Poco prima dell’udienza, infatti, le autorità hanno arbitrariamente tolto all’avvocato dei Boscimani Gordon Bennet il permesso di entrare nel paese per rappresentarli in tribunale.
«La decisione della Corte Suprema non tiene conto di quanto i Boscimani amano la loro terra. Al contrario, fornisce un quadro ben chiaro del governo del Botswana e dell’oppressione che usa», ha dichiarato il Boscimane Jumanda Gakelebone a Survival International. «Non ci sorprende, e non è la prima volta. Lotteremo per i nostri diritti fino a quando non otterremo quello che vogliamo». Di recente, diversi Boscimani sono anche stati arrestati e torturati per aver cacciato. La caccia è un’attività fondamentale per la loro sopravvivenza nella CKGR.
Survival International ha condannato le manovre messe in atto dal governo del Botswana per impedire ai Boscimani di cacciare ed entrare liberamente nella terra ancestale, distruggendo il loro stile di vita. Per questo Survival riprenderà e intensificherà la sua campagna per difendere il diritto dei Boscimani di vivere in pace nella loro casa.
«La Corte Suprema ha assestato un duro colpo ai Boscimani, ma la lotta per la terra non si fermerà qui» ha dichiarato oggi il Direttore generale di Survival International, Stephen Corry. «Survival continuerà fino a quando i diritti della tribù non saranno stati ristabiliti: stiamo lavorando per rimettere in moto un’altra grande campagna internazionale».
Nota ai redattori:

- I Boscimani del Botswana sono gli ultimi Boscimani cacciatori sopravvissuti nell’Africa meridionale. Tra il 1997 e il 2002 il governo li ha sfrattati con la forza dalla Central Kalahari Game Reserve (CKGR ), loro terra ancestrale. Nel 2006, con una sentenza storica, la Corte Suprema del Botswana confermò il diritto dei Boscimani a ritornare a casa, definendo gli sfratti “illegittimi e incostituzionali”. Ma oggi il governo sostiene che il libero accesso allaCKGR è riconosciuto solo alle 189 persone registrate formalmente nel processo, e ai loro figli fino all’età di 16 anni. All’inizio del processo, tuttavia, il governo riconobbe che la sentenza sarebbe stata applicata a tutti i 700 Boscimani sfrattati. 


Per leggere la storia online: http://www.survival.it/notizie/9554

(fonte Survival International)

venerdì 13 settembre 2013

Scambio culturale in Grecia: cercasi con urgenza giovani tra i 18-25 anni

L’associazione culturale ‘Strauss’ sta cercando partecipanti per uno scambio culturale in Grecia. Scambio culturale in Grecia - dal 25 settembre Al 2 ottobre 2013 dal titolo ‘Youths in Europe’s Regions’.

‘Youths in Europe’s Regions’ è uno scambio culturale multilaterale concepito sotto il programma Gioventù in Azione , azione 1.1. L’intento di base di questo progetto è quello di fare varie attività, insieme ad altri giovani europei, con l’obiettivo di aumentare la consapevolezza europea dei giovani e incoraggiarli nella partecipazione attiva alla vita sociale nelle loro regioni .

Youths in Europe’s Regions 
È un'iniziativa che coinvolge 42 giovani provenienti da sei diverse Nazioni . Il progetto si svolgerà nella grande area di Florina , una città situata nella regione della Macedonia occidentale, Grecia, e anche in alcuni villaggi vicini. Le attività dureranno 8 giorni e i partecipanti sperimenteranno uno stile di vita tradizionale e denso di folklore. Il progetto propone attività volte ad aumentare le conoscenze locali tradizionali ( cultura e folklore) , l'artigianato e l'agricoltura. I giovani potranno sperimentare diversi modi di collaborazione, potranno conoscere e far conoscere casi di successo di un'attività imprenditoriale accompagnata da strumenti globali e tecnologici. I giovani vivranno l'esperienza immersi totalmente in un ambiente informale, con la possibilità di partecipare attivamente, confrontarsi tra loro e crescere.

Le attività previste
Visite nelle zone rurali per l’apprendimento di storia e tradizioni , escursioni ‘Into the Wild’, workshop presso le aziende agricole, a contatto con agricoltura biologica e le professioni , job shadowing di economia sostenibile. Il progetto, inoltre, mira a promuovere l'importanza della creatività e della necessità di sviluppare piccole regioni dell'UE . Le attività saranno basate su una metodologia non formale.

La città
Florina è una città situata nel nord-ovest della Macedonia, Grecia. Si trova in una valle boscosa a circa 13 km a sud del confine internazionale della Grecia con l'ex Repubblica jugoslava di Macedonia. Florina è una città moderna e stimolante famosa per la sua bellezza naturale. Circondata da numerosi laghi e montagne, essa crea un ambiente stimolante e nello stesso tempo tranquillo. Conosciuta come una delle migliori destinazioni invernali in Grecia e in generale nell'area balcanica unisce tradizione (con la lunga e ricca storia) e la vita moderna (con sette università e dipartimenti tecnologici).

Tema
Ambiente, cultura e tradizioni delle aree rurali, stili di vita eco-sostenibili, sviluppo economico periferico. Posti disponibili per partecipanti Italiani:  
4+1 partecipanti;  
requisiti richiesti:    18-25 anni;
Paesi partecipanti:  Italia, Bulgaria, Lettonia, Spagna, Cipro, Paesi Bassi;
ente organizzatore: OENEF;
quota di partecipazione: 50 euro;
vitto alloggio a carico dell’organizzazione ospitante.

L’associazione ospitante provvederà ad acquistare i biglietti di viaggio per l’aeroporto di Salonicco, i partecipanti pagheranno loro solamente il 30% del costo totale. Per maggiori  informazioni, programma giornaliero, descrizione del progetto e per presentazione di candidatura contattare:  arcistrauss@arcistrauss.it o visitare www.arcistrauss.it. Termine ultimo per presentare la propria candidatura: immediata.

Modalità di candidatura
Per candidarsi è sufficiente inviare proprio cv in italiano ed il modulo di candidatura che potrete trovare sul sito www.arcistrauss.it , area download, sezione modulistica e varie. Al seguente indirizzo mail arcistrauss@arcistrauss.it, inserendo nell’oggetto della mail"Candidatura_scambio_ Youths in Europe Regions".

Si prega gli interessati di inviare candidature con serietà e solo se realmente interessati e motivati. no perditempo o incerti né con possibilità nel futuro immediato di opportunità di impiego o di studio (al fine di evitare ritiri dell'ultim'ora o durante il progetto). Non verranno prese in considerazione diverse modalità di candidatura, ne saranno accettate candidature inviate ad altri indirizzi mail o tramite altri mezzi (fax, posta ecc.).

Indirizzo mail per informazioni e per presentazione di candidatura: arcistrauss@arcistrauss.it.


(fonte Europe Direct Puglia)

Adelfia: settantenne coltiva marijuana. Denunciato a piede libero

Marijuana - Foto google.com
Stamane abbiamo inaugurato la giornata con un pezzo in cui raccontavamo il ritrovamento da parte dei carabinieri di Altamura di tre piante, 'erba' già essiccata e annessi strumenti per impacchettare le dosi da vendere.

Riprendiamo il filo, adesso abbondantemente dopo pranzo, per dare notizia della denuncia in stato di libertà, avanzata dai carabinieri della Stazione di Adelfia, ai danni di un pensionato 72enne del luogo per detenzione illecita di sostanze stupefacenti. 

L’uomo coltivava sul davanzale della finestra tre piantine di marijuana di altezza variabile tra i 50 cm ed un metro. Nella sua disponibilità i militari hanno anche rinvenuto una dose di marijuana, sottoposta a sequestro assieme alle piante.

13.09.2013
Vito Stano

Libera Cassano cerca redattori e disegnatori per il suo 'Si può fare!'

Foto google.com
Abbiamo mosso i nostri primi passi in un ambiente non facile, tra chi sosteneva che 'la mafia non esiste', e chi non ha esitato a dirci che stavamo sprecando il nostro tempo.

Ma piano, piano il nostro duro lavoro è stato premiato. Sono arrivate le prime rivincite e le prime soddisfazioni. Dai nostri grandi piccoli lettori, che ogni mese, ci aspettano con una nuova puntata del fumetto, agli adulti, interessati al nostro punto di vista imparziale e 'libero'.

Noi ci crediamo! E vedere come il nostro lavoro non passi inosservato, nel bene e nel male, è la garanzia che nel nostro piccolo stiamo 'cambiando le cose'. Vorremmo che anche voi credeste nel nostro progetto, perché in due è meglio che in uno, e solo così contando anche sul vostro aiuto potremo mandare avanti il nostro lavoro.

Stiamo cercando collaboratori, in particolare redattori e disegnatori, che condividano il nostro ideale di legalità. Vogliamo vederci chiaro ed è per questo che lottiamo ogni giorno, perché un mondo diverso sia realmente possibile.

Quindi fatevi avanti, perché insieme 'SI PUO FARE!'.

(fonte presidio 'Gaetano Marchitelli' Libera Cassano delle Murge)

Altamura: coltivava marijuana sulla veranda. Arrestato incensurato 37enne

In una società dove i media e la politica si arrovellano sulla legittimità costituzionale di una legge che prevede la decadenza da incarichi istituzionali a fronte di una sentenza passata in giudicato, nessuno si scandalizza di una norma che prevede il carcere con l'accusa di «produzione e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti», cannabis in questo caso.

Questo è quello che i carabinieri della Compagnia di Altamura hanno scoperto ad Altamura: un uomo arrestato perché aveva tre piante di cannabis e tutto il necessario per impacchettarla e magari venderla.

I militari hanno rinvenuto sulla veranda dell’appartamento, sito all’attico di una palazzina nel centro della città, tre grossi vasi contenenti altrettante piante rigogliose di cannabis indica, di altezza variabile fra i 30 e i 40 cm,  un vaso trasparente contenente nove bicchieri in plastica pieni di terriccio e piantine di cannabis appena germogliate, un innaffiatoio pieno di acqua, nonché una busta in plastica contenente 110 grammi di marijuana essiccata, scovata nel vano caldaia sulla stessa veranda e un bilancino elettronico di precisione, rinvenuto in cucina, il tutto sottoposto a sequestro.


Per il 37enne, incensurato, su disposizione della Procura della Repubblica di Bari, è stato disposto l'arresto ed è stato associato al carcere di Bari.

13.09.2013
Vito Stano

giovedì 12 settembre 2013

Lame: Tar Bari decide per il rinvio. Ora tocca alla sindaco dare spiegazioni

Infografica canolone tavola 39 - Comitato Lamafutura
La notizia era attesa già dal primo pomeriggio di ieri e finalmente è arrivata. Dall'ufficio stampa del Comune di Cassano delle Murge è arrivata ieri in prima serata una nota di precisazione relativa al progetto denominato 'Lame', del cui futuro ieri in mattinata s'è discusso presso il Tar Bari.

Da Palazzo comunale fanno sapere che «il Tar Bari ha rinviato l'udienza relativa al ricorso presentato da alcuni cittadini contro il progetto di protezione idraulica previsto dal Comune di Cassano. Tale rinvio si è reso necessario – si legge nel comunicato – attesa la preannunciata proposizione di motivi aggiunti da parte degli stessi ricorrenti. Nonostante il Comune abbia insistito affinché il tribunale amministrativo decidesse sull'eccezione preliminare sollevata, il Tar ha deciso per il predetto rinvio». 

Alcuni momenti dell'incontro - A cura di Vito Stano

Dunque dopo l'infuocata assemblea presso l'auditorium del Liceo Leonardo di Cassano delle Murge, organizzata dal comitato cittadino 'Lamafutura', l'attesa era tutta per la prima udienza prevista al Tar Bari.

Il rinvioquindipotrà servire a calmare gli animi degli interlocutoria tratti esagitati. Oppure contribuirà a far infervorare maggiormente le parti in causa?

12.09.2013
Vito Stano