martedì 3 settembre 2013

Deiezioni canine stop. Installati i contenitori in piazze e strade del paese

«Un ambiente sano è la sfida che abbiamo lanciato a partire dal nuovo servizi di raccolta dei rifiuti porta a porta e con la differenziata». Così l'assessore alla Tutela dell'ambiente Carmelo Briano ha accolto l'installazione dei contenitori in cui dovranno essere raccolte le deiezioni canine.

Il nuovo servizio di raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani ha sancito la scomparsa dei cassonetti dalle strade e dalle piazze della cittadina murgiana. Ma ci sono dei rifiuti, come le deiezioni canine, per cui c'è bisogno di depositarle al più presto. Quindi per ragioni di igiene e salubrità pubblica, l'amministrazione comunale ha deciso e provveduto a installare dei contenitori per gettare i sacchetti 'salva cacca'.

Dall'ufficio stampa del Comune fanno sapere che i contenitori sono stati collocati in piazza Garibaldi (al centro del passaggio pedonale della parte dei giardini verso via Vittorio Veneto, lato supermercato); via Marconi; piazza Rossani (vicinanze banca); piazza Dante (lato fontana); via cap. Galietti (zona Sacro Cuore presso parcheggio); via Convento  (presso scuola elementare); piazzale Tampoia (vicinanze contenitore per indumenti); via Laudati (vicinanze ufficio postale); via padre Centrullo (vicinanze liceo); piazza Merloni (ubicato su via Fatiguso). 

Qualora non avessero possibilità di depositare le deiezioni all'interno dei nuovi contenitori, i possessori di cani possono utilizzare i cestini stradali ubicati sul territorio o rivolgersi al centro di raccolta comunale di via Calabria nella zona industriale, sede della Murgia Servizi Ecologici. Inoltre «i proprietari, detentori o conduttori di cani – si legge nella nota comunale  hanno l'obbligo di munire i propri  animali di microchip identificativo; di accompagnarli al guinzaglio e con museruola; di essere muniti di apposita paletta o sacchetto o altro idoneo strumento per una igienica raccolta o rimozione delle deiezioni canine dal suolo pubblico; di raccogliere le stesse deiezioni dal suolo pubblico, in modo da mantenere e preservare lo stato di igiene e decoro cittadino e di depositarle, introdotte in idonei involucri o sacchetti chiusi, negli appositi contenitori collocati nelle strade previste. I trasgressori saranno sanzionati».

Ovviamente le norme in oggetto non si applicano agli animali guida dei non vedenti o accompagnatori di portatori di handicap.

03.09.2013
Vito Stano

lunedì 2 settembre 2013

Squalo capopiatto preda casuale a Monopoli. Il WWF stigmatizza l’episodio

Squalo capopiatto - Foto google.com
Mercoledì 28 agosto a Monopoli un peschereccio della marineria cittadina ha portato a casa una preda d’eccezione, un grosso squalo lungo sei metri e pesante tre quintali, inizialmente identificato dalla stampa come Squalo elefante o Cetorino (Cetorhinus maximus). L’evento ha creato un grande clamore mediatico in città: i pescatori, euforici ed orgogliosi per la pesca eccezionale, sono stati accolti in porto come ‘vincitori’ da un vasto pubblico acclamante e incuriosito che affollava la banchina per assistere alle operazioni di trasferimento a terra del grosso pesce. Le cronache raccontano che l’esemplare sia rimasto impigliato tra le reti utilizzate per la pesca a strascico e che quando è stato issato a bordo era ancora vivo e si ‘muoveva con una forza mostruosa’, come ha dichiarato l’armatore del peschereccio.

Non sappiamo se le operazioni di riconoscimento dello squalo siano state eseguite da parte delle autorità competenti, ma se fosse stata confermata l’iniziale identificazione come ‘Squalo elefante’ i pescatori avrebbero corso il rischio di manipolare l’esemplare di una specie protetta dalla legge e quindi di svolgere operazioni illegali di pesca e perseguibili anche penalmente. Lo Squalo elefante, infatti, è una delle specie di squalo più rare e minacciate al mondo, ed è protetto dal CITES (App. II – All.B), dalla Convenzione di Berna (App. II) e dalla Convenzione di Barcellona (All. 2). Questo vuol dire che la specie non può essere oggetto ne di pesca ne di commercializzazione e, in caso di catture accidentali (come pare sia il caso di Monopoli), i pescatori hanno l’obbligo di adoperarsi per salvare l’animale invece che di issarlo a bordo e ucciderlo. Nel caso poi l’animale venga issato a bordo già morto, c’è l’obbligo di darne immediata comunicazione agli organi preposti. Buon per loro che si trattasse di uno Squalo capopiatto (Hexanchus griseus), specie che purtroppo non gode delle protezioni riservate allo Squalo elefante, ma che risulta pur sempre in via di estinzione, come tutti gli squali. 

Gli squali sono animali che discendono da antenati preistorici, più dei dinosauri e i fossili più antichi risalgono a oltre 400 milioni di anni fa. Il loro ruolo negli ecosistemi marini è fondamentale e insostituibile: essendo infatti dei predatori al vertice delle catene alimentari, mantengono gli equilibri ecosistemici, eliminando gli individui deboli o malati e garantendo la salute delle popolazioni delle loro prede. Numerose sono ad oggi le problematiche di conservazione che riguardano questi importantissimi predatori, tanto che, come già detto, risultano in forte declino in tutto il mondo, decimati dalla pesca industriale o perché considerati inutili e dannosi o ancora per via di superstizioni stupide e infondate (carni afrodisiache ecc.); devono inoltre affrontare numerose altre problematiche legate alla distruzione degli habitat, all’inquinamento (compreso quello acustico), alla riduzione numerica delle prede ecc.

Tornando all’episodio sopradescritto, probabilmente i protagonisti del teatrino mediatico non erano coscienti né di potersi trovare potenzialmente di fronte a una specie protetta, né dei ruoli e dello status di conservazione che riguarda tutte le specie di squalo. Niente paura, il caso ha voluto che i nostri pescatori possano stare tranquilli, almeno per questa volta, ma la folla autrice delle inspiegabili quanto inopportune acclamazioni nello scenario del porto dovrebbe meditare su quanto accaduto e prendere coscienza della gravità dell’episodio. Si sappia che la cosa più corretta da fare in simili casi è quella di impegnarsi per salvare l’animale, così come si dovrebbe fare per le tartarughe marine e altre specie protette, e non certamente acclamare la sua morte, perché salvare uno squalo equivale a contribuire alla salvaguardia delle popolazioni ittiche che sostengono l’economia di una città marinara e contribuiscono in maniera significativa alla tutela dell’ambiente. Per questo stigmatizziamo quanto successo, augurandoci che ci siano controlli più stringenti da parte delle autorità competenti.


(fonte WWF Monopoli - Conversano)

10 artisti x 10 mesi: il progetto prosegue con Abreazione di Claudia Venuto

Nell’ambito del progetto culturale 10x10, dieci artisti per dieci mesi, riformulato in seconda edizione da Amalia Di Lanno, si inaugura il 13 settembre alle ore 20,00 nella sala espositiva del Laboratorio Urbano Officine Culturali di Bitonto (Ba) la mostra ABREAZIONE dell’artista tarantina Claudia Venuto.

L'abreazione è un concetto strettamente connesso al modello psicoanalitico e sta ad indicare una forte scarica emotiva, legata all'affiorare a livello conscio di aggregati psichici dolorosi, che il soggetto ha rimosso e confinato in una dimensione inconscia per l'impossibilità di accettarli apertamente. Il rivivere il ricordo dell'esperienza vissuta, permette al soggetto di incanalare e portare alla coscienza i desideri, i pensieri, le pulsioni che erano state rimosse, producendo un effetto catartico mediante la liberazione e la reintegrazione del contenuto psichico che aveva ingenerato il blocco, e consentendo mediante il pianto, la rabbia o il riso liberatorio una ristrutturazione del campo percettivo.

Tramite una visione d’indagine personale Claudia Venuto propone un percorso espositivo che rappresenti un viaggio all'interno della psiche e di quei processi che a partire dal conflitto, conducano al rilascio delle tensioni emotive e alla liberazione della sofferenza psichica, portando poco alla volta, in una continua alternanza di morte e rinascita, scoperta e superamento, alla conoscenza di sé. Come avveniva nella tragedia greca, dove lo spettatore veniva condotto mediante l'identificazione con gli eventi rappresentati sulla scena, a purificarsi da passioni, quali l'amore, l'odio, il desiderio, la vendetta, così le opere, incarnando ciascuna un archetipo, uno stadio di coscienza differente, rappresentano lo specchio in cui ciascuno può vedere riflesso sé stesso, proiettando parti di sé, in quel processo di scambio e identificazione, che spinge a vedere degli altri e della realtà che ci circonda, non ciò che è ma ciò che noi crediamo che sia, in un continuo gioco di rimandi per il quale, alla fine, sempre finiamo col ricercare e inseguire il nostro stesso volto. Ogni opera diventa così spazio per riconoscersi, per comunicare con sé stessi e con gli altri, per aprire finestre sulla varie dimensioni di esistenza. Attraverso varie tappe, scandite da ciascun quadro, il pubblico verrà condotto in un viaggio mentale, dal conflitto fino all'abreazione e alla conseguente catarsi, in un percorso circolare che, dopo un pausa conseguente alla reintegrazione del proprio vissuto, inizia nuovamente, in un incessante movimento di scoperta, trasformazione e rigenerazione.

Il 4 ottobre 2013 alle ore 20,00, in occasione del finissage della mostra ABREAZIONE, Claudia Venuto propone una lettura emotiva e performativa, pittura e poesia… dialogo ad Arte.

ABREAZIONE | Claudia Venuto
a cura di Amalia Di Lanno
dal 13 settembre al 4 ottobre 2013
Inaugurazione 13 settembre 2013, ore 20,00
4 ottobre 2013, ore 20,00: Reading Performance

Orario visita:
dal lunedi al venerdi
9,00 - 21,00

Ingresso: Gratuito

Info e contatti:
Officine Culturali di Bitonto
Largo Gramsci, 7
70032 Bitonto (Ba)
info@officineculturali.it

Media Partner del progetto 10x10: Ilsitodell'arte

Il progetto 10x10 seconda edizione è realizzato nell'ambito del ‘Concorso di idee per la selezione e il finanziamento di nuovi eventi culturali innovativi’ del progetto Officine Culturali - Centro Culturale di Eccellenza, che ha avuto accesso al finanziamento regionale per il ‘Sostegno alla gestione di Spazi Pubblici per la creatività giovanile’.

Mediateca regionale pugliese: dopo la pausa estiva si riparte da Venezia

I film di Venezia in streaming nella Sala Web del festival allestita in Mediateca. Questa la novità che offriamo a tutti gli utenti della Mediateca nella settimana che si apre domani, in contemporanea con la Mostra. Un'occasione unica anche per gli utenti che già usufruiscono da casa del servizio di  MyMovies  per condividere con gli altri emozioni e opinioni sui film in rassegna. Si inizia lunedì 2 con MARY IS HAPPY, MARY IS HAPPY, il secondo film del regista tailandese Nawapol Thamrongrattanarit presentato a Venezia nella sezione sperimentale Biennale College. Si prosegue nei giorni successivi sempre alle ore 18,00 con i film della sezione Orizzonti. Gli altri film da Martedì 3, a seguire sino a Venerdì, saranno MEDEAS di Andrea Pallaoro, RUIN di Amiel Courtin-Wilson e Michael Cody (Australia), LA VIDA DESPUÉS di David Pablos (Messico), BAUYR (LITTLE BROTHER) di Serik Aprimov (Kazakhistan). Giovedì 5 alle 16,00 EASTERN BOYS di Robin Campillo (Francia). Eventuali modifiche o aggiunte potete controllarle dalla pagina web con il programma della Mediateca. 

Carl Theodor Dreyer
Dopo il successo della retrospettiva su Carl Theodor Dreyer di fine luglio si è deciso di continuare con i tre film mancanti, recuperati grazie all'impegno del gruppo di utenti coordinato dal critico Vito Attolini. Si inizia domani Lunedì 2 con 'DueEsseri' (Svezia, 1945) alle ore 16,00. Un film da molti ritenuto bellissimo ma che Dreyer contribuì a denigrare e per questo raro a vedersi. Si proseguirà nei giorni successivi, sempre alle ore 16,00, tranne Giovedì 5. Il ciclo continua nella settimana successiva comparando il cinema di Dreyer ai registi a lui contemporanei del nord Europa e, in ultimo, confrontandolo con il cinema danese di oggi, in specie con il 'Medea' di Lars Von Trier, basato su una sceneggiatura di Dreyer. Il programma sarà definito dallo stesso gruppo di lavoro e discusso nel Forum aperto sul sito, già ricco di interventi e discussioni. 


Dopo Digital Heritage tornano da Lunedì 16 a Venerdì 27 settembre i Laboratori dal Basso in Mediateca, grazie al Collettivo 14fps. Questa volta l'attenzione è rivolta al documentario. INPUT / OUTPUT DOC vuole guardare sia ai modi di produzione e agli aspetti espressivi del cinema documentario, sia a formare la capacità di "vendere" le proprie idee a a distributori, produttori e mediatori la propria idea. Due settimane con ospiti internazionali, una collaborazione con Documentary in EuropeEDN e altri istituti. Le lezioni saranno libere e gratuite ma sono previsti anche PROJECT WORK per cui è necessaria l'iscrizione e la prenotazione.

(fonte Mediateca Regionale Pugliese)

Musica di fine estate: la Sanny Orchestra incanta Cassano delle Murge

L'estate sta finendo cantavano i Righeira alcuni anni fa. In effetti, passando agli adagi popolari, con la prima pioggia d'agosto l'estate è finita. Intanto però la piazza centrale di Cassano delle Murge ancora qualcosa da offrire ce l'ha. Ieri sera la Sanny Orchestra di Sannicandro di Bari con il suo repertorio strumentale e vocale ha attirato a sé e lasciato a bocca aperta molti cassanesi e non richiamati delle note.

A cura di Vito Stano

La serata rientrava ed era finanziata dal cartellone culturale e di spettacoli Costa dei Trulli 2013 dell'ente Provincia di Bari.

02.09.2013
Vito Stano

Capurso (Ba): tartarughe illegali sul web. Sequestrate dalla Forestale

Questa volta gli investigatori del Servizio CITES del Corpo Forestale dello Stato di Bari hanno rinvenuto e sequestrato nel comune di Capurso (TA) una decina di esemplari di tartarughe di terra detenute illegalmente. 

Non di recente i controlli degli uomini del CITES della Forestale di Bari si stanno concentrando anche sul commercio di esemplari protetti esotici sul web. Questa volta le indagini hanno fatto cadere nella rete della giustizia un libero professionista di Capurso (BA) che aveva posto in vendita, su un noto sito per annunci gratuiti, una decina di tartarughe che sono poi al momento della verifica risultate essere prive della relativa documentazione che ne attestasse la legale acquisizione. 

Le tartarughe di terra (Testudo hermanni) sono tutelate da normative internazionali, comunitarie e nazionali, pertanto la loro detenzione è strettamente legata al possesso di certificati CITES che ne attestano la legale acquisizione e provenienza che deve rigorosamente confermare la nascita in cattività. Gli esemplari sequestrati sono stati affidati ad un centro autorizzato alla detenzione. Denunciato all’Autorità Giudiziaria il detentore degli esemplari.

(fonte Corpo Forestale dello Stato - Regione Puglia)

sabato 31 agosto 2013

Il mio garage stasera a Bitonto: Daniele Di Maglie presenta l'ultimo album

Dopo il romanzo iperrealista, Daniele Di Maglie ritorna a cantare. Stasera alle 21,45 il cantautore tarantino si esibirà in concerto al 'Corvotorvo', dove presenterà in anteprima alcuni brani del suo ultimo lavoro discografico dal titolo 'Il mio garage'.

Tarantino di nascita e barese di adozione, una serie cospicua di concerti in tutta Italia oltre a premi e riconoscimenti artistici. Nel 2001 Daniele Di Maglie incide un disco dal titolo ‘Non so più che cosa scrivo’ (per conto dell’etichetta barese ‘il cavallo giallo’),che riceve consensi di pubblico e critica raccogliendo recensioni su riviste quali ‘Buscadero’ e ‘Mucchio selvaggio’. Nel 2003, l’etichetta romana ‘Storie di Note’ distribuisce l’album nei suoi circuiti a livello nazionale. Nel frattempo radio locali e nazionali trasmettono brani del disco (Radio 3, Popolare network, Radionorba). Partecipa a quattro compilation, di cui una prodotta dalla ‘Upr folk rock’ di Milano. Nel 2007 le canzoni due suoi brani vengono utilizzati nel cortometraggio ‘Hotel San Francisco’. Nel 2012 pubblica ‘La ballata dei raminghi adirati’ (Il Grillo editore) e ‘L'altoforno’ (Stilo editrice). È in corso la definizione del secondo lavoro discografico.

Per info e prenotazioni 328.9477858

Daniele Di Maglie è stato presente anche ad ‘Aspettando la Festa di Liberazioneche si tenuta ieri venerdì 30 agosto presso il circolo Peppino Impastato di Bitonto per discutere di Ilva, zona industriale di Bari, ambiente.

31.08.2013
V.S.

venerdì 30 agosto 2013

Mafia a Bari. Libera: «allestiamo un calendario di iniziative per la città»

La foto che fu adottata qualche mese mese a seguito di
un altro omicidio di mala nel capoluogo pugliese
Dopo l'ultimo omicidio consumato a Bari, il coordinamento provinciale di Libera, a firma del suo referente Alessandro Cobianchi, ha pubblicato una lettera aperta alle associazioni in cui invita a reagire. Di seguito la lettera.


Quando, in occasione dell’omicidio di Giacomo Caracciolese, lo scorso aprile, abbiamo deciso di lanciare la campagna 'Spàrano? Via da Bari', stavamo maturando, come Coordinamento provinciale di un’associazione schierata quotidianamente in difesa dei temi antimafia, due convinzioni. La prima era una consapevolezza concreta. Ovvero, a Bari si sarebbe sparato ancora perché ogni omicidio, da sempre, ha contribuito a schiudere vasi di violenza. La seconda era una riflessione sulla nostra azione: le parole rabbiose e indignate non avrebbero – di certo non da sole – fermato le sparatorie. Stavamo solleticando le mafie, senza incutere loro il minimo timore.   

L’omicidio di ieri sera a Poggiofranco, che ha visto cadere sotto i colpi della malavita Felice Campanale, è solo l’ultima di una lunga serie di conferme su queste due riflessioni. Dunque, ora, l’imperativo categorico è quello di domandarsi: che fare? Innanzitutto, c’è da chiudere il cerchio dell’autocritica e della critica, provare a riassemblare i cocci, ristrutturare un mondo (quello dell’antimafia) che va, spesso, in ordine sparso, alla rinfusa, per rilanciare un’azione nuova. Ma per rilanciare c’è bisogno di essere forti. Ecco dunque l’urgenza impellente di mettere in campo la rete, rafforzando alleanze che, nel corso del tempo, sono andate perdute o si sono indebolite nella pletora di singoli eventi. Urge ora ridare un senso a queste sinergie, marcarle e nettarle nell’inchiostro dell’impegno e non solo in quello della teorizzazione.

C’è da ricostruire un tessuto urbano sfibrato dal disimpegno e divenuto socialmente traballante. Serve pertanto fare massa critica, nel senso più vero dell’espressione. Massa: perché dobbiamo contarci ed essere in tanti, coscientizzare e comunicare la necessità della partecipazione attiva. Critica: per non accettare più  luoghi comuni, le mere dichiarazioni d’intenti cui fa seguito soltanto il silenzio. Bisogna provare a fare realmente opinione, incidere sui vissuti delle persone, incontrandole fisicamente per far capire loro che ci siamo.

Ci sia consentito quindi fare una proposta: chiediamo alle associazioni, alle scuole, alle parrocchie, a tutti i gruppi impegnati nel sociale di destinare una giornata del proprio impegno all’organizzazione di un’iniziativa a favore della città al fine di allestire, tutti insieme e fin dai prossimi giorni, un calendario unitario di iniziative a sostegno della legalità.

Siamo convinti che questa, lungi dall’essere la risoluzione definitiva del problema, possa comunque rappresentare una prima, importante, risposta corale della comunità barese alla violenza e l’inizio di un raccordo sociale che punti sulla coesione quale momento nodale del contrasto alle mafie.

Per il Coordinamento provinciale
il referente
Alessandro Cobianchi

giovedì 29 agosto 2013

Incendio devasta i Guarani, condannati a vivere e morire sulla strada

Un incendio ha divorato un accampamento dei Guarani allestito sul ciglio della strada: gli Indiani sono stati costretti a scappare mentre le loro tende venivano rase al suolo, le riserve di cibo distrutte e i loro averi persi nelle fiamme. Sembra che l’incendio sia divampato nella piantagione di canna da zucchero di São Fernando, che occupa la terra ancestrale della comunità Apy Ka’y. Secondo la polizia ambientale brasiliana, le fiamme hanno distrutto un’area di circa 1.000 ettari, comprendente anche l’accampamento indigeno. Le cause sono ancora da accertare. Il fatto è accaduto giovedì scorso nello stato brasiliano del Mato Grosso do Sul, ma i dettagli dell’evento sono emersi soltanto ora.

«Le fiamme hanno bruciato per un giorno interno» ha riferito a Survival International un portavoce Guarani. «Ovunque c’erano fumo e cenere. I nostri parenti sono stati costretti a fuggire dalle loro case. I bambini piangevano… Siamo scioccati».
«Le tende, i vestiti, il cibo, le pentole, i materassi… è bruciato tutto!» ha detto la leader della comunità di Apy Ka’y, Damiana Cavanha. «Abbiamo perso tutto, ma non la speranza di ritornare alla nostra terra ancestrale».

I Guarani di Apy Ka’y non hanno molto materiale a disposizione per ricostruire le loro case. I bambini sono già malnutriti e questi ultimi eventi non faranno altro che aumentare la loro vulnerabilità. Una volta spento l’incendio, secondo Damiana le guardie di sicurezza degli allevatori di São Fernando avrebbero minacciato di uccidere i Guarani. «Gli uomini armati mi hanno detto che ci uccideranno tutti. Ma io continuerò a lottare per la nostra tekoha (terra ancestrale), ha dichiarato la donna».

Gli Indiani furono costretti ad abbandonare la loro terra ancestrale quasi quindici anni fa, quando fu occupata dagli imprenditori agricoli. Negli ultimi dieci anni, mentre le loro terre venivano utilizzate per sostenere il boom dell’industria brasiliana dei biocarburanti, Damiana e gli altri membri della comunità hanno vissuto a intermittenza sul ciglio della strada principale.

Vivono nel rischio costante di incidenti stradali letali, perché le macchine e i camion passano ad alta velocità sulla strada lungo cui è accampata la comunità. Il marito e i tre figli di Damiana sono stati investiti e uccisi così. Ogni volta che i Guarani hanno tentato di rioccupare la loro terra, gli imprenditori agricoli sono riusciti a sfrattarli. La comunità è stata attaccata diverse volte; nel 2009, ad esempio, degli uomini armati avevano sparato contro l’accampamento, dando fuoco alle loro tende.

Spesso, i leader Guarani sono presi di mira da sicari armati al soldo degli allevatori e imprenditori agricoli, e molti di loro sono stati uccisi proprio mentre incoraggiavano la comunità a riprendersi la propria terra. Survival chiede al governo brasiliano di rispettare i suoi doveri costituzionali, che sono quelli di demarcare tutte le terre dei Guarani e di restituirle loro, a uso esclusivo.

«I primi popoli del Brasile sono regolarmente sacrificati sull’altare dell’avarizia; le loro vite e i loro stili di vita cancellati da una corsa alla crescita economica perseguita a qualsiasi costo»”ha dichiarato oggi Stephen Corry, Direttore generale di Survival International. «I Guarani hanno il diritto di ritornare nella propria terra, e invece vengono condannati a marcire per tutta la vita sul ciglio di una strada».


(fonte Survival International)

Politica e informazione: il Movimento 5 Stelle dà appuntamento a sabato 31

La vita politico-amministrativa locale segue il suo percorso naturale di scelte, polemiche, proposte alternative; insomma, seppur a tratti dormiente, la politica fa parlare di sé. Prova ne sono la questione del progetto 'Lame' e quella del nuovo servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani 'porta a porta'.

L'attenzione dei cittadini del resto, grazie all'informazione gratuita on line, è maggiore rispetto al recente passato. Ma i giornalisti non sono gli unici a proporre notizie. 

Il gruppo 'Amici di Beppe Grillo Cassano Murge', così come suoi omologhi in altre aree del Paese, attraverso la 'rete' si prefigge di informare la cittadinanza «senza filtri  così si legge nella nota che uno dei fondatori del circolo cassanese Roberto Mancino ha pubblicato su facebook.com – direttamente dal Parlamento Italiano attraverso la proiezione di estratti video della Camera e del Senato della Repubblica, approfondimenti, interviste»
    

Lo scopo del Movimento è quella di ovviare al «bombardamento mediatico unilaterale dei media. Preciseremo  continua la nota – punto su punto i perché della coerenza al nostro programma e tutti i retroscena che tv e giornali tengono ben nascosti»

L'iniziativa lodevole del circolo cassanese del M5S però non può riempire il vuoto che le rappresentanze politiche locali non sono più in grado di colmare. Sulla vita politico-amministrativa locale il M5S, per esempio, a parte qualche veloce comparsa on line, non si è ancora applicato. Eppure ce ne sarebbero di argomenti interessanti di cui discutere. Il controllo amministrativo è, a parere di chi scrive, il primo punto da cui partire per analizzare, elaborare e proporre un'idea politica alternativa. La cittadinanza cassanese e i numerosi elettori del M5S avrebbero bisogno di un lavoro di controllo, prima, e di proposta, poi, sull'oggi e, soprattutto, sul prossimo futuro di Cassano delle Murge. I fatti romani non sono più importanti di quelli locali, hanno semplicemente un'altra dimensione. 


I militanti del MoVimento 5 Stelle di Cassano delle Murge danno dunque appuntamento a sabato 31 agosto alle ore 19,00 in piazza Garibaldi per mantenere «gli impegni presi»  

29.08.2013
Vito Stano