Stasera alle 19,00 circa presso il Katchkar (Croce di Pietra Armena), sito di fronte all'Autorità
Portuale di Bari, si terrà una manifestazione in memoria delle vittime del
Genocidio Armeno del 1915. Alcuni esponenti della Comunità Armena di Bari
leggeranno brani della tradizione letteraria armena tra Otto e Novecento tra
cui Hrand Nazariantz, Daniel Varujan, Paruyr Sevak. I brani scelti da Kegham J.
Boloyan e Carlo Coppola rigurderanno anche narrazioni del Genocidio.
Proprio il
24 aprile di 98 anni fa vennero eseguiti i primi arresti tra l'élite armena di
Costantinopoli. L'operazione proseguì l'indomani e nei giorni seguenti. In un
solo mese, più di mille intellettuali armeni, tra cui giornalisti, scrittori,
poeti e perfino delegati al Parlamento furono deportati verso l'interno
dell'Anatolia e massacrati lungo la strada. Arresti e deportazioni furono
compiute in massima parte dai Giovani Turchi.
Nelle marce della morte, che
coinvolsero 1.200.000 persone, centinaia di migliaia morirono per fame,
malattia o sfinimento. La manifestazione, che si concluderà con un buffet di
dolci armeni, sarà introdotta, alle 17,30 nella sala consiliare del Comune di Bari,
da un convegno dal titolo ‘Armeni: Genocidio di un popolo dimenticato’.
I sostenitori di Survival International hanno
manifestato ieri davanti alle ambasciate e ai consolati peruviani di San
Francisco e di varie città europee contro l’espansione del progetto del gas
Camisea nella foresta amazzonica del Perù, che minaccia le vite degli Indiani
incontattati.
L'espansione del progetto Camisea
minaccia le vite delle tribù
Con cartelli e maschere anti-gas, i manifestanti hanno
denunciato gli effetti letali del progetto Camisea sulle tribù incontattate che
abitano nell’area. In seguito, hanno consegnato alle ambasciate e ai consolati
peruviani taniche di benzina contenenti i nomi delle 120.000 persone che hanno
firmato la petizione urgente lanciata da Survival. La petizione chiede al
Presidente del Perù di impedire ai forestieri e alle compagnie di invadere la
terra delle tribù incontattate.
Nonostante anche l’ONU abbia chiesto la «sospensione
immediata» dei lavori, il Ministro dell’Energia peruviano sta per approvare
un’importante espansione del progetto che, con tutta probabilità, risulterà
devastante per le tribù. Camisea si estende proprio nel cuore della Riserva
Nahua-Nanti – una zona creata per gli indiani incontattati –, che funge anche da
cuscinetto per il Parco Nazionale di Manu, definito dall’UNESCO «il luogo a più
alta biodiversità di tutta la terra». Camisea è il progetto d’estrazione del
gas più grande del Perù, ed è gestito dall’argentina Pluspetrol, dall’americana
Hunt Oil e dalla spagnola Repsol. Gli indiani incontattati sono estremamente vulnerabili
alle malattie introdotte dagli stranieri: negli anni ’80, le prime esplorazioni
nel Lotto Camisea provocarono la morte di metà della popolazione nahua. Oltre ai rischi di trasmettere malattie tramite il contatto,
i lavori minacciano anche di distruggere la foresta e di far fuggire gli
animali da cui gli Indiani dipendono per la sopravvivenza.
«Espandere il progetto Camisea nel profondo del
territorio degli Indiani incontattati è sconsiderato e profondamente
irresponsabile» ha dichiarato oggi il Direttore generale di Survival
International, Stephen Corry. «Migliaia di persone in tutto in mondo sono
contrarie al progetto; l’ONU ha chiesto che sia sospeso; la legge
internazionale proibisce l’espansione di Camisea. E allora perché questo
progetto letale è ancora in auge? Il governo non solo sta mettendo a rischio la
sua reputazione, ma si sta anche rendendo colpevole di violazione delle leggi
internazionali».
Durante le ultime settimane ho avuto il piacere di condividere alcuni episodi di gioventù, legati alle prime esperienze lavorative e in-men-che-non-si-dica mi son ritrovato a fare l'elogio dell'artigianato e dell'artigiano. Da ragazzino chi ha avuto la possibilità (poiché non sempre, come nel mio caso, era necessità) di calpestare il pavimento polveroso di qualche bottega, oggi, con la penuria morale e civile, prim'ancora che economica, ha la facoltà di ricordare che «prima non esistevano i corsi di formazione, prima dovevi rubare il mestiere». Vero, verissimo; nelle botteghe fino a qualche anno fa u'mest era il maestro-educatore e il "padrone della baracca": era colui che in un modo o nell'altro forgiava i giovani al lavoro, alla vita.
In tutto quel marasma di ricordi non è stato facile far virare decine e decine di fotogrammi in un'unica pellicola di senso compiuto, ma con un pizzico di fortuna la Cultura mi ha soccorso: visto che ho mancato l'appuntamento del 7 aprile, durante il quale veniva presentata la mostra 'Volute di ferro',ho colto il momento emotivo in cui mi trovavo immerso e sono salito e poi sceso nei meandri del palazzo Miani-Perotti per osservare, leggere e immaginare i lavori realizzati da un maestro del ferro, ora nei ricordi anche di coloro che non l'hanno conosciuto in vita. Nella sala delle conferenze del palazzotto sono esposti fino al 30 aprile una serie di disegni dei lavori in ferro eseguiti dagli anni ’20 in poi dal maestro del ferro Angelo Colaninno, disegni che rappresentano il momento progettuale alla base della realizzazione delle opere.
Questa mostra di pergamene, solcate dal tratto del maestro, ha restituito dignità all'opera artigiana, che è stata parte fondante della nostra storia cittadina, storia fatta di microstorie silenziose, abitate soltanto dall'immagine sonora del martello che batte sull'incudine, del tintinnio del ferro sul ferro, del magma che fonde. Confesso di aver provato invidia: invidia per la dignità restituita al lavoro manuale du f'rrar. Anzi no, più che invidia, ho avuto il sentore di essere percorso da una voglia dormiente da anni: raccontare il lavoro artigiano, raccontare l'opera umana che ha trasformato i materiali freddi in caldi oggetti desiderati.
Questa volontà di mostrare, voluta dalla professoressa Dina Colaninno (in collaborazione con la rivista Enkomion, dal Club Unesco di Cassano delle Murgee patrocinata dall'amministrazione comunale), mi auguro che sia la prima tappa di un viaggio a ritroso alla riscoperta delle tante microstorie troppo facilmente dimenticate e relegate all'esclusiva dialettica familiare. È stato fortunato il maestro del ferro Angelo Colaninno, perché per il suo lavoro oggi viene ricordato e attraverso la sua opera artigiana viene celebrata una Cassano quasi scomparsa, ma mai completamente trapassata. Siamo fortunati noi oggi, perché possiamo fare qualche passo indietro per assaporare il sapore delle radici e, magari, riuscire a trapiantarle nel nostro perduto tempo d'oggi.
In questa giornata dedicata alla Terra approfittiamo per informare che la Società Italiana di Geologia Ambientale (SIGEA) Sezione Puglia ha programmato diversi incontri territoriali sui temi della geologia ambientale che si svolgeranno nei prossimi mesi con al centro argomenti di grande attualità e con l'obiettivo di mettere a confronto le migliori esperienze sia locali sia nazionali, a 50 anni dalla Legge n. 112/1963 che ha introdotto in Italia la regolamentazione della professione di geologo.
Il prossimo appuntamento è il convegno 'Il Vincolo Idrogeologico a 90 anni dal Regio Decreto n. 3267/1923: aspettative, sviluppi, problematiche' organizzato a Foggia il 23 aprile alle 15,30 presso sala Azzurra della Camera di Commercio di Foggia.
Programma Convegno
Ore 15,30 – Saluti delle Autorità
Salvatore Valletta – Presidente SIGEA Sezione Puglia
Gianni Mongelli – Sindaco di Foggia
Eliseo Zanasi – Presidente Camera di Commercio di Foggia
Giorgio Mercuri – Presidente Confcooperative Foggia
La prima tappa del cineforum, con il supporto
dell'Associazione Bitritto al Centro e del Parco Nazionale dell'Alta Murgia è
prevista mercoledì prossimo 24 aprile alle 20,00 a Bitritto presso
l'auditorium della Chiesa del Purgatorio in piazza Aldo Moro, con la proiezione
gratuita del nuovo film documentario 'Parco Nazionale dell'Alta Murgia - Una
terra strana'.
A seguire si terrà un dibattito con il presidente del Parco Cesare Veronico. L'obiettivo di questo ciclo di proiezioni
gratuite è quello di far conoscere il nostro bellissimo territorio, divulgare
buone pratiche di sostenibilità e cultura ambientalista, attraverso un mezzo
espressivo al tempo stesso innovativo e consolidato come il cinema che permette
di esplorare nuove contaminazioni culturali anche in materia di sostenibilità
nonché l'impegno dell'Unione Europea, nell'anno della cittadinanza europea, a
sostegno della salvaguardia e della valorizzazione del nostro ambiente.
L'assottigliamento dei ghiacci ai poli, l'aumento della
temperatura globale, il buco dell'ozono, l'intensificarsi degli uragani,
deforestazione e incendi: le emergenze del pianeta diventano un unico coro.
Quest’anno a celebrarla contribuiscono le immagini spettacolari riprese dai satelliti
della Nasa, l'agenzia spaziale degli Stati Uniti d'America.
Cenni storici
«L'idea della creazione di una 'Giornata per la Terra' fu
discussa per la prima volta nel 1962. In quegli anni le proteste contro la
guerra del Vietnam erano in aumento e al senatore Nelson venne l'idea di
organizzare un teach-in sulle questioni ambientali. Nelson riuscì a
coinvolgere anche noti esponenti del mondo politico come Robert Kennedy, che
nel 1963 attraversò ben 11 Stati degli Stati Uniti d'America tenendo una serie di conferenze
dedicate ai temi ambientali. L'Earth Day prese definitivamente forma nel 1969 a
seguito del disastro ambientale causato dalla fuoriuscita di petrolio dal pozzo
della Union Oil al largo di Santa Barbara, in California, a seguito del quale
il senatore Nelson decise fosse giunto il momento di portare le questioni
ambientali all'attenzione dell'opinione pubblica e del mondo politico.
«Tutte le persone, a prescindere dall'etnia, dal sesso, dal proprio
reddito o provenienza geografica, hanno il diritto ad un ambiente sano,
equilibrato e sostenibile», sostenne il senatore Nelson.
Il 22 aprile 1970, ispirandosi a questo principio, 20
milioni di cittadini americani si mobilitarono per una manifestazione a difesa
della Terra. I gruppi che singolarmente avevano combattuto contro
l'inquinamento da combustibili fossili, contro l'inquinamento delle fabbriche e
delle centrali elettriche, i rifiuti tossici, i pesticidi, la progressiva
desertificazione e l'estinzione della fauna selvatica, improvvisamente
compresero di condividere valori comuni. Migliaia di college e università
organizzarono proteste contro il degrado ambientale: da allora il 22 aprile
prese il nome di Earth Day, la Giornata della Terra.
Tutela dell'ambiente e comunicazione
La Giornata della Terra diede una spinta determinante
alle iniziative ambientali in tutto il mondo e contribuì a spianare la strada
al Vertice delle Nazioni Unite del 1992 a Rio de Janeiro. Nel corso degli anni l'organizzazione dell'Earth Day si
dota di strumenti di comunicazione più potenti arrivando a celebrare il proprio
ventesimo anno di fondazione con una storica scalata sul monte Everest in cui
un team formato da alpinisti statunitensi, sovietici e cinesi, realizzò un
collegamento mondiale via satellite. Al termine della spedizione tutta la
squadra trasportò a valle oltre 2 tonnellate di rifiuti lasciati sul monte
Everest da precedenti missioni.
Nel corso degli anni la partecipazione internazionale
all'Earth Day è cresciuta superando oltre il miliardo di persone in tutto il
mondo: è l'affermazione della 'Green Generation', che guarda a un futuro
libero dall'energia da combustibili fossili, in favore di fonti rinnovabili,
alla responsabilizzazione individuale verso un consumo sostenibile, allo
sviluppo di una green economy e a un sistema educativo ispirato alle tematiche
ambientali». (Wikipedia)
Dopo aver trattenuto il fiato a causa del serio “pericolo”
che si formasse un governo espressione del nuovo Parlamento e a seguito dell’epilogo,
in stile Italietta, dell’elezione del Presidente della Repubblica, anche nei
piccoli centri si torna a parlare di politica.
«Dalla Residenza Comunale» di Cassano delle Murge,
piccolo centro ai piedi dell’altopiano delle Murge baresi di sud-ovest, comunicano che martedì 30 aprile alle 16,30 è
convocato, in sessione ordinaria, il Consiglio comunale per discutere dell’Approvazione
del rendiconto della gestione, relativa all’esercizio finanziario dello scorso
anno 2012; in parole povere come sono stati gestiti i denari pubblici durante l'anno scorso.
Si ritornerà a parlare del contenziosoper l’acquisizione
nelledisponibilitàdel Comune del terreno agricolo che forma parte della rotonda
al rione Sacro Cuore (acquisizione sanante ex art.42 bis DPR n.327/01 e s.m.i.
di suoli occupati per opere di urbanizzazioni primarie a servizio e
collegamento zona 167, riconoscimento debito fuori bilancio). Questione, questa, in bilico da anni.
E per ultimo, a qualche settimana dall'avvio della raccolta dei rifiuti con il metodo 'porta a porta', si discuterà dell’approvazione della convenzione
che regola i rapportitra iComuni ricadenti nell'ATO Ba in materia di rifiuti urbani e assimilati. Rifiuti, rifiuti e, ancora, rifiuti.
Nella zona di Siracusa certamente, secondo lo storiografo ed enologo Saverio Landolina Nava, troviamo il vino
più antico d'Italia. Secondo la sua teoria , il Moscato di Siracusa corrisponde
al Pollio siracusano, vino ottenuto dall'uva biblia che fu introdotta a
Siracusa da Pollis, tiranno della città per molto tempo.
Nell'Ottocento molto
vino con etichettaMoscato di Siracusa veniva venduto in tutto il mondo, anche
se di quest'ultimo non ve ne era traccia. Un dato è certo: nel 1900 all'esposizione
di Parigi due ‘Moscato di Siracusa’ furono premiati. Poi per un lungo
periodo non fu più prodotto, rischiando l'estinzione della pianta. Oggi sei
aziende lo hanno riproposto sul mercato, coltivando vigneti che coprono una
superficie di 22,60 ettari.
Un vitigno che appartiene al grande gruppo dei
‘Moscati’ chiamati dagli antichi 'Vitis Apianae', perché dolci e quindi preferiti dalle api. Il botonico Cupani (1657-1710) riferisce del 'Muscateddu
Vrancu' come sinonimo della Vitis Apinae citata da Plinio. Il Moscato di Siracusa è coltivato in provincia di Siracusa da tempi molto
antichi. Si ipotizza sia legato all'antico 'Vinum Balintium', prodotto
con le uve 'Moscadello dolce' e celebrato da Plinio, Fazello e altri
storici latini.
Le caratteristiche della pianta sono la sua vigoria e la foglia
di media grandezza; ha il grappolo medio e di forma cilindro-conica, è compatto
e ha gli acini medi e con buccia consistente di colore giallo, sapore
intensamente aromatico. Il Moscato Bianco viene vinificato per produrre il
Moscato di Siracusa riconosciuto e certificato come Doc. All'assaggio questo
vino è sicuramente intenso nei suoi profumi aromatici e floreali, da abbinare a dolci delicati e non molto strutturati, oltre che a paste secche della tradizione
siciliana.
21.04.2013
Giulio Stano
(sommelier Ais Puglia)
Come si ricorda il sapore del vino quando il bicchiere
La notizia della morte di Peppino Mastrangelo mi ha raggiunto stamane e non posso nascondere l'incredulità che mi ha avvolto. Peppino è stato nella sua vita, per quel che personalmente ho avuto modo di conoscere, un assicuratore, il mio assicuratore, e un agente commerciale più unico che raro: per dirne una, è stato lui a credere in me, regalandomi la bella esperienza del settimanale altamurano 'iL Resto'.
Lunga e interessante la sua attività nel sociale: negli ultimi anni ha messo la sua esperienza a disposizione dell'associazione 'Nova Vita'. Sempre in prima fila, Peppino Mastrangelo ha scompaginato il mondo del giornalismo locale: con l'esperienza di Cassanolive.it, primo giornaleon line di Cassano delle Murge, la situazione dell'informazione di qualche anno fa subì degli scossoni che provocarono cambiamenti non più rinviabili; la situazione attuale dell'informazione locale cassanese deve anche alla suavisione una realtà oggi tanto diffusa quanto imprescindibile.
Alla famiglia va il sentito cordoglio di chi l'ha conosciuto e apprezzato.
Disponibilità delle scuole (liceo e istituto comprensivo)
ad aprire le palestrealle associazioni e proposte di progettazione per attingere a fondi pubblici da parte
dell’amministrazione comunale. Questo è quanto è emerso dall’incontro tenutosi stamane presso la sala conferenze del palazzo Miani-Perotti, organizzato dalla consulta delle associazioni.
«Le scuole dovrebbero esserevissute come fossero degli
oratori, Cassano è fortunata perché le dirigenti delle scuole accettano di
aprirle di pomeriggio», con queste parole il professor Pino Calò, in rappresentanza della
dirigente del Liceo scientifico-classico Leonardo-Platone Tina Gesmundo, ha voluto esprimere la piena disponibilità della dirigente scolastica all’utilizzo degli spazi, invitando le associazioni sportive a realizzare dei progetti
che abbiano come protagonisti in particolare ragazzi e ragazze di età inferiore
ai 14 anni: questo limite è frutto di una riorganizzazione degli spazi
scolastici che la dirigenza del liceo cassanese sta attuando.
La disponibilità del maestro Enzo Marsico, delegato dalla
dirigentedell’Istituto comprensivo Perotti-Ruffo Maria Rosaria Annoscia, si è esplicata in particolare in una idea: quella, cioè, di immaginare progetti di ampio respiro, che vedano le palestre delle scuole come aggregatori sociali negli orari pomeridiani, sia per i tesserati di associazioni sportive, sia per gli
stessi alunni dell’istituto. La disponibilità della dirigente, ha detto Enzo Marsico, sarà subordinata al rispetto delle regole contenute in un regolamento per il momento ancora in bozza.
Da parte dell’assessore allo Sport Pierpaola Sapienza
sono giunte alcune idee, relative all’utilizzo del polisportivo comunale (in
sicurezza formale, ma in una situazione poco felice per quel che riguarda gli
impianti sportivi), oltre che relative a eventuali (e sperati) passi avanti di un project financing lanciato ormai diversi mesi fa e al
quale sono rimasti davvero pochi a crederci ancora. L’assessore Sapienza ha anche
invitato le associazioni a scrivere un progetto assieme per attingere a fondi
regionali disponibili in un bando in scadenza tra qualche settimana: questi fondi potrebbero servire per realizzare eventi in collaborazione con le scuole per sensibilizzare alla pratica sportiva e alla socializzazione tra i giovani.
A Cassano queste esperienze non sono propriamente una
novità: difattilo scorso anno scolastico, per esempio, l’associazione di pattinaggio Pat
Sport ha realizzato dei corsi nella palestra del Liceo Leonardo-Platone. Ma non
è stata l’unica esperienza: anche gli spazi dell’Istituto comprensivo Perotti-Ruffo
sono stati utilizzati: la palestra del plesso di via Gramsci dall’associazione
di pallacanestro Murgia Basket e la palestra della scuola media dall’associazione
di pallavolo Volley Cassano.
I buoni auspici ci sono tutti, l'augurio è che la rete già esistente, che vede intrecciatele realtà scolastiche con quelle associative, con l'apporto logistico-burocratico dell'amministrazione comunale, possa realizzarli tutti. Intanto il 26 aprile è in programma la Giornata dello Sport 2013, che si articolerà in due momenti: venerdì
26 aprile si svolgeranno presso gli spazi del liceo le finali di ping pong (maschile e femminile), pallavolo delle classi del biennio, basket e il torneo di calcio del triennio presso l'impianto sportivo privato 'Overgreen'. Invece sabato
27, dopo la prima ora di lezione, al polisportivo comunale di via Grumo dalle 9,30 si disputerà il torneo
maschile di calcio per le classi del biennio, il torneo femminile di calcio, il torneo di pallavolo, tennis e pattinaggio.