martedì 31 dicembre 2013
domenica 29 dicembre 2013
Rapine in aumento nel periodo festivo (VIDEO). Riconosciuti e arrestati tre uomini
Alla
vigilia di Natale, tre uomini incappucciati e armati hanno fatto irruzione
all’interno di un’agenzia di assicurazioni di Andria, cittadina del a nord di Bari, costringendo sotto la minaccia di una pistola, il titolare e alcuni
clienti terrorizzati a consegnare circa 3.000 euro in contanti oltre ai
cellulari. Immediata è scattata la caccia all’uomo da parte dei Carabinieri
della Compagnia di Andria allertati dalle vittime che ancora sotto shock
hanno chiamato il numero di pubblica emergenza 112. Anche grazie ai video del sistema di videosorveglianza, i militari dell’Arma sono stati in grado di identificare rapidamente e con certezza due dei tre autori della rapina entrambi giovani del luogo, già noti alle forze di polizia: D.N.R. 22enne e L.V. 30enne. Anche per il terzo le ore sono contate. I due trascorreranno le feste in cella, atteso che il Giudice per le Indagini Preliminari di Trani, su richiesta del Sostituto Procuratore Giuseppe Maralfa, ha disposto per entrambi la custodia cautelare in carcere.
VIDEO DELLA RAPINA
sabato 28 dicembre 2013
Cartoline da Cassano delle M(ucche): alle porte del 2014, resistono le cattive abitudini
venerdì 27 dicembre 2013
Rapina in banca. Video della fuga e dell'arresto effettuato dai Carabinieri
I Carabinieri della Tenenza di Bisceglie
hanno arrestato un 20enne tranese, noto alle forze dell’ordine, con l’accusa di
tentata rapina aggravata. Il giovane, con il volto coperto da un passamontagna,
ha fatto irruzione nella sede della locale Banca Popolare di Bari di via Alcide
De Gasperi, dove ha minacciato gli impiegati, intimandogli di consegnare il
denaro contenuto nelle casse. Il piano criminoso tuttavia non si è
concretizzato grazie al meccanismo di chiusura temporizzata delle casse, per
cui il malfattore si è dato alla fuga, guadagnando l’uscita da una porta
secondaria della banca, ma ad attenderlo c’erano due guardie giurate che lo
hanno prontamente bloccato unitamente ai Carabinieri di Bisceglie, nel
frattempo sopraggiunti, che gli hanno trovato un coltello negli indumenti. Su
disposizione della Procura della Repubblica di Bari il 20enne è stato
associato presso la locale casa circondariale.
giovedì 26 dicembre 2013
San Pietroburgo. Scarcerati e amnistiati gli attivisti dell'Artic 30 di Greenpeace
![]() |
| Cristian attivista di Greenpeace |
Dopo
due mesi di prigione in Russia e più di un mese di libertà su cauzione
trascorsa a San Pietroburgo finalmente Cristian potrà tornare a casa. Assieme a lui saranno liberi anche gli altri 27 attivisti di
Greenpeace e i due giornalisti freelance arrestati in seguito ad un’azione di
protesta contro la compagnia Gazprom per la difesa dell'Artico. Il Parlamento
russo ha votato l’amnistia anche per il reato di cui erano accusati: il
vandalismo.
Il ringraziamento va a tutti i firmatari della petizione, donne e uomini
liberi che hanno contribuito con il loro sostegno a tenere alta l’attenzione
sul destino di Cristian e dei suoi compagni. Giovani carichi di ideali che
mai avrebbero dovuto finire in prigione, accusati di reati assurdi e
gravissimi.
Cristian non
ha sentito suo figlio per settimane. L’angoscia, la lontananza e il timore che
questa storia potesse prolungarsi ed essere dimenticata hanno accompagnato molte, troppe giornate. Cristian è solo colpevole di pacifismo, e così tutti gli
Arctic 30. Purtroppo però non c'è nessuna amnistia per l'artico che possa
proteggere questo fragile ecosistema dalle trivellazioni petrolifere.
martedì 24 dicembre 2013
Cultura. Passato e presente: memorie e storie comuniste in Terra di Bari e in Puglia
Il partito
comunista italiano è stato un protagonista essenziale e imprescindibile della
resistenza antifascista e della fondazione della repubblica democratica.
Nell’assemblea Costituente i comunisti contribuirono in maniera determinante
alla stesura della Costituzione che pone il lavoro e non la proprietà privata
capitalistica a fondamento della repubblica. E sono stati determinanti – con la
loro organizzazione capillare e radicata nel territorio – nelle lotte per la
difesa della democrazia, per il riconoscimento e l’ampliamento dei diritti dei
lavoratori, per l’emancipazione delle classi subalterne. Questo
apporto fondamentale è oggi denegato. Le nuove generazioni ignorano la storia
dei comunisti, le vecchie tendono a rimuoverla.
L’associazione
“Marx XXI” – al pari dell’associazione “Futura umanità”, sorta con la finalità
specifica di sottrarre alla rimozione la storia dei comunisti italiani – si
propone, tra le altre sue attività, di recuperare la memoria storica dei
comunisti. Proviamo
a farlo proponendo un percorso che raccolga le testimonianze dirette di alcuni
militanti (a partire dalla Terra di Bari e dalla Puglia e, ad un tempo, il
lavoro storico degli studiosi, per
addentrarsi in una storia che molto può insegnare per risollevarsi e
riscattarsi dalla miseria presente. Tutti
coloro che sono interessati all’organizzazione di questo percorso di incontri
sono invitati ad intervenire alla riunione di venerdì
27 dicembre, alle ore 18,00, presso la sede dell’associazione Marx XXI di Bari in strada privata Borrelli al civico 32 (di
fronte al Piccolo Teatro, a qualche minuto dalla stazione e dal parcheggio
dell’ex Rossani in C.so B. Croce). Per altre informazioni è possibile contattare Andrea
Catone al numero 388.9226560.
Invece la
presentazione con Luciano Canfora e Ugo Villani del libro 'La trappola. Il
vero volto del maggioritario', prevista per venerdì 20 dicembre, è stata
spostata a venerdì 10 gennaio alle ore 18,00. Sarà
presentata per l'occasione, grazie all'Archivio audiovisivo del movimento
operaio e democratico e all'interessamento di una delle sue collaboratrici,
Milena Fiore, una delle "filmine" storiche, realizzate in economia e
curate da Mino Argentieri, che il PCI proiettava tra il 1952 e il 1953 nelle
sue sezioni e durante le iniziative di massa contro la "legge truffa"
(durata 14'). A partecipare all'iniziativa
di venerdì 10 gennaio con il loro contributo di idee e di proposte sono
vivamente invitati i rappresentanti dei partiti e delle associazioni
democratiche e antifasciste, a cominciare dall'ANPI, dei sindacati dei
lavoratori, e i cittadini tutti che hanno a cuore la difesa e l'attuazione
della Costituzione antifascista nata dalla Resistenza.
Premio. Legambiente per la riduzione dei rifiuti durante la catena di produzione
La
gestione sostenibile dei rifiuti comincia dalla fase prioritaria della
prevenzione, come prevedono le norme europee e nazionali. Gestire correttamente
i rifiuti vuol dire quindi intervenire a monte, sulle fasi di produzione,
distribuzione e consumo dei beni. Il Paese ha bisogno di un serio programma
nazionale di prevenzione che obblighi il mondo della produzione e della
distribuzione a cambiare rotta riducendo la produzione di rifiuti, com’è
riuscita a fare la Germania, utilizzando anche la leva economica (chi produce
più rifiuti paga più tasse).
Con
il Premio nazionale sulla prevenzione dei rifiuti, insieme a Federambiente,
vogliamo ricordare che la gestione virtuosa del ciclo dei rifiuti migliora la
qualità ambientale, dà un impulso alla ricerca e all’innovazione e apre nuove
strade a vere e proprie filiere industriali. Ridurre i rifiuti non significa
sottoporsi a privazioni o rinunce; significa invece mettere sul mercato beni
durevoli realizzati con basso dispendio d’energia e di risorse naturali e
facilmente riciclabili.
Obiettivo
del Premio è quello di individuare, promuovere e diffondere le buone pratiche
nazionali, valorizzando le esperienze più rilevanti e innovative. L’appuntamento
è a Roma il 16 gennaio 2014 dalle ore 10,00 alle 13,00 presso l’hotel Nazionale
in piazza Montecitorio al civico 131.
(fonte Legambiente.it)
Commercio illegale. Ritrovati resti di animali protetti presso la Curia di Foggia
Nell'Africa
nera se dici Big Five chiunque
intenderà compiaciuto, altri vorranno vendere statuette in legno o batik nei
quali sono ritratte le giornate o le pose dei grandi elefanti africani, dei
velocissimi leopardi, dei pladici leoni, dei pesanti bufali o dei massicci
rinoceronti. Invece in Italia, così come in molti altri Paesi del mondo, quando
dici leopardo viene in mente un tessuto leopardato e non il runner della savana. Se dici elefante,
immediatamente vien da pensare all'avorio e alle zanne strappate dalla viva
carne del grande mammifero. Averli visti in più occasioni, crea di fronte ad
una insolita notizia, come quella che vado a raccontare di seguito, una rabbia
soffocata, inspiegabile ai meno sensibili.
Durante
dei lavori di rifacimento, affidato alle cure del Corpo Forestale dello Stato, di
alcuni locali adibiti a magazzini di proprietà della Curia provinciale di
Foggia, sono stati rinvenuti in alcuni scatoloni numerose parti di esemplari di
animali protetti. Dopo la stupefacente scoperta il caso è passato nelle mani
degli agenti della CITES di Bari, i quali hanno riconosciuto zanne d’avorio di
elefante africano, statuette di piccole dimensioni anch’esse in avorio, una
zampa d’elefante africano svuotata internamente e decorata, carapaci di tartarughe
di mare di grosse dimensioni, pelli di boa, pelle di ghepardo, scorpioni e
ragni in vetro. Tutti i resti animali, del valore commerciale di circa 50mila
euro, risalenti probabilmente agli anni Sessanta, in passato sono stati addirittura
esposti a San Giovanni Rotondo in una mostra dedicata alle missioni in Ciad.
Gli
uomini della CITES di Bari hanno ovviamente identificato gli esemplari, che sono
risultati essere tutti protetti dalla normativa Internazionale CITES che regola
il commercio e la detenzione di esemplari protetti in via di estinzione vivi o
morti o parti di essi. Secondo tale normativa la detenzione di quanto ritrovato
deve essere autorizzata da certificazioni rilasciate dal Corpo Forestale dello
Stato sulla base di documentazione che ne attesti la legale acquisizione.
La
vicenda si è conclusa con il sequestro da parte degli agenti del CITES di Bari, e l'affidamento temporaneo ad una struttura della Forestale di Martina
Franca al fine di essere utilizzati a scopo didattico, in attesa della destinazione
definitiva del giudice.
24.12.2013
Vito Stano
lunedì 23 dicembre 2013
WWF. Avviato iter per l’Area Marina Protetta Grotte di Ripalta - Torre Calderina
La tutela del patrimonio naturale è entrata nel comune sentire già da qualche anno, per fortuna. E dopo diverse istituzioni di parchi regionali e nazionali, per la Puglia è la volta di un'altra area protetta. Dal WWF Puglia riceviamo il seguente comunicato che racconta nel dettaglio la vicenda. V.S.
di WWF Puglia
Il sito è stato inserito tra le cosiddette aree di reperimento
previste dalla Legge Quadro sulle aree protette. «Non
posso nascondere l’emozione per questo evento che si può definire storico per
la nostra comunità». È questo il commento a caldo di Mauro Sasso, vice
presidente del WWF Puglia che ha contribuito al raggiungimento del traguardo
consegnando un articolato dossier e suggerendo il nome della futura AMP. «Dopo
essere stati ricevuti il mese scorso al Ministero per l’Ambiente – continua
Sasso – ci siamo resi conto che finalmente, dopo tante battaglie ambientaliste,
si era ad un momento di svolta. Dobbiamo ringraziare la sensibilità
istituzionale del ministro Orlando, la sapiente mediazione dell’onorevole Boccia e
dei suoi più stretti collaboratori se oggi salutiamo una nuova area di
interesse naturalistico nelle acque antistanti la costa tra Bisceglie e
Molfetta».
Esprime soddisfazione anche il WWF Italia che, come dichiarato dal
Consigliere Nazionale Antonio de Feo, ritiene di primaria importanza la
scelta di avviare formalmente l'istituzione dell'Area Marina Protetta delle ‘Grotte
di Ripalta - Torre Calderina’, inquadrandosi quale obiettivo della più ampia
politica per la tutela della biodiversità del Programma Mediterraneo del WWF
International. Una delle problematiche emerse in questi ultimi anni riguarda le
azioni di tutela dei Siti di Importanza Comunitaria (SIC) definiti dalla
Direttiva Comunitaria 92/43/CEE. In
Puglia la presenza dei SIC marini
coincide largamente con la distribuzione di Posidonia oceanica. Attualmente
questi erbari non beneficiano di iniziative di conservazione, ad eccezione di
quelli compresi nelle aree marine protette di Torre Guaceto, Tremiti e Porto
Cesareo ed, essendo particolarmente vulnerabili, in questi ultimi anni si è
verificata una forte regressione e depauperamento delle praterie di Posidonia.
Tuttavia recentissimi studi universitari hanno evidenziato che lungo la costa
pugliese insiste una cintura di coralligeno, i cosiddetti biocostruttori, per i
quali l’Unione Europea ha chiesto all’Italia uno sforzo teso all’individuazione
di queste emergenze naturalistiche ed ecologiche, affinché si possa
incrementare la superficie di mare protetta, così come sta accadendo in Francia
e Gran Bretagna. L’istituzione della nuova area di reperimento Grotte di
Ripalta - Torre Calderina, partendo dall’esistenza del SIC ‘Posidonieto S. Vito’,
risponde a queste aspettative e consentirà di studiare gli habitat e quindi
programmare le migliori strategie di conservazione. «Abbiamo in mente il
modello di Torre Guaceto – conclude Sasso – dove l’ottima capacità
organizzativa del Consorzio di Gestione, nel quale sono presenti le
Amministrazioni locali, il Ministero dell’Ambiente e il WWF, ha avuto ricadute
positive sull’economia, sulla pesca e sull’ambiente».
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