giovedì 10 ottobre 2013

Cassano delle Murge. Pptr Puglia: assenze e toni da campagna elettorale

Il Piano Paesaggistico Territoriale Regionale è in queste settimane oggetto di discussioni animate e dure contrapposizioni politiche. Numerosi sono gli incontri durante i quali le posizioni a favore e contrarie emergono prepotenti: ieri sera a Cassano delle Murge, presso l'auditorium del Liceo scientifico-classico Leonardo Da Vinci-Platone, si è consumata un'altra discussione relativa all'argomento. Organizzatore della serata il consigliere comunale di opposizione Davide Del Re, componente provinciale di Sinistra Ecologia Libertà ma presente in Consiglio sotto il vessillo della lista civica Nuova Ideadomani, gruppo guidato da Teodoro Santorsola, già vice sindaco durante i due mandati di Giuseppe Gentile, a sua volta oggi consigliere provinciale, in quota Italia dei Valori.

Il quadro politico era, dunque, completo: avrebbero dovuto presenziare l'assessore regionale e vice presidente della Regione Puglia Angela Barbanente, il sindaco di Santeramo in Colle Michele D'Ambrosio, il sindaco di Acquaviva delle Fonti Davide Carlucci. Non c'è che dire, la loro assenza s'è fatta sentire. In compenso, era presente la dottoressa Francesca Pace del Servizio Assetto del Territorio della Regione Puglia, la quale ha diligentemente presentato il Piano. Era presente il presidente del Parco Nazionale dell'Alta Murgia Cesare Veronico, che siede anche tra i banchi d'opposizione del Consiglio provinciale di Bari in quota Partito Democratico. Veronico ha ribadito la sua posizione rispetto alla questione esercitazioni militari nelle aree protette, aggiungendo al già detto che «le esercitazioni militari possono continuare nell'area Parco a patto che non si spari. I militari possono essere utilizzati per esercitazioni bianche, di tattica, condurre azioni di pulizia delle grotte pieni di rifiuti o condurre azioni di protezione civile. Ci vorrà del tempo – ha chiuso Veronico – ma sono convinto che vinceremo noi».

E Mentre il consigliere Gentile ha rievocato i tempi della redazione del Piano regolatore generale del Comune di Cassano delle Murge, l'assenza dell'attuale sindaco Maria Pia Di Medio è stata una mancanza politica. Dopo gli interventi dei relatori e anche di qualche ingegnere dubbioso sulla natura del Piano, alcuni interventi dal pubblico, di cui uno in particolare, hanno snaturato il Dna dell'incontro. Con toni da campagna elettorale rievocando scenari passati e immaginando nefasti scenari futuri, la centralità del PPTR ha lasciato campo libero alla questione, molto e forse troppo dibattuta, del progetto 'Lame': questione, questa, tutta cassanese, dimenticando il Piano Paesaggistico Territoriale Regionale.

10.10.2013
Vito Stano 

mercoledì 9 ottobre 2013

Movimento Nonoviolento in difesa del PPTR per il futuro della Puglia

Il paesaggio pugliese, nelle sue diverse articolazioni, è certo il prodotto di un rapporto millenario tra  le 'genti vive' che lo hanno abitato e l’ambiente. Tale rapporto non è stato sempre lineare, anzi, soprattutto negli ultimi decenni, gli interventi umani hanno provocato notevoli squilibri fino a compromettere, in forme irreversibili, ampie aree del territorio, sia interne che lungo la costa. Tuttavia, esso rappresenta, ancora oggi, un giacimento straordinario di saperi e di culture urbane e rurali che possono contribuire a produrre nuovi equilibri, a rinnovare le modalità di vivere e di abitare, a lanciare la sfida ai miti omologanti della globalizzazione economica.

È in questa direzione che il Piano paesaggistico regionale si è mosso, al fine di definirne  le regole d’uso  e di trasformazione da parte degli attori socioeconomici che si propongono di garantire la riproduzione durevole del patrimonio; per porre le condizioni normative e progettuali per la costruzione di valore aggiunto territoriale come base fondativa di uno sviluppo endogeno e auto-sostenibile. Il Piano non costituisce soltanto una revisione o aggiornamento del PUTT/P vigente, ma un nuovo piano paesaggistico, in quanto tiene conto della Convenzione europea del paesaggio (Firenze 2000) e, soprattutto, si è imposto di adeguarsi al Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio al fine di coniugare la tutela e insieme la valorizzazione dell’intero territorio regionale. Gli argomenti trattati, a partire dal concetto di 'coscienza di luogo', sono lo stop al consumo di suolo, all’edificazione selvaggia e all’occupazione delle coste, la mobilità lenta, il patto con i produttori di paesaggio, la definizione dei margini urbani e la integrazione delle periferie con la campagna, dare dei limiti e delle regole all’edificazione negli ambiti rurali, alle infrastrutture stradali, alla istallazione indiscriminata di impianti da fonti alternative, alla localizzazione delle discariche,  ecc...

Il PPTR, nonostante la caparbietà e la convinzione dell’Assessorato regionale, ha dovuto fare dei compromessi, per così dire, con la real politik, ma sempre nei limiti della dignità e delle mediazioni ammissibili. Dopo un lungo periodo di lavoro, condotto con perizia da una équipe di specialisti coordinata da Alberto Magnaghi, il Piano è stato adottato dalla Giunta regionale il 2 agosto 2013, a seguito dell’avvenuta approvazione da parte del Ministero per i Beni Culturali. Il termine utile per far pervenire eventuali osservazioni è fissato per il 4 novembre p.v. Il Piano, oltre ad essere stato presentato in numerosi incontri in tutta la regione è consultabile on-line sul sito regionale da circa tre anni (www.paesaggio.regione.puglia.it).

Solo in vista di tale scadenza, però, il dibattito sembra essere improvvisamente scivolato in un cono d’ombra che alimenta poteri e interessi equivoci e che rischia, come molte volte è accaduto in passato, di inficiare un progetto di grande rilievo per il futuro della Puglia. L’attacco a cui è sottoposto oggi, al di là di coloro che non hanno neppure letto e studiato attentamente il Piano, è l’attacco di chi difende diritti acquisiti per consuetudine, ma non per legge, sull’edificabilità dei suoli. Ancora più grave risulta l’alleanza trasversale della destra con esponenti del PD che, probabilmente, non hanno trovato “posto” nel rimpasto e che oggi scelgono il Piano come argomento populista per una personale campagna elettorale e strumentale contro il governo regionale.

I problemi, allora, sono quelli di sempre. Le solite corporazioni forti che difendono i propri interessi speculativi, in barba alle necessarie tutele dei 'beni comuni'. Le pressioni sono tutte incentrate sull’ammorbidimento delle tutele e sulla riduzione delle categorie di beni tutelati. Si vorrebbe, per esempio, che vengano fatte salve tutte le previsioni possibili ed immaginabili di PRG, Piani di fabbricazione e Piani di lottizzazione anche degli anni ’70, quando le aspettative di espansione erano sovradimensionate rispetto alle reali esigenze.

Il tentativo di erodere il PPTR si accompagna a una certa ignoranza normativa. Tra le categorie di beni più contestate ci sono i pascoli e i boschi, che però sono un bene statale ex lege, definito dalla legge nazionale n. 227/2001. Tutte le aree che rientrano nella definizione di 'bosco' esistono da prima del PPTR e ci sembra un'operazione ambigua e sleale mettere in discussione quanto già normato, instillando nell'opinione pubblica dubbi su quanto le leggi stabiliscono senza remore da tempo.Tra l’altro, nella definizione anche le aree a bosco percorse da incendio sono considerate vincolate. Così come tutte le aree che sono state rimboschite con alberi forniti dalla forestale. Certo il PPTR non è uno strumento infallibile. Esso, tuttavia, ha cercato di mettere ordine a tutta la vincolistica regionale in modo trasparente, cercando di ridurre la discrezionalità di interpretazione di cui anche le Soprintendenze hanno goduto fino ad oggi. E questo nell’intento di dare regole chiare a tutti. Il Piano è comunque pensato per essere completato in sede di adeguamento dei Piani comunali, visto che è prettamente su base locale che si possono approfondire le conoscenze, delineare la programmazione della salvaguardia paesaggistica, concretizzare le scelte di valorizzazione del patrimonio.

Il Piano, tuttavia, rappresenta un solido contenitore entro cui inquadrare la programmazione comunale. Ne indica le linee guida e le modalità della loro esecuzione, riservandosi il compito del controllo. Esso inoltre permette di sfumare i confini tra le aree già protette, come i Parchi Nazionali, e il resto del territorio, che viene per certi versi riunificato nel segno della tutela e della valorizzazione dell'intera regione. Molte associazioni lamentano lacune nella individuazione dei beni culturali identificati dalle Università pugliesi. Per ovviare, è sufficiente proporre una segnalazione del bene ritenuto di pregio e la cartografia di individuazione dei beni da tutelare verrà integrata, poiché essa è, a differenza di prima, dinamica. Il Piano è aggiornabile nei siti da tutelare senza comportare i passaggi burocratici di adeguamento del Piano stesso.

Sarebbe, perciò, opportuno che associazioni, tecnici o cittadini organizzino tavoli di lavoro, propongano ulteriori tutele e alimentino il dibattito in difesa del Piano paesaggistico. Finora le spinte sono state quasi tutte in detrazione e non in aggiunta; non si è preso coscienza che il PPTR invece apre ricche possibilità di sviluppo economico, culturale, antropologico che vanno riconosciute da parte degli attori sociali, valorizzate e praticate nel quadro della protezione dei beni comuni. Riteniamo le comunità organismi complessi che non possono essere rappresentate solo dalle giunte, dai sindaci e dalle corporazioni. Il dialogo è necessario al fine di favorire una presa di coscienza critica delle comunità pugliesi e rendere possibile un futuro durevole per tutti, oggi e per le future generazioni.

Gli aderenti:
Centro studi Torre di Nebbia
Comitati Alta Murgia (CAM) di Altamura, Andria, Bitonto, Corato, Gravina, Grumo Appula, Ruvo, Santeramo
Movimento Nonviolento - Puglia
Associazione La Mancha (Ruvo)
Glooscap - Visioni contemporanee - Molfetta
Associazione Radici (Ciclomurgia) - Trani
Associazione La Gravinella - Santeramo
Associazione ‘Comunità di Fornello’ - Altamura
Teatro Minimo - Andria
Associazione culturale Uzakistan

(fonte Movimento Nonviolento - Puglia)

Piano paesaggistico: non si placano le critiche. A Cassano un incontro

Le piogge di questi giorni fanno emergere le crepe che il territorio durante le giornate soleggiate nasconde. Numerose sono le vittime della furia dell'acqua che corre sempre più impetuosa tra letti di fiumi invasi da costruzioni e vie dell'acqua non più praticabili a causa della scarsa o nulla manutenzione dei territori. Nel cinquantesimo anniversario della tragedia del Vajont, che contò quasi duemila vittime e diversi paesi distrutti, l'Italia non risolve la sua annosa problematica con la natura. Stretto tra le sue catene montuose, il Belpaese registra quasi ad ogni pioggia disagi alla vita quotidiana e risvegliandosi ogni volta come da un letargo si ritrova a fare i conti con la inettitudine dei decisori politici, i quali con sguardo miope non fanno altro che piangere lacrime di coccodrillo ad ogni occasione senza immaginare strategie o più semplicemente non ascoltando le voci della scienza. Intanto la tutela del territorio in quest'ultimo decennio è stata per molti amministratori la parola d'ordine ed ecco che contestualmente sono nate riserve naturali e parchi nazionali e regionali. La rete di vincoli che n'è scaturita ha sottratto inevitabilmente terreno all'espansione urbana e quindi una fetta considerevole di economia fondata sul mattone ha subito un contraccolpo inevitabile. Questa situazione si è andata a sommare all'immobilismo del mercato del mattone, diretta conseguenza della crisi economica e finanziaria che stiamo attraversando ormai da cinque anni.  

Queste riflessioni si riversano come fosse acqua piovana all'interno della discussione sull'adozione del Piano Paesaggistico Territoriale Regionale pugliese. Le critiche sono state numerose e il capogruppo Pdl in Consiglio regionale Ignazio Zullo se n'è fatto portavoce, pur lodando il faticoso lavoro che l'assessore Angela Barbanente sta portando a termine. La richiesta dell'opposizione politica, e di molti professionisti del settore edile, è di rivedere il Piano alla luce dei numerosi errori cartografici (questa è una delle critiche) e delle stringenti norme che dallo stesso Piano ne deriverebbero. Come il consigliere capogruppo Zullo ha ribadito appena due giorni fa in un incontro a Cassano delle Murge, «l'ambiente è un valore costituzionale, ma anche il lavoro è principio costituzionale, pertanto dobbiamo cercare un equilibrio tra le cose». È evidente nelle parole di Zullo il rifermento alla crisi che il settore delle costruzioni sta vivendo: ingegneri, architetti, geometri, imprenditori edili presenti in gran numero hanno lamentato la già intricata maglia di norme che stritola la libera intrapresa preoccupati di quello che il PPTR porterà nel prossimo futuro.

Alle critiche politiche e di settore risponde il Piano, sostenuto dall'idea di tutela del territorio che l'ha partorito. Diviso in tre aree, il Piano nella sua prima parte ricostruisce l'atlante paesaggistico pugliese, con una descrizione del territorio dettagliata, leggibile in schede d'ambito. La seconda parte è dedicata a spiegare lo scenario sostenibile prospettato dalla maggioranza politica regionale: dalla Rete ecologica, cioè la biodiversità regionale, al Patto Città-Campagna, che prevede una maggiore interazione tra agglomerati urbani e aree rurali, al Sistema infrastrutturale di mobilità dolce, come la ciclovia inaugurata appena qualche giorno fa sull'Alta Murgia. Infine la terza parte del Piano è dedicata al quadro normativo, necessario strumento per comprendere cosa effettivamente si può fare e fino a dove ci si può spingere. I promotori del PPTR pugliese intendono il Piano come uno strumento utile per marcare un approccio progettuale e di tutela del territorio, a differenza del vecchio PUTT (Piano urbanistico territoriale) che aveva invece un approccio vincolistico, ma non strategico.

La discussione com'è ovvio non si ferma, numerose sono le occasioni per confrontarsi e far emergere quelle osservazioni tanto attese dagli uffici regionali. Questa sera, nuovamente a Cassano delle Murge, paese d'origine e di residenza del capogruppo regionale del Pdl Ignazio Zullo, è in programma un incontro, organizzato dall'associazione 'Symposium', al quale sono stati invitati a dialogare il presidente del Parco dell'Alta Murgia Cesare Veronico, il sindaco di Acquaviva delle Fonti Davide Carlucci, il sindaco di Santeramo in Colle Michele D'Ambrosio, il consigliere provinciale Giuseppe Gentile (già sindaco di Cassano delle Murge) e il consigliere comunale di Cassano delle Murge Davide Del Re, collega di Gentile all'interno del Consiglio comunale cassanese tra i banchi delle opposizioni. La protagonista della serata sarà l'assessore regionale alla Tutela del Territorio e ispiratrice del PPTR Angela Barbanente. L'incontro si terrà presso l'auditorium del Liceo scientifico-classico di Cassano delle Murge.

09.10.2013
Vito Stano

martedì 8 ottobre 2013

Alta Murgia. CAT Bari: «Parco cresce con apporto dei soggetti dei territori»

La pioggia ha fatto finalmente capolino sull'Alta Murgia, gli agricoltori ringraziano, mentre gli escursionisti fanno gli scongiuri. Evitato il rischio pioggia, sabato 5 ottobre è stata inaugurata la ciclovia della Murgia, lunga 67 km, collegata con le stazioni di Ruvo di Puglia e Corato. L'opera è costata 400mila euro e ha già suscitato grande apprezzamento da parte degli escursionisti sia a piedi sia in bicicletta.

Protagonista della giornata inaugurale, assieme all'associazione Talos di Ruvo di Puglia, è stata l'associazione barese Club Amici del Trekking che, con le sue guide, ha guidato l'escursione a piedi durante la giornata inaugurale. Per capire gli stati d'animo e i progetti abbiamo fatto una chiacchierata con Corrado Palumbo, segretario del Cat Bari. 

Signor Palumbo come nasce questa collaborazione?
Abbiamo avviato nell’ultimo periodo una serie di contatti con l’ente Parco, abbiamo trovato dei punti di contatto e abbiamo trovato delle cose dove noi, come associazione, possiamo essere utili, perché in questa fase, se veramente vogliono far crescere il Parco, non bisogna chiedersi cosa possa fare l'ente per il territorio ma cosa possono fare i singoli soggetti presenti sul territorio per il Parco stesso. 
Per la giornata inaugurale ci è stata affidato dall’ente Parco la conduzione di una escursione leggera, 6 km in tutto, attraverso la ciclovia dell’Alta Murgia, che definirei unica, 67 km quasi tutti su sterrato. Questo è un momento importante nella storia del Parco Nazionale dell’Alta Murgia e il fatto che il Club Amici del Trekking sia presente è sicuramente molto importante.

Proporrà il Cat degli itinerari all’ente Parco?
Sicuramente noi, già nei nostri programmi escursionistici, abbiamo previsto una serie di uscite nel Parco, nel dettaglio abbiamo presentato un progetto che prevede degli eventi organizzati a livello stagionale, quindi un evento per ogni stagione organizzati dal Cat e riservati al Parco dell’Alta Murgia.      

08.10.2013
a cura Vito Stano

Bitonto. IconAzione: il progetto 10x10 prosegue con Christian Loretti

Nell’ambito del progetto culturale 10x10, dieci artisti per dieci mesi, riformulato in seconda edizione da Amalia Di Lanno, si inaugura l’11 ottobre 2013 alle ore 20.00 nella sala espositiva del Laboratorio Urbano Officine Culturali di Bitonto (Ba) la mostra dello scultore foggiano Christian Loretti.

Quando l’arte incontra la storia, la forma diventa aforisma di un universo in continua evoluzione che non può a nessun costo rinnegare la lunga teoria di istanti di cui si compone il suo percorso. Ogni segno impresso sulla superficie inerte diventa testimonianza attuale di un’esperienza di vita che ha sprigionato la sua energia creatrice, facendosi interprete e portavoce di una vicenda collettiva intrisa di orrore e pietà, dolore e gioia, morte e vita. Percorrendo l’antico territorio dei Dauni, dalle montagne ricoperte di fitti boschi alle dorate spiagge dell’Adriatico, Christian Loretti ha preso coscienza della sua identità di uomo e scultore, cogliendo l’essenza più autentica di un popolo fiero e combattivo che ha lasciato tracce significative della sua civiltà nei numerosi reperti faticosamente riportati alla luce dal paziente lavoro degli archeologi. 

Compiendo un’ardita sintesi tra antico e moderno, figurativo e astratto, questo giovane scultore foggiano ha creato un nuovo linguaggio espressivo, che pone in primo piano la materia stessa e il procedimento attraverso il quale essa assume forma e valore. In questo modo, l’antica tecnica del colombino, consistente nella paziente sovrapposizione di anelli concentrici di diverse dimensioni, può generare liberamente nel suo spontaneo e irrazionale dispiegarsi forme insolite che assumono il valore di archetipi: non solo gli esseri viventi, pertanto, ma gli stessi oggetti inanimati della società moderna vengono codificati e risemantizzati, ricevendo l'impronta di una originale cifra stilistica. L’icona, quindi, diventa testimonianza di un’azione creatrice che obbedisce soltanto alle leggi dell’automatismo psichico e trova in se stessa, nel proprio primordiale ed esuberante vigore espressivo, il senso profondo della sua misteriosa e inquietante presenza tra noi.
(di Cosimo Strazzeri)

Christian Loretti | IconAzione
a cura di Massimo Nardi
dall’11 al 29 ottobre 2013
Inaugurazione 11 ottobre 2013, ore 20.00
Orario visita:
dal lunedì al venerdì
9,00 - 21,00
Ingresso: gratuito

Officine Culturali di Bitonto
Largo Gramsci, 7
70032 Bitonto (Ba)
www.officineculturali.it
info@officineculturali.it

Media Partner del progetto 10x10: Ilsitodell'arte

Il progetto 10x10 seconda edizione è realizzato nell'ambito del "Concorso di idee per la selezione e il finanziamento di nuovi eventi culturali innovativi" del progetto Officine Culturali - Centro Culturale di Eccellenza, che ha avuto accesso al finanziamento regionale per il ‘Sostegno alla gestione di Spazi Pubblici per la creatività giovanile’.

Russia: appello al Presidente Napolitano per liberare Cristian D'Alessandro

Cristian D'Alessandro, l'attivista italiano accusato di pirateria
La nave di Greenpeace con la quale pacificamente 28 attivisti cercavano di salvare l'Artico dalle trivelle della Gazprom, è stata abbordata illegalmente dalla Guardia Costiera russa in acque internazionali. Tutti, inclusi due giornalisti, sono stati fermati e accusati di pirateria e ora rischiano fino a 15 anni di detenzione in RussiaTra gli attivisti c'è Cristian. La madre scrive una lettera a Napolitano e chiede che suo figlio possa tornare a casa. Sottoscrivi anche tu l'appello.


Signor Presidente,
mi chiamo Raffaela Ruggiero, sono la madre di Cristian D’Alessandro, il giovane attivista di Greenpeace, arrestato dalle autorità russe nel Mar Artico con i suoi 29 compagni. Mi rivolgo a Lei , Presidente, conoscendo la Sua storia e la Sua sensibilità verso i temi dei diritti umani, perché si adoperi per la libertà di Cristian. Certo, il momento è grave per il Paese e ben altri pensieri affollano la Sua mente, lo so bene, ma pure mi permetta di insistere perché rivolga qualche minuto del Suo prezioso tempo al mio ragazzo ed ascolti, per cortesia, il mio appello.

Cristian ha 31 anni, ha conseguito la laurea in biotecnologie mediche all’Università Federico II di Napoli, con una tesi di ricerca che ha avuto risultati lusinghieri ed apprezzamenti dai docenti fino a meritare la pubblicazione su una rivista scientifica. Durante il percorso universitario ha fatto le sue prime esperienze lavorative in Inghilterra, dove ha imparato la lingua pagandosi il soggiorno facendo il cameriere, perché la sua grande dignità non gli avrebbe mai consentito di chiedere soldi alla famiglia. Una volta laureato, assecondando il bisogno interiore di mettere in atto quei principi che per molti restano solo teoria, ha fatto la sua scelta di vita, aderendo ai principi dell’organizzazione ecopacifista Greenpeace, che si occupa di tutelare il pianeta dalle aggressioni, talvolta inconsapevoli, spesso proditorie, degli stessi popoli che lo abitano.

Noi, d’altro canto, abbiamo sempre sostenuto la ricerca di autonomia dei nostri figli, sicuri come siamo dei principi di onestà e correttezza in cui li abbiamo cresciuti e se, egoisticamente, avremmo preferito averli vicini, pure li abbiamo lasciati liberi di inseguire i propri sogni e di accrescere quel patrimonio di esperienze attraverso il quale sono diventati quello che adesso sono: esseri pensanti, liberi, onesti leali, in grado di fare scelte consapevoli, di compiere gesti nobili. Sono entrambi lontani, ma siamo certi del loro affetto, fieri del loro coraggio e contenti della loro felicità, perché i figli sono felici se fanno ciò in cui credono.

Cristian aveva il sogno di contribuire a costruire un mondo migliore ed ha creduto di poterlo fare pacificamente con i  suoi compagni di Greenpeace. Questo sogno adesso è una colpa, anzi un reato gravissimo.

Signor Presidente, non sentiamo Cristian da settimane. Sua nonna, che ha 88 anni, prega ogni giorno per lui, nel chiaro timore di non poterlo riabbracciare più. Mai avremmo creduto di vederlo in prigione, lui persona pacifica, non violenta, amante della natura, della musica, della compagnia semplice e schietta, accusato di pirateria e di atti violenti. 

sabato 5 ottobre 2013

Pirateria: è questa l'accusa formalizzata agli attivisti dagli inquirenti russi

Pirateria. È questa l'accusa formalizzata stamattina dagli inquirenti russi per 5 degli attivisti dell'Arctic Sunrise. Un'accusa terribile e ingiustificata, per la quale rischiano fino a 15 anni di carcere.  Non possiamo accettare che la difesa dell'Artico e le proteste pacifiche contro le trivellazioni vengano chiamate pirateria.


Ringraziamo coloro che hanno già firmato l'appello: circa 700mila persone hanno chiesto la liberazione dei nostri Arctic 30. Ma non basta.  Dobbiamo essere la voce dei nostri attivisti, messi a tacere dalle autorità: per farlo, condividere l'appello è fondamentale. 



«L'accusa di pirateria è rivolta a uomini e donne il cui unico crimine è quello di avere una coscienza. Questo è assolutamente scandaloso e mina alla base i principi della protesta pacifica. Assurdo qualificare gli attivisti come pirati, vogliono solo intimidirci e farci tacere, ma non desisteremo», ha detto Kumi Naidoo, direttore di Greenpeace International.

Stati Generali della Green Economy: il 7 ottobre si presentano a Roma

Il ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando, il presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, Edo Ronchi e il presidente di Rimini Fiera, Lorenzo Cagnoni, presenteranno lunedì prossimo a Roma il programma degli Stati Generali della Green Economy. La due giorni di confronto e dibattito su ‘un Green New Deal per l’Italia’, organizzata dal Consiglio Nazionale della Green Economy in collaborazione con i Ministeri dell’Ambiente e dello Sviluppo Economico e con il supporto tecnico della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, si terrà il 6 e 7 novembre prossimi a Rimini nell’ambito delle manifestazioni Ecomondo, Key Energy e Cooperambiente.

In collaborazione e con il supporto delle istituzioni di riferimento, il Consiglio Nazionale della Green Economy ha lavorato, grazie al costante impegno dei 10 gruppi di lavoro e al coinvolgimento di oltre 350 esperti provenienti da tutta Italia, a un elenco di priorità necessarie a sviluppare un piano di sviluppo nazionale basato sull’economia verde, ‘Un Green New Deal per l’Italia’. Molte delle proposte sono già state discusse con i ministri Orlando e Zanonato nelle sedi istituzionali.

A Ecomondo, nel corso degli Stati Generali della Green Economy 2013, saranno presenti tutti gli interlocutori impegnati in questo processo aperto e partecipativo, che vedrà anche il coinvolgimento di autorevoli istituzioni europee, oltre alla diretta partecipazione della società civile.


Una poesia mediateca: tutti gli appuntamenti della prossima settimana

Lunedì 7 ottobre l'icona pop della scena underground newyorkese John Giorno è a Bari al Cineporto per un reading organizzato con la collaborazione della Mediateca. Presto da noi troverai anche contributi video e testi di approfondimento. Sempre Lunedì mattina, per gli interessati, la conferenza stampa di un appuntamento ormai storico della città e della regione con la sperimentazione musicale: il festival Time Zone. Invece nel primo pomeriggio l'appuntamento preliminare allo spettacolo teatrale per ragazzi di Villa Roth su Cenerentola.

Martedì ritorna in Mediateca il corso di alfabetizzazione informatica per soggetti Parkinsoniani e loro familiari. La partecipazione è gratuita ma è necessario iscriversi perché il numero viene chiuso in base alle postazioni informatiche disponibili. Durante tutta la giornata dalle ore 10,00 alle 20,00 si svolgeranno i provini per il film partecipato di cui parla già tutta la città. Sinapsi è il nome del progetto e stanno cercando proprio voi!  Se hai voglia di cimentarti con la scrittura cinematografica e raccontare dal tuo punto di vista la città non esitare a candidarti e presentati in mediateca.

Mercoledì 9 conferenza stampa con show case e buffet per la presentazione del nuovo album dei Camillorè ‘il Kaos della Solitudine’. Giovedì 10 e venerdì 11 iniziano i primi due appuntamenti di Laboratorio formativo sul Project Management a cura del dottor Michele Selicati, dalle 10,00 alle 18,00. La sera dopo le 18,00 due appuntamenti con dibattiti gestiti da associazioni. Giovedì l'ultimo appuntamento con ‘La civiltà celtica e la filosofia dei druidi’ e venerdì  sempre alle 18,00 sulla Green Economy a cura di ‘Fare per fermare il declino’.


(fonte Mediateca Regionale Pugliese)

venerdì 4 ottobre 2013

Lama San Giorgio. La denuncia: il controllato che comanda il controllore

Foto fb 'No reflui Lama San Giorgio'
Nonostante la magistratura ponga sotto sequestro sempre più depuratori, l'ultimo ieri su disposizione della magistratura tranese, è stato sequestrato (con facoltà d’uso) il depuratore di Bisceglie nel quale, nei giorni scorsi, è stata accertata la presenza del batterio Vtec 026, che è alla base dell’infezione in 16 pazienti della Sindrome emolitico uremica (Seu) diagnosticata in Puglia tra luglio ed agosto scorsi a 20 persone, soprattutto bambini, è molto strano che l'arpa sul depuratore di Sammichele, che sversa direttamente nella lama San Giorgio, grazie ad un progetto voluto e imposto direttamente dal governatore Vendola, abbia riscontrato che va tutto bene, che la tabella 4 è rispettata, tranne qualche piccola e insignificante eccezione, e si lancia anche in conclusioni che intravedono nello sversamento dei reflui in lama un ottimo strumento di riqualificazione ecosistemica dell'area. nonostante il pronunciamento contrario di esperti e docenti, di enti posti alla difesa paesaggistica e del territorio. Nonostante ci siano documenti "interni" dell'Aqp che attestano l'incapacità dei depuratori di sopportare grosse precipitazioni e piene. Nonostante gli esami commissionati dal comitato per la difesa della lama San Giorgio, supportati dal comune di Rutigliano, che denunciavano fuori tabella 4 i campioni prelevati.

A Taranto, anche se l'inquinamento della città lo si sentiva sulla pelle, è stato necessario l'intervento della magistratura per portare a definire taranto un comune inquinato e pericoloso per la salute dei cittadini. con 400 morti l'anno. deve accadere anche a noi e ai residenti delle comunità che vivono la lama San Giorgio? ma soprattutto può una struttura pubblica così importante, che ci deve tutelare e deve difendere l'ambiente, essere un organo tecnico della regione, sottoposto quindi alle volontà e agli indirizzi politici, alle pressioni e alle imposizioni di chi gestisce il potere?

È indubbio però che sulla vicenda della lama San Giorgio, per la sua condanna definitiva a destinataria finale dei reflui (fogna) per una portata a regime di 300 L\S, si siano concentrati diverse tipologie di rappresentanze sociali e del mondo degli affari. un agglomerato di interessi che vanno dalla politica e finiscono ai finanziamenti da elargire e ai "lavori" da espletare. Anche a Taranto, la regione e i sindacati, invece di lanciare l'allarme, continuavano a trattare sull'occupazione, con l'Ilva, e a riconoscere riva come un grande industriale, mentre centinaia di cittadini, uomini donne, vecchi bambini, morivano di malattie terribili. Tutta questa mobilitazione per coprire una incapacità di tutela ambientale e paesaggistica. politica e tecnica. di pensare e realizzare un sistema di recapito finale e recupero dei reflui fognari, capace di non cancellare tradizioni popolari, paesaggi millenari e stravolgere ecosistemi, ma soprattutto capace di non avvelenarci. 

Capace di rispondere ad una semplice domanda, che anche un bambino potrebbe fare e comprendere. Può un parco naturale protetto, sottoposto a vincoli paesaggistici, con importanti testimonianza di pregiato valore storico e archeologico. con particolari habitat ambientali, certificati e riconosciuti. Può uno degli ultimi patrimoni ambientali della nostra regione essere trasformato in una mega opera di recapito finale delle fogne di diversi comuni, trattati da depuratori, che come vediamo vengono posti sotto sequestro? La risposta di una bambino forse salverebbe la lama. Ma sembra che nulla si può contro la follia degli adulti e potenti.

(fonte N@Sversamento difendi lama San Giorgio)