mercoledì 20 marzo 2013

Suocera e nuora arrestate: in casa 28 kg di hashish e 300 gr di eroina


Tenevano nel ripostiglio 28 chili di hashish e 300 grammi di eroina: suocera e nuora arrestate dai carabinieri. Questo caso è l'esempio di quanto i luoghi comuni siano soltanto a volte poco rispondenti alla realtà: si dice che la suocera sia per la nuora come una vipera, pertanto alla sposa del figliolo è consigliato di star lontana dalla casa materna. 

Ebbene la scoperta che i carabinieri va invece ad avvalorare l'ipotesi contraria: la suocera, 44enne, e sua nuora, 18enne, entrambe di Ruvo di Puglia, a fronte del ritrovamento di ingenti quantità di droga in loro possesso, sono state arrestate con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Dunque a parte l'inconsueto binomio affaristico-parentale, i militari durante la perquisizione dell’abitazione delle due hanno scovato nel ripostiglio, all’interno di una scatola di cartone, grosse quantità di hashish ed eroina: precisamente un sacco di iuta contenente  50panetti di hashish, pari a 28 chili complessivi, e un sacchetto in cellophan contenente diversi “cipollotti” di eroina, per 300 grammi totali. 

Le due donne, su disposizione della Procura della Repubblica di Trani, sono state arrestate: la suocera è stata associata presso la locale casa circondariale, mentre la nuora è stata sottoposta  agli arresti domiciliari.

20.03.2013
Vito Stano

Mafia sulle città: domani a Bari si discute di legalità e cittadinanza attiva


Libera Puglia a Firenze il 16 marzo 2013 - Foto fb Libera Puglia
A Firenze il 16 marzo in 150mila tanti e tante cittadine hanno sfilato per testimoniare la vicinanza  ai familiari delle vittime innocenti di mafia. Domani, giorno di primavera, in molte città pugliesi si svolgeranno eventi programmati per non dimenticare le vittime innocenti di mafia. 

Da Foggia a Lecce, da Cassano delle Murge a Bari sono in programma iniziative: nel capoluogo alle 15,30 il Coordinamento regionale di Libera Puglia parteciperà all'iniziativa Mafia sulle città. La manifestazione rientra nell'iniziativa per i cento passi verso il 21 marzo, oltre che all'interno di un percorso di legalità e cittadinanza attiva che ha visti impegnati i ragazzi della scuola media «Nicola Zingarelli» di Bari. 

In questa occasione si discuterà del potere d'espansione delle mafie all'interno dei contesti urbani e della loro capacità di penetrazione. Dibatteranno con gli studenti il giudice Armando Spataro e il referente regionale di Libera Puglia Alessandro Cobianchi.

20.03.2013
V.S.

Muretti a secco da simbolo della Puglia a nascondiglio per la marijuana


Ulivi, trulli e muretti a secco, in altre parole la Murgia. Da Castel del Monte a Cassano delle Murge a Noci le Murge sono un tratto distintivo che caratterizza l'entroterra pugliese. In effetti assurti a simboli, da qualche tempo sono anche l'oggetto della curiosità dei turisti, che in molti casi tralasciano la lunga e più conosciuta costa per inerpicarsi sulle dolci alture per fare un tuffo nel passato. Ma per chi abita quei luoghi arcaici quegli stessi oggetti di culto turistico assumono invece le sembianze del quotidiano, del necessario. In quest'ottica, probabilmente, tre giovani utilizzavano i muretti a secco per nasconderci la marijuana.  

Si tratta di Angelo Palmirotta e Enes Resylej, entrambi 19enni e un incensurato 25enne, tutti residenti a Noci. I tre sono stati arrestati dai Carabinieri della locale Stazione con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti.

I tre sono stati sorpresi in via Foro Boario Nuovo mentre prelevavano un involucro in plastica dalle fessure di un muretto a secco. Al controllo dei militari è stato trovato in possesso dei giovani un involucro contenente 384 grammi di marijuana, sottoposti a sequestro.

Tratti in arresto, su disposizioni impartite dalla Procura della Repubblica di Bari, sono stati sottoposti agli arresti domiciliari presso le rispettive abitazioni.

20.03.2013
V.S.

martedì 19 marzo 2013

Il Parco in città: Toritto ospita Veronico per parlare di turismo sostenibile

L'idea di rilanciare il Parco Nazionale dell'Alta Murgia è la priorità dello staff e, in particolare, del presidente Cesare Veronico, il quale parteciperà domani mercoledì 20 marzo all'incontro I Comuni del Parco alla sfida del Turismo che si terrà nella sala consiliare di Toritto

L'appuntamento, inserito nel ciclo di incontri denominati Il Parco Arriva in città, rappresenta l'occasione per presentare la proposta turistica del parco ed illustrare il percorso per il conseguimento della Carta Europea per il Turismo Sostenibile, di cui è discusso soltanto qualche giorno fa a Bari a villa Framarino nel territorio del Parco Regionale Lama Balice.

L'incontro avrà inizio alle 18,30 ed è aperto a cittadini, associazioni e aziende.

19.03.2013
V.S.

lunedì 18 marzo 2013

Luca Panaro al Museo per raccontare le tre strade della fotografia


Proseguono le attività del Museo della Fotografia di Bari: martedì alle 17,30 presso la sala conferenze del Politecnico di Bari in via G. Amendola 126/b si terrà l'incontro con Luca Panaro in Tre strade per la fotografia - Indagine sulla Fotografia contemporanea (nel corso della conferenza saranno proiettate delle slides). 

Interverranno Nino Di Guardo (direttore generale del Politecnico di Bari), Donatella Lopez (giornalista), Luca Panaro (docente di Storia della critica fotografica all'Accademia di Belle Arti di Brera). In 100 pagine, corredate da immagini, pubblicate con Apm Edizioni, l’autore introduce differenti percorsi che si possono intraprendere partendo dall’impiego della «stessa strumentazione tecnica». Per Panaro tre sono le strade di partenza che si esplicano attraverso tre categorie: fotografie di archivio, della realtà e della finzione. Quindi si comincia da un approccio simbolico, molto spesso rivisitato, facendo arte attraverso l’uso di immagini già fatte, depositarie di significati ancora da scoprire. Si giunge, poi, alla spettacolarizzazione del quotidiano, la vita dei reality per esempio o anche le numerose immagini scattate all’interno delle mura domestiche, sino ad arrivare alla finzione di fotografi che in studio creano dei set fotografici costruendoci attorno un progetto aderente alla realtà, come le fotografie di Ghirri all’Italia in miniatura. Mondi fittizi, insomma, che la scrittura con la macchina fotografica ha le potenzialità di trasformare e rendere «future verità».

Un saggio che indaga quelle «strade» della fotografia, che a parere di Panaro si fanno principali interpreti del nostro tempo. Uno studio che tiene conto dell’influenza che sulla fotografia hanno prodotto la pittura, la video-arte, il cinema sperimentale e i nuovi media. Una ricerca che, a ogni modo, apre a nuove strade, suggestioni e interpretazioni.

L’incontro sarà introdotto dal direttore del Museo della fotografia, Pio Meledandri. Al termine della presentazione del libro l’autore risponderà alle domande del pubblico. «»

Luca Panaro è nato a Firenze nel 1975. Laureato in Arte al Dams dell'Università di Bologna, dal 2007 insegna al biennio specialistico di Fotografia dell'Accademia di Belle Arti di Brera e dal 2005 collabora con il laboratorio Arti e comunicazione visiva del Politecnico di Milano, sede di Piacenza. Ha pubblicato «L'occultamento dell'autore. La ricerca artistica di Franco Vaccari» (APM, 2007), «Realtà e finzione nell'arte contemporanea» (Enciclopedia Treccani XXI Secolo, 2010) e «Tre strade per la fotografia» (APM, 2011). Scrive su «Flash Art» e altre riviste specializzate. Ha curato le mostre Rereading the image. Photography as storage of meaning: Italy 1970-2009 (Prague Biennale 4, Karlín Hall 2009), City limits. Close your eyes and dream (Expo Shanghai, Tongji University 2010) e Community. La ritualità collettiva prima e dopo il web (Marca, Catanzaro 2010).

Oltre 150 dosi di cocaina e 2mila euro in contanti. Arrestato 31enne


Tra le numerose attività di contrasto al crimine piccolo e grande, le operazioni antidroga rappresentano una delle più visibili sul territorio. Durante la notte ad Andria un uomo è stato sorpreso dai Carabinieri nel pieno svolgimento della sua "attività commerciale": spacciare

L'uomo nascondeva nelle sue tasche 153 dosi di cocaina, 2 di hashish e 1.985 euro in contanti ed è finito in carcere. Si tratta di Domenico Fucci, 31enne di Andria, noto alle forze dell’ordine, arrestato dai Carabinieri della locale Compagnia, con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacentiI militari dell’Aliquota Radiomobile, durante uno specifico servizio in via Trani, hanno notato uno strano viavai di autovetture all’interno di una strada secondaria, ove, dopo aver preso contatti con alcuni soggetti, in possesso di torce elettriche, si allontanavano repentinamente. «Accodatisi» ad altre auto, i militari sono stati avvicinati da due individui, uno dei quali immediatamente bloccato, mentre il complice, approfittando del buio pesto della zona, è riuscito a dileguarsi nelle campagne. Sottoposto a perquisizione, il 31enne è stato trovato in possesso della droga e del denaro, disseminati per tutto il corpo, nonché di una radio ricetrasmittente.

Tratto in arresto, l’uomo, su disposizione della Procura della Repubblica di Trani, è stato collocato in carcereLa droga, la ricetrasmittente e il denaro, ritenuto provento dell’illecita attività, sono stati posti sotto sequestro.

Parco Alta Murgia: attività estrattive non autorizzate. Denunciato titolare

La possibilità di un rilancio turistico dell'area protetta compresa nel perimetro del Parco Nazionale dell'Alta Murgia è un'obiettivo che il presidente Cesare Veronico sta perseguendo fin dall'inizio del suo mandato, con non pochi successi. Ma ancora troppi sono i reati che vengono consumati all'interno dell'area del Parco. Per lo più sono reati contro il patrimonio boschivo e comportamenti illeciti relativi ad autorizzazioni per ampliare o ristrutturare costruzioni esistenti o come è stato accertato qualche giorno fa dagli agenti del Corpo Forestale dello Stato di Ruvo di Puglia (Ba), i quali, «dopo accurate indagini, hanno sequestrato una cava per l’estrazione di calcare in blocchi in località La Cavallerizza, agro di Ruvo di Puglia (Ba)».

L'area boscata in questione ricade nella «zona 1 del Parco Nazionale dell’Alta Murgia, dichiarata di notevole interesse pubblico, ai sensi del D.M. 1.8.1985 in attuazione della Legge Galasso n.431/85, per la rilevanza naturalistica e paesaggistica dell’intero comprensorio. La cava era già gravata da sequestro penale operato dello stesso Comando Stazione nel 2007, quando, a seguito di indagini che acclararono l’illegittimità delle autorizzazioni minerarie concesse sin dal 1995 dalla Regione Puglia, veniva iscritto nel registro degli indagati l’attuale amministratore della società estrattiva, di Trani. Dopo il sequestro l’Autorità Giudiziaria concesse una facoltà d’uso della cava, consentendo l’estrazione con una serie di prescrizioni».


«Nello scorso febbraio il personale del Corpo forestale, dopo una serie di rilievi nella stessa cava finalizzati al controllo delle prescrizioni insite nella facoltà d’uso concessa dalla Procura di Trani, ha accertato che l’attività estrattiva aveva interessato una porzione di territorio posta oltre il limite dell’area autorizzata comportando letteralmente lo svuotamento di un area di oltre 8.000 metri quadrati, per un totale di oltre 80.000 metri cubi di materiale estratto».

Dunque «con l’estrazione abusiva – spiega il Comando della Forestale di Ruvo di Puglia – è stato anche violato il vincolo del sequestro del 2007 e della facoltà d’uso concessa dal P.M. inquirente. 
Il sequestro ha comportato il deferimento alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trani dell’amministratore unico per violazione della normativa sulle aree, della normativa paesaggistica e per i reati contro la pubblica amministrazione, ravvisati nell’azione di violazione di sigilli».     

18.03.2013
Vito Stano

domenica 17 marzo 2013

Malvasia di Lipari: dolce e dorato da abbinare con scorzette d'arance


Proponiamo un vitigno simbolo delle isole Eolie e della cultura siciliana da cui si ottiene il famoso Malvasia di Lipari, che viene coltivato e prodotto secondo antiche tecniche con uve essiccate sui tipici graticci di canna nelle zone di Alicudi, Filicudi, Lipari, Milazzo, Panarea, Salina, Stromboli, Vulcano. Le sette isole, di origine vulcanica, poste nella parte orientale del basso Tirreno, sono famose per le loro grotte, spiagge e magnifici fondali marini. Oltre che per la Malvasia sono conosciute anche per i capperi, l'olio e la frutta.

Nonostante il nome, il Malvasia di Lipari è coltivato soprattutto nell'isola di Salina, poco coltivato, invece, nelle altre isole; è presente, inoltre, anche in alcuni vigneti del messinese e del catanese. Il vitigno appartiene al grande gruppo delle Malvasie coltivate in Italia. Presumibilmente introdotta dai colonizzatori greci nel VI secolo a.C., la Malvasia viene menzionata da numerosi autori latini: il Cupani nel 1696 la descrive col nome di«Malvagia», detta dal volgo «Marvascia».

La Malvasia è una pianta mediamente vigorosa dalla foglia medio-piccola e cuneiforme, che produce grappoli di media grandezza con acini medio-piccoli e rotondi, la buccia sottile e di colore giallo-dorato fa presagire un aromatico vitigno dalla polpa dolce.

Le uve raccolte a maturazione avanzata, prima di essere vinificate, vengono fatte appassire sui graticci. Il vino è aromatico, con intensi sentori erbacei, floreali, note di miele e di albicocche secche, al sapore è dolce, caldo, aromatico, dotato di un'equilibrata acidità e armonia gustativa.

Possiamo degustare il Malvasia di Lipari abbinandolo con scorzette d'arancia candite, dolci secchi alla nocciole e alle mandorle, mostaccioli messinesi e cannoli. Tradizionalmente vinificato per produrre il famoso vino DOC Malvasia delle Lipari e anche come Passito, Dolce Naturale e Liquoroso.

17.03.2013
Giulio Stano
(sommelier Ais Puglia)

Immergemmo le nostre anime assetate
nel vino ristoratore del passato.
    Mark Twain (1835 - 1910)

1989-2012: il "ventennio italiano": domani a Bari un seminario di studi


I presidenti di Camera e Senato ci sonoAdesso, parafrasando una penna e un pensiero più volte riecheggiati durante le celebrazioni del centocinquatesimo anniversario dell'Unità d'Italia, facciamo il governo.

Il ventennio berlusconiano sembrava all'inizio della campagna elettorale tramontato, ma c'è sempre qualcuno o qualcosa che rema contro la Storia. E in effetti la grande sorpresa non è stata tanto il Movimento 5 Stelle, che era in piena rincorsa da circa tre anni, ma il mostro comunicativo-elettorale del cavaliere. I delusi non si spiegano: Antonio Ingroia che denuncia l'oscuramento mediatico; i democratici, orfani di Matteo Renzi, per due mesi non sentono quasi mai la voce del capo. Per questi e molti altri dubbi interpretativi sul ventennio che abbiamo soltanto anagraficamente buttato alle spalle lunedì 18 marzo alle 18,30 presso la biblioteca di via Borrelli 32 Bari (di fronte al Piccolo teatro) l'associazione Marx XXI di Bari ha organizzato un seminario di studio e riflessione critica dal titolo «1989-2012. Uno sguardo critico sul secondoventennio italiano”». 

Interverranno Margherita Ciervo (Università di Foggia; Contratto mondiale dell’acqua) per parlare de «La gestione dei beni comuni: territori, partecipazione, democrazia»; Gaetano Colantuono (docente nei licei); Ivan Scarcelli (Università di Bari).

17.03.2013
Vito Stano

sabato 16 marzo 2013

Confisca beni mafia 100 milioni a Gravina. La Puglia presente a Firenze


Il clima non lascia spazio alla primavera, marzo si sa è pazzerello e difatti la nella serata di ieri la provincia di Bari ha avuto la sorpresa di qualche fiocco di neve fuori tempo. Ma la primavera non è soltanto meteorologica: oggi 16 a Firenze circa 150mila cittadini hanno risposto alla chiamata della rete di Libera che da diciotto anni si dà appuntamento per ricordare tutte le 900 vittime innocenti di mafia. Questa è la primavera della legalità. Dalla Puglia e dalla provincia di Bari sono partiti numerosi autobus a testimonianza di quanto è sentita la lotta alle mafie dai cittadini pugliesi. Qualche esempio per comprendere la situazione pugliese la dà la notizia dell'operazione portata a termine della magistratura e dalle forze dell'ordine, che ha visto la confisca beni mobili ed immobili a Gravina in Puglia.

In applicazione della normativa antimafia sulle misure di prevenzione patrimoniale (il cosiddetto «Pacchetto sicurezza») nella mattinata di ieri i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Bari hanno eseguito un provvedimento di confisca di beni mobili ed immobili – emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Bari (collegio Presidente La Malfa - Marrone - Mattiace), su richiesta della Procura della Repubblica di Bari nei confronti di un pluripregiudicato, nelle more deceduto, di Gravina, con precedenti penali per omicidio, estorsione, rapina e associazione per delinquere di tipo mafioso, ritenuto affiliato al clan Mangione-Gigante-Matera, attivo in Gravina in Puglia e zone limitrofe.

I sigilli sono stati apposti ai seguenti beni riconducibili allo stesso ed a suoi congiunti, direttamente o attraverso prestanomi: 153 unità immobiliari (96 appartamenti e 57 locali commerciali, garage e magazzini) ubicati a Gravina in Puglia, Altamura, Turi, Casamassima, Bari, Gallarate (VA), Monfalcone (GO) e Corigliano Calabro (CS); 6 società di capitali costituite da imprese edilizie; 39 terreni ubicati ad Altamura, Gravina in Puglia, Turi e Casamassima; 26 rapporti bancari, il tutto per un valore complessivo di circa 100 milioni di euro.

Quella di Gravina è un’organizzazione malavitosa di stampo mafioso, fortemente radicata sul territorio, capace non solo di resistere ai continui arresti operati dalle forze dell’ordine nel corso degli anni (si ricorderanno su tutte le operazioni antimafia Gravina e Canto del Cigno), ma anche di disporre di ingenti quantitativi di denaro che vengono riciclati attraverso società finanziarie o società edilizie costituite appositamente o attraverso l’acquisto di lussuosi beni mobili e di prestigiosi immobili. Un patrimonio che la Procura di Bari e la Sezione Misure di Prevenzione stanno continuamente «attaccando» nella convinzione che proprio la sottrazione dei beni ai clan malavitosi possa produrre i maggiori risultati sul piano della lotta antimafia.

L’indagine patrimoniale, avviata nel settembre del 2010, ha consentito ai Carabinieri, sotto il coordinamento dell’Autorità Giudiziaria, di appurare che il tenore di vita e il patrimonio nella disponibilità del pluripregiudicato gravinese erano troppo sproporzionati rispetto ai redditi dichiarati: con il provvedimento di confisca, il Tribunale ha ritenuto che si tratta di ingenti introiti derivanti da attività illecite che venivano riciclati e reinvestiti attraverso pseudo attività lecite.

L’inchiesta, nel suo sviluppo, ha già consentito nel 2011 e 2012 di eseguire altre ordinanze di sequestro per la successiva confisca di beni: febbraio 2011, si arriva al primo sequestro preventivo, più consistente: 98 unità immobiliari, quattro società, tre auto di grossa cilindrata e otto conti correnti per un valore complessivo di 30 milioni di euro; ottobre 2011 un altro sequestro a Bari e Turi: beni non direttamente intestati a lui, ma a persone di fiducia, attraverso la costituzione di due società edilizie che stavano reinvestendo gli utili; dell’attività illecita, immobili, conti correnti, per un valore complessivo di 20 milioni di euro gennaio 2012 altri beni per un valore di 2,5 milioni di euro consistenti in  24 unità immobiliari nel comune di Turi in fase di ultimazione ed un libretto di deposito; giugno 2012 un altro sequestro a Turi: una società con relativo complesso aziendale composto da 79 immobili per un valore di 15 milioni di euro, il tutto per un valore complessivo di oltre 65 milioni di euro.

Una cronologia che ha permesso agli investigatori e all’A.G. di considerare l’attività criminale dell’organizzazione non solo ancora molto attiva sul territorio, ma con unavivacementalità imprenditoriale che non conosce crisi di mercato, ma soprattutto non conosce crisi di liquidità. Società edilizie che dovendo riciclare denarosporco” sono in grado di competere sul mercato immobiliare a prezzi concorrenziali rispetto agli imprenditori edili onesti.

Grazie all’impegno ed alla professionalità dell’amministrazione giudiziaria, coordinata dal dott. Gianpaolo Pulieri, che ha cooperato costantemente con il Tribunale di Bari, le aziende edilizie sequestrate sono rimaste attive durante il sequestro così consentendo, non solo  il mantenimento dei posti di lavoro, ma anche nuove assunzioni, l’ultimazione degli immobili in corso di costruzione e la consegna delle abitazioni ai privati cittadini che già avevano sottoscritto dei preliminari di acquisto. Sono stati inoltre venduti ulteriori immobili. In tal modo si è pervenuti alla confisca di tutto il denaro ricavato dalle vendite ed è stato incrementato il patrimonio sequestrato con l’acquisto di una ulteriore intera palazzina.

L’indagine patrimoniale si inquadra in una ampia attività di contrasto alla locale criminalità organizzata che, nel solco degli indirizzi che provengono in tal senso dal Tribunale, Sezione Misure di Prevenzione, e dalla Procura della Repubblica di Bari, è rivolta soprattutto ad aggredire i patrimoni illecitamente acquisiti.

Il contrasto ai patrimoni illeciti diventa così uno dei mezzi, forse il più importante, per un serio contrasto all’attività delinquenziale. Privando i clan delle risorse economiche si riesce a depotenziare la loro capacità criminale più di quanto possa fare la detenzione in carcere. Le ingenti somme a disposizione, infatti, permettono ai capi clan non solo di reinventarsi come imprenditori che finiscono poi per  agire sul mercato con spregiudicatezza a scapito dei veri imprenditori onesti. Il sequestro e la confisca in oggetto hanno riportato trasparenza e legalità nel mercato e piena fiducia dei cittadini onesti nell’operato della magistratura e forze dell’ordine.

16.03.2013
Vito Stano