lunedì 18 marzo 2013

Oltre 150 dosi di cocaina e 2mila euro in contanti. Arrestato 31enne


Tra le numerose attività di contrasto al crimine piccolo e grande, le operazioni antidroga rappresentano una delle più visibili sul territorio. Durante la notte ad Andria un uomo è stato sorpreso dai Carabinieri nel pieno svolgimento della sua "attività commerciale": spacciare

L'uomo nascondeva nelle sue tasche 153 dosi di cocaina, 2 di hashish e 1.985 euro in contanti ed è finito in carcere. Si tratta di Domenico Fucci, 31enne di Andria, noto alle forze dell’ordine, arrestato dai Carabinieri della locale Compagnia, con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacentiI militari dell’Aliquota Radiomobile, durante uno specifico servizio in via Trani, hanno notato uno strano viavai di autovetture all’interno di una strada secondaria, ove, dopo aver preso contatti con alcuni soggetti, in possesso di torce elettriche, si allontanavano repentinamente. «Accodatisi» ad altre auto, i militari sono stati avvicinati da due individui, uno dei quali immediatamente bloccato, mentre il complice, approfittando del buio pesto della zona, è riuscito a dileguarsi nelle campagne. Sottoposto a perquisizione, il 31enne è stato trovato in possesso della droga e del denaro, disseminati per tutto il corpo, nonché di una radio ricetrasmittente.

Tratto in arresto, l’uomo, su disposizione della Procura della Repubblica di Trani, è stato collocato in carcereLa droga, la ricetrasmittente e il denaro, ritenuto provento dell’illecita attività, sono stati posti sotto sequestro.

Parco Alta Murgia: attività estrattive non autorizzate. Denunciato titolare

La possibilità di un rilancio turistico dell'area protetta compresa nel perimetro del Parco Nazionale dell'Alta Murgia è un'obiettivo che il presidente Cesare Veronico sta perseguendo fin dall'inizio del suo mandato, con non pochi successi. Ma ancora troppi sono i reati che vengono consumati all'interno dell'area del Parco. Per lo più sono reati contro il patrimonio boschivo e comportamenti illeciti relativi ad autorizzazioni per ampliare o ristrutturare costruzioni esistenti o come è stato accertato qualche giorno fa dagli agenti del Corpo Forestale dello Stato di Ruvo di Puglia (Ba), i quali, «dopo accurate indagini, hanno sequestrato una cava per l’estrazione di calcare in blocchi in località La Cavallerizza, agro di Ruvo di Puglia (Ba)».

L'area boscata in questione ricade nella «zona 1 del Parco Nazionale dell’Alta Murgia, dichiarata di notevole interesse pubblico, ai sensi del D.M. 1.8.1985 in attuazione della Legge Galasso n.431/85, per la rilevanza naturalistica e paesaggistica dell’intero comprensorio. La cava era già gravata da sequestro penale operato dello stesso Comando Stazione nel 2007, quando, a seguito di indagini che acclararono l’illegittimità delle autorizzazioni minerarie concesse sin dal 1995 dalla Regione Puglia, veniva iscritto nel registro degli indagati l’attuale amministratore della società estrattiva, di Trani. Dopo il sequestro l’Autorità Giudiziaria concesse una facoltà d’uso della cava, consentendo l’estrazione con una serie di prescrizioni».


«Nello scorso febbraio il personale del Corpo forestale, dopo una serie di rilievi nella stessa cava finalizzati al controllo delle prescrizioni insite nella facoltà d’uso concessa dalla Procura di Trani, ha accertato che l’attività estrattiva aveva interessato una porzione di territorio posta oltre il limite dell’area autorizzata comportando letteralmente lo svuotamento di un area di oltre 8.000 metri quadrati, per un totale di oltre 80.000 metri cubi di materiale estratto».

Dunque «con l’estrazione abusiva – spiega il Comando della Forestale di Ruvo di Puglia – è stato anche violato il vincolo del sequestro del 2007 e della facoltà d’uso concessa dal P.M. inquirente. 
Il sequestro ha comportato il deferimento alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trani dell’amministratore unico per violazione della normativa sulle aree, della normativa paesaggistica e per i reati contro la pubblica amministrazione, ravvisati nell’azione di violazione di sigilli».     

18.03.2013
Vito Stano

domenica 17 marzo 2013

Malvasia di Lipari: dolce e dorato da abbinare con scorzette d'arance


Proponiamo un vitigno simbolo delle isole Eolie e della cultura siciliana da cui si ottiene il famoso Malvasia di Lipari, che viene coltivato e prodotto secondo antiche tecniche con uve essiccate sui tipici graticci di canna nelle zone di Alicudi, Filicudi, Lipari, Milazzo, Panarea, Salina, Stromboli, Vulcano. Le sette isole, di origine vulcanica, poste nella parte orientale del basso Tirreno, sono famose per le loro grotte, spiagge e magnifici fondali marini. Oltre che per la Malvasia sono conosciute anche per i capperi, l'olio e la frutta.

Nonostante il nome, il Malvasia di Lipari è coltivato soprattutto nell'isola di Salina, poco coltivato, invece, nelle altre isole; è presente, inoltre, anche in alcuni vigneti del messinese e del catanese. Il vitigno appartiene al grande gruppo delle Malvasie coltivate in Italia. Presumibilmente introdotta dai colonizzatori greci nel VI secolo a.C., la Malvasia viene menzionata da numerosi autori latini: il Cupani nel 1696 la descrive col nome di«Malvagia», detta dal volgo «Marvascia».

La Malvasia è una pianta mediamente vigorosa dalla foglia medio-piccola e cuneiforme, che produce grappoli di media grandezza con acini medio-piccoli e rotondi, la buccia sottile e di colore giallo-dorato fa presagire un aromatico vitigno dalla polpa dolce.

Le uve raccolte a maturazione avanzata, prima di essere vinificate, vengono fatte appassire sui graticci. Il vino è aromatico, con intensi sentori erbacei, floreali, note di miele e di albicocche secche, al sapore è dolce, caldo, aromatico, dotato di un'equilibrata acidità e armonia gustativa.

Possiamo degustare il Malvasia di Lipari abbinandolo con scorzette d'arancia candite, dolci secchi alla nocciole e alle mandorle, mostaccioli messinesi e cannoli. Tradizionalmente vinificato per produrre il famoso vino DOC Malvasia delle Lipari e anche come Passito, Dolce Naturale e Liquoroso.

17.03.2013
Giulio Stano
(sommelier Ais Puglia)

Immergemmo le nostre anime assetate
nel vino ristoratore del passato.
    Mark Twain (1835 - 1910)

1989-2012: il "ventennio italiano": domani a Bari un seminario di studi


I presidenti di Camera e Senato ci sonoAdesso, parafrasando una penna e un pensiero più volte riecheggiati durante le celebrazioni del centocinquatesimo anniversario dell'Unità d'Italia, facciamo il governo.

Il ventennio berlusconiano sembrava all'inizio della campagna elettorale tramontato, ma c'è sempre qualcuno o qualcosa che rema contro la Storia. E in effetti la grande sorpresa non è stata tanto il Movimento 5 Stelle, che era in piena rincorsa da circa tre anni, ma il mostro comunicativo-elettorale del cavaliere. I delusi non si spiegano: Antonio Ingroia che denuncia l'oscuramento mediatico; i democratici, orfani di Matteo Renzi, per due mesi non sentono quasi mai la voce del capo. Per questi e molti altri dubbi interpretativi sul ventennio che abbiamo soltanto anagraficamente buttato alle spalle lunedì 18 marzo alle 18,30 presso la biblioteca di via Borrelli 32 Bari (di fronte al Piccolo teatro) l'associazione Marx XXI di Bari ha organizzato un seminario di studio e riflessione critica dal titolo «1989-2012. Uno sguardo critico sul secondoventennio italiano”». 

Interverranno Margherita Ciervo (Università di Foggia; Contratto mondiale dell’acqua) per parlare de «La gestione dei beni comuni: territori, partecipazione, democrazia»; Gaetano Colantuono (docente nei licei); Ivan Scarcelli (Università di Bari).

17.03.2013
Vito Stano

sabato 16 marzo 2013

Confisca beni mafia 100 milioni a Gravina. La Puglia presente a Firenze


Il clima non lascia spazio alla primavera, marzo si sa è pazzerello e difatti la nella serata di ieri la provincia di Bari ha avuto la sorpresa di qualche fiocco di neve fuori tempo. Ma la primavera non è soltanto meteorologica: oggi 16 a Firenze circa 150mila cittadini hanno risposto alla chiamata della rete di Libera che da diciotto anni si dà appuntamento per ricordare tutte le 900 vittime innocenti di mafia. Questa è la primavera della legalità. Dalla Puglia e dalla provincia di Bari sono partiti numerosi autobus a testimonianza di quanto è sentita la lotta alle mafie dai cittadini pugliesi. Qualche esempio per comprendere la situazione pugliese la dà la notizia dell'operazione portata a termine della magistratura e dalle forze dell'ordine, che ha visto la confisca beni mobili ed immobili a Gravina in Puglia.

In applicazione della normativa antimafia sulle misure di prevenzione patrimoniale (il cosiddetto «Pacchetto sicurezza») nella mattinata di ieri i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Bari hanno eseguito un provvedimento di confisca di beni mobili ed immobili – emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Bari (collegio Presidente La Malfa - Marrone - Mattiace), su richiesta della Procura della Repubblica di Bari nei confronti di un pluripregiudicato, nelle more deceduto, di Gravina, con precedenti penali per omicidio, estorsione, rapina e associazione per delinquere di tipo mafioso, ritenuto affiliato al clan Mangione-Gigante-Matera, attivo in Gravina in Puglia e zone limitrofe.

I sigilli sono stati apposti ai seguenti beni riconducibili allo stesso ed a suoi congiunti, direttamente o attraverso prestanomi: 153 unità immobiliari (96 appartamenti e 57 locali commerciali, garage e magazzini) ubicati a Gravina in Puglia, Altamura, Turi, Casamassima, Bari, Gallarate (VA), Monfalcone (GO) e Corigliano Calabro (CS); 6 società di capitali costituite da imprese edilizie; 39 terreni ubicati ad Altamura, Gravina in Puglia, Turi e Casamassima; 26 rapporti bancari, il tutto per un valore complessivo di circa 100 milioni di euro.

Quella di Gravina è un’organizzazione malavitosa di stampo mafioso, fortemente radicata sul territorio, capace non solo di resistere ai continui arresti operati dalle forze dell’ordine nel corso degli anni (si ricorderanno su tutte le operazioni antimafia Gravina e Canto del Cigno), ma anche di disporre di ingenti quantitativi di denaro che vengono riciclati attraverso società finanziarie o società edilizie costituite appositamente o attraverso l’acquisto di lussuosi beni mobili e di prestigiosi immobili. Un patrimonio che la Procura di Bari e la Sezione Misure di Prevenzione stanno continuamente «attaccando» nella convinzione che proprio la sottrazione dei beni ai clan malavitosi possa produrre i maggiori risultati sul piano della lotta antimafia.

L’indagine patrimoniale, avviata nel settembre del 2010, ha consentito ai Carabinieri, sotto il coordinamento dell’Autorità Giudiziaria, di appurare che il tenore di vita e il patrimonio nella disponibilità del pluripregiudicato gravinese erano troppo sproporzionati rispetto ai redditi dichiarati: con il provvedimento di confisca, il Tribunale ha ritenuto che si tratta di ingenti introiti derivanti da attività illecite che venivano riciclati e reinvestiti attraverso pseudo attività lecite.

L’inchiesta, nel suo sviluppo, ha già consentito nel 2011 e 2012 di eseguire altre ordinanze di sequestro per la successiva confisca di beni: febbraio 2011, si arriva al primo sequestro preventivo, più consistente: 98 unità immobiliari, quattro società, tre auto di grossa cilindrata e otto conti correnti per un valore complessivo di 30 milioni di euro; ottobre 2011 un altro sequestro a Bari e Turi: beni non direttamente intestati a lui, ma a persone di fiducia, attraverso la costituzione di due società edilizie che stavano reinvestendo gli utili; dell’attività illecita, immobili, conti correnti, per un valore complessivo di 20 milioni di euro gennaio 2012 altri beni per un valore di 2,5 milioni di euro consistenti in  24 unità immobiliari nel comune di Turi in fase di ultimazione ed un libretto di deposito; giugno 2012 un altro sequestro a Turi: una società con relativo complesso aziendale composto da 79 immobili per un valore di 15 milioni di euro, il tutto per un valore complessivo di oltre 65 milioni di euro.

Una cronologia che ha permesso agli investigatori e all’A.G. di considerare l’attività criminale dell’organizzazione non solo ancora molto attiva sul territorio, ma con unavivacementalità imprenditoriale che non conosce crisi di mercato, ma soprattutto non conosce crisi di liquidità. Società edilizie che dovendo riciclare denarosporco” sono in grado di competere sul mercato immobiliare a prezzi concorrenziali rispetto agli imprenditori edili onesti.

Grazie all’impegno ed alla professionalità dell’amministrazione giudiziaria, coordinata dal dott. Gianpaolo Pulieri, che ha cooperato costantemente con il Tribunale di Bari, le aziende edilizie sequestrate sono rimaste attive durante il sequestro così consentendo, non solo  il mantenimento dei posti di lavoro, ma anche nuove assunzioni, l’ultimazione degli immobili in corso di costruzione e la consegna delle abitazioni ai privati cittadini che già avevano sottoscritto dei preliminari di acquisto. Sono stati inoltre venduti ulteriori immobili. In tal modo si è pervenuti alla confisca di tutto il denaro ricavato dalle vendite ed è stato incrementato il patrimonio sequestrato con l’acquisto di una ulteriore intera palazzina.

L’indagine patrimoniale si inquadra in una ampia attività di contrasto alla locale criminalità organizzata che, nel solco degli indirizzi che provengono in tal senso dal Tribunale, Sezione Misure di Prevenzione, e dalla Procura della Repubblica di Bari, è rivolta soprattutto ad aggredire i patrimoni illecitamente acquisiti.

Il contrasto ai patrimoni illeciti diventa così uno dei mezzi, forse il più importante, per un serio contrasto all’attività delinquenziale. Privando i clan delle risorse economiche si riesce a depotenziare la loro capacità criminale più di quanto possa fare la detenzione in carcere. Le ingenti somme a disposizione, infatti, permettono ai capi clan non solo di reinventarsi come imprenditori che finiscono poi per  agire sul mercato con spregiudicatezza a scapito dei veri imprenditori onesti. Il sequestro e la confisca in oggetto hanno riportato trasparenza e legalità nel mercato e piena fiducia dei cittadini onesti nell’operato della magistratura e forze dell’ordine.

16.03.2013
Vito Stano

venerdì 15 marzo 2013

Veronico: «No a nuovi poligoni. Rammarico prosecuzione attività militari»


Le rete velocizza la circolazione delle informazioni e anche delle smentite. Non si è fatta attendere la dichiarazione del presidente del Parco Nazionale dell'Alta Murgia Cesare Veronico in relazione al nostro articolo Servitù militari e turismo: le contraddizioni del Parco dell'Alta Murgia, in cui raccontavamo delle esercitazioni militari a Torre di Nebbia 1 e 2, svolte nei giorni 13 e 14 marzo e che continueranno nei giorni 20 e 21 marzo. Il presidente Veronico si è detto rammaricato per la prosecuzione delle attività militari e ha smentito categoricamente, definendole  «farneticazioni», le ipotesi di istituire nuovi poligoni militari all'interno del Parco, di cui peraltro non abbiamo scritto nel nostro articolo. Inoltre il presidente Veronico, amareggiato della coincidenza che ha visto svolgere le esercitazioni militari nel territorio del Parco «nelle ore in cui l’Alta Murgia intraprende ufficialmente il percorso per il conseguimento della Carta Europea per il Turismo Sostenibileprendo atto con rammarico della prosecuzione delle attività militari», ha dichiarato che chiederà «immediatamente un incontro a tutti i parlamentari, in particolare a quelli dell’Alta Murgiaperché si attivino per modificare il quadro normativo ed impedire le operazioni militari nelle aree protette

15.03.2013
Vito Stano


Cesare Veronico presidente del
Parco Nazionale dell'Alta Murgia
Veronico: «Il Parco Alta Murgia non autorizza operazioni militari nel suo territorio»


«A seguito di alcune notizie pubblicate nelle ultime ore relative ad una presunta intesa tra il Parco Nazionale dell’Alta Murgia ed il Comando Forze di Difesa generale, finalizzata all’intensificazione dell’attività militare nell’area del Parco, il Presidente dell’Ente, Cesare Veronico smentisce categoricamente l’esistenza di tale intesa».

«Noi non possiamo autorizzare alcuna esercitazione militare – afferma Veronico –: si tratta di decisioni che spettano esclusivamente al Ministero della Difesa e nelle quali, purtroppo, non abbiamo modo di intervenire. I poligoni addestrativi, voglio che sia chiaro, sono in aperta contraddizione con i nostri obiettivi e sono il lascito di decisioni precedenti all’istituzione del Parco: esistono dagli anni ’70 e tempi e modalità del loro utilizzo sono stati stabiliti in sede di comitato misto paritetico tra le autorità militari e la Regione Puglia. Nel corso dell’incontro di cortesia dello scorso 8 febbraio 2013, tenutosi a Bari presso il comando della Brigata meccanizzata  "Pinerolo" con il comandante del 2° Comando Forze di Difesa generale Vincenzo Lobs, non ho in alcun modo espresso parere favorevole all’attuazione di un incremento delle attività di esercitazione militare; ho, al contrario, disapprovato tali interventi»

«Proprio nelle ore in cui l’Alta Murgia intraprende ufficialmente il percorso per il conseguimento della Carta Europea per il Turismo Sostenibile, prendo atto con rammarico della prosecuzione delle attività militari. Questo Parco deve essere percepito come un luogo di pace e di serena convivenza. Chiederò immediatamente un incontro a tutti i parlamentari, in particolare a quelli dell’Alta Murgia, perché si attivino per modificare il quadro normativo ed impedire le operazioni militari nelle aree protette. Quanto all’ipotesi dell’istituzione di nuovi poligoni militari all’interno del Parco, si tratta di pure farneticazioni».

Servitù militari e turismo: le contraddizioni del Parco dell'Alta Murgia


«L'Alta Murgia  ha detto ieri il presidente del Parco Cesare Veronico – è un'area verginecon risorse e vitalità eccezionali [...] Lavoriamo insieme a una proposta partecipata a sostegno di un'economia verde in cui il turismo può avere un ruolo determinante».

La foto è scattata l'8 febbraio 2013 in occasione dell'incontro a Bari
presso il comando della Brigata meccanizzata  "Pinerolo" tra il
comandante del 2° Comando Forze di Difesa generale Vincenzo Lobs 
e il presidente del Parco dell'Alta Murgia Cesare Veronico. 

«Il Parco Nazionale dell’Alta Murgia – si legge nella dichiarazione 
dedicata all'incontro  comprende la quasi totalità dell’area addestrativa
e poligono occasionale denominata Torre di Nebbia, che si estende 
per oltre 10.000 ettari. 

L’incontro – continua la nota , oltre che a consolidare i già ottimi
rapporti tra le due istituzioni, è servito per confermare volontà del 2° FOD
di utilizzare sempre di più il poligono per l’addestramento e
l’approntamento delle proprie Unità e concorrere, congiuntamente alle
istituzioni che già operano nell’area, per la salvaguardia del patrimonio 
della fauna e della flora della Murgia Barese». 

V.S.

Intanto che a Bari si discuteva del rilancio turistico dell'Alta Murgia, nel territorio del Parco si sono svolte (mercoledì 13 e giovedì 14 marzo dalle 9,00 alle 16,00 delle «lezioni di tiro diurno con armi individuali e di reparto». L'area interessata è quella del poligono di Torre di Nebbia 1 e 2, ad Altamura. A questa esercitazione ne seguirà un'altra nei giorni mercoledì 20 e giovedì 21 marzo, dalle 9,00 alle 16,00 il primo giorno e dalle 10,00 alle 17,00 il secondo giorno. Le esercitazioni sono state precedute, com'è prassi, da una ordinanza, con la quale il comandante dell'82° Reggimento Fanteria Torino Cosimo Prencipe ha comunicato ai sindaci dei Comuni di Altamura, Andria, Corato, Gravina in Puglia, Poggiorsini, Ruvo di Puglia, Spinazzola (e a tutti gli organi deputati) «l'accesso, la sosta e il transito nella zona del poligono di Torre di Nebbia 1 e 2 [...]». L'ordinanza continua precisando all'articolo 2 che la zona sarà interdetta e delimitata «con appositi segnali» a cura dei reparti che svolgono l'esercitazione. L'articolo 5 dell'ordinanza invece spiega la procedura da seguire per chiedere gli indennizzi in caso di «eventuali danni dipendenti dalle esercitazioni». 

Questa notizia è stata evidenziata mercoledì 13 marzo dal circolo di Rifondazione Comunista di Corato, che attraverso il suo blog ha riportato alla memoria una storia che in molti credevano appartenere al passato. Le esercitazioni di questi giorni (13 e 14, 20 e 21 marzo) sono coincise con il convegno Alta Murgia/Italia: il Parco alla sfida del turismo (tenutosi ieri 14 marzo a Bari, presso Villa Framarino nel territorio del Parco regionale Lama Balice). Numerose e partecipate furono le manifestazioni per la smilitarizzazione del territorio murgiano e per la successiva costituzione del Parco Nazionale dell'Alta Murgia: un Parco di pace, così si gridava in quei giorni. Ma oggi scopriamo che le servitù  militari persistono ancora sul 30% del territorio del Parco
A proposito di esercitazioni militari, la sindaco di Cassano delle Murge Maria Pia Di Medio, raggiunta telefonicamente, ha confermato che in questi giorni qualcosa all'interno del perimetro del Parco Nazionale dell'Alta Murgia  si sta facendo


«In effetti – ha detto la Di Medio citando il direttore del Parco Fabio Modesti – si stanno svolgendo dei campi di addestramento militare con armi leggerecampi che si svolgono dal 1970dunque niente di nuovo».

15.03.2013
Vito Stano

Oggi si vota alla Camera per eleggere il presidente e Gemmato non c'è


Nulla di fatto né alla Camera né al Senato. Per conoscere i nomi dei presidenti dei due rami del Parlamento è necessario avere ancora pazienza. Tra tutti i deputati che hanno votato nella mattinata non c'è Marcello Gemmato. Ora è certo. Dal suo profilo di facebook.com si legge una dichiarazione amara e piccata nei confronti del big Ignazio La Russa, colpevole di aver scippato il seggio al politico pugliese: «Quando non ancora 14enne – scrive Gemmato – iniziai a fare politica a destra, varcando la soglia di una cupa sezione di partito, a tutto pensavo fuorché al fatto che di li a qualche anno avrei concorso ed ottenuto un seggio da parlamentare. Sognavo di cambiare il mondo e lo penso ancora. Pensavo ad un'Idea non ad un seggio. Ringrazio Giorgia Meloni e Fabio Rampelli per l'opportunità che mi hanno dato e per aver creduto in me dal primo momento. Abbiamo combattuto a mani nude, con i soli nostri mezzi, contro corazzate conseguendo in 4 settimane 35.000 voti ed un seggio. Questo grazie ad una Comunità politica, ai candidati, alle tante persone che hanno creduto in un progetto di rinnovamento».

Dopo i ringraziamenti dovuti, Gemmato affonda il destro: «Purtroppo il partito nella persona di Ignazio La Russa ha deciso di "scippare" il seggio faticosamente conseguito mortificando il lavoro svolto da tanti sul territorio, a mio avviso tradendo lo spirito di rinnovamento rappresentato da Fdi (Fratelli d'Italia, ndr). Per quanto mi riguarda sono sereno. Ho tanti amici ed amiche che mi seguono e mi sono accanto, una moglie che mi supporta e sopporta, una professione. Non vivo di politica  – continua – non "muio" per essa. Tutto qui. Continuo ad illudermi che ci sia ancora spazio per le persone per bene in politicaIn un colloquio riservato tenuto con La Russa ieri alla Camera dei Deputati nell'accomiatarmi ho ricordato una cosa di cui sono convintonella vita tutto torna. Ne sono convinto. Grazie a tutti»

Dunque le fatiche del consigliere comunale di Bari (originario di Cassano delle Murge) e dell'assessore comunale di Cassano delle Murge Pierpaola Sapienza non si sono concretizzate per far posto presumibilmente al secondo nella lista della Lombardia. 
La politica si dimostra ancora una volta legata, parafrasando lo slogan elettorale di Marcello Gemmato, alle poltrone, anziché alle idee.

15.03.2013
Vito Stano 

Veronico: «la proposta turistica dell'Alta Murgia per un'economia verde»


Convegno «Alta Murgia/Italia: il Parco alla sfida del turismo» a Villa 
Framarino a Bari. In prima fila il presidente del Parco Nazionale 

dell'Alta Murgia Cesare Veronico e la consigliera comunale di Bari 
Maria Maugeri durante la proiezione del documentario in 3D
Il turismo come volano per far ripartire l'economia del territorio. Un'economia verde basata sulla sostenibilità. Di questo si è parlato ieri presso Villa Framarino, sede del Parco Regionale di Lama Balice, dove è stata presentata al pubblico la prima proposta turistica del Parco Nazionale dell'Alta Murgia.

L'incontro, aperto dalla proiezione di un breve documentario in 3D, ha rappresentato l'occasione per fare il punto sul percorso intrapreso dall'area protetta per la promozione e la valorizzazione delle risorse turistiche e per illustrare ad aziende, istituzioni ed associazioni del territorio le iniziative intraprese dall'ente. Numerosi gli interventi, tra cui quello di Stefano Landi, fondatore di SL&A e docente dell'Università Luiss Guido Carli, che ha illustrato l'importanza dei parchi come risorsa economica per il territorio: «Nell'ultimo anno il 26% degli europei ha scelto la destinazione turistica in base alle caratteristiche naturali della propria meta; il 44% dei turisti decide di tornare in un luogo per la qualità della natura che ha trovato. Occorre dotarsi degli strumenti per sostenere il turismo e promuoverlo. Oggi presentiamo un primo agile strumento, suddiviso per percorsi e tipologie di interesse: da domani sarà scaricabile sul sito del Parco. È un punto di inizio di un progetto in evoluzione».

A seguire Luca Dalla Libera, responsabile di Agenda 21 ha presentato il percorso della Carta Europea per il Turismo Sostenibile evidenziandone le peculiarità: «La CETS è uno strumento flessibile, rafforza le relazioni tra operatori e comunità, sviluppa un laboratorio di idee e innalza il profilo del territorio nel panorama Europeo». 

Il presidente del Parco, Cesare Veronico, ha aperto il suo intervento ringraziando il personale dell'ente e il direttore Fabio Modesti per il lavoro svolto, per la tutela del territorio, sottolineando l'impegno svolto, fin dal suo insediamento, per superare sentimenti di diffidenza e per promuovere l'idea di un «sistema Murgia»: «La nostra è un'area vergine, con vitalità e risorse eccezionali, soprattutto tra i più giovani. Ed è dotata di una bellezza unica e straordinaria: la proposta turistica dell'Alta Murgia può diventare davvero un motore per un'economia verde e la Carta Europea per il Turismo Sostenibile è un'occasione importante per tutta la comunità. Il mio invito è ad abbandonare i campanilismi e difendere, assieme ai comuni, la legalità nella nostra area protetta: il Parco è disposto a dare il suo contributo, anche economico, collaboreremo volentieri con i Comuni che vorranno fare altrettanto per tenere pulito il territorio».

Al termine dell'incontro è stato distribuito il primo vademecum con la proposta turistica del Parco.


15.03.2013
V.S.

giovedì 14 marzo 2013

In ricordo di Hugo Chavez domani a Bari il Console del Venezuela


Hugo Chavez - Foto google.com
I leader di 55 Paesi hanno portato il loro cordoglio ai funerali di Stato. Il suo corpo è stato imbalsamato, come fu per Lenin e Mao Tze Dong

La morte di Hugo Chavez, presidente del Venezuela, ha portato scompiglio nel continente sudamericano e non solo: numerosi erano i leader di Paesi vicini a ispirarsi al comandante. Anche gli Stati Uniti d'America, per quanto attaccati, hanno  comunque presenziato con alcuni rappresentanti alla cerimonia di commiato. Ma il saluto più sentito è e resterà quello della gente, dei tanti diseredati che hanno riavuto dal presidente Chavez la speranza. 

Per ricordare quindi il presidente che ha sfidato l'impero statunitense Bari si è mobilitata: venerdì 15 marzo alle 18,30 l’associazione Simon Bolivar di Bari ha organizzato presso la sua sede in via Strada privata Borrelli 32 (di fronte al Piccolo Teatro, a qualche minuto dal parcheggio ex Rossani di via B. Croce) un incontro per ricordare il presidente del Venezuela Hugo Chavez Frias, ritenuto il libertador del XXI secolo. 


All'incontro interverrà il Console generale a Napoli della Repubblica bolivariana del Venezuela Bernardo Borges.

L’associazione culturale Simón Bolívar di Bari si richiama al libertador,  il quale due secoli fa concepì il sogno dell’unità e indipendenza dal colonialismo vecchio e nuovo del continente latinoamericano. Bolivar è un forte e chiaro simbolo  per i popoli che oggi intravvedono la possibilità che quel sogno prenda  faticosamente corpo dopo una plurisecolare dominazione diretta e indiretta. L’associazione si propone di promuovere la conoscenza della realtà in grande movimento dell’America Latina.

14.03.2013
Vito Stano