mercoledì 7 novembre 2012

"Gli investimenti dell’Ilva saranno un pezzo importante della green economy italiana": Clini a Rimini per gli Stati generali dell'Ambiente

“Si può fare di più, ma intanto già si fa”. Così il ministro per l’Ambiente, per la Tutela del Territorio e del Mare Corrado Clini ha commentato a margine dell’inaugurazione stamane a Rimini fiera di Ecomondo, key Energy e Cooperambiente edizione 2012.

Ministro dell'Ambiente Corrado Clini - Foto Archivio Vito Stano 
Tanti sono stati i temi trattati dal ministro Clini durante la prima sessione dei primi Stati generali dell’Ambiente; al centro del dibattito ci sarà il confronto tra “i ministri dello sviluppo sostenibile Corrado Passera e Corrado Clini - ha affermato con un pizzico d’ironia il ministro dell’Ambiente - con le parti sociali e tra queste quello più atteso sarà il confronto con le imprese green più avanzate”. Quindi tutti dallo stesso lato del tavolo per parlare delle necessarie misure che in futuro dovranno essere assunte: in primis la semplificazione burocratica, che faciliterà gli investimenti nel settore green; l’approvazione del credito d’imposta, che agevolerà in ambito fiscale le imprese green che assumeranno nuove unità; i project bond, che favoriranno la realizzazione di infrastrutture necessarie alla crescita del Paese. “Inoltre – ha dichiarato il ministro Clini – stiamo lavorando ad un pacchetto di misure che prevederà la manutenzione del territorio”.
“Il ministro dello Sviluppo sostenibile Corrado Clini” ha aggiunto che le imprese italiane vanno sostenute affinché realizzino in Italia ciò che già fanno all’estero”, poiché “la crescita o è verde o non è”.

Durante la fase inaugurale non si è parlato soltanto di provvedimenti necessari a spingere la crescita, è stato inevitabile che si parlasse di alcune emergenze del Paese; tra queste il caso dell’inquinamento della città di Taranto e in particolare la riqualificazione delle tecnologie degli stabilimenti Ilva.
“L’Ilva  - ha dichiarato Clini - ha ricevuto l’Aia il 27 ottobre (con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, ndr), l’autorizzazione prevede che l’azienda adegui le tecnologie di produzione agli standard europei più avanzati, che entreranno in vigore nel 2016, ma noi li adottiamo da subito. Io mi aspetto che l’Ilva raccolga questa sfida e che investa perché questo è anche un modo di crescere; se l’azienda s’illude di poter continuare a produrre senza aggiornare le tecnologie sbaglia, se altri sperano di poter impedire all’Ilva d’investire in nuove tecnologie sbagliano pure”.

Sull’Ilva il ministro ha ribadito che durante il percorso che l’azienda dovrà seguire per osservare l’Autorizzazione integrata ambientale il governo porrà particolare attenzione al rispetto dei dettami normativi, confidando che gli investimenti dell’Ilva saranno un pezzo importante della green economy italiana”.

http://www.vglobale.it/index.php?option=com_content&view=article&id=14850%3Aclini-lilva-pezzo-importante-delleconomia-verde&catid=5%3Aultime&Itemid=121&lang=it

07.11.2012
Vito Stano

Rizzoli e Fabbri malati di deforestazione - Greenpeace vince una battaglia

Blitz dei volontari - Foto greenpeace.it
Questa mattina tigri in divisa da paramedico sono arrivate in autoambulanza chiedendo di poter somministrare ai responsabili di Rizzoli e Fabbri una "pillola anti-deforestazione": Deforestyle Zero. Mentre dai pali d'illuminazione esterni all'edificio, abbiamo srotolato mega striscioni con un unico chiaro messaggio "Rizzoli e Fabbri malati di deforestazione". Nel frattempo, abbiamo lanciato una petizione online per chiedere ai due editori di "fermare il contagio e lottare contro una patologia che causa la distruzione degli ultimi polmoni del pianeta e contribuisce al cambiamento climatico". 

Ma cosa cura il finto farmaco che abbiamo distribuito ai dipendenti del gruppo Rcs? Lo scorso maggio, in occasione del Salone del Libro di Torino 2012, abbiamo pubblicato il rapporto Favole Ammazza Foreste dimostrando come gli editori Rizzoli e Fabbri stampano libri per bambini su carta proveniente dalla deforestazione delle foreste indonesiane, come confermato da analisi realizzate dall'Istituto Tedesco della Scienza e Tecnologia della Carta. Si tratta di titoli stampati in Cina nel 2011, in cui è stata riscontrata la presenza di fibre di legno duro tropicale (Mth) provenienti dalla distruzione delle ultime foreste indonesiane. La Cina è mercato leader per la vendita della carta delle multinazionali indonesiane App e April, aziende che per produrre la carta distruggono le foreste e condannano all'estinzione le ultime tigri di Sumatra e specie arboree protette dal Cites come il ramino. 


La buona notizia è che la nostra terapia d'urto contro la deforestazione ha funzionato!!! 
L'incontro di questa mattina con i vertici aziendali di Rcs si è concluso con un impegno che fa tirare un sospiro di sollievo alle ultime tigri di Sumatra e alle foreste indonesiane. Entro la fine del mese verrà organizzato un tavolo tecnico che ha come obiettivo quello di implementare un percorso sempre più virtuoso che garantisca a tutte le case editrici Rcs di diventare in tempi brevi "amici delle foreste". E dopo Mondadori, Giunti, il gruppo Gems, Feltrinelli e De Agostini, anche Rcs entra a far parte dei grandi gruppi editoriali italiani impegnati in politiche di acquisto della carta a Deforestazione Zero.
Speriamo che a queste parole seguano presto anche i fatti!

(fonte greenpeace.org)

Grotta carsica Canale di Pirro - Domani un incontro

Grotta carsica scoperta dal Gasp tra Alberobello e Monopoli - Foto google.com

Sarà analizzata domani, giovedì 8 novembre, alle ore 12,30, presso la sede dell'assessorato regionale alle Opere pubbliche e Protezione civile (via delle Magnolie, 8- ZI - Modugno), l'importante scoperta geologica dei giorni scorsi, lungo la strada per il Canale di Pirro, tra i comuni di Alberobello e Monopoli.

L'assessore Fabiano Amati ha convocato, infatti, un tavolo tecnico al quale parteciperanno i sindaci dei comuni di Monopoli, Fasano, Castellana-Grotte e Alberobello, il presidente dell'Anci Puglia Luigi Perrone, il presidente della Federazione Speleologica Pugliese Vincenzo Martinucci, il presidente del Gruppo speleologico archeologico Lorenzo Di Liso, il segretario generale dell'Autorità di bacino Antonio Di Santo, il direttore generale dell'Arpa Puglia Giorgio Assennato e il direttore d'area Antonello Antonicelli.

(fonte regione.puglia.it)

"Su quella nave c’ero anch’io". La nave dolce di Daniele Vicari


Un dialogo a due voci quello di stamane nell’Aula II dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro” per presentare il film “La nave dolce” in uscita domani nelle sale cinematografiche. Si sono alternati gli interventi del regista del film Daniele Vicari e del sociologo Franco Cassano, i cui scritti  a detta del regista hanno fortemente influenzato il suo lavoro sul film.

“La nave dolce” documenta la storia dello sbarco sulla costa barese di circa 20mila albanesi, avvenuto l’8 agosto 1991, dopo la traversata a bordo della Vlora, una nave di ritorno da Cuba e occupata dagli albanesi nel porto di Durazzo.

Cassano ha subito sottolineato alcuni aspetti salienti del popolo albanese, ricordando come esso è uno dei pochi popoli al mondo che conosce bene la lingua italiana, imparata grazie alla televisione italiana che raggiungeva e raggiunge massicciamente l’Albania. Quell’agosto del 1991, per molti mese di vacanza di mare, di relax, per gli albanesi ha significato un diverso “sapore di sale”. Crollato il regime di Enver Hoxa migliaia di cittadini albanesi hanno deciso di scappare, abbandonare la loro nazione e partire verso l’Italia senza alcun progetto, credendo di trovare il paradiso, senza portare via con sé né una foto, né degli abiti per potersi cambiare. Quello che troveranno, dopo essere attraccati gridando «Italia! Italia!» e mimando il gesto di vittoria con le mani non sarà affatto un paradiso, né una vittoria.

Si è parlato di non non-luogo, di primo Cie, per descrivere lo Stadio della Vittoria di Bari dove furono “reclusi” gli albanesi che non furono rispediti immediatamente in Albania, e qui Vicari non può non fare un immediato parallelismo con la caserma Bolzaneto di Genova, vista nel suo recente film Diaz. 

"L’associazione - racconta - mi è subito venuta in mente, per la sospensione dei diritti umani della persona che c’è stata”, si è ricordato come alle persone nello stadio furono lanciati panini come fossero noccioline e il regista azzarda sostenendo che “il problema vero del nostro Stato è che non ha ancora digerito i principi democratici di cui si fa portatore”. Lo Stadio della Vittoria è stato giustamente rinominato da Cassano, per i motivi citati, Stadio della sconfitta, affermazione ripresa poi anche da Vicari. All’epoca la situazione politica vedeva Andreotti Presidente del Consiglio e Cossiga Presidente della Repubblica, nel frattempo a Bari vecchia alcune signore, senza chiedere tanti documenti accoglievano immigrati albanesi nelle loro case.

La nave Vlora sulla quale migliaia di albanesi
approdarono al porto di Bari
I discorsi di Vicari e Cassano poi  si sono intrecciati sulla questione del concetto di Altro.
Il primo ha sottolineato come non vadano sottovalutati due importanti fenomeni, e cioè che oggi vi è in Italia una sempre più massiccia emigrazione interna, da Sud a Nord e che moltissimi giovani italiani emigrano all’estero portando con sé la loro lingua, la loro storia, la cultura, la formazione e la loro preparazione e il mondo occidentale considera quest’aspetto una ricchezza, avere un insegnante italiano in un’università americana diventa motivo di vanto. Il declino invece dell’Italia è quello di non valorizzare l’Altro, Cassano ha ribadito il concetto di come non bisogna pensare che l’Altro sia Altro, l’Altro siamo noi, solo riconoscendo nell’Altro se stessi si può superare la nostra debolezza, ha sottolineato: “la partita ci riguarda tutti”, ricordando l’esempio di Eva, la cui storia viene raccontata nel film, una donna laureata in economia in Albania e che in Italia fa dignitosamente la badante. Quanto siamo lontani noi da queste storie?

Daniele Vicari ha spiegato il perché ha deciso di raccontare la storia della nave, a prescindere dalla sollecitazione giuntagli per il ventennale dallo sbarco, egli racconta che “su quella nave c’ero anche io” e non fa riferimento alla presenza fisica, bensì alla sua condizione psicologica, che potrebbe essere anche quella di molti di noi oggi, di disoccupato, di studente, di chi va in cerca di fortuna. Ecco il concetto di Altro che riemerge prepotentemente. Dunque la storia della Vlora diventa l’emblema di tutte le storie di emigrazione.

Seppur breve, l’incontro ha tirato in ballo molti aspetti significativi di quella che può essere una vicenda ormai passata, il sociologo ha giustamente ricordato come lo “schiaffo” avuto dallo sbarco albanese nel 1991, lo chiama così per evidenziarne la dirompenza, abbia dato origine a una vitalizzazione della cultura nella nostra regione, a un fermento che ha a sua volta dato inizio a una generazione di prima linea di scrittori e registi che in quell’occasione si sono trovati a distanza ravvicinata da una forte realtà senza alcun filtro  e che quindi avevano delle storie importanti da raccontare.

Alcuni interventi della platea hanno arricchito ulteriormente la discussione, come quello del fotografo Nicola Amato, il quale quello sbarco lo ha vissuto da vicino, immortalandone le immagini con fotografie che per 20 anni ha tenuto nel cassetto, e che ha tirato fuori per una mostra alla sala Murat nel ventennale dallo sbarco e per il film. A tal proposito Vicari ha ricordato che è stato grazie a fotografi e operatori che ha potuto documentare la storia della Vlora e ha poi rimarcato come molti operatori e giornalisti che erano stati mandati a Bari, essendo agosto non erano stati richiamati dalle televisioni perché non c’erano altri eventi da seguire e quindi alcuni avevano smesso di fare servizi per il telegiornale e avevano cominciato a fare cinema riprendendo qualsiasi storia.

Il cinema di Vicari ancora una volta ci racconta la Storia che ci sta attraversando e che noi attraversiamo.

07.11.2012 
Sara Fiorente 

Il saluto del Presidente Napolitano agli Stati generali dell'Ambiente

Stati generali dell'Ambiente - Foto Archivio Vito Stano
Letto un saluto del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: “L’Italia può e deve, senza ulteriori esitazioni, colmare ritardi rispetto agli standard europei e darsi più validi presidi nella difesa dell’ambiente”.

Taglio del nastro anche per l’impianto fotovoltaico a copertura di tutti i padiglioni

Via agli Stati Generali della Green Economy

Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha voluto sottolineare l’importanza degli Stati Generali della Green Economy in corso a Rimini Fiera. In un messaggio inviato a Edo Ronchi, presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile che ha organizzato la due giorni sull’economia “verde” voluta dal Ministero dell’Ambiente, e letta all’apertura della seduta inaugurale, Napolitano evidenzia che “L’Italia può e deve, senza ulteriori esitazioni, colmare ritardi rispetto agli standard europei e darsi più validi presidi nella difesa dell’ambiente e delle biodiversità, nella gestione sostenibile delle risorse naturali, nella valorizzazione del paesaggio e del territorio, nella generale adesione a comportamenti più sobri e rispettosi dell’ecosistema”.

In precedenza il Ministro per l’Ambiente, la Tutela del Territorio e del Mare, Corrado Clini, aveva inaugurato le tre manifestazioni dedicate alla sostenibilità: Ecomondo, Key Energy e Cooperambiente. Nell’occasione, Rimini Fiera ha anche alzato il sipario sul suo terzo impianto fotovoltaico, realizzato da Green Utility e sviluppato sui 100.000 metri quadri di copertura dei padiglioni che esprime una potenza di 4.332 kWp per rendere il quartiere autonomo sotto il profilo del fabbisogno energetico.

Il ministro si è mostrato entusiasta per il nuovo impianto fotovoltaico: “L'impianto si regge da solo, senza incentivi che lo tengano in piedi. È la dimostrazione che si può fare”. Clini ha quindi salutato gli Stati Generali come “un'importante occasione per fare il punto su cosa esiste già in concreto e su cosa resta da fare. La crescita - ha aggiunto - deve essere 'verde', altrimenti non è crescita. Il nostro Governo ha già messo in campo diverse iniziative a favore delle imprese che investono sulla green economy”.
“Si tratta del momento costitutivo della Green Economy italiana – ha spiegato Ronchi – Un mondo che finora si è mosso in misura frammentata e che qui creerà una piattaforma coordinata, una risposta corale alle aspettative del momento”.

Per il sindaco di Rimini, Andrea Gnassi, “parliamo di green economy, ma dovremmo parlare solo di economy, perché questa dovrebbe essere la normalità. Viviamo un momento di cambio epocale e qui in fiera lo si avverte positivamente. Rimini oggi lancia un segnale al Paese e anche a se stessa. L’attenzione al territorio è un’occasione di riqualificazione e un messaggio per far ripartire le filiere produttive”.

Secondo Gian Carlo Muzzarelli, assessore alle Attività Produttive della Regione Emilia-Romagna, “Queste manifestazioni sono un'occasione di confronto culturale sul futuro della nostra economia: una crescita sostenibile, intelligente e inclusiva può permetterci di competere nel mondo. La sfida è creare prodotti convenienti, con un'anima green e una tecnologia avanzata”.

“Ecomondo - ha commentato Juri Magrini, assessore alle Attività Produttive della Provincia di Rimini - è un evento fondamentale per il territorio, oltre ad avere valenza nazionale: essere al centro del dibattito sulle politiche energetiche è per Rimini una grande opportunità e un motivo di orgoglio”.

(fonte ecomondo.com)

martedì 6 novembre 2012

La rinascita problematica del bosco di Acquatetta


Bosco di Acquatetta- Foto parcoaltamurgia.gov.it
Il 12 luglio la terra si tinge di nero manifestando il lutto per un evento tragicamente triste, l’incendio del bosco di Acquatetta tra Minervino Murge e Spinazzola nel Parco Nazionale dell’Alta Murgia, 600 ettari di bosco fitto di pini e cipressi carbonizzati, uno scrigno di biodiversità violato, animali morti, habitat distrutti. Aerei e uomini non riescono a contrastate la violenza del fuoco che per giorni imperversa tra gli alberi trasformando un bosco ricco di vita in un paesaggio spettrale.

La terra si apre e rigurgita virgulti, il verde comincia a occupare spazi, dalle piante morte riprende la vita; oltre ogni aspettativa la natura con rabbia e prepotenza ritorna sui suoi luoghi. Olmi e querce riprendono gli spazi e sembra quasi che stessero aspettando qualcosa che li liberasse da quelle conifere dominanti.
 
A poco più di tre mesi dal passaggio del fuoco, il bosco di Acquatetta manifesta tutta la capacità di ripresa dovuta soprattutto alla sua complessità. Il popolamento boscato creato dall’uomo circa mezzo secolo fa e dominato dalle conifere era colonizzato anche da latifoglie, alcune delle quali nate spontaneamente da semi portati dagli uccelli, altre introdotte con recenti interventi di conversione del primo insediamento di specie pioniere. Il bosco di Acquatetta era anche caratterizzato da numerosi alberi da frutto, alcuni di varietà ormai quasi estinte, alberi di fico, noce, ciliegio, pero erano stati piantati o ottenuti per innesto dagli operai che si erano occupati degli impianti forestali e della gestione nel passato. Il popolamento arboreo costituiva un articolato ecosistema dove molte specie di fauna selvatica avevano trovato l’habitat trofico e riproduttivo.

La salvezza di Acquatetta è ora proprio dovuta alla sua complessità. Infatti sono proprio le specie con capacità pollonifera (cioè l’attitudine delle piante forestali a riprodurre la parte fuori terra dalla ceppaia o dalle radici) che dopo il passaggio del fuoco stanno manifestando elevata capacità di recupero e che stanno avviando la rinascita vegetazionale. Tuttavia la situazione attuale è di elevata fragilità poiché il tappeto verde costituito da specie erbacee e arboree in affermazione necessita di tutela e cura. Infatti alcune specie striscianti come i rovi potrebbero prendere il sopravvento e soffocare la rinnovazione di latifoglie ed in molti casi i numerosi polloni generati dalle piante morte devono essere selezionati a vantaggio dei più robusti.

Ancora, le latifoglie morte vanno tramarrate (ossia vanno ripulite le ceppaie asportando, con una specie di zappa affilata, la marra, le parti deteriorate fino in prossimità del colletto) per favorire la rivitalizzazione delle ceppaie e le conifere devono gradatamente diradate partendo da quelle totalmente carbonizzate e instabili, finendo con quelle fortemente compromesse e deperienti. Inoltre , nelle aree percorse dal fuoco va inibita qualsiasi attività antropica diversa da quelle finalizzate al recupero, al fine di non disturbare lo sviluppo delle piante giovani.

La rinascita problematica del bosco di acqua tetta favorire la rivitalizzazione delle ceppaie e le conifere devono essere gradatamente diradate partendo da quelle totalmente carbonizzate e instabili e finendo con quelle fortemente compromesse e deperienti. Inoltre, nelle aree percorse dal fuoco, va inibita qualsiasi attività antropica diversa da quelle finalizzate al recupero, al fine di non disturbare lo sviluppo delle giovani piante.
 
Il vigore di Acquatetta lascia sperare che in tempi brevi possa ricostituirsi un sistema boscato più complesso e più forte del precedente. Tuttavia l’infausta esperienza vissuta deve spingerci ad essere più attenti nelle azioni di salvaguardia e di prevenzione degli incendi boschivi, favorendo il pascolamento per ridurre la biomassa, esercitando un attento monitoraggio, attivando un primo intervento più immediato: azioni da adottare affinché eventi simili non accadano ancora. Una maggiore responsabilizzazione di tutti i fruitori circa il valore ecologico dei boschi determinerebbe maggiore rispetto delle risorse naturali ed il coinvolgimento diretto nella protezione. Se qualcuno avesse intuito che quell’incendio a bordo strada avrebbe potuto coinvolgere il bosco non lontano, se i proprietari delle aziende agricole avessero da subito compreso l’entità del pericolo e adottato azioni per spezzare il fronte di fuoco, se gli interventi di spegnimento fossero stati più immediati, se ed ancora se… probabilmente non avremmo vissuto uno degli episodi più tristi per i preziosi boschi del Parco Nazionale dell’Alta Murgia.

(di Chiara Mattia - Funzionario Agronomo-Forestale dell’Ente Parco Nazionale dell’Alta Murgia, fonte parcoaltamurgia.gov.it)

Libera Cassano prosegue le attività per il secondo anno - Disponibile il giornalino del presidio


Tra proprietà acquistate e somme di denaro ereditate, tra famiglia e partito, tra reato ed etica il Paese sembra sempre più sprofondare nel baratro e ciò che è peggio è che la fine sembra lontana. Ma tornando con i piedi per terra, siamo lieti che nella nostra realtà locale le attività del gruppo che costituisce l'anima di Libera Cassano proseguano spedite per il secondo anno. 

Si può fare! è il nome del foglio con il quale nelle scuole e nelle pubbliche attività, commerciali e non, si veicolano i temi cruciali della lotta alla mafia, che, come il fondatore di Libera don Ciotti insegna, dobbiamo sradicare alla radice, partendo proprio dalle azioni quotidiane, perché la mafia è anzitutto cultura e come tale va combattuta e vinta. 

Nell'ultimo numero si parla di Genuino e schietto giornalismo homemade: la storia e il coraggio di Pino Maniaci, storico fondatore della piccola tv antimafia Telejato; leggeremo cosa pensa la sindaco di Cassano delle Murge Maria Pia Di Medio intervistata sul tema appunto dell'educazione.

E poi ancora Quando una mano lava l’altra: cronaca di una spiacevole avventura avente come protagonista Nicole Minetti. Dalla cronaca alla storia con Gocce nell’oceano: la storia a fumetti incentrata questo mese sulla figura di Don Pino Puglisi, parroco siciliano assassinato dalla mafia.

Ma la cronaca di queste ultime settimane è troppo ghiotta per lasciarla a sè, potremo leggere  di Lombardia di Formigoni in un mare di guai: chi l’ha detto che la mafia esiste sono al sud Italia? Le ultime vicende di cronaca dimostrano il contrario. E da Milano a Reggio Calabria la strada sembra essersi abbreviata: Reggio Calabria, mafia chiusa per restauri, per la prima volta viene sciolto un capoluogo di provincia per infiltrazione mafiosa.

Con Il dossier di Libera sui reati potremo leggere come i clan mafiosi si spartiscono la grande torta romana e in generale l'intera regione Lazio, che ospita sul proprio territorio 46 clan mafiosi. Ma il foglio non si esaurisce prima dei consigli de La redazione consiglia: “Le regole raccontate ai bambini” libro di Gherardo Colombo e “Là-bas” film di Guido Lombardi.

È possibile leggere il giornalino in forma cartacea presso alcune attività commerciali del nostro paese oppure in forma digitale all'indirizzo http://issuu.com/liberacassano/docs/numero_2_anno_2 .

(fonte presidio Gaetano  Marchitelli - Libera Cassano delle Murge)

Con il ministro Clini al via domani gli Stati generali dell'Ambiente


In occasione dell’apertura di Ecomondo, Key Energy e Cooperambiente sarà anche inaugurato il grandissimo e innovativo impianto fotovoltaico a copertura dei 16 padiglioni fieristici. Un progetto vicino alla sensibilità ambientale del territorio.

Ecomondo 2011 - Foto Archivio Vito Stano
Tutto il mondo della sostenibilità e dell’economia verde da domani a sabato 10 sarà a Rimini Fiera, per Ecomondo  Key Energy  e Cooperambiente.  Alle 10.30 il taglio del nastro con il Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Corrado Clini che inaugurerà anche l’innovativo impianto fotovoltaico realizzato da Green Utility sui 16 padiglioni fieristici, un impianto unico in Italia già riconosciuto dal GSE. L’impianto ha una potenza di 4.332 kWp ed è appena entrato in funzione. È stato installato sulla superficie di 100.000 metri quadri di copertura dei padiglioni con 33.296 pannelli fotovoltaici in silicio amorfo. Ora quello di Rimini Fiera è il primo quartiere autosufficiente per quanto riguarda il fabbisogno di energia elettrica.

Nelle prime due giornate di manifestazione, il 7 e 8 novembre, si terranno gli Stati Generali della Green Economy. Sarà presentato il Programma nazionale per lo sviluppo della green economy che disegnerà per l’Italia un futuro produttivo e occupazionale anti-crisi nel segno della sostenibilità, frutto del lavoro svolto in questi mesi da 39 organizzazioni di imprese ad alta valenza ambientale che fanno parte del comitato organizzatore: sarà presentato e discusso con rappresentanti dell’Unione Europea e dell’OCSE, del Governo Italiano (attesi fra gli altri il Commissario UE dell’Ambiente, Janez Potocnik e, giovedì, il Ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera), delle principali organizzazioni delle imprese e dei sindacati, del mondo politico e parlamentare, delle associazioni ambientaliste e dei consumatori, di Enti locali e Regioni. Verrà anche presentato un Rapporto sulla Green Economy, realizzato dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, presieduta da Edo Ronchi, in collaborazione con l’Enea.

Agli Stati Generali della Green Economy si aggiunge un programma di 150 eventi curati dal comitato scientifico di Ecomondo, coordinato dal professor Luciano Morselli. Il programma completo è consultabile sul sito www.ecomondo.com.

Le tre manifestazioni sono raggiungibili direttamente in treno grazie alla stazione di linea (Milano – Bari) a soli 50 metri dall’ingresso sud della manifestazione (info orari sul sito www.riminifiera.it/stazione o www.trenitalia.com). Altre indicazioni utili per raggiungere il quartiere: http://www.riminifiera.it/pagine/come_raggiungerci.asp .

(fonte ecomondo.com)

lunedì 5 novembre 2012

Dal Consiglio d'Europa alla consulta etnica - Di Canosa si attiva


Assessore Pasquale Di Canosa - Foto facebook.com
Altamura è la città del pane, Turi è la città della ciliegia ferrovia; ci sono paesi denuclearizzati e altri ufficialmente pacifisti. Insomma ogni comune ha la sua identità e specificità: Cassano delle Murge per il momento ha come marchio non ufficiale la foresta Mercadante, la corona delle Murge e il convento dove in vita visse il beato Giacomo da Bitetto. In più ultimamente la cittadina murgiana si è distinta per una notevole quantità di sagre e spettacoli musicali estivi, tanto da far pensare a nuove e più commerciali identità. Ma invece un'altra è la specificità che pare profilarsi all'orizzonte: la città delle consulte. La prima che fu varata fu quella delle associazioni culturali, poi venne quella delle attività economiche, poi quella (notizia recente) delle associazioni sportive. Manca ancora qualcosa? Sì, la consulta etnica. Certo mancava e del resto in un comune che vanta l'assenza di una delega assessorile in merito, la creazione di una consulta può sicuramente essere un punto d'inizio e di convergenza rispetto a tematiche che definire importante è di sicuro un'eufemismo.

Pertanto la notizia che arriva da palazzo comunale risulta curiosa e interessante. L'ufficio stampa comunale fa sapere che "l’undici novembre prossimo scade il termine per aderire alla nuova consulta etnicaorganismo per la partecipazione ai processi democratici delle diverse etnie presenti sul territorio cassanese".

“La consulta - spiega l’assessore all’Attuazione del programma per il Consiglio d’Europa  Pasquale Di Canosa - sarà il primo vero momento di un processo di integrazione culturale e linguistica nel nostro comune da parte degli stranieri che vivono a Cassano".

A questo organismo popolare e partecipato "potranno aderire i rappresentanti delle diverse etnie, ma anche operatori sociali, del clero, delle istituzioni e delle associazioni. Saranno gettate le basi - prosegue l’assessore - per concretizzare gli obiettivi che ci siamo posti aderendo al Congresso dei poteri locali del Consiglio d’Europa. La consulta è uno degli strumenti per realizzare un serio processo di democrazia partecipata”.

Anche Cassano delle Murge quindi, cittadina che ospitò soltanto qualche lustro fa centinaia di uomini e donne venuti via dall'altra sponda dell'Adriatico, all'alba del 2013 l'istituzione comunale si è attivata (meglio tardi che mai) sul fronte dell'integrazione. Fronte questo completamente dimenticato sin dal principio dall'amministrazione Di Medio.

05.11.2012
Vito Stano

Intitolazione sala conferenze alla memoria dello studioso di antichità ebraiche Cesare Colafemmina



A pochi giorni di distanza dalla giornata dedicata ai defunti, ad Acquaviva delle Fonti si ricorda Cesare Colafemmina, raffinatissimo studioso di antichità ebraiche. Alla sua memoria sarà, come annunciato ad un mese dalla scomparsa, intitolata la sala conferenze del palazzo comunale. 

leggi anche: http://murgiambiente.blogspot.it/2012/10/convegno-internazionale-in-memoria-del.html 

"Lunedì 12 novembre 2012, alle ore 18.30, presso l’ala nord di Palazzo De Mari ad Acquaviva delle Fonti - si legge in una nota pubblicata sul blog personale dell'assessore alla Cultura Francesca Pietroforte - avrà luogo la cerimonia di intitolazione della sala conferenze (conosciuta come “Ala Nord”) al cittadino benemerito, professor Cesare Colafemmina. 

Accanto alla famiglia, al sindaco Francesco Squicciarini e all’assessore alla Cultura Francesca Pietroforte, saranno presenti Paquale Cordasco docente Università degli Studi di Bari "Aldo Moro", Cosimo Damiano Fonseca dell'Accademia Nazionale dei Lincei, Giacomo Annibaldis giornalista de La Gazzetta del Mezzogiorno; Mariapina Mascolo presidente Cerdem - Centro di Ricerca e Documentazione sull’Ebraismo nel Mediterraneo "Cesare Colafemmina".

L’invito a partecipare è rivolto a tutta la comunità acquavivese (e delle città limitrofe) affinché in questa giornata si possa ricordare il professor Cesare Colafemmina, raffinatissimo studioso di antichità ebraiche, conosciuto in tutto il mondo.

05.11.2012
V.S.