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| Taranto manifesta - Foto Archivio Vito Stano © 2013 |
La situazione tarantina si aggrava: il governo, i sindacati , i rappresentanti del gruppo Riva non ascoltano il grido della piazza. Fabio Matacchiera, presidente del Fondo Antidiossina di Taranto, stamane ha diramato un comunicato con il quale ha reso noto che «il Fondo Antidiossina Taranto onlus ha consegnato questa
mattina, alle ore 12,30, nelle mani del dirigente della Digos di Taranto, dott.
Maurizio Scialpi, l'esposto indirizzato al Procuratore di Taranto, Franco
Sebastio».
«Il documento – si legge nel comunicato – è correlato da due video e da importanti
deduzioni che metterebbero in luce presunte violazioni, da parte dell'ILVA di
Taranto, di diverse prescrizioni dell'Autorizzazione Integrata Ambientale. Come già preannunciato, entrambi i video saranno
consegnati anche alla Commissione Ue e al Parlamento Europeo entro questa
settimana».
Ieri, invece, lo stesso presidente del Fondo antidiossina di Taranto Fabio Matecchiera ha reso pubblico un altro comunicato in cui dichiarava che «nel primo video, girato da alcuni operai all'interno
dell'Acciaieria1 (il 25 maggio 2013, ore 19.00), già proposto alcuni giorni fa
da alcuni telegiornali nazionali, si evidenziano alcune anomalie che sarebbero
in atto nell'impianto in questione durante il trattamento di desolforazione
della ghisa che proviene dall'altoforno. La desolforazione avviene mediante
l’iniezione nel bagno di ghisa fusa di agenti desolforanti (carburo di calcio,
soda, calce, eccetera) e provoca la formazione di polveri e fumi acidi
soprattutto pericolosi per la salute degli operai che lavorano all'interno
dell'acciaieria. I fumi dovrebbero
essere captati da apposite giranti e cappe di aspirazione che, come si vede nel
filmato, ed in tante altre occasioni rilevate dall'esterno, non funzionano come
dovrebbero a norma, causando di frequente i noti fenomeni di
slopping, più volte rilevati e segnalati dai carabinieri del NOE di
Lecce e dai custodi giudiziari della Procura di Taranto».
«Nel secondo video, girato dal presidente del Fondo
Antidiossina nella notte tra il 3 e il 4 giugno 2013, si notano imponenti nubi
di fumi e di polveri che fuoriescono dalle aree basse degli impianti delI'lva
di Taranto. Le immagini nette evidenziano che si tratta, senza alcun dubbio, di
emissioni diffuse, fuggitive e non convogliate poichè non provenienti dai
camini. Un vero scenario da girone dell'Inferno che potrebbe rivelarsi un
elemento importante nel dimostrare la non ottemperanza delle prescrizioni
dell'Autorizzazione Integrata Ambientale concessa all'Ilva di Taranto. Vedendo
questi fumi che fuoriescono, su vasta scala in diverse zone degli impianti, il
Fondo Antidiossina si pone degli interrogativi sulla effettiva messa in atto e
rispetto delle prescrizioni dell'Aia. La non-osservanza delle prescrizioni AIA,
la cui inottemperanza é stata denunciata anche dal Garante dell'Aia, dott.
Vitaliano Esposito, resta un fatto molto grave ed eloquente in merito alla
condotta dell'Ilva nei confronti delle procedure ritenute fondamentali al
corretto svolgersi della produzione e dei suoi cicli».
«Il video in oggetto pone dunque l'accento sulle
prescrizioni seguenti: copertura nastri trasportatori (prescr.6), installazione
sistema 'proven' per abbatere i fumi in cokeria (prescr. 16/B e
16/F); copertura area GRF, area scarico paiole, area gestione polveri
(prescr.16/H e 16/I); minimizzazione emissioni gassose e fuggitive impianti
trattamento gas (prescr.36), captazione e convogliamento emissioni diffuse
impianto sinterizzazione (prescr.60); impianto aspirazione desolforazione ghisa
(prescr.70A); nebulizzazione area svuotamento scoria liquida paiole
(prescr.70B)».
Per i cittadini di Taranto la marcia per liberarsi dal "mostro", viste le posizioni governative, pare ancora molto, molto lunga.
05.06.2013
Vito Stano
Vito Stano

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