Le rete colpisce ancora, la campagna lanciata da Igiaba Scego su Change.org per
chiedere al presidente della Regione Lazio Zingaretti di adottare una soluzione per rimuovere il sacrario
militare alla memoria di Rodolfo Graziani, gerarca iscritto nella lista dei
criminali di guerra dalla Commissione delle Nazioni Unite per i Crimini di
Guerra, ha raggiunto il suo obiettivo: a pochi giorni dal lancio della
petizione e dopo oltre 13mila adesioni Zingaretti ha annunciato lo stop al sacrario.
«In un momento così difficile della storia repubblicana – ha scritto Igiaba Scego – hai dato con la tua firma, con il tuo crederci fino in fondo, un segnale importante al paese. E tutti insieme abbiamo evitato che la nostra bella Italia diventasse lo zimbello del mondo. Io (come te del resto) mi sono sentita male per quel quel monumento dedicato al gerarca fascista. Non potevo tollerare un affronto simile alla mia regione, al mio paese e alla costituzione repubblicana. E dall'inaugurazione di questa oscenità che stavo male e che mi impegnavo in iniziative su iniziative per l'abbattimento del medesimo o riconversione. Poi un giorno ho lanciato questa petizione sulla piattaforma Change.org e subito una battaglia di pochi si è trasformata nella battaglia del paese. Ora la mia speranza è che questa vittoria possa far scattare qualcosa di bello e positivo nel nostro paese».
«In un momento così difficile della storia repubblicana – ha scritto Igiaba Scego – hai dato con la tua firma, con il tuo crederci fino in fondo, un segnale importante al paese. E tutti insieme abbiamo evitato che la nostra bella Italia diventasse lo zimbello del mondo. Io (come te del resto) mi sono sentita male per quel quel monumento dedicato al gerarca fascista. Non potevo tollerare un affronto simile alla mia regione, al mio paese e alla costituzione repubblicana. E dall'inaugurazione di questa oscenità che stavo male e che mi impegnavo in iniziative su iniziative per l'abbattimento del medesimo o riconversione. Poi un giorno ho lanciato questa petizione sulla piattaforma Change.org e subito una battaglia di pochi si è trasformata nella battaglia del paese. Ora la mia speranza è che questa vittoria possa far scattare qualcosa di bello e positivo nel nostro paese».
(fonte Charge.org)

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