| 23.01.2014 Vito Stano |
giovedì 23 gennaio 2014
Cassano delle Murge. Infrazioni in piazza Moro: unica regola non ci sono regole
mercoledì 22 gennaio 2014
Cassano delle Murge. Il forte vento causa disagi: cassonetti rovesciati in strada
| Centro storico Cassano delle Murge - Foto Archivio Vito Stano © 2014 |
Sono abituato a osservare il paesaggio che mi circonda e dato che giro in bici sempre "armato" di fotocamera, mi riesce bene di documentare quello che vedo. L'altro pomeriggio passando all'interno del borgo antico mi sono imbattuto in questa immagine (foto sopra). Un reato, quello di gettare i sacchetti di rifiuti per strada, per cui sono previste multe salate. I volontari ambientali dell'assessore Briano su questi comportamenti (e non solo) saranno chiamati a vigilare. Speriamo bene. Questi non saranno gli unici a tenere d'occhio il territorio cassanese; infatti qualche giorno fa l'amministrazione comunale ha siglato un protocollo d'intesa in via sperimentale con l'associazione Centro storico di Cassano delle Murge, valido fino al 31.12.2020. L'accordo tra le parti prevede, in sintesi, la collaborazione dell'associazione, rappresentata da Oreste Iavazzo, alla redazione di un documento di programmazione di rigenerazione urbana, in particolare per quanto riguarda il borgo antico. Quest'opera sarà preceduta da uno studio, la cui redazione, da quanto si legge nel protocollo, è stata affidata ad alcuni professionisti del settore, che sarà utilizzato come base di ragionamento per la programmazione. Un'iniziativa interessante che terremo d'occhio.
| Paesaggio urbano notturno - Foto Archivio Vito Stano © 2014 |
Le immagini che sono immediatamente sopra e sotto queste parole raccontano invece un'altra storia, seppur il quadro di riferimento resta quello della raccolta dei rifiuti solidi urbani. Il nuovo servizio porta a porta prevede che ogni utenza, domestica o commerciale che sia, deve, in base al calendario, mettere fuori dalla porta il piccolo cassonetto e chiuderlo con la maniglia sul davanti, in modo tale da risultare ermetico. Queste immagini si riferiscono all'altra notte (tra sabato e domenica), quando, il forte vento oltre a movimentare le fronde degli alberi, ha in molti casi spostato i cassonetti gialli, facendoli rovinare sulle carreggiata, creando anche problemi alla viabilità.
| Paesaggio urbano notturno 2 - Foto Archivio Vito Stano © 2014 |
22.04.2014
Vito Stano
Cassano delle Murge. Infrazioni stradali a go-go. Segnale di campagna elettorale?
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| In questa foto scattata da un cittadino e lettore di "Murgiambiente" è ritratta l'auto del vice sindaco Michele Ruggero parcheggiata sull'area di sosta dei portatori di handcap. |
Si respira aria di campagna elettorale a Cassano delle Murge? Direi di si. I segnali ci sono tutti. Un certo lassismo è così evidente che è impossibile non documentarlo. Infatti stamane nella casella postale ho trovato alcune foto scattate e inviatemi da un cittadino, che ritraggono l'auto del vice sindaco Michele Ruggero parcheggiata maldestramente sull'area dedicata ai portatori di handicap (foto sopra).
| Infrazione - Foto Archivio Vito Stano © 2014 |
Invece la foto che campeggia al di sopra di queste parole è, come si legge chiaramente sulla fiancata, del Comune di Santeramo in Colle. La foto l'ho scattata neppure un'ora fa nell'immediata adiacenza del palazzo comunale. Quindi è logico pensare che il conducente sia salito a parlar con qualcuno dei "nostri" amministratori. La cosa che mi sconcerta ogni volta che vedo un'auto in sosta in piazza Moro è la sua posizione. Mi spiego meglio. La posizione di parcheggio racconta il percorso che l'auto ha fatto prima di fermarsi. E da come è parcheggiata questa, si può dedurre che l'auto è entrata in piazza infrangendo il divieto di transito. Ma, ovviamente, l'auto pare che la vedo soltanto io. Nessun vigile (o vigilessa, che pure ho visto scendere dal palazzo comunale) ha visto l'auto in sosta vietata? Nessun amministratore (che pure ho visto arrivare e andar via dal palazzo) si è sognato di avvisare i vigili o perlomeno di richiamare il conducente dell'auto occupato presumibilmente in qualche ufficio!
La risposta a tutto ciò è semplice: è iniziata la campagna elettorale. Purtroppo da troppo tempo.
22.01.2014
Vito Stano
Viaggio in Calabria. Una narrazione visiva tra fotografia urbana e sentimentalismo
| Panorama - Foto Archivio Vito Stano © 2014 |
Stamane colgo l'occasione di scrivere due righe sulla Calabria. In premessa ci tengo a dire che sarò sicuramente superficiale, in quanto non riuscirò a trattare in profondità nessuno degli argomenti che sfiorerò. Quindi, voi che leggete, sappiate prendere questi pensieri come una confidenza. Un racconto ad un amico.
In questi ultimi giorni della regione dei bronzi di Riace mi è capitato di ascoltare numerose storie, tutte diverse tra loro, ma una particolare mi ha incuriosito, alla quale tra l'altro se ne legano indissolubilmente delle altre. Qualche sera fa, lunedì 20 gennaio, la trasmissione televisiva Presa diretta su Rai Tre ha trattato l'argomento dei testimoni di giustizia e le storie di stampo calabrese si susseguivano una dietro l'altra. A fare da sfondo alle tante storie di efferati omicidi di 'ndrangheta, c'era l'ultimo episodio di cronaca accaduto a Cassano sullo Jonio, dove è stata ritrovata la carcassa fumante di un'auto che custodiva maldestramente tre corpi completamente carbonizzati. Uno dei corpi apparteneva ad un bambino di tre anni.
La ferocia di questa storia mi ha riportato alla mente che soltanto qualche giorno prima sono passato da quelle parti e, devo ammettere, all'asciutto da qualsiasi suggestione, il puzzo di degrado urbano e sociale l'ho sentito subito. Mi ripetevo, «noi (in Puglia) in confronto stiamo bene». Devo dire che ad ogni paesino che attraversavo i commenti si ripetevano. Quasi alla noia. Degrado urbano, cioè case costruite a metà. Palazzoni che sembravamo aver subito un attacco armato. Strade di difficile percorrenza, contraddistinte da un numero imprecisato di lapidi e fiori. Attività commerciali tristemente buie. Viste panoramiche menzognere. E poi le spiagge, i lidi, lo spazio del passeggio della bella stagione totalmente abbandonato all'incuria e se possibile anche di più.
| Paesaggio urbano - Foto Archivio Vito Stano © 2014 |
Com'è possibile mi sono chiesto che a gennaio i luoghi della vita estiva di un piccolo centro della costa jonica (Cirò marina) siano così degradati? Come faranno a rimettere tutto in piedi prima che inizi la stagione, che presumibilmente inizierà a maggio? Credetemi cose da non crederci. Le spiagge sembrava avessero visto passare un tifone. Tutto in disordine. Ciò che poteva essere divelto lo era. E poi i rifiuti. Ad ogni angolo, o quasi, lo sguardo, ormai abituato, chiedeva tregua, ma non la otteneva. Cumuli di rifiuti ovunque. Cassonetti anneriti dai roghi. Insomma un disastro per la vista di chi come me ama il mare d'inverno. Dov'è finito l'afflato romantico del paese popolato da pochi resistenti. Silenzioso. Vuoto. Al posto del silenzio dell'assenza, quel che ho percepito è stato il silenzio dell'imbarazzo, dello sguardo taciuto, della consapevolezza tradita. E di tutto ciò me ne dispiaccio, perché la Calabria è un terra che naturalisticamente non ha rivali: catene montuose e spiagge da cartolina. Terra della grande storia e di innumerevoli piccole storie popolari. Non è onesto ridurla alla parziale visione che la mia cultura ha voluto (e potuto) offrirmi. In tutta onestà, la gentilezza e la semplicità delle persone, poche, con le quali ho avuto modo di scambiare qualche parola non è riuscita, anche se ci ho provato, a cancellare il tanfo visivo dell'abbandono. Ahimé.
Ma la Calabria, come detto, non è soltanto questo. È anche voglia di riscatto. Volontà di emergere dai sottoscala urbano e sociale dov'è sepolta da tempo.
22.01.2014
Vito Stano
lunedì 20 gennaio 2014
Lavoro precario. La campagna per dire basta allo sfruttamento dei free lance
L'altro ieri ho ho aperto la casella postale e ci ho trovato un video che parlava anche di me. Il video che devo ammettere mi ha fatto davvero incazzare, è uno spot ironico, utile a far riflettere coloro i quali credono che fare lavori come il giornalista, il grafico, il fotografo, il videomaker e altri ancora sia un passatempo per sfigati e non un lavoro che merita di essere gratificato nella giusta misura.
Qualche ora fa invece ho intercettato una petizione, indirizzata al presidente del Consiglio Enrico Letta, al segretario del Partito Democratico Matteo Renzi e al ministro del lavoro e delle politiche sociali Enrico Giovannini e naturalmente a tutti i lavoratori free-lance che operano nel campi di comunicazione, spettacolo, televisione e nuovi media. Questa raccolta firme on line mira a coinvolgere il potere decisionale nella battaglia contro lo sfruttamento dei lavoratori free lance.
"La simpatica campagna #coglioneNo del collettivo ZERO - si legge nella pagina dedicata alla petizione - ha portato alla luce alcune serie problematiche che affliggono il mondo dei creativi free lance. Lavoro non retribuito, precariato e sfruttamento sono parole che rimbalzano continuamente nelle teste di questa categoria di giovani lavoratori. Per questo chiediamo un intervento serio e deciso da parte delle istituzioni! Firmiamo per sollecitare le istituzioni a stabilire un protocollo di norme che possa entrare in vigore immediatamente e tutelare tutti i lavoratori che subiscono angherie e umiliazioni quotidiane". Questo l'appello dei promotori. E anche quello del sottoscritto.
20.01.2014
Vito Stano
Cassano delle Murge. Amministrative: la politica cassanese si muove sottotraccia
| Monumento ai caduti di tutte le guerre - Foto Archivio Vito Stano 2013 |
A quattro mesi all'incirca dalla tornata elettorale è interessante risentire le parole e le reazioni dei protagonisti della scena politica di Cassano delle Murge raccolte qualche giorno dopo il voto per l'elezione del Parlamento. Rivedendo l'intervista a Roberto Mancino (M5S) mi vien da pensare che s'è perso tempo. Una forza politica fresca che non ha ancora deciso se prendere parte alla consultazione per il rinnovo del Consiglio comunale. L'assenza di questi mesi cozza con l'entusiasmo post-elezioni nazionali. Mancino in questa intervista si disse convinto di prender parte alla gara elettorale. Ma ad oggi niente è trapelato. Intanto circa una settimana fa, durante una conferenza stampa presso il palazzo comunale, alla sindaco Maria Pia Di Medio domandai se stesse pensando di candidarsi nuovamente. La Di Medio senza indugiare rispose di "si, perché - disse - devo concludere un paio di cosette", intendendo progetti su cui la sua maggioranza sta lavorando e i cui frutti saranno raccolti durante il prossimo mandato. Basti pensare al nuovo servizio porta a porta: questa amministrazione è stata capace di bandire e assegnare la nuova gara e, seppur tra mille difficoltà, a ottenere già dei risultanti senza dubbio importanti.
Ma gli attori non si esauriscono ai predetti. Dunque Di Medio e la sua squadra, perderà qualche pedina ma sostanzialmente l'impianto resterà lo stesso. Il tandem Di Medio-Zullo è vincente ed capace di rastrellare ottime possibilità di rielezione. Ammesso che il capogruppo di Forza Italia in Consiglio Regionale potrebbe essere costretto a concentrarsi per una terza elezione per un seggio in via Capruzzi. Staremo a vedere.
L'altro settore del campo, al momento è sgombro ma non troppo. I movimenti sono impercettibili ma ci sono. Il Partito Democratico con il neo segretario pare che non disdegnerebbe il dialogo con un gruppo informale di cui la presenza sui social è già molto segnalata: Prospettiva Ethica (alle cui riunioni ho partecipato una volta) propone una rinnovata idea di partecipazione attiva. Intanto due consiglieri del PD (Arganese e Busto) hanno avuto durante il periodo natalizio un incontro con il comitato civico Lamafutura. Questo incontro è seguito ad un altro meeting politico-sociale tra numerosi attivisti di Lamafutura e i consiglieri di Nuova Ideadomani Santorsola e Del Re. Del consigliere Giuseppe Gentile invece nessuna novità. Tempo fa aveva annunciato il ritiro dalla scena politica.
Perfezionamento della gestione dei rifiuti, rilancio delle attività economiche, miglioramento dei servizi prestati dall'ente, efficientamento delle risorse di bilancio, lotta all'evasione fiscale e all'abusivismo, tutela delle aree protette, prevenzione e lotta alla criminalità organizzata, promozione culturale e artistica, redistribuzione risorse e sussidi per i bisognosi. Potrei proseguire ma sono convinto che già prendere impegni politici soltanto su queste tematiche potrebbe contribuire a rinnovare un tessuto sociale sfilacciato, un po' stanco e un po' depresso per cambiare davvero marcia. Ci vuole coraggio nella vita, ci vuole coraggio in politica.
20.01.2013
Vito Stano
venerdì 17 gennaio 2014
Museo della Fotografia di Bari. Ripartono gli incontri con il maestro Carlo Garzia
Il laboratorio di Fotografia del Museo della
Fotografia del Politecnico di Bari presenta
Carlo Garzia in Family life: a statement. Martedì 21 gennaio alle ore 17,15 nell’Aula Magna Attilio Alto del
Politecnico di Bari in via Orabona al civico 4 il maestro Garzia parlerà
di Family life, film del
1971 del regista inglese Ken Loach che racconta il precipitare nella
schizofrenia di una giovane ragazza inglese.
Il tema della famiglia e la
critica della sua forma patriarcale e autoritaria è centrale nella riflessione
di varie scienze e linguaggi, dall’antropologia (Lévi-Strauss ed altri) alla
linguistica, alla letteratura, ma anche nella pittura, nella iconologia e
infine nella fotografia. L’incontro con Carlo Garzia,
che inaugura la stagione 2014 del Museo di Fotografia del Politecnico di Bari,
parte da due immagini esemplari: un soggetto dalla bellezza apollinea di Duane
Michals e un autoritratto ambiguo e marcatamente androgino di Robert
Mapplethorpe; entrambi alludono al mito platonico dell’amore formulato nel
Simposio, in cui si sostiene che l’essere originario fosse unisessuale e che
solo in seguito alla sua ribellione sia stato scisso in animus e anima, il
maschile e il femminile che si inseguono continuamente per ricostituire l’unità
originaria.
L’amore non ha ancora come
sbocco obbligato la costruzione di una famiglia che nasce perciò come esigenza
e necessità storica, tesa essenzialmente alla conservazione della specie, come
ammette lo stesso Freud in Il disagio
della civiltà. L’incontro si svilupperà su
una sessantina di immagini, vere e proprie icone di autori noti e meno noti,
cercando di incrociare l’asse storico-diacronico della rappresentazione del
modello familiare e quello spaziale e sincronico della sua rappresentazione in
tempo reale.
Sarà sottolineata l’importanza
di alcuni testi e di alcune mostre-evento soprattutto a partire da The family of man, curata nel dopoguerra
ancora devastato, da Edward Steichen con il robusto contributo fisico e
ideologico del governo americano. Questa traduzione essenzialmente umanistica
se non buonista e ottimistica della natura e dell’essenza della convivenza
familiare sarà traumaticamente interrotta dalla grande ribellione generazionale
del 68, nella quale anche la fotografia svolge un suo ruolo non solo di
documentazione. A modo suo però anche il 68, attraverso il modello della
comune, hippies o politicizzata che
fosse, riproponeva un prototipo certamente diverso e utopistico, ma ancora
legato a un’idea astratta di fratellanza e di armonia universale che dura di
fatto sino all’avvento del regime dell’edonismo reaganiano e del più crudo
tatcherismo in Inghilterra. La crisi del welfare, il liberismo senza limiti e
le sue conseguenze ispireranno una nuova generazione di fotografi come Martin
Parr e Paul Graham (British Photography from the Thatcher years, 1991) e Chris
Killip, che si specializzano con altri in una critica feroce soprattutto della
classe media e piccolo borghese dell’Inghilterra di quegli anni o nella
documentazione della miseria dei lavoratori, soprattutto minatori delle aree
industriali del nord. È necessario pensare anche a film come Trainspotting o a gruppi musicali come i
Clash e in generale alla nascita del
movimento movimento punk.
Siamo ormai in una fase,
cominciata già prima dello sguardo devastante di Diane Arbus, in cui il valore
e il senso affettivo-contrattuale della famiglia si disgregano, aumenta la
visibilità e la pratica di forme di relazione molto complesse e non abituali.
Questa dimensione cruda e anti-umanistica coincide anche con la diffusione
dell’AIDS e diventa una poetica della trasgressione e della marginalità
attraverso il lavoro di autori come Nan Goldin, Wolfgang Tillmans, Nicolas
Nixon sino alla dimensione grottesca e alla derisione, almeno dal punto di
vista dei valori familiari tradizionali, con autori quali Richard Billingham,
Terry Richardson e Boris Mikhailov.
È evidente che il tema
proposto è centrale per una piena comprensione della rappresentazione del
nucleo familiare quale è maturata soprattutto in occidente a partire dal secolo
fiammingo sino ai nostri giorni ben oltre i limiti relativamente ristretti
della fotografia.
(fonte fb Museo Fotografia)
Fotografia. Il Museo della Fotografia organizza una mostra collettiva in due parti
Torna la fotografia con una segnalazione di una mostra organizzata presso gli spazi del Museo della Fotografia del Politecnico di Bari. Il
laboratorio di fotografia del Museo della Fotografia del Politecnico di Bari propone
una mostra collettiva con cinque giovanissimi autori dal titolo ‘Abitare i
luoghi abitare l’anima’; la collettiva sarà inaugurata martedì 21 gennaio alle ore
18,30 presso il campus in via E. Orabona, 4 a Bari. In realtà ‘Abitare i luoghi
abitare l’anima’ è il titolo di due mostre: la prima si inaugurerà il 21
gennaio e l’altra il 6 febbraio nella sala espositiva del Museo della
Fotografia del Politecnico di Bari. Questo evento s’incastra nella fase
conclusiva del progetto ‘L’immagine visiva tra percezione e creatività’,
sostenuto dall’Assessorato alle Politiche Educative Giovanili del Comune di
Bari e dedicato esclusivamente a giovani promettenti autori. Il complesso
rapporto tra la percezione e lo spazio circostante, analizzato e sperimentato
nei workshop con Marco Signorini,
Luca Panaro e Olivo Barbieri, diventa la traccia per un’interpretazione visuale
dei luoghi e soprattutto una verifica di quel processo intimo, individuale e
creativo che porta alla produzione delle immagini fotografiche. I progetti
presentati dai giovani autori coinvolti dal laboratorio del Museo della
Fotografia, pur con visioni molto eterogenee tra loro, sono un interessante
contributo alle linee-guida individuate in partenza nei tre workshop sopra citati.
Gli
autori sono Bellanova Tiziana con ‘Luci nella notte’; Cinquefiori Alessandra con
‘Texture’ (Barcellona la città che cambia); De Santis Francesca con ‘Hungry
world’; Fusco Alessandro con ‘Luna park’; Maiorino Margherita con ‘Alice’.
‘Abitare
i luoghi abitare l’anima’
Parte
prima 21 gennaio - 4 febbraio alle ore 18,30. Orari di visita dalle ore 9,00
alle ore 13,00 e dalle ore 16,00 alle ore 19,00 escluso sabato e domenica.
Giornalismo investigativo. Il 24-25 gennaio a Roma l'anteprima del festival dell'AGI
Equo compenso, contributi, revisione della posizione professionale, editori che tentano di sfuggire ai propri doveri. Questi sono i pensieri che mi assalgono se penso alla professione che credevo di poter fare nel mio adorato Paese. Ma pare proprio che, al momento, non sia una scommessa vinta. Non bastano i corsi, per ben organizzati che siano, per aprire i vicoli ciechi del mondo editoriale italiano. Ma per restare ottimisti occorre pur credere in qualcosa. Per questa ragione segnalo questo Festival
Internazionale Giornalismo Investigativo, di cui si terrà l'anteprima a Roma nei giorni 24 e 25
gennaio 2014. Il sito creato per l'occasione è www.festivalgiornalismoinvestigativo.org e il contatto su twitter è @AGIjournalism. Di seguito il comunicato dell'Associazione Giornalismo Investigativo, organizzatrice dell'evento. V.S.
Gli ospiti del Festival saranno Miranda Patrucic (giornalista investigativa del Center for Investigative Reporting di Sarajevo); Andrea Palladino (giornalista de L’Espresso e de ilfattoquotidiano.it); Domenico Raguseo (direttore della Divisione Sistemi di Sicurezza di IBM); Roberto Pennisi (Direzione Nazionale Antimafia); Rosaria Talarico (La Stampa); Anatolij Guliaev (Commissione etica giornalistica bielorussa); Alberto Cisterna (magistrato); Maria Antonietta Calabrò (giornalista del Corriere delle Sera); Luciano Scalettari (giornalista di Famiglia Cristiana); Marianna Vintiadis (Country Manager di Kroll, divisione Business Intelligence and Investigations); Riccardo Staglianò (giornalista di Repubblica); Alberto Spampinato (direttore di Ossigeno per l’Informazione); Giovanni Rossi (presidente della Federazione Nazionale Stampa Italiana); Leonida Reitano (presidente dell'Associazione di giornalismo investigativo).
di Associazione Giornalismo Investigativo
Il Festival
di Giornalismo Investigativo nasce con l’ambizione di contribuire allo sviluppo
di un modello di giornalismo orientato all’analisi accurata e documentata
dei fatti sociali e politici e di una riflessione sulle caratteristiche e sugli
strumenti intellettuali e documentali necessari al giornalismo
d’inchiesta. Il mondo del giornalismo e in particolare del giornalismo
d’inchiesta, sta conoscendo un’evoluzione vertiginosa. Informatica
e giornalismo si stanno intrecciando sempre di più, aprendo spazi di indagine prima
impensabili. Insomma, il quadro strategico dell’informazione del futuro vede
ormai una presenza massiccia di abilità relative al Data Journalism, l’Open Source Intelligence, il Computer Assisted Reporting e in
linea generale l’uso di tool informatici per estrarre,
manipolare e analizzare dati e informazioni.
Tale
scenario rende chiaro il fatto che è ormai maturato il passaggio a una
dimensione del giornalismo significativamente diversa dalla concezione
tradizionale del reporting, nella quale il giornalista non è solo quello che
controlla i fatti e li riporta (magari con più profondità nel caso di
un’inchiesta giornalistica), ma è al contempo un data analyst, un esperto di hacking, di tecniche di intelligence e di organizzazione di
grandi set di dati, di uso dei social network, di strumenti di promozione e
diffusione tipici del marketing virale.
L’anteprima
del Festival si terrà a Roma il 24 e 25 gennaio 2014. In queste due
giornate che anticiperanno il Festival vero e proprio, che si terrà a settembre
del 2014, verranno presentate al largo pubblico, così come a quello degli
addetti ai lavori, nuove metodologie di giornalismo investigativo coinvolgendo
esperti sia italiani che internazionali. Nella prima
giornata ci proponiamo di fare riferimento ai professionisti che hanno
particolarmente approfondito il difficile mestiere del giornalismo d’inchiesta
per poter offrire un’occasione di incontro privilegiata con chi ha già
perfezionato il rapporto tra tecniche investigative e linguaggi espressivi. In
particolar modo, verrà approfondito il confronto internazionale tra giornalisti
investigativi provenienti da tutto il mondo per discutere e mettere a
confronto, metodologie, pratiche espressive, e possibilità di collaborazione.
Nella
seconda giornata, invece, il Festival offrirà un insieme strutturato di panel
focalizzati sulle inchieste giornalistiche rivolte alla criminalità organizzata
e il terrorismo con il contributo di esperti provenienti dagli ambiti
professionali e scientifici più legati alla tematiche del giornalismo
d’inchiesta: magistrati, esperti di intelligence, archivisti, esperti di
sicurezza informatica. Completeranno
l’evento una serie di workshop gratuiti in cui verranno introdotti gli elementi
tecnici indispensabili per iniziare a lavorare con le nuove tecniche di Open
Source Intelligence, di sicurezza e crittografia, e di Computer Assisted
Reporting.
Gli ospiti del Festival saranno Miranda Patrucic (giornalista investigativa del Center for Investigative Reporting di Sarajevo); Andrea Palladino (giornalista de L’Espresso e de ilfattoquotidiano.it); Domenico Raguseo (direttore della Divisione Sistemi di Sicurezza di IBM); Roberto Pennisi (Direzione Nazionale Antimafia); Rosaria Talarico (La Stampa); Anatolij Guliaev (Commissione etica giornalistica bielorussa); Alberto Cisterna (magistrato); Maria Antonietta Calabrò (giornalista del Corriere delle Sera); Luciano Scalettari (giornalista di Famiglia Cristiana); Marianna Vintiadis (Country Manager di Kroll, divisione Business Intelligence and Investigations); Riccardo Staglianò (giornalista di Repubblica); Alberto Spampinato (direttore di Ossigeno per l’Informazione); Giovanni Rossi (presidente della Federazione Nazionale Stampa Italiana); Leonida Reitano (presidente dell'Associazione di giornalismo investigativo).
Il Festival
Internazionale Giornalismo Investigativo avrà sede nella sala dell’Federazione Nazionale Stampa Italiana a Roma,
in Corso Vittorio Emanuele 349, grazie al supporto e patrocinio della
FNSI che ha contribuito a sostenere il progetto e
che qui ha la propria sede.
Contatti
Pagina facebook: www.facebook.com/festivalgiornalismoinvestigativo
Twitter: @AGIjournalism
Rifiuti e degrado urbano: Cassano delle Murge meglio di altri. Ma può migliorare
| Sindaco Maria Pia Di Medio, in primo piano, e assessore alla Tutela dell'ambiente Carmelo Briano Foto Archivio Vito Stano © 2014 |
L'assessore al Bilancio Franco Antelmi ha presentato una tabella comparativa, da lui stesso realizzata, dalla quale si evince che le tariffe applicate dall'amministrazione Di Medio sono tra le più basse della provincia di Bari. Stando ai dati riportati dall'assessore Antelmi, quasi tutte le tariffe messe a paragone risultano più basse o comunque nella fascia bassa. Per capirci: la tariffa applicata per le abitazioni private a Cassano delle Murge è di 1,9 al metro quadro, mentre a Bari è di 2,39 o a Grumo Appula è di 2,54 o, ancora, ad Acquaviva delle Fonti è di 2,30. Più bassa di Cassano delle Murge, risulta quella applicata a Gravina in Puglia (1,81 al metro quadro), quella applicata a Rutigliano (1,88 al metro quadro), quella applicata a Sannicandro di Bari (1,38 al metro quadro) e infine quella applicata a Locorotondo (1,72 al metro quadro). Insomma Cassano delle Murge in questa speciale classifica si piazza nel mezzo. La tariffa più bassa l'ha applicata il Comune di Sannicandro di Bari e quella più alta il comune di Mola di Bari. Per quanto riguarda le tariffe relative agli esercizi commerciali, studi professionali, ristoranti e simili, laboratori artigianali, bar, fruttivendoli e fiorai e pescherie, supermercati e macellerie e alimentari, l'amministrazione Di Medio ha deciso per tariffe mediamente contenute. In quasi tutti i casi è nella fascia bassa. Dunque ai cassanesi, stando a queste stime, è andata bene. Poteva andare decisamente peggio.
Tornando alla differenziata, c'è da segnalare che il Comune di Cassano delle Murge è secondo soltanto a Rutigliano e Mola di Bari, che rispettivamente segnano percentuali del 79,01% e del 65,04%. Quindi il lavoro fin qui fatto è senz'altro positivo. Restano numerose falle nel servizio: dalla quotidiana semina di sacchetti appena fuori dal centro abitato, all'abbandono di ingombranti nelle campagne, all'eccessivo livello d'impurità riscontrato presso gli impianti. Sulla questione dei controlli l'assessore Briano rispondendo a specifica domanda del sottoscritto ha assicurato che partiranno a breve: i volontari sono formati e nelle loro "ronde" saranno accompagnati da un agente della Polizia municipale, che sarà per l'occasione "assegnato" alla tutela ambientale.
La questione della differenziata passa ovviamente anche dalla presenza degli impianti sul territorio regionale. Tutti gli addetti ai lavori sapranno che impianti che accolgono le diverse materie prime seconde (cioè i rifiuti differenziati) sono poco numerosi e, di conseguenza, questa deficienza numerica non aiuta i Comuni, che devono sottostare (questa la lamentela degli assessori Antelmi e Briano e della sindaco Di Medio) ai diktat dei privati. Su questo punto è bene fare un po' di chiarezza. Non v'è dubbio che la Regione avrebbe potuto fare di più incentivando la creazione di nuovi impianti, ma è pur vero che in questo business sono pochi, anzi pochissimi, coloro che si possono avventurare perché si parla di cifre da capogiro. L'esempio sono proprio gli inceneritori o termovalorizzatori, come dir si voglia, che portano quasi tutti lo stesso nome. Intanto che la raccolta differenziata procede sul giusto binario sarebbe auspicabile che il governo regionale predisponga un piano degli impianti, che possa davvero chiudere il cerchio. Altrimenti ai cittadini, sempre più tartassati, sarà facile dire in tono populistico cose improprie. Del resto qui da noi si è appena iniziato a fare la differenziata sul serio e già i risultati e i riconoscimenti sono arrivati.
| Cirò marina - Foto Archivio Vito Stano © 2014 |
16.01.2014
Vito Stano
Vito Stano
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