venerdì 11 ottobre 2013

Legambiente denuncia: Friuli Venezia Giulia ogm free in Europa ogm free

Chiediamo l'intervento immediato delle istituzioni per la messa al bando definitiva della coltivazione di ogm sul territorio italiano e comunitario.

In Friuli Venezia Giulia è in atto ormai da due anni un tentativo forzoso di introduzione delle colture OGM da parte di pochi agricoltori che ancora oggi stanno esponendo a forti rischi di contaminazione le produzioni agricole del territorio senza tenere conto della volontà dei cittadini italiani che hanno già da tempo dichiarato la propria contrarietà all’introduzione di coltivazioni OGM sul territorio nazionale.

Le iniziative di coltivazione di mais ogm in Friuli Venezia Giulia  rappresentano non solo un rischio  sanitario e ambientale, ma sono un evidente attacco alla legalità nel nostro Paese per la mancata osservanza di un decreto d’urgenza che già da agosto vieta la coltivazione di mais ogm, ma che non è mai stato rispettato, e in totale dispregio anche delle gravi conseguenze economiche che la contaminazione può determinare alle produzioni limitrofe.

Non c’è alcuno spazio possibile per i prodotti Ogm nel sistema di qualità dell’agricoltura italiana non c’è posto per alcun ingrediente biotech sulla tavola dei consumatori, che insieme alle rappresentanze degli agricoltori hanno espresso una posizione negativa sulla questione. Per questo motivo è fondamentale che le istituzioni facciano la propria parte schierandosi contro l’illegalità.


Legambiente, insieme alla task force per un’Italia libera da Ogm, lancia un appello a Governo e Parlamento affinchè venga applicato il principio di precauzione e la clausola di salvaguardia, strumenti fondamentali per mettere al bando gli Ogm e tracciare la strada verso un modello agricolo che sia basato sulla qualità delle produzioni locali e soprattutto sulla varietà e l’utilizzo di sementi autoctone.

(fonte legambiente.it)

Nasce l’Alta Scuola di Turismo Ambientale. Acquisire nuove competenze

Nasce l’Alta Scuola di Turismo Ambientale. Acquisire nuove competenza e strumenti per valorizzare le risorse ambientali e culturali dei territori. Dal 16 al 23 novembre, Parco delle 5 Terre. Iscrizioni aperte fino al 5 novembre 2013.

cicloturismo, attività enogastronomiche, escursionismo, birdwatching, percorsi avventura: il turismo ambientale, momenti di vacanza e relax legati alle bellezze naturali e peculiarità territoriali, è sempre più gradito e richiesto. L’Italia è la nazione più desiderata al mondo per le sue bellezze storiche, artistiche e paesaggistiche e il turismo ambientale presenta coefficienti di crescita a due cifre contribuendo a spostare l’asse dal turismo di massa verso nuovi turismi di qualità. Gli operatori e gli attori del settore debbono quindi dotarsi delle competenze necessarie per perseguire un approccio sostenibile alla valorizzazione delle risorse ambientali e del patrimonio di saperi impliciti nelle comunità locali. Per raggiungere questo obiettivo è nata ASTA, l’Alta Scuola di Turismo Ambientale di Legambiente e Parco Nazionale delle Cinque Terre.

Il primo corso di management della scuola è previsto dal 16 al 23 novembre 2013 nel parco delle Cinque Terre. È rivolto a funzionari di amministrazioni pubbliche ed enti parco, a manager di aziende private, a esperti in pianificazione ambientale e del territorio e a quanti operano già in posizioni decisionali. Il termine per le iscrizioni è martedì 5 novembre 2013. È previsto un numero massimo di 25 partecipanti. Costi e modalità d’iscrizione su: www.vivilitalia.it.

Anci e Comieco sostengono i Comuni nella raccolta di carta e cartone

ANCI, l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani e Comieco hanno istituito uno sportello tecnico per sostenere lo sviluppo della raccolta differenziata di carta e cartone in Italia. Il servizio, che per il 2013 prevede un budget complessivo messo a disposizione da Comieco di 1 milione di euro, ha l’obiettivo di incrementare quantità e qualità della raccolta nei Comuni medio-piccoli che abbiano registrato performance molto al di sotto della media nazionale.

«È un’occasione da non perdere per alzare il livello di raccolta in alcuni Comuni che risultano sotto la media nazionale. La possibilità di accesso al contributo è davvero importante per recuperare il gap fra le diverse aree geografiche – dichiara Filippo Bernocchi, Delegato ANCI all’Energia e Rifiuti». «Abbiamo lavorato affinchè l’iter sia semplice e rapido, sulla base degli obiettivi attesi dall’amministrazione. Offriremo inoltre un supporto operativo attraverso lo sportello dedicato e ci aspettiamo quindi un alto numero di richieste, anche considerato che il materiale resta di proprietà dell’amministrazione comunale interessata e che sono previste iniziative di sensibilizzazione a costo zero per i Comuni; di questi tempi un apporto non da poco per aiutare amministrazioni e cittadini».

«Esistono ancora molte aree, in particolare al Sud, in cui i livelli di raccolta differenziata sono decisamente al di sotto della media italiana, ed è per questo motivo che, insieme ad Anci, abbiamo deciso di istituire questo  sportello e di mettere a disposizione 1 milione di euro» ha dichiarato Ignazio Capuano, presidente di Comieco. «Questo investimento, che si va a sommare ai corrispettivi che Comieco riconosce già alle amministrazioni in convenzione, è riservato ai Comuni che si trovano in oggettiva difficoltà nel fare decollare la raccolta differenziata: stiamo parlando di un’operazione che coinvolge potenzialmente quasi 1.600 Comuni italiani, con una copertura di oltre 9 milioni di cittadini».

Potranno accedere al contributo i Comuni convenzionati con Comieco che abbiano un livello di raccolta differenziata di carta e cartone inferiore a 22 kg/abitante e una popolazione compresa tra i 5 mila e i 100 mila abitanti. Il contributo potrà essere indirizzato anche a comuni più piccoli già associati mediante Convenzione o Unione di Comuni. Il contributo, erogato da Comieco a fondo perduto, potrà essere utilizzato per l’acquisto di nuove attrezzature necessarie ad effettuare o a migliorare il servizio di raccolta differenziata come cassonetti, campane, bidoni, buste di carta, etc.

La raccolta differenziata comporta per i Comuni indubbi benefici ambientali, ma ha anche ricadute positive da un punto di vista economico: nel 2012, infatti, a fronte di circa 1,6 milioni di tonnellate di materiale cellulosico raccolto tramite le convezioni, Comieco ha riconosciuto ai Comuni italiani 94 milioni di euro. Dal 1998 al 2012 il sistema Comieco ha trasferito alle amministrazioni e ai gestori oltre un miliardo di euro. Considerando inoltre occupazione e indotto, il valore della materia prima generata dal riciclo e i mancati costi di smaltimento, i benefici economici che il sistema ha prodotto nel 2012 sono pari a 405 milioni di euro (dal 1999 al 2012, il beneficio netto complessivo è di 4,3 miliardi di euro).

La raccolta di carta e cartone, secondo quanto emerge dal XVIII Rapporto Annuale Comieco, si è mantenuta sostanzialmente stabile nel 2012, registrando un lieve calo in linea con la riduzione dei consumi: la flessione è di appena il 2,3% rispetto al 2011, a fronte di un calo complessivo della produzione urbana dei rifiuti pari al 4%. La raccolta media procapite nel 2012 è stata di circa 49 kg, con punte di eccellenza in Emilia Romagna (81,5 kg/abitante), Trentino Alto Adige (80,2 kg/ab), Valle d’Aosta (75,9 kg/ab) e Toscana (74,8 kg/ab).

Oltre al sostegno economico, lo sportello fornisce un supporto tecnico per l’ottimizzazione o la strutturazione del servizio. I Comuni interessati dal potenziamento delle attrezzature potranno usufruire anche di attività di sensibilizzazione e comunicazione, messi a disposizione da Comieco. Le amministrazione interessate dovranno presentare apposita domanda di contributo e scheda di progetto (reperibili sui siti www.comieco.org e www.ea.ancitel.it) inviandole ad Ancitel Energia e Ambiente all’indirizzo progettocomieco@ea.ancitel.it o via fax ai numeri indicati sul regolamento.


(fonte comieco.org)

Assoelettrica informa: il sole, le ali e la civetta, una fiction ben reale


Doveva essere il sogno dell’autosufficienza, l’aspirazione a vivere in un mondo più pulito, la promessa di uno sviluppo economico virtuoso. E invece è uno scenario più simile a quello di 'Mani sulla Città' il film cult di Francesco Rosi, dove corruzione e speculazione allungano le ombre sul ricco bottino degli incentivi legati alle energie rinnovabili invece che sulle grandi speculazioni edilizie. Un gruzzolo che supera i 12 miliardi all’anno e che esce dalla tasca dei consumatori. In pratica, finanziamo, e lo faremo per i prossimi 20 anni, bonus e Suv di quei pochi intraprendenti che hanno cavalcato l’onda al momento giusto.

Alternando fantasia con resoconti di inchieste giudiziarie, fatti di cronaca con ricostruzioni, a metà tra l’inchiesta giornalistica e il genere noir, 'Il sole, le ali e la civetta' di Lucia Navone racconta la girandola di faccendieri, politici, banchieri , proprietari di terreni e pr, che roteano in modo spregiudicato intorno a permessi, autorizzazioni, cantieri, importazione di pannelli. Senza dimenticare le infiltrazioni della criminalità organizzata. «Tutte le mafie hanno prestato grande attenzione al settore dell’energia eolica e fotovoltaica»È un’affermazione che risale al 2010 del Presidente della Commissione Antimafia Giuseppe Pisanu.

I personaggi, dall’ingegnere Gian Maria Papaleo al politico Giuseppe Buonafede, dalla sindacalista Paola al geometra Celli, si confrontano in una trama opaca di collusione dove non mancano i beneficiari esteri: il fondo d’investimento svizzero o il fabbricante cinese di pannelli. In un’altalena di vicende,  ispirate a casi di cronaca giudiziaria, dai cantieri fantasma e alle inesistenti società di formazione di personale, dal riciclaggio di denaro allo sfruttamento di manodopera illegale, Lucia Navone ci racconta senza tecnicismi, i meccanismi oliati di una green economy che assomiglia soprattutto a un greed business. Non aspettatevi l’happy end. Complessivamente, si legge nel libro 'Il sole, le ali e la civetta', ben 900 milioni di euro in un anno sottratti agli investimenti in energie rinnovabili, 2,5 MW consumati dalla corruzione pari al fabbisogno annuo di 800mila famiglie.

L’obiettivo dell’autrice non è solo denunciare, piuttosto lo scopo del racconto è invitare il lettore a riflettere con uno sguardo più disincantato sugli aspetti '“in ombra' della luminosa saga delle rinnovabili. Le vittime? Ci sono e pure diverse. Il territorio e il paesaggio, spesso sfigurati; la ricerca e la sperimentazione sulle rinnovabili a cui sono state sottratte risorse impedendo all’Italia di avere un’industria  forte e capace di competere nel mondo; e come nelle guerre ci sono i 'danni collaterali', quelle migliaia di periti, manovali, ingegneri e piccole imprese di installatori rimasti sul lastrico. E nessuna indignazione popolare? Qui, la Navone, visto il suo curriculum, fa inconsapevolmente autocritica. «A colpi di sondaggi e cattiva informazione, regna sovrana la confusione». Ma la lettura di questo libro può rimediare. (P.F.)

Articolo tratto da Assoelettrica.it

Bari. Arte: domenica 13 ottobre chiude in musica la mostra della Belviso

Musica teatro e arti visive si fondono domenica 13 ottobre per la chiusura della personale di Antonella Belviso, ‘Tratti e ritratti’, nella Sala del Colonnato del Palazzo della Provincia di Bari. Per l’ultimo appuntamento, dalle 18,30, previsti l’intervento del ‘Delle Foglie Ensemble’  trio guidato dal cantautore Pasquale Delle Foglie (voce e chitarra), accompagnato da violino e contrabbasso – e, alle 19,30, dell’attore Pietro Naglieri. Anche l’ingresso all’ultimo appuntamento è gratuito. La personale di Antonella Belviso, inaugurata domenica scorsa, si compone di tredici dipinti olio su tela, realizzati in poco più di due anni con l’antica tecnica della grisaglia. E, dallo scorso martedì, la mostra si è arricchita degli scatti del fotografo Amedeo Persi: una fotografia per ogni quadro, a reinterpretare il concetto espresso dall’autrice. Tra le altre opere è possibile ammirare anche il quadro ‘Il vecchio e il cane’ col quale la Belviso ha vinto il premio ‘Porta d’Oriente in Arte’.

Barese, pubblicitaria e pittrice, Antonella Belviso realizza i suoi dipinti in stile figurativo, utilizzando l’antico metodo della grisaglia, appreso frequentando la bottega di Filippo Cacace, allievo di Riccardo Tommasi Ferroni. I volti ritratti dall’artista sono un concentrato di espressività. Grazie alla tecnica utilizzata, ai chiaroscuro e alla profondità donata da questo antico metodo, le emozioni dei soggetti ritratti riaffiorano attraverso le pennellate. La cura nella scelta dei protagonisti e le capacità dell’artista si fondono per rendere unico ogni dipinto. In ogni quadro la luce viene fuori dal sapiente uso dei colori e dalla loro sovrapposizione. Ogni volto dipinto è una storia a sé stante, una vita che andrebbe raccontata e che incuriosisce lo spettatore. Un momento di vita vera, non la riproduzione di un’immagine. L’opera è anche proiezione dell’artista, che nell’autoritratto esprime il suo momento di ricerca più alto: la sua immagine femminile diventa simbolo delle donne e della loro consapevolezza storica. In questi quadri, soprattutto, il chiaroscuro marcato è espressione delle contraddizioni dell’uomo e della donna moderni.

Petizioni on line: sono davvero efficaci? Il caso concreto di Avaaz.org


Cara incredibile comunità,

Spesso avaaziani mi chiedono «che cosa succede dopo che firmo una petizione?» La verità è che succedono davvero moltissime di cose! Ogni campagna di Avaaz nasce da un’enorme mandato globale dal basso, che poi si concentra sul modo migliore per vincere i cittadini. Eccovi due delle varie vittorie ottenute da Avaaz nelle scorse settimane.

Vi ricordate quando due milioni di nostri membri si sono uniti per impedire la fustigazione di una quindicenne vittima di stupro nelle Maldive? La sua sentenza è stata annullata! Ecco che cos’ha fatto il nostro team per vincere:

a.    ha dialogato per ore sia con il Procuratore generale delle Maldive che con i ministri ed ha scritto all'account personale del Presidente;
b.    ha commissionato sondaggi che hanno dimostrato il forte sostegno a favore delle riforme per la tutela delle ragazze, pubblicando anche un editoriale su uno dei principali giornali nazionali;
c.    ha convinto un illustre islamista a pronunciarsi contro la fustigazione;
d.    ha minacciato di pubblicare una pagina a pagamento (sulla destra) su riviste turistiche, andando a colpire la principale industria del paese;
e.    ha visitato le Maldive e il luogo dove la ragazza era stata rinchiusa, facendo direttamente pressione sulle autorità.

Ahmed Shaheed, ex Ministro degli Esteri delle Maldive, ha dichiarato: “Il contributo di Avaaz è stato fondamentale per il rovesciamento della sentenza di fustigazione; una petizione firmata da milioni di persone, una visita di stato, un’attenzione costante e un sondaggio dell’opinione pubblica si sono rivelati strumenti invincibili”.

Un altro esempio: vi ricordate quando quasi due milioni di nostri membri si sono impegnati a impedire che una tribù masai in Tanzania fosse espropriata della terra che occupava per destinarla a una riserva di caccia? La scorsa settimana, il Primo Ministro ha annunciato che la tribù resterà dov’è! La petizione ha fornito una solida base per le successive azioni del nostro team:

a.    abbiamo ottenuto che CNN e Guardian visitassero i Masai e raccontassero la loro storia al resto del mondo;
b.    fatto da consiglieri agli anziani masai per decidere la strategia della campagna;
c.    intasato le caselle postali di ministri e Presidente in modo da costringerli a discutere l’argomento in Parlamento e nel Governo;
d.    pubblicato un pagina a pagamento durissima su un giornale molto influente, dando chiaramente la responsabilità al governo;
e.    convinto diplomatici di tutto il mondo a sollevare la questione, mettendo in imbarazzo il governo;
f.sostenuto economicamente le visite degli anziani masai nella capitale, dove hanno “occupato” per settimane l’area al di fuori dell’ufficio del Primo Ministro, rifiutandosi di lasciarla finché non sono stati ricevuti.

La vittoria è del popolo masai, ma la nostra comunità li ha aiutati a vincere rendendo la loro causa una questione mondiale, che il governo non avrebbe più potuto ignorare. Questa vittoria, se tutto va bene, sarà il punto finale di vent’anni di lotte per la terra!

Ovviamente, la nostra comunità fa molto di più che promuovere petizioni. La settimana scorsa, nel giro di pochi giorni, abbiamo raccolto 1 milione di dollari di donazioni in pochi giorni per spingere i paesi donatori a dare una scuola ai bambini siriani rifugiati. Sono stato in grado di mettere sul tavolo l'assegno a un incontro delle Nazioni Unite, e far partire la sfida per conto di oltre 40.000 donatori di Avaaz. Il delegato ONU all’Educazione Gordon Brown, che presiedeva il meeting, ha definito l’impegno della nostra comunità “un intervento magnifico e significativo”, spingendo anche gli altri governi a dare il loro contributo.

Spesso, poi, non è il team di Avaaz ma la nostra comunità a portare avanti l’opera di persuasione. Ad esempio, in Brasile, siamo a un passo dalla vittoria contro la discutibile pratica del “voto segreto” del Congresso. La nostra pressione costante ha permesso di vincere il voto alla Camera, e proprio in questo momento i telefoni dei senatori suonano senza sosta mentre membri di Avaaz in tutto il Brasile usano il nostro strumento online per le chiamate per chiedere di fermare quest’opera di corruzione. Secondo gli esperti, siamo a pochi giorni dalla vittoria!

E' questa unica e magica mescolanza tra una enorme e vivace comunità di persone in grado di far sentire le proprie voci, donare, fare pressione e un piccolo team dei migliori attivisti, in grado di portare avanti azioni mirate e strategicheal più alto livello con una legittimazione democratica, che ci rende sempre più forti.

Se continuiamo a credere in noi stessi, a crescere in dimensioni e nello sforzo, non ci sarà limite all'impatto positivo che potremo avere nel mondo. Grazie di cuore per concedermi l’onore e la gioia di servire e far parte di questa comunità. Quello che abbiamo è veramente qualcosa di unico: continuiamo a far crescere Avaaz.

Con affetto e riconoscenza,

Ricken e il team

PS: forse non sai che Avaaz è diversa dalle altre organizzazioni globali. Avaaz, infatti, è finanziata e gestita al 100% dalla nostra comunità: ogni campagna che lanciamo viene prima di tutto votata e poi verificata su un campione della nostra comunità, che serve da giuria e che ci dice come reagirà il resto della comunità. Io potrò anche essere l’amministratore, ma il mio capo siete voi. Se non condividete qualcosa (e non basta che piaccia al 51%, deve avere il sostegno dell’81%), il nostro team si rimetterà al lavoro e proporrà un'altra campagna o strategia. Non abbiamo mai - mai - infranto questa regola. In fin dei conti, perciò, gli elementi che determinano quello che facciamo ogni giorno sono il vostro giudizio, il giudizio collettivo della nostra comunità, unito alle più acute osservazioni segnalate al team da voi, dai nostri esperti e dai nostri collaboratori.

Se a questo aggiungiamo il fatto che il 100% dei nostri finanziamenti proviene da piccole donazioni online (perché rifiutiamo categoricamente qualsiasi tipo di donazione da parte di grandi aziende, governi, fondazioni e persino donazioni individuali superiori ai 5000 euro), penso che Avaaz oggi possa essere considerata una delle più autentiche espressioni organizzative di persone che vogliono portare il cambiamento. Mettiamo al servizio di questa comunità un team persone di un talento straordinario e dall'incredibile impegno civico che vorrei presentare a tutti voi, e otteniamo quel mix incredibile con cui possiamo costruire il mondo che sogniamo.

PPS: se vuoi dare un contributo per far sì che tutto questo possa continuare, clicca qui:https://secure.avaaz.org/it/reportback_1013/?1380749307

(fonte avaaz.org)

Ricordando il Sabato Nero. Tutti gli appuntamenti della Mediateca pugliese

Anche questa settimana la Mediateca vi invita a vivere un calendario fittissimo di appuntamenti tra cinema, storia e momenti di confronto. Lunedì  14 ottobre Sinapsi produzioni partecipate vi aspetta dalle 10,00 alle 18,00 per la fase finale delle selezioni per il film partecipato. Chi saranno i partecipanti selezionati? La mattina di mercoledì 16 ottobre in mediateca si affronteranno le tematiche sempre più attuali dell'immigrazione: dalle 10,00 gli studenti del Liceo Scientifico ‘Fermi’ saranno i protagonisti del  Progetto Fermi, Emigrare: le terre e i luoghi.  I ragazzi , in gemellaggio con una scuola francese,  in Mediateca rifletteranno sui temi dell'emigrazione attraverso la proiezione del documentario Ferrhotel di Mariangela Barbanente. Si continua Giovedì 17 sempre alle ore 10,00.


Sempre il 16 ottobre la Mediateca dedica il pomeriggio alla memoria e alla riflessione. A settant’anni da una delle pagine più drammatiche della storia italiana, la Mediateca Regionale Pugliese ricorda il Sabato nero del 1943 attraverso una programmazione che ricoprirà l’intero pomeriggio. Si comincia alle 15,30 con il documentario ‘Nazisti a Roma’ (Italia 2007) di Mary Mirka per poi proseguire alle 17,00 con il cortometraggio ‘16 ottobre 1943’ (Italia 1960)  di Ansano Giannarelli e chiudere infine alle 17,30 con il lungometraggio ‘L’oro di Roma’ (Italia 1961) di Carlo Lizzani. Quest’ultima proiezione ci offre anche  l’occasione di commemorare Carlo Lizzani, scomparso tragicamente da pochi giorni. L’evento è organizzato in collaborazione con Istituto luce, AAMOD (Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico) e Punto Einaudi Bari.


Giovedì 17 ottobre continuano alle 18,00 i sempre più seguiti  incontri/dibattito ‘La civiltà celtica e la filosofia dei druidi’. Venerdì 18 ottobre dalle ore 15,30 la Mediateca ospiterà workshop di Rappresentazione scenica  cinetelevisiva a cura del centro di doppiaggio KhàrismaL'evento è il primo step di un percorso formativo che si concluderà con la simulazione dell'estratto dal film sovracitato attraversando altresì la fase del ridoppiaggio dei dialoghi. Gli esterni al gruppo Khàrisma potranno assistere al workshop in qualità di uditori.

(fonte Mediateca Regionale Pugliese)

Gioco d’azzardo: sequestrati videopoker illegali. Sanzioni per 80mila euro

«Ciao, un gratta e vinci da cinque. Grazie». Questa frase, ripetuta forse migliaia di volte al giorno nelle rivendite autorizzate, è ormai un mantra. Il mantra della crisi e della disperazione. Donne che anziché andare a fare la spesa, imboccano la via del gioco, lastricata di potenziali vincite milionarie. Molte, troppe volte l'illusione di arricchirsi con facili scorciatoie, lascia spazio alla depressione e molte volte si finisce per chiedere aiuti agli usurai. Altre volte, semplicemente, l'incubo si prolunga e si connota si solitudine. I gratta e vinci, attuali strumenti della disperazione, fanno a gara con le primitive, quanto tecnologiche, slot machine.  

Proprio di slot machine si sono interessati i Carabinieri della Stazione di Bari San Paolo, che nell’ambito di un’operazione contro il gioco d’azzardo e mirata alla prevenzione e repressione degli illeciti in materia di apparecchi e congegni da divertimento e d’intrattenimento, hanno sottoposto a sequestro dieci apparecchi videopoker privi di autorizzazioni e scollegati dalla rete telematica con i Monopòli dello Stato. Durante le fasi esecutive i militari si sono avvalsi della collaborazione del personale dell’Agenzia delle Dogane e Monopòli - Ufficio Territoriale per la Puglia, a cui sono stati affidati gli apparecchi sottoposti a sequestro.

I controlli hanno riguardato un esercizio commerciale ubicato in Viale Europa a Bari, nei confronti del cui proprietario e gestore, rispettivamente una 30enne e un 56enne della zona, sono state elevate sanzioni amministrative per 80mila euro complessivi. All’interno delle gettoniere degli apparecchi, inoltre, sono stati rinvenuti circa mille euro in monete, sottoposti anch’essi a sequestro.

11.10.2013
V.S.

Unione Africana contro il Tribunale Penale dell'Aia. Petizione su Avaaz.org

Tra soli due giorni i leader di tutta l'Africa potrebbero fare a pezzi una delle più importanti istituzioni internazionali, rendendo il mondo un luogo molto più pericoloso. La Corte Penale Internazionale è il primo e solo tribunale a livello globale a giudicare crimini contro l'umanità. Ma i capi di stati come Sudan e Kenya, colpevoli di spargere terrore nei loro stessi paesi, stanno cercando di convincere l'Africa a lasciare questo tribunale internazionale, e avere così la libertà di uccidere, stuprare, e istigare odio senza poi doverne subire conseguenze. Sono sicuro che assieme possiamo impedire che questo succeda. E lo possiamo fare lanciando un appello alle voci più ragionevoli nell'Unione Africana – Nigeria e Sud Africa – affinché si facciano sentire e facciano in modo che si assicuri giustizia ai perseguitati tramite la Corte Penale Internazionale. Unisciti a me aggiungendo ora il tuo nome alla petizione e poi condividila con tutti: non appena raggiungeremo 1 milione di persone, consegneremo la nostra petizione nel bel mezzo della sala conferenze dove si stanno riunendo i leader dell'Unione Africana ad Addis Abeba: https://secure.avaaz.org/it/justice_for_africa_icc/?btysIdb&v=30070 

Nei miei anni di lavoro, viaggi, vita vissuta, la lotta per la giustizia è stata lunga e difficile. Ho visto davvero il peggio in Darfur e Rwanda, ma anche il meglio nella riconciliazione in Sud Africa. Durante questo viaggio, ho visto grandi passi in avanti per proteggere i deboli dai forti. La Corte Penale Internazionale è uno dei nostri fari di speranza.https://mail.google.com/mail/u/0/images/cleardot.gif Questa minaccia alla Corte Penale Internazionale è iniziata precisamente perché quel tribunale stava facendo il suo lavoro. Ha accusato il vice-presidente del Kenya di aver ucciso uomini che manifestavano contro di lui durante le elezioni e il presidente del Sudan per aver ucciso donne e bambini in Darfur. Ora il Kenya e il Sudan stanno facendo pressione sul resto dell'Africa affinché si abbandoni questo tribunale distruggendo le sue possibilità di successo. 

Ma in Darfur, Congo, Costa d'Avorio e Kenya la Corte Penale Internazionale ha giocato un ruolo chiave nel portare speranza a tutti quelli che erano stati terrorizzati da eserciti, milizie e folli che facevano stragi di innocenti. È stata una luce che illuminato il buio e non possiamo permettere che la spengano. Il principale argomento di alcuni di questi leader con la coscienza sporca è che la Corte Penale Internazionale è un tribunale dell'inquisizione occidentale visto che molte delle indagini sono avvenute in Africa. Ma non potrebbero avere più torto. Si tratta di una istituzione creata tra gli altri da 20 paesi africani, 5 dei 18 giudici della corte sono africani e addirittura il capo dell'accusa è africano. 

Questo fine settimana sarà il giorno del giudizio. I leader africani decideranno di stare dalla parte della giustizia o dell'ingiustizia? Con i sopravvissuti e le vittime cadute delle guerra o con i tiranni e gli oppressori? È il momento di fare una scelta. Unisciti a noi nel chiedere ai leader africani di stare dalla parte della giustizia e sostenere la Corte Penale Internazionale: https://secure.avaaz.org/it/justice_for_africa_icc/?btysIdb&v=30070 

Ho visto alcuni dei più luminosi momenti nella storia dell'umanità, in cui abbiamo portato speranza davvero a moltissime persone. Questa è una possibilità unica di farlo di nuovo, assieme.

Unione Africana: a ottobre riunione sullo Statuto di Roma (Atlas Web)

Kenya, dopo Nairobi riparte il processo ai vertici (Il Fatto Quotidiano)

Biografia di Desmond Tutu (HumanRights.com)

«Abbandono della Corte Penale Internazionale un'onta per l'Africa», Kofi Annan (L'Antidiplomatico)

Kenya ai ferri corti con la Corte Penale Internazionale (L'Indro)

(Desmond Tutu per Avaaz.org)

Assaltano supermercato seminando terrore. Arrestati rapinatori in trasferta

Era quasi orario di chiusura e incuranti di donne e bambini hanno fatto irruzione, armi in pugno, in un supermercato di Palo del Colle seminando il terrore. Si tratta del 21enne Francesco Campanale e del 19enne Michele D’Elia, già noti alle Forze dell’Ordine, e di due minori, tutti di Bitonto, ritenuti responsabili di rapina, ricettazione, resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento aggravato.

Gli stessi una volta nell’esercizio commerciale, non riuscendo ad aprire le casse si sono letteralmente inferociti sradicandole e portandole via di fronte a clienti e cassiere letteralmente paralizzati dalla paura. Usciti si sono dati alla fuga. Scattato l’allarme i Carabinieri hanno subito cinturato la zona e una pattuglia del Nucleo Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Modugno è riuscita ad intercettarli in via Palese a bordo di una ‘147’.  N'è nato un rocambolesco inseguimento a cui si sono aggiunte altre due pattuglie dei Carabinieri di Modugno. 

Dopo che il mezzo dei fuggitivi ha ripetutamente urtato le vetture degli inseguitori i Carabinieri hanno deciso di porre fine all’inseguimento speronando la vettura dei rapinatori. I quattro sono stati trovati in possesso di tutto l’armamentario usato per commettere la rapina e persino dei registratori di cassa strappati dai banconi dell’esercizio commerciale. Nella loro disponibilità sono stati rinvenuti due pistole poi rivelatesi giocattolo, 2 ricetrasmittenti, 4 passamontagna, guanti, arnesi da scasso e 330 euro in contanti provento del “colpo” che sono stati restituiti all’avente diritto. La ‘147’ invece, risultata oggetto di furto avvenuto poco prima a Bitonto è stata restituita al legittimo proprietario.


I maggiorenni, su disposizione delle competenti Autorità Giudiziaria sono stati associati presso la casa circondariale di Bari, mentre i complici presso l’Istituto Penale per Minorenni del capoluogo pugliese.