martedì 11 dicembre 2012

Sorveglianza nelle aree naturali protette: 42 kg di stupefacenti per un valore di circa 300mila euro sequestrati dal Corpo forestale dello Stato nella riserva naturale statale “Le Cesine” lungo la costa leccese


La marijuana era stata occultata tra gli arbusti della macchia mediterranea a circa 100 metri di  distanza dalla spiaggia.

Vernole (Le) 9 dicembre  – Durante un normale servizio di controllo del territorio all’interno della Riserva Naturale Statale “Le Cesine”, gli uomini del Corpo Forestale dello Stato del Posto Fisso di San Cataldo (Le) in sella a due mountain bike, hanno rinvenuto tra la rigogliosa vegetazione retrodunale un involucro contenente un ingente quantitativo di sostanze stupefacenti. In totale sono stati posti sotto sequestro 42 kg di marijuana suddivisi in 7 panetti per un valore al dettaglio di circa 300mila euro. Probabilmente la droga, di provenienza albanese, era stata nascosta all’interno della Riserva Naturale durante le scorse notti. Il sequestro conferma quindi il continuo traffico internazionale di stupefacenti tra l’Albania e le coste pugliesi effettuato dai trafficanti attraverso potenti natanti.

Già nel luglio di quest’anno il Posto Fisso di San Cataldo aveva sequestrato un gommone provvisto di un potente motore abbandonato sulla costa dai narcotrafficanti albanesi durante una delle tante traversate verso l’Italia. Tale gommone sarà a breve acquisito dal Corpo Forestale dello Stato e sarà utilizzato dagli uomini del Posto Fisso di San Cataldo per incrementare e rendere più efficace l’attività di vigilanza nella porzione di mare prospiciente la Riserva.

Tali operazioni si inseriscono in un più ampio progetto di controllo del territorio avviato dalla scorsa primavera dall’Ufficio Territoriale per la Biodiversità di Martina Franca, da cui dipende il Posto Fisso di San Cataldo, che prevede l’intensificazione della vigilanza sulle aree naturali protette attraverso una “mobilità sostenibile” in armonia con gli ambienti naturali tutelati e realizzata con l’ausilio di pattuglie ippomontate e ciclo montate.   

(fonte Corpo Forestale dello Stato - Regione Puglia) 

lunedì 10 dicembre 2012

Il centro per l'impiego è chiuso. Ne dà l'annuncio un foglietto sulla porta


L'ufficio per l'impiego provinciale distaccato di Cassano delle Murge non c'è più dal 3 settembre«La Provincia di Bari - ci ha detto in impiegato del Comune - non ha rinnovato la convenzione». Eppure di questa notizia, seppur non di grande rilievo ma certamente importante per molti, non se n'è parlato abbastanza e non se ne trova traccia tra gli avvisi sulla home page del sito istituzionale del Comune di Cassano delle Murge

Inoltre visitando il sito della Provincia di Bari in cerca di qualche avviso in merito ci si imbatte in una vecchia nota nella quale si legge «Dal vecchio al nuovo: da Ufficio di Collocamento a Centro per l’Impiego». Dunque il paradosso regala all'utente in cerca d'informazioni una pagina col la quale si dava il benvenuto al nuovo, il centro per l'impiego appunto. 
Si legge sempre nella nota sul sito della Provincia: «Il vecchio Ufficio di Collocamento lascia il posto al Centro per l’Impiego e con il nome cambiano totalmente gli obiettivi cui mira e le funzioni che svolgeL’Ufficio, luogo dove avveniva la collocazione di lavoratori attraverso l’espletamento di pratiche puramente amministrative, si trasforma in Centro dove si svolgono azioni tendenti a promuovere l’Incontro tra Domanda e Offerta di lavoro».
E ancora: «La nuova mission si esplica attraverso i Nuovi Servizi, attivati all’interno dei Centri per l’Impiego: Accoglienza, momento nel quale vengono rilevati i fabbisogni degli utenti; Orientamento, che serve a fornire strumenti e metodi di ricerca attiva del lavoro; Incrocio Domanda/Offerta, che raccoglie le richieste delle aziende e le candidature dei    lavoratori; Informazioni sulle attività di formazione che si svolge sul territorio; Analisi del mercato del lavoro locale che si realizza attraverso lo studio della domanda e    dell’offerta di lavoro; Tirocini Formativi, attraverso i quali è possibile acquisire professionalità operativa in azienda; Varie altre azioni svolte anche in collaborazione con altri soggetti pubblici e privati a sostegno    dello sviluppo del territorio e dell’occupazione».

Dunque, ammesso che  quando c'era il centro per l'impiego funzionasse, per coloro che dovessero aver bisogno dei «nuovi servizi», come la nota della Provincia comunicava, debbono attrezzarsi di auto o moto o bici o pagare i mezzi pubblici e andare in via Maselli Campagna  (sulla via per Gioia del Colle) ad Acquaviva delle Fonti, esattamente lì da dove tutto ebbe inizio e chiedere di poter usufruire dei «nuovi servizi» offerti.

10.12.2012
Vito Stano


domenica 9 dicembre 2012

Il mondo in una Polaroid. Maurizio Galimberti al Museo della Fotografia



La programmazione del Museo della Fotografia del Politecnico di Bari non smette di stupire. Questa volta in collaborazione con Fproject Fiorito l'istituzione della fotografia barese presenta Maurizio Galimberti

Il mondo in una Polaroid è il titolo dato all'incontro che si terrà sabato 15 dicembre alle ore 10,30 presso il palazzo del Politecnico di Bari in via Amendola 126/b; l'ingresso libero è come sempre libero.

Maurizio Galimberti nasce a Como nel 1956 e cresce a Meda. Studia da geometra e nei cantieri affina il punto di vista rigoroso con cui impressionerà il mondo. Sin da ragazzo partecipa a numerosi concorsi fotografici, vincendoli, addirittura con nomi diversi come quello della madre o della moglie. All’inizio usa la classica pellicola analogica lavorando molto con una fotocamera ad obbiettivo rotante widelux in bianco e nero e in diapo/cibachrome, poi nel 1983 inizia la sua passione-ossessione per la Polaroid. La sceglie per il semplice motivo che non sopportava l’attesa dello sviluppo per vedere il risultato del suo scatto e anche per una eterna paura del buio della camera oscura. Si accorge inoltre che la resa dei colori con la pellicola istantanea è semplicemente magica ed inizia un lungo percorso fino ad oggi di ricerca e di sperimentazione nell’uso di questo media.

Nel 1991 inizia la collaborazione con Polaroid Italia della quale diventa ben presto il testimonial ufficiale e che ha come risultato il volume POLAROID PRO ART pubblicato nel 1995, vero oggetto di culto per gli appassionati di pellicola polaroid di tipo integrale. Il 1997 è l’anno che vede l’entrata nel mondo del collezionismo d’arte dei suoi mosaici di polaroid. Nello sviluppo di questa sua peculiare tecnica hanno grande influenza il futurismo di Boccioni e il movimento cinetico esasperato di Duchamp.

Galimberti riesce in un istante a visualizzare una complessa scomposizione dell’immagine da ritrarre, matematica nel suo rigore e musicale nell’armonia d’insieme, che realizza di getto leggendo le note nella sua mente. Con la stessa tecnica diviene conosciuto per i suoi ritratti, sempre a mosaico. Arriva nel 1999 la nomina al primo posto nella classifica dei foto-ritrattisti italiani redatta dalla rivista Class. La popolarità e successo con cui vengono accolte queste inusuali rappresentazioni di volti lo portano a partecipare nel ruolo di ritrattista a numerose edizioni del Festival del Cinema di Venezia. In particolare, nell’edizione del festival del 2003, il suo ritratto di Johnny Depp sarà la copertina del Times Magazine inglese del 27 settembre dello stesso anno.

Jonny Deep, ritratto - Foto Maurizio Galimberti (google.com) 
La curiosità per la particolare tecnica da lui sviluppata ha suscitato l’interesse di numerose aziende leader in vari settori. Nel 2005 l’incontro con i signori Fumagalli, appassionati e collezionisti di arte contemporanea, ha permesso a Galimberti di iniziare la realizzazione di importanti volumi sulle città del mondo come New York, Venezia, Berlino. Inoltre nel 2007 viene fondato l’Archivio NordEst che raccoglie, numera e cataloga le sue opere al fine di valorizzarle e di tutelarne l’autenticità.

Nell’ottobre 2009 in occasione della riapertura di Polaroid è invitato in veste di testimonial ufficiale alla fiera della fotografia di Hong Kong , di Las Vegas e al Tribeca Film Festival, realizzando portraits performance con Lady Gaga, Chuck Close e Robert de Niro.

Nell’Aprile 2011 all’interno della prestigiosa collana di film/dvd sui grandi della fotografia Italiana, prodotta da GiArt di bologna ed editata da Contrasto, è uscito il film/dvd ”Maurizio Galimberti ”. Nell’ Aprile del 2011, IMPOSSIBLE, nuovo brand produttore di instant film , gli ha dedicato un instant film b&w denominato ” IMPOSSIBLE MAURIZIO GALIMBERTI SPECIAL EDITION”. Galimberti è stato inoltre visiting professor alla Domus Academy, alla facoltà di Industrial Design alla Università Bicocca di Milano e all’Istituto Italiano di fotografia di Milano.

Attualmente lavora ad un prestigioso volume sulla città di Milano in vista dell’Expo del 2015, e ad un volume con Archivio nordest sulla città di New york di imminente realizzazione. Con GiArt di Bologna lavora ad un progetto denominato “Viaggio in Italia”, del quale verrà realizzata nel 2012 una mostra itinerante con il relativo volume dedicato (mauriziogalimberti.it).

sabato 8 dicembre 2012

«È l'uomo che governa il mercato o il mercato che governa l'uomo?»: il presidente dell'Uruguay Josè Mujica al G20 in Brasile fa un discorso tanto semplice quanto rivoluzionario

Innanzitutto cos'è il G20?

Il G20 è un gruppo informale che riunisce 19 Paesi (Arabia Saudita, Argentina, Australia, Brasile, Canada, Cina, Corea del Sud, Francia, Germania, Giappone, India, Indonesia, Italia, Messico, Regno Unito, Russia, Stati Uniti, Sud Africa e Turchia) e l’Unione Europea. Vi partecipano anche le principali organizzazioni internazionali coinvolte nella preparazione dei Vertici (Nazioni Unite, Banca Mondiale, Fmi, Ocse). Nel complesso il G20 rappresenta più dell’80% del PIL mondiale, l’80% del commercio globale e due terzi della popolazione del pianeta.

Il G20 nasce su iniziativa dei Ministri delle Finanze del G7 i quali, per affrontare le sfide poste dalla crisi finanziaria e valutaria scoppiata in Asia nel 1997 decisero di creare un nuovo meccanismo di dialogo informale su temi economici e finanziari tra economie “a rilevanza sistemica”. L’esigenza di far fronte e cercare di anticipare l’evoluzione dell’economia mondiale all’interno di un formato più ampio rispetto al G7/G8 nasceva dalla constatazione della rapida ascesa di una serie di Paesi fino a quel momento esclusi o sottorappresentanti all’interno dei meccanismi di governance economica globali (in particolare i cosiddetti Brics: Brasile, Russia, India, Cina, Sud Africa).

Come nel G8 nel corso degli anni ottanta e novanta, anche nel G20 si è assistito, soprattutto a partire dal 2011, ad una progressiva estensione dell’agenda anche a tematiche non economico e finanziarie. In aggiunta alle consuete riunioni dei Ministri delle Finanze (di norma tre all’anno), si sono così tenute ministeriali tematiche in formato Esteri, Agricoltura, Lavoro, Sviluppo, Commercio, Turismo, che hanno contribuito ad alimentare il processo preparatorio del vertice. In seno al G20 sono inoltre stati costituiti alcuni gruppi di lavoro ad hoc, ad esempio in materia di coordinamento delle politiche macroeconomiche, riforma dell’architettura finanziaria internazionale, cooperazione allo sviluppo, lotta alla corruzione (esteri.it).

Cosa avrà mai detto di così rivoluzionario un capo di Stato?


Il Presidente dell'Uruguay Josè "Pepe" Mujica si chiede «È l'uomo che governa il mercato o il mercato che governa l'uomo?».
Pepe Mujica, noto come "il presidente più povero del mondo", ha attualmente 77 anni, vive nella sua casa modesta, devolve il 90% del suo stipendio in beneficenza. È stato in carcere 14 anni come oppositore del regime (Psicologia della Zorba Channel).

La pinacoteca Miani-Perotti ospita Beppe Labianca dal 15 dicembre


Dopo il successo delle precedenti mostre la pinacoteca civica Miani-Perotti di Cassano delle Murge apre le porte sabato 15 dicembre al maestro Beppe Labianca ed alla sua nuova mostra Magica evocazione di un sogno organizzata da Enkomion, rivista trimestrale di Storia Letteratura e Arte e dall'amministrazione comunale di Cassano delle Murge. All'inaugurazione sarà presente, oltre all'autore, Raffaele Nigro, scrittore e giornalista. Interverranno inoltre Maria Pia Di Medio, sindaco di Cassano delle Murge, Pierpaola Sapienza, assessore alla Cultura, Francesco Amoruso, senatore, Nuccio Altieri, vice presidente Provincia Bari, Nicola Surico, direttore editoriale EnkomionAmalia Di Lanno, art promoter e Giancarlo Labianca, critico d’arte. Una mostra che si impone nel panorama culturale del territorio portando in scena tele e sculture, edite ed inedite, dell’artista pugliese, fra le quali ci sarà anche la riproduzione dell’imponente opera scultorea Centauro ferito da una stella, già esposta all’Arsenale nella Biennale di Venezia di quest’anno. A curare l'esposizione Massimo Nardi, il quale da tempo si sta occupando della pinacoteca e degli spazi espositivi contenuti nel palazzo Miani-Perotti.

Per coloro che non conoscessero Beppe Labianca curiosando nel suo sito possiamo leggere che dal 1975, già docente, dirige il centro culturale Officina nuova, che diventa in quegli anni un importante ritrovo di artisti e di intellettuali, grazie anche ad eventi di rilevanza nazionale ed internazionale. Nel frattempo compie numerosi viaggi, soggiornando per un lungo periodo a Londra dove la sua pittura è andata accostandosi a quella di Francis Bacon, della quale si è progressivamente allontanata per attingere ad una forma di esistenzialismo figurativo, di impostazione metafisico-simbolica in cui concentra le ultime esperienze dell’arte contemporanea. Molti critici si sono interessati al suo lavoro. La sua ultima produzione ha trovato in Raffaele Nigro un suggestivo ed importante mentore. Alcune sue opere sono acquisite in numerose collezioni pubbliche e private, in Italia e all’estero.

L'Autore con la sua scultura «Centauro ferito» - Foto beppelabianca.it
Il curatore della mostra Massimo Nardi ha parlato di Magica Evocazione di un Sogno come di una «rivelazione della dimensione del sogno attraverso l’evanescenza onirica delle immagini metafisiche»Il critico d’arte Raffaele Nigro, dopo il ritorno dell’artista dalla Biennale di Venezia 2012, lo ha definito «assiduo ricercatore di forme espressive che vivono a confine tra pittura tradizionale e la moderna scultura, tra installazioni di gemmazione postmoderne e avanguardie novecentesche».
Per Amalia Di Lanno, art promoter, «l’artista sente se stesso parte di un progetto più ampio, un tempo del sospeso dove tutto acquista significato, i simboli divengono chiavi di accesso, fondamentali strumenti interpretativi di cui Labianca fa uso nel comunicare l’opera oltre l’apparente concettualità».
Gli squarci di luce che dirompono sulle tele illuminando personaggi e paesaggi, rappresentano il filo conduttore della mostra che si nutre anche delle molteplici rappresentazioni di paesaggi marittimi. Dipinti e sculture si fondono in installazioni che catturano l’osservatore in una magica dimensione.

La mostra sarà aperta al pubblico dal lunedì al sabato dalle ore 9,30 alle 12,30 e dalle 17,30 alle 21,00; la domenica dalle 17,30 alle 21,00.

Per ulteriori informazioni: 
Ufficio Stampa Edi Media Communication
388.7390395 - edimediacommunication@gmail.com

Ferventazione contrattacca: «il presidio Slow Food del Cece della Murgia carsica ha ricevuto i finanziamenti e Cassano non c'entra nulla»

Qualche giorno fa ci siamo occupati di cece nero e dei denari che sarebbero stati investiti dalla Camera di Commercio di Bari per valorizzare questo legume. Su Cassanolive.it, sito d'informazione locale, oggi leggiamo un comunicato di risposta del portavoce dell'associazione Ferventazione Paolo Racano e, anche se non abbiamo avuto il piacere e l'onere di riceverlo, prendiamo per buona la pubblicazione del già citato sito d'informazione e pubblichiamo la versione dell'associazione per completezza dell'informazione.

08.10.2012
Vito Stano


Parlo a nome dell'associazione Ferventazione e mi preme fare una secca precisazione.

L'associazione che rappresento e promuovo non centra nulla con l'articolo sul Cece Nero pubblicato nei giorni scorsi su Repubblica Bari on line (da voi riportato) e con la storia dei sovvenzionamenti faraonici o presunti tali che sarebbero stati assegnati ad una organizzazione di Santeramo/Cassano/Acquaviva che, con quei soldi, “tenterebbe” di istituire un presidio Slow Food nella zona.

È fin troppo facile e prevedibile che qualcuno, non bene attento e poco informato, possa mettere in relazione il legume in questione con la vicenda di cui parla l'articolo e l'associazione che a Cassano sta lavorando per rilanciare il prodotto in questione.

Allora: per cortesia, "non uniamo la fava alla scorza", giusto per rimanere in tema. FERVENTAZIONE è un associazione formata da persone che in modo volontario e, assicuro, con molto sacrificio, da circa tre anni cerca di promuovere il territorio, i suoi prodotti e la sua cultura.

Quello di cui parla l'articolo, che al contrario di quanto dice il giornalista poco informato, esiste già! è il Presidio Slow Food del Cece della Murgia carsica. Il presidio, che, a quanto dice, sempre, il giornalista dovrebbe aver ricevuto il sovvenzionamento d'oro, ha un nome ed un cognome ed è formato da aziende (vedi http://www.fondazioneslowfood.it/pagine/ita/presidi_italia/dettaglio_presidi.lasso?-id=4607) sempre con nome e cognome, e collegate con associazioni ed enti che hanno anche loro nome e cognome e queste, le aziende, hanno davvero molto poco da spartire con Cassano delle Murge, con l'associazione FERVENTAZIONE e con il Cece Nero di Cassano.

Ho ahimè letto il commento becero, riportato in maniera anonima a corredo del "vostro" articolo in questione e, dovendo, purtroppo, rendere conto anche a chi fa della menzogna e dell'infamia la propria forma di realizzazione, vorrei informare lui, qualora avesse il coraggio civile di mostrare la propria faccia, e chiunque altro nutrisse le stesse convinzioni che oltre a poter visionare i nostri conti, le nostre spese e quanto ricevuto per il nostro lavoro, mi piacerebbe, oltresì, invitarlo a collaborare con noi nei momenti non pubblici, fatti di lavoro duro nei campi, di momenti di aggiornamento, di ricerca, di incontri, di pubbliche relazioni di progettazione e strategie, di discussioni e anche di soddisfazioni. Forse, la prossima volta si sentirebbe più sereno e si guarderebbe bene dal lanciare sterili palate di fango.

Il Cece nero, il nostro Cece Nero, per il quale stiamo lavorando e cercando di ottenere la DOP, creare, forse un consorzio, promuovere opportunità ed interesse, oltre ad essere un prodotto molto diverso dagli altri, non è mai stato d'oro. È sempre nero, continuerà ad essere tale ed è così che a noi piace!!!

Cordialmente, Paolo Racano

Caro abete dopo le feste dove ti metto? L'assessore all'Ambiente di Cassano delle Murge Carmelo Briano dà qualche suggerimento


È tempo di natale e di addobbare il proprio abete. Ma è anche il tempo di cominciare a pensare come smaltire il caro albero. L'amministrazione comunale suggerisce alcune pratiche per evitare che ogni fusto venga disperso a danno dell'ambiente.

«Pensiamo di poter dare dei consigli utili allo smaltimento – dichiara l'assessore all'Ambiente Carmelo Briano – attraverso alcuni semplici accorgimentiVa chiarito che liberarsi del proprio albero, lasciandolo incustodito alla base dei contenitori per il deposito dei rifiuti, determina intralcio alle operazioni di raccolta, oltre ad offendere il decoro della propria città. Allo stesso tempo è sconsigliabile bruciarlo perché si potrebbero generare sostanze inquinanti. 

Pertanto, se l'albero è privo di radici, è utile inserire i rami nelle compostiere (per le famiglie che ne sono già in possesso) al fine di produrre dell'ottimo fertilizzante. Altro consiglio riguarda gli alberi con radici: in questo caso è utile piantare l'abete nel proprio giardino. In terza ipotesi i cittadini possono rivolgersi al servizio di raccolta dell'Ati Tradeco-Murgia Servizi Ecologici (numero verde 800970907) che provvederà al deposito dell'albero nell'impianto di filiera.

Sono degli accorgimenti utili per salvaguardare il nostro ambiente e far sì che un albero di natale abbia una lunghissima vita», conclude l'assessore Briano. 

(fonte Ufficio stampa Comune)

venerdì 7 dicembre 2012

Levante PROF 2013 guarda a Sud. La terza edizione a febbraio a Bari


Si svolgerà a Bari dal 16 al 20 febbraio 2013 Levante PROF, la manifestazione internazionale specializzata nella filiera del grano (panificazione, pasticceria, pizzeria e pasta fresca), gelateria, birra, vino, bar, ristorazione, confezionamento, pubblici esercizi e hotellerie.
 
Giunto alla sua III edizione, l'evento fieristico, che si attuerà nel nuovo e prestigioso padiglione della Fiera del Levante di Bari - da sempre considerata la Porta d'Oriente -, consolida il suo obiettivo: riunire l'intera filiera del grano, il comparto della trasformazione e lavorazione delle materie prime, del packaging e degli arredi in un'unica location così da rafforzare questi settori e offrire agli addetti ai lavori concrete opportunità di business, anche e soprattutto sui mercati internazionali.
 
Levante PROF, che nella scorsa edizione ha registrato la presenza di oltre 250 espositori e più di 20mila operatori professionali, sarà principalmente promossa nel Mezzogiorno d'Italia, nei Paesi del Balcani, del Mediterraneo sud-orientale e del nord Africa prevedendo un incremento del 20% di espositori e visitatori rispetto all'edizione passata.
 
In rassegna quest'anno tutte le novità su materie prime e ingredienti, prodotti di impianti e attrezzature, arredamento e servizi per gelateria, pasticceria e panificazione artigianali, e prodotti per la ristorazione che, suddivise in sezioni tematiche, saranno affiancate da un ricco programma di eventi - come dimostrazioni e forum di approfondimento -, oltre a gare e concorsi che consentiranno ai maestri del settore di sfidarsi in competizioni di alto livello.

(fonte Ufficio stampa Giusy Loglisci)

giovedì 6 dicembre 2012

Taranto prostituta dell'acciaio. L'idea di una Puglia senza l'Ilva


Protesta a Taranto - Foto Vincenzo De Palmis
«Il sit-in di ieri davanti alla Prefettura è stato un successo: ne hanno parlato i giornali nazionali e ci sono i video e foto ovunque. Importante era far sentire la nostra voce e questa volta siamo riusciti ad essere tempestivi. Il Prefetto di Taranto ha ascoltato per oltre un'ora le nostre istanze, che in parte ignorava. Grave sarebbe stato invece il nostro silenzio nel giorno in cui Ilva rientrava in possesso degli impianti posti sotto sequestro». Così commenta un attivista di Taranto Respira su facebook.com; intanto ancora sul social network è possibile leggere che  «la procura di Taranto, attraverso le perizie epidemiologiche ha accertato che 11.550 sono i morti che sono collegati direttamente all'inquinamento industriale. 11.550 morti in 7 anni». Gli animi in questi giorni sono in tensione, a causa della decisione del governo di scavalcare l'indipendenza e la terzietà della magistratura. Il Decreto legge 3 dicembre 2012 n. 207 cosiddetto “Salva Ilva” in pratica legittima il reo, cioè l'Ilva, e con l'urgenza propria del provvedimento affranca il gruppo Riva dal rispetto della legge.
Questa questione ha travalicato i confini regionali, ma ancora è palpabile il disinteresse di coloro i quali non vivono ne lavorano a Taranto. Per questo anche all'Università degli Studi Aldo Moro di Bari il sindacato studentesco Link ha organizzato un seminario presso la Facoltà di Scienze Politiche.

«Taranto è una città ospitata dalla fabbrica, città che si è praticamente prostituita all’acciaio»: ha affermato Roberto Voza, professore di Diritto del Lavoro presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi Aldo Moro di Bari. La sua esperienza di docenza presso la sede universitaria di Taranto è palpabile quando afferma che «stiamo scaricando sulla magistratura il dovere di fare politica e – continua – abbiamo appaltato l’etica alla magistratura e questa è una colpa collettiva della politica tutta, non c’è più un’interrogazione politica collettiva
Anche la protesta ambientalista degenera nel not in my backyard. Non possiamo pensare che un manipolo di giudici – chiosa Voza – si debba far carico di un cambiamento ecologico. Tutto quello che da oggi si farà è il segno di una sconfitta: senza l’attenzione della magistratura la situazione sarebbe ancora la stessa».

Franco Chiarello, professore di Sociologia dei processi economici e del Lavoro presso la Facoltà di Scienze Politiche dell'Università di Bari, ha dichiarato che «bisognerebbe portare fuori da Taranto alcune riflessioni urgenti, perché riguardano non solo la città jonica. Taranto è la tessera di un mosaico che riguarda Brindisi, Porto Torres e altre città in cui prevalse l’idea che per portare lo sviluppo occorreva impiantare grandi stabilimenti produttivi imposti dall’esterno, la teoria americana del big push doveva cambiare il volto al Mezzogiorno d’Italia». 
Taranto effettivamente muta la sua pelle dopo gli investimenti: aumenta la popolazione, si registra un forte pendolarismo e una immigrazione, al contrario delle altre città del Meridione. Tutto ciò fu possibile grazie all’apporto dei due grandi partiti di massa, la Democrazia Cristiana e il Partito Comunista; «questa convergenza di interessi fu figlia di una comune ideologia del tempo: la rete clientelare della Dc e l’idea di una proletarizzazione di massa dei contadini del Pc. Il denominatore comune era una cultura industrialista, nella quale non avevano spazio la cultura della salute e dell’ambiente. Per i contadini pugliesi la fabbrica era un’emancipazione dalla fatica delle campagne, rappresentava la sicurezza dl posto fisso»
I pendolari divennero i metalmezzadri

«A Taranto – continua Chiarello –  si creò una aristocrazia operaia, gli operai si sentivano parte di un’élite. Tutto questo trasformò il territorio tarantino, un territorio di grande pregio agricolo, dove la cantieristica navale aveva uno spazio rilevante. La città s’identificava con la fabbrica, ma intanto a partire dagli anni Novanta si sapeva che un insediamento come quello dell’Ilva era dannoso per la salute e per l’ecosistema e intanto il lavoro cambiava, si faceva avanti la precarizzazione del mondo del lavoro e il modello stesso dell’industrializzazione, Taranto avrebbe potuto e dovuto fare un passo avanti»

Da sinistra: prof. Franco Chiarello e prof. Roberto Voza - Foto Archivio Vito Stano 
Ma il professor Chiarello non si spinge oltre affermando che «il modo di produrre dell’Ilva è tra i più arretrati d’Europa e del mondo. Non so se la Puglia di oggi possa convivere con questi impianti produttivi. Le classi dirigenti tarantine hanno continuano a perdere tempo prezioso, senza l’intervento di un potere terzo (la magistratura, ndr) non si sarebbe mai messo mano ad un nodo così aggrovigliato come è quello tra lavoro e salute. La responsabilità politiche sono enormi, io penso – dice Chiarello – che se si riduce la natura a semplice merce, come in passato ha fatto la cultura marxista, e non si immagina un nuovo futuro, da questa situazione non ne se esce. Lo sviluppo non è opera di un solista, lo sviluppo deve essere polifonico, occorre perciò fare un censimento delle risorse ambientali e culturali del territorio. La politica deve coinvolgere i cittadini e soprattutto i lavoratori dell’Ilva al più presto in una progettazione partecipata. 
l’Ilva – afferma il sociologo – paradossalmente era il soggetto più cosciente tra i protagonisti che hanno giocato attorno alla vita di Taranto, prova ne è il fatto che, con una rete di corruttele e regalie, il gruppo Riva cercava di occultare i fatti».

Elvira Tarsitano, presidente Associazione biologi ambientalisti pugliesi, ha fatto il punto sul concetto di sostenibilità«Sostenibilità significa anche parlare di cultura, di socialità e di economia. Non credo che si possa continuare a produrre in questo modo e forse dopo i trentasei mesi previsti nel decreto legge Salva Ilva il gruppo industriale andrà altrove».

«Da un eco villaggio indiano alla fabbrica tarantina, il fascino dell’industria quasi da  film cyber punk non ti lascia indifferente»: così si presenta Marcello Colao, ingegnere ambientale, ex lavoratore dell’Ilva di Taranto, poi licenziatosi a causa della presa di coscienza della grave situazione. «Le dimensioni dello stabilimento dell’Ilva sono sproporzionate rispetto alle acciaierie europee – dice Colao – e la mancanza di sicurezza nei pressi dei convertitori della ghisa, assurdo. Bisognerebbe studiare i valori compatibili con la vita, facciamo un passo indietro e cerchiamo soluzioni alternative. Colao chiude ponendo la questione delle questioni: «produrre si, ma fino a che punto?».

Alfredo Ferrara, dottorando presso l’Università degli Studi Aldo Moro di Bari e animatore dei Quaderni Corsari, si dichiara d’accordo con la proposta del reddito di cittadinanza per affrontare l’uscita dalla società industriale, in quanto oggi la dicotomia tra lavoratore e disoccupato così familiare nel dopoguerra non c’è più, oggi Totò e Aldo Fabrizi, protagonisti di Ladri di biciclette di Monicelli, sono due  facce della stessa medaglia (A. Ferrara).

I punti di vista su Taranto aumentano ad ogni incontro e le soluzioni non approdano in nessun porto; quindi cosa emerge da queste discussioni? Domande, domande e ancora domande: per esempio a chi la responsabilità dei lavori di manutenzione e di ambientalizzazione, ai responsabili del disastro ambientale? E poi ancora la globalizzazione ha spostato nel Sud del mondo le produzione per poter inquinare senza grandi freni e produrre senza rispettare i diritti dei lavoratori e dei cittadini?
Contraddizione clamorosa tra globalizzazione ed ecosistemi: l’Occidente ha tracciato la strada da percorrere al resto dei Paesi, ma la grande parte dell'inquinamento mondiale si produce ancora nei Paesi occidentali. Intanto, per citare qualche caso interessante, la provincia cinese del Guangdong, gemellata con la Puglia, ha dismesso un grande impianto e lo ha ricomposto in cinque piccoli impianti meno impattanti (F. Chiarello). 

Potrebbe essere una soluzione? Ecco una altra domanda. 

06.12.2012
Vito Stano

Europa 2020: prospettiva di crescita e sviluppo


Nel marzo 2010 la Commissione Europea ha lanciato la strategia Europa 2020. La strategia fissa gli obiettivi della programmazione europea 2014-2020 e mira a creare le condizioni per una crescita che sia: intelligente, grazie a investimenti nell'istruzione, nella ricerca e nell'innovazione; sostenibile, favorendo un'economia a basse emissioni di CO2 e la competitività dell'industria; e solidale, finalizzata alla creazione di nuovi posti di lavoro e alla riduzione della povertà.

Europa 2020 focalizza l’attenzione su cinque ambiziosi obiettivi riguardanti l'occupazione, la ricerca, l'istruzione, la riduzione della povertà e i cambiamenti climatici/l'energia. Per misurare i progressi compiuti nell’ambito di tali settori, la strategia individua cinque parametri quantitativi chiari, misurabili e paragonabili, che sono:
1.       Occupazione:
-          innalzamento al 75% del tasso di occupazione (per la fascia di età compresa tra i 20 e i 64 anni)
2.       Ricerca&Sviluppo/Innovazione:
-          aumento degli investimenti in ricerca e sviluppo ed innovazione al 3% del PIL dell'UE (pubblico e privato insieme)
3.       Cambiamenti climatici/energia:
-          riduzione del 20% delle emissioni di gas serra (o persino del 30%, se le condizioni lo permettono) rispetto al 1990
-          20% del fabbisogno di energia ricavato da fonti rinnovabili
-          aumento del 20% dell'efficienza energetica
4.       Istruzione:
-          riduzione al di sotto del 10% dell’ abbandono scolastico
-          aumento al 40% dei 30-34enni con un' istruzione universitaria
5.       Povertà/emarginazione:
-          riduzione di almeno 20 milioni di persone a rischio o in situazione di povertà ed emarginazione.

Questi obiettivi, che si basano sulle tre accezioni di crescita intelligente, sostenibile ed inclusiva, proprie di Europa 2020, sono tra loro interconnessi: livelli d’istruzione più elevati, infatti, favoriscono l’occupabilità delle persone; l’aumento dell’occupazione contribuisce a ridurre la povertà; una maggior capacità di ricerca e di innovazione, associata ad un uso più efficiente delle risorse, migliora la competitività delle imprese e favorisce la creazione di nuovi posti di lavoro; il miglioramento delle capacità istituzionali ed una pubblica amministrazione efficiente favorisce l’implementazione di politiche di inclusione economica, sociale e territoriale.

I seminari affronteranno alcune tematiche relative alla strategia che possono essere uno strumento utile a cittadini, giovani, imprese, professionisti e pubbliche amministrazioni per orientarsi nella futura programmazione europea e capire come accedere a benefici ed opportunità che ne derivano.

(fonte Europe Direct Puglia)