mercoledì 16 ottobre 2013

Parco Alta Murgia e servitù militari: da Roma buone notizie sulla vicenda

Presidente Parco Cesare Veronico - Foto profilo fb Cesare Veronico
La vicenda delle servitù militari in area Parco Nazionale dell'Alta Murgia continua a suscitare il vivo interesse da parte delle istituzioni politiche che di volta in volte sono chiamate a esprimersi sul caso. Dal profilo facebook.com del presidente del Parco Cesare Veronico leggiamo le ultimissime notizie relative all'incontro di stamattina a Roma presso la segreteria della Presidenza del Consiglio.

Veronico nel suo post scrive: «Abbiamo appena concluso l'incontro a Palazzo Chigi con il segretario generale del Presidente del Consiglio e i tre ministeri competenti, insieme alla Regione Puglia, sulla questione delle esercitazioni militari nel parco. Adesso il verbale andrà nelle mani di Letta e dei tre ministri che ci comunicheranno quali saranno i prossimi passi per la risoluzione della vicenda. Il 22 ottobre per la prima volta saremo ascoltati dal Co.Mi.Pa. in vista della pianificazione delle prossime attività addestrative. Sei mesi fa cominciavamo un percorso che per molti era destinato ad arenarsi nelle secche della burocrazia. Ora possiamo dirlo: comunque vada, nulla sarà più come prima».

Queste parole di Veronico fanno ben sperare su una risoluzione positiva della vicenda. Vicenda che ha suscitato un nuovo interesse a partire dalla pubblicazione di un articolo a firma del sottoscritto sia su questo blog sia su Villaggio Globale - Rivista di Ecologia. Vicenda che ci piacerà, speriamo molto presto, raccontare nei dettagli declinata al passato.

16.10.2013
Vito Stano

martedì 15 ottobre 2013

LamaFutura: progetto della sindaco Di Medio bocciato. Ma pronti al dialogo

I protagonisti della vicenda nota a tutti i cassanesi come 'progetto Lame' o, come formalmente è scritto negli atti 'progetto di protezione idraulica dell'abitato' proseguono la battaglia ingaggiata su opposti fronti con l'amministrazione cassanese e, in particolare, con la sindaco Maria Pia Di Medio. Pubblichiamo di seguito l'ultimo comunicato che il comitato LamaFutura ha diramato. V.S.


di Comitato LamaFutura
In riferimento ai recenti interventi del sindaco Di Medio sul controverso progetto di protezione idraulica, di cui la stampa locale ha dato conto, il Comitato Lamafutura ritiene che la comunità locale debba avere conoscenza di alcuni aspetti della questione, sinora trascurati dallo stesso Sindaco. In disparte ogni considerazione su alcune imbarazzanti giustificazioni non richieste («...nessun amministratori ha interessi personali di qualsiasi tipo nell'opera da realizzare...»), e su altre vaghe considerazioni sul progresso che avanza; sul meglio che è nemico del bene; sull'antropizzazione del territorio; sulla necessità di non farsi sfuggire il finanziamento, in disparte tutto questo, come dicevamo, è invece utile tornare su altri, più concreti, aspetti della questione. A dire del primo cittadino, il sistema progettato sarebbe valido, come riconosciuto da imprecisate commissioni terze. 

Il Comune starebbe riscontrando i dubbi e le perplessità sollevate dalla Regione, ed ogni problema sarà presto risolto. La gara deve andare avanti, a qualunque costo. Chi critica il progetto, sbaglia o non lo capisce. Chi si oppone all'opera, lo fa per interessi privati personali. Alcune osservazioni, a questo punto, si impongono. Se qualche cittadino volesse approfondire l'argomento ed avere la dimensione dell'inconsistenza progettuale del sistema di protezione idraulica che il Comune vorrebbe realizzare, invece di chiedere a noi (che, come dice il Sindaco, siamo di parte), potrebbe leggersi direttamente le lettere inviate al Comune dagli uffici della Regione Puglia. I dubbi e le perplessità regionali che il Sindaco conta di poter presto risolvere sono macigni insuperabili. 

Al netto dei tecnicismi e del linguaggio burocratico, la bocciatura del progetto è totale, sia sotto il profilo paesaggistico che quello idraulico. L'unica cosa che il Sindaco potrebbe fare per non perdere il finanziamento sarebbe presentare subito un nuovo progetto, completamente diverso da quello attuale. Un'opera davvero utile per la città ed il territorio, e che non serva solo a spendere i soldi pubblici. Se il finanziamento pubblico verrà perso, questo sarà esclusivamente colpa della testardaggine di chi avrà voluto insistere nel realizzare «quel progetto». Stando così le cose, è da irresponsabili mandare avanti una procedura di gara per la realizzazione di un progetto che, con ogni probabilità, non potrà essere realizzato, con i conseguenti contenziosi con le imprese e gli inevitabili danni erariali per le casse comunali. 

Conclusivamente, vorremmo aggiungere qualcosa, questo sì, di personale. Il Sindaco ci accusa di agire per interessi personali privati personali, ma un amministratore pubblico dovrebbe sapere che un privato cittadino può agire in giudizio contro il Comune solo per interessi personali. Altrimenti il ricorso sarebbe inammissibile, a priori. Indugiare su questo aspetto, quindi, è inutile, ozioso e tradisce scarsa confidenza con la normativa processuale. Non è neppure esatto dire che siamo pochi. Coloro che hanno fatto causa al Comune sono ventuno, ma coloro che hanno aderito alle nostre iniziative contro la realizzazione delle vasche sono molte centinaia. Non è corretto neppure asserire che alcuni di noi non abbiano le competenze per giudicare il progetto approvato dal Comune. Se il Sindaco lo desidera, saremo lieti di inviarle i nostri curricula. E, comunque, per giudicare il progetto di cui si discute non è necessario essere scienziati, per così dire.

Giornata Mondiale della Salute Mentale: epidemia di suicidi tra i Guarani

Foto Survival International
Il 10 ottobre è stata celebrata la Giornata Mondiale della Salute Mentale e Survival International per fronteggiare questa quotidiana tragedia, divulga nuove cifre allarmanti sui suicidi che affliggono i Guarani del Brasile. Il tasso di suicidi della tribù, infatti, è almeno 34 volte superiore alla media nazionale, ed è dovuto alla perdita delle terre ancestrali e ai continui attacchi dei sicari armati. I numeri rivelano che, dall’inizio di questo secolo, si è suicidato in media almeno un Guarani alla settimana. 

Secondo il Ministero della Salute brasiliano, nel 2012 si sono suicidati 56 Guarani (le cifre reali sono probabilmente più alte perché non tutti i suicidi vengono denunciati). La maggior parte delle vittime ha un’età compresa tra i 15 e i 29 anni, ma la più giovane di cui si ha notizia aveva solo 9 anni.

«I Guarani ci suicidano perché non hanno più terra», ha detto Rosalino Ortiz, un uomo Guarani. «Un tempo eravamo liberi. Ora non lo siamo più. I nostri giovani pensano che non sia rimasto più nulla. Si siedono e pensano, si perdono, si lasciano vivere per un po’ e poi decidono di togliersi la vita».
I Guarani hanno perso gran parte della loro terra ancestrale – con cui hanno un fortissimo legame spirituale – a causa di piantagioni di canna da zucchero e allevamenti di bestiame. Sono costretti a vivere in condizioni squallide e pericolose sul ciglio della strada o in riserve sovraffollate, dove soffrono di malnutrizione, malattie e alcolismo. Le comunità che cercano di tornare alla loro terra devono affrontare violenze terribili: gli allevatori, infatti, assoldano sicari per attaccare, e spesso uccidere, i Guarani. La demarcazione della terra Guarani avrebbe dovuto essere completata molti anni fa, ma il processo è in perenne fase di stallo. Per di più, oggi i politici brasiliani stanno discutendo di un emendamento costituzionale che dovrebbe dare al Congresso, influenzato dalla lobby agricola anti-indigeni, un certo potere sul processo di demarcazione. Se approvato, per i Guarani e per la loro campagna territoriale sarebbe una catastrofe. Survival International ha sollecitato il governo brasiliano a demarcare al più presto le terre guarani e ha chiesto a società come la statunitense Bunge di smettere di comprare canna da zucchero proveniente dalla terra dei guarani.
«Queste cifre ci ricordano in modo crudo e straziante della devastazione che i popoli indigeni soffrono a causa del furto della loro terra» ha commentato il Direttore generale di Survival International. «Sfortunatamente i Guarani non sono l’unico caso: in tutto il mondo i popoli indigeni soffrono di tassi di suicidi molto più alti della maggioranza della popolazione. Il cosiddetto ‘progresso’ spesso distrugge i popoli indigeni, ma in questo caso la soluzione è chiara: demarcare la terra guarani prima di perdere altre vite innocenti».

Scarica il rapporto di Survival sui Guarani (solo in inglese, pdf, 2.5 MB, 2010)

Per leggere la storia online: 
http://www.survival.it/notizie/9646
(fonte Survival International)

Discarica abusiva: azione congiunta di Forestale e Polizia Ferroviaria

Foto google.com
Si consolida il sodalizio operativo tra il Compartimento di Polizia Ferroviaria della Puglia, Basilicata e Molise e il Comando Provinciale del Corpo Forestale dello Stato di Bari e reparti dipendenti. Un’area di oltre 37.000 mq è stata posta sotto sequestro e due persone sono state denunciate dagli uomini della Polizia Ferroviaria di Bari e del Comando Stazione Forestale di Cassano delle Murge, nell’ambito di un servizio interforze finalizzato al controllo e alla repressione dei reati di furto e ricettazione di cavi elettrici di rame di pertinenza di Telecom, Enel e Rete Ferroviaria Italiana, nonché alla tutela dell’ambiente e alla salvaguardia della salute e dell’incolumità pubblica. 

In particolare, nel controllare un sito adibito a deposito di mezzi pesanti per movimento terra, gli agenti hanno scoperto un’attività di raccolta, recupero e smaltimento di rifiuti di vario genere, fra cui anche rifiuti pericolosi quali parti di carrozzeria di autoveicoli, oli esausti, pneumatici, batterie al piombo, materiali inerti di demolizioni edili miscelati ad asfalto triturato, scorie di cemento, guaine bituminose. Il tutto si estendeva su un’area di circa 4 ettari. Tale materiale risultava spianato e compattato con mezzi meccanici, nella totale inosservanza delle misure minime di sicurezza e di salvaguardia per l’ambiente circostante e parte dell’area era addirittura adibita a discarica di rifiuti edili pericolosi compattati e miscelati tra loro. 

Dagli accertamenti eseguiti è risultato che tale attività non solo veniva svolta in mancanza delle relative autorizzazioni, ma che l’area interessata era stata già sottoposta a sequestro dalla Guardia di Finanza. Ciò nonostante, i titolari non avevano esitato a violare i sigilli apposti pur di continuare a svolgere l’attività illecita. L’area è stata sottoposta a sequestro e i titolari della ditta dovranno rispondere di smaltimento illecito di rifiuti, deposito incontrollato di rifiuti, discarica non autorizzata e violazione di sigilli. La collaborazione tra il Compartimento di Polizia Ferroviaria della Puglia, Basilicata e Molise e Forestale, avviatasi da circa due anni, ha ad oggi condotto ad importanti risultati nella lotta ai furti di rame e ai reati ambientali, con 22 controlli eseguiti, 21 persone denunciate, 14 sequestri e circa 20.000 chilogrammi di rame sequestrato.

sabato 12 ottobre 2013

Servitù militari in area Parco: convocato dal Governo Cesare Veronico

La Presidenza del Consiglio dei Ministri, nella persona del Segretario Generale Roberto Garofoli ha convocato per mercoledi 16 ottobre, a Palazzo Chigi,  una riunione con all’oggetto il Parco Nazionale dell’Alta Murgia’. All’incontro sono stati invitati l’Ente Parco, il Ministero della Difesa, il Ministero dell’Ambiente, il Ministero dei Beni Culturali e la Regione Puglia.

La convocazione giunge a pochi giorni di distanza dalla lettera inviata dal Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola al Presidente del Consiglio dei Ministri Enrico Letta con la richiesta di un intervento immediato  a tutela del Parco Nazionale dell’Alta Murgia, un'area protetta che – ha scritto Vendola – «custodisce autentici tesori naturalistici, archeologici, architettonici e vive, da anni, il lacerante e irrisolto problema della convivenza con le servitù militari ed i poligoni di addestramento delle Forze Armate che mettono a rischio gli equilibri ecologici e compromettono la sua identità culturale».

Il Presidente dell’Ente Parco, Cesare Veronico, ha ringraziato il Presidente Vendola «per la sensibilità mostrata e per l’impegno attivo in questa vicenda e tutti gli interlocutori per aver accolto la richiesta di dialogo, da noi più volte invocato e praticato come via maestra per la risoluzione di una evidente contraddizione che si trascina da troppo tempo».


(fonte parcoaltamurgia.it)

Biciclette: furti in aumento. Uomo arrestato mentre scappa con bici rubata

Oggi è la giornata: pubblichiamo un'altra notizia relativa a furti di biciclette.


I carabinieri della Tenenza di Bisceglie hanno arrestato il 19enne Giuseppe Rossi con l’accusa di furto. I militari su segnalazione della vittima sono intervenuti in via Pascoli dove era appena avvenuto il furto della sua bicicletta, assicurata ad una inferriata tramite una catena con lucchetto. 

Sulla base delle indicazioni del mezzo fornite dalla vittima i militari sono riusciti ad intercettare e bloccare il giovane a bordo della bicicletta. Tratto in arresto il 19enne, su disposizione della Procura della Repubblica di Trani, è stato associato presso la locale casa circondariale.

Scoperto deposito rurale con mountain bike rubate. Denunciato 36enne

Foto google.com
Un deposito rurale contenente tre bici rubate è stato scoperto a Martina Franca dai Carabinieri della Compagnia di Monopoli ed una persona è stata denunciata per ricettazione. Dopo la denuncia di furto di una mountain bike, del valore di circa 1.500 euro, sporta la scorsa settimana presso la Stazione Carabinieri di Monopoli, i militari hanno eseguito una serie di accertamenti e verifiche che li hanno indotti ad effettuare una perquisizione presso un deposito rurale ubicato nel comune del tarantino, sito in quella strada Madonnina, utilizzato da un commerciante 36enne del luogo.


In quel posto, con la collaborazione dei militari della locale Compagnia, gli operanti hanno rinvenuto, oltre alla bici oggetto di furto, un’altra mountain bike e una bici da strada, del valore di circa 4mila euro ciascuna, sul possesso delle quali l’interessato non ha saputo fornire alcuna giustificazione. Inevitabile, a questo punto, il deferimento a piede libero del commerciante. La bici provento di furto è stata restituita al legittimo proprietario, mentre le altre due, entrambe marca ‘Scapin’, sono state sottoposte a sequestro al fine di accertarne la provenienza.

venerdì 11 ottobre 2013

ANCE Puglia consegna alla Regione le osservazioni sul PPTR

ANCE Puglia consegna alla Regione le osservazioni di sul Piano Paesaggistico Territoriale Regionale: necessaria una riflessione sugli impatti del Piano sull’economia dei territori e sul comparto delle costruzioni.

ANCE Puglia, al termine dell’audizione in V commissione della Regione Puglia, ha consegnato al presidente della commissione Donato Pentassuglia  all’assessore alla Qualità del territorio Angela Barbanente il documento contenente le prime osservazioni inerenti il Piano Paesaggistico Territoriale Regionale. Nel documento l’associazione dei costruttori edili pugliesi, pur riconoscendo la teorica capacità del Piano di migliorare la qualità del governo del territorio e del paesaggio invita il Governo regionale a una riflessione seria e responsabile in merito ai significativi impatti del Piano sull’economia dei territori e in particolare sul comparto delle costruzioni, evidenziando la necessità di salvaguardare, compatibilmente ed in modo proporzionato all’esigenza di tutelare il paesaggio, gli investimenti privati e le programmazioni in itinere.

A questo proposito l’associazione dei costruttori invita in primis il Governo regionale affinché ci sia una riformulazione delle ‘misure di salvaguardia’ e del ‘regime transitorio’, proponendo alcune modifiche al testo normativo che possano rendere meno traumatico l’impatto determinato dall’adozione del Piano. L’associazione, inoltre, segnala l’esigenza delle imprese di costruzioni di poter definire i programmi di investimento avviati nel rispetto della disciplina paesaggistica vigente al momento del loro concepimento o, comunque, a quella derivante dagli adeguamenti degli strumenti urbanistici generali al PUTT/p.

A questo riguardo ANCE Puglia segnala l’opportunità di ottimizzare la finestra temporale dedicata alle ‘osservazioni’, al fine di consentire ai Comuni che abbiano concretamente avviato o stiano definendo gli adeguamenti al PUTT/p, di conseguire un’anticipata validazione o attestazione che le rispettive perimetrazioni dei ‘primi adempimenti’ o dei ‘territori costruiti’ e dei relativi regimi di tutela siano già coerenti con l’impianto del PPTR.

ANCE Puglia è consapevole che si tratta di un’attività tecnico amministrativa articolata e complessa, che dovrebbe impegnare non soltanto le Amministrazioni locali e la Regione, bensì anche le Soprintendenze territoriali, utilizzando anticipatamente il modulo della ‘conferenza di servizi di copianificazione’ in un arco temporale non superiore a due mesi. Per i Comuni meno ‘virtuosi’ nei processi di adeguamento degli strumenti urbanistici generali al PUTT/p, l’associazione pugliese dei costruttori auspica che il Governo regionale provveda quanto prima a uno stanziamento di bilancio adeguato a ‘sostenere’ ed ‘accompagnare’ una simile innovazione della Pianificazione paesaggistica, favorendo ed incentivando concretamente anche le aggregazioni di enti locali secondo un modello di governance amministrativa di tipo associativo che consenta di ottimizzare le risorse comuni sia umane che finanziarie.

(fonte Ance Puglia)

Legambiente denuncia: Friuli Venezia Giulia ogm free in Europa ogm free

Chiediamo l'intervento immediato delle istituzioni per la messa al bando definitiva della coltivazione di ogm sul territorio italiano e comunitario.

In Friuli Venezia Giulia è in atto ormai da due anni un tentativo forzoso di introduzione delle colture OGM da parte di pochi agricoltori che ancora oggi stanno esponendo a forti rischi di contaminazione le produzioni agricole del territorio senza tenere conto della volontà dei cittadini italiani che hanno già da tempo dichiarato la propria contrarietà all’introduzione di coltivazioni OGM sul territorio nazionale.

Le iniziative di coltivazione di mais ogm in Friuli Venezia Giulia  rappresentano non solo un rischio  sanitario e ambientale, ma sono un evidente attacco alla legalità nel nostro Paese per la mancata osservanza di un decreto d’urgenza che già da agosto vieta la coltivazione di mais ogm, ma che non è mai stato rispettato, e in totale dispregio anche delle gravi conseguenze economiche che la contaminazione può determinare alle produzioni limitrofe.

Non c’è alcuno spazio possibile per i prodotti Ogm nel sistema di qualità dell’agricoltura italiana non c’è posto per alcun ingrediente biotech sulla tavola dei consumatori, che insieme alle rappresentanze degli agricoltori hanno espresso una posizione negativa sulla questione. Per questo motivo è fondamentale che le istituzioni facciano la propria parte schierandosi contro l’illegalità.


Legambiente, insieme alla task force per un’Italia libera da Ogm, lancia un appello a Governo e Parlamento affinchè venga applicato il principio di precauzione e la clausola di salvaguardia, strumenti fondamentali per mettere al bando gli Ogm e tracciare la strada verso un modello agricolo che sia basato sulla qualità delle produzioni locali e soprattutto sulla varietà e l’utilizzo di sementi autoctone.

(fonte legambiente.it)

Nasce l’Alta Scuola di Turismo Ambientale. Acquisire nuove competenze

Nasce l’Alta Scuola di Turismo Ambientale. Acquisire nuove competenza e strumenti per valorizzare le risorse ambientali e culturali dei territori. Dal 16 al 23 novembre, Parco delle 5 Terre. Iscrizioni aperte fino al 5 novembre 2013.

cicloturismo, attività enogastronomiche, escursionismo, birdwatching, percorsi avventura: il turismo ambientale, momenti di vacanza e relax legati alle bellezze naturali e peculiarità territoriali, è sempre più gradito e richiesto. L’Italia è la nazione più desiderata al mondo per le sue bellezze storiche, artistiche e paesaggistiche e il turismo ambientale presenta coefficienti di crescita a due cifre contribuendo a spostare l’asse dal turismo di massa verso nuovi turismi di qualità. Gli operatori e gli attori del settore debbono quindi dotarsi delle competenze necessarie per perseguire un approccio sostenibile alla valorizzazione delle risorse ambientali e del patrimonio di saperi impliciti nelle comunità locali. Per raggiungere questo obiettivo è nata ASTA, l’Alta Scuola di Turismo Ambientale di Legambiente e Parco Nazionale delle Cinque Terre.

Il primo corso di management della scuola è previsto dal 16 al 23 novembre 2013 nel parco delle Cinque Terre. È rivolto a funzionari di amministrazioni pubbliche ed enti parco, a manager di aziende private, a esperti in pianificazione ambientale e del territorio e a quanti operano già in posizioni decisionali. Il termine per le iscrizioni è martedì 5 novembre 2013. È previsto un numero massimo di 25 partecipanti. Costi e modalità d’iscrizione su: www.vivilitalia.it.