martedì 15 ottobre 2013

Discarica abusiva: azione congiunta di Forestale e Polizia Ferroviaria

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Si consolida il sodalizio operativo tra il Compartimento di Polizia Ferroviaria della Puglia, Basilicata e Molise e il Comando Provinciale del Corpo Forestale dello Stato di Bari e reparti dipendenti. Un’area di oltre 37.000 mq è stata posta sotto sequestro e due persone sono state denunciate dagli uomini della Polizia Ferroviaria di Bari e del Comando Stazione Forestale di Cassano delle Murge, nell’ambito di un servizio interforze finalizzato al controllo e alla repressione dei reati di furto e ricettazione di cavi elettrici di rame di pertinenza di Telecom, Enel e Rete Ferroviaria Italiana, nonché alla tutela dell’ambiente e alla salvaguardia della salute e dell’incolumità pubblica. 

In particolare, nel controllare un sito adibito a deposito di mezzi pesanti per movimento terra, gli agenti hanno scoperto un’attività di raccolta, recupero e smaltimento di rifiuti di vario genere, fra cui anche rifiuti pericolosi quali parti di carrozzeria di autoveicoli, oli esausti, pneumatici, batterie al piombo, materiali inerti di demolizioni edili miscelati ad asfalto triturato, scorie di cemento, guaine bituminose. Il tutto si estendeva su un’area di circa 4 ettari. Tale materiale risultava spianato e compattato con mezzi meccanici, nella totale inosservanza delle misure minime di sicurezza e di salvaguardia per l’ambiente circostante e parte dell’area era addirittura adibita a discarica di rifiuti edili pericolosi compattati e miscelati tra loro. 

Dagli accertamenti eseguiti è risultato che tale attività non solo veniva svolta in mancanza delle relative autorizzazioni, ma che l’area interessata era stata già sottoposta a sequestro dalla Guardia di Finanza. Ciò nonostante, i titolari non avevano esitato a violare i sigilli apposti pur di continuare a svolgere l’attività illecita. L’area è stata sottoposta a sequestro e i titolari della ditta dovranno rispondere di smaltimento illecito di rifiuti, deposito incontrollato di rifiuti, discarica non autorizzata e violazione di sigilli. La collaborazione tra il Compartimento di Polizia Ferroviaria della Puglia, Basilicata e Molise e Forestale, avviatasi da circa due anni, ha ad oggi condotto ad importanti risultati nella lotta ai furti di rame e ai reati ambientali, con 22 controlli eseguiti, 21 persone denunciate, 14 sequestri e circa 20.000 chilogrammi di rame sequestrato.

sabato 12 ottobre 2013

Servitù militari in area Parco: convocato dal Governo Cesare Veronico

La Presidenza del Consiglio dei Ministri, nella persona del Segretario Generale Roberto Garofoli ha convocato per mercoledi 16 ottobre, a Palazzo Chigi,  una riunione con all’oggetto il Parco Nazionale dell’Alta Murgia’. All’incontro sono stati invitati l’Ente Parco, il Ministero della Difesa, il Ministero dell’Ambiente, il Ministero dei Beni Culturali e la Regione Puglia.

La convocazione giunge a pochi giorni di distanza dalla lettera inviata dal Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola al Presidente del Consiglio dei Ministri Enrico Letta con la richiesta di un intervento immediato  a tutela del Parco Nazionale dell’Alta Murgia, un'area protetta che – ha scritto Vendola – «custodisce autentici tesori naturalistici, archeologici, architettonici e vive, da anni, il lacerante e irrisolto problema della convivenza con le servitù militari ed i poligoni di addestramento delle Forze Armate che mettono a rischio gli equilibri ecologici e compromettono la sua identità culturale».

Il Presidente dell’Ente Parco, Cesare Veronico, ha ringraziato il Presidente Vendola «per la sensibilità mostrata e per l’impegno attivo in questa vicenda e tutti gli interlocutori per aver accolto la richiesta di dialogo, da noi più volte invocato e praticato come via maestra per la risoluzione di una evidente contraddizione che si trascina da troppo tempo».


(fonte parcoaltamurgia.it)

Biciclette: furti in aumento. Uomo arrestato mentre scappa con bici rubata

Oggi è la giornata: pubblichiamo un'altra notizia relativa a furti di biciclette.


I carabinieri della Tenenza di Bisceglie hanno arrestato il 19enne Giuseppe Rossi con l’accusa di furto. I militari su segnalazione della vittima sono intervenuti in via Pascoli dove era appena avvenuto il furto della sua bicicletta, assicurata ad una inferriata tramite una catena con lucchetto. 

Sulla base delle indicazioni del mezzo fornite dalla vittima i militari sono riusciti ad intercettare e bloccare il giovane a bordo della bicicletta. Tratto in arresto il 19enne, su disposizione della Procura della Repubblica di Trani, è stato associato presso la locale casa circondariale.

Scoperto deposito rurale con mountain bike rubate. Denunciato 36enne

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Un deposito rurale contenente tre bici rubate è stato scoperto a Martina Franca dai Carabinieri della Compagnia di Monopoli ed una persona è stata denunciata per ricettazione. Dopo la denuncia di furto di una mountain bike, del valore di circa 1.500 euro, sporta la scorsa settimana presso la Stazione Carabinieri di Monopoli, i militari hanno eseguito una serie di accertamenti e verifiche che li hanno indotti ad effettuare una perquisizione presso un deposito rurale ubicato nel comune del tarantino, sito in quella strada Madonnina, utilizzato da un commerciante 36enne del luogo.


In quel posto, con la collaborazione dei militari della locale Compagnia, gli operanti hanno rinvenuto, oltre alla bici oggetto di furto, un’altra mountain bike e una bici da strada, del valore di circa 4mila euro ciascuna, sul possesso delle quali l’interessato non ha saputo fornire alcuna giustificazione. Inevitabile, a questo punto, il deferimento a piede libero del commerciante. La bici provento di furto è stata restituita al legittimo proprietario, mentre le altre due, entrambe marca ‘Scapin’, sono state sottoposte a sequestro al fine di accertarne la provenienza.

venerdì 11 ottobre 2013

ANCE Puglia consegna alla Regione le osservazioni sul PPTR

ANCE Puglia consegna alla Regione le osservazioni di sul Piano Paesaggistico Territoriale Regionale: necessaria una riflessione sugli impatti del Piano sull’economia dei territori e sul comparto delle costruzioni.

ANCE Puglia, al termine dell’audizione in V commissione della Regione Puglia, ha consegnato al presidente della commissione Donato Pentassuglia  all’assessore alla Qualità del territorio Angela Barbanente il documento contenente le prime osservazioni inerenti il Piano Paesaggistico Territoriale Regionale. Nel documento l’associazione dei costruttori edili pugliesi, pur riconoscendo la teorica capacità del Piano di migliorare la qualità del governo del territorio e del paesaggio invita il Governo regionale a una riflessione seria e responsabile in merito ai significativi impatti del Piano sull’economia dei territori e in particolare sul comparto delle costruzioni, evidenziando la necessità di salvaguardare, compatibilmente ed in modo proporzionato all’esigenza di tutelare il paesaggio, gli investimenti privati e le programmazioni in itinere.

A questo proposito l’associazione dei costruttori invita in primis il Governo regionale affinché ci sia una riformulazione delle ‘misure di salvaguardia’ e del ‘regime transitorio’, proponendo alcune modifiche al testo normativo che possano rendere meno traumatico l’impatto determinato dall’adozione del Piano. L’associazione, inoltre, segnala l’esigenza delle imprese di costruzioni di poter definire i programmi di investimento avviati nel rispetto della disciplina paesaggistica vigente al momento del loro concepimento o, comunque, a quella derivante dagli adeguamenti degli strumenti urbanistici generali al PUTT/p.

A questo riguardo ANCE Puglia segnala l’opportunità di ottimizzare la finestra temporale dedicata alle ‘osservazioni’, al fine di consentire ai Comuni che abbiano concretamente avviato o stiano definendo gli adeguamenti al PUTT/p, di conseguire un’anticipata validazione o attestazione che le rispettive perimetrazioni dei ‘primi adempimenti’ o dei ‘territori costruiti’ e dei relativi regimi di tutela siano già coerenti con l’impianto del PPTR.

ANCE Puglia è consapevole che si tratta di un’attività tecnico amministrativa articolata e complessa, che dovrebbe impegnare non soltanto le Amministrazioni locali e la Regione, bensì anche le Soprintendenze territoriali, utilizzando anticipatamente il modulo della ‘conferenza di servizi di copianificazione’ in un arco temporale non superiore a due mesi. Per i Comuni meno ‘virtuosi’ nei processi di adeguamento degli strumenti urbanistici generali al PUTT/p, l’associazione pugliese dei costruttori auspica che il Governo regionale provveda quanto prima a uno stanziamento di bilancio adeguato a ‘sostenere’ ed ‘accompagnare’ una simile innovazione della Pianificazione paesaggistica, favorendo ed incentivando concretamente anche le aggregazioni di enti locali secondo un modello di governance amministrativa di tipo associativo che consenta di ottimizzare le risorse comuni sia umane che finanziarie.

(fonte Ance Puglia)

Legambiente denuncia: Friuli Venezia Giulia ogm free in Europa ogm free

Chiediamo l'intervento immediato delle istituzioni per la messa al bando definitiva della coltivazione di ogm sul territorio italiano e comunitario.

In Friuli Venezia Giulia è in atto ormai da due anni un tentativo forzoso di introduzione delle colture OGM da parte di pochi agricoltori che ancora oggi stanno esponendo a forti rischi di contaminazione le produzioni agricole del territorio senza tenere conto della volontà dei cittadini italiani che hanno già da tempo dichiarato la propria contrarietà all’introduzione di coltivazioni OGM sul territorio nazionale.

Le iniziative di coltivazione di mais ogm in Friuli Venezia Giulia  rappresentano non solo un rischio  sanitario e ambientale, ma sono un evidente attacco alla legalità nel nostro Paese per la mancata osservanza di un decreto d’urgenza che già da agosto vieta la coltivazione di mais ogm, ma che non è mai stato rispettato, e in totale dispregio anche delle gravi conseguenze economiche che la contaminazione può determinare alle produzioni limitrofe.

Non c’è alcuno spazio possibile per i prodotti Ogm nel sistema di qualità dell’agricoltura italiana non c’è posto per alcun ingrediente biotech sulla tavola dei consumatori, che insieme alle rappresentanze degli agricoltori hanno espresso una posizione negativa sulla questione. Per questo motivo è fondamentale che le istituzioni facciano la propria parte schierandosi contro l’illegalità.


Legambiente, insieme alla task force per un’Italia libera da Ogm, lancia un appello a Governo e Parlamento affinchè venga applicato il principio di precauzione e la clausola di salvaguardia, strumenti fondamentali per mettere al bando gli Ogm e tracciare la strada verso un modello agricolo che sia basato sulla qualità delle produzioni locali e soprattutto sulla varietà e l’utilizzo di sementi autoctone.

(fonte legambiente.it)

Nasce l’Alta Scuola di Turismo Ambientale. Acquisire nuove competenze

Nasce l’Alta Scuola di Turismo Ambientale. Acquisire nuove competenza e strumenti per valorizzare le risorse ambientali e culturali dei territori. Dal 16 al 23 novembre, Parco delle 5 Terre. Iscrizioni aperte fino al 5 novembre 2013.

cicloturismo, attività enogastronomiche, escursionismo, birdwatching, percorsi avventura: il turismo ambientale, momenti di vacanza e relax legati alle bellezze naturali e peculiarità territoriali, è sempre più gradito e richiesto. L’Italia è la nazione più desiderata al mondo per le sue bellezze storiche, artistiche e paesaggistiche e il turismo ambientale presenta coefficienti di crescita a due cifre contribuendo a spostare l’asse dal turismo di massa verso nuovi turismi di qualità. Gli operatori e gli attori del settore debbono quindi dotarsi delle competenze necessarie per perseguire un approccio sostenibile alla valorizzazione delle risorse ambientali e del patrimonio di saperi impliciti nelle comunità locali. Per raggiungere questo obiettivo è nata ASTA, l’Alta Scuola di Turismo Ambientale di Legambiente e Parco Nazionale delle Cinque Terre.

Il primo corso di management della scuola è previsto dal 16 al 23 novembre 2013 nel parco delle Cinque Terre. È rivolto a funzionari di amministrazioni pubbliche ed enti parco, a manager di aziende private, a esperti in pianificazione ambientale e del territorio e a quanti operano già in posizioni decisionali. Il termine per le iscrizioni è martedì 5 novembre 2013. È previsto un numero massimo di 25 partecipanti. Costi e modalità d’iscrizione su: www.vivilitalia.it.

Anci e Comieco sostengono i Comuni nella raccolta di carta e cartone

ANCI, l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani e Comieco hanno istituito uno sportello tecnico per sostenere lo sviluppo della raccolta differenziata di carta e cartone in Italia. Il servizio, che per il 2013 prevede un budget complessivo messo a disposizione da Comieco di 1 milione di euro, ha l’obiettivo di incrementare quantità e qualità della raccolta nei Comuni medio-piccoli che abbiano registrato performance molto al di sotto della media nazionale.

«È un’occasione da non perdere per alzare il livello di raccolta in alcuni Comuni che risultano sotto la media nazionale. La possibilità di accesso al contributo è davvero importante per recuperare il gap fra le diverse aree geografiche – dichiara Filippo Bernocchi, Delegato ANCI all’Energia e Rifiuti». «Abbiamo lavorato affinchè l’iter sia semplice e rapido, sulla base degli obiettivi attesi dall’amministrazione. Offriremo inoltre un supporto operativo attraverso lo sportello dedicato e ci aspettiamo quindi un alto numero di richieste, anche considerato che il materiale resta di proprietà dell’amministrazione comunale interessata e che sono previste iniziative di sensibilizzazione a costo zero per i Comuni; di questi tempi un apporto non da poco per aiutare amministrazioni e cittadini».

«Esistono ancora molte aree, in particolare al Sud, in cui i livelli di raccolta differenziata sono decisamente al di sotto della media italiana, ed è per questo motivo che, insieme ad Anci, abbiamo deciso di istituire questo  sportello e di mettere a disposizione 1 milione di euro» ha dichiarato Ignazio Capuano, presidente di Comieco. «Questo investimento, che si va a sommare ai corrispettivi che Comieco riconosce già alle amministrazioni in convenzione, è riservato ai Comuni che si trovano in oggettiva difficoltà nel fare decollare la raccolta differenziata: stiamo parlando di un’operazione che coinvolge potenzialmente quasi 1.600 Comuni italiani, con una copertura di oltre 9 milioni di cittadini».

Potranno accedere al contributo i Comuni convenzionati con Comieco che abbiano un livello di raccolta differenziata di carta e cartone inferiore a 22 kg/abitante e una popolazione compresa tra i 5 mila e i 100 mila abitanti. Il contributo potrà essere indirizzato anche a comuni più piccoli già associati mediante Convenzione o Unione di Comuni. Il contributo, erogato da Comieco a fondo perduto, potrà essere utilizzato per l’acquisto di nuove attrezzature necessarie ad effettuare o a migliorare il servizio di raccolta differenziata come cassonetti, campane, bidoni, buste di carta, etc.

La raccolta differenziata comporta per i Comuni indubbi benefici ambientali, ma ha anche ricadute positive da un punto di vista economico: nel 2012, infatti, a fronte di circa 1,6 milioni di tonnellate di materiale cellulosico raccolto tramite le convezioni, Comieco ha riconosciuto ai Comuni italiani 94 milioni di euro. Dal 1998 al 2012 il sistema Comieco ha trasferito alle amministrazioni e ai gestori oltre un miliardo di euro. Considerando inoltre occupazione e indotto, il valore della materia prima generata dal riciclo e i mancati costi di smaltimento, i benefici economici che il sistema ha prodotto nel 2012 sono pari a 405 milioni di euro (dal 1999 al 2012, il beneficio netto complessivo è di 4,3 miliardi di euro).

La raccolta di carta e cartone, secondo quanto emerge dal XVIII Rapporto Annuale Comieco, si è mantenuta sostanzialmente stabile nel 2012, registrando un lieve calo in linea con la riduzione dei consumi: la flessione è di appena il 2,3% rispetto al 2011, a fronte di un calo complessivo della produzione urbana dei rifiuti pari al 4%. La raccolta media procapite nel 2012 è stata di circa 49 kg, con punte di eccellenza in Emilia Romagna (81,5 kg/abitante), Trentino Alto Adige (80,2 kg/ab), Valle d’Aosta (75,9 kg/ab) e Toscana (74,8 kg/ab).

Oltre al sostegno economico, lo sportello fornisce un supporto tecnico per l’ottimizzazione o la strutturazione del servizio. I Comuni interessati dal potenziamento delle attrezzature potranno usufruire anche di attività di sensibilizzazione e comunicazione, messi a disposizione da Comieco. Le amministrazione interessate dovranno presentare apposita domanda di contributo e scheda di progetto (reperibili sui siti www.comieco.org e www.ea.ancitel.it) inviandole ad Ancitel Energia e Ambiente all’indirizzo progettocomieco@ea.ancitel.it o via fax ai numeri indicati sul regolamento.


(fonte comieco.org)

Assoelettrica informa: il sole, le ali e la civetta, una fiction ben reale


Doveva essere il sogno dell’autosufficienza, l’aspirazione a vivere in un mondo più pulito, la promessa di uno sviluppo economico virtuoso. E invece è uno scenario più simile a quello di 'Mani sulla Città' il film cult di Francesco Rosi, dove corruzione e speculazione allungano le ombre sul ricco bottino degli incentivi legati alle energie rinnovabili invece che sulle grandi speculazioni edilizie. Un gruzzolo che supera i 12 miliardi all’anno e che esce dalla tasca dei consumatori. In pratica, finanziamo, e lo faremo per i prossimi 20 anni, bonus e Suv di quei pochi intraprendenti che hanno cavalcato l’onda al momento giusto.

Alternando fantasia con resoconti di inchieste giudiziarie, fatti di cronaca con ricostruzioni, a metà tra l’inchiesta giornalistica e il genere noir, 'Il sole, le ali e la civetta' di Lucia Navone racconta la girandola di faccendieri, politici, banchieri , proprietari di terreni e pr, che roteano in modo spregiudicato intorno a permessi, autorizzazioni, cantieri, importazione di pannelli. Senza dimenticare le infiltrazioni della criminalità organizzata. «Tutte le mafie hanno prestato grande attenzione al settore dell’energia eolica e fotovoltaica»È un’affermazione che risale al 2010 del Presidente della Commissione Antimafia Giuseppe Pisanu.

I personaggi, dall’ingegnere Gian Maria Papaleo al politico Giuseppe Buonafede, dalla sindacalista Paola al geometra Celli, si confrontano in una trama opaca di collusione dove non mancano i beneficiari esteri: il fondo d’investimento svizzero o il fabbricante cinese di pannelli. In un’altalena di vicende,  ispirate a casi di cronaca giudiziaria, dai cantieri fantasma e alle inesistenti società di formazione di personale, dal riciclaggio di denaro allo sfruttamento di manodopera illegale, Lucia Navone ci racconta senza tecnicismi, i meccanismi oliati di una green economy che assomiglia soprattutto a un greed business. Non aspettatevi l’happy end. Complessivamente, si legge nel libro 'Il sole, le ali e la civetta', ben 900 milioni di euro in un anno sottratti agli investimenti in energie rinnovabili, 2,5 MW consumati dalla corruzione pari al fabbisogno annuo di 800mila famiglie.

L’obiettivo dell’autrice non è solo denunciare, piuttosto lo scopo del racconto è invitare il lettore a riflettere con uno sguardo più disincantato sugli aspetti '“in ombra' della luminosa saga delle rinnovabili. Le vittime? Ci sono e pure diverse. Il territorio e il paesaggio, spesso sfigurati; la ricerca e la sperimentazione sulle rinnovabili a cui sono state sottratte risorse impedendo all’Italia di avere un’industria  forte e capace di competere nel mondo; e come nelle guerre ci sono i 'danni collaterali', quelle migliaia di periti, manovali, ingegneri e piccole imprese di installatori rimasti sul lastrico. E nessuna indignazione popolare? Qui, la Navone, visto il suo curriculum, fa inconsapevolmente autocritica. «A colpi di sondaggi e cattiva informazione, regna sovrana la confusione». Ma la lettura di questo libro può rimediare. (P.F.)

Articolo tratto da Assoelettrica.it

Bari. Arte: domenica 13 ottobre chiude in musica la mostra della Belviso

Musica teatro e arti visive si fondono domenica 13 ottobre per la chiusura della personale di Antonella Belviso, ‘Tratti e ritratti’, nella Sala del Colonnato del Palazzo della Provincia di Bari. Per l’ultimo appuntamento, dalle 18,30, previsti l’intervento del ‘Delle Foglie Ensemble’  trio guidato dal cantautore Pasquale Delle Foglie (voce e chitarra), accompagnato da violino e contrabbasso – e, alle 19,30, dell’attore Pietro Naglieri. Anche l’ingresso all’ultimo appuntamento è gratuito. La personale di Antonella Belviso, inaugurata domenica scorsa, si compone di tredici dipinti olio su tela, realizzati in poco più di due anni con l’antica tecnica della grisaglia. E, dallo scorso martedì, la mostra si è arricchita degli scatti del fotografo Amedeo Persi: una fotografia per ogni quadro, a reinterpretare il concetto espresso dall’autrice. Tra le altre opere è possibile ammirare anche il quadro ‘Il vecchio e il cane’ col quale la Belviso ha vinto il premio ‘Porta d’Oriente in Arte’.

Barese, pubblicitaria e pittrice, Antonella Belviso realizza i suoi dipinti in stile figurativo, utilizzando l’antico metodo della grisaglia, appreso frequentando la bottega di Filippo Cacace, allievo di Riccardo Tommasi Ferroni. I volti ritratti dall’artista sono un concentrato di espressività. Grazie alla tecnica utilizzata, ai chiaroscuro e alla profondità donata da questo antico metodo, le emozioni dei soggetti ritratti riaffiorano attraverso le pennellate. La cura nella scelta dei protagonisti e le capacità dell’artista si fondono per rendere unico ogni dipinto. In ogni quadro la luce viene fuori dal sapiente uso dei colori e dalla loro sovrapposizione. Ogni volto dipinto è una storia a sé stante, una vita che andrebbe raccontata e che incuriosisce lo spettatore. Un momento di vita vera, non la riproduzione di un’immagine. L’opera è anche proiezione dell’artista, che nell’autoritratto esprime il suo momento di ricerca più alto: la sua immagine femminile diventa simbolo delle donne e della loro consapevolezza storica. In questi quadri, soprattutto, il chiaroscuro marcato è espressione delle contraddizioni dell’uomo e della donna moderni.