martedì 9 aprile 2013

Ippazio pilato NON si schiera... e intanto l'avanzata dell'Ilva non si ferma

Ippazio pilato NON si schiera...
di Vink De Palmis

Taranto: il mostro deve morire. Reportage dalla città in pacifica rivolta

Taranto non molla: il 9 aprile la Corte Costituzionale si pronuncerà sulla legge "Salva Ilva". La città e i suoi abitanti in migliaia non smettono di credere che il cambiamento è possibile. La sostenibilità ambientale e sanitaria è la meta ambita da donne e bambini, da operai e medici. 


Il corteo di domenica 7 aprile è bianco: i camici bianchi hanno aperto il corteo che un'auto elettrica, attrezzata dagli attivisti di Peacelink, ha trasmesso on web in diretta la manifestazione. Nessun rappresentante politico fuorché il segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista Paolo Ferrero. Sono numerose le espressioni creative per dire «no al mostro» che toglie il futuro ai figli di Taranto condannando la città jonica allo spopolamento per decessi ed emigrazione: pecorelle folk a ricordare la scomparsa della pratica dell'allevamento e della pastorizia a causa della presenza della diossina e altri inquinanti. Taranto non è sola: da Brindisi come dalla provincia di Bari il sentimento è condiviso, perché, come afferma il presidente di Peacelink Alessandro Marescotti, «la battaglia di Taranto è la battaglia di tutto il Paesese perde Taranto perdiamo tutti».

08.04.2013
Vito Stano

lunedì 8 aprile 2013

Hippoezio: «nel termine manifestazione c'è la desinenza finale azione...»

Hippoezio: «nel termine manifestazione c'è la desinenza finale azione... e questo non fa per me!»
di Vink De Palmis  




- Ippazio pilato NON si schiera... e intanto l'avanzata dell'Ilva non si ferma



Taranto non molla: domani Corte Costituzionale sulla legge "Salva Ilva"

Taranto non molla. La città e i suoi abitanti in migliaia non smettono di credere che il cambiamento è possibile. La sostenibilità ambientale e sanitaria è la meta ambita da donne e bambini, da operai e medici. Il corteo di domenica 7 aprile è bianco: i camici bianchi hanno aperto il corteo che un'auto elettrica, attrezzata dagli attivisti di Peacelinkha trasmesso on web in diretta la manifestazione. Nessun rappresentante politico fuorché il segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista Paolo Ferrero. Numerose espressioni creative per dire «no al mostro» che toglie il futuro ai figli di Taranto, condannando la città jonica allo spopolamento per decessi ed emigrazione. (08.04.2013 - Vito Stano)















Foto Archivio Vito Stano © 2013

domenica 7 aprile 2013

Nero d'Avola di Sicilia: dalla vite alle tavole col sapore di legalità


Il Nero d'Avola è il vitigno rosso più rinomato della produzione vitinicola siciliana. Il nome del vitigno nasce come Calaulisi, italianizzato erroneamente in Calabrese o secondo altri dal casato proprietario dei vigneti di Avola. Cala è la forma dialettale, di Calea, o Caleu sinonimi siciliani di racina ovvero uva.  Aulisi sta per Aula, cioè il nome della città di Avola in dialetto. In definitiva Uva di Avola, ovvero Calea-Aulisi, ed infine Calaulisi.

Il Nero d'Avola è citato dal botanico Francesco Cupani già nel 1696, il quale racconta di origini ancora incerte. È legato agli antichi vini che erano conosciuti con il nome di «Calabresi di Augusta» e «Vini di Vittoria». Il re dei vitigni siciliani è coltivato con successo in tutte le aree viticole dell'isola, sebbene gli esportatori di vini siciliani in Francia trovarono più facile venderli come vini calabresi, in quel tempo decisamente più famosi e apprezzati; già nel 1800 i vini rossi provenienti da uve Nero d'Avola del territorio siracusano erano molto richiesti e ambiti dagli stessi commercianti francesi e nord europei, che li utilizzavano per dare colore e corposità ai loro vini.

Le caratteristiche del vitigno sono la sua pianta vigorosa, la foglia medio-grande di forma cuneiforme pentagonale; con il grappolo da medio a grande, mediamente compatto, acini medi e buccia pruinosa di colore blu-nero. La sua maturazione è media. I vini che questo vitigno ci regala si distinguono in base alle zone di coltivazione della vite. Sono ricchi di personalità, di colore rosso rubino carico, con un elevato corredo aromatico con note fruttate, floreali e speziate, la sua ottima struttura gustativa lo rende un campione, i tannini sono morbidi e corposi, ha una acidità equilibrata. Sono vini armonici nel complesso e da abbinare a piatti della cucina sicula o come vini da meditazione data la forte personalità.


Le DOCG e DOC in cui è utilizzato il Nero d'Avola sono il Cerasuolo di Vittoria DOCG, Contea di Sclafani, Contessa Entellina, Delia Nivolelli, Eloro, Erice, Mamertino, Marsala, Menfi, Monreale, Riesi, Salaparuta, Sambuca di Sicilia, S. Margherita di Belice, Sciacca, Vittoria.


C'è una interessante iniziativa di cui sono artefici ragazzi e ragazze siciliani, che riguarda il vino e la riappropriazione legittima del territorio. Si tratta del progetto portato avanti dalla cooperativa Libera Terra Sicilia, che delle terre confiscate alla mafia fa sgorgare oro liquido: per la precisione sulle terre confiscate ai padrini della mafia nascono ottimi vini, come la linea Centopassi, Placido Rizzotto o gli imperdibili Cru. Siamo nella zona di Corleone, dove dalle ostiche argille sciolte nelle terre assolate e da vigne a spalliera, viene impressa forza e decisione al Nero d'Avola in purezza. Questo vino è dedicato alla memoria di Peppino Impastato, militante comunista di Cinisi (Palermo) assassinato dalla mafia il 9 maggio 1978. In terra di mafia il vino assume anche il sapore e l’odore della libertà e non solo quello della cultura enologica del territorio.

07.04.2013
Giulio Stano
(sommelier Ais Puglia)

Nessuno è più pericoloso di un uomo privo di idee,
il giorno che ne avrà una gli darà alla testa come il vino a un astemio.

Gilbert Keith Chesterton (1874- 1936)

sabato 6 aprile 2013

Rifiuti zero: martedì a Bari per lanciare l'iniziativa di legge popolare


Martedì 9 aprile alle 18,00 presso la sala in via Borrelli al civico 32, si terrà l’assemblea provinciale per l’avvio della campagna per la legge di iniziativa popolare Rifiuti ZeroLa legge mira ad una riforma organica di tutto il sistema della raccolta e smaltimento rifiuti e si articola su 5 parole fondamentali enunciate già nel primo articolo: sostenibilità, ambiente, salute, partecipazione e lavoro.

Obiettivo della legge è arrivare ad una raccolta differenziata spinta porta a porta obbligatoria per legge, diminuire la produzione dei rifiuti del 20% entro il 2020, potenziare il riuso e riciclo, vietare nuovi inceneritori e convertire quelli esistenti entro il 2020, ridurre fino ad eliminare l’uso delle discariche. Una legge in grado di salvaguardare l’ambiente e la salute e allo stesso tempo bloccare le eco-mafie che sul traffico di rifiuti ed il sistema di smaltimento mediante inceneritori e discariche realizzano immensi profitti.

La raccolta firme, che partirà in tutta Italia partirà il 14 aprile, si annuncia molto partecipata specialmente in quei territori dove sono già attive vertenze su rifiuti, discariche, inceneritori. Occorre raggiungere 50.000 firme anche se il comitato promotore confida di raggiungerne molte di più. La conclusione della raccolta e la successiva presentazione della Proposta di Legge sono previste prima della pausa parlamentare estiva.

L'ordine del giorno sarà il seguente: breve presentazione della proposta di leggeazioni da compiere per richiesta spazio pubblico e modalità di raccolta firme; calendarizzazione; raccolta e scambio contatti; coordinamento per Firma Day da tenersi domenica 14 aprile; delibere pro campagna Rifiuti Zero da presentare ai Comuni; raccolta fondi.

L'assemblea è aperta a tutti i movimenti, associazioni, partiti, comitati e liberi cittadini che vogliano sposare questa iniziativa, pertanto vi prego di dare la massima diffusione a questo evento, grazie.

venerdì 5 aprile 2013

L'Alta Murgia è una terra strana: ieri a Bari la première del documentario

Tratturo in foresta Mercadante-Parco Nazionale dell'Alta Murgia
Foto Archivio Vito Stano 
© 2012

Quindici mesi di lavorazione per catturare in immagini lupi, cinghiali, gru migratorie e tanti altri esemplari di fauna e flora autoctoni dell'Alta Murgia. Questo è Alta Murgia - Una terra strana, il primo documentario prodotto da White Fox Communications commissionato dal Parco Nazionale dell’Alta Murgia e dedicato all’area protetta. Finalmente la Murgia, finalmente una narrazione dei territorio e della biodiversità dell'Alta Murgia e del Parco Nazionale che l'ha istituzionalizzata. Eugenio Manghi, il regista, ha catturato la bellezza di una terra a molti ancora sconosciuta. Il presidente del Parco Cesare Veronico ha affermato, prima della proiezione in anteprima ieri allo Showville di Bari, che «questo per noi è un anno determinante sul piano della promozione del territorio e del turismo sostenibile; quindi per noi un lavoro brillante come questo diventa uno strumento importantissimo per far conoscere l'Alta Murgia al resto del Paese»
Oltre a questo l'ente Parco sta lavorando con abnegazione per ottenere la Carta del Turismo Sostenibile, sta portando avanti diversi lavori infrastrutturali, tra cui la ciclovia «che – ha continuato il presidente Veronico – stiamo per inaugurare da Ruvo a Castel del Monte. Insomma questo è un anno durante il quale intendiamo puntare decisamente sulla promozione del nostro territorio e un lavoro di questo tipo diventa fondamentale». 

Il regista Eugenio Manghi ha dichiarato che «a me è successo una cosa molto particolare: mia moglie Annalisa, anche lei fotografa, mi aveva già fatto conoscere l'Alta Murgia una decina d'anni fa quando non c'era ancora il Parco, e mi ero innamorato ma in maniera superficiale. Dopo aver girato il documentario posso dire che non posso fare più a meno di questo territorio: ho scoperto tali e tante meraviglie per cui vale la pena lottare»

05.04.2013
Vito Stano

Italia e Balcani: se ne parlarà stasera a Gioia con Luciano Monzali

L'Adriatico come ponte per unire le terre balcaniche a quella italiana. Venerdì 5 aprile nel chiostro comunale di Gioia del Colle (Bari) si discuterà del tema L'Italia e Balcani: storia di prossimità e di conflitti, con il professor Luciano Monzali del Dipartimento per lo Studio delle Società Mediterranee dell'Università di Bari, che per l’occasione presenterà il volume dal titolo: Il sogno dell’Egemonia: l’Italia, la questione jugoslava e l’Europa Centrale (1918-1941), Le Lettere, 2010. 

Il volume analizza il ruolo dell’Italia negli anni fra le due guerre mondiali segnati dalla fine dell’Impero asburgico, dalla crisi interna russa e dall’indebolimento della Germania che crearono un vuoto di potere in Europa vantaggioso per l’Italia. Il tema scelto per questo primo incontro è di fatto più ampio e incentrato sugli aspetti legati ai difficili rapporti tra l’Italia e la regione balcanica occidentale dall’Unità d’Italia fino al Trattato di Osimo (1974), che segnò formalmente la fine di un contenzioso drammatico e sanguinoso tra Italia e Jugoslavia a proposito del confine tra i due Paesi e diede nuovo slancio alla cooperazione economica a cavallo del confine. Ciò che prima divideva, da allora in poi sembrò unire i due popoli, e l’Italia consolidò in questo modo il proprio ruolo di secondo partner commerciale della Federazione Socialista Jugoslava. Modererà il dibattito Vito Stano, giornalista e appassionato di storia del confine orientale.

Il circolo ARCI Lebowski di Gioia del Colle e l'associazione culturale LaPrimaVeraGioia presentano un Dialogo tra un impegnato e un non so: il titolo dell’iniziativa, patrocinata dal Comune di Gioia del Colle e realizzata in collaborazione con la libreria La Librellula di Gioia del Colle, è una citazione del compianto Giorgio Gaber e costituisce una riedizione di un ciclo di iniziative che nel corso del 2012 ha visto protagonista l'ARCI Lebowski. L'idea alla base dell'incontro non è quella della presentazione unidirezionale, piuttosto un più innovativo e partecipato dialogo tra studiosi accademici e un gruppo di lettura composto da giovani universitari tendenzialmente impegnati sul fronte della promozione civica e culturale. L'idea è che, in una fase delicata per la formazione culturale e politica delle giovani generazioni, questi dialoghi possano favorire e stimolare l’interesse non solo dei protagonisti delle letture, ma anche di chi impegnato non lo è, non lo sarà mai, ma che comunque è a volte mosso da forme di interesse nei confronti della storia politica del proprio Paese.  

I successivi incontri verteranno sui temi della rappresentatività, della storia politica italiana e sull’europeismo, e avranno come protagonisti docenti dell’Ateneo barese, a testimonianza del fatto che l’Università può raggiungere la provincia se il territorio è disposto a mettersi in cammino con il giusto dinamismo.

giovedì 4 aprile 2013

Gioia del Colle: perseguita la responsabile. Arrestato operaio 49enne


Caserma dei carabinieri di Gioia del Colle - Foto google.com
I carabinieri della Compagnia di Gioia del Colle hanno arrestato un 49enne del luogo, con le accuse di atti persecutori e danneggiamento in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari emessa dal GIP del Tribunale di Bari su richiesta della locale Procura della Repubblica.

Le indagini hanno evidenziato che l’uomo, operaio in uno stabilimento locale, per motivi verosimilmente legati a dei provvedimenti disciplinari adottati nei suoi confronti dall’azienda, ha posto in essere numerosi atti vessatori, concretizzatisi anche in aggressioni verbali e danneggiamenti nei confronti di una 45enne, dipendente della stessa ditta con mansioni di responsabile di un settore, ritenendola fautrice delle azioni disciplinari. A partire dal mese di marzo del 2011 fino al gennaio di quest’anno, l’uomo si sarebbe reso responsabile di numerosi episodi intollerabili: minacce sul luogo di lavoro mimando con la mano una pistola che puntava all’indirizzo della donna, incendio dell’auto, controllo dei movimenti della 45enne e dei suoi familiari recandosi in orari insoliti nei pressi della sua abitazione. 

Tali episodi, divenuti frequenti, oltre ad aver ingenerato nella vittima un grave stato di ansia e di paura l’hanno costretta anche a modificare le proprie abitudini di vita. Il 49enne, su disposizione della Procura della Repubblica di Bari, è stato collocato ai domiciliari.

mercoledì 3 aprile 2013

'Alta Murgia - Una terra strana': tutto esaurito per la prima allo Showville


Parco Nazionale dell'Alta Murgia nei pressi di Castel del Monte 
Giovedi 4 aprile, a partire dalle 19,00, presso il Multisala Showville di Bari avrà luogo l’attesa proiezione di Alta Murgia - Una terra strana, il primo documentario prodotto da White Fox Communications commissionato dal Parco Nazionale dell’Alta Murgia e dedicato all’area protetta. La presentazione, che vedrà la presenza del regista Eugenio Manghi, del presidente del Parco Cesare Veronico, del direttore del Parco Fabio Modesti e di numerosi ospiti, sarà condotta da Antonio Stornaiolo e si terrà in due sale in seguito al-tutto-esaurito fatto registrare nelle prenotazioni on line sul sito www.parcoaltamurgia.gov.it che ha reso necessario il raddoppiamento delle proiezioni e dei posti disponibili.

Un successo che non ha sorpreso il presidente Veronico, che ha dichiarato: «è da tempo che riscontriamo una crescente attenzione nei confronti di quest’area protetta; gli amici del Parco sono aumentati esponenzialmente grazie anche al passaparola sui social network e alle occasioni di incontro con le associazioni, le aziende, i cittadini. Stiamo cercando di formare un'identità murgiana che vada ben oltre la semplice appartenenza a un territorio, condividendo la bellezza che il nostro Ente tutela e valorizza. E lo facciamo anche attraverso l'emozione forte che suscita un lavoro come quello di Eugenio Manghi e del suo staff».

Il film diretto da Eugenio Manghi, regista, fotografo e giornalista naturalista, è stato realizzato al termine di 15 mesi di lavorazione (è stato commissionato dall’ente Parco a settembre 2011) e presenta un’Alta Murgia ineditacon immagini esclusive che testimoniano la presenza di specie protette come il lupo e altre specie rare e raccontano eventi come l’arrivo delle gru in migrazione. Il tutto senza tralasciare la narrazione del rapporto tra l’uomo e l’ambiente.

Un lavoro di équipe che si è avvalso della collaborazione di numerosi esperti e appassionati: Annalisa Losacco, socia della White Fox Communications e operatrice video specializzata in natura, Giuseppe Carlucci, ornitologo e guida competente del territorio, Luciana Zollo, naturalista dell’ente Parco e numerosi altri esperti che, per passione, hanno contribuito al risultato finale. Il documentario si avvale anche delle musiche degli Uaragniaun, tra le massime espressioni del folk del territorio, che hanno composto ad hoc alcuni dei brani della colonna sonora.

Dopo questa première, per venire incontro alle numerose richieste pervenute dopo il-tutto-esaurito, il documentario sarà proiettato nelle sale cinematografiche dei comuni del Parco e successivamente parteciperà ad alcuni film festival internazionali ai quali è stato già invitato.