lunedì 3 dicembre 2012

Cece nero della Murgia: 40mila euro dalla Camera di Commercio di Bari per la valorizzazione. Cassano delle Murge liquida 5mila euro a Ferventazione per l'edizione 2012 Profumi e Sapori d'autunno


Foto fondazioneslowfood.it
«Gli ospedali chiudono. Monumenti, opere d’arte e siti archeologici languono. Le Province scompaiono. I Comuni tagliano i servizi sociali. Nell’Italia dei sacrifici e delle manovre lacrime e sangue, c’è ancora un’oasi dorata. Alla faccia della spending review e di chi si sbatte tutto il giorno per mettere il pranzo insieme con la cena, c’è ancora spazio per promuovere e valorizzare il cece nero, facendo piovere denaro come negli anni dell’inflazione a due cifre.

Dopo aver gratificato la Cna con 24mila euro per la partecipazione ad una fiera gastronomica a Bogotà, nel tentativo di avviare improbabili rapporti d’affari con la Colombia, la Camera di commercio di Bari stacca un assegno di 40mila euro alla Cia per un progetto di promozione e valorizzazione del cece nero. Questa volta non ci sarà una traversata transoceanica: l’iniziativa interesserà i comuni di Cassano, Acquaviva e Santeramo, nel tentativo di istituire un presidio Slow Food su questa varietà di legume un po’ in disuso.

Considerata la somma stanziata, dovrebbero subito cambiargli il nome. Altro che cece nero, con 40mila euro il cece diventa d’oro». 

http://bari.repubblica.it/cronaca/2012/12/02/news/valorizzazione_dei_ceci_neri_un_assegno_da_40mila_euro-47892894/

Con questo articolo Raffaele Lorusso del quotidiano la Repubblica si alza una luce su un'ambito che ha suscitato molto interesse nell'ultimo periodo: la scoperta e la valorizzazione del legume dimenticato dunque, secondo Lorusso, passa attraverso lauti finanziamenti della Camera di Commercio di Bari a fronte di tagli in tutti i settori della vita pubblica. Il «cece d'oro» in effetti ha goduto delle attenzioni degli amministrazioni locali, in questo caso ci occupiamo di Cassano delle Murge, i quali si sono spesi e hanno investito risorse per promuovere il legume risorto.

Ma quanti soldi ha investito il comune di Cassano delle Murge in questo progetto? L'ente ha finanziato convegni e sagre http://murgiambiente.blogspot.it/2012/10/cece-nero-di-cassano-tra-biodiversita-e.html - http://murgiambiente.blogspot.it/2012/10/il-cece-nero-di-cassano-e-la.html ed è notizia di oggi la determina di settore che liquida il finanziamento per la realizzazione della sagra Profumi e Sapori d'autunno:  Determinazione N° 215 Registro del 27/11/2012 Registro Generale N° 1104  Oggetto: Liquidazione contributo alla Associazione FERVENTAZIONE per organizzazione VII Edizione di 'Profumi e Sapori D'Autunno 2012' del 13 e 14 ottobre 2012

L'importo che il comune ha impegnato è di 5.000,00 euro, di cui 2.500,00 euro a titolo di contributo economico ed 2.500,00 euro a titolo di cofinanziamento,  da liquidarsi - si legge nella determina - a pervenimento di relativa richiesta con rendiconto delle spese; nelle determina si legge ancora che con «DGC n.119/2012 si prenotava una somma pari ad € 5.000,00 di cui € 2.500,00 sul capitolo 11738/306 “interventi mirati in agricoltura” ed € 2.500,00 sul capitolo 11750/583 “trasferimenti per iniziative diverse nel campo agricolo” del bilancio 2012».

Insomma con tempistica perfetta l'articolo di Raffaele Lorusso de la Repubblica ha coinciso con la messa in pagamento di euro 5mila euro a favore dell'associazione che ha organizzato il convegno sul cece nero tenutosi nel palazzo Miani-Perotti e la sagra Profumi e Sapori d'autunno. Una cosa è certa che da quando il termine crisi è iniziato a circolare negli ambienti della pubblica amministrazione a tutti i livelli, i contributi per cofinanziare o contribuire a realizzare un evento culturale, artistico e men che mai scientifico sono praticamente stati dirottati in gran quantità verso la dimensione territoriale: le sagre in effetti non si contano più e le piazze sono piene di commercianti felici di fare affari e amministratori compiaciuti di aver contribuito a realizzare quel che gli occhi registrano. La cultura è quindi diventata, ma già lo era, la cenerentola della programmazione, qualora se ne trovasse traccia. Una mostra d'una qualsiasi forma d'arte o un evento di dimensioni accettabili in cui non si mangia sta diventando il miraggio di molti, che pur di sfuggire al pensiero unico della valorizzazione del territorio emigrano quotidianamente in altre comuni neanche troppo lontani per parlare, godere, confrontarsi non davanti ad un piatto o un bicchiere, ma soltanto una tela o una fotografia o una scultura o un'installazione.

Chissà se riusciremo nuovamente a parlare... senza la bocca piena.

03.12.2012
V.S.

Sequestro di un immobile nella zona 2 del Parco dell'Alta Murgia


Dopo accurate indagini, i Comandi Stazione del Corpo Forestale dello Stato di Ruvo di Puglia e di Corato, in data 28 novembre hanno operato il sequestro di un immobile in corso di realizzazione,  in località “Boschigni” dell’agro di Corato (Ba), ricadente nella zona 2 del Parco Nazionale dell’Alta Murgia.

Gli accertamenti hanno acclarato che la nuova costruzione in realtà derivava dalla integrale demolizione e ricostruzione di una preesistente. I lavori erano corredati da una Segnalazione certificata di inizio attività (Scia) illegittima per la carenza a monte del rilascio dei titoli paesaggistico ambientali e in più inefficace per le mendaci asseverazioni sottoscritte in particolare dal tecnico incaricato che dichiara l’assenza di vincoli paesaggistico-ambientali nell’area in questione e altrettanto artatamente documentava l’intervento come di restauro conservativo non soggetto all’iter di autorizzazione paesaggistica/ambientale, il tutto per  approdare alla realizzazione di un manufatto diverso dal preesistente, con una maggiore cubatura, eludendo le relative procedure autorizzative con quella speditiva della Scia. 

Gli accertamenti condotti hanno esattamente inquadrato l’intervento rientrante tra quelli di ristrutturazione edilizia mediante demolizione e ricostruzione che portano ad un organismo diverso dal precedente per sagoma, prospetti e volume, ma in ogni caso che deve essere preceduto dal rilascio dei titoli paesaggistico-ambientali.

Di particolare gravità è apparso il comportamento del tecnico progettista che per celare l’aumento di volume ha abilmente documentato una situazione preesistente diversa dalla realtà.

Dopo l’esecuzione del sequestro preventivo si procederà a depositare alla Procura della Repubblica di Trani la relativa comunicazione di reato a carico del committente dei lavori, del progettista e direttore dei lavori e del costruttore.

(fonte Corpo Forestale dello Stato - Regione Puglia)

«Chiunque vinca le primarie dovrà decidere se vuole interloquire con noi o preferisce fare patti con i conservatori»: Antonio Di Pietro allunga una mano al vincitore delle primarie

«Noi dell’Italia dei Valori ci facciamo artefici, senza alcuna mira egemonica, con spirito di servizio nei confronti del Paese e del centrosinistra, di un percorso che porterà alla sintesi di tutte le correnti che si stanno muovendo in questa grande area. Raccogliamo volentieri l’appello lanciato ieri da Alba e dal cartello Cambiare si può al teatro Vittoria di Roma. Guardiamo con gradissimo interesse all’assemblea del Movimento Arancione, che si terrà il 12 dicembre. Sappiamo che ci sono importanti forze sociali che sperano nella nascita di un progetto politico anti-montiano deciso a governare e cambiare le cose, non solo a urlare e protestare.
Nella nostra assemblea del 15 dicembre, noi dell’Italia dei Valori ci mettiamo a disposizione per la nascita di questo progetto politico. Chiunque vinca le primarie di oggi (Bersani, ndr) dovrà decidere se vuole per interlocutore quest’area o preferisce fare patti con i conservatori. Da questo, più che da mille discorsi, si capirà se il Pd e Sel vogliono la continuità o la discontinuità con la disastrosa esperienza del governo Monti» (Antonio Di Pietro).

Queste sono le parole del presidente dell'Italia dei Valori che, alla luce della vittoria delle primarie del centro-sinistra del segretario del Partito Democratico Pierluigi Bersani, si attestano in un angolo, in attesa che Bersani e Vendola soprattutto decidano e rendano pubbliche le scelte: fare un accordo con l'Udc di Casini o guardare nettamente a sinistra, verso l'alternativa rappresentata da Rifondazione Comunista, Italia dei Valori, il movimento  politico si sinistra Alba (Alleanza Lavoro Beni comuni Ambiente) e da tutti quei soggetti che  si potrebbero vestire di arancione, vedi il sindaco di Napoli Luigi De Magistris; da ultimo è spuntato anche il nome, circolato a lungo, del procuratore aggiunto di Palermo Antonio Ingroia. Chissà.

Per il momento Bersani e il Pd non si esprimono; intanto il mondo dei delusi, i militanti, tantissimi, stanchi dei compromessi e tutti coloro che vedono a sinistra l'alternativa per uscire dalla crisi e rifondare una civiltà che si sta sfaldando sotto gli sguardi compiaciuti di molti politici e affaristi di lungo corso, aspettano con ansia la strategia da adottare. Il motto è Cambiare si può, tutti assieme per costruire un domani migliore in una società più giusta e solidale, che sappia guardare davvero alle sfide del terzo Millennio.

03.12.2012
Vito Stano

sabato 1 dicembre 2012

«Guardare a destra o a sinistra, Berlusconi o Bersani, se non ci diamo una mossa, non farà nessuna differenza. Occorre cambiare tutto»: Paolo Ferrero indica un'alternativa possibile per uscire dalla crisi

Primarie si, primarie no. Decisamente primarie no. Magari invece di scalpitare per il populismo di un centro-sinistra che  fa credere di voler cambiare tutto (pur rimanendo saldamente al fianco di Monti, con Pdl e Udc) sarebbe meglio impegnare alcune ore del nostro prezioso tempo a capirci qualcosa in più. I testi consigliabili sono tanti e tra questi Pigs! di Paolo Ferrero, edito da DeriveApprodi, con il quale il segretario di Rifondazione Comunista, già ministro del Welfare, cerca, e ci riesce bene, a spiegare perché oggi siamo dove siamo. Il sottotitolo è esplicativo La crisi spiegata a tutti. Questo sottotitolo potrà suonar banale a coloro i quali della crisi credono di sapere tutto e invece per quanto il bombardamento mediatico ha, dal 2007 ad oggi, letteralmente invaso le coscienze degli italiani, senza però rendere mai veramente comprensibile la genesi di tutto: quando e dove è iniziato tutto? Sono domande tanto semplici quanto cruciali: la storia dello spread che sale e scende ha reso tutto più difficile, in quanto, come sempre la cattiva informazione fa, anziché ridurre ai minimi termini, cioè invece di spiegare in un linguaggio comprensibile a tutti, cerca delle icone alle quali far riferimento, togliendo la possibilità a tutti di capire davvero. Perché se è vero che qualche nozione di economia sarebbe opportuna avercela, è vero anche che non occorre essere scienziati per comprendere dove, chi, come, perché tutto è cominciato. Da queste domande inizierà un viaggio a ritroso all'origine dei problemi, per poi arrivare alle possibili soluzioni proposte da un politico posizionato al di fuori dei capannelli parlamentari e governativi che dal novembre 2011 stanno tutti assieme appassionatamente decidendo quale strada è giusta per uscire dalla crisi.

La crisi è scoppiata nel 2007 negli Stati Uniti d'America, ma la sua genesi va ricercata nelle politiche che da anni vengono perseguite e realizzate a tutti i livelli: per esempio la decisione di abrogare la distinzione tra banche commerciali e banche d'investimento (legge Glass-Steagall) da parte del governo americano (amministrazione Clinton 2007) ha reso possibile che gli istituti bancari potessero fare speculazione finanziaria con i risparmi privati. A questo c'è da aggiungere che negli Usa sono sempre stati finanziati i consumi con la vendita a rate e con il rilascio di carta di credito anche a quei soggetti che non avevano garanzie economiche. Questa possibilità di cui il ceto lavoratore ha goduto, in realtà - spiega Ferrero - è stata necessaria perché dagli anni Ottanta il totale dei salari ha subito un tracollo a favore del profitto. In pratica dagli anni Ottanta ad oggi la forbice tra coloro che hanno così tanto denaro da non sapere cosa farsene e coloro che stentano ad arrivare a fine mese pur lavorando si è divaricata in tutti i grandi paesi industrializzati: «il crollo salariale della quota salariale è compreso tra il -6,2% degli Stati Uniti e il 17,4% del Giappone (...). Per quanto riguarda l'Italia, una ricerca della Banca dei Regolamenti Internazionali pubblicata nel 2007 ha evidenziato che dal 1983 al 2005 i lavoratori hanno perso 8 punti percentuali di reddito, mentre i profitti sono cresciuti nella stessa proporzione» (Vladimiro Giacché, Titanic Europa, 2012). 

Questi dati percentuali rendono l'idea di quello che è accaduto: il denaro è andato via dalle tasche dei lavoratori e non si è volatilizzato, si è semplicemente spostato. Dove? Facile chi già aveva tanto ha accumulato ancora di più. La crisi, come un sindacalista di lungo corso mi ricordò tempo fa, per i lavoratori c'è sempre stata: nel senso che i lavoratori per ricevere reddito dovevano prestare l'opera lavorativa. Dunque cosa è cambiato? È successo che banalmente i governanti di quasi tutti i paesi del mondo hanno dichiarato all'unisono che la crisi è frutto della eccessiva spesa pubblica (il tanto caro e sudato stato sociale europeo), dell'aver vissuto al di sopra delle condizioni, dello sciupio. 

Allora è bene a questo punto chiedersi cosa di così straordinario la classe operaia, concetto chiave dell'analisi comunista, ha fatto in questi anni. Quali lussi si è concesso l'operaio o l'impiegato? E il precario? E il disoccupato e il pensionato? Magari ha acquistato per sfizio una barca o un'auto di grossa cilindrata? Ebbene le risposte a queste banalissime domande potranno aiutare il lettore-cittadino a capire meglio che la crisi, e ancor più la strada scelta per uscirne, è frutto di scelte deliberate volte a smontare i pilastri dello stato sociale, a realizzare una massa di lavoratori sfruttabili e ricattabili, grazie alla possibilità che hanno i detentori del capitale di esportarlo ovunque possa essere più vantaggioso investirlo (Paolo Ferrero). La globalizzazione (e la struttura istituzionale dell'Unione Europea) ha dato la possibilità di far viaggiare i capitali, ma non ha permesso alle persone (tranne ai cittadini dei paesi ricchi) di spostarsi liberamente, basti pensare all'invenzione giuridica del clandestino. Dunque i capitali possono essere spostati dove renderanno di più e le persone invece per spostarsi, magari alla ricerca di un futuro migliore, possono farlo soltanto se sono cittadini europei o americani o di altri pochi paesi o a condizioni scarsamente praticabili. 

Quindi le banche (che investono i risparmi dei contribuenti in spericolate manovre finanziarie), i consumi a credito che fanno sentire benestante anche i meno abbienti, fino a quando (com'è successo negli Usa) vengono a toglierti tutto iniziando dalla casa e poi oltre alle politiche che hanno portato i cittadini a diventare folli consumatori c'è la volontà - secondo Ferrero - di ridurre la condizione umana anziché fare di tutto per estendere i diritti a quanti ancora non ne hanno. Le vie d'uscite, in sintesi, sono individuabili in un'inversione delle politiche, frutto del cambiamento radicale dell'idea di sviluppo: fiscal compact, pareggio di bilancio in Costituzione, tagli alla spesa pubblica (sanità, istruzione, servizi sociali), giusto per fare qualche esempio che Paolo Ferrero porta tra i tanti, questi sono nodi cruciali che devono essere ribaltati. Occorre - sentenzia Ferrero in chiusura del volume - investire in spesa pubblica, riprodurre un nuovo New Deal, che guardi alla riconversione verde dell'apparato industriale, puntare sull'efficientamento energetico del paese, investire nella scuola nell'università e nella ricerca, recuperare in agricoltura le buone pratiche e allontanare l'idea degli Ogm. E ancora rigettare questa idea d'Europa e i trattati su cui si fonda per costruirne una nuova, democratica e federale, che sappia guardare al futuro di un continente da sempre al centro delle dinamiche mondiali. Ma intanto che il meccanismo si metta in moto, è bene prendere consapevolezza che questi governanti (Monti, Berlusconi, Casini, Bersani, giusto per fare qualche nome) stanno firmando (o meglio, lo hanno già fatto) un'ipoteca a nome del popolo italiano, nel nostro caso. Agli italiani e alle italiane il dovere civile di capire i perché della situazione che stiamo vivendo (in quanto è evidente che nessuno avrà interesse a spiegarli) e prendere i provvedimenti più opportuni: il giudice Paolo Borsellino disse in vita «la rivoluzione si fa nelle urne». 

Dunque primarie o no, smettiamo i panni degli infanti affascinati dalle belle parole (se non fosse chiaro, penso al poeta-presidente Nichi Vendola) perché il governo Monti (d'accordo in Europa con la Merkel, Draghi e altri super-titolati Commissari e burocrati europei) ha già tracciato una via e «guardare a destra o a sinistra, Berlusconi o Bersani, se non ci diamo una mossa non farà nessuna differenza. Occorre cambiare tutto» (Paolo Ferrero).

01.12.2012
Vito Stano

Riapre il cinema Vittoria. L'amministrazione sostiene l'iniziativa

Donato Cosmo, gestore, e Giacomina Giustino, proprietaria - Foto Archivio Vito Stano
Il cinema Vittoria riaprirà la settimana che precede le festività natalizie, questa è la bella notizia che il nuovo gestore Donato Cosmo e la proprietaria della struttura Giacomina Giustino hanno reso pubblica stamattina in una conferenza stampa.

Il cinema conserverà lo stesso nome, ma subirà delle modifiche anche di carattere strutturale (cambio delle poltroncine, proiettore digitale, bar interno) nel corso della gestione. Intanto l'amministrazione comunale ha contribuito, come già nelle passate stagioni, con 5mila euro alla gestione: il nuovo gestore garantirà gratuitamente all'ente in cambio la possibilità di utilizzare la sala per incontri pubblici. La novità è che la nuova gestione ha intenzione di valorizzare la struttura e renderla fruibile anche per eventi live (presentazione di libri, dibattiti) anche a soggetti privati in cambio di un corrispettivo economico congruo e di offrire anche spettacoli pomeridiani.

I capisaldi della gestione Cosmo saranno: fidelizzare gli utenti con rassegne di film d'essai, avvicinare il mondo scolastico al cinema, offrire pellicole recenti, utilizzare internet per prenotare i posti in sala. Insomma un servizio dal sapore contemporaneo, perché se è vero che la comodità di avere il cinema sul territorio può fare la differenza, è anche vero che il servizio nella sua globalità deve essere all'altezza del costo del biglietto. Costo che sarà comunque concorrenziale, attestandosi a cinque euro circa; nel frattempo il gestore ha anche proposto formule abbonamento per agevolare la clientela.

01.12.2012
Vito Stano 

venerdì 30 novembre 2012

Il mare di Torre Guaceto a rischio: la denuncia del Wwf


La Regione autorizza lo scarico del depuratore nell’Area Marina Protetta e Oasi WWF. Pronto il ricorso dell’Associazione se dovesse essere attivato il provvedimento

La proposta WWF: usare i 3 milioni di euro assegnati dal CIPE per allungare il percorso della condotta di scarico, mai entrata in funzione, e deviarla lontano dall’Oasi WWF
  
Spiaggia di Torre Guaceto - Foto google.com
Il mare di Torre Guaceto, Area Marina Protetta e storica Oasi WWF in Puglia, potrebbe essere compromesso dagli scarichi del depuratore di Carovigno nel vicino Canal Reale. A deciderlo la Regione Puglia che ha autorizzato l’Acquedotto Pugliese ad effettuare lo scarico (Determinazione Dirigenziale della Regione Puglia, Servizio Tutela delle Acque,  n.163 del 23 novembre), dopo aver ‘scippato’ alla Provincia di Brindisi, con una legge regionale ad hoc (L.R. 18/2012),  la competenza su tale decisione su cui la Provincia non era d’accordo. Una decisione che, oltre a rovinare un ecosistema prezioso e un paesaggio paradisiaco, comprometterebbe uno dei più emblematici esempi di pesca sostenibile, in grado di coniugare il rispetto degli habitat naturali e dell’economia locale grazie al coinvolgimento dei pescatori e delle comunità locali. Per questo il WWF non esiterà a presentare ricorso nei confronti di questo provvedimento e a denunciare il tutto alla Procura della Repubblica per inquinamento del mare, tra l’altro all’interno di aree marine protette, nel caso dovesse partire lo scarico, la cui attivazione è prevista entro il prossimo 20 dicembre.

“La Regione Puglia, con questo atto, mostra l’incapacità di programmare gli interventi di gestione delle acque e di pianificare le opere pubbliche. La Deliberazione CIPE 60/2012 assegna 3 milioni di € di risorse per la realizzazione e la rifunzionalizzazione della condotta già presente e mai entrata in funzione. Perché non si rende più funzionale questa condotta? 
Da mesi il WWF propone di allungarne il percorso, in maniera di far sfociare al largo (fuori dall’Area Marina Protetta e dal SIC Posidonieto) le acque reflue.”


“La proposta complementare è quella di evitare di ‘gettare’ le acque dolci in mare, ma riutilizzarle in agricoltura, specie nel periodo estivo in cui i campi hanno necessità irrigua per gli ortaggi coltivati e penuria di piogge. In questo modo eviteremmo di far accumulare ulteriore liquami in Canale Reale, come già constatato dal Consorzio di Gestione di Torre Guaceto nelle scorse settimane, a seguito di lavori di miglioramento dei chiari d’acqua a scopo naturalistico”.


“È bene precisare, inoltre, che la competenza del parere in questione era in capo alla Provincia di Brindisiche, grazie a disparati interventi del presidente Ferrarese, si era mostrata contraria allo scarico a Torre Guaceto. Con la legge regionale (L.R. 18/2012) la Regione si attribuisce  il compito di autorizzare detti scarichi fognari”.

“Il WWF, associandosi ai pareri negativi già espressi da Ministero dell’Ambiente (di concerto col Consorzio di Gestione), Provincia di Brindisi, ARPA Puglia, Capitaneria di Porto di Brindisi, annuncia che presenterà ricorso a tale decisione atto e auspica che i soggetti preposti alla tutela del territorio facciano lo stesso.

Le affermazioni di attivazione dello scarico entro il 20 dicembre 2012 da parte dell’Assessore Amati che sbandierano un’azione meritevole a favore del territorio, per il WWF suonano come un campanello d’allarme. Se si attiverà lo scarico, il WWF denuncerà il tutto alla Procura della Repubblica per inquinamento del mare, tra l’altro all’interno di aree marine protette”.

Roma, 30 novembre 2012
Ufficio Stampa WWF Italia, Tel.06 84497 265/213; 02 83133233

Stasera la rassegna Parole nel Mondo dedicata a Cesare Colafemmina


È  dedicata a Cesare Colafemmina e spazio anche alla lettura di un inedito della scrittrice ebrea sopravvissuta ai campi di concentramento nazisti, Elisa Springer, l'edizione 2012 della rassegna di poesia “Parole nel Mondo”.

L’appuntamento è per domani, 30 novembre, dalle 19,00 nella caffetteria Il Principe nel cuore di piazza Moro, il largo più suggestivo della città.

L’evento, che raccoglie poeti vicini e lontani, è organizzato dalla scrittrice Aurelia Iurilli e dalla giornalista cassanese de la Gazzetta del Mezzogiorno, Francesca Marsico e promosso dalla casa editrice Messaggi Edizioni.

Tante le novità: dalla scelta del mese di novembre, differente dal solito periodo designato per tradizione in estate, alla presentazione di un volume che sarà presentato in occasione di “Parole nel mondo”.

La spiegazione della scelta di novembre non è casuale, Francesca Marsico nella lettera-invito ai poeti scrive: «Novembre, sovente è considerato in modo superficiale un mese morto sia sotto l’aspetto religioso sia nella convinzione che in questo periodo si tende ad essere letargici di idee e iniziative culturali. Noi, sfatiamo questo cliché con il nostro spirito fuori dagli schemi».

Per la seconda novità, la pubblicazione di tutte le opere presentate durante la serata, l’organizzatrice scrive: «Una scelta coraggiosa dettata dalla consapevolezza che, negli anni, “Parole nel Mondo” non è solo un momento in cui si assaporano i versi poetici e si dà spazio alle emozioni, ma è anche un appuntamento che ha creato cloni sparsi per la Puglia».

giovedì 29 novembre 2012

“Se questa è cattiva amministrazione, io sono contento di farla”: l’assessore al Bilancio Franco Antelmi ironizza sulle accuse rivoltegli dalle minoranze - Intanto l'assestamento di bilancio passa


L'assessore al Bilancio Franco Antelmi - Foto Archivio Vito Stano
Un rendiconto accurato dell’assessore al Bilancio Franco Antelmi ha dato l’avvio alla discussione sull’assestamento di bilancio, su cui è intervenuto il capogruppo di minoranza Arganese dicendo che “non c’è stata programmazione”, si è affrontata solo l’urgenza. La sindaco ha replicato, anticipando l’assessore Antelmi, criticando la visione proposta, adducendo che la programmazione è difficile a causa dei tagli statali e poi ha aggiunto “bisogna dialogare tra le parti, non amministriamo più l’orticello”, tendendo in modo conciliante, come le è proprio, una mano alle minoranze.

Il capogruppo di Nid Teodoro Santorsola ha chiesto più volte la situazione relativa all’evasione ed elusione fiscale: la dirigente di settore, dottoressa Liguilli, ha confermato le parole dell’assessore al ramo, dichiarando che sono partiti gli avvisi di accertamento (un numero elevatissimo, alcune centinaia) già a settembre; non si conosce ne la quantità esatta ne l’importo approssimativo.

Ma i fuochi d’artificio, come sempre, sono partiti dai banchi dell’opposizione e il fuochista Santorsola ha bombardato i padiglioni auricolari degli astanti analizzando nel dettaglio le voci di bilancio interessate dell’assestamento: ufficio tecnico privato di risorse economiche, seppur il dirigente di settore pare si lamenti di essere già oberato; maggiori costi per la pubblica illuminazione; il costo del conferimento in discarica dei rifiuti è aumentato del 98%, passando da 46mila euro a 91mila euro. La gestione dei rifiuti ha effettivamente subito un calo, seppur non significativo rispetto al passato, in questi anni nella raccolta differenziata, arrivata al 4,6% (ultimo dato di agosto 2012).

Santorsola accetta la mano tesa della prima cittadina e tende a sua volta la mano dichiarando di votare a favore il provvedimento sull'estinzione di un mutuo 92mila euro, "l'avremmo fatto anche noi" chiosa il già vice sindaco.

29.11.2012
Vito Stano

Minoranze all'attacco su trasparenza degli atti, rifiuti, verde pubblico e tasse


Sindaco di Cassano delle Murge Maria Pia Di Medio e presidente del Consiglio 
comunale Ignazio Zullo - Foto Archivio Vito Stano
Numerose interpellanze e interrogazioni hanno impegnato il consiglio comunale, tante le richieste delle opposizioni: la situazione in via Chimienti resta irrisolta, a causa della volontà dell’Acquedotto pugliese di non provvedere ai lavori di ripristino delle basole di pietra; aspre le critiche del consigliere Teodoro Santorsola di NuovaIdeaDomani. Su questo la sindaco Maria Pia Di Medio ha dichiarato la volontà dell’ente di procedere ai lavori necessari per avvalersi successivamente sull’Aqp. La completezza dei documenti per i consiglieri è stata nuovamente tirata in ballo da una nota scritta dall’ingegnere comunale Domenico Petruzzelli (riferita al provvedimento relativo alla Protezione idraulica dell’abitato votato dalla maggioranza con astensione dell’assessore Angelo Giustino e l’abbandono dell’aula da parte delle minoranze) e letta dal presidente del Consiglio comunale Ignazio Zullo; su questa vicenda Zullo ha proposto un consiglio monotematico.

Rifiuti e tempistica: l’assessore alla Tutela dell’Ambiente Carmelo Briano, interrogato sulla questione, ha dichiarato che entro la prima settimana di dicembre sarà firmato il contratto con l’Ati Tradeco-Murgia Servizi Ecologici, ma il servizio nella sua globalità partirà per step e per zone del paese. La consigliera Domenica Busto ha denunciato la situazione del verde pubblico cittadino che risulta a suo avviso palesemente abbandonato a causa della mancanza totale di programmazione. Il capogruppo di ViviCassano-Pd Quirico Arganese ha invece interrogato l’assessore al Bilancio Franco Antelmi sulle aliquote Imu, per applicare le quali occorre fare tempestivamente un monitoraggio delle abitazioni, al fine di non far trovare l’ente impreparato quando arriveranno le cartelle di riscossione. Ancora Arganese ha chiesto numi sulla nuova tariffa dei rifiuti solidi urbani (Tares) conferiti: il consigliere del Pd ha sollecitato la maggioranza a non perdere tempo sulla redazione di un regolamento comunale, perché la legge nazionale è già chiara.

29.11.2012
Vito Stano

“Benedetto vive i morti siete voi!”: il corteo antifascista nel 35esimo anniversario dell’assassinio di Benedetto Petrone


Un momento della manifestazione antifascista - Foto Santina Santorsola
Il 28 novembre è sempre stata una data sentita dal popolo barese, soprattutto dagli antifascisti e dagli abitanti di Bari Vecchia. È l’anniversario della brutale morte che trentacinque anni fa colpì il compagno Benedetto Petrone, giovane attivista antifascista, morto dissanguato in piazza Prefettura, a causa di una pugnalata inferta da un militante del Movimento Sociale Italiano. Benedetto era nato e vissuto a Bari Vecchia, ben voluto da tutti, negli anni Settanta aveva intrapreso una lotta contro la costruzione dell’attuale Cep che avrebbe portato allo spopolamento del borgo vecchio trasportando, come oggetti, il ceto popolare dal centro alla periferia della città, come ricordava ieri un compagno dell’Anpi.

Anche quest’anno è stato organizzato un corteo per ricordare il compagno Benny ma, rispetto agli anni passati, è stato un corteo molto più sentito e partecipato. Erano presenti non solo le forze antifasciste baresi ma sono arrivati compagni e compagne da tutta la Puglia. Il tema della manifestazione è stato sicuramente quello della memoria ma il corteo si apriva con uno striscione che incitava alla liberazione del compagno Lorenzo, costretto agli arresti domiciliari dal 3 novembre scorso, con l’accusa di rissa aggravata. Infatti, il primo fine settimana di novembre, la violenza fascista ha colpito alcuni compagni che sono stati individuati all’interno di un locale in piazza Mercantile da quella che può essere definita una vera e propria squadraccia fascista. I sette fascisti, appartenenti all’area degli Apulia Skinhead, sono entrati nel locale verso le tre del mattino, armati di cinte e mazze, hanno iniziato a picchiare i compagni che si son dovuti difendere, una ragazza di 23 anni è stata raggiunta da una cinghiata in pieno viso, quindici punti di sutura. Questo avvenimento ha fatto sì che il giorno del 28 novembre fosse sentito da tutti come un giorno di unione tra tutte le forze antifasciste pugliesi per rispondere ad una violenza brutale e ingiustificata, la stessa che il 28 novembre 1977 colpì Benedetto.

Il corteo si è raccolto in piazza Umberto I, ha inondato le strade di Bari ed è entrato nelle piccole vie del borgo antico catturando le attenzioni degli abitanti che hanno osservato stupiti il lungo serpente che sfilava. La rabbia per una violenza ingiustificata, 35 anni fa come ora, ha spinto i manifestanti a continuare il corteo anche sotto una fitta pioggia. La manifestazione è terminata verso le 20,30, a seguito di numerosi interventi, tra cui la lettura di un commovente scritto di Lorenzo.

Oggi come ieri la violenza fascista non deve passare. Benedetto come Carlo, Stefano, Dux e tutti gli altri morti vittime di una violenza fascista vivono nelle nostre lotte. No pasaran!

29.11.2012
Santina Santorsola