giovedì 13 settembre 2012

Vendola in Fiera al salone di Agrimed

Il presidente della regione Puglia in visita alla Fiera del Levante ha partecipato ai lavori di un seminario nel salone di Agrimed. I temi trattati hanno spaziato dalla necessità del marchio Prodotti di Puglia per valorizzare e difendere le nostre eccellenze agroalimentari, all'urgenza di considerare il fattore lavoro quale nodo non secondario anzi, di valorizzarlo, contribuendo a restituire al prodotto il sapore della "libertà".


12.09.2012
di Vito Stano 

martedì 11 settembre 2012

Multifunzionalità del sistema agricolo per uscire dalla crisi - Se n'è parlato alla Fiera del Levante

Professor Simone Vieri - Foto Vito stano
La crisi economico-finanziaria che dal 2008 sta spazzando tutto e tutti non ha risparmiato i ventisette Paesi europei anzi, il vecchio continente sta attraversando una fase recessiva che non accenna a concludersi. Il 2012 però è anche il cinquantesimo anniversario dell'inizio della politica agricola comunitaria (Pac). Questo importante appuntamento è celebrato con seminari tematici presso il salone Agrimed della 76esima Fiera del Levante di Bari. 

La giornata di oggi è stata l'occasione per parlare di multifunzionalità, "questo concetto - come precisa il professor Simone Vieri della Facoltà di Economia dell'Università "La Sapienza" di Roma, è il canale attraverso cui l'Unione Europea continua a sostenere il settore agricolo, la cui produzione dopo la regolamentazione del 1994 non può più essere sostenuta". In effetti recentemente gli orientamenti europei conducono il dibattito su un piano integrato, che assimila produzione di qualità, cultura agricola e sostenibilità ambientale. Di questo si è parlato durante il seminario "Multifunzionalità: i recenti orientamenti europei in materia di politiche per la qualità, il territorio e la sostenibilità ambientale", organizzato dagli uffici Europe Direct della Puglia, di Reggio Emilia, di Forlì, del Trentino, del Veneto e dell'Umbria. Dunque la multifunzionalità che sembra una nuovissima forma di concepire il lavoro agricolo, "in realtà - continua Vieri - è un ritorno al passato, quando la teoria della multifunzionalità era applicata quotidianamente". 

Successivamente le decisioni politiche e in particolare "la pianificazione urbana del passato - ha affermato Fabio Lazzari, ricercatore presso il Dipartimento di Scienze agro-ambientali e territoriali dell'Università di Bari - ha reso il territorio agro-forestale marginale o, per meglio dire, extraurbano. Un esempio è il territorio della Valle d'Itria, in Puglia". Lazzari su questo punto ha fatto cenno al Piano paesaggistico territoriale regionale (Pptr) varato recentemente in Puglia e articolato in cinque progetti territoriali di rilevanza strategica. 

da sinistra Antonio Barile, Simone Vieri, Enzo Lavarra
Foto Vito Stano 
Partendo dalla riorganizzazione strategica in corso la prospettiva sembra quella di una nuova centralità delle aree agricole, con un contestuale ritorno sulla scena pubblica di un settore e dei suoi protagonisti per troppo tempo relegati al margine. E proprio della necessità di restituire al mondo agricolo la dignità negata per decenni ha parlato Enzo Lavarra, tra i massimi esperti italiani di politiche agroalimentari e già europarlamentare. Il suo intervento è seguito alla discussione del tema di un'altro seminario dal titolo: "Il paesaggio degli oliveti monumentali di Puglia, patrimonio dell'umanità". Lavarra ha concluso affermando "che gli olivi monumentali di Puglia devono essere considerati dei monumenti vegetali, al pari delle sequoie americane", soltanto in questo modo il peso della tutela potrà non ricadere soltanto sui produttori olivicoli già oberati dalle difficoltà del mercato. "Gli olivi monumentali devono obbligatoriamente essere trattati - ha continuato Lavarra - alla stregua di un bene comune e pertanto deve essere la collettività a farsi carico in parte della tutela e della valorizzazione". 

Inoltre in questo secondo seminario è ritornato prepotente il concetto della multifunzionalità in netta opposizione al modo di pensare l'agricoltura degli ultimi decenni. Occorre integrare i saperi per farne la cartolina perfetta da spedire in tutto il mondo: qualità delle produzioni, bellezza del paesaggio, tutela ambientale e cultura agricola devono essere le peculiarità di un mondo, quello agricolo, che deve diventare sempre più la bandiera del nostro Paese. E proprio pensando in quest'ottica i "monumentali di Puglia devono - secondo Gianfranco Ciola, direttore del Parco delle Dune costiere - essere diversamente tutelati, poiché la legge regionale pugliese ha stretto eccessivamente le maglie, rendendo difficile la convivenza tra tutela e produzione". Il dottor Ciola insiste sul fatto che andrebbero etichettati come monumentali soltanto gli ulivi secolari e non tutto l'uliveto. Su questa linea di pensiero al tavolo dei relatori non sono emerse divergenze. In più ciò che è emerso dalla discussione è l'urgenza di tracciare in modo inequivocabile l'origine dell'olio prodotto da ulivo monumentale, poiché ciò inciderebbe non poco sulla commerciabilità del prodotto e sulla sua appetibilità. 

I seminari per parlare di politiche agricole proseguono fino al giorno 16 settembre, domani si parlerà di "strumenti finanziari europei a gestione per la Pac e l'ambiente", di "strategie di formazione e informazione per la tutela della sicurezza dei lavoratori agricoli e dei cittadini esposti ai trattamenti fitosanitari" e in conclusione di giornata sarà proiettato il film documentario "Europa in Campo: 50 anni di Pac". 

11.09.2012
Vito Stano 


L'innovazione e l'Arti alla 76^ Fiera del Levante


Dall’8 al 16 settembre Bari ospita la 76^ edizione della Fiera del Levante, il tradizionale appuntamento che mira a favorire il processo di internazionalizzazione dell'economia meridionaleAnche l’ARTI è presente all’evento fieristico, con un proprio spazio espositivo all’interno del padiglione della Regione Puglia (pad. n.152) dedicato quest’anno a Porta Futuro, il nuovo progetto regionale finalizzato all’implementazione dei servizi all’impiego e alla diffusione della conoscenza delle attività formative messe in campo dalla Regione.


In particolare, giovedì 13 settembre (ore 10.30-12.30), nella sala stampa del padiglione della Regione si terrà Start up in Puglia! Progetto, realizzo e faccio funzionare un’impresa innovativa con il sostegno della Regione Puglia, un talk show in cui vengono illustrate e commentate storie di start up diventate esempi di autoimprenditorialità di successo, anche grazie ai finanziamenti regionali. 


Al talk show prendono parte Giuliana Trisorio Liuzzi, presidente dell’ARTI, Loredana Capone, vicepresidente e assessore regionale allo Sviluppo Economico e Antonella Bisceglia, direttore regionale dell’Area Politiche per lo Sviluppo Economico, l’Innovazione e il Lavoro, AndreaVernaleone, vice direttore generale Puglia Sviluppo spa, a cui spetta il compito di descrivere il supporto offerto dalla Regione Puglia a sostegno delle start up e delle imprese innovative.


Attraverso il racconto della propria personale esperienza, Umberto Galietti, presidente della spin off DES e Alessandro Deodati, socio fondatore Nitens, illustrano difficoltà ed errori da evitare a chi desidera avviare un’attività imprenditoriale.

Infine, in rappresentanza delle start up che hanno beneficiato dei finanziamenti dell’avviso “Aiuti alle PMI innovative di nuova costituzione” e dell’avviso “Aiuti alle PMI innovative operative”, sono presenti rispettivamente Roberto Bianco, di Enginia srl e Christian Demitri, responsabile scientifico di Gelesis srl.

Nel corso della Fiera, sarà inoltre possibile ricevere chiarimenti relativi all’iniziativa gestita dall’ARTI Laboratori dal Basso, un'azione sperimentale di apprendimento collaborativo che mira a consolidare le competenze dei giovani che stanno realizzando o intendono realizzare.

(fonte www.arti.puglia.it

Istituito un nuovo Sito di Importanza Comunitaria a Spinazzola


Riceviamo e pubblichiamo

Fiocco verde per la Puglia: questa estate è nata una nuova area protetta, il SIC Valloni di Spinazzola, che andrà a incrementare la rete NATURA 2000.
Simbolo di questa nuova area protetta è la Salamandrina terdigitata, un piccolo anfibio endemico dell’Italia meridionale e di elevatissimo interesse conservazionistico. Il Presidente del WWF Puglia Leonardo Lorusso annuncia con grande soddisfazione il risultato della sinergia di associazioni ambientaliste ed enti pubblici: “I soci del WWF, in collaborazione con gli esperti della Societas Herpetologica Italica hanno studiato un autentico scrigno di biodiversità, nel comune di Spinazzola, ai confini con la Basilicata. La cosa più straordinaria è che si è attivato un processo bottom-up: i cittadini hanno segnalato, circostanziando con scientificità i luoghi meritevoli di tutela. La Regione Puglia ha validato e avviato l’iter di istituzione di un nuovo sito di interesse comunitario”.
Salamandrina
È bene evidenziare come il tutto sia stato realizzato in brevissimo tempo (le missive del WWF e dell’SHI risalgono al dicembre 2011), grazie alla tempestività di tutti, per la conservazione del patrimonio naturalistico.
Desideriamo ringraziare, in particolare, tutti i volontari che garantiscono quotidianamente la salvaguardia di questo autentico paradiso pugliese, nonché l’assessore alla Qualità del Territorio Angela Barbanente e la dirigente dell’Ufficio Parchi e RR.NN. della regione Puglia Francesca Pace per aver tempestivamente avviato il procedimento di istituzione del SIC.
Nella provincia di Barletta – Andria – Trani  ci sono anche zone costiere di elevato pregio ambientale, frequentate dalla fauna migratoria e caratterizzate dalla notevole biodiversità – ricorda Mauro Sasso, vice presidente del WWF Puglia. Occorre iniziare la stessa procedura seguita per il SIC Valloni di Spinazzola affinché le bellezze delle zone umide di Pantano Ripalta a Bisceglie e Boccadoro Ariscianne a Trani siano tutelate e protette. A tale scopo stiamo intensificando i contatti con le istituzioni e le comunità locali”.
WWF PUGLIA
Strada dei Dottula 1 – 70122 Bari

lunedì 10 settembre 2012

Tra conservazione dell'esistente e rendite di posizione si concludono le interviste 2012

Le differenze quando dovrebbero esserci non ci sono e quando non dovrebbero esserci ci sono. Tutto e il contrario di tutto. L'ultima serata del ciclo delle "interviste di rilievo", molto partecipata, è un pò la rappresentazione allo specchio di questo concetto: Raffaele Fitto e Nicola Latorre, rispettivamente già ministro dell'ultimo governo di destra e senatore del partito democratico, ospiti di grido del consigliere regionale pidiellino Ignazio Zullo "non marcano le differenze" e cercano "assonanze". Ebbene dopo anni a marcare il territorio dicendo e adducendo tutto ciò che era udibile gli schieramenti si fondono e i rispettivi rappresentanti parlano la stessa lingua. Ma perché, si chiede il "popolo sovrano"? O forse sarebbe giusto chiedersi perché adesso? Qualche malizioso pensa che adesso come non mai tutti, o quasi tutti, devono remare dalla stessa parte semplicemente per non scomparire, Semplicemente perché il verdetto di vent'anni di politica è stato depositato: coloro che hanno retto la seconda Repubblica hanno fallito. E adesso che le leccornie sono finite, o meglio stanno finendo, nessuno ha intenzione di lasciare la tovaglia. E allora invece di continuare a tirarla da tutti i lati e marcare le differenze, stanno trovando, e ce ne sono certamente, i motivi che li accomunano per salvare la tovaglia e quel poco che ancora rimane. Quello stesso popolo sovrano, che a volte la Storia ha consegnato a ruolo di protagonista e troppe volte ha relegato a ruolo di gregario, oggi dovrebbe ribellarsi a questo stato di cose e non accettare che coloro che guerreggiavano ieri oggi guidano gaudenti il carretto del Paese, in barba alle differenze ideologiche che devono esserci, altrimenti che si fondessero in un'unicum innominabile, ma ben identificabile. Cassano, del resto, ha anticipato già diversi anni fa quello che a Roma hanno pensato di fare soltanto ai nostri giorni. La Storia insegna che durante le emergenze le differenze non si accentuano, ma certamente non svaniscono. Le idee non possono subire la dittatura dei numeri.

10.09.2012
Vito Stano

Aberratio ictus - Margherita Ragno espone alla CoArt gallery a Corato


La giovane età non stupisce più, dopo la partecipazione alla Biennale d'Arte di Venezia Margherita Ragno potremo incontrarla a Corato presso CoArt gallery fino al 30 settembre. Sui suoi lavori le critiche sono tante ed entusiasmanti e l'esposizione inaugurata l'otto settembre non lascerà spazio al dubbio. 

"Aberratio ictus” è il titolo della mostra, curata da Alexander Larrarte, e come sempre i soggetti saranno sessualmente dirompenti, motivo per cui ai minori di quattordici anni è vietato ammirare le opere. 

Di lei e delle sue visioni molti hanno parlato, qualcuno ha gridato allo scandalo, altri hanno scritto: “Sottratta ai processi culturali di oggettivazione, la forma corporea si riappropria della sua integrale consistenza, recuperando quei dettagli rappresentativi che il pensiero visivo comune relega normalmente nel sottobosco concettuale del non-lecito. Un autentico e radicale naturalismo  - scrive Giuliana Schiavone - che alla resa accurata della verità fisica fa corrispondere quella della dimensione interiore. L'arbitrio creativo dell'artista isola e registra le personalità multiple e aberranti della commedia umana del contemporaneo, e in tale operazione narrativa, kore disinvolte, dalla carnalità morbida e pronunciata ostentano i segni del tempo, ridondanti di cedimenti cutanei e difetti, in un racconto autobiografico che destabilizza e al contempo seduce lo spettatore. 
Pastello su carta 140x100 cm
Tale meccanismo - continua - mette in luce il conflitto esistente tra ideale e reale, rivelando l'inconsistenza dei paradigmi estetici dominanti, obbligandoci a prendere coscienza del ruolo della carnalità all'interno dell'esistenza umana. Dal momento in cui, poi, non è solo la presenza dell'elemento sessuale ad agire come fattore straniante, ma la stessa modalità rappresentativa, tesa ad "an-estetizzare" il corpo, privandolo d'ogni valore esornativo, siamo spinti a interrogarci criticamente sulla relazione vigente tra forma mentis/forma corporis, e sulla possibilità che un'onesta rappresentazione realistica, sia ancora passibile ad essere percepita, come insidia visiva e morale. Nella felice e febbricitante epoca del libero mercato delle immagini”.

Margherita Ragno tratteggia coi suoi pastelli ciò che la maggior parte delle persone tiene relegato nell’oblio. La vergogna di se a confronto con l’iconografia vigente perde ogni ragion d’essere, per far largo alla presa di coscienza e alla successiva voglia di mostrare la verità.

10.09.2012
Vito Stano 

domenica 9 settembre 2012

Fitto e Latorre chiudono le interviste di rilievo 2012

Dopo la spending review, le politiche giovanili e le politiche agricole della regione Puglia, il tema della quarta e ultima serata delle interviste di rilievo sarà "Marcare le differenze o valorizzare le assonanze?". A sottoporsi alle interviste saranno gli onorevoli Nicola Latorre e Raffaele Fitto. Gli amministratori cassanesi dialogheranno con i due politici pugliesi del difficile momento che il Paese attraversa.

"Momento che spinge a chiederci - scrive l'organizzatore Ignazio Zullo - se in politica è più opportuno dividersi etichettandosi con una sigla, un colore e continuare nel battibecco, nella contesa o se è più utile per la collettività che i politici ricerchino quei punti di intesa per trovare soluzioni idonee ai gravissimi problemi della gente". 

Su questi punti sentiremo il pensiero di due big della politica nazionale durante l'ultimo appuntamento a Cassano delle Murge domenica sera 9 settembre alle 19.30 in piazza Aldo Moro. 

09.09.2012
V.S.


Lacrime di Pietra - Mostra fotografica a Gravina


S’inaugura domani 9 settembre alle 19 presso il teatro Mastrogiacomo di Gravina in Puglia la mostra fotografica "Lacrime di Pietra - C'eravamo tanto amati", organizzata dall’associazione culturale UnderGrà.
L'iniziativa presenta circa 50 scatti raccolti durante il concorso fotografico, quest'anno alla IV edizione, intitolato "C'eravamo tanto amati". Ogni partecipante, sulla base di ciascuna foto storica assegnatagli durante l’iscrizione alla competizione, ha reinterpretato e rivisitato la stessa in chiave attuale, inquadrando lo stesso punto in cui è stata scattata in origine e ridando vita a un’istantanea del passato realizzata negli anfratti del centro storico del paese federiciano

Obiettivo della gara fotografica è stato quello di invitare i fotografi a continuare a far conoscere e far crescere il paese murgiano guardando al passato, non con un senso di nostalgia ma con uno spirito critico per costruire un futuro che includa anche il passato e trasformare in possibilità i "vecchi dolori" – riprendendo Euripide “non sprechiamo lacrime nuove per vecchi dolori”-.

Durante la serata sarà premiata la foto vincitrice decretata da una giuria tecnica composta da Giovanni Albore e Michele Cassano, entrambi fotografi, Pino Navedoro, pittore e fotografo,  Leo Palmisano, sociologo e scrittore, e Laura Marchetti, assessora alle espressività artistiche e culturali del Comune di Gravina in Puglia, e docente di Filosofia. L'autore dello scatto più emblematico riceverà un soggiorno di due notti per due persone in una capitale europea a scelta. Mentre un premio a sorpresa è riservato al fotografo dell'istantanea più votata dalla giuria popolare durante il periodo della mostra (dal 9 al 30 settembre).

Precederà l’inaugurazione della mostra e premiazione del vincitore del concorso presso il Mastrogiacomo, il cui foyer sarà allestito da Coriandoli, il dibattito dal titolo “I volti di una città, i volti del suo centro storico… ritorno dal viaggio nel passato di Gravina in Puglia” con lo scopo di esortare alla riflessione sull'analisi delle stratificazioni che Gravina ha subìto nel tempo dal punto di vista urbano e al confronto sui possibili rimedi che riconducano a una funzionalità di luoghi e spazi, oltre che a una loro originaria storicità. 
A concludere la serata sono in programma diversi momenti di intrattenimento culturale, quali:presentazione di "Nabhi e il futuro di una città con la realtà aumentata" a cura di Nico Nuzzi di Nitro Lab, esibizione musico-teatrale a cura di Loredana Savino ed estemporanea pittorica a cura di Splitt.

L'accesso alla performance fotografica è possibile dal 9 al 30 settembre 2012 dalle 18 alle 22. Mentre nei giorni festivi è accessibile dalle 10 alle 13.
Spot della mostra fotografica visionabile sui seguenti link: http://www.youtube.com/watch?v=kTl56z14pxM e http://www.youtube.com/watch?v=jw0sCYlCDD0&feature=relmfu.

mercoledì 5 settembre 2012

Bilal – Lo schiavismo ai tempi dell’Unione Europea



Bere acqua fredda d’estate è la manna che consapevolmente sazia il nostro desiderio, la nostra necessità. La sete molti di noi, occidentali, non l’hanno mai sofferta davvero. Molti di noi non hanno mai neppure sofferto la  fame. Ma ci sono persone non lontane da noi che hanno sperimentato la sofferenza della sete e della fame. E forse qualcuno la soffre ancora oggi in Europa. Nell’Unione regionale dei Paesi Europei ci sono persone che sperimentano la sete, la fame e la violenza. La violenza dell’uomo sull’uomo. Queste persone sono gli schiavi contemporanei. Gli schiavi ai tempi dell’Unione Europea. Le rotte dei trafficanti di carne umana sono numerose, ma quelle che attraversano i deserti del Tenerè e del Sahara sono le più battute. Come ai tempi della Costa d’Oro nel ‘600 il continente africano è ritornato a vendere corpi e qualcuno è ritornano a trarne profitto. La differenza tra i traffici di schiavi di allora e quelli odierni è principalmente nei mezzi di trasporto e nella destinazione finale: il viaggio previsto è la traversata del deserto e poi la traversata del tratto di mar Mediterraneo che divide le coste nord africane da quelle italiane. E non più come nel ‘600 verso l’Atlantico stipati come merci nelle navi per approdare nel Nuovo Mondo, ma su camion nel bel mezzo del deserto per terminare il viaggio al confine di un paese in particolare, la Libia, da cui poi salpare su zattere di fortuna con la speranza di vedere e prendere parte alla vita europea con il lavoro. Dunque chi oggi trae vantaggio dai traffici sono molteplici soggetti, che vivono in mondi lontani geograficamente, ma non idealmente. L’Africa di oggi, ma anche alcuni paesi membri dell’Unione Europea come la Polonia, la Bulgaria e la Romania, offrono una qualità della vita che non è accettabile e questa situazione convince sempre più uomini e donne ad affidarsi a trafficanti senza scrupoli che si arricchiscono sulla speranza e sulla povertà. 

Sergio Gatti - Bilal
Di queste storie poco o nulla è stato scritto, ma quel poco che è stato scritto ha avuto (almeno in chi scrive) un effetto dirompente. Sergio Gatti, giornalista del settimanale “L’Espresso”, ha riflettuto su quale sarebbe stato il modo migliore per fare breccia nel muro dell’omertà della società civile europea, e italiana in particolare, e da ciò è nata l’idea di percorrere da clandestino la rotta dei clandestini. Attraversare il deserto, entrare nel centro di identificazione ed espulsione di Lampedusa, per poi fingersi straniero nuovamente in terra pugliese cercando di confondersi tra i braccianti-schiavi della Capitanata. Il viaggio del giornalista è un’impresa che nessun essere umano sano di mente farebbe se non fosse per la necessità di scappare da una vita senza futuro oppure per l’improrogabile urgenza di raccontare una storia. Anzi, le storie. Le storie di quelle migliaia di uomini e donne in fuga dalla povertà più nera e dalle guerre che insanguinano l’Africa e arricchiscono politici e militari corrotti. La storia di Bilal, questo il nome del cittadino curdo "né cristiano né musulmano" entrato clandestinamente nelle maglie dello schiavismo del XXI secolo nelle cui vesti Sergio Gatti si è calato con enorme coraggio, è la storia di decine di migliaia di migranti che finiscono, ognuno a suo modo, ad ingrassare le fila degli sfruttati di casa nostra. Di tutti quegli invisibili che, come dirà un compagno del deserto a Bilal-Sergio Gatti, “colui che si vede è sicuro che esista. Ma colui che non si vede non vuol dire che sia morto”. I non morti di casa nostra, gli invisibili, sono coloro che raccolgono i pomodori che mangiamo oppure coloro che come manovali edili costruiscono case che non abiteranno mai. 

Gli invisibili di casa nostra sono invece per noi, cittadini europei liberi di circolare nello spazio Schenghen, degli intrusi, dei ruba lavoro. Per le autorità europee sono un numero da aggiungere negli elenchi dei centri di detenzione o come burocraticamente preferiscono chiamarli di “identificazione ed espulsione”, come se la sostanza cambiasse. Anzi, a pensarci rileggendo la storia di Bilal un luogo di detenzione forse sarebbe più accogliente. Un carcere ha delle regole. Un CIE no. O meglio ce le ha sulla carta, ma in pratica, come ha sperimentato Bilal-Gatti, le regole vigenti rispondono ad altre logiche. Logiche razziste che un popolo di emigranti, come lo sono stati gli italiani in passato, non dovrebbe avere nei geni. E invece le angherie hanno il colore rosso delle strisce verticali e il nero dello sfondo delle uniformi di alcuni carabinieri. Ma anche l’arroganza e la leggerezza di alcuni operatori civili del centro. La storia di Bilal-Gatti, come le storie dei tanti Bilal, tra un decreto di espulsione e una nuova traversata nel mare dell’indifferenza europea non finirà fino a quando al centro delle preoccupazioni umane non sarà tornato l’uomo. “Una delle caratteristiche dell’Africa è che lo choc del primo impatto è poca cosa rispetto allo choc del ritorno al nostro mondo delle complicazioni mentali, dei consumi e dello spreco”.

"Bilal. Viaggiare, lavorare, morire da clandestini" 
autore Sergio Gatti
edito da Biblioteca Universale Rizzoli (9,60 euro)

05.09.2012
Vito Stano