venerdì 23 novembre 2012

Profumo d'autunno - Visita guidata al giardino botanico Lama degli Ulivi


Vista la grande affluenza registrata domenica 4 novembre, l'Associazione Polyxena e il giardino botanico Lama degli Ulivi replicano l'appuntamento domenica 25 novembre.

Polyxena e Lama degli Ulivi vi invitano ad una visita guidata per scoprire i piccoli abitanti del giardino botanico e per cogliere colori e profumi delle piante in questo periodo dell’anno. Prima di entrare in dicembre e lasciar spazio al freddo invernale, approfittiamo dell'ultima domenica di novembre per assaporare insieme, ancora una volta, i tiepidi profumi dell'autunno.

Dove: la passeggiata e tutte le attività avranno luogo, a partire dalle 10,00, presso il Giardino Botanico Lama degli Ulivi, c/da Conghia 298, 70043 Monopoli (Ba). La passeggiata si snoda su facili sentieri adatti a tutti. Si consiglia l’uso di scarpe comode. 

Costo: 7 euro a persona (gratuità per bambini al di sotto dei 4 anni). Info prenotazioni: 3286598638 – info@polyxena.eu (prenotazione obbligatoria). Come arrivare: s.s. 16, u
scita Monopoli – S. Francesco da Paola, seguire le indicazioni

(fonte Polyxena)

giovedì 22 novembre 2012

Eternit(à) eventi a Bari - Polvere di amianto a processo

Sguardi tristi e arrabbiati ma pieni di voglia di giustizia costituiscono il panorama umano contenuto in "Polvere - Il grande processo dell'amianto", documentario di Andrea Prandstraller e Nicolò Bruna. L'epicentro del lavoro è Casale Monferrato e il processo celebrato presso il Tribunale di Torino giunto alla sentenza di primo grado il 13 febbraio 2012. 

Sentenza che ha condannato Jean Louis de Cartier Stephan Schmidheiny, proprietari della Eternit, sono stati condannati a 16 anni di reclusione per disastro doloso permanente e omissione dolosa di misure antinfortunistiche. La condanna, pronunciata dal presidente Casalbore, si riferisce ai reati commessi a Cavagnolo e Casale Monferrato. Prescritte invece le condotte relative agli stabilimenti di Rubiera (Reggio Emilia) e Bagnoli (Napoli). Lunghissimo l’elenco del risarcimento danni e delle provvisionali per le parti civili: tra questi 4 milioni al Comune di Cavagnolo e 25 milioni per il Comune di Casale, 100 mila euro a Cgil nazionale, Associazione familiari e vittime dell’amianto e Legambiente onlus. Settantacinquemila a Wwf Italia. Undici milioni a Inail. E poi risarcimenti per cifre dai 30 ai 35 mila euro per gli eredi delle vittime. La sentenza riguarda la morte per amianto di 2.191 persone ed è stata accolta in aula da lacrime liberatorie. Hanno pianto, stringendosi l’uno a l’altro, i parenti delle vittime italiane, ma anche gli esponenti delle delegazioni straniere (ilfattoquotidiano.it).  


di Vito Stano

Il paesaggio agrario degli olivi millenari di Puglia tra storia, natura e sostenibilità sabato 24 e domenica 25 novembre 2012


Presso la masseria Brancati e frantoio Sololio ad Ostuni in provincia di Brindisi si svolgeranno delle giornate di educazione ambientale sull'agricoltura sostenibile, il paesaggio agrario, la biodiversità, il giusto impiego delle risorse idriche e la corretta alimentazione. Questa iniziativa è realizzata per la Settimana Unesco di Educazione allo Sviluppo Sostenibile 2012.

Sabato 24 novembre dall'oliveto monumentale al frantoioore 10,00 partecipazione alle fasi di raccolta delle olive e al loro conferimento in frantoio in Ostuni. A seguire escursione alla scoperta della biodiversità presente nelle lame tra gli oliveti monumentali con visita a frantoi ipogei romani e medievali, chiese rurali e insediamenti rupestri presenti lungo la via Traiana. Rientro in frantoio per conoscere l'olio novello appena franto attraverso un corso di educazione all'assaggio degli olii ottenuti dalle antiche varietà pugliesi che si identificano con gli olivi monumentali. Domenica 25 novembre prove dimostrative per la gestione sostenibile dell'oliveto: ore 10,00 accompagnati dagli agronomi del Consorzio Salentino Olivicoltori (Cso) si terranno prove dimostrative nell'oliveto monumentale condotto con metodi biologici finalizzate: alla diffusione e conoscenza di tecniche conservative del suolo e al mantenimento della biodiversità floristica con l'inerbimento controllato ossia il controllo meccanico della vegetazione erbacea spontanea e con il mantenimento di siepi perimetrali lungo i muretti a secco; alla difesa fitosanitara mediante il monitoraggio in campo e controllo preventivo con l'uso di esche proteiche; al censimento degli olivi secolari ai sensi della L.r. 14/07 sulla tutela del paesaggio agrario.

Nell’ambito della Settimana dell’Educazione allo Sviluppo Sostenibile promossa dall’Unesco, il Cea Il Ginepro del Comune di Ostuni, il Parco Naturale Regionale delle Dune Costiere da Torre Canne a Torre San Leonardo, il Cso (Consorzio Salentino Olivicoltori), in collaborazione con la condotta Slow Food Piana degli Ulivi, la Cooperativa Serapia e l’Associazione Passoditerra con il patrocinio del Crea (Centro Regionale di Educazione Ambientale) della Regione Puglia, organizzano per sabato 24 e domenica 25 novembre, due giornate dedicate alla conoscenza dell’agro-ecosistema dell’oliveto monumentale. L’occasione sarà utile per esplorare il patrimonio storico-culturale (masserie storiche, frantoi ipogei, antiche vie romane e insediamenti rupestri medievali) e la biodiversità naturale ed agraria del paesaggio degli olivi monumentali del Parco.

Il programma prevede visita guidata in una masseria del Parco con prove dimostrative su pratiche agronomiche sostenibili e tecniche di aridocoltura per contenere i consumi idrici; corsi di educazione all’assaggio degli olii bio ottenuti da oliveti millenari censiti ai sensi della L.r. 14/2007 sulla tutela e valorizzazione del paesaggio degli olivi monumentali pugliesi.

L’iniziativa si svolge nel contesto degli oliveti millenari di Ostuni della masseria Brancati e nel frantoio Sololio entrambi condotti con metodi biologici e aderenti al Consorzio Salentino Olivicoltori Cso con lo scopo di conoscere il patrimonio storico culturale, naturalistico e produttivo presente nella piana degli olivi millenari da candidare all’Unesco come patrimonio dell’Umanità.

(fonte Parco Dune Costiere)

Flash mob di docenti e studenti ad Acquaviva delle Fonti oggi alle 16,30


Protesta studentesca - Foto google.com 
Da Cassano delle Murge, Acquaviva delle Fonti, Gioia del Colle docenti e discenti  convoglieranno insieme per il flash mob  di un'ora oggi dalle 16,30 vicino alla cassa armonica ad Acquaviva delle Fonti

I professori e gli studenti dei licei Leonardo-Platone di Cassano delle Murge, dei licei Canudo-Marone di Gioia del Colle e dell’Itc Colamonico di Acquaviva delle Fonti daranno vita alla pacifica e singolare dimostrazione per dire No alle politiche del Ministero dell'Istruzione che continuano a colpire la scuolaAttraverso il flash mob la scuola esce dai luoghi istituzionali per informare e sensibilizzare i cittadini alle politiche sulla scuola che nulla hanno a che fare con crescita, formazione, merito,  ricerca, democrazia e cultura.

Le ragioni del No sono tante, si va dal blocco del pagamento degli scatti di anzianità, alla cancellazione di circa 30mila cattedre tra spezzoni orario e posti di sostegno, dopo la già pesante cancellazione di 87mila posti in organico di diritto su tutto il territorio nazionale. Tale scelta del ministro Profumo determinerà non solo il venir meno di decine di migliaia di contratti per i docenti precari altamente formati, ma anche la perdita di docenti di ruolo che saranno in probabile esubero. Lo scenario palesato nella scuola comporterà un’inevitabile dequalificazione della didattica. Le scuole dicono No anche  alla ex legge Aprea il D.d.l. 953, che cancella la scuola della Costituzione. Il disegno di legge che apre alla privatizzazione della scuola, è un vero e proprio progetto di riforma degli organi collegiali che ha lo scopo di inserire nella scuola finanziatori privati con un’inevitabilmente contaminazione del piano dell’offerta formativa.

Il flash mob, alla vigilia dello sciopero generale della scuola di sabato prossimo, è anche per dissentire alle scelte del ministro Francesco Profumo di riconvertire sul sostegno quei docenti in esubero e la “deportazione” di quegli insegnanti inidonei in ruoli amministrativi, come dettato dalla spending review. Col provvedimento del governo Monti si lede la dignità dei lavoratori e si affossa il tanto evocato merito. Spazio anche al concorso previsto per quasi 12mila posti vacanti, cattedre che già annualmente vengono occupate da docenti precari nominati dagli uffici scolastici di provenienza.

Il concorso di Profumo appare al mondo della scuola come una vera e propria manovra propagandistica che ha il solo intento di affossare il diritto al ruolo dei docenti precari ingabbiati nelle graduatorie ad esaurimento dopo anni e anni di supplenze, lauree abilitanti e concorsi, master e corsi di perfezionamento costosissimi.

In ultimo, i docenti e gli studenti rivendicano una scuola più sicura e senza classi pollaio. Proprio l’affollamento delle aule, provvedimento già attuato dalla riforma Gelmini, serve a fare risparmiare lo Stato sulle nuove assunzioni del personale docente, pur violando ogni più elementare norma sulla sicurezza sui luoghi di lavoro.

(fonte portavoce protesta dott.ssa Francesca Marsico) 

mercoledì 21 novembre 2012

Referendum popolari su artt. 8 e 18 censurati dai grandi media


Stamattina era in programm un flash mob davanti alla Rai in Viale Mazzini contro la censura sui referendum lavoro. Parteciperanno i rappresentanti dell’Italia dei Valori (Antonio Di Pietro), Sinistra Ecologia e Libertà (Massimiliano Smeriglio), Rifondazione comunista (Paolo Ferrero), Comunisti Italiani (Manuela Palermi), Verdi (Nando Bonessio), Alba (Massimo Torelli e Sandro Medici), Fiom (Francesca Re David), Lavoro Società Cgil (Nicola Nicolosi), La CGIL che vogliamo (Gianni Rinaldini). Hanno aderito inoltre il giornalista Carmine Fotia, l’on.Vincenzo Vita del Pd e l’on. Beppe Giulietti insieme alle associazioni Articolo 21, Popolo Viola e Move on.contro la censura del servizio pubblico nei confronti dei referendum sul lavoro davanti alla sede della Rai partecipiamo, garantendo una presenza massiccia, rumorosa, fantasiosa e pacifica. 

Par Condicio al lavoro: con questo titolo il Comitato promotore del Referendum per l’abrogazione dell’Articolo 8 della manovra economica dell’agosto 2011 e delle modifiche all’Articolo 18 dello Statuto dei lavoratori ha indetto a Roma un flash-mob davanti alla Rai, in Viale Mazzini 14, per protestare contro la sistematica censura che il servizio pubblico sta operando nei confronti della raccolta delle firme in corso in tutta Italia. I promotori si erano già rivolti al Cda Rai scrivendo: “Ci rivolgiamo a voi per sottolineare la scomparsa dalla radiotelevisione pubblica dell’informazione sulla raccolta di firme per i referendum sul lavoro, promossi da un largo schieramento di forze sociali, sindacali e politiche; in un momento così delicato per la vita del nostro paese, ci appelliamo alla vostra sensibilità democratica, affinché non sia oscurato un tema che sta coinvolgendo in una libera discussione centinaia di migliaia di persone in tutta Italia”. 

I referendum, sottolineano i promotori, rappresentano “un argine alla disaffezione verso la politica, offrono un’occasione di partecipazione a tanti cittadini che altrimenti troverebbero solo la strada della rabbia e della contrapposizione verso le istituzioni; sono uno dei più alti momenti della democrazia, tramite essi gli elettori possono correggere leggi che ritengano sbagliate e dannose e partecipare più compiutamente alla vita democratica del paese, com’è avvenuto con le più recenti consultazioni referendarie”. 
È inaccettabile che la raccolta delle firme sia messa seriamente a rischio da una sistematica censura. La manifestazione è un gesto di rottura del muro di silenzio al quale ci auguriamo gli operatori dell’informazione non restino insensibili.

21.11.2012
V.S.

Medio Oriente continua il caos: stamane attentato senza vittime in Israele condannato dai Presidenti di Italia e Francia

Il presidente della Repubblica italiana Giorgio Napolitano e il presidente della Repubblica francese, da Parigi in conferenza stampa congiunta per fare il punto dell'incontro intercorso, dichiarono tra l'altro di essere vicini ad Israele, che ha subito un'attentato (http://www.corriere.it/gallery/esteri/11-2012/israele/telaviv-bus/tel-aviv-tornano-attentati-bomba-un-autobus_614857a6-33cd-11e2-a480-b74fe153b15c.shtml#1) stamane con circa dieci feriti, e di essere preoccupati per la situazione in Medio Oriente. Il presidente Napolitano ha anche detto di essere vicino alle vittime civili di entrambi gli schieramenti e che auspica la fine degli scontri.

In tanto dopo la riflessione sulla propaganda che Hamas farebbe postando in rete fotografie relative al conflitto siriano o scontri di anni addietro sempre a Gaza per pilotare l'informazione europea e statunitense, su facebook.com è possibile intercettare video interessanti, che possono aiutarci a continuare a coltivare il dubbio, le immagini che ci mostrano e le notizie che ci raccontano in realtà potrebbero essere non fedeli ai fatti accaduti. Pertanto, anche qualora  questi video siano mirati a fare una contro-propaganda, tutto ciò ci aiuta a capire che occorre verificare e non vedere a occhi chiusi: https://www.facebook.com/photo.php?v=10151248471687141. In questo video è possibile vedere delle immagini, commentate in inglese e sottotitolate in ebraico, nelle quali uomini di Hamas maltrattano uomini e donne palestinesi, facendo pensare al trattamento che i talebani riservavano agli uomini e alle donne afghane

Non accontentiamoci di vedere e ascoltare acriticamente quello che i media ci propongono, impegniamoci a sviluppare una visione critica per amore della verità dei fatti.

21.11.2012
Vito Stano

martedì 20 novembre 2012

Eternit(à) dal 21 a Bari - Riflessioni sull'opera del killer silenzioso

Trittico di Antonio Maria Fantetti

La salubrità dei centri urbani è stata per molti anni una preoccupazione di pochi. Al contrario la preoccupazione di molti imprenditori e amministratori pubblici è stata quella di arricchirsi senza badare alle conseguenze. Il tempo ha portato poi lutti e inquinamento. Di questi fatti fino a qualche anno fa parlarne era considerato quasi un delitto. Gli ultimi anni hanno portato la cittadina piemontese di Casale Monferrato agli onori delle cronache a causa delle vittime del lavoro e non solo. Il killer si chiamava eternit. Lo stesso killer che alla Fibronit di Bari ha provocato la morte di molte donne, mogli e figlie, mai entrate in fabbrica; donne che avevano il compito di scuotere la tuta da lavoro e così inalavano quella "neve" sottile, che anni dopo avrebbero saputo essere le fibre d'amianto e cemento. Oggi si conoscono le cause dei mali che hanno devastato numerose famiglie, ma il problema dello smaltimento e della bonifica delle onduline di eternit è lontano dalla agognata soluzione definitiva: smaltire pochi metri quadrati di eternit è costosissimo e questo convince molti a fare da sè, rischiando la salute pur di risparmiare, e in più il paesaggio rurale italiano, e in particolare quello pugliese per conoscenza diretta, è sempre più utilizzato come discarica a cielo aperto, con danni per la collettività che probabilmente tra qualche anno saranno individuati.

Questo tema è stato oggetto di studio non solo da parte di tecnici ambientali, ma anche di artisti, come nel caso di Eternit(à)”, mostra collettiva d’arte contemporanea a cura di Silvia Belviso, che sarà inaugurata il 21 novembre presso il Centro Polifunzionale per gli Studenti dell’Università degli Studi Aldo Moro di Bari in Piazza Cesare Battisti, 1 - ex Palazzo delle Poste. In questa mostra saranno esposte opere pittoriche, scultoree e fotografiche realizzate da artisti provenienti da tutta Italia sul tema ambientale. 

Esporranno Abate Giampiero, Belviso Silvia, Carpenti Marco, Castagnacci Marco, Colamonaco Maria Santa (Artiffany), De Tullio Vito, Desiderato Michele, Facecchia Mino, Fantetti Antonio Maria, Iacobelli Marco, Karzi Maria, La Bianca Beppe, Maggio Gilda, Misia Mavilia, Montariello Ennio, Ricci Guido, Rotunno Rita, Sala Tiziana, Sigrisi Francesca, Svelto Anna, Ventola Antonella, Vettore Cristiano.

All'inaugurazione in grande stile saranno presenti il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, il presidente della Provincia di Bari Francesco Schittulli, il sindaco di Bari Michele Emiliano, il rettore Università degli Studi Aldo Moro di Bari Corrado Petrocelli.  Il programma in realtà prevede anche momenti di riflessione: si inizierà mercoledì 21 novembre alle ore 16,00 con  la Lettera di Giusy Mendola – Riflessioni per non dimenticare, si proseguirà con la proiezione del film documentario “Polvere – Il grande processo dell’Amianto” di Nicolò Bruna e Andrea Prandstraller; parteciperà anche il regista Andrea Prandstraller. Il primo pomeriggio si concluderà con la presentazione del libro “Amianto – Il processo alle fabbriche della morte” di Giampiero Rossi (Melampo Editore).


Alle 18.00 ci sarà l'inaugurazione della mostra d’arte contemporanea e dopo il saluto di rito delle autorità interverranno Nicola Brescia del Comitato Cittadino Fibronit, Silvia Belviso  della La Fabbrica degli Artisti, Lillo Mendola dell'Associazione Familiari Vittime Amianto Bari, Salvatore Valletta del Sigea Sezione Puglia.

Il programma prevede per martedì 27 novembre, ore 10,00 un convegno diviso in due sessioni: la mattutina si parlerà di "Mesotelioma pleurico…una battaglia da vincere", con il saluto di Michele Emiliano sindaco della città di Bari, di Francesco Schittulli oncologo e (presidente della Provincia di Bari), di Ettore Attolini assessore alle Politiche della Salute della Regione Puglia, di Pietro Giuseppe Bovolato direttore del reparto di Chirurgia Toracica agli Ospedali Civili di Brescia, Paolo Sardelli direttore del reparto di Chirurgia Toracica dell'Ospedale San Paolo Bari, Luciano Mutti direttore Gime – Gruppo Italiano Mesotelioma, Gennaro Palmiotti oncologo, Angelo Domenico Colasanto direttore Generale Asl Bari, Marina Musti responsabile Registro Mesoteliomi Puglia, Giorgio Assennato direttore Generale Arpa Puglia. Modererà Giuseppe Armenise giornalistra de La Gazzetta del Mezzogiorno.

Durante la sessione pomeridiana che inizierà alle 16,00 si parlerà invece di "Inquinamento da amianto…una battaglia da vincere": introdurrà i lavori Maria Maugeri assessore all’Ambiente del Comune di Bari, Lorenzo Nicastro assessore Qualità dell’Ambiente Regione Puglia, Ciro Angelillis magistrato Dda Bari, Roberto Rossi magistrato Consigliere Csm, Bruno Pesce Afeva Casale Monferrato (Al), Nicola Pondrano presidente Fondo Vittime Amianto,  Luciano Carleo Contramianto e altri rischi (Ta), Biagio Mastria Associazione Emigranti Salentini – Corsano (Le), Fabio Campese avvocato Penalista del Foro di Bari, Raffaele Nigro scrittore e giornalista Rai, Agata Mazzeo antropologa. Modererà Giuseppe Armenise giornalista de La Gazzetta del Mezzogiorno.

Per l'ultimo giorno, venerdì 30 alle ore 18,00 il programma prevede riflessioni in "Pensieri Poesie Racconti" di Raffaella Iannetti poetessa.

I mondi dell'arte, della cultura e della scienza stretti in un abbraccio ideale di analisi e riflessione attorno ad un nodo della società contemporanea che grida all'urgenza, prima che il tempo e le fibre abbiamo ancora la meglio sulla vita.

20.11.2012
Vito Stano

Bombe su Gaza e propaganda di Hamas sul web - Dove la verità?



Dalla ricerca su google.com questa foto risulta postata su fb il 16 ottobre,
cioè circa un mese fa ed è relativa al conflitto siriano.
Ad una settimana dall'inizio dell'offensiva nel cielo di Gaza le vittime dei bombardamenti dell'aviazione israeliana si stimano attorno al centinaio. Intanto l'indignazione monta sul web e in particolare sui social network: su facebook.com è possibile vedere e condividere foto che ritraggono lo scempio dei bombardamenti: bambini orrendamente mutilati, donne uccise e distruzione, tanta distruzione. Ma sul popolare social network è anche possibile prendere cantonate pazzesche: il video linkato qui (http://www.youtube.com/watch?v=G0qJ-d1uS4w) è educativo in tal senso; la voce narrante spiega come i combattenti di Hamas (o chi per loro) immettano nel web foto non afferenti ai bombardamenti che si stanno consumando in queste ore, con finalità che si possono ipotizzare: distorcere la reale dimensione e crudezza dei fatti, di per sè gravissimi.

Qualche strumento tecnico può sicuramente aiutare a capire meglio. A questo proposito con alcune semplici mosse è possibile verificare se la foto condivisa su fb è o non è autentica (e che nel frattempo magari è stata commentata innumerevoli volte da ignari internauti): copiate la foto sul pc e immettetela in google.com, la pagina a cui vi condurrà il sistema sarà presumibilmente quella che l'ha messa in rete o magari un sito che l'ha rilanciata, pertanto è utile scorrere non solo una pagina in modo tale da risalire all'origine e poter effettivamente verificare l'autenticità dell'immagine

Nel video sopra linkato è possibile vedere come sono state spacciate foto risalenti ai conflitti in Bosnia o alla guerra che sta dilaniando la Siria, pertanto al netto dell'orrore che lo Stato di Israele sta realizzando bombardando sulle teste dei palestinesi di Gaza, è bene non aggiungere menzogne su menzogne e, con un piccolo impegno, è bene fare qualche verifica, perché quello che vediamo e leggiamo sui social network, a volte spacciandosi per notizie giornalistiche, molte, troppo volte non hanno alle spalle redazioni giornalistiche, ma organizzazioni che mirano a fare propaganda. 

http://fakewarclaims.com/2012/11/18/fake-israeli-soldier-stepping-on-palestinian-girl/

Per non farsi abbindolare da nessuno (al netto delle ideologie) occorre verificare quello che capita sotto gli occhi, per evitare, è bene ripeterlo, di aggiungere all'orrore anche le menzogne. 

20.11.2012
Vito Stano 

Processo al vino novello: assolto con formula piena


Un momento del processo al novello - Foto facebook.com
Novello: vino o cosa? Il "giovane" trascinato per il collo in tribunale ha dovuto rispondere di numerose accuse. Nella cornice senza tempo del castello di Conversano, cittadina in provincia di Bari, si è svolto il processo che ha visto come imputato il dubbio enologico di sempre: il vino novello.  

Grazie all'indulgenza del giudice Eustachio Cazzorla, enogiornalista pugliese, e della giuria presente al processo il novello è stato "assolto, perché il fatto non sussiste". I produttori hanno brindato, felici di fare un vino di tutto rispetto, che nulla ha da invidiare al tradizionale.  Anche i consumatori sembrano soddisfatti, a patto che si rispetti il disciplinare di produzione che consente di produrre il novello con una minima percentuale del 40% dalla macerazione carbonica.

A proposito occorre considerare che a san Martino il vino tradizionale non può essere bevuto in quanto mosto, pertanto il novello rappresenta per le aziende vitivinicole un buon viatico per fare introiti in attesa del principe della tavola.

Al di là delle parole, vi propongo una scheda tecnica del novello: rosso purpureo con riflessi violacei; risalta all’esame olfattivo la fragranza dovuta alla macerazione carbonica, quasi a ricordare le nobili bollicine di un vino spumante. Ha profumi spiccati di fragola e lampone in frutta fresca, al gusto è fine ed elegante, non delude il tannino che è morbido e dolce, al palato non è astringente essendo un giovane vino figlio di san Martino.

Dunque con l'incidente probatorio ieri si è stabilito che il novello ha il colore di un vino, i profumi freschi di un vino, il gusto di un vino e la fragranza di un vino e allora "perché - si è chiesta la giuria - non dovrebbe entrare a pieno titolo nell'elenco delle tipologie di vini come i rossi, i bianchi o gli champagne?". 
I testimoni del novello hanno deposto a suo favore, affermando che è il prodotto di un metodo differente, ottenuto lavorando attraverso la macerazione carbonica. 
Intanto, salvo e ormai a piede libero sino alla prossima primavera il novello aspetta di cadere tra le mani degli appassionati: le nuove fragranze si dischiuderanno dal collo delle bottiglie, dalle quali cadrà nei calici degli amanti.

20.11.2012
Giulio Stano

lunedì 19 novembre 2012

"Occorre una legge che realmente guardi all’area di Taranto come un’area necessaria per il Paese. La città va salvata da un destino di inquinamento che a questo punto sembra millenario": intervista al giornalista tarantino Fulvio Colucci



Fulvio Colucci, giornalista de 'la Gazzetta del Mezzogiorno'
Foto Archivio Vito Stano
Dopo avere letto “Invisibili” è scattato un corto circuito e allora ho capito che dovevo allontanarmi dal quadro per poter meglio guardare l’insieme. In modo particolare ho capito che dovevo prestare più attenzione ai fattori che compongono il tutto: il lavoro e la salute prima di tutto. Ho deciso quindi che per raccontare la situazione tarantina era necessario capire le ragioni dei protagonisti della città e della fabbrica e anche alcuni osservatori eccezionali, tra questi il giornalista de “la Gazzetta del Mezzogiorno” della redazione di Taranto Fulvio Colucci in prima linea da tempo.

Intanto la magistratura ha «autorizzato - si legge in un articolo di Domenico Palmiotti sul sito de 'Il Sole 24 Ore' di lunedì 19 novembre - una nave a scaricare 45mila tonnellate di materiali. La deroga alla direttiva che fissa il doppio limite all'azienda – 15mila tonnellate di scarico per volta e giacenze non superiori ai 15 giorni – arriva dopo l'ipotesi di fermata generale e improvvisa il 14 dicembre per assenza di materie prime fatta dal presidente Bruno Ferrante nei giorni scorsi. L'Ilva dice che il via libera vale solo per una nave e solo per un quantitativo, e il rischio di fermata dunque persiste».

A questo link l'articolo completo de 'Il Sole 24 Ore':
http://www.ilsole24ore.com/art/impresa-e-territori/2012-11-18/futuro-ilva-giorni-decisivi-081256.shtml?uuid=AbFHG93G&fromSearch

A cura di Vito Stano

Il lavoro è determinante per venire a capo della situazione, infatti la contrapposizione tra operai e attivisti pro salute e pro ambiente è il nodo da sciogliere. Dalla tua postazione che definirei di trincea e in virtù della notizia che hai dato sulla Gazzetta (“Annuncio choc di Ferrante «L’Ilva chiude il 14 dicembre con gravi rischi di incidenti»” del 16 novembre 2012) quali sono le prospettive?

Le prospettive sono che se stiamo alle parole del presidente dell’Ilva alla Procura della Repubblica il 14 dicembre dovrebbe chiudere l’area a caldo, perché non ci sono materie prime da immettere nel ciclo integrale e quindi non c’è più possibilità di creare l’acciaio. Le prospettive dunque non sono certamente rosee, ci troviamo di fronte a una situazione di grande difficoltà perché abbiamo un quadro complicato dall’inchiesta e dalle scelte fatte e quindi dalla necessità di venire fuori da una situazione non facile: di fronte abbiamo sempre il nodo salute e ambiente, da un lato, e occupazione, dall’altro. Un nodo che non si è sciolto, perché la fabbrica continua a produrre e quindi, secondo l’inchiesta della magistratura, si continua a commettere il reato di disastro ambientale e dall’altro lato c’è all’interno della fabbrica una situazione problematica, come dicevi tu, il lavoro, questa parola che è diventata quasi sconosciuta. C’è il lavoro di quasi 11mila e cinquecento persone che è a rischio, ma ormai dire a rischio è un eufemismo, perché noi abbiamo da calcolo poco meno di mille persone in ferie forzate già a partire da questa settimana e poi la cassa integrazione che ufficialmente scatta a prescindere dalla trattativa con i sindacati per 2mila persone per tre mesi. Questo nell’aria a freddo, quella che si pensava non sarebbe stata colpita dove avviene la cosiddetta laminazione dei prodotti, un’area che si pensava che non sarebbe stata toccata dalle criticità dell’inchiesta e dei problemi ambientali. Però d’altro canto viveva già dapprima dell’inchiesta dell’area a caldo una situazione di criticità del mercato e quindi di difficoltà di piazzare i prodotti. Poi al netto di quello che potrebbe succedere il 14 dicembre, dal giorno uno del mese, secondo quelle che sono le prescrizioni dell’Aia previste dal Ministero dell’Ambiente, l’altoforno numero uno si ferma per l’ambientalizzazione, cioè per quei lavori che lo dovrebbero rendere ecocompatibile e dovrebbero impedire finalmente che inquini. Insieme all’altoforno si dovrebbero fermare mi pare due o tre batterie della cokeria.

Questo cosa comporta?

Comporta l’esubero di 2mila persone così di botto; questo numero si aggiunge al numero (mille, ndr) dell’aria a freddo. Cosa succede per queste persone?

Non vengono reintrodotte nel processo di ambientalizzazione?

Fino a poche settimane fa si pensava che queste persone sarebbero state ricollocate, ma adesso con la cassa integrazione nell’aria a freddo queste persone inevitabilmente non saranno ricollocate. L’Ilva lo ha detto e quindi si apre uno scenario drammatico da questo punto di vista. Ecco perché occorre capire finalmente qual è il nuovo passaggio di questa vicenda enormemente intricata.

Qual è dal tuo punto di vista?

Probabilmente adesso bisogna capire cosa succede rispetto all’applicazione dell’Aia e rispetto a quelle che saranno le decisioni della magistratura, che di decisioni ne ha già prese. L’Ilva chiede il dissequestro degli impianti per produrre così da poter (dichiara la proprietà, ndr) avere quella disponibilità in cassa necessaria per fare gli investimenti per l’ambiente. Ma il dissequestro degli impianti non può avvenire attraverso una trattativa, perché la magistratura certamente non tratta, e quindi siamo difronte alla necessità di venire da questa situazione. Onestamente una soluzione all’orizzonte non c’è, perché noi abbiamo due situazioni diverse: una situazione di tipo giudiziario e poi le decisioni del governo, sono due binari paralleli che così non si possono incontrare. Io credo che a questo punto bisognerà capire se l’Ilva fa dei concreti passi avanti, li ha solo annunciati fino ad ora, se dopo aver presentato il piano industriale e aver avuto l’ok dal ministro dell’Ambiente Clini fa realmente conoscere questo piano industriale che dovrebbe mettere mano agli impianti e fa capire bene l’ordine degli investimenti.

Non si a quanto ammonteranno gli investimenti?

Una prima stima parlava di 3 miliardi e direi che è una stima verosimile, anche se poi se i 3 miliardi li consideriamo in ragione dell’ambientalizzazione degli impianti, mentre molti e molti più soldi ci vogliono per la bonifica. Certamente molto di più di quelli che ha previsto il governo nel famoso decreto per Taranto dello scorso agosto, che prevedeva in relatà molti soldi per il porto e pochi soldi per le bonifiche vere e proprie. Occorre credo una mobilitazione del governo non circoscritta al Ministero dell’Ambiente e che realizzi finalmente una legge per Taranto per esempio e che permetta di fare concreti passi avanti. Attenzione una legge per Taranto che non salvi la situazione che c’è.

Un condono magari?

No, occorre una legge che realmente guardi all’area di Taranto come un’area necessaria per il Paese, nella quale se si deve continuare e a produrre acciaio si deve produrre in maniera pulita e comunque la città va salvata da un destino di inquinamento che a questo punto sembra millenario, sembra perenne; il che non può essere perché abbiamo pagato, in termini di vite umane, non lo dico io ma il Ministero della Salute e i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, un contributo altissimo. Se non c'è una legge che rispetti l'ambiente risanandolo, ed è difficile che ci sia in questa situazione politica ed economica, è meglio per Taranto voltare pagina.