sabato 18 aprile 2020
giovedì 16 aprile 2020
Catucci e Lapadula no alle polemiche. La rappresentanza declinata ai tempi dell'emergenza
mercoledì 15 aprile 2020
Celebrazioni pasquali in Puglia tra contenimento e tolleranza. Il punto di vista di Ignazio Zullo
| Ignazio Zullo, Consigliere regionale e capogruppo FdI |
Celebrazione del mercoledì 8 aprile sul convento. La sindaco Di Medio spiega la vicenda
E sulla sua presenza durante la celebrazione la sindaco precisa che «è vero che il Sindaco rappresenta lo Stato di fronte ai cittadini, ma è vero anche il contrario. Un sindaco rappresenta una intera collettività e ne fa presente i bisogni e le esternazioni. Per questo ho accettato. Non c’è stata una processione. Il Crocifisso è stato portato solo all’esterno della chiesa del convento ed esposto verso il paese con la recita della benedizione contro le calamità. Tutti i presenti erano muniti di DPI e a distanza di sicurezza. Il tutto è durato pochi minuti, poi il Crocifisso è stato rimesso al suo posto ed ognuno se ne è tornato a casa».
martedì 14 aprile 2020
Dopo i messaggi amplificati il silenzio assordante. Celebrazioni sul convento nonostante i DPCM
Io però, visto l'episodio di San Marco in Lamis, che non c'è dubbio che per gravità è imparagonabile con quello che è occorso a Cassano sul convento, ma che invece per la Legge e per la morale non fa differenza, ho voluto spendere qualche parola.
E chissà se il 25 aprile per il 75esimo anniversario della Liberazione dal fascismo e dal nazismo verrà organizzata una celebrazione civile (sempre per pochi intimi e in diretta streaming)? Del resto oltre a essere una ricorrenza fondamentale della Repubblica Italiana è anche una tradizione o no?
sabato 11 aprile 2020
martedì 7 aprile 2020
Riserve, bioparchi e zoo: la Natura e i suoi abitanti non più in gabbie ma liberi di posare
| Pinguino@Bioparco-Valencia_Vito Stano@2019 |
La malattia della scrittura: si riattiva il blog Murgiambiente per lasciare tracce visibili
lunedì 16 marzo 2020
Solidarietà ai tempi del coronavirus: si attendono rifornimenti dalla Cina
di Vito Stano
Il
tempo che è intercorso tra stare allerta sui social (e durante le poche uscite
consentite per lo stretto necessario) e l'attimo in cui è circolata la notizia
del primo cassanese colpito da Covid-19 è stato breve ma non troppo. Abbiamo
sospettato dell'Altro che incrociavamo al caseificio o in farmacia durante i
giorni precedenti. Poi è partita la gara su fb e wapp per indagare e divulgare
il nome (alcuni hanno ricevuto da contatti fuori Cassano anche la foto).
Bene
e ora? Pensateci se le Asl sono responsabili del coordinamento ci sarà una
ragione: intanto la privacy ai tempi del coronavirus è un concetto quasi del
tutto vuoto, vista la quantità di informazioni che stiamo (più o meno tutti)
condividendo sulle piattaforme sociali. Ma c'è una differenza tra quello che
decidiamo di condividere e quello che vorremmo sapere: c'è la sofferenza di una
famiglia, che si ritrova un suo componente affetto dal virus (solo come tutti
coloro che ne stanno affrontando le conseguenze in uno dei tanti ospedali
attrezzati); per non dire quanto certamente sia in pena lo sfortunato al
pensiero di averlo trasmesso involontariamente ad altri.
Pensate
che le strutture preposte non sono capaci? Se è così sostituitevi a loro: nel
carico di responsabilità che stanno sopportando. E ancora, immaginate che nelle
provincie più colpite i sani avessero chiesto al sindaco o a coloro che ne
avessero contezza i nomi degli infermi. Difficile immaginarlo vero? Avrebbero
dovuto affiggere manifesti grandi sei metri per tre. E forse non sarebbero
bastati. Ricordate che la migliore azione da compiere è stare in casa. E
per tutti coloro che per forza maggiore sono costretti a proseguire la normale
attività lavorativa, ebbene sappiate che avete la solidarietà di tutti noi che
purtroppo (e per fortuna) siamo barricati entro le mura domestiche.
Sappiate
tra l'altro che per difendersi dal contagio occorrono i D(ispositivi) di
P(rotezione) I(ndividuale), poiché sapere il nome del contagiato non ci metterà
al riparo ma appagherà soltanto la sete della massa informe di linciare il
diverso.







